Il pollo: il più mangiato dagli italiani

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Il pollo è uno degli alimenti preferiti dalle famiglie italiane. Ma non solo da loro, il pollo infatti è uno degli alimenti più diffusi al mondo: quasi non esiste cucina tradizionale che non annoveri una ricetta di pollo. Ed è così da millenni. L’uomo carnivoro allevatore è essenzialmente un mangiatore di polli, animali che si adattano a climi e ambienti diversissimi.
Per questo ci è sembrato importante approfittare dell’incontro con UnaItaliaUnione nazionale Filiere Agroalimentari Carne e Uova, per parlare di questo alimento che piace ai bambini e ai genitori per la sua versatilità in cucina.

W il polloÈ stata fatta una ricerca attraverso un questionario online su un campione di 5 milioni di famiglie con figli tra 1 e 14 anni ed è risultato che la carne di pollo è indicata al primo posto nell’alimentazione come alimento proteico: piace perché è una carne magra e nutriente e, aspetto non secondario, è economica rispetto ad altre. Piace anche ai bambini, per il suo gusto delicato che la rende gradita anche a chi apprezza poco il sapore della carne.
Le mamme si dichiarano molto attente all’alimentazione dei propri figli, anche se la maggior parte si definisce insicura sulla validità del tipo di dieta che propone. L’88% degli intervistati, sostiene di porre grande attenzione sugli ingredienti degli alimenti acquistati per i propri figli e di informarsi.

Dato che uno dei timori ricorrenti è quello di non gestire adeguatamente il menù settimanale dei figli e di esporli ad abitudini alimentari scorrette, soprattutto per la carenza di frutta e verdura (55% degli intervistati), ne abbiamo parlato con il Dott. Morino, Resp. UO Educazione Alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, che, prima di elargire qualsiasi consiglio ci ricorda che l’esempio è fondamentale, anche nell’alimentazione.

5 CONSIGLI DA TENERE A MENTE

  1. Rispettare la suddivisione in 5 pasti nella giornata: colazione, 2 spuntini (uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio), pranzo e cena. Questa ripartizione permette al bambino di arrivare al pasto successivo senza troppo appetito e contemporaneamente migliora il metabolismo. Attenzione! 5 pasti non 10: moltiplicare le merende e mangiucchiare continuamente tra un pasto principale e l’altro impedisce di consumare pranzo e cena in tutte le loro componenti
  2. La carne è un alimento importante per la crescita di un bambino: è una fonte primaria di alcuni nutrienti e micronutrienti solitamente assenti (come la vitamina B12), o scarsamente rappresentati (zinco, selenio, niacina e riboflavina), o meno biodisponibili (come il ferro) nei prodotti di origine vegetale. Va inserita nel menù settimanale circa 3 volte ed è meglio prediligere cotture che non prevedano l’utilizzo di condimenti grassi, come quella al vapore che è anche nutrizionalmente più valida.
    Questo non esclude la possibilità di una dieta vegetariana anche per i bambini, se è una abitudine familiare, ma in quel caso i genitori devono studiare, informarsi e magari anche affidarsi a nutrizionisti esperti, in modo da fornire ai figli le proteine e le vitamine indispensabili
  3. Tra le carni, è meglio prediligere le carni bianche, ottima fonte di proteine, con pochi grassi e di buona qualità, una elevata digeribilità e un ragionevole apporto calorico.
  4. Prestare attenzione alla quantità di verdure a pranzo e cena, purtroppo sempre scarse. Per farle apprezzare ai bambini è importante lavorare sull’esempio (non si può pretendere che loro le mangino, se noi ne consumiamo poche e malvolentieri) e sulla presentazione dei piatti, giocando con forme e colori, e privilegiare un approccio multisensoriale. Sono inutili le forzature, meglio invece invitare il bambino a fare la spesa insieme, scegliere una verdura che non conosce, aiutare in cucina. È un percorso che avvicina il bambino, che toccando, annusando e sperimentando, si sente più incoraggiato a provare.
  5. È importante alternare le fonti di proteine nel corso del menù settimanale: 3 volte carne, 3 volte pesce, 3 volte legumi, 1-2 volte le uova. Formaggi e salumi, spesso molto amati dai bambini, vanno proposti una, massimo due, volte a settimana.

5 ERRORI DA EVITARE

  1. Mai saltare la prima colazione, troppo spesso scarsa o carente. Possibile che dopo anni di campagne di informazione sulla necessità di questo pasto, ancora si ceda alla fretta e si faccia saltare la colazione anche ai bambini e ai ragazzi? Non si va a scuola o al lavoro a stomaco vuoto.
  2. I legumi non sono un contorno (come pensa invece 1 intervistato su 3!), ma un secondo proteico, che va in sostituzione (e non come accompagnamento) di carne o pesce.
  3. Pasta, pane e patate non vanno abbinati tra loro, ma proposti separatamente, servendo ad esempio, pasta, riso o cereali a pranzo e patate o pane a cena. Inoltre c’è un uso eccessivo di pasta e pane, a tutto sfavore di cereali diversi, che soprattutto i bambini conoscono e consumano poco. Bisogna privilegiare cereali integrali, ricchi di fibre e vari: riso, farro, orzo e molti altri da riscoprire.
  4. Non costringere il bambino ad assaggiare un alimento con la forza: è un modo per ingenerare avversione per quell’alimento. Sbagliato anche proporre un premio in cambio: è un atteggiamento che non porta il bambino a consumare volontariamente un determinato cibo ma si rischia di sovralimentarlo.
  5. Non si tiene la tv accesa e non si gioca nel momento dei pasti: i bambini devono essere lasciati liberi di sperimentare e conoscere gli alimenti presenti sulla tavola

Molte famiglie, pur consumando pollo, sono preoccupate dalla diffusione, soprattutto online, di informazioni sulla nocività del consumo di carne.
il pollo, ad esempio, è tacciato di contenere ormoni e antibiotici.
Unaitalia è un ente che non solo informa sulla qualità delle carni italiane, ma soprattutto vigila sugli allevamenti associati, che devono rispettare rigide normative ministeriali. Che il pollo italiano contenga ormoni e antibiotici è, secondo i dati Unaitalia, una notizia falsa e i controlli sanitari confermano che nei polli italiani non c’è alcun residuo pericoloso per l’uomo.
“Il pollo che consumiamo in Italia – spiega Lara Sanfrancesco, Direttore Unaitalia – è un prodotto sano, sicuro e made in Italy: il 99% del pollo che mangiamo in Italia è nato, allevato, macellato e confezionato nel nostro Paese. Su alcuni argomenti resistono pregiudizi e antiche convinzioni dure a morire”.
Come ci è stato spiegato, può capitare che i polli si ammalino e che vengano sottoposti a cure: i farmaci però si somministrano agli animali solo in presenza di certificazioni veterinarie, e secondo tabella di somministrazione dei medicinali. Il pollo eventualmente curato con antibiotico, prima della macellazione, deve seguire una prassi di sospensione di 40 giorni e i controlli in questo senso sono molto serrati: la violazione di questi regolamenti comporta multe salatissime-Gli allevatori, poi, devono avere un patentino, certificazione rilasciata da Unaitalia, che attesta la loro partecipazione a corsi di formazione.

E gli ormoni ci sono nel pollo? L’utilizzo di ormoni ed estrogeni in zootecnia, e dunque anche nell’allevamento di polli, è illegale, vietato da norme italiane ed europee. Le Autorità Sanitarie italiane effettuano ogni anno migliaia di controlli a campione: le verifiche svolte nell’ambito del Piano Nazionale Residui coordinato dal Ministero della Salute confermano che i polli italiani non contengono ormoni.
Del resto il ciclo di vita del pollo è breve, per cui l’eventuale utilizzo, illegale, non avrebbe alcun effetto sull’accrescimento dell’animale e non avrebbe vantaggio per l’allevatore. In altre parole nel nostro Paese gli ormoni sono vietati, non servono, non funzionano, sono antieconomici.

Ma noi a casa trattiamo la carne di pollo in modo opportuno? Rispettiamole regole di igiene e conservazione che ne garantiscono la qualità?

Regole fondamentali per la manipolazione casalinga della carne sono:
– rispettare la catena del freddo: dopo l’acquisto è bene portarlo a casa in breve e metterlo in frigo;
– lavarsi sempre le mani prima di lavorare la carne;
– non sciacquarla sotto l’acqua corrente;
– non toccare il pollo crudo con la stessa forchetta che si userà per quello cotto.

Cosa manca a questo punto? Due ricette originali di Sonia Peronaci, LA food blogger italiana per eccellenza, che ci dà anche un consiglio fondamentale: la cottura ottimale del pollo, per non farlo diventare duro e legnoso, è non appena la carne diventa bianca, appena sparisce la rosatura ed è ancora succosa.
Le due ricette che Sonia ci ha regalato, le abbiamo trasformate, con l’aiuto di Elegraf in uno scaricabile che potrete attaccare sul frigo o tenere nella prima pagina del vostro ricettario preferito.

– Post scritto e realizzato con la collaborazione di Elena di Elegraf

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