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La pipì a letto

pipi_lettoSiete tra quelli con il figlio “grande” che ancora fa la pipì a letto, e vi state chiedendo cosa c’è che non va? Siete in buona compagnia. Circa il 25% dei bambini di 5 anni continua a bagnare il letto la notte, così come il 10% dei bambini di 7 anni, e persino in periodo adolescenziale c’è un 1-2% di ragazzi che ha incidenti notturni. Nei maschi è più comune che nelle femmine.

Da cosa dipende?
Nessuno sa da cosa dipende esattamente, ma la ricerca ha evidenziato alcuni fattori. Almeno il 75% dei bambini con problemi di enuresi notturna lo ha ereditato da uno o entrambi i due genitori (quindi fatevi un esame di coscienza prima di prendervela con vostro figlio! ;) )
Inoltre non ci sono quasi mai motivi psicologici legati all’enuresi notturna, e il sonno dei bambini che soffrono di questo disturbo è assolutamente normale (ma è più difficile svegliarli). La misura della vescica è anche assolutamente normale. Quello che può avvenire per alcuni è che la produzione notturna di urina non è diminuita, come avviene normalmente per altri bambini della stessa età. Ma non è detto che questo sia il problema.

Cosa fare?
Prima di tutto parlatene con il vostro pediatra il quale farà tutti gli accertamenti del caso, incluse analisi delle urine, per vedere ad esempio che non ci siano infiammazioni in corso (tipica causa per una enuresi di ritorno ossia dopo che il bambino ha tolto il pannolino con successo da molto tempo e ha una regressione apparente). Se il responso del medico è negativo avete due possibilità di scelta: aspettare che lo sviluppo faccia il suo effetto magari tra un paio d’anni, oppure tentare di agire in qualche modo, cosa consigliata solo nel caso in cui vostro figlio questa faccenda se la sta vivendo male, ad esempio perché non può andare a dormire dai cuginetti o dall’amichetto del cuore per paura di farsela sotto ed essere preso in giro.
E’ molto importante che il bambino senta questo come un problema suo, e non vostro.
Alcuni risolvono semplicemente prelevando il bambino dal letto durante il sonno e portandolo di peso in bagno. Non ci sono evidenze che questa tecnica funzioni, se non per il fatto che portando il bambino in bagno a svuotare la vescica, di fatto, non gli resta pipì per bagnare il letto.

Cambiare il comportamento del bambino di giorno
Un filo conduttore dei bambini che continuano a bagnare il letto la notte è quello di avere incidenti occasionali anche di giorno. Spesso si dimenticano di andare in bagno, o se la tengono fino all’estremo, fino a bagnare leggermente le mutandine o a scoppiare letteralmente. Se vostro figlio fa così prendete un palloncino e gonfiatelo. Spiegategli che la vescica è come un palloncino che si riempie di pipì e che ha bisogno di essere svuotata regolarmente. Se è troppo piena, la chiusura non tiene bene e la pipì esce un pochino. Per questo è importante quando si va in bagno, di sforzarsi per fare uscire tutta la pipì dal palloncino. Questi bambini infatti spesso non svuotano interamente la vescica perché hanno fretta di tornare a giocare. Un altro comportamento da modificare è quello di bere molto prima di andare a letto, cosa altrettanto poco ovvia, visto che chi ha fretta di giocare si dimentica spesso anche di bere durante tutto il giorno. Quindi aiutate vostro figlio a ricordarsi di bere durante il giorno e non esagerare la sera prima di andare a letto (non gli fate patire la sete però!)

Pannolini troppo assorbenti
I pannolini moderni vengon spesso accusati di essere troppo assorbenti e di non permettere al bambino di sentirsi bagnato. Può valere la pena quindi tentare di togliere il pannolino per qualche notte consecutiva e vedere se il bambino si sveglia nel momento in cui si bagna. Una alternativa per evitare di cambiare le lenzuola più volte a notte è quella di inserire un panno all’interno del pannolino: in quel modo il bambino non si sente asciutto.
Se vostro figlio continua a dormire beato nel tanfo della sua pipì, non preoccupatevi: non è il solo. Questo metodo infatti non è detto che funzioni per i bambini che dormono molto profondamente e che sono difficili da svegliare. Loro semplicemente continuano a dormire.

Cambiare il comportamento del bambino di notte: l’allarme
Come insegnare al bambino a svegliarsi la notte per andare a fare la pipì? Visto che avete già provato inutilmente nell’ordine: a mettere stelline ogni volta che si svegliava asciutto, il ricatto morale, avete promesso il giocattolo più ambito del catalogo, vi siete arrabbiati, lo avete suplicato, avete inventato un gioco con lui sul fare la pipì nel water, gli avete imposto di far partire la lavatrice e aiutarvi a stendere, e nulla ha funzionato, c’è una sola cosa da fare: comprare l’allarme. L’allarme per la pipì a letto è sostanzialmente un sensore che fa scattare l’allarme quando viene bagnato. Ci sono quelli che metti sul letto, quelli che infili nelle mutande e quelli che sono proprio delle mutande con sensori incorporati.
Alla prima goccia di pipì il sensore fa scattare l’allarme. Inizialmente lui non si sveglierà, si sveglierà in compenso il resto della famiglia. Per ovviare magari per qualche notte uno dei genitori può provare a dormire con lui. Insomma tu genitore ti svegli per via dell’allarme, lo tiri su dal letto che ormai è zuppo, lo porti in bagno, dove lo inviti a finire di farla nel water,attenzione è importante che si deve svegliare per bene. Poi lo cambi, cambi le lenzuola e lo rimetti a letto. Dopo qualche giorno (o settimana dipende dal bambino) lui inizia miracolosamente a svegliarsi al suono dell’allarme, ma prima continua a fare la pipì sotto poi impara a fermare il flusso e finire di farla in bagno. Poi piano piano impara ad anticipare l’allarme, e a quel punto è fatta. Questo metodo si basa sul fatto che il bambino svegliandosi impara piano piano a capire la sensazione che sente nel corpo quando fa la pipì durante il sonno, e impara a riconoscerla e infine ad anticiparla. E’ un sistema faticoso per il genitore che per un mesetto buono deve svegliarsi la notte (magari più di una volta per i superpisciatori notturni) però in genere funziona abbastanza bene. Per facilitare le cose e diminuire le sveglie notturne si può continuare a portarlo comunque in bagno addormentato dopo due o tre ore, ma piano piano non sarà più necessario. L’allarme si continua ad usare ancora per un paio di settimane dopo che il bambino ha imparato a rimanere asciutto, e a volte può essere necessario rimetterlo in uso in alcuni periodi di regressione, ma in linea generale il comportamento appreso resta funzionante.

Gli ormoni.
La vasopressina è un ormone che viene prodotto naturalmente dal nostro corpo e che controlla la produzione di urina, inibendola durante la notte. E’ questo il motivo per cui la maggior parte delle persone non ha bisogno di alzarsi per andare in bagno la notte.
Per alcuni bambini questo meccanismo ritarda a sviluppare, e questo ormone non viene prodotto. In questo caso è possibile assumerlo in pasticche per inibire artificialmente la produzione di urina la notte, in attesa che lo sviluppo del corpo faccia il suo corso e provveda da solo. Questo caso dovrebbe essere usato con cautela (un ormone è sempre un ormone), e inutile dirlo, solo dietro controllo medico. E solo nel caso in cui altri metodi di condizionamento del comportamento non hanno funzionato, e il bambino è grande e non riesce a vivere questo fatto come naturale. Altrimenti è meglio aspettare.

Per concludere.
- non è colpa vostra se vostro figlio ancora fa la pipì sotto, se non dal punto di vista puramente genetico
- non è colpa dello stress o della scuola o di quel corso di troppo che gli avete fatto fare se non per il fatto che magari è molto stanco e dorme più profondamente, ma non è nemmeno detto
- non è assolutamente colpa sua, e non lo sta facendo per farvi un dispetto
- sdrammatizzate gli incidenti, anche quando sentite che state per scoppiare al terzo cambio di lenzuola per notte
- spiegategli che è importante bere e fare pipì regolarmente durante il giorno
- non date retta a tutti quelli che vi dicono che è perché gli avete tenuto il pannolino troppo a lungo, lo sviluppo è lo sviluppo, e per ognuno ha tempi diversi
- se avete provato e non è andata bene, aspettate un po’ di tempo e riprovate di nuovo. Magari vostro figlio due mesi fa non era ancora pronto, ora invece lo è
- ogni anno il 10% dei bambini che soffrono di enuresi, si spannolinano da soli, quindi portate pazienza: arriverà anche il vostro turno!

(* foto credits odepo8)

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ebook i piccoli e i grandi
Co-fondatrice di genitoricrescono. Donna di scienza, lavoro con la comunicazione, ma spesso mi perdo a spasso in mondi pieni di idee. Vivo a Stoccolma da un numero di anni a 2 cifre e credo che l'esperienza di vita all'estero sia la cosa più formativa che ho scelto di fare nella vita. Oltre i figli naturalmente.

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12 COMMENTI

  1. Paolo, se accetti un consiglio, lascia stare l’allarme!
    Io questo metodo l’ho provato! Per carità, l’allarme che suona la notte svegliava me, il bimbo e la sorellina… che trauma! Per quando Alessandro soffriva di questo problema ho sempre preferito qualcosa di più pratico che ci facesse dormire tutti in pace e che mettesse il bambino stesso meno in imbarazzo quando gli capitava di bagnare il letto.. .molto meglio le mutandine DryNites.
    Se ti serve, danno anche un campione gratuito in omaggio
    https://www.drynites.it/secure/campione_gratuito.aspx

  2. Paolo, se posso darti un consiglio da mamma che ci è passata lascia perdere l’allarme e te lo dico perchè Io questo metodo l’ho provato! Per carità, suonava la notte svegliando, il bambino e anche la sorellina… che trauma! Per ho sempre preferito qualcosa di più pratico che ci faccia dormire tutti in pace e che mettesse il bambino stesso meno in imbarazzo quando gli capitava di bagnare il letto …molto meglio le mutandine DryNites.
    Se volete provarle, danno anche un campione gratuito in omaggio
    https://www.drynites.it/secure/campione_gratuito.aspx

  3. Dal Comitato di farmacovigilanza pediatrica Giù le Mani dai Bambini. “Questi farmaci per non bagnare il letto sono in alcuni casi regolatori dei disturbi vescicali, in altri si tratta di ormoni e molecole con funzione di neurotrasmettitori, come la vasopressina. Per la desmopressina siamo dinnanzi a una “smart drug” con potenziali effetti sui meccanismi della memoria. Tra gli effetti collaterali potenziali di queste molecole chimiche ci sono capogiri, convulsioni, allucinazioni, ansia, paranoia, delirio, aritmie cardiache e offuscamento della vista”. E conclude: “La valutazione deve essere solo di genitori e medici, ma prima di somministrare ormoni o sostanze in grado di interagire con il sistema nervoso centrale a un bambino che fa la pipì a letto, mi interrogherei sulle cause profonde”.

    Intanto dai Paesi Bassi arriva un vero e proprio “allenamento olandese” per combattere l’enuresi notturna sotto forma di gioco, esercitandosi ogni sera, coi genitori, a sentire lo stimolo. La terapie comportamentali, infatti e l’allarme sono il rimedio più indicato dalla maggior parte degli studi scientifici pubblicati recentemente in tutto il mondo sul sito della National Association for Continence.In caso di un sonno profondo si tratta di fare piccoli esercizi per rendere il cervello più allerto e mandare il bambino a letto presto; questo aspetto della cultura italiana di mangiare dopo le 19.30 e andare a letto come conseguenza tardi certamente non aiuta !

  4. Secondo me, dalla mia esperienza, bisogna avere pazienza ed aspettare i tempi di ogni bambino, i miei dopo tutti i controlli del caso, risultati sani e senza problemi, portano o portavano il pannolino o la traversa. 7 e 9anni Luca e Lisa col pannolino, 12 Matteo con la traversa tra il pigiama e il lenzuolo… e Alessandro 14, ha smesso da sei mesi. io stesso la facevo da piccolo fino a 11.. In famiglia siamo molto uniti e sappiamo che passerà, e che ci sono tantissime famiglie che hanno questa situazione. (Ne conosciamo diverse) quindi pazienza e buona continuazione!

  5. Consiglio di scaricare l’ebook “non voglio più fare la pipì a letto”.
    Consigli pratici per migliorare in breve tempo senza sforzare la situazione, le varie cause e le soluzioni disponibile per genitori. Aspettare fino a 8 anni, 12 anni? No grazie, con questa guida i pannolini non erano più necessario. Disponibile gratis sul sito http://www.urifoon.it.

  6. Buongiorno, scrivo giusto per unire la mia esperienza. Mia figlia a 6 anni faceva ancora la pipì nel letto ma saltuariamente e non aveva mai episodi di giorno. Non voglio dare colpe a nessuno, naturalmente, solo aggiungere un elemento di riflessione. Quando ho posto il problema alla psicologa che consulto spesso per questioni educative mi suggerì di chiedermi se il mio modo di sentire e di trattare la bambina fosse da “piccola” o da “grande” anche perché è la seconda. Cominciai a porci attenzione, non ebbi la sensazione di aver cambiato alcunché, ma da allora non abbiamo più avuto episodi di pipì a letto.

  7. Siamo alla soglia dei 6 anni e ogni notte bagniamo il pannolino in quantità variabili.

    Qualche tentativo di spannolinamento notturno, protratto per svariate settimane senza successo, è già stato fatto le due estati passate, ma purtroppo senza la necessaria preparazione (papà e mamma separati in città diverse e mamma molto decisionista che decide, passa all’azione ed infine informa il papà che … non può far altro che adeguarsi!)

    Questo secondo me aveva disorientato non poco il piccolo, che però nel frattempo è cresciuto e potrebbe essere pronto per … trovarsi un allarme installato nelle mutande!

    Benedetta tecnologia, si infila proprio dappertutto!!!

    Qualche prodotto da consigliare?

  8. Mio figlio, 4 anni e tre mesi, dorme ancora con il panno che la mattina troviamo costantemente bagnato. Lui fa parte di quei bambini che dovrebbero cambiare il comportamento diurno: spesso, impegnato nel gioco, trattiene la pipì fino a non riuscire più a resistere, così finisce che nella corsa al bagno qualche goccia scappa. Anche quando cerchiamo di ricordargli di andare in bagno, non sempre svuota la vescica, magari fa due gocce e poi, un’ora dopo, mentre sei in fila al supermercato parte col famoso ritornello “mi scappa la pipì”. Siccome per lui, e per noi, lo spannolinamento è stato lungo ed estenuante (tre anni e mezzo abbondantemente compiuti) e siccome di mezzo c’è stata una sorellina piccola ancora col panno, abbiamo cercato di essere pazienti, accontentandoci di aver eliminato il panno di giorno e aspettando tempi più propizi per la notte. Senonché, in concomitanza con un intervento di ritenzione dei testicoli, è avvenuto il miracolo: dopo l’operazione l’enuresi notturna pare sparita. In dieci notti, solo una volta abbiamo trovato il panno bagnato. E adesso comincio a chiedermi se il problema non avesse anche una componente fisiologica

  9. Noi le abbiamo provate un po’ tutte tranne l’allarme e gli ormoni; alla fine abbiamo deciso di aspettare ma con l’estate di forzare sempre la mano.
    Insomma a 7 anni ha smesso di usare il pannolino notturno (per questo motivo abbiamo rinunciato a alla gita scolastica…).
    Il fatto “strano” è che da piccolissimo con l’uso dei pannolini lavabili aveva acquisito un buon controllo diurno già a partire dai 20 mesi! Poi però mi sono ricordata di me piccolina che inzuppavo il letto fino a 8 anni…
    Confermo, sia nel mio caso sia in quello di mio figlio il sonno era talmente pesante che si continua a dormire nella “propria tanfa”. :-(