Perepepè: piccoli concerti dal vivo per orecchie che crescono

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Perepepè è un progetto musicale per bambini, che li porta alla scoperta della musica “vera”, quella dei grandi, dal vivo, senza sottovalutare mai le loro orecchie, con la speranza di far nascere una passione.
Ne parliamo con Cristiano Zio Burp Callegari, l’anima di Perepepè.

Cosa è Perepepè?

Perepepè è uno spettacolo musicale per bambini e ragazzi con protagonista la musica dal vivo di diversi generi ed epoche e le migliori storie reali o fantastiche per farla scoprire ai più piccoli.

Nasce dalla presa di coscienza che in un’epoca in cui tutti i bimbi sono sempre più esposti a stimoli di ogni genere, mancano dei progetti di valore per farli entrare in contatto con la musica nella sua dimensione più naturale, quella di uno spettacolo dal vivo. Dalla certezza che in una società globalizzata e multietnica, la musica può svolgere una funzione di integrazione importante offrendo ai più giovani le basi per conoscere culture, popoli e storie diversi dal nostro e ormai strettamente connessi. Dall’idea che l’alleanza tra storia raccontata e performance musicale “live”, mescolate nella giusta miscela, è un potente mezzo di comunicazione edutainment, capace di associare il divertimento all’apprendimento.

Come è nata l’idea del progetto, come hai sentito l’esigenza di idearlo?

Il progetto nasce per portare i più giovani a contatto diretto con la musica dal vivo di qualità.
I nostri sono sì “piccoli concerti”, ma le orecchie (degli spettatori) crescono eccome.

Sappiamo benissimo quanto sta messa malino l’educazione musicale a scuola e che solo pochi bambini hanno la possibilità di essere “esposti” alla musica dal vivo di qualità.
Il verbo esposti non è casuale.
Sono esposti a tantissima musica, i bambini. Ma il più delle volte non è dal vivo. Per questo quella dal vivo li cattura subito con la bellezza dei suoni, con l’emozione degli esecutori.
La musica a cui sono esposti, il più delle volte è compressa negli mp3 (meritori, importantissimi, ma tagliano le frequenze alte e basse e ci educano a ridurre la gamma dei suoni che percepiamo). Spesso è musica plasticosa, a volte eccessivamente “zuccherata”. Spesso le produzioni musicali per bambini non hanno qualità, cura e rispetto. È “roba da bambini” e quindi si fa in fretta.
No, nulla di più sbagliato.
I bambini vanno stimolati a crescere e capire. Nulla è impossibile se qualcuno li guida.
Perepepé è un progetto di divulgazione della bellezza attraverso la musica. O di divulgazione della musica attraverso l’incanto delle storie.

Non ne facciamo un discorso di genere, elitario, snobistico. Per noi Mozart, i Beatles, Louis Armstrong, le mondine del Po, lo zingaro che suona la fisa per strada, hanno pari dignità, come i generi che rappresentano. E sono proprio i generi musicali che ci portano in giro per la storia (avanti e indietro nel tempo) e in giro per il mondo (dal Mediterraneo all’Africa e poi chissà in India).

I bambini scoprono le storie legate agli strumenti, alle canzoni, ai musicisti di epoche lontane o di paesi che sono dietro l’angolo. Tradizioni che arrivano fino a noi dentro le musiche che si trasformano (quanto blues c’è nelle sigle dei cartoni? e sul palco di Sanremo?) o dentro i popoli che sempre più spesso vivono insieme a noi, che sei mescolano con noi.

La musica è sempre un messaggio di educazione, rispetto e curiosità.

C’è un momento di ogni spettacolo in cui le parole mie lasciano il posto alla musica.
È in quel momento, guardandoli come restano a bocca aperta incantati che io ogni volta capisco che stiamo facendo una cosa giusta e importante. Perché se anche un solo bambino per spettacolo, poi uscito dal teatro, vuole ascoltare un disco, acquistare un kazoo o un ukulele, imparare davvero uno strumento, beh, ragazzi, anche per oggi nel nostro piccolo noi abbiamo migliorato il mondo.

Dove si fanno gli spettacoli di Perepepé, in che tipo di locali e con che formule?

Il format è leggero, tanto che con minime varianti è andato in scena in spazi molto diversi: da un’aula scolastica a un teatro con 300 posti, passando per piazze, auditorium e biblioteche. La situazione ideale non esiste. I requisiti fondamentali sono uno spazio delimitato dove si possa suonare, raccontare e soprattutto ascoltare senza distrazioni. Perepepé è un viaggio e bisogna viaggiare concentrati.
Oltre agli spettacoli abbiamo anche i laboratori di Perepepé, che sono ancora più “leggeri” perché li faccio da solo o con mia figlia (quella di 9 anni che canta e suona il violino): per ora li portiamo in biblioteche e librerie.

Vi rivolgete a bambini di che età?

Il target principale degli spettacoli sono i bambini della primaria, diciamo 5-10 anni.
Quando abbiamo fatto Mozart e in teatro ci siamo trovati un pubblico delle scuole medie io ero terrorizzato dai teen ager. Ma abbiamo corretto lo spettacolo in tempo e dopo aver cantato la Regina della notte davanti a dei 15enni, io ora non ho più paura di nulla, e intendo nella vita proprio.

Quali sono le prossime sfide che ti vengono in mente per Perepepè?

Per esempio… Dal punto di vista dei contenuti e delle storie, per l’importanza e la delicatezza dei temi, mi piace pensare che un giorno faremo un salto di qualità proponendo uno spettacolo per bambini con le canzoni della Memoria o della Resistenza.
Dal punto di vista musicale, le sfide per me stanno sempre nella divulgazione di generi o autori che gli adulti stessi considerano con diffidenza. Parlare ai bambini di jazz, o addirittura di free jazz, è una grande sfida. Presentargli due geni come Frank Zappa o John Cage è un’altra.

> e sui social dove abbiamo aggiunto un paio di ee e ci chiamiamo perepepeee
Presto avremo una newsletter: sto cercando un nome, chi mi aiuta? La chiamiamo Perepeppetter?

Se qualcuno volesse “ospitarvi”, si può organizzare un vostro spettacolo anche lontano dalla vostra zona di residenza? Andate nelle scuole?

Certamente. Per me sarebbe un onore esportare il progetto, oltre i confini della zona Pavia-Milano.
Mi capita di essere contattato anche da musicisti di altre città che aderiscono al progetto e mi auguro che nascano nuovi spettacoli e collaborazioni.

Andiamo nelle scuole molto meno di quanto vorremmo. Non siamo ancora riusciti a impostare collaborazioni stabili con le scuole. È un problema di fondi e di mentalità. Però noi siamo partiti da un’aula scolastica: la pionieristica prima edizione è stata realizzata con i fondi di un bando.
Ultimamente il Comune e il Teatro Fraschini di Pavia ci ha commissionato uno spettacolo su un musicista pavese del ‘700 e lo abbiamo messo in scena in teatro davanti alle scolaresche.

Ultimora!
Nel mese di maggio a Pavia Perepepè aprirà Bambinfestival 2017 con uno spettacolo inedito e molto divertente dedicato ai più piccoli: saremo in scena vestiti da animali e trasformeremo la platea in un’orchestra, il 13 maggio al Castello Visconteo di Pavia.
È in distribuzione il passaporto per viaggiare nelle storie musicali: dopo ogni spettacolo, ogni bimbo riceve un timbro sullo spettacolo a cui ha assistito. Con 5 timbri, entri gratis al sesto spettacolo. Sì, come la pizza da asporto.

Questo un esempio di cosa succede in Perepepè

Le locandine di Perepepè sono firmate da Roberta Ragona Tostoini, che con le sue illustrazioni dà qualità e professionalità al progetto.

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2 COMMENTI

  1. Sì, sono quello che nel disegno ha in braccio il pollo e nel video non ha i capelli.
    Volevo solo aggiungere che mentre questa intervista usciva… il nostro Perepepé vinceva una specie di premio.
    Abbiamo vinto una residenza d’artista all’Isola d’Elba. Saremo lì in agosto per produrre un nuovo spettacolo.
    Si tratta di una cosa importante e seria… per annunciare la quale abbiamo preparato un video in cui abbiamo messo tutta la nostra serietà! Buona visione!
    https://www.instagram.com/p/BT1DCvEgerU/

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