Ogni giorno è una prima volta

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– post sponsorizzato –

Forse una frase fatta quella per cui, quando si diventa genitori, è un continuo susseguirsi di prime volte. Però è facile accorgersi di quanto sia vero che, mentre i figli crescono, ogni giorno si va incontro sempre a una piccola o grande prima volta.
E neanche coi figli arrivati dopo il primo si può dire veramente di esserci già passati: sì, l’esperienza conta. Ma poi tra di loro sono così diversi, nei tempi, nei modi e nel temperamento, che ognuno di loro inventa le sue tante prime volte.

Di tante prime volte, mi viene in mente quella “più prima volta di tutte”: quando ci siamo guardati dritti negli occhi. Dopo un parto tutto sommato semplice e un travaglio veloce, mi poggiano sopra questo bimbo, grande e dalla faccina tonda. Senza grinze, come fosse stato già fuori da un pezzo. Con la testolina dritta e gli occhi grandi puntati nei miei.
Tu, genitore da pochi minuti, non ti aspetti nulla, sei solo sopraffatto dal momento. Eccolo lì, è lui che ti cambierà la vita ogni giorno, ma ancora non sai veramente fino a che punto, in che modo, in che senso: è un concetto sentito dire, ma non l’hai ancora sperimentato. Non sai nulla. Vedi solo due occhi che guardano i tuoi e non sai neanche che quegli occhi li cercherai per tutta la vita come il balsamo a tutti i mali, come un rifugio, come una casa a cui tornare.
La prima volta in cui guardi tuo figlio negli occhi non sai nulla: non sai nulla di lui, chi è, cosa farà tra pochi minuti o tra vent’anni. Non sai più nulla di te, cosa sei diventato in quei pochi istanti, cosa sarai domani, che paure avrai o in che modo nuovo sarai felice.
Se hai fatto dei propositi su che genitore sarai, lui li ha portati via tutti in pochi istanti. Se hai fatto dei progetti non te li ricordi. Sei solo perso in quegli occhi. Perchè i bambini nascono e aprono gli occhi, anzi li spalancano e non ci leggi dentro domande: come se sapessero benissimo cosa fare. Loro.
Ed è quel vuoto totale, l’assenza di domande, di aspettative, di nozioni, di parole e di pensieri, quell’attimo in cui tutto è annullato, è lì che cominci a essere qualcos’altro. Pochi, pochissimi momenti nella vita sono così assoluti, così privi di altro e così pieni di una sola sensazione.
La prima volta che incroci gli occhi di tuo figlio e nasci con lui.

E poi. E poi da quel momento si susseguono velocissime le prime volte. Prima volta che piange, prima volta che lo allatti, prima volta che uscite insieme sotto un cielo limpido, prima volta che entrate in casa in uno di più, prima volta che si alza sulle sue gambe, prima volta che cade e si fa male, prima volta che non sai cosa fare, prima volta che dice “no”, prima volta che ti arrabbi, prima volta che dormi una notte di fila, prima volta che lo lasci all’asilo, prima volta che vede il mare, la neve o un prato, prima volta che mangia un gelato, prima volta che ha i compiti da fare, prima volta che va a scuola da solo…

E magari prima volta che gli dai il biberon. Appena nato o dopo mesi.
Mi ricordo il primo biberon, dopo neanche dieci giorni dalla nascita. Coliche(tte?!) e pianti per quattro ore al giorno tutte le sere. Probabilmente reflusso. Col biberon si mangia più velocemente e così, la poppata della sera era meglio con il biberon e il mio latte tirato. Per lui era un sollievo e quindi andava bene così.

I biberon Avent li ho sempre usati, dal latte in poi: oggi, con il loro coperchietto alternativo alla tettarella, sono i miei vasetti preferiti per surgelare sughi e porzioni di minestrone 😉 (non sottovalutate mai gli usi alternativi di un buon biberon!).
Oggi la Philips Avent lancia il suo ultimo biberon Natural, con una nuova tettarella che evita ancor meglio l’ingestione di aria, è anatomica e più possibile adatta alla bocca del neonato.

La Philips Avent, per il lancio di questo suo nuovo biberon Natural, ha pensato un concorso con un premio finale sorprendente. Sono certa che l’idea è di qualche dirigente donna della Philips Avent! Perchè questo sì che è un vero premio per far felici i genitori: la TATA PER UN ANNO!
Che voi possiate o vogliate rimanere a casa con il vostro bambino, o che torniate al lavoro, una tata a disposizione per un anno è davvero un premio che facilita la vita e vi regala anche qualche ora di autonomia e libertà!

Al concorso si partecipa dalla pagina ufficiale facebook di Philips Avent, o dal sito www.vinciunatata.it
Oltre alla tata, ci sono in palio tantissimi biberon ogni giorno e c’è un buono sconto di € 10 sui prodotti Philips Avent per tutti i partecipanti.

L’11 ottobre parlerà di prime volte anche Robedamamma.
Quante altre prime volte vi vengono in mente?

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4 COMMENTI

  1. La prima volta che incroci gli occhi di tuo figlio e nasci con lui.
    questa frase é bellissima, mi fai venir voglio di fare un altro figlio solo per provare di nuovo quel momento!

  2. Sono troppo sensibile ultimamente e mi piace tantissimo questo tuo post sentimentalone anche se mi sono commossa, grazie!
    La prima volta che mi viene in mente leggendo il tuo racconto? Quando appena nata si è attaccata da sola al seno, arrampicandosi su di me. Lei aveva capito già tutto, io sicuramente non capivo più nulla.
    Come spesso accade, del resto.

  3. Io sono stata schiava di Avent, non c’ è un prodotto che non ho avuto, dal biberon, ai sacchetti per congelarti il latte con relativo reggisacchetto, al tiralatte a mano, alle coppette proteggiseno che raccoglievano le gocce di latte e avevano i buchini sopra per l’ aerazione, così se mi sdraiavo dopo un po’ che le portavo il latte usciva dai buchi inondandomi la maglietta, ma meglio averle che non averle. Ci ho nutrito due figli e poi ho regalato tutto in blocco.

    La tata a casa mi sembra l’ ampliamento della buona tradizione olandese della degenza dopoparto in ospedale ridotta al minimo necessario con in cambio la puericultrice a casa per una o due settimane. Io l’ ho avuta due volte e auguro a chiunque di vincere il premio.

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