Il Pianeta Verde

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pianeta-verdeA volte un film o un documentario sono più efficaci di tante letture, tanti esperimenti e tante parole, soprattutto in termini di scelte personali: storie e immagini smuovono tanto dentro di noi.
Quando ho visto Il pianeta verde (La Belle Verte) ho riso molto e ho anche pensato che sarebbe bello vivere in modo più armonioso e sincero, liberi dai condizionamenti culturali che a volte impicciano e disturbano la nostra vita, fatta di troppe corse e di troppi dover essere. Forse sarà banale, ma io nonostante l’impegno a vivere in modo più sostenibile, nonostante ci creda davvero a certe scelte e difenda con le unghie alcune piccole grandi conquiste, mi trovo troppo spesso a fare i conti con l’insostenibilità di tutto il resto: quando per esempio si rincasa dopo giornate intere di lavoro-spesa-figli-riunioni-cenadapreparare-orari da rispettare ed è sempre troppo tardi per fare un milione di altre cose che (forse) ci farebbero un pochino meglio, ecco quando mi sento in un loop infinitamente assurdo mi dico che starei meglio nel pianeta verde. Non so, forse quest’anno la primavera mi ha dato un po’ alla testa, ma guardando questo film mi sono detta: quanto assurdi siamo? E non ci sono autoproduzione, bicicletta e g.a.s. che tengano.
Per questo ho pensato di far vedere questo film anche alle bimbe, certa che le avrebbe colpite, curiosa della loro reazione, soprattutto nella scena in cui uno dei protagonisti porta il televisore sul marciapiede dicendo al figlio “d’ora in poi in questa casa si parla”.
E invece Cecilia (6 anni) ha deciso che non ci capiva niente e che la “disconnessione” dalla vita reale le provocava una certa inquietudine, mentre Margherita (8) si è appassionata al punto da chiedermi se esiste per davvero, il Pianeta Verde, che quasi quasi vorrebbe andarci per un po’.
“Certo, nel mondo di Fantasia!” Dopo la Storia Infinita ci permettiamo di immaginare che qualunque cosa sia reale, ci lasciamo trasportare da fantastiche intuizioni, certi che in qualche luogo continueranno a vivere, accanto a principesse con le ginocchia sbucciate che salgono sugli alberi ed eroine in bicicletta. E così il Pianeta Verde ci ha un po’ stregati, perché l’escamotage dell’esternalità con i bambini funziona alla grande. E anche con i ragazzi (l’ho fatto vedere ai miei alunni ed erano entusiasti).
Il film è del “lontano” 1996 e racconta di un immaginario pianeta i cui abitanti sono straordinariamente longevi e possono andare a visitare altri pianeti rimanendo in connessione tra loro. Vivono in modo apparentemente primitivo: vestono con degli stracci, si cibano solo di prodotti della terra (prevalentemente crudi), studiano l’epoca industriale, che pure hanno vissuto, come archeologia, dormono in nidi di erba e fanno esercizi per fortificare il fisico, passano ore in altalena, si lavano in un grande lago, non usano più la moneta e si aiutano a vicenda, senza gerarchie.
No, non voglio farvi il pippone anarco-no-global e neppure hippy frikkettone. Solo che è tremendamente affascinante pensare che possa esserci un nuovo rinascimento, come dicono loro, in cui i beni di consumo non hanno più senso così come pensati ora e che a valere siano realmente la sincerità, la salute e la conoscenza, unici motori che richiedono uno sforzo da parte della comunità. E questo pianeta risulta incredibilmente avanzato e i preistorici siamo noi, che viviamo ancora immersi nell’era industriale.

I bambini (se lo guarderete con i bambini) non coglieranno tutto, ma la signora che proviene dal Pianeta Verde e che sulla Terra si affaccia alla vetrina della macelleria e dice “ah, un’esposizione di cadaveri!” pianeta-verde due spiega più cose di mille documentari e statistiche.
In questo film c’è un po’ di tutto: si parla dell’ipocrisia e della gerarchia su cui è costruita la nostra società, perpetrata a colpi di “lei non sa chi sono io”, della crisi dell’industria e della nudità della vita quanto ti si spiattella in faccia la verità; si parla di storia, di vegetarianesimo, di tecnologia e inquinamento. Aria e acqua sono protagoniste così come l’energia che viene dai neonati, unici a poter “ricaricare” l’abitante del Pianeta Verde in viaggio sulla Terra.
Ecco, guardatelo, e grandi o piccoli che li abbiate, fatevi ricaricare dai neonati, come nel film. Magari grazie a loro uno sforzo in più lo possiamo fare per essere un po’ più “verdi”.
Non so come, non so perché, il film si può vedere interamente su youtube, ma io vi invito a spendere almento una manciata di minuti in questi due brevi spezzoni, secondo me ne vale la pena.

– di Elisa Artuso

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