Prendersi cura di Zorro: #ascuoladipetcare

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gattoSono cresciuta in una casa con un cane, adorato e compagno di mille giochi. Ho sempre sognato di poterne avere uno tutto mio, ma per via del lavoro, ed essendo quindi fuori quasi tutto il giorno, una volta sposata ed accasata abbiamo scelto di avere dei gatti. I gatti, a differenza dei cani, sono animali molto indipendenti, non soffrono così tanto le assenze giornaliere e nel nostro caso sono diventati presto una piacevole compagnia.
Quando siamo diventati genitori, in casa era rimasto solo un gatto, Zorro, che sta accompagnando nostra figlia nella sua crescita e che dopo 13 anni è diventato a tutti gli effetti un componente della nostra famiglia.

Il rapporto tra la nostra piccola e Zorro è stato sempre molto altalenante, a tratti conflittuale con alla base una grande diffidenza reciproca. Nonostante i nostri sforzi, non hanno mai veramente legato, diciamo che si sono ignorati vicendevolmente per anni. Nostra figlia lo ha sempre in qualche modo cercato, ma lui è quasi sempre scappato e davanti all’insistenza di Elisa ha sempre reagito allo stesso modo: nascondersi sotto i letti.

Quest’estate, una volta tornati dal mare, Zorro ha cominciato ad avere problemi molto seri di salute. Non mangiava e non beveva più, non si muoveva ed era dimagrito moltissimo. La diagnosi è stata dura da accettare: blocco renale con diverse complicazioni.
Un gatto anziano non ha molte speranze di sopravvivere a ciò che ci avevano prospettato ed abbiamo dovuto cominciare a pensare al peggio.
Abbiamo spiegato ad Elisa, di cinque anni, la situazione, sicuri che dirle la verità le sarebbe servito per capire meglio tutto quello che ruota intorno ad una malattia, il suo decorso e la perdita.

Da quel momento in poi, il rapporto tra Zorro e nostra figlia si è completamente trasformato, la sua dolcezza infinita verso questo micio malato, ci ha dato una meravigliosa occasione per vivere insieme a lei un momento così difficile con serenità e coscienza. Non lo ha mollato mai, lo ha accarezzato in ogni momento e non ha perso occasione per sussurrargli il suo affetto.
Devi stare meglio sai, perchè mi mancheresti troppo.”, gli diceva. “Scusa se ti ho tirato spesso la coda, ma io lo facevo per giocare“.
Noi li guardavamo addolorati, non avevamo idea di come Elisa avrebbe preso la sua morte realmente e le cure non stavano funzionando… ma…

Il giorno stesso in cui era deciso che Zorro smettesse di soffrire, è accaduto l’impensabile: i reni hanno cominciato a funzionare di nuovo.
Allibiti e senza nessuna certezza, lo abbiamo riportato a casa, giusto per coccolarlo ancora un po’ e a detta del veterinario, accompagnarlo nelle sue ultime notti.
Ma i gatti hanno sette vite davvero, eh. Perché da quel giorno in poi i miglioramenti sono stati giornalieri e la relazione tra lui e nostra figlia si è arricchita dando origine ad una complicità unica.
Elisa è convinta che le sue coccole abbiano funzionato, noi, insieme al veterinario, ci chiediamo ancora oggi cosa sia davvero accaduto e viviamo ogni suo giorno in nostra compagnia come una fortuna.

Avere la possibilità di far crescere un bambino con un animale domestico è a mio parere un grande dono, vivere insieme a nostra figlia questa esperienza poi, mi ha convinto ancora di più.
Spiegarle la malattia, farla confrontare con il dolore di una perdita imminente è stato faticoso ma emozionante, parlare di emozioni con lei è stato a tratti illuminante, accompagnarla nella scoperta di un rapporto appagante come quello con un animale è stato bellissimo.

Zorro è vivo e ci ha dato l’opportunità di capire quanto prendersi cura di lui, sia stata un’opportunità davvero speciale per noi, anche come genitori.

Vi abbiamo raccontato questa storia nell’ambito del progetto “A scuola di pet care®” di Purina, un progetto educativo che ha l’obiettivo di diffondere il valore della relazione con gli animali domestici fra le nuove generazioni e le loro famiglie, sensibilizzandole al rispetto, alla cura e alle esigenze dei compagni a più zampe, per una convivenza serena e consapevole.
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