Pasta e broccoli della consapevolezza

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gc15desPrima o poi, a una certa età soprattutto, si arriva a capire che non si può piacere a tutti. Impossibile accontentare tutti allo stesso modo, impossibile che tutti siano d’accordo su una stessa cosa.
Ma si arriva anche alla consapevolezza che questo può non essere un dramma. Se vale per le idee, il carattere, la propensione verso un’attività o una persona, vale sicuramente anche per la cena!

Nella nostra famiglia c’è un membro difficilissimo sulle questioni alimentari: niente minestre, solo alcune, limitate verdure, niente formaggio come condimento della pasta, poco pesce, tra i legumi solo i fagioli e insomma uff!
Se pensate che si tratti della creatura, vi sbagliate di grosso. Ahimè si tratta dell’altro maschio, quello adulto.
Quindi a un certo punto noi altri due abbiamo capito che l’unico modo di non soccombere alla sua alimentazione da quattordicenne rimasto a casa da solo è di sganciarci dall’illusione di un pasto che vada bene per tutti. Da lì ho cominciato a sentirmi libera di cucinare qualcosa che piace a noi due e lasciare che lui si arrangi con la sua ristretta rosa di possibilità.

Una di quelle cose che piace tanto, tanto, tanto a mio figlio e me ed è schifata dal marito è la pasta e broccoli.
Della pasta e broccoli a lui non piace nulla: non i broccoli, non la consistenza brodosa, non quel poco di pomodoretto che la rende appena rosata, né il parmigiano o pecorino a scelta. A noi, invece, piace proprio tutto e quindi è per eccellenza il piatto di mamma e figlio.

sì, sì, è la nostra minestra preferita
sì, sì, è la nostra minestra preferita

La minestra di pasta e broccoli in brodo d’arzilla è una ricetta romana antica e molto poco conosciuta fuori del territorio cittadino (anche dentro, ormai). La versione originale presenta qualche complicazione e un gusto particolare: l’arzilla infatti è un pesce ed è la razza. Il brodo si ottiene dalle parti gelatinose del pesce e, oltre a dare un sapore molto deciso (che io ritengo celestiale!), lega la minestra, fungendo da addensante.
Ovviamente io non mi sogno proprio di procurarmi ali di razza per fare una minestra e ancora meno di mettere su un brodo di pesce. Quindi, tanto per cambiare, questa è una versione molto facilitata, che prevede solo l’uso del broccolo romano.
Se passate per Roma, però, vi invito a cercare un ristorante tipico che faccia la vera minestra di broccoli col brodo d’arzilla: non è facile trovarla e anche chi l’ha nel menù, la prepara solo saltuariamente, quando trova la razza e se il broccolo è di stagione. Se però qualcuno ve la dovesse proporre, lasciate lì amatriciane, carbonare e cacio e pepe e puntate dritti a questa, fidatevi.

Ora andiamo con la versione facile e rapida. Vi serve:

– un broccolo romano, che sarebbe quello verde, tanto bellino, che serve per capire il concetto matematico dei frattali;
– aglio e olio;
– 3 cucchiai di passata di pomodoro o 1 cucchiaio di concentrato;
– pasta per minestra (70 gr. a persona): l’ideale sarebbero i maltagliati o i quadrucci grandi, ma io non li ho mai e rimedio sempre con gli spaghetti spezzati.
– pecorino grattugiato (o, per i deboli, parmigiano)
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  • Del broccolo si usano le cimette e si butta via il torsolo centrale (“torso di broccolo”, infatti, a Roma è detto di uno un po’ tonto, poco sveglio). Si fanno sbollentare appena in acqua salata o si mettono in vaporiera, finché non perdono quella consistenza dura del crudo, ma senza che si spappolino. Detto tra noi, la cottura del broccolo è un po’ come la maturazione dell’avocado, ma poi si impara ad occhio a capire quando è pronto.
  • Le cimette così sbollentate si ripassano (che in italiano sarebbe: saltano) sul fondo della pentola che utilizzeremo per preparare la minestra, con lo spicchio d’aglio e l’olio. Sarebbe gradita una punta di peperoncino, ma chiedete ai commensali prima (foto n.1).
  • Quando sono insaporite, aggiungete la passata o il concentrato di pomodoro. Mi raccomando, rispetto alla quantità di broccoli deve essere poco: non stiamo facendo una pasta al pomodoro, serve solo per legare un po’ (foto n.2), e rimestare ancora un minuto.
  • Se non avete i maltagliati (sfoglia all’uovo tagliata a pezzettoni irregolari, originariamente i ritagli avanzati dalle sfoglie), spezzate gli spaghetti (foto n.3), aggiungete ai broccoli ripassati acqua calda sufficiente per cuocervi la pasta, ma non eccessiva, in modo che a fine cottura sia quasi tutta assorbita (foto n.4) e quando inizia a bollire, buttate la pasta.
  • Quando la pasta è cotta, dovrà risultare una minestra fitta e densa, con un poco liquido rosato. A quel punto un po’ di pecorino romano (anche parmigiano, vi perdono) e via, mangiatela calda calda.
  • Consiglio: comprate almeno un paio di broccoli alla volta, sbollentateli e ripassate le cimette in padella con aglio, olio e peperoncino. Oggi ve le mangiate per contorno così e ne lasciate un po’ da parte per domani e vi ci fate questa minestra, che magari non piacerà a tutti, tutti, ma a chi piace dà tanta felicità.

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