Perché ho portato mia figlia?

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Portare risponde prima di tutto a un bisogno di chi porta e rappresenta una scelta di grande libertà morale. L’esperienza di una “portatrice sana”.

Foto di Pepper44 usata in licenza Creative Commons. Titolo "babywearing is love"
Foto di Pepper44 usata in licenza Creative Commons. Titolo “babywearing is love”
Perché ho portato mia figlia?

Perché ne avevo bisogno. Semplice. Prima che il mio pensiero si rivolgesse al suo bene, ho pensato al mio. Averla addosso placava ogni mia ansia.

Perché nei primi mesi mi dava quasi fastidio toglierla dalle braccia per farla dormire, sentivo il bisogno fisico di avere la sua testolina ad altezza naso per sentire quel suo profumo così inebriante che mi faceva scordare ogni difficoltà.

Perché in ogni legatura ed ogni piega della stoffa, sono riuscita a ritrovare un tipo di fisicità che mancava in primis a me stessa come figlia. Ogni volta che l’ho messa addosso, ho medicato le mie ferite di orfana.

Perché averla in fascia impediva di fatto che altri la prendessero in braccio, mi sono presa del tempo per vivere un distacco fisico graduale che non mi mettesse in difficoltà o a disagio con il mio sentire più profondo.

Perché ho capito dalla prima ecografia che il mio compito principale sarebbe stato quello di mantenermi mentalmente sana ed ero certa che il contatto fisico potesse aiutarmi come aveva fatto in altre situazioni.

Perché sentivo il bisogno di prendere completa confidenza con lei, fisicamente.

È vero, posso sembrare davvero molto egoista a scrivere questo, una madre che pensa a se stessa prima ancora che al meglio per la prole non è mai vista di buon occhio, eppure la mia scelta di portare è stata un modo molto consapevole, ragionato e desiderato per essere il genitore che sono stata e sono.

Nel nostro caso i bisogni si sono incontrati ed è stato bellissimo e la mia esperienza, che continua dopo cinque anni e mezzo, mi ha dato la possibilità di vivere una forma di relazione unica.

Perché sono diventata portatrice, dunque?

Per portare insieme alla fascia e a mia figlia il mio progetto di donna sana ancor prima che mamma, ecco le parole giuste per rispondere alla domanda.
Perché per me portare ha rappresentato la libertà allo stato puro, contrariamente a quello che si possa pensare di un genitore che porta: mi sono permessa per la prima volta nella vita di vivere ed essere esattamente come ho sentito e desiderato.

Mia figlia poi, è stata la spalla migliore che potessi avere.

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1 COMMENTO

  1. sono una mamma pienamente egoista come te….:-)
    io ho cominciato a portare il mio primo figlio perchè dormiva solo così!!!!!!!!poi ho continuato con gli altri e lo trovo fantastico per mamme e figli in un modo indescrivibile…( mio punto di vista )..
    veronica

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