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Il papà è competente

Scritto il 10 May 2010 da Silvia 26 Comments

Ci sono cose alle quali una neomamma non crederebbe mai!

Per esempio una neomamma apprensiva non può credere che l’uomo con il quale ha deciso di mettere al mondo suo figlio sia in grado di infilare una tutina di ciniglia al pupo di un mese. Ovviamente, quello è lo stesso uomo che ha messo la firma su numerose pubblicazioni scientifiche ed ha una cattedra all’università… in neuropsichiatria infantile.
Così come nessuna neomamma che si rispetti è disposta ad ammettere che il suo amorevole compagno sia in grado di miscelare insieme brodo vegetale, crema di riso e una cucchiaiata di parmigiano, del tutto incurante del fatto che quello stesso uomo dirige una catena di ristoranti di fama internazionale.

Ammettiamolo: nei primi mesi di vita dei nostri pargoli, molte di noi tendono un po’ a perdere il lume della ragione, considerandosi detentrici di un sapere universale ed innato, trasmesso di madre in madre a partire dalla grande dea madre terra: vestali di un sapere ESCLUSIVO.
Si, perchè si dice sempre che “una mamma sa come si fa”!
E il papà? Cosa si è rincitrullito all’improvviso con la nascita del figlio??? Ma dove sta scritto che anche lui non sappia perfettamente “come si fa”!??

Siamo tutti d’accordo che una differenza c’è: ed è racchiusa in quei benedetti nove mesi di maternità in più, che una donna ha rispetto alla paternità del compagno. Questo sfasamento temporale, per cui una madre diventa tale nel momento del test di gravidanza, con valenza retroattiva al momento del concepimento, mentre un padre diventa tale quando l’ostetrica gli fa spingere la culletta per accompagnare il figlio alla sua prima competizione: l’assegnazione del punteggio apgar! (da questo si capisce poi perchè alcuni ancora strillano come ossessi contro l’allenatore quando non fa entrare in campo il figlio a 8 anni: l’impostazione dei rapporti è dura a morire!).

Ma l’evoluzione della specie è anche un fatto di cultura! Non vi sembra arrivato il momento di superare il gap?
Ammettiamolo, ragazze: in quei nove mesi noi non impariamo proprio un bel niente su come sarà accudire nostro figlio. Quindi, al ritorno a casa, con il pupo di due giorni in braccio… “gli uomini e le donne sono uguali” (cit. Cesare Cremonini)!
Capita fin troppo spesso, così, che il papà spontaneamente si lanci con entusiasmo in operazioni obiettivamente semplicissime, come cambiare un pannolino, che al massimo richiedono un paio di giorni per ottenere un po’ di dimestichezza e venga stoppato da un perentorio “Macosastaifacendo??!! DAI QUA, CI PENSO IO”.
Ecco, quella frase, apparentemente banale potrebbe cambiare i rapporti familari per sempre…
Si, perchè, se il papà se la sente ripetere due o tre volte… per lui sono già più che sufficienti a mollare per sempre l’impresa. Ed è finita: non ricomparirà più nelle mansioni di accudimento del figlio fino a quando non dovrà insegnargli come si fa il nodo alla cravatta o dovrà contestare la lunghezza della mini.

C’è una grande verità: qualcosa che sappiamo tutte, ma a volte facciamo fatica ad ammetterlo. Il papà non si prende cura dei bimbi peggio, lo fa solo in modo DIVERSO. Semplicemente perchè lo fa da uomo e la sua attenzione si appunta su particolari diversi da quelli che notiamo noi.
Ve lo concedo: magari la sua attenzione si appunta un po’ pochino sui particolari… Ma che ne dite della visione d’insieme?! Gli uomini, in genere, preferiscono una visione globale ad una che cura il dettaglio. Il pannolino messo da papà forse è un po’ storto, ma l’importante è che faccia il suo dovere e non sia sistemato in modo troppo scomodo. Ma allora perchè togliergli dalle mani il pannolino e spintonarlo via da davanti al fasciatoio? Mamme, ma non avete nulla di meglio da fare?

Io mi sento di assicurarvelo anche se non conosco personalmente i vostri compagni: sono certa che, in qualche modo, sanno lavare, nutrire, vestire ed accudire i loro figli. L’importante è farglielo fare, da subito.

Ricordiamolo tutte: è con le cure dei primi mesi che si crea un padre che porterà i figli in piscina e li riporterà a casa lavati ed asciugati, che li porterà al mare da solo una settimana mentre voi finite il vostro progetto, che si siederà accanto a loro per spiegare come fanno i bambini ad entrarci nella pancia della mamma (che come escono è già più intuitivo) e… (azzardiamo a guardare molto lontano) che porterà i figli di quei figli al parco, spingendo la carrozzina da nonno orgoglioso!

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26 Comments »

  • alessandra angelucci ha scritto:

    …e poi secondo me, in quei 9 mesi in cui l’ovulo fecondato diventa neonat* dentro di noi, sì noi lo sentiamo prima pop-cornare, poi nuotare e poi scalciare, ma l’uomo che ci è accanto può e DEVE già essere coinvolto in tutto quel che “significa” mettere al mondo un* figli*, no?

    Persino nel mio caso non proprio “ideale” è stato così…

  • Claudia-cipi ha scritto:

    io ho sempre saputo che lui era in grado di badare a nostro figlio come se non meglio di me (non fosse altro che per la precedente esperienza, visto che aveva già una figlia nata da precedente matrimonio).
    E’ stato lui a non volerlo fare, nemmeno dietro lacrime, preghiere e minacce.
    Come la mettiamo in questo caso?
    E perchè sembra che nessuno ci creda che a me faceva piacere vederlo cambiare pannolini ed accudire nostro figlio, e che mi fidavo di lui e del suo metodo al punto da chiedere a lui consiglio su come fare?
    Peccato abbia durato solo un paio di giorni, poi appena ha visto che ero in grado di farlo da me senza far danno al bimbo ha scelto di interpretare il ruolo di papà assente fino al compimento dei 2 anni del pupo. E anche dopo non è che sia migliorato molto…

  • Valeria ha scritto:

    Se non ci fosse stato mio marito all’inizio non so come avrei fatto. Anche adesso mi aiuta molto. Certe cose le faccio sempre io, lui però ne fa altre e nel fine settimana, quando lavoro, mi sostituisce in tutto (..e abbiamo 2 figli, Gaia 4 anni e Luca 2 e mezzo).
    Sono una donna molto fortunata a quanto pare. Un grazie al mio amore.

  • Simona ha scritto:

    se dovessi basarmi sulla sola mia esperienza personale, direi che ho conosciuto più papà “altamente qualificati” che “imbranati”.

    del padre di mia figlia, mia madre diceve sempre: a luca mancano solo le tette!
    si occupava di tutto, senza che io dovessi stargli con il fiato sul collo e in alcuni momenti dimostrava più senso materno di me.
    e molti compagni delle mia amiche erano uguali.

    però non diciamo che uomini e donne sono uguali.
    a mio avviso sono diversi, diversissimi.
    è naturale che lo siano.
    sono gli stereotipi che sono sbagliati, antichi e anacronistici.
    i ruoli ben definiti di un tempo -mamma chioccia e padre assente- si sono completamente modificati…..

  • Elisa - mestieredimamma ha scritto:

    Quante verità e quanti miti da sfatare. Grazie per questo bel post! In effetti l’unica cosa che non può fare un papà è allattare … in quanto non “attrezzato”!! noi mamme dovremmo dare più spesso “carta bianca” e poi se anche un pannolino è messo male, che succederà mai?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Ovviamente “gli uomini e le donne sono uguali” era una battuta: insomma, quando si cita Cesare Cremonini, lo si ammette già in partenza che si dice così per dire! ;)
    Però in effetti quei nove mesi danno ad entrambi una consapevolezza nuova, ma se vogliamo proprio parlare di capacità pratiche, mica risolvono poi tanto! Insomma al giorno 0, con il frugoletto da una parte e il pannolino dall’altra… siamo tutti almeno molto simili! :)
    Al massimo differiamo per carattere (uno più apprensivo, uno più pratico, ecc…), ma quanto ad abilità di confezionamento del pupo, serve a tutti un po’ di dimestichezza. Perchè dovremmo essere più brave noi? Che magari lui è uno che aggiusta una tapparella in 5 minuti netti e, quindi, di capacità manuali ne sa pure qualcosa in più.
    QUindi, senza voler generalizzare, era solo un piccolo incentivo soprattutto alle neo mamme a lasciar fare… che poi tornerà tutto utile!

  • Maggie ha scritto:

    mamma mia quanto è vero questo post!!!
    per fortuna mio marito non si lascia mettere da parte e spesso mi ricorda che non sono io la genitorialità impersonificata. poi alla fine le cose le fa molto meglio di me perché è un incorreggibile perfezionista. io ho imparato a prendere l’occasione al volo. Così, mentre io sto tutti i pomeriggi con la piccoletta, al suo ritorno tocca a lui il rituale di impigiamamento, pappa e letto. Anche la mattina prima di uscire è lui che la sveglia e la veste. Io penso al resto (sceglierle i vestiti, darle la colazione e farla trovare pronta per lui, ecc…). E’ un modo per fargli recuperare il tempo che non può passare con lei e per iniziare a costruire un angolino che è solo loro.

    p.s. non vedo il blogstorming con il tema del mese, ho qualche problema o non è stato ancora aggiornato?

  • paola ha scritto:

    secondo me e’ solo questione di carattere, predisposizione.
    basandomi sulla mia personale esperienza, direi che ho conosciuto padri molto ben predisposti, vogliosi di prendersi cura dei propri piccoli ed altri veramente scazzati. per i primi, il cambio del pannolino, per esempio, non era disastroso, proprio perche’ ci mettevano amore e cura nel farlo. per i secondi, purtroppo, concordavo in pieno con le rispettive compagne/mogli quando strappavano loro di mano i piccoli perche’ era veramente penoso vedere come li tenevano e, soprattutto, con quanto scazzo lo facevano …
    se uno non ha voglia, non ha voglia – non si puo’ obbligare col fucile … diventa ancora piu’ triste la cosa …
    ( ovviamente non e’ giusto generalizzare …. pero’, in linea di massima, le due “tendenze” sono queste … )
    trovo giustissimo comunque coinvolgere il padre nel cambio, nel bagnetto, nell’ allattamento, sia da biberon che da seno … in quest’ ultimo caso … e’ cosi bello abbracciarsi mentre il piccolo mangia dal seno. si trasmette sicuramente ancora piu’ amore …

    sono troppo melensa?
    naaaaaaaaaaaaaa

  • Lorenza ha scritto:

    Personalmente ho sempre delegato molto, sia al marito che ai nonni.
    Fortunatamente il mio Doppio è molto volonteroso, si è sempre prestato e sopporta i miei “consigli” su come fare, poi cucina quindi per me è un grandissimo aiuto, non so come farei senza!
    Certo, a volte si perde in cose a mio avviso banali, tipo si offre di cambiare la Piccola e poi lo fa fare a me perché l’odore della cacca lo nausea (invece a me…) oppure la porta a spasso e quando rientra lascia passeggino, vestiti, scarpe etc in giro per la casa perché la sua priorità è guardare la bambina.
    Forse noi mamme nelle situazioni critiche sentiamo che in qualche modo dobbiamo uscirne, spesso da sole perché siamo il sostegno di ultima istanza e oltre noi non c’è un organo superiore a cui delegare, mentre i papà sanno che alla fine se serve c’è la mamma.
    Però ben vengano questi papà che si danno da fare!!
    Ciao

  • Lanterna ha scritto:

    A casa mia c’è addirittura una situazione opposta rispetto a quella che descrivi. Tipo:
    - Oh-oh, cacca. Lo cambi tu?
    - No, io sto cucinando / stendendo / svolgendo un’attività di paravento perché non ho voglia di schiodarmi. Lo fai tu?
    - No, dai, io sto … (idem come sopra). Fallo tu, per favore.
    E così all’infinito. Ecco perché i miei figli si spannolano presto ;-)

  • Marzia ha scritto:

    Vorrei spezzare una lancia a favore dei papà assenti/inefficienti/sfuggenti nei confronti dei neonati. Mio marito era semplicemente terrorizzato, lui che è in grado di aggiustare qualsiasi cosa si rifiutava di cambiare pannolini o fare bagnetti. Il Nano non aiutava, il reflusso era fortissimo e per i primi 6 mesi vomitava anche 30 volte al giorno … quindi lo si prendeva in braccio a proprio rischio e pericolo.
    Superato lo shock del primo terribile anno devo dire che però si è ripreso alla grande. Ora passa persino più tempo di me con il bambino che ha 5 anni e condivide con il papà tanti interessi (corse in bici, parchi gioco, videogames, lavoretti in casa, etc..). Certo i dettagli non si sprecano, tipo le scarpe nel corridoio e i vestiti sul divano, però va bene! Vista l’energia di nostro figlio, delegare ora è davvero salutare per me.

  • Daniela ha scritto:

    Io sono di quelle che si impicciano e criticano. Ogni tanto mi morderei la lingua, peccato che mentre le penso ho già detto tutto!
    Però poi delego volentieri. Si è rifiutato al primo pannolino, per il timore di rompere quella creatura così piccola, ma a casa l’ho abbandonato davanti al fasciatoio e si è adeguato. Per il bagnetto ci è voluto di più, ma ora gli piace tanto. E per la nanna… non so come mai, ma tutte e due le mie figlie dormono più facilmente col papà. Così se c’è lui a casa, non c’è storia, tocca a lui, a parte la grande che ormai non ha più bisogno di attenzioni se non la storia prima della nanna (e quella parte me la prendo volentieri io). Il bagnetto lo delego con ogni scusa possibile. Il cambio a metà. Il pasto ormai è fatto, anche se continuo a dare istruzioni superprecise. Certi pomeriggi li passa da solo con tutte e due, e se la cava alla grande. L’unica cosa a cui non mi rassegno sono i vestiti: ovviamente mai che mi piaccia cosa mette! Vabbé, non si può avere tutto…

  • LGO ha scritto:

    Nonstante io abbia frequentato un corso di preparazione al parto regolamentare, quando è nata la mia figlia maggiore ero terrorizzata dalla paura di romperla. Ha fatto tutto mio marito (biberon in reparto, cambi a casa, primi bagnetti…) e da allora è stata un po’ una tradizione di famiglia. Anche con la scuola siamo in controtendenza: lui va ai colloqui con le maestre, con le mamme, e io in consiglio d’istituto, con i papà ;-)
    Alla fine, visti i commenti, direi che lo stereotipo del padre nullafacente va un po’ rivisto :-)

  • Silvia (author) ha scritto:

    Bene, bene… contentissima di rivoltare stereotipi!
    E c’è da stravolgere anche quello della mamma apprensiva e avvolgente!
    Meglio di così.

    Scusateci per il blogstorming: siamo state un po’ troppo prese dall’interesse mediatico per il CerVello di mamma e papà ed abbiamo giocato a fare le vip tra interviste e foto, quindi siamo rimaste un po’ indietro col lavoro (con tutto il lavoro, anche quello che ci fornisce mezzi di sussistenza!). Ci rimettiamo subito in riga! (Come siete attenti! :) )

  • Lorenza ha scritto:

    Ecco, appunto…com’è andata l’iniziativa del CerVello? Sono curiosissima di avere notizie da voi, o adesso che siete famose fate le preziose? ;-)

  • Silvia (author) ha scritto:

    Si, Lorenza, delle vere Vip!!! :D
    E’ un po’ difficile avere il polso sulla situazione dell’invio dei cv. Speriamo ne siano girati parecchi.
    Ora abbiamo un’idea per una “terza fase”… speriamo di riuscire a realizzarla.

  • Barbara ha scritto:

    Il papa’ di TopaGigia fa tutto… ma non gli va. E’ assolutamente in grado di fare tutto, ma ci sono cose che all’inizio rifiutava e che io gli ho spinto contro finche’ non si e’ lasciato coinvolgere (tipo il bagnetto e la pappa) e altre contro le quali fa ancora muro di gomma.
    Tutti mi dicono che poi quanndo il bimbo diventa piu’ interattivo anche i papa’ piu’ difficili si divertono di piu’, ma per ora aspetto e spero…
    Certo, andandola a riprendere all’asilo la ritrovavo sistematicamente con le magliette messe al davanti-didietro, ma i problemi nella vita sono altri, no? e ho capito che riprenderlo su queste cose era dannosissimo, lo faceva sentire incapace e insicuro mentre lei lo adora e quando passano del tempo insieme senza di me stanno benissimo. Certo, lui fatica un po’ perche’ invece di “starci insieme” “la tiene”, ma io non lo spingo e sono fiduciosa che col tempo trovera’ il suo modo. E penso che abbia il diritto di trovare il suo modo, come tutti.
    Verissimo (e altamente fastidioso, almeno per me) il discorso che loro hanno le spalle coperte, che se non gli va di fare qualcosa tanto dietro ci siamo noi che non possiamo rifiutarci… ecco, questo per me e’ l’ultimo ostacolo da superare…

  • CloseTheDoor ha scritto:

    mio marito ci ha sempre tenuto moltissimo a partecipare all’accudimento di mia figlia (5 mesi e 1/2): cambio pannolino, bagnetto ecc. quello che è stato frustrante e qualche volta è ancora frustrante per lui, è che siccome mia figlia lo vede parecchie ore meno di me, gli ha sempre sorriso molto meno. sorride di piu’ a sua mamma (mia suocera) che non a lui. solo adesso che va per i sei mesi è iniziata un’interazione di tipo diverso.

    i momenti in cui invece lo “stoppo” nel senso che dite voi sono sulle scelte da fare per esempio quando la piccolina piange. io mi sento forte dell’esperienza di una sorellina piccola e del fatto che le ostetriche si sono sgolate a spiegare che fino a 3 mesi e in parte fino a 6 mesi i bambini se piangono non è perché sono viziati, ma perché hanno un bisogno. su questo punto mi sono sempre incaponita e l’ho come costretto ad “arrendersi”, anche se ho sempre insistito che desidero che lui faccia il padre nel senso che mi metta dei limiti a quanto saprò essere ansiosa e iperprotettiva. e dato che il giro di boa dei 6 mesi si avvicina, sarà tutta da ridere………

    volevo dire che sono molto contenta di aver trovato questo sito web perché appunto parla di genitori e non di “Mamme” (!!!)

  • Serena ha scritto:

    CloseTheDoor hai perfettamente ragione a dire che il pianto del bambino piccolo non è dovuto al fatto che è viziato. In realtà in questo sito abbiamo spesso parlato di capricci e del loro significato, e anche per i bambini più grandi il pianto/capriccio nasconde in realtà un messaggio che è nostro dovere di genitori cercare di decifrare. Comunque di a tuo marito di resistere. Vista l’età è normale che la bimba sia un po’ restia a sorridergli se non lo vede molto, però piano piano riuscirà anche lui ad istaurare il suo rapporto con la piccola, e sarà sicuramente un rapporto diverso e unico.

    Quello di parlare ai genitori e non alle sole mamme è un nostro punto di orgoglio, quindi siamo molto contente di sapere che lo apprezzate :)

  • irene ha scritto:

    Per me si sbaglia dalla partenza, cioè dal pensare che accudire i figli sia un compito svolto “naturalmente” dalle donne, non è che gli uomini “ci danno una mano” o “ci aiutano”. Mica è un lavoro solo nostro!!

    Se pensassimo che loro hanno esattamente la stessa responsabilità che abbiamo noi donne nel badare ai figli non penseremmo che sono degli imbranati…ricordiamoci donne: siamo noi in gran parte ad alimentare il maschilismo, smettiamo di auto limitarc!!

  • Sara ha scritto:

    L’articolo sempra scritto da pugno maschile. Da buona giornalista colgo certe sfumature. Comunque sia è evidente che l’uomo vuole rubare il campo alla donna per riscattare quello perso nell’ambito professionale. Il messaggio è chiaro: tu donna hai dimostrato di avere capacità che vanno oltre il ruolo assegnatoti dalla società patriarcale? Adesso noi uomini (perchè gli uomini a differenza delle donne sono solidali tra loro e lì risiede la loro forza) dimostreremo che mentre tu giochi a fare la manager in ufficio anche noi siamo all’altezza di fare la mamma. Quello che sta accadendo, in modo graduale, è la femminilizzazione di entrambi i sessi. Pian piano l’uomo perde la sua virilità (che peccato!). Sarà colpa degli estrogeni nel cibo? Del mutato stile di vita? Sarà colpa di noi donne? C’è un animale in natura che appena sforna il figlio scappa: la vipera. Noi donna vogliamo diventare così? Al dilà del cambio di pannolino si è valutato il valore insolstituibile che apporta la presenza della mamma? o è più valido per la crescita del figlio che la stessa trascorra la sua giornata al lavoro delegando il compito materno ad altri, foss’anche il padre? Una volta il padre aiutava i figli garantedo che la madre se ne potesse prendere cura; oggi preferiscono comodamente sostituire la mamma. Netta e squallida inversione di ruoli. Se la natura ha dato l’utero alla donna ci sarà una ragione. L’uomo è diventato quasi geloso anche di quei nove mesi? Forse tra un po’ non vedremo più uomini in giro ma eunuchi, ma già di testa cominciano ad esserlo.

  • barbara ha scritto:

    Sara, stella della casa, ma che hai? Se la natura ha dato l’utero alle donne un motivo ci sarà, scrivi. Ma la natura ha messo in conto anche i terremoti e allora non dovremmo adottare le costruzioni antisismiche? La natura patteggia costantemente con la cultura e visto che oltre all’utero ci ha dato anche un cervello, usarlo mica ci danneggia eh?

  • irene ha scritto:

    Brava Barbara!

  • Serena ha scritto:

    Sara fortuna che sei una buona giornalista e certe sfumature le cogli!

  • Silvia (author) ha scritto:

    Sara, scusa se non ho potuto rispondere prima, ma in questi giorni ho avuto tanto da lavorare. Presumo che mio figlio si sia sentito un po’ trascurato, perchè in effetti ha mostrato un certo nervosismo. Fortunatamente l’altra sera, quando sono tornata tardissimo, papà è figlio avevano preparato la cena, mangiato e preparato la cartella per il giorno dopo.
    Del resto era con il papà, quindi non mi sembra di aver delegato ad altri il mio ruolo o compito genitoriale, giacchè mio figlio era con il suo papà a godersi la serata virile… Posso solo notare, per rimanere in tema col post, che hanno mangiato orride cose “da uomini”: ma si sa, i papà fanno a modo loro, che è un altro, rispetto a quello delle mamme.
    Ah, scusami, non l’ho precisato: sono l’autrice di questo post. Donna, mamma, avvocato, blogger. Caspita quante cose ci stanno in una donna, accanto all’utero, eh!
    E’ proprio vero che quando si acquisisce una certa professionalità, si sviluppa un particolare intuito nel proprio settore d’elezione.

  • Barbara ha scritto:

    Sara, non so te ma io a mia figlia ho voluto assolutamente dare un padre. L’ho fatta con un uomo che voleva (e vuole) figli, che vuole crescerli in maniera attiva e viverli e goderseli e cerchiamo di condividere le incombenze in modo da andare incontro il più possibile alle esigenze di entrambi. Io amo lavorare, mi piace fare tante cose e non mi sento completamente realizzata solo per il fatto di avere un utero e fare la mamma a tempo pieno. Quindi delego: mia figlia va all’asilo la mattina, passa parte dei pomeriggi con le nonne e tutto il tempo possibile col papà, che tra l’altro fa il mio stesso lavoro anche se con orari diversi. E io il tempo che non lo passo con lei lavoro, rinunciando alle altre cose che vorrei e dovrei fare per me come persona. Ma va bene così e sinceramente mi sento una buona madre. E sono felice di averle scelto anche un ottimo padre, non un uomo che la conosce appena ma provvede ai suoi bisogni materiali. Poi per carità, il mondo è bello perchè è vario e ogni coppia ha il diritto di organizzare la famiglia come meglio crede, non giudico assolutamente chi ha fatto scelte diverse dalle mie. L’importante è che il loro sistema funzioni per la loro famiglia e che siano felici con quello che hanno messo su.

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