Il piedibus: è già ora di pensarci!

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Il Piedibus è un autobus che cammina, cioè un autobus umano formato da bambini “passeggeri” e da adulti “autisti e controllori”.
Il Piedibus è organizzato in vere e proprie linee, con fermate e capolinea ed è “il modo più sicuro, ecologico e divertente per andare e tornare da scuola“. Alcuni bambini fortunati lo “usano” per raggiungere  la scuola (e quindi i loro genitori non li accompagnano tutti i giorni in auto, ma solo ogni tanto a piedi, quando è il loro turno). Questi bambini arrivano più svegli e arzilli, vispi e sicuri di sè, imparano presto a riconoscere i segnali stradali e ad essere più autonomi, fanno movimento tutti i giorni e imparano a organizzarsi quando piove (un detto scout dice: ‘non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento’).

Ma perchè su Eco-famiglie crescono parliamo di Piedibus adesso che sono appena iniziate le vacanze, è arrivata l’estate e siamo molto più concentrati sulle nostre ferie che non sulla scuola e i mezzi per raggiungerla?

In realtà è questo il momento giusto per iniziare a pensarci: organizzare un Piedibus, cioè riuscire a fare in modo che i bambini possano andare a scuola a piedi, con alcuni genitori e in gruppo con i loro coetanei, è uno dei regali più belli che possiamo fare ai nostri bambini e per essere pronti a settembre, bisogna allertare la scuola, sentire altri genitori, iniziare a progettare, visto che è una buona pratica che può partire solo dal basso.
Pensiamo al benessere dei nostri bimbi ma anche alla qualità della nostra vita di cittadini: la priorità, nei quartieri in cui viviamo, è che alunni e insegnanti scendano dall’auto o dai mezzi davanti alla scuola, o che i nostri bimbi possano ancora muoversi a piedi (o in bicicletta?) senza troppi pericoli, senza trovarsi in mezzo ad un traffico assurdo?

Non voglio qui fare il solito discorso sulle strade oggi più pericolose di un tempo, più congestionate, più inquinate: come al solito non dipende tutto da noi, ma qualcosa sì! Certo siamo spesso vittime di una politica miope che non pensa alla mobilità sostenibile come ad un’opportunità o che non guarda ai benefici a lungo termine. Ma allora le scelte fatte dal basso, quelle che noi genitori possiamo intraprendere per i nostri figli, dando una certa testimonianza, sono quelle giuste! E poi sono le uniche che possono portare al cambiamento, perchè partono da nuove abitudini personali, da un nuovo stile di vita più sostenibile che pian piano si radica nelle nostre famiglie e diventa normalità.
Il Piedibus, che nasce con slancio ambientalista e, principalmente, per ridurre inquinamento e traffico nei quartieri, finisce per diventare poi anche uno strumento educativo e di relazione davvero unico: alla fin fine sono bambini che, con qualche adulto, camminano insieme per andare a scuola, quindi chiacchierano, scherzano, giocano, litigano.

Negli anni ‘80 lo facevamo tutti ma adesso suona come qualcosa di rivoluzionario.
Allora adesso che è arrivata l’estate vogliamo provare a uscire più spesso a piedi o in bici e ad usare l’auto solo quando è necessario? Gli esperti dicono che per spostamenti di circa 2-3 km, vale sempre la pena usare la bici, voi che ne dite? Nelle vostre città si può fare?

Se davvero vogliamo ridare le strade ai bambini,  proviamo a ragionare per iniziare l’avventura del Piedibus nella scuola dei nostri figli. Il Piedibus infatti può nascere in ogni scuola dove ci siano genitori disponibili.

Anche su Mestieredimamma ho parlato di Piedibus, con una testimonianza di un genitore che ne ha fondato uno.

Altre informazioni e una mappatura dei Piedibus italiani si trova nel sito Piedibus.it

Elisa – www.mestieredimamma.it

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9 COMMENTI

  1. Si si, a Roma c’è eccome, si chiama “Scuolabus a piedi” e l’abbiamo utilizzato negli ultimi due anni per far andare la nostra grande da scuola al catechismo in chiesa (c’era una fermata proprio lì davanti).
    Anche se non abitiamo vicino scuola è comunque stato un servizio utile che mi ha permesso di non passare le ora in auto a fare avanti e indietro casa/ scuola della grande/scuola della piccola oppure quando mi stancavo ad aspettare in macchina con la piccola che finisse l’ora di catechismo.
    Unica nota: Penso che se l’avessero dovuto organizzare i genitori, non se ne sarebbe fatto nulla 🙁

  2. Bello! Quasi quasi mi sento vecchia! Quando ero piccola andavo a scuola da sola, a piedi. E’ anche vero che abitavo davvero a due passi sia dalla scuola elementare che da quella media. Oggi i bimbi abitano anche a parecchia distanza dalla scuola che frequentano ma è bello che qualcuno possa ancora andare a piedi! A Rimini la mattina incrocio due piedibus e mi rubano sempre un sorriso. E’ proprio bello vedere i bimbi con il grembiulino camminare in fila indiana! E il guadagno è per tutti: meno auto, una passeggiata salutare…

  3. Qui i Piedibus sono organizzati dal comune per risparmiare sugli scuolabus. Gli accompagnatori sono impiegati comunali, di solito gli stessi che si occupano dell’intrattenimento dei bambini durante l’accoglienza pre-lezione e doposcuola, o durante la pausa mensa.

    Lo fanno non solo a scopo ecologico e salutista, ma anche per integrare le lezioni di educazione civica che alle elementari (per fortuna) si fanno ancora. Sempre nell’ambito educazione civica, tra l’altro, i bambini di 5° e 6° elementare si portano volontari per fare da “vigili” ai semafori pedonali in prossimità delle scuole, naturalmente affiancati da adulti.

    I tragitti in Piedibus sono occasione per gli accompagnatori di spiegare le regole della circolazione, il significato dei cartelli, i pericoli della strada, ecc.

    Il servizio è quindi molto educativo.

  4. ma sepete che mi avete dato una fantastica idea. Nel mio paese i campi sportivi sono un pò fuori mano, ci sia arriva benissimo a piedi ma per comodità si prende l’auto, ora si predilige la bici ma in ogni caso un bimbo da solo non può arrivarci così se un genitore è impegnato niente campetto…il piedibus sarebbe la soluzione geniale!

  5. Monica sono d’accordo con te, ma credo anche che si debba cercare di andare al di là, nel senso che se tu lavori a tempo pieno, forse ci saranno dei genitori e dei nonni o dei vicini di casa pensionati che potrebbero dare una mano a realizzare una cosa del genere, magari i tuoi figli ci potranno andare una volta ogni tanto, ma è già qualcosa! ne va della salubrità dell’aria che è di tutti.
    Anche noi in certi periodi siamo soffocati e inevitabilmente se si ha meno tempo si è meno sostenibili nelle proprie azioni. Dobbiamo imparare a fare rete, creare legami leggeri ma efficaci, ne ho parlato qualche giorno fa http://www.mestieredimamma.it/15/06/2011/educazione/il-segreto-dei-legami-leggeri-tempo-di-wurstel-e-di-minoranze/

  6. Il Comune di Roma lo ha fatto per un periodo e solo in alcune scuole (non so se ancora oggi per qualche scuola ci sia). Noi abitiamo così vicino a scuola, che anche l’idea del piedibus è troppo per noi: Andrea potrebbe andare da solo già adesso in terza elementare, ma a quanto pare non è permesso.
    L’idea del piedibus mi piace molto perchè crea una quotidianità con bambini che non sono necessariamente quelli della propria classe e sono anche di età diverse.

  7. Nel comune dove abito, periodicamente viene lanciata la campagna piedibus: vengono fissate vere e proprie “fermate” in alcune viali del paese, ovvero punti di ritrovo in cui ci si riunisce ad una certa ora e da lì si va a scuola a piedi. Trovo sia un’iniziativa importante, utile per i nostri figli e anche divertente. Sono d’accordo che bisognerebbe rivedere alcuni stili di vita e renderli maggiormente eco-sostenibili. Ma mi permetto di evidenziare il solito problema che mi angustia da tempo, e cioè che per il genitore che lavora a tempo pieno, lontano da casa con i minuti contati e magari non ha appoggi familiari o conoscenze in zona e usufruisce di pre e post scuola, diventa impossibile sia aderire a simili iniziative, sia modificare, anche di poco, il proprio stile di vita. Ci ho provato, vi giuro, ma per i miracoli non sono ancora attrezzata.
    Comunque è già importante parlarne… è giusto pensare di fare qualcosa dal basso, purtroppo temo che per riuscire a cambiare veramente, sia necessaria una politica sociale a misura di famiglia, cosa che in Italia è lontana anni luce.

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