Quando non pagare il mantenimento è reato
I casi di mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, sia in favore del coniuge, che in favore dei figli, sono purtroppo numerosissimi.
Dipendono dalle situazioni più disparate: si va dai casi di perdita del lavoro da parte del genitore o coniuge onerato e dunque alla sopravvenuta impossibilità di corrispondere l’assegno, ai ritardi saltuari o diffusi nel pagamento, alle situazioni peggiori in cui l’onerato si rende del tutto impossidente, anche in modo fittizio, per non pagare il mantenimento.
In ogni caso il mancato pagamento del mantenimento è una situazione che genera gravi disagi e grandi conflitti. Per questo motivo, quando la situazione reddituale dell’onerato dovesse essere tanto mutata da non consentire più il pagamento nella misura stabilita, è bene non limitarsi alla sospensione dell’assegno, ma chiderne giudizialmente la revisione.
Si deve tenere conto che, soprattutto per il mantenimento dei figli, la giurisprudenza più consolidata non ammette che, in caso di impoverimento del genitorio obbligato al pagamento, venga sospeso il pagamento: si pretende dal genitore che, se anche le sue sostanze siano radicalmente diminuite, fino ad essere sufficienti appena al sostentamento, quel poco che ha venga destinato in parte al mantenimento dei figli.
Se, dunque, un padre resta disoccupato, gli si chiede di svolgere qualsiasi lavoro, anche saltuario e anche molto al di sotto dei suoi titoli professionali, pur di mantenere i figli.
Il mancato pagamento dell’assegno costituisce sempre titolo per ottenerne la corresponsione con un PROCEDIMENTO CIVILE: l’ingiunzione del dovuto può essere seguita da un pignoramento, anche presso terzi sullo stipendio o su conti correnti.
Per contro, però, non ogni mancato pagamento costituisce un reato penale.
C’è purtroppo chi minaccia di ricorrere alla denuncia penale (più “economica”, perchè può essere presentata in proprio e, si pensa, più intimidatoria) anche in caso di mancato pagamento occasionale, dovuto magari ad una breve difficoltà, o di pagamento parziale o leggermente ritardato
L’omissione del mantenimento, invece, costituisce REATO PENALE solo entro limiti ben precisi, non specifici dei casi di separazione, ma generali, riferiti anche ai casi di unione tra i genitori o coniugi.
L’art. 570 del codice penale, infatti, è rubricato “violazione degli obblighi di assistenza familiare”.
Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa da lire duecentomila a due milioni.
Le dette pene si applicano congiuntamente a chi:
1) malversa o dilapida i beni del figlio minore o del pupillo o del coniuge;
2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa;.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato e’ commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma…
Il reato, dunque, non è configurato da un mancato pagamento di un assegno stabilito da un giudice, ma dal far mancare i mezzi di sussistenza.
Il mancato pagamento deve aver determinato una condizione di disagio tale da mettere in difficoltà, relative alle primarie esigenze di vita, la persona che doveva beneficiarne.
Se un genitore obbligato riduce un assegno di una certa consistenza, sicuramente viene meno ad un’obbligazione e sarà passibile di ingiunzione e poi di esecuzione sui suoi beni, ma non commette reato.
Se un genitore omette il versamento per un mese o due, e l’altro può supplire a questa mancanza, sicuramente dovrà poi rifondere all’altro quanto non pagato, ma non commette reato.
Se un genitore non paga il mantenimento, con precisione, come stabilito dal giudice, ma versa del denaro saltuariamente, ma in modo consistente, non commette reato.
Ovviamente ogni esemplificazione è fuori luogo e non si potrà mai prescindere dalla valutazione dei casi specifici.
Si tenga conto che, tra redditi medi o medio-bassi, è difficile che il mancato pagamento non determini difficoltà tali da integrare il reato.
La denuncia penale per il reato di cui all’art. 570 c.p., non dovrebbe mai essere strumentalizzata all’ottenimento di somme non pagate quando è possibile recuperarle con un procedimento civile.
E’ comunque l’unico strumento, purtroppo neanche troppo efficace, nei confronti di quei genitori che ignorano deliberatamente e costantemente il loro obbligo di mantenere i figli.
Va considerato che, se è un minorenne ad essere PRivato dei mezzi di sussistenza, si procede d’ufficio e non a querela di parte, quindi, in caso di sopravvenuto accordo o pagamento, non è più possibile rimettere la querela ed il giudizio penale farà comunque il suo corso.
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Ho ricevuto questo quesito sull’argomento del post:
Essendo una figlia di genitori divorziati alla quale non è mai stato versato l’assegno di mantenimento ed essendo ora maggiorenne ed in condizione di poter denunciare penalmente mio padre, volevo sapere con quale regolarità posso presentare le denunce e a cosa va incontro, premettendo che si dichiara nullatenente ma di fatto è titolare di una snc e di un immobile
Per il reato di cui all’art. 570 c.p. è sufficiente presentare una denuncia-querela, in quanto si tratta di un reato permanente, la cui consumazione cessa soltanto con il cessare della condotta criminosa, in questo caso, cesserebbe con l’adempimento dell’obbligazione di mantenimento.
Per questo motivo la querela, che normalmente deve essere presentata entro 90 giorni dalla consumazione del reato, può essere presentata sempre, dato che il reato è ancora in corso, proprio perchè continuato.
In corso di giudizio è possibile costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno, ma, essendo nullatenente, sarà ben difficile eseguire la condanna civile. Quindi subirà la condanna penale e questo può essere soltanto un deterrente a pagare il mantenimento per il futuro.
Per mia esperienza, comunque, chi si rende fittiziamente nullatenente per non pagare il mantenimento, non teme troppo neanche la condanna penale, dato poi che il reato prevede pene abbastanza leggere e in qualche modo “gestibili”.
salve, sono un padre separato da febbraio 2007, ho sempre versato euro 200,00 per il mantenimento di mia figlia, la quale vive con la mia ex moglie.
a fine gennaio 2010, ricevo una conclusione di intagini penale come indagato, in quanto mi contestano l’articolo 570, comma 1) e comma 2).
per il sol fatto che non ho aggiornato l’assegno di mantenimento in base all’indice istat. (ho controllato e sulla separazione c’è scritto. e comunque l’aggiornamento è di 6 euro per il 2008 e di euro 1,45 per il 2009.
cosa posso fare??? e cosa mi può comportare il tutto?
Giiuseppe, sono francamente basita prima per il fatto che qualcuno abbia potuto fare unaa denuncia per art. 570 c.p. in un caso del genere e poi (cosa ben peggiore) che non sia stata archiviata in corso di indagini.
Una denuncia per un reato del genere per il solo adeguamenti ISTAT è ai limiti della calunnia.
Ti consiglio di rivolgerti ad un legale, di chiedere di essere interrogato (hai 15 gg. di tempo dalla notifica della conclusione indagini) e di produrre tutti i versamenti. Dal prossimo mese versa comunque l’importo rivalutato.
Se sei oltre il termine dei 15 gg. il tuo avvocato potrà produrre una memoria con la quale richiedere l’archiviazione.
Se il procedimento malauguratamente dovesse arrivare al processo (la “distrazione” delle procure è tanta e tale…), non avrai troppi problemi, così stando le cose, ad ottenere un’assoluzione.
La ratio del reato non è non aver pagato qualcosa, ma aver “fatto mancare i mezzi di sussistenza”, fatto che non può essere integrato dal mancato pagamento di € 7 al mese!
Stai tranquillo, ma organizza la tua difesa.
salve sono una madre separata .mio ex marito non mi versa gli alimenti dei figli da 12 mensilita’ dicendo che ha poco lavoro, lavora in propio e come tanti non paga le tasse, mi sono rivolta ad un avvocato del patrocinato , il quale prima di muoversi voleva che io stessa andassi al comune di mio marito per avere lo stato di famiglia..e mi ha fatto capire chiaro, che lei voleva il suo tornaconto cioè dei soldi..io vorrei solo riuscire a dare una vita adeguata ai miei figli sono operaia e lavoro a tempo pieno solo da 3 mesi.cosa dovrei fare per diffendere i diritti dei miei figli..non ho soldi per pagare un’avocato.grazie
Daniela, l’avvocato probabilmente voleva un certificato di stato di famiglia e capisco che, per non farle spendere per il giusto rimborso spese, le ha chiesto di andare personalmente in comune.
Se lei ha diritto all’ammissione al gratutito patrocinio potrà averla, un a vvocato potrà farle il conteggio relativo ai suopi redditi per verificare il suo diritto.
Mi scusi, ma non è un sopruso il fatto che un avvocato voglia un onorario: quello è il suo lavoro.
Per difendere i suoi figli dovrebbe cercare di ottenere il mantenimento non pagato. Se suo marito lavora in nero sarà difficilissimo. E’ comunque in una situazione in cui la denuncia per il reato di cui all’art. 570 è possibile. Può presentarla senza bisogno di un avvocato presso qualsiasi stazione dei carabinieri, spiegando la situazione e dicendo che intende sporgere denuncia.Questo non le porterà davvero un immediato pagamento, ma plotrebbe richiamare suo marito all’ordine.
buon giorno, non mi sono spiegata bene.gli ho chiesto di inniziare a recuperare i miei soldi è l’avvocato non voleva lo stato di famiglia ma assicurarsi della sua residenza per mandargli l’ufficiale giudiziario e mi ha chiesto di mandare qualcuno o andare personalmente a chiedere il certificato al comune di mio marito. e avendo diritto al patrocinio ,non mi sembra una richiesta giusta e mi ha anche detto che si sarebbe mossa subiti ed entro una settimaba avrei avuto una risposta e invece son passati 4 mesi,,cmq la ringrazio non sapevo che bastasse una denuncia dai carabbinieri..spero che questo serva a qualcosa ma ho i miei dubbi buon giorno daniela
ho la sentenza di divorzio e lui non mi ha mai in 8 anni corrisposto l’assegno che pero’ e un contributo al mantenimento di mia figlia.e’ disoccupato e ci marcia,sua madre ha un lavoro fisso e lui e’ figlio unico…non ha pero’ la residenza da lei lo voglio denunciare per una “questione morale “so che non ricavero’ nulla ma quali sono le conseguenze?grazie
Separato dal 1999 e ora divorziato…nell’atto di divorzio risulta l’obbligo di partecipare al 50% alle spese sanitarie e scolastiche per il figlio.
La mia ex moglie pere comodità personale e per reddito,sicuramente superiore al mio,utilizza visite specialistiche(dermatologo) da medici privati e non il SSN,con evidente aumento dell’assegno che già gli verso di 500 euro mensili.Vorrei sapere se ho comunque l’obbligo di contribuzione a queste spese anche al di fuori del SSN e del 50%relativo al tiket.Escluso naturalmente il caso di comprovata urgenza.
Mauri, in assenza di urgenza, puoi benissimo pretendere che ci si rivolga al SSN oppure puoi pretendere di concordare la scelta dello specialista.
Ti consiglio di scrivere due righe alla tua ex-moglie con la quale le comunichi che intendi partecipare alla scelta dei medici con preferenza per quelli del SSN
scusate ancora ma vorrei sapere se il mio ex risiede con sua madre e’ vero che possonono obbligare lei a pagare il mantenimento?????aiutatemi!!!!
anche se non risiede con la madre, in caso di assoluta impossibilità di escutere l’ex, c’è un dovere di mantenimento a carico degli ascendenti.
Non è una procedura semplicissima ottenerlo: prima di tutto ti servono prove che lui non abbia nessun bene da aggredire, quindi almeno un pignoramento non andato a buon fine e l’assenza di beni intestati (da provare con certificati delle conservatorie, pra, camere di commercio), poi un ricorso al tribunale civile per far riconoscere il dovere di mantenimento in capo all’ascendente, cioè alla nonna, provando in questo caso che ha un reddito adeguato…
Salve sono un papà separato, divorziato e poi risposato.
Il figlio del precedente matrimonio, ora maggiorenne, ha deciso di venire a vivere con me: è accaduto pochi giorni fa.
A questo punto posso interrompere l’assegno di mantenimento?
Cosa devo fare per formalizzare questa situazione?
Giuseppe, il modo più corretto per formalizzare l’interruzione del mantenimento è con un ricorso per modifica delle condizioni di divorzio, nel quale evidenziare proprio questo cambiamento della situazione di fatto.
In questo caso, però vista l’evidenza del tuo diritto di interrompere il mantenimento, potrebbe essere sufficiente un accordo privato con la tua ex-moglie (scritto, ovviamente), che il buon senso dovrebbe consigliarle di accettare.
Salve. Il mio è un problema un po’ complesso.
Sono sposata da quasi 18 anni con un uomo legalmente divorziato e che dopo la separazione dalla prima moglie aveva convissuto con una donna con la quale ha avuto un figlio. Non si sono mai sposati. Una sera mit marito è tornato a casa dal lavoro ed ha trovato l’appartamento vuoto. La sua convivente era sparita con il figlio ed aveva anche disdetto il contratto di affitto. Quindi mio marito si è trovato in mezzo ad una strada da un momento all’altro ed ha trovato alloggio presso sua sorella. Al che mio marito è andato a cercare la sua convivente presso i genitori, i quali non gli hanno dato la possibilità di vedere il figlio – anzi – gli hanno intimato di non farsi più vedere e di lasciare in pace la figlia – al mantenimento del nipote ci avrebbero pensato loro. Mio marito si è attenuto ai patti.
Il tutto è successo nell’anno 1990. Nel 2004 riceviamo una raccomandata con la quale la ormai ex-convivente intima il pagamento del mantenimento del figlio – che mio marito non ha mai più visto. Nel 2006 a mio marito viene notificato atto di citazione. A causa di una precaria situazione finanziaria non abbiamo potuto permetterci un avvocato. Il giudice lo ha quindi condannato al pagamento degli arretrati per l’importo di ca. 60.000 euro, nonchè al pagamento delle spese processuali per l’importo di 6.000 euro. A questo punto mi sono intromessa ed ho offerto all’avvocato di controparte di arrivare ad un accordo. Ho fatto delle promesse in vista della vendita della metà di un appartamento che posseggo, ma la compravendita sta andando per le lunghe. Premetto che viviamo in regime di separazione dei beni. L’avvocato di controparte sta facendo pressione per avere un pagamento, al quale io in momento non posso far fronte, minacciando di passare tutto alla sezione penale.
Cosa posso fare?
Grazie
buona sera sono manuela ho 33 anni e sono separata ormai da 12 anni quasi, ma finalmente a maggio ho ottenuto da mio marito il divorzio (forse)!!!! da questo legame è nata nostra figlia che ad oggi a poco più di 14 anni ma da più di undici anni lui non le versa il mantenimento che il giudice ha stabilito al momento della separazione ,non ostante le denuncie che ho fatto non ho avuto nulla da lui e nemmeno una spiegazione del motivo per cui non mantenesse la nostra figlia! e risulta da accertamenti che lui lavora e percepisce uno stipendio. ora posso chiedere le mensilità arretrate? come faccio per far si che mi aiuti a mantenere la figlia con costanza? grazie e scusate
Manuela, puoi semplicemente pignorare dallo stipendio tutto quanto dovuto, compresa rivalutazione ISTAT ed interessi, negli ultimi 5 anni (il periodo precedente è prescritto). E’ una procedura non eccessivamente costosa, dato che è completamente esente da bolli e spese e puoi facilmente trovare un avvocato che la svolga per una cifra ragionevole o, addirittura, con pagamento all’esito.
Per il recupero del credito le denunce penali sono ininfluenti.
Salve, sono separata sin dal 2009 con affidamento condiviso dopo una lunga causa giudiziaria iniziata nel 2005. Mia figlia abita con me e frequenta il padre regolarmente nei giorni stabiliti e non. Sin dal 2005 mi sono sempre data da fare per assicurare un tenore di vita normale a mia figlia nonostante lei percepisca ogni mese puntualmente l’assegno di mantenimento di suo padre che rimonta a 350 euro. Si sa benissimo che purtroppo con una cifra del genere oggi non si soddisfano le esigenze di un figlio quindi per il resto ho provveduto io risultandomi ogni anno di più un’impressa molto difficile per me che non ho alcun parente che mi possa aiutare. Da 2 anni convivo felicemente con una nuova persona e aspettiamo una bimba, questa persona ha avuto la sfortuna di rimanere senza un lavoro andando in casa integrazione, non vi dico quanto sia difficile per noi portare avanti la nostra esistenza oggi. Tutta la mia famiglia risiede negli stati uniti e loro ci hanno proposto di raggiungerli in cerca di una vita migliore con delle opportunità lavorative che ci permetteranno di condurre una vita normale cosa che oggi ci viene a mancare. L’unica cosa che ci impedisce di prendere una decisione è proprio l’autorizzazione de mio ex marito. La mia domanda: è possibile che per un mancato consentimento di mio ex marito noi non potremmo ricorrere a migliorare la nostra vita e quella dei nostri figli anche se questo vuol dire andare a vivere in un’altro paese? Aviate presente che io sono disposta ad agevolare sempre la frequentazione di padre e figlia anche se saremmo lontani. Ne sarei tanto grata di una vostra risposta. Grazie
Isel, non è facile. Puoi provare a chiedere una modifica delle condizioni di separazione in questo senso: affidamento esclusivo a te di tua figlia per assoluta necessità di trasferirti. Immagino che tuo maruito opporrà ogni resistenza possibile.
Tieni conto che il padre potrebbe chiedere di tenere con sè la figlia. Non so quanti anni ha tua figlia, ma potrebbe essere chiesto il suo parere se è abbastanza grande.
Non sarà facile ottenere una modifica in tal senso: potrebbe essere utile una vera e propria offerta di lavoro dagli stati uniti per il tuo compagno piuttosto che una semplice vaga possibilità.
Buon giorno Silvia, grazie per avermi risposto. Mia figlia ha 10 anni.
Quindi come immaginavo è una cosa veramente complicata. Partiamo dal presuposto che il mio ex marito lavora tutto il giorno nel suo negozio di alimentari, quindi non potrebbe badare alla bambina, lasciandola come ora succede, dai nonni.
Sarebbe possibile allora che il tribunale prendesse la decisione di dividere la famiglia?
Io e il mio compagno, anche se siamo giovani, il nostro percorso lo abbiamo già fatto vorremmo solo dare l’opportunità di poter offrire alle nostre bambine una vita migliore senza grandi rinuncie riservando cosi per loro un futuro diverso anche lavorativamente.
Grazie ancora per la sua gentilezza.
Buongiorno,
sono un ragazzo separato da tre anni (non ancora divorziato) e da 2 anni convivo con una donna da cui ho avuto un figlio.
La mia ex moglie attualmente convive anche lei con un altro uomo e ha avuto anche lei un figlio da quest’ultimo.
Ci sono le condizioni per chiedere la revisione dell’assegno di mantenimento ?
Quali sono le condizioni o le prove che porterebbero al completo annullamento dell’assegno di mantenimento che corrispondo mensilmente ? Che tempi devo considerare ?
Grazie in anticipo per la risposta.
la cosa migliore è non aver figli, sono la rovina dei separati,
Ciao volevo chiedere una cosa,sono separato da 2 anni ed ho un figlio di 3anni e mezzo,tramite un accordo in sede di separazione abbiamo stabilito un assegno di mantenimento per 2 anni per la mia ex moglie in quanto all’epoca dei fatti non lavorava,se avesse trovato un lavoro prima della scadenza dei 2 anni me lo avrebbe dovuto comunicare altrimenti avrei dovuto continuare a versrgli l’assegno almeno fino al divorzio definitivo 3 anni dalla separazione,ora lei lavora da circa 1 anno con contratti a tempo presso sempre la stessa azienda e a me nel frattempo e’ cambiato il tenore di vita avendo un’attivita’ in proprio e visti i tempi di crisi…Premetto che lei ha casa di proprieta’ non paga affitto ne’ finanziamenti,mentre io ho 2 mutui e 3 finanziamenti,non ho casa ma il locale e’ di mia proprieta’ sul quale grava un ipoteca per un mutuo,posso interrompere l’assegno di mantenimento per lei?Ovviamente pagando regolarmente quello per mio figlio.
Salve, volevo conoscere approssimativamente il quantum di un assegno di mantenimento per un figlio naturale (riconosciuto) con un reddito di 2000 euro netti mensili (non ho altri beni di proprietà).
Salve i miei si sono separati quando avevo 16 anni,mia sorella 14 e i miei fratelli 7 e 1 anno. mio padre ci ha dato il mantenimento solo per un anno e in modo discontinuo facendoci mancare di tutto e di piu´. sono passati 8 anni,io e mia sorella siamo maggiorenni ma i miei fratelli ancora no. posso denunciarlo? e nel caso potessi,potremmo riavere gli arretrati o si riprenderebbe tutto da capo?
Irene, certo che è possibile denunciarlo ed anche costituirsi parte civile nel processo penale per ottenere il risarcimento del danno. Ma un conto è la denuncia penale, un conto il recupero del credito. Solo se vostro padre ha qualcosa (stipendio, pensione, beni immobili, beni mobili registrati, quote societarie, conti correnti) potrete davvero recuperare qualcosa.
Ovviamente la denuncia ha effetto deterrente, ma bisogna vedere che tipo di vita conduce vostro padre.
Salve,
ho 26 anni e ho una figlia di 5 dalla mia ex fidanzata. Non siamo mai stati sposati e non ci siamo mai rivolti ad un avvocato per concordarci su come gestire l’affidamento di nostra figlia. Ho sempre pagato il mantenimento (pattuito tra di noi) in contanti, contando sulla sua buona fede, ma ho paura che mi quereli per mancato mantenimento. Inoltre, vedo mia figlia un pomeriggio a settimana, e per me è troppo poco, ma la mia ex compagna non vuole sentire ragioni. Come posso tutelare me e il rapporto con mia figlia?
Grazie
Luciano, certo, pagare in contanti senza tenerne alcuna traccia è stata un’ingenuità.
Un pomeriggio a settimana è davvero poco. Prova a chiedere un accordo scritto che si concilii meglio con le tue esigenze. In caso contrario dovrai rivolgerti al tribunale per i Minorenni (che sicuramente ti darà modalità di frequentazione più ampie)
Mi sono separata nel 2000 e nel 2005 ho ottenuto il divorzio. ho una figlia di 17 anni e l’ex marito da 1 anno non versa l’assegno di mantenimento. Da sempre è nulla tenente, ma comprato casa intestandola alla compagna che a sua volta è anche intestataria della
ditta che hanno insieme (lui non risulta comunque). ogni settimana mi dice domani ti verso l’assegno su una carta ricaricabile, ma daun anno questo non succede. Non ne posso più, ogni volta che lo chiamo mi sembra di andare a chiedere la carità, vorrei denunciarlo alla GDF
almeno se non risulta che lavora, non potrà più andarci.
Aiutatemi.
Carmen
Ciao Silvia, io e il mio compagno viviamo insieme da circa 1 anno e mezzo, rapporto abbastanza difficile perchè lui è una persona molto impulsiva e diverse volte ha degli sbalzi umorali che tende a riversare su gli altri, in seguito a questo già in passato abbiamo avuto diverse discussione andate malissimo in cui lui una volta addirittura mi alzo le mani. Di questo rapporto è poi nata una bimba. Lui aveva promesso di migliorare ed io ogni volta sempre col dialogo le ho spiegato che se voleva continuare ad avere una vita con noi per il bene della bambina doveva cambiare e controllarsi. Purtroppo cosa che lui non riesce a fare e ogni occasione di suo nervosismo lui mi aggredisce sopratutto anche in presenza della piccola. IO non voglio questo genere di vita per la mia piccola, penso che un figlio deva vivere e crescere in un ambiente del tutto tranquillo circondato di amore e rispetto. Siamo arrivati al punto di non ritorno e l’ho invitate ad abbandonare la casa, tra l’altro intestata a me e di cui io pago il fito, cosa che lui non vuole fare. La mia domanda è: posso cambiare la cerratura di casa cosi evitando ulteriori problemi in modo che lui si veda obbligato a trovare un’altra sistemazione? e quale percussione avrebbe questo su mia figlia?, cioè lui cosa potrebbe fare contro di me se io li vieto l’entrata in casa mia. Aggiungo anche un’altro particolare, lui non sta neanche sul mio stato di famiglia e non ha la residenza in questa abitazione.
Silvia vi sarei molto grata se lei mi potessi chiarire un pò i miei dubbi, veramente non so a chi rivolgermi in una situazione cosi delicata.
Grazie.
:smile (5):
Ciao a tutti, sono Gianni e vivo a torino, ho 45 anni e sono divorziato già da tempo. Ho una figlia che ha compiuto i 18 l’anno scorso, frequenta il terzo anno presso un Istituto Linguistico della Capitale, è al 3° anno ma in realtà lo frequenta da 5 poiché per due anni ha abbandonato gli studi.
Una di queste volte, hanno preso questa decisione senza mettermi al corrente madre e figlia d’accordo fra loro, ne venni a conoscenza solo dopo ben tre mesi casualmente, alla richiesta di spiegazioni la risposta comune è stata quella che non avevo diritti di essere informato.
Preciso che avevo comunque corrisposto gli importi al 50% relativi a scuolabus, gite, etc. nonostante non mi fosse mai stata inviata alcuna documentazione, ma sulla parola.
A seguito di questi eventi i rapporti sono peggiorati tra me e la mia ex coniuge, di conseguenza mia figlia. Oggi non mi fido più pertanto richiedo sempre le ricevute delle spese.
Ho sostenuto, recentemente, una spesa relativa ad una gita (viaggio di istruzione), abbastanza onerosa. Oggi scopro da un sms che mia figlia, sempre in accordo con la madre, ha deciso di abbandonare gli studi fin ora fatti. Non sanno ancora il nuovo indirizzo scolastico da intraprendere, e non hanno ancora idea se si potranno integrare gli anni già maturati alla nuova scelta.
La loro scelta “forse” si orienterà verso una scuola serale.
Presumo che le scuole serali siano prettamente private, o comunque con costi di istruzione notevolmente superiori.
Il punto è questo:
Non sono stato interpellato al momento della scelta di lasciare questo istituto quest’anno.
Non sono stato interpellato nella scelta del nuovo indirizzo scolastico.
Presumo che la scelta di una scuola serale sia dettata dal fatto di poter usufruire dell’orario diurno per svolgere un’attività lavorativa. Non vedo altre alternative in questa scelta.
Alla luce di quanto sopra il mio quesito è il seguente:
sono OBBLIGATO a corrispondere il 50% delle spese per istruzione scuola serale, nonostante possa esserci uno stesso indirizzo, in orario diurno a costi inferiori?
Giovanni, non sei obbligato a corrispondere somme per la scuola serale ed è stato gravissimo moralmente non avvisarti o consultarti per questioni di tanta importanza. Tieni conto che oggi tua figlia è maggiorenne, quindi non devi essere avvisato delle sue decisioni, nè da lei, nè dalla madre, ma non per questo devi pagare ogni programma di tua figlia. Per ottenere il pagamento di una scuola privata, doveva chiedere e concordare con te costi e motivazioni.
Cerca di mettere tutto per scritto e inviare con raccomandata: motivi delle tue recriminazioni, richieste di spese pagate per periodi di scuola non frequentati (tipo il pullman), intenzione di non pagare spese scolastiche extra. Documenta tutto e scrivi direttamente a tua figlia e per conoscenza alla madre.
Laura, ti esponi ad una denuncia: al momento la figlia non è affidata a te, lui è il padre e non puoi impedirgli di vederla.
O decidi di ricorrere al tribunalee per i minorenni per chiedere il suo allontanamento da casa, o comunque rischi. Certo, cambiare la serratura è un metodo più veloce ed efficace. Potresti sostenere che lui non ha mai vissuto li con voi e che la serratura l’hai cambiata per un guasto (magari facendoti fare una fattura in tal senso): lui però potrà reperire testimoni che dicano che li viveva li.
Insomma, in ogni caso, preparati alla guerra. Mi dispiace dirlo.
Salve a tutti, forse mi sono svegliata un pò tardi ma dopo varie peripezie ora sono pronta.
Ho un figlio di 10 il cui padre naturale se ne è andato subito dopo la sua nascita (l’ha però riconosciuto dandogli il cognome). Lui si è trasferito negli USA dove vive e lavora. Ovviamente non ha provveduto al mantenimento del figlio. Quando il bambino aveva 3 anni gli ho fatto decadere la patria potestà per un discorso di responsabilità e di documenti visto che lui era sparito in uno stato estero.
Ora sto cercando di intraprendere una causa legale per far valere i diritti di mio figlio. Mi sono rivolta all’ambasciata d’italia in america e al tribunale italiano.
Qualcuno sa darmi qualche consiglio? ha già avuto esperienze simili?
Grazie!
Alice, tu devi ottenere una pronuncia sull’obbligo di mantenimento qui in Italia (notificando però l’atto introduttivo negli USA al padre) e pare che lo stai già facendo e poi dovrai eseguire il provvedimento all’estero. Non sarà nè facile, nè economico. Cerca di assicurarti che il padre abbia qualcosa da perdere: un reddiito dichiarato (ma li è davvero più difficile averne in nero), un immobile o comunque dei beni. Il legale che segue la causa in Italia provvederà all’esecuzione all’estero, anche mediante corrispondenti.
salve..mi ritrovo in una situazione assurda. guadagno 1100 al mese. ho chiesto contestualmente al divorzio la riduzione del mantenimento .
detto ciò il giudice in via provvisoria a seguito della terapia che mio figlio segue, mi ha assegnato un mantenimento totale di 500 euro…ovvero 41 mantenimento + 90 spese mediche.
ieri ho scoperto , perchè la mia ex me lo ha tenuto nascosto, che con la legge 104 , ha ottenuto una indennità di accompagnamento di 500 euro. aggiungo che mio figlio ha una lieve forma di sindrome di asperger e non necessità sicuramente di una indennità.
siamo anche in regime di affidamento condiviso e lui trascorre con me circa 12 notti al mese. partecipo a tutte le attività e le terapie che segue. insomma sono presente sempre nella sua vita.
mi spetta il 50 % dell’indennita???
perchè pago le spese mediche che la legge 101 detrae ??
che faccio quando i giudici non credono cghe ormai sono costretto a vivere con 200 euro al mese???
ah dimenticavo …io non riesco più a versare ancora 500 al mese.
so di rischiare un adenuncia ma se un uomo che ha provato in tutti i modi a far capire che non ho più soldi e che per pagare questa enorme somma mensile mi sono indebitato, a nessuno gliene frega nulla.
in poche parole
del mio stipendio pagato l’affitto e il mantenimento mi rimangono 200 euro.
a lei entrano 500 mantenenimento + 500 indennità + 130 assegno familiare + una cifra che lei guadagna in quanto psicologa—
sono disperato , non ho più nemmeno i soldi per pagare un avvocato !!!!
Salve a tutti, io sono una ragazza di quasi 16 anni (li compio a Settembre) e ho il cognome di mia madre, mio padre e mia madre non erano sposati quando mi hanno concepito e mia madre aveva già un divorzio alle spalle con 2 figli, io purtroppo sono nata con un problema di salute che si risolvev cn delle cure d 1 anno e mio padre non ha voluto prendersi cura di me ed è andato via di casa, però siamo rimasti in contatto e ci incontravamo di tanto in tanto, all’età di 9 anni ho avuto un altro problema di salute e lui non ha voluto prendersi le sue responsabilità e non si è fatto più sentire. Da circa 3 mesi io ho provato a cercarlo, dato che mi manca tanto la sua presenza, e 1 volta lui mi ha anche chiamato e abbiamo parlato molto, ora però è sparito ancora una volta, io lo chiamo e mando sms ma niente, lui non mi risponde perciò significa che non mi vuole più vedere. Io abito con mia madre e lei mi ha sempre mantenuto da sola e non ha mai più avuto altre relazioni. Lui non mi ha mai dato neanche 1 euro. Io vorrei sapere se posso fare qualcosa per avere il mantenimento e avere tutto ciò che lui non mi ha dato negli anni precedenti. E vorrei sapere se i miei problemi di salute, i suoi rifiuti a prendersi cura di me e il suo rifiuto a un nostro riavvicinamento possa influire per avere il suo supporto economico.
Grazie in anticipo per la risposta.
Rebecca, dovresti iniziare da una causa di ricognizione di paternità (per essere riconosciuta da tuo padre). Da li chiedere un mantenimento e un indennizzo per il passato.
Ovviamente sono azioni che deve intraprendere tua madre fino a quando sei minorenne.
ho sporto denuncia presso i carabinieri al mio ex marito….ora cosa succedera’…non potendo perettermi un avvocato rimarra’ tutto in un fascicolo , sara’ al corrente della denuncia il mio ex marito per il mancato pagamento dell’ assegno di mantenimento nei confronti della bambina?cosa succedera sara il caso di trovare una consulenza legale magari presso qualche associazione?
x maurizio: puoi affidarti ad uno dei tanti avvocati del patrocinio gratuito, potrà seguire il tuo caso gratuitamente è veramente una situazione assurda io e il mio compagno ci siamo passati e anche noi abbiamo trovato un giudice che non sò neanche se sia laureato visto ciò che ha combinato! non mollare ti auguro che la situazione si risolva prima possibile chiedi aiuto a chiunque…
@Emanuela: Maurizio, con € 1.100 al mese, ha un reddito superiore a quello previsto per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
@Maurizio: nella causa di divorzio, che procede nel merito, dopo i provvedimenti provvisori, potrai far emergere il fatto che la tua ex-moglie percepisce l’indennità di accompagno e gode dei benefici della 104, insistendo per la riduzione.
@ Mara: le querele per la violazione dell’art.570 c.p. procedono normalmente con una certa serietà. Non credo che rimarrà senza riscontro e sicuramente il tuo ex marito ne avrà presto notizia. Purtroppo non accadrà nulla velocemente: per arrivare al processo ci possono volere anche un paio d’anni. In quel caso potrai costituirti parte civile per ottenere un risarcimento (ammesso che lui abbia qualcosa da perdere).
x Emanuela : grazie per le tue parole di conforto. io tengo duro, ma giuro che dopo 8 anni , non ci si arriva più. Si perde l’equilibrio che ogni essere umano cerca di conquistare. Soprusi continui e strumentalizzazione di nostro figlio per estorcere dolore e soldi. Dovrebbero iniziare a rivedere la posizione del padre all’interno delle coppie separate. mi sento più un finanziatore che un padre. Sono fuori da tutto. Tanto da nascondermi l’indennità di accompagnamento e poi accusarmi al giudice di non essere un padre presente. Dovrebbero toglierli i bambini a queste mamme che per vendetta procurano , senza accorgersene, danni prima di tutto ai figli.
ma nessuno fa niente, perchè questo è uno stato dove la famiglia prima di tutto e non il benessere del bambino.
follia.
grazie . a presto
x silvia ( Author).
insistere..ai giudici non gliene frega niente. Loro vedono solo il bambino. Dimostrato che non ho mai ritardato un assegno…ho pagato sempre tutto e adesso sono in gravi difficoltà lavorative..ho richiesto la riduzione….e lui anzichè diminuirlo, ha creduto oppurtuno portarlo da 300 a 500 compreso delle spese mediche cosi da farle gestire a lei e pagando spese mediche che spesso neache sostiene.
assurdo…assurdo..assurdo.
ciao
Maurizio, le decisioni di un giudice sono comunque impugnabili, anche quelle provvisorie.
Sono separata da 5 anni, ho due figli maggiorenni di cui uno studia all’unversità , l’altro attualmente lavora.
Il mio ex marito mi dovrebbe versare 250 euro a testa come contributo al loro mantenimento, cosa che ha fatto regolarmente fino al giorno stesso in cui S. ha cominciato a lavorare.
La mia domanda è questa : un ragazzo poco più che maggiorenne si può ritenere economicamente autosufficiente dopo un giorno di lavoro? (considerando che il contratto di lavoro è a tempo determinato e a carattere stagionle)Inoltre può il mio ex sospendere l’assegno arbitrariamente? grazie
da sei anni convivo con il mio compagno…l’ho conosciuto in una situazione disperata, guadagnava 1000 euro,pagava un affitto di 400 euro (una camera dove non aveva neanche sedie e tavolino x cui mangiavamo per terra) e manteneva la sua bimba con un assegno da 400 euro più il 50% delle spese extra, sperando così di poter vedere di più sua figlia.La sua ex moglie ha sempre ostacolato i rapporti tra padre e figlia inventando ogni sorta di cose per non mandarla durante i week end a lui spettanti…abbiamo fatto enormi sacrifici per permetterci un avvocato e in sede di divorzio abbiamo ottenuto di poter avere con noi la bimba molto più tempo (in regime di separazione era con noi solo a week alterni e 10 gg durante le ferie estive), mantenendo però invariato il mantenimento di 400 euro più il 50%di spese extra scolastiche, mediche,ludiche e relative al centro estivo.Premetto che la casa dove abitiamo è di mia proprietà, che aspettiamo il ns secondo bimbo,che amo sua figlia come amo lui ed abbiamo costruito un rapporto stupendo nel corso di questi 6 anni in cui alla bimba venivano dette le peggiori cose sul conto del papà.Non ho mai pensato di togliere alla bimba un solo euro pur arrivando a fine mese con l’acqua alla gola. Io sono disoccupata e il mio compagno svolge due lavori, esce la mattina alle 7 e rientra alle 21. La cosa assurda è che l’altra sera lei ha chiesto i soldi per la baby sitter, spesa sostenuta perchè il centro estivo è ancora chiuso.Sono in affido condiviso,lei ha comunicato tale spesa solo dopo aver già deciso..il mio compagno avrebbe potuto chiedere un paio di gg di ferie o avrei potuto tenere io la bimba(ma lei non avrebbe acconsentito a ciò). Per la prima volta il 6 anni lui si rifiuta di pagare il 50% di tale spesa e lei davanti alla bimba di 9 anni esplode con offese di tutti i tipi.Cosa può fare lei in tale situazione, per avere questa somma di 60 euro?ed infine possibile che questa situazione di rancore e odio non abbia mai fine?
P.S. La ex moglie percepisce 1350 euro mensili svolgendo un lavoro part time, si è creata una nuova famiglia e ha avuto un altro bimbo.Non credo possa decidere di affidare la bimba ad una baby sitter senza comunicarlo al padre il quale telefona a sere alterne e quindi vi è tutto il tempo per avvisarlo di un’eventuale spesa.Spesso a fine mese ci ritroviamo con una lista di spese extra che non sono mai state stabilite insieme…il mio compagno è considerato solo un bancomat, per fortuna la bimba lo adora e questo ci ripaga di tanti soprusi ricevuti in tutti questi anni….
ciao Emanuela..
forse solo uno come me può capire la rabbia del tuo compagno. io vivo questa cosa da 8 anni…ed ancora il rancore e i soprusi non finiscono. Lo stato è troppo garantista per le medri e non pensano minimamente alla dignità dei padri , che vivono con 200 euro al mese. dove devono pagare le bollette, mangiare e vestirsi…e non possono sicuramente avere una vita sociale. e non parlare dei momenti in cui non puoi nemmeno permetterti un giocattolo quando esci con tuo figlio.
io sono uno di quelli che non sa più cosa fare per farsi ridurre il mantenimento. io campo con 200 euro e lei ormai credo che tra stipendio , indennità e assegni e mantenimento arrivi a 2000 euro mensili. ti senti una merda quando chiami tuo figlio e ti dice ho accompagnato la mamma a fare il massaggio..
ma lo stato dov’è ! chi tutela questi padri che vivono in totale povertà….
Salveio volevo sapere una cosa. Io sono maggiorenne, disoccupata in cerca di lavoro, mio padre non ha mai provveduto al mio mantenimento. Lui ha dichiarato di prendere uno stipendio di 800 euro, pero su questi 800 gliene detraggono 600 per un pignoramento di un quinto dello stipendio, premetto lui lavora come fisso presso una fabbrica ed è anche un responsabile di reparto. Ora è possibile sapere se a me spetta il mantenimento
vivo in brasile da un po di tempo. sono sposato in italia legalmente ma mai trascritto in brasile , la domanda e questa posso separarmi in brasile al consolato italiano ?devo sempre dopo mantenere la pensione all ex pur vivendo in brasile di cui non ho un reditto che risulta qui.
Ciao silvia, ti scrisse tempo fa. Io e d il mio compagno abbiamo deciso di separarci, lui da solo ha deciso di andare via di cas a breve. Ha detto k non avrebbe passato nessun asegno ne a la bimba ne tanto meno a me, che avrebbe comprato solo gli alimenti x la bimba e basta, portandomeli a casa. Lui è un casaintegrato e percepisce togliendo i soldi che versa x la pensione, 780 euro dei cui una finanziaria si prende 250 euro per la sua machina che ancora non finisce di pagare. Vorrei sapere la legge in questo caso cosa prevede puo lui scegliere di non passare un mantenimento visto che ha un reddito basso?
Laura, non può farlo. Se non trovate un accordo dovrà stabilire il mantenimento il giudice.
Tra l’altro la cassa integrazione non dura in eterno e la giurisprudenza più diffusa riconosce al genitore il dovere di darsi da fare per riuscire a guadagnare il necessario per mantenere i figli. Dunque anche lavori occasionali, visto che al momento non lavora.
Sono piu tranquilla, almeno x la bimba q nulla ha da pagare, non ha colpa. Lui mi diceva che non tenendo niente non poteva dare niente e la legge non lo poteva forzare. Io posso adirittura dimostrare q fa lavori ocassionali.
Sono piu tranquilla silvia, grazie.
sono stanca di questi uomini q lasciano le proprie donne dopo averci fatto adirittura dei figli e se ne fregano di tutto, ma pretendono lo stesso di aver diritto ai figli. Ma come si fa.
Grazie
in quali casi il passaporto puo essere ritirato dall ex ??????????
direi che nessun/nessuna ex possano ritirare passaporti!
ci sono reati la cui condanna è ostativa al rilascio del passaporto e c’è la necessità di consenso al rilascio da parte del coniuge separato se ci sono figli minori, ma è superabile con l’autorizzazione del giudice tutelare.
GRazie silvia ,infatti quello che dici è vero ma sai mia ex vuole spaventare ed usa tutti i possibili argomenti .figli non li abbiamo ed stato meglio cosi ,comunque resta il fatto che persone come la mia ex sono veramente basse di dignità forse non neanche cosè la dignità .
Salve a tutti! Da circa un mese e mezzo mia moglie se n’é andata di casa con mia figlia di 3 anni per il solo motivo che non sopportava la vita di paese, in più c’é da dire che purtroppo perché spesso l’amore é cieco, lei prende psicofarmaci perché affetta da una diagnosi chiamata border line.Premetto io ho 25 anni lei 23 e ho acquistato una casa in paese solo per un fattore economico una casa del valore di 150000 euro.Ora lei vive con i genitori in città e avendo le chiavi di casa si presenta senza avvisarmi per rubare dentro la casa coniugale quando io non ci sono. C’é da dire che lei vorrebbe i soldi di mantenimento infatti mi é arrivata una lettera del suo avvocato. Ma deve aspettare la mia morte per vedere qualche lira dopo tutto quello che mi ha fatto. Purtroppo ci sono persone che non meriterebbero nemmeno di vivere. Ora devo muovermi per prendere l’affidamento totale della bambina e far si che stia solo con me, visto che lei é malata e cattiva. In più stupidamente io prima del matrimonio quando ho riconosciuto la bambina le ho ceduto 1/3 dell’immobile (visto che eravamo prossimi al matrimonio)per darle fiducia. Qualche giorno fa le ho dovuto consegnare pure l’unica auto familiare che a me serviva per andare a lavoro ma che intestai a lei. Secondo l’avvocato per poter ottenere un affidamento dovrei versarle cmq una somma per la bimba, anche se non siamo ancora separati, ma sinceramente non so quantificare considerate uno stipendio intorno ai 1300 compresi assegni familiari e un mutuo mensile per 30 anni di 400 euro. qualcuno sa più o meno quantificare l’importo?
Salve,
è possibile sapere se il pignoramento dello stipendio per mancato pagamento dell’assegno di mantenimento del figlio naturale può essere effettuato se il padre (italiano e residente in italia) lavora in Svizzera? Grazie
Lucia è possibilissimo pignorare lo stipendio, ma dato che il datore di lavoro è in Svizzera ed il pignoramento presso terzi va eseguito, appunto, nei confronti del datore, devi farlo in Svizzera, secondo le loro norme. Un qualsiasi avvocato potrà trovare un domiciliatario li per l’esecuzione.
ve la farò breve…almeno ci provo…
sono separata legalmente da 4 anni, ma di fatto da 6, ed esattamente l’età dei miei figli erano 4 anni il grande, 2 il medio e la piccolina nn arrivava a 1 anno.
insegno in una scuola elementare e ovviamente il mio stipendio nn riesce quasi mai a far fronte a tutte le spese dei bambini e di casa…( mie nn ne ho, anzi mi impongo di nn averle!!!). Oltre ad avermi messo nei casini per avergli prestato dei soldi, e poi, per impicci che aveva fatto lui, me li hanno richiesti a me ( e quindi cause su cause, nn ancora terminate)….il mio ex marito oltre che nn si vede mai se nn 2 o 3 volte all’anno, nn si interessa minimamente della vita dei suoi 3 figli( credo k nn sappia neank che classe facciano o le loro attività sportive…o i gusti dei loro gelati…) nn mi ha MAI versato l’importo per il loro mantenimento….k il giudice ha stabilito per E.700..k tra spese mediche..( il dentistaaa!!!!), mense, assicurazione scolastica,laboratori opzionali a scuola, materiale scolastico( quante replay e matite!!!!libri e eserciziari!!!! compassi e astucci!!!!)il nuoto, il rugby, la danza( con tutti i vari body e i vestiti dei saggi…) insomma arriviamo a 1000, ovvio tutto documentato.
Poverino xò mio marito è disoccupato, nn lavora e alla tenera età di 44 anni vive con la mammina e il paparino….
Certo lui nn ha nulla di intestato ( mica è stupido!!!!), le sue rivendite di Camper sono tutte intestate a terzi, le sue auto tra cui la sua jeep bmw nera certo nn risulta di sua proprietà…e neank la sua pizzeria…
Io ho una skoda fabia che invece pago con un finanziamento a E.117 al mese…tutto terribilmente dimostrabile..E questo mese il mio sipendio è stato di E.800, tra le varie ritenute di luglio, k ho tutti gli anni…Per fortuna i miei…k possono aiutarmi, altrimenti nn so cosa potrei dare da mangiare ai miei figli, considerando che lo stipendio di questo mese è già finito.
Ma lui oltre ad essere così come da me descritto è anche un grande imbroglione…( sennò, nn avrebbe mai fatto tutto ciò )…E sapeste come si presenta bene…UN gran bell’uomo, vestito bene, convincente, con una capacità di riggirare chiunque, a volte ho pensato k lui riesca a convincere anche se stesso…E purtroppo i genitori(…” poverino, che disgraziata ‘sta moglie che nn gli fa vedere i figli!!!!”) e chi ha intorno…Ai miei figli nn manca nulla, ve lo assicuro, come dicono i due più piccoli…” oh mà…tu fai da mamma e da papà…!!” Sono tre bambini sereni e felici, forse ank più di tanti altri…i 2 piccoli nn vogliono neank più parlare al telefono con il padre, quando chiama una volta al mese…Il mio primogenito invece si rende conto che lui è abilissimo a far girare la palla come vuole lui….soprattutto credo che lo feriscano le promesse nn mantenute…ma ora anche lui si è abituato e nn ci fa più molto affidamento…
L’unica sua accusa verso di me…è k io nn voglio fargli vedere i figli …e che glieli metto contro…Qualsiasi padre avrebbe fatto casini x vederli, a scuola ( credo k sappia dove sia!!!)…o alla piazza del paese dove trascorrono interi pomeriggi…ma nessuno lo ha mai visto…
Certo che racconterò tutto questo al giudice a settemmbre, quando ci sarà la prima udienza per la denuncia che gli ho fatto per il mancato mantenimento, ma so già che nn gli faranno nulla perchè nullatenente (ufficialmente!!!) e io pagherò invece profumatamente il mio avvocato, se nn sarò IO costretta a mantenere lui..;-)
Queste sono le leggi italiane.
Emanuela
Voi donne siete sempre brave a giudicare e soprattutto non sapete mettervi nei panni di chi i figli può solo visitarli, per voi é facile ci vivete insieme, per noi? Provate a mettervi nei nostri panni. La crudeltà umana davvero non ha limite si é passato da un eccesso all’altro. Non capite che crescete dei mostri negandogli la figura del padre, escludendolo, ma tanto si sa che i valori oramai non valgono più nulla così continuate questa distruzione dell’individuo, perché vi ricordo che l’individuo si forma dalla propria famiglia, e con queste finte famiglie non ci si può aspettare che vengano su persone adulte e sane, ma é solo un circolo vizioso di valori negativi per il bambino che a sua volta avrà l’esempio di riproporre quello già vissuto. Continuate e vedrete che bella vita che darete ai vostri figli!
Scusate il commento certamente ot e forse anche cattivello, ma voglio sperare che Manuela, del commento del 2 agosto, abbia indicato un mestiere di fantasia, magari per motivi di privacy. La mia stima del corpo insegnante è già bassa, ma non avrei pensato possibile trovare una persona che faccia tale mestiere e che scriva in quel modo… lo considererei inaccettabile anche per un tredicenne!
Temo invece che Gianni dica cose vere, per quanto lo faccia con amarezza.
@gianni
guarda che io sono perfettamente d’accordo con te, ma nn è una scelta mia se il padre non vuole prenderli, tutto qua.
@D. ai ragione!! ( va bene scritto così!!??)
A parte le note stilistiche (ammetto che anche io non amo affatto i “nn” e i “ke”, ma dev’essere un problema anagrafico!
), comprendo la frustrazione di Emanuela. Purtroppo in molti casi i falsi nullatenenti sfuggono ai loro obblighi economici di ogni natura, prima di tutto quelli nei confronti dei figli. Ci sono strade percorribili per far pagareil mantenimento dovuto ai nonni paterni, ma comunque è una procedura giudiziale lunga e, di conseguenza, costosa (non per spese di giudizio, in quanto esente, ma ovviamente per onorari legali).
E’ certo comunque che non sarai mai tenuta aversargli un mantenimento.
Gianni, questo mi sembra il luogo meno adatto per certe generalizzazioni sterili. Abbiamo sempre dato spazio a uomini e donne, rispettando le vicende e le sofferenze di tutti.
“Voi donne” è un esordio piuttosto fastidioso… Ci sono solo storie personali, molte simili e tutte diverse. Cito a memoria l’incipit di anna Karenina: “Tutte le famiglie felici si assomigliano, quelle infelici lo sono ognuna a suo modo”. Ecco, tenimao a mente che ogni storia personale è un mondo a sè. Donne e uomini sono persone, ed io credo nelle persone, nel bene e nel male.
Non ho mai commentato, credo che separazioni e divorzi siano cose difficilissime in cui si tira fuori il peggio di ognuno, e in cui quelle persone che si sono sposate col sorriso e il cuore pieno diventano mostri. Conoscendomi, credo che farei la stessa cosa.
Però emanuela, è vero che lui non ha fatto piazzate davanti alla scuola o in piazza per vedere i figli, ma io, forse perché ho avuto un padre assentissimo e ho sempre giurato che non avrei permesso una cosa così per i miei figli, non avrei rinunciato. Tu le hai fatte le piazzate? L’hai chiamato ogni giorno per dirgli di parlare con i suoi figli? Con la denuncia per il mancato mantenimento, hai aggiunto la richiesta di visite più frequenti?
E’ vero che per un figlio è meglio un padre assente che un padre obbligato ad esserci, ma so anche che si impara a essere genitori, più si sta lontani dai figli più diventa facile, una vicinanza forzata sfocia spesso in una vicinanza poi sentita.
Ecco, senza accuse, perché credo anche io che un padre dovrebbe fare di tutto per vedere i suoi figli, a ogni costo, però come madre, sento anche io il dovere di fare in modo che succeda, se la cosa non nasce spontanea dall’altra parte.
Per quel che riguarda il mantenimento, non sono pratica, ma con uno stipendio come il tuo e 3 figli non penso che esista giudice al mondo che possa dare il mantenimento a lui (visto che è già mantenuto da mammà e papà). Ma non c’è modo di dimostrare le sue attività?
Salve a tutti,
sono separato di fatto da 9 mesi, ho una figlia di 16 anni che abita con mia moglie. Si era deciso di comune accordo che io versassi un importo di 500 euro per il matenimento della figlia, cosi ripartiti 200 euro li do ha mia figlia e i rimanenti 300 a mia moglie (lei ha un regolare lavoro, la casa dove a scelto di abitare e in affitto, mentre dove io sono rimasto ad abitare si era fatto un mutuo di 30 anni che sto pagando ovviamente da solo, ora mia figlia ha preferito dopo vari discussioni, divergenze (o dir si voglia ) con la madre, di passare un paio di mesi da me, il quesito è il seguente, per questo periodo sono comunque tenuto al versamento del mantenimento (parlo dei 300 euro) per mia figlia a mia moglie ? ringrazio anticipatamente…
Salve
sono separato ufficialmente dal 98 e divorziato dal 2003, ho pagato per alcuni anni l’assegno di mantenimento, poi le cose sono andate un po male (lavoro in proprio) e ho smesso di pagare regolarmente.
Premetto che per 11/12 anni, abitando in un altro paese a 10 km da quello della mia ex, mi alzavo tutte le mattine alle 6,30 per andare da mio figlio alle 7,15 perchè lei usciva per il lavoro ed io lo svegliavo lo vestivo gli davo la colazione e lo portavo a scuola. Ho sempre pagato la retta dell’asilo fino a 6 anni ecc. ecc.
Adesso la mia ex mi intima di pagargli gli arretrati rivalutati e chiaramente li assegni da qui in avanti.
Nella separazione era stato stabilito un assegno di 600.000 mila lire adesso me ne chiede 390,00 euro.
Io purtroppo ho un reddito che va dai 3000,00 agli 8000,00 euro all’anno ed ho un sacco di debiti da pagare.
Sono sposato di nuovo da sette anni ed ho un figlio di 9 mesi, ho vissuto per 4 anni con mia madre che mi manteneva e adesso vivo in un appartamento di mio fratello a cui non pago l’affitto. Abbiamo fatto un prestito a nome di mia moglie per pagare i mobili e i lavori nell’appartamento perchè io non ho niente neanche un conto corrente.
Lei già da alcuni anni ha lasciato il lavoro e vive con un altro uomo benestante.
Cosa devo fare ??
Grazie a tutti.
Dimenticavo ho un figlio con la mia ex che oggi ha 15 anni…
Gilberto, devi pagare l’assegno di mantenimento per tuo figlio, come avresti dovuto pagarlo fin’ora. Se è eccessivo rispetto al tuo reddito attuale (reddito REALE, non quello dichiarato. dato che i giudici tengono in considerazione quello che fai realmente per vivere, ma anche quello che potresti fare), puoi ricorrere al tribunale per chiedere una riduzione.
Il fatto che tu ora abbia un altro figlio, però, non incide sul mantenimento dovuto al primo.
Enzo, come abbiamo scritto qui più volte, il mantenimento è considerato su base annua, ripartito mensilmente solo per comodità, quindi deve essere pagato anche nei mesi in cui i figli stanno con il genitore non collocatario. Salvo diversi accordi, che possono essere anche presi per singole situazioni (puoi chiedere a tua moglie, per scritto, con risposta scritta, di saltare il mantenimento se davvero ce n’è una reale necessità, per questi due mesi).
ciao mi chiamo francesca e sono divorziata da ben 15 anni, e il padre di mio figlio non ha mai versato un soldo, volevo sapere se mio figlio dopo aver querelato suo padre per gli alimenti non percepiti si può togliere il cognome del padre e non avere più niente a che fare con il padre. Anche perchè certi padri non meritano che i figli portino avanti il loro nome se quando si ha bisogno di loro non ci sono mai.
Francesca, un cognome non si può “togliere” in modo tanto semplice. Un modo sarebbe il disconoscimento di paternità, ma, dato che è realmente suo figlio, non darebbe risultati. Se no può chiedere proprio una variazione del suo cognome: è una procedura amministrativa piuttosto laboriosa e riguarda qualsiasi tipo di cambiamento, per qualsiasi motivo (è la stessa procedura che si attua per cambiare cognomi ridicoli o offensivi o che danno luogo a problemi).
salve sono una ragazza e li mio ex convivente se ne è andato quando nostra figlia aveva 15 mesi…adesso mi dovrebbe pagare 300 euro al mese di mantenimento,ma da ottobre del 2009 non aveva lavoro e a fatto richiesta al tribunale dei minori di darmene solo 100 ed esso ha accettato.Da gennaio di quest’anno a ricominciato a lavorare…e nonostante ciò mi paga ancora 100 euro,visto che lui vive con i genitori,è giusto che i soldi che mancano(200euro)li mettano loro?????????? c’è chi mi dice di si che devono metterli loro!!!!!!!!!!!!!!!e chi mi dice di no!!!!!!!!!!!!!!voi che ne pensate???????????
Salve, sono figlia di genitori separati e mio padre, che ha l’obbligo di pagare gli alimenti a me e a mia madre in base alla sentenza di separazione, si esime dal suo dovere da 8 mesi.Poichè il mancato pagamento non è legato ad una incapacità economica dell’obbligato bensì a una sua arbitraria decisione, abbiamo avviato, tramite avvocato,delle pratiche per il pignoramento delle somme dovute per 4 mesi e si è richiesto il prelevamento direttamente dallo stipendio a partire dal mese di maggio.Ancora nulla si è mosso. Pertanto vorrei chiedere quali sono le tempistiche per poter avere gli alimenti dei mesi precedenti. Inoltre, viste le ristrettezze economiche a cui ci ha costretto negli ultimi mesi, i conflitti e le limitazioni da esse determinati , posso denunciare mio padre per la violazione dell’articolo 570 del codice penale?Potrei in tal modo riuscire ad avere una risposta più celere a questo problema divenuto impellente?Possibile che la legge italiana non ci protegga?
Elia i tempi sono diversi per ogni tribunale. Perchè non chiedi all’avvocato che segue la causa di chiarirti tempi e stato dei procedimenti?
Elia, scusami, dimenticavo una parte della risposta. La denuncia non accelera in nessun modo i tempi dei procedimenti civili. E’ un procedimento penale nel quale, se vorrai, ti potrai costituire parte civile. Non so quanti anni hai, ma se sei maggiorenne si procede solo a querela (tua o di tua madre).
salve sono un padre rovinato dalla separazione.
tralascio i reali motivi della separazione volutamente.
questa sopraggiunse dopo che mi ero indebitato per aprire uno studio di fisioterapia alla mia ex,fui costretto a lasciare la casa coniugale dalle forza dell’ordine nel agosto 2004.
Gia nel metodo furono molto violenti gli avvocati che assistevano la mia ex,(progetto donna) tutto si svolse a mia insaputa, mi ritrovai separato e fuori di casa all’improvviso.Ho due figli e il giudice sentenziò che dovevo pagare 600 euro di mantenimento.
Il figlio maschio (diversamente abile) scelse di seguirmi.
Con un figlio la situazione divenne più difficoltosa, non potevo certo dormire in auto come avevo fatto per qualche giorno.
pertanto dovetti prendere una modesta casa in affitto e pagavo 700 euro mensili e non potendo non pagai le 600 euro anche perche le condizioni erano mutate
Premetto che nel frattempo lo studio per il quale mi ero indebitato funzionava a pieno regime e la ex guadagnava a sufficienza.
Ciononostante le agguerrite avvocatesse (la ex ormai era solo uno strumento in mano loro)mi denunciarono e segui una condanna a otto mesi di reclusione prelevando l’assegno direttamente dalla busta paga.
Considerando che il mio stipendio e di euro 1500 mensili
Fortunatamente avendo una famiglia alle spalle in qualche maniera sopravvissi.
ora è un anno che anche mia figlia vive con il sottoscritto,domiciliata con me e la mia ex si guarda bene da restituirmi i soldi.
l’art.570 riguarda solo i padri e le madri sono impunibili????
grazie
Salve, io e il mio compagno vogliamo separarci, abbiamo una bimba di 6 mesi, il contratto di fitto è a nome mio e tutto ciò che c’è dentro casa è mio. Lui mi minaccia dicendo che seccome io non lavoro mi manderà gli assistenti sociali per farsi affidare la bimba a lui visto che io tengo redditto zero e non potrei mantenere la bimba, lui è dissocupato quindi non potrebbe pagare il mantenimento.
Quanto di vero c’è in tutto questo, non voglio che mi intemidisca per la mia ignoranza sul campo.
Un’altra cosa, lui sparisce puntualmente di casa anche nella notte, non facendo rientro in casa o facendolo molto tarde, secondo l’ordine delle famiglie può farlo?
Grazie Silvia
ho una figlia di 13 anni.da novembre suo padre, con cui non sono mai stata sposata,non contribuisce in alcun modo al suo mantenimento per ripicca nei miei confronti.lavora in proprio e dichiara di non aver alcun reddito.come posso agire nei suoi confronti per far valere i diritti di mia figlia?a chi mi devo rivolgere?avvocato o tribunale dei minori?
Piera, in questo caso il Tribunale per i Minorenni non ha alcuna competenza, poichè si tratta esclusivamente di rapporti economici. In ogni caso devi rivolgerti ad un avvocato: per iniziare una procedura di recupero del credito, ma anche per presentare una denuncia-querela ben fatta (in questo caso non è strettamente necessario, ma è consigliabile per l’efficacia dell’atto)
Yordi, sono minacce senza fondamento: una bimba di sei mesi viene senza dubbio affidata alla madre e lui sarà obbligato a pagare un assegno di mantenimento anche se è disoccupato. Senza dubbio la casa resterà affidata a te e dovrà allontanarsene lui.
L’”ordine delle famiglie” non è un concetto giuridico: sicuramente sta attuando un comportamento contrario al proseguimento della convivenza. Quello che indichi è semplicemente un buon motivo per la separazione.
Alessandro, ovviamente l’art. 570 c.p. riguard anche le madri. Ma se non fai stabilire giudizialmente un mantenimento per la figlia che vive con te, non otterrai molto.
Credo che tu debba gestire le vicende della tua separazione in modo più consapevole. Devi procedere ad una modifica delle condiizioni di separazione.
Gentile Silvia, ecco il mio quesito.
Mio fratello si sta separando dalla moglie, hanno un figlio di 11 anni.
La casa coniugale, pagata da entrambi al 50%, è totalmente saldata e intestata a lei.
Il regime patrimoniale è la separazione dei beni.
Erano addivenuti ad un accordo consensuale che era stato depositato e l’udienza era stata fissata, ma l’accordo è saltato e quindi procederanno con causa giudiziale.
Ora mio fratello intende comprare una casa per sé e per far ciò dovrà contrarre un mutuo.
La domanda è: dai giudici verrà considerato che la rata di mutuo inciderà sul suo reddito ai fini del calcolo dell’assegno di mantenimento del bambino?
Grazie, cordiali saluti.
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