Nonni quotidiani vs genitori

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Tra nonni e nipoti, come dicevamo qui, le cose spesso vanno benissimo, filano lisce e il rapporto è un incanto. Ma tra nonni e genitori?
Diamo una scorsa agli sfoghi lasciati su genitorisbroccano o nei commenti a tutti i post sui nonni e capiremo che la coesistenza può essere molto tesa. Non c’è gran differenza nel rapporto tra nonni-genitori e nonni-suoceri: comunque, nella migliore delle ipotesi, non è tutto rose e fiori.

La coesistenza con suoceri o genitori, in funzione dei propri figli, può ridestare conflitti passati che magari eravamo riusciti ad incasellare in quelche angolo della nostra mente ed a sopire per un po’.
La madre che ti considerava sempre inadeguata come studentessa, magari sei riuscita a metterla a tacere trovando un lavoro degno, ma ora che ritorna a considerarti inadeguata come madre? La suocera che ti considerava non all’altezza di sua figlia perchè non eri dirigente di una multinazionale, magari sei riuscito a farla star buona con un mutuo novantennale per acquistare quel bell’appartamento nel suo quartiere, ma ora che come padre dei suoi nipoti ti guarda in cagnesco perchè li mandi al nido, piuttosto che pagare una tata come fa il figlio bancario della sua amica Mariuccia?
Spesso il problema è il rapporto irrisolto e la nuova vicinanza ed assiduità di frequentazione dovuta ai bambini.
I genitori tornano a sentirsi dipendenti dai loro genitori, legati a doppio filo: quel filo che si pensava di aver tagliato.
I nonni, del resto, non sono baby sitter, non sono estranei e sentono di poter dire la loro.

Due punti fermi, vanno posti.
Le direttive educative, i principi, le regole di base, devono essere poste dai genitori ed è un dovere dei nonni rispettarle. Avere più esperienza, pensarla diversamente, ritenere che il proprio metodo sia migliore perchè è stato già sperimentato sul campo, non sono buoni motivi per scavalcare le persone che hanno, per diritto e per natura, il ruolo educativo principale. Sono i genitori a dover indirizzare i figli: tutti gli altri soggetti che partecipano alla crescita, devono saper sostenere, consigliare o magari anche contestare, ma con discrezione.
I genitori, però, non possono considerare i nonni dei semplici esecutori: se abbiamo deciso di farli partecipare quotidianamente alla vita dei nostri figli, dobbiamo rispettare il loro spazio. Chiedere che rispettino le linee guida ed i nostri principi, è giusto, ma lo è anche lasciare a loro l’interpretazione del modo, nel rapporto con i loro nipoti. I modi diversi, nel vivere i momenti della giornata o nel parlare delle cose, non fanno male a nessuno, anzi, ampliano la capacità di relazionarsi dei bambini. L’importante è che non sia divergente e contraddittoria la “filosofia” di fondo.
Un piccolo esempio. Se siete fermamente convinti che offrire cibo in modo premiale è sbagliato (se stai buono, ti do una caramella), è giusto pretendere da chiunque si occupi dei vostri figli che non offra cibo come premio. Ma se la nonna decide di dare una caramella a vostro figlio, così, senza motivo, per il gusto di mangiarsi una caramella in compagnia al parco… non costruiamoci su un panegirico sul fatto che vostra madre non ha mai rispettato le vostre convizioni fin dall’adolescenza: quella è una semplice caramella! E non ha mai ucciso nessuno!

Delegare non è semplice; delegare il ruolo più importante a cui la vita ci chiama è difficlissimo e porta con sè sentimenti contrastanti (primo tra tutti il solito senso di colpa che affligge il genitore “moderno”); delegare ad una persona che ha un rapporto affettivo con i bambini che può essere equiparato al nostro, per intensità, è destabilizzante. Però, se abbiamo deciso di delegare ai nonni, dobbiamo saper gestire la scelta.

Se i vostri genitori o suoceri, hanno una concezione della vita e della crescita di un bambino del tutto diversa dalla vostra, se avete con loro dei conflitti che sentite di non aver risolto, prima di decidere se affidare per molte ore i bambini a questi nonni, fermatevi un attimo a riflettere: è davvero il caso? E’ possibile valutare l’opzione nido o altro? Delegare ad una persona esterna alla famiglia può essere emotivamente più facile e meno denso di sentimenti attuali e passati. Ed a volte la serenità familiare vale di più di ogni retta scolastica risparmiata!
Se i vostri genitori o suoceri sono persone rispettose del vostro ruolo di adulto e di genitore ed avete deciso di condividere con loro la crescita dei bambini, sappiate condividere anche il progetto. Godete del vantaggio di sapere che i bambini, quando non ci siete, sono in compagnia di una persona che li ama quanto voi e che sicuramente vuole solo il loro bene. Se non vi trovate d’accordo su qualcosa, spiegate ai nonni il vostro punto di vista e accettate di ascoltare il loro: condividete sicuramente il fine, che è far stare bene i bambini e contribuire alla loro crescita sana. Parlando e spiegando, si può condividere anche il modo ed un metodo.

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11 COMMENTI

  1. Marianna… e poi, se non è un argomento in discussione per gli altri familiari… può essere un argomento in discussione PER TE. Che i temi di discussione si decidono almeno in due, se no che discussione è!

  2. grazie silvia 🙂
    fosse per me lascerei perdere la comodità e pranzerei a casa tutti i giorni….ma a quanto ho capito non è un argomento in discussione…
    proverò a seguire il tuo consiglio e in un momento in cui sono calma e serena (a trovarlo…..) cercare di parlare con lei.
    Io so ke questo nipote è per lei nuova fonte di vita ma nonostante tutto è molto difficile non innervosirmi…ma ci proverò!

  3. Marianna, mi sa che qualche pranzo settimanale è meglio cucinarlo a casa! Magari ogni tanto, no? Un po’ meno comodo, ma un po’ più libero.
    Perchè non provare a chiedere a tua suocera di non sovrapporsi, ma con calma e con delicatezza? Prova a spiegare la tua frustrazione, ma in un momento in cui sei tranquilla, non appena ti ha fatto saltare i nervi. Anzi, chiedi la sua collaborazione per non “confondere” Aron: dille di aiutarti a separare i vostri ruoli. Alla fine le nonne sono molto più ragionevoli di quello che sembra… almeno se si riesce a togliere loro quei cuoricini negli occhi che hanno quando guardano i nipoti!

  4. allora…premetto che sicuramente tutto il “fastidio” che mi provocano le azioni di nonna/suocera sono amplificate dal mio astio nei suoi confronti perchè non approvo il suo modo di fare;
    premetto anche che razionalmente so che lei (vedova da 15 anni 3 figli maschi e rimasta sola in casa) ama totalmente il suo primo e ancora unico nipote (mio figlio), che tiene tutte le mattine e 2 pomeriggi (gli altri 3 viene mia madre…altra rogna… :-)), e so che se lo accontenta in tutto…che se non gli dice mai di no, non lo fa per “contravvenire” alle mie “regole” ma perchè è così pazza di lui ke non riesce a dirgli mai di no.
    quindi il problema dov’è??
    Il problema è ke non sopporto le sue intromissioni quandi ci siamo io e lei insieme.
    Per insistenza di mio marito (non lasciamola da sola ecc ecc)pranziamo a casa sua tutti i giorni lavorativi(grande comodità lo ammetto..anke se vorrei la mia privacy ogni tanto)quindi lei è con noi…o meglio noi siamo con lei anche nel momento del pranzo di Aron.
    Ma dico io..possibile ke dopo ke l’hai tenuto con te 4 ore e arrivo io mentre lo prendo in braccio e lo sto salutando tu vieni dietro a me e gli accarezzi piedini o manine???
    Possibile che mentre sto giochicchiando con lui devi fare di tutto per attirare l’attenzione del piccolo verso di te???
    Possibile che mentre gli sto dando da mangiare, se lui fa qualche problema devi intervenire tu parlando sopra di me???
    Possibile che mentre gli sto mettendo la giacca e lui fa storie (come quasi tutti i bimbi) ti intrometti tu mentre io sto già cercando di distrarlo da sola????
    Possibile che se tento di sgridarlo te lo prendi in braccio dicendo “poverino Aron…mamma non sai ke è piccolino???” (aron ha 16 mesi….ed è un terremoto).
    Possibile che continuamente e continuamente devi parlare sopra di me per avere la sua attenzione???
    Ditemi ke sono esagerata…ma io questo comportamento non lo sopporto….
    Il marito??giustifica la madre e dice ke io sono troppo esagerata….e non vuole nemmeno sentire le mie lamentele o vedere le mie smorfie quando mi sto infastidendo troppo….per fortuna ci siete voi che mi lasciate sfogare….

  5. Volevo fare un’altra riflessione. Io penso che una buona base per un giusto rapporto familiare (come famiglia allargata) debba essere il rispetto, e purtroppo i primi a dimostrare apertamente rispetto dobbiamo essere noi genitori nei confronti dei nonni quotidiani. Perchè sono i nostri genitori e perchè ci stanno dando una mano. Ogni volta che TopaGigia va da mia madre io rimetto a posto tutto il casino che lei lascia (cerco di farmi aiutare da lei, ma ho reso l’idea), e ringrazio sempre. Faccio di tutto, con i gesti e con le parole, per far capire a mia madre che apprezzo l’aiuto e che non lo considero assolutamente scontato e tantomeno dovuto. Ho anche scelto di mandarla al nido proprio perchè non volevo gravare di più su mia madre, e questo ha fatto capire a lei che non ho intenzione di delegarle l’educazione di mia figlia. Più io rispetto lei più lei è tenuta a rispettare me e le mie linee educative (nei pochi punti in cui le nostre non coincidono, devo essere sincera). Insomma io ce la metto tutta per essere collaborativa, mentre molto spesso vedo genitori che si appoggiano ai nonni con una facilità e una mancanza di rispetto che mi infastidiscono davvero.

  6. So che stiamo parlando di nonni e genitori, ma in virtù del fatto che in un altro post ho scritto che “essere nonni è come essere genitori: è una scelta che si fa, è un’opportunità che si può o non si può cogliere”, vorrei lasciare queste due righe scritte da San Giovanni Crisostomo nel IV secolo d.C. (molto prima dei blogs) e pubblicate su Famiglia Cristiana: “Si è meno padri per la procreazione di un bambino che per la buona educazione che gli si dà. Non si è madri solo partorendo, ma allevando maggiormente il figlio che la natura ci ha dato. è la virtù, e non la natura, che ci onora del titolo di padre e madre”.
    Penso che la stessa cosa possa valere per i nonni.

  7. Io l’ho già detto più volte: secondo me il “trucco” sta nel dare spazi ma non troppo. NOnni che fanno i nonni e non i baby sitter, con la libertà a cui hanno diritto (qualche vizio, qualche extra, qualche deroga) senza esagerare. Certo che ci vuole buonsenso, un nonno che decide di ignorare tutto quel che dice un genitore diventa ingestibile anche se sotto controllo. Ma credo che non siano così tanti. D’altra parte chiedere a un nonno di fare il baby sitter è troppo: i nipoti sono l’ultima ventata di giovinezza, sono il loro ritorno al passato, l’occasione di rivivere la spensieratezza dimenticando quel che porta la vecchiaia, dopo una vita di regole, di lavoro, di compiti per gestire la famiglia. Ecco, chiedere a questo punto di rispettare tutte le regole,di fare come fanno i genitori, e non poter fare i nonni e basta (e i nonni da che mondo è mondo esistono per viziare un po’ i nipoti) è crudele.

    Certo che i vizi vanno bene un giorno, due, non 5 a settimana! E quindi se il nipote è lasciato ai nonni ogni giorno…ecco, qui penso che diventa dura, ma per il bambino. Perchè non è giusto che venga confuso con regole diverse ogni giorno, ma non è giusto di chiedere ai nonni di rinunciare ai loro privilegi per aiutare i figli, visto che di questo si tratta, e nemmeno è sensato per i genitori rinunciare all’educazione perché lavorano. Insomma, è dura e se possibile meglio evitare. A meno che l’intesa genitore/nonno non sia perfetta, ma in questi casi mi chiedo quanto lo sia anche quella nonno/nipote.

    Insomma, i nonni non sono e non devono sostituire i genitori. Però poi gli si chiede di fare come i genitori. E tutto va a gambe all’aria…

    Allora molto meglio optare, finché si può perché so bene che non si può sempre, per una via di mezzo, nido o quel che c’è, se il genitore lavora, e farsi aiutare qualche volta dal nonno, uno o due pomeriggi, o 3, e allora il vizio in più è una coccola che ci sta benissimo e non invade, il nonno si gode il suo ruolo, il nipote si gode i nonni, i genitori possono chiudere un occhio. Ecco, io ho avuto la fortuna di provare questa via di mezzo. Fortuna perché dalla mia ho un marito che fa i turni e quindi c’è spesso a casa se io lavoro (pomeriggi o sabati, al mattino nido) e quindi l’aiuto dei nonni serve meno. Però c’è, due volte a settimana quasi ogni settimana. E allora pace se dorme di più, se mangia un po’ di nutella, se guarda più cartini… Certo che metto anche qualche paletto, ma molti di meno, molto di rado. E stiamo tutti benissimo.

    Però ho anche la fortuna di una nonna che non esagera con le deroghe, si parla di un cioccolatino, di un po’ di tv a cena, ma niente di assolutamente proibito, non lo farebbe mai. Però ecco, se lei abitasse sotto di noi, se le lasciassi le bimbe ogni giorno, se potesse entrare in casa quando vuole (e quanti genitori hanno le chiavi della casa dei figli e fanno, perché lasciati, come fosse la loro!) allora penso che la pace finirebbe subito!!!

  8. noi abbiamo i noon i a circa 200 km di distanza..ma forse è meglio così.
    I miei sono molto legati alla papazzana, non fosse altro che con 3 nipotine femmine e zero maschi sanno perfettamente come muoversi…unico neo, bastano 24 ore perchè mia figlia parli un dialetto da seconda guerra mondiale…diciamo che parla quasi tre lingue..l’italiano imparato a casa, il palermitano imparato all’asilo e l’agrigentino imparato dai nonni..e da mamma quando di arrabbia(mi esce un turpiloquio niente male)..con i suoceri il rapporto è distaccato, loro confrontano continuamente i metodi educativi di mia cognata con i miei e ovviamente lei è un luminare..poco importa se il figlio di tre anni e mezzo stenta a parlare e beva la coca cola dal biberon(un vanto per mia suocera…), infatti il legame con la papazzana è molto molto distaccato…può darsi che è perchè mia suocera mi odia??

  9. Innanzi tutto bentornati!
    Poi volevo raccontarvi la nostra esperienza. TopaGigia ha 6 nonni: i miei e i genitori del Prof che sono separati, e i loro rispettivi nuovi compagni. Il nonno paterno e la “nonnastra” (ha ha) abitano dall’altra parte di Roma e nono sono molto disponibili, quindi li vediamo di rado. La nonnastra non vuole essere chiamata nonna, e per carità va benissimo così. Dopo una mezz’oretta passata insieme, di solito TopaGigia si attacca alla gamba del nonno e non lo molla più, fino alla successiva visita che in genere avviene dopo qualche mese. Mia suocera è una persona estremamente dolce, adora i bambini in genere e in particolare i suoi tre nipoti. E’ nonna in carriera degli altri due, purtroppo, e viene a trovare TopaGigia quando è libera, di solito una o due volte alla settimana nel tardo pomeriggio (cioè il momento peggiore). Ultimamente si rende disponibile il sabato pomeriggio per permetterci di passare un pò di tempo da soli, e noi apprezziamo molto. Mia suocera è un’ex maestra elementare che ha studiato psicologia infantile, quindi sarebbe un’osso molto duro se io non avessi la fama di schiacciasassi che probabilmente sono, e non l’avessi inquadrata duramente durante la gravidanza. Mi dispiace che forse mi consideri un muro invalicabile, ma visto il suo rapporto con gli altri nipoti forse è meglio così. E’ la nonna che si dedica completamente a TopaGigia nei momenti che passano insieme, le porta sempre qualche cosa di speciale con cui giocare (spesso sempre la stessa, e questo mi piace) e le consente quasi tutto. Il nonno acquisito attualmente è il suo preferito, è un uomo senza figli e senza nipoti suoi con un cuore grande come una villa che non vede l’ora di fare il nonno classico. Ecco, se fossero giusto un tantino più presenti sarebbe perfetto. Mia suocera non ha mai fatto osservazioni sull’educazione di TopaGigia, non mi ha mai ripreso davanti a lei e non si è mai permessa di dire nulla. Per contro, se devono passare tempo da sole vuole istruzioni dettagliate e non è (ancora?) in grado di prendere l’iniziativa sul farle da mangiare o addormentarla. Gli altri nipoti li sta crescendo lei….
    Ultimi nonni, i miei. Soprattutto mia madre, che mio padre prima dei due-tre anni non ha facilità a relazionarsi coi bambini (anche se ultimamente TopaGigia se lo sta lavorando ai fianchi). Mia madre è presente, tiene la bimba a intervalli più o meno lunghi diverse volte a settimana quando io ho qualche lavoretto pomeridiano. Ha in casa una scorta di cibi che piacciono a TopaGigia, un cambio di vestiti completo e i pannolini per cambiarla, più un’infinità di giocattoli. Ecco, quando la porto lì posso andarci nuda e cruda, e se sorge un’emergenza non c’è problema. Solo che mia madre è di quelle che hanno sempre da ridire, una linea educativa sua (consolidata da due figlie e 4 nipoti) e commenta o giudica ogni mossa. Per fare un’esempio, qualche giorno fa mi ha detto che ha dovuto dare uno schiaffetto sulla mano al cugino Alla. Io, con molta calma, le ho detto “mamma per favore con TopaGigia evita, che noi siamo contrari” e lei pur di non rivedere le sue posizioni mi ha risposto “con TopaGigia non c’è mai bisogno”. Io ho fatto un bel respiro e ho controbattuto ferrea “si, ma se dovesse capitare per favore evita ogni tipo di schiaffi, proprio perchè è una bambina ragionevole si può facilmente trovare un altro modo”. Nessuna risposta. Ecco, siamo in continuo bilico fra nonni discreti ma poco presenti e nonni affidabili e presenti ma invadenti… ma penso sia così più o meno per tutti, no?

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