Piccolo cineasta inglese (tra 15 anni questa intervista varrà oro!)

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Per noi ha già scritto un guestpost e ci ha rilasciato un’intervista, oltre ad aver partecipato tante volte al blogstorming con i suoi post. E’ Raperonzolo, blogger e scrittrice, che vive nel regno di sua maestà britannica con il suo britannicissimo marito e i suoi Figlio-uno e Figlio-due. Ed è proprio il primogenito ad essere protagonista di questo guestpost/intervista. Un vero videomaker in erba, un regista, un autore, uno sperimentatore! Perchè il talento dei nostri giovani nativi digitali si esprime, quasi necessariamente, per vie tecnologiche.

Figlio-uno ha cominciato a scrivere prima sulla tastiera che con la penna. Mentre alla fine della prima elementare la maestra ancora disperava di potergli far scrivere dei caratteri vagamente somiglianti alle lettere dell’alfabeto (e lasciamo perdere parole), a casa il pargolo già produceva le sue prime storie illustrate al computer. Raperonzolo sospirava, da un lato rassicurata del fatto che il primogenito sapeva leggere e scrivere, dall’altro sconfortata dal fatto che quest’abilità fosse un fatto privato tra lui e il computer.
Un anno dopo, in seconda elementare, Figlio-uno si rimetteva in paro con la scrittura, in compenso ingaggiava una battaglia solenne con la matematica, fermandosi al numero dieci, incapace di contare o leggere e scrivere i numeri a due cifre. Per dire, per lui il dodici erano un uno e un due e basta, e nessuna spiegazione sembrava alterare questa ferma convinzione. I suoi amichetti già risolvevano i primi problemini, il nostro sembrava privo di qualsivoglia abilità logica, non fosse che a casa, per la “scuola” immaginaria di cui era maestro, creava complicatissimi registri in Excel ed elaborava lezioni in PowerPoint.
In terza finalmente, il giovane autore e maestro si riappacificava con la matematica e il rendimento scolastico procedeva senza infamia e senza lode.
La sua produzione di storie intanto riempiva le pagine del suo blog Blobbyblobsblog. Il papà, che per lavoro produceva presentazioni in PowerPoint, spesso lo chiamava in soccorso: “mi sembra un po’ blanda. Che transizioni potrei usare per vivacizzare?” Figlio-uno saltava alla tastiera e stupiva il genitore con effetti speciali.
Con la prima macchina fotografica è diventato cineasta. Scoperto che poteva girare dei brevi filmati senza sonoro, riuniva gli amici al parco e girava. I segreti di Windows Movie Maker sono stati infranti in pochi minuti, una mattina alle sei, mentre mamma e papà dormivano beati. Alle sette aveva prodotto il suo primo video musicale. Non possedendo sonoro, s’ingegnò ad usare macchina fotografica e MP3: con la prima girava, con il secondo registrava l’audio, poi montava sincronizzando i files.
Per Natale gli sono stati regalati in computer portatile e una cinepresa con audio. Da allora la sua produzione ha raggiunto vertici da far impallidire Woody Allen. E’ a conoscenza di applets di cui Rape’ ignora senso, origine e utilizzazione; scarica immagini, musiche, effetti speciali; utilizza dissolvenze, ricrea con il fratellino show televisivi come Horrible Histories e Trapped! Oppure serie originali come JB and His Brother di cui ha girato quattro episodi. In Ghostbuster Special ha coinvolto tutta la famiglia, ritraendo ciascun membro in un’espressione terrificata e montando le immagini per la sigla di apertura. Nello show fa poi scomparire un fantasma utilizzando una dissolvenza.
Al momento s’interessa di animazione. Il suo primo filmato, due maialini di plastica che passeggiano sul tavolo, dura pochi secondi e consta di circa duecento fotogrammi.

E a desso, la parola al… maestro: intervista a Figlio-uno

Prendi la tua videocamera in mano e… cosa riprendi? La prima cosa che ti viene in mente su cui vorresti fare un video.
Con i miei amici vorrei travestirmi da dinosauro e fare un film sui dinosauri del ventunesimo secolo. Poi vorrei finire di girare il quarto episodio di JB: “JB and his school”. Infine sto cercando di filmare scene di natura nel mondo per farne un documentario.

Com’è il mondo visto attraverso la videocamera? Gli amici, i genitori, il fratello, le strade, i palazzi, la scuola sono diversi?
Sì, perché puoi immaginarli in modo diverso. Per esempio mio fratello diventa JB, un eroe avventuriero: salva principesse e lotta con i draghi. Anche un albero può essere un mostro travestito.

Ai tuoi amici interessa questa tua passione per i video? Ne parlate insieme? Anche altri nella tua classe usano il computer come te per realizzare musica, video o immagini?
Ai miei amici piace girare film con me, soprattutto mia cugina che ha due anni di più. Con lei facciamo scenette comiche. Mi ha insegnato molti trucchi. Gli altri miei compagni di classe usano il computer ma non so se anche loro fanno dei video.

Immaginati tra 10 o 15 anni: ti piacerebbe che questa passione diventasse il tuo lavoro?
Sì perché mi piacerebbe fare programmi per la televisione. Vorrei diventare “the Doctor” in Doctor Who, il mio programma preferito.

Ho saputo che ora ti stai applicando sull’animazione. Ci vuole tanta pazienza per realizzare un intero video e i grandi pensano che la pazienza non sia una cosa da bambini. Tu che ne pensi?
Nelle cose che mi piacciono sono paziente. Ci sono cose però in cui non sono paziente. Fare la fila, per esempio è noioso.

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3 COMMENTI

  1. Io sono rimasta a bocca spalancata mentre leggevo cosa produce questo piccolo genio! Ai genitori, tutta la mia ammirazione per averlo compreso!

  2. Mi piace vedere come i bambini riescano a considerare davvero un mezzo la tecnologia a loro disposizione e non un fine. Forse noi siamo ancora abbagliati dalla velocità di evoluzione dei mezzi tecnologici che abbiamo ora a disposizione. Per i bambini che hanno l’occasione di accostarsi a questi mezzi (che ovviamente non sono alla portata di tutti ancora, anche per cultura familiare), non sono altro che un modo per esprimere la loro creatività. Alla fine per loro un’applicazione è come una matita.

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