La paella di genitoricrescono

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gc3desTutti vi diranno che la paella valenciana mista è un piatto complicato: tanti ingredienti, tutti con cotture, sapori e consistenze diverse, tante operazioni per la preparazione, un tegame enorme e insomma, meglio andarsela a mangiare al ristorante spagnolo o direttamente a Valencia, che è pure una città molto accogliente e family friendly.

Io vi dirò che, se non si punta alla paella filologicamente corretta, alla paella perfetta come la fa solo quel ristorantino al porto di Valencia, questo piatto rappresenta l’ideale piatto unico quando avete amici a cena ed è facile e veloce.

Ha tanti vantaggi:
– si può mangiare solo questo e, al massimo, nell’attesa che si cuocia il riso si sgranocchiano due cosette con una caraffa di sangria;
– piace a molti perché se c’è qualcosa non gradito, lo si scansa e si mangia il resto;
– qui è sempre stata gradita anche dai bambini;
– è visivamente bella e fa festa;
– la maggior parte del lavoro si fa prima, non quando arrivano gli amici (e poi la mia versione di lavoro non ne prevede molto);
– per pochi non merita neanche farla, quindi è un piatto per invitare e invitare a cena è sempre bello;
– se avanza il giorno dopo è anche meglio;
– non ha stagione, va bene sempre.

Come ho già detto la mia, è una paella tutta sbagliata, senza finezze e senza accorgimenti particolari. Però tutti i nostri ospiti hanno sempre ripreso un’altra porzione di bis e magari anche un ripassino di ter. Ho sentito più volte che, chi la fa come si deve, cuoce tutti gli ingredienti separatamente. Io non ci penso proprio e rispetto solo la sequenza giusta di cottura.
Quindi, prendete una padella grande, l’ideale sarebbe una 36 cm di diametro e andiamo a cominciare.

foto 1 - subito prima del riso foto 2 - è quasi pronta foto 3 - è rimasta solo questa?
foto 1 – subito prima del riso
foto 2 – è quasi pronta
foto 3 – è rimasta solo questa?

Ingredienti per 8 persone + un po’ d’avanzo (se non ve li ricordate mentre fate la spesa, si tratta di circa mezzo chilo di tutto):

– gamberi 500 gr.
– vongole e/o cozze 500 gr.
– calamari 500 gr.
– piselli surgelati 1 pacchettino
– peperone 1
– salsicce 4
– spezzatino misto a piacere (maiale, vitello, pollo) 500 gr.
– pelati 500 gr.
– aglio
– zafferano 2 bustine
– 1/2 limone
– prezzemolo
– riso 700 gr. (si consiglia il riso patna, se non volete addirittura cercare l’autentico riso bomba di Valencia – introvabile qui – ma io vi do una dritta: il parboiled da insalate di riso è perfetto!)

Nella padellona, con lo spicchio d’aglio e l’olio buono, mettere a rosolare tutte le carni (spezzatino e salsicce fatte in 4 pezzi ciascuna) e i calamari tagliati a rotelle.
Quando è tutto ben dorato, aggiungete le cozze e/o le vongole con il guscio e i pomodori pelati (senza acqua di vegetazione) e lasciate cuocere il tutto ancora 10′.
E’ il momento dei piselli e del peperone a striscioline: mettete in in padella e altri 10′ di cottura.

A questo punto, con tutti i sughi di cottura abbondanti raccolti nella padella insieme agli ingredienti semicotti, si spegne e si va ad apparecchiare, a fare la doccia, a truccarsi, a leggere o quello che vi pare. Perché il seguito si farà quando gli ospiti sono arrivati a casa.

Mentre gli amici bevono sangria sgranocchiando pistacchi e salatini, accendete e riportate a temperatura il padellone, aggiungete il riso e acqua bollente per un peso doppio del riso. Regolatevi con il tempo di cottura indicato nella confezione e, circa a metà cottura, unite lo zafferano e date una mescolatina al tutto (sì, lo so, la paella non va mai mescolata, ma questa vi sembra Valencia?). Quando al riso mancano pochi minuti per essere pronto, aggiungete i gamberi e il prezzemolo.
Appena la cottura del riso vi pare a posto, i gamberi rosati e l’acqua ritirata, togliete via dal fuoco, spremete il mezzo limone e servite dopo 5′ di attesa, portando la padella a tavola, che fa colore e allegria.

Ora togliete la sangria a quei debosciati dei vostri amici e stappate il Cerasuolo di Montepulciano d’Abruzzo consigliato da Barbara Summa per questo piatto.

Sapete cosa mi ricorda questa paella? Genitoricrescono.
Ingredienti che apparentemente non c’entrano niente tra loro, anzi, alcuni sembrano proprio cozzare (gamberi e peperoni, salsiccia e calamari), che, presi singolarmente, legano proprio poco tra loro e mai avrebbero altra occasione di incontrarsi in una padella, ma che una volta uniti insieme creano un’armonia perfetta. Ingredienti che si basterebbero sa soli, tutti dai sapori forti e decisi, che davvero non avrebbero bisogno di legare con tanti altri sapori per combinare qualcosa di buono. Eppure, ben accostati, ognuno al momento giusto, raggiungono una cottura unica, un amalgama piacevole e corposo.
Noi siamo così: terribilmente diversi e anche poco concilianti, ma miracolosamente capitati, per caso o per decisa volontà, in un’unica grande padella. Tutte persone che da sole hanno un ruolo ben definito, ma poi, trovano il modo e la voglia di unire i loro vari e diversi “sapori” in un progetto unico. Questo progetto è proprio un piatto unico e abbondante, che a volte sembra pure un po’ pesante, ma poi si digerisce sempre bene.
E cucinarlo, vi assicuro, dà tanta soddisfazione ed è sempre una gran festa.

– Dedicato a tutti voi che siete passati per queste pagine, che le avete scritte, che siete qui con noi quasi dall’inizio o che ci avete raggiunto dopo, che siete andati altrove, ma siete diventati e rimasti amici –

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2 COMMENTI

  1. Commossa. Per la bontà di un piatto che amo molto, per la metafora. Non so dirti cosa sono, se un pezzetto di salsiccia, un pugno di riso oppure un gambero. Però, qualunque sia – o sia stato- il mio sapore nella paella, mentre leggevo la fine del post ho lacrimato nella sangria.
    ARRIBA; ABAJO; AL CENTRO; PA’ DENTRO!
    ¡salud!

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