Niente sesso, siamo inglesi

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Vi scrivo queste righe, come si dice, mentre mi arriva la seconda email del corso online “Meglio insieme – corso di relazione” cui mi sono iscritta per dovere di giornalismo quando ho visto il tema del mese (o almeno questo è il motivo ufficiale, in realtà sono sia curiosa, sia in fondo in fondo avida di consigli, che non sai mai dove si va a parare).

Ma facciamo un passo indietro.

Una delle mie reti genitoriali di riferimento Britannica, Netmums, tempo fa lanciò un sondaggio per capire come la nascita di un bambino impatta sulla coppia. Dopo circa 1500 adesioni, beh, surprise surprise, il risultato è stato che si, impatta, eccome. Sapete già vero che vi state per sorbire i dettagli? Eccoli qui.

Dunque, un quarto dei partecipanti non era sicuro che da qui a dieci anni sarebbero rimasti insieme. Il 14% ha detto che le cose andavano male ora. La metà (solo la metà? Ben la metà? Boh, fate voi) delle risposte dichiarava la coppia solida e forte (io dove mi colloco? Se mi avessero fatto la domanda tipo un mese fa stavo insieme a quel primo quarto, oggi sono saldamente nella seconda metà, ma si altalena talmente tanto che ormai mi pare saggio non darsi risposte, che cambiano troppo in fretta, meglio aspettare tempi migliori, meglio sapere che i peggiori torneranno, e riandranno via di nuovo).

Le cose che fanno scoppiare le coppie inglesi non paiono dissimili dalle nostrane: si litiga, perché si è stanchi, perché ci si preoccupa di più della stabilità economica, ma soprattutto (80% dei partecipanti) perché alla fin fine non si sta più tanto tempo “insieme”. Una serata insieme da soli è un evento che capita almeno 5 volte all’anno per il 40% dei partecipanti, ma a fronte di questi un 28% dice che capita una volta sola, o non capita affatto (beh, a noi non capita, ma non capitava neanche BC, before children, certo si andava ad un cinemino qualche volta ma noi siamo geek, mai stati del genere romantico. Uhm, per questa diciamo che io mi tiro fuori. Anche perché lavoriamo insieme, in realtà pranziamo insieme ogni giorno, spesso fuori… suvvia, su questa faccio punti va).

Per la metà dei partecipanti, le scintille non ci sono più. Per quasi la stessa proporzione (46%) la perdita del desiderio dopo la nascita dei bambini ha causato problemi. (Uhm, noi non siamo romantici, ho detto prima, al punto tale che, essendoci messi insieme, ben 23 anni fa, intorno a San Valentino, ricordo ancora la telefonata il 14 febbraio nel tono seguente: “che si fa usciamo?”, “boh, non mi gira il programma, mi sto incaponendo”, “manco a me, vabé dai ci vediamo domani all’uni, ciao”. Però ricordo anche una cosa, che al momento mi pareva ‘na cacchiata sinceramente ma ora col senno di poi l’ho rivalutata, che mi disse il Mister una delle prime volte insieme, “vedrai che avremo 40 anni e faremo ancora all’amore”, “seee dai” pensai io. Non lo dissi, sorrisi invece. E invece aveva ragione, pensa te. Il Mister ha ragione troppo spesso, questo è il suo limite maggiore. Ma ad ogni modo, che faccio, mi metto punti pure qui? Massì va).

Sempre per il 50% dei partecipanti, non si parla abbastanza. Questo pare il punto nevralgico. (Ah, noi parliamo un casino. Per skype specialmente… da una stanza all’altra… ).

E insomma, a parte altre statistiche, come dicevo sopra, Netmums ha colto lo spunto per metter su un corso online sulla relazione e la coppia. Il corso è messo insieme da “One plus one”, una associazione no profit che esiste dai primi anni 70, formata da sociologi della coppia, psicologi, esperti di counseling, esperti di varia natura e genere che mette insieme materiale, corsi, eccetera per aiutare coppie in difficoltà, ma anche produce rapporti tecnici sullo stato della famiglia in UK, dell’impatto sui bambini, eccetera, che hanno anche informato politiche e prassi. Insomma, questo corso consiste di 12 email che arrivano su 5 settimane di tempo, in ogni email ci sono dei task che servono come introspezione, sia individuale, sia nella coppia – l’ideale sarebbe fare il corso insieme (lo faccio fare anche al mister? Naaaa. Cioè, non sarebbe come ammettere che ci sono problemi? Non so mai in questi casi come fare, tipo, sono ora un attimo in osservazione di boy-one, lo vedo taciturno, ma se gli chiedo se ci son problemi non si sforzerà a cercarne anche se non ce ne sono? Se pensate che sia demente la cosa, sappiate che una delle domande che mi ha sconquassato l’infanzia è stata di mio padre che, portandomi a scuola, me lo ricordo come adesso, mano nella mano, mi chiese “Ma tu sei felice?” Cacchio, sto ancora che penso che risposta dare…).

E insomma, eccoci qua alla prima serie di email, come dicevo all’inizio. Il mio primo task è, come da manuale, di assessment. Come ritengo la relazione? Solida, da uno a cinque? Divertente o noiosa? Scoraggiante? Piacevole? (Boh, nella valore di mezzo, su tutto, direi, mmm, magari con un voto alto sulla solidità).

Il secondo task cerca di evidenziare i punti di disaccordo, e secondo ricerche i maggiori punti di disaccordo in una coppia sono:

Voler cose diverse (no, vogliamo entrambi un mac e la connessione internet, stiamo a posto)

Problemi economici (per fortuna no, non adesso)

Frequenti disaccordi e litigate (uhm, non frequenti, no)

Mancanza di accordi su chi fa cosa in casa (qui è facile, fa tutto il mister :D).

Incompatibilità sessuale (uhm, no, … certo a volte sincronizzarsi è un problema, ma tanto vedi sopra il commento sulla geekitudine).

La famiglia allargata (haha! Qui andiamo fortissimo! E’ a 3000km di distanza!)

Relazioni extra coniugali (avercelo il tempo e la forza!)

Non si riesce a mettersi d’accordo su come crescere i bambini (Eccolo là. Questo magari. Cioè, siamo d’accordo sui principi fondamentali, sulle scelte fatte, su cosa dire e come. Siamo anche d’accordo che siamo una monade, se uno dice così, l’altro conferma, non può dire cosà. Solo che il mister è il poliziotto duro, e certe volte io devo ingoiare amaro quando vorrei dire ma dai, lasciali stare… e non posso, e devo anche dargli corda perché siamo una monade, siamo sempre in sintonia. Ecco, questo, lo ammetto, spesso mi stanca, e logora).

E insomma, diciamo che alla fine della fiera, bisogna lavorarci. Bisogna anche prendere certe cose come capitano. E certe cose che capitano paiono cacchiate, e invece no. Tipo, dicevo all’inizio che qualche settimana fa avrei risposto con più pessimismo. Che è successo da allora? Che il mister si è tagliato una barba che portava da anni. E oh, che vi devo dire, a me rivedere le guance che mi ricordavano i venti anni, oh, a me ha fatto effetto. Mi ha portato alla mente una serie di altre cose, che per fortuna il vivere qui rende facile evocare, in fondo eravamo qui in vacanza tanto tanto tempo fa, e posso pensare di vivere nella mia vacanza da una vita. Ti pare niente.

Voi invece? Come vi collocate? E soprattutto, quante volte? 😛

Con un post così supermambanana ha certamente stuzzicato il nostro orgoglio di sito per genitori. Non vogliamo mica dargliela vinta a questi British? Ecco quindi qui il sondaggio di genitoricrescono. Naturalmente a noi va benissimo che sia anonimo, quindi cliccate su “skip this step”, per evitare di connettervi via facebook, in questo modo nessuno potrà risalire alla vostra identità. Dai su, venite a dire la vostra sul vostro rapporto di coppia dopo i figli. Serena & Silvia

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13 COMMENTI

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  3. Scusate ma nel questionario, il tempo da soli come coppia vale anche il mojito artiginale sul terrazzo di casa mentre il pupo dorme? 😛

  4. in ritardo, ma eccomi!
    @Barbara, @Close 🙂

    @Marzia e @Angela, se mio padre me lo avesse chiesto ora lo avrei capito, e’ a 8 anni che la domanda mi ha sprofondata in un punto interrogativo secondo me troppo grande per la mia eta’, non sono riuscita a gestirmela e mi ronzava sempre in testa. Boh, ma ero io probabilmente.

    @Silvia, dammi il cinque. Questa e’ senza dubbio la cosa per cui mi altero di piu’. Infatti quando i figli sono a scuola andiamo daccordissimo 🙂

    @Chiara, e tutti: grazie per l’adesione al questionario! Sono 79 risposte al momento, e continuano ad arrivare 🙂

  5. Anche noi poco romantici (io soprattutto, lui un po’ di più) e pochi interessi in comune (ma questo anche prima del matrimonio e dei figli) e non è mai stato un grosso problema.
    Il vero problema, per me, è decisamente l’educazione dei figli. Anche nel nostro caso è lui il poliziotto cattivo e io, che vorrei dirgli spesso di lasciar correre, che sono bambini e che forse pretendo troppo per i loro 3 anni e mezzo, devo invece stare zitta.
    Questa è decisamente la cosa che mi logora di più…

  6. Questionario fatto, grazie mille. C’e’ da riflettere e discutere, la nostra e’ una relazione molto solida, ma abbiamo risposto in modo molto diverso…
    Mio papa’ me lo chiede di tanto in tanto se sono felice, e devo dire che da diversi anni posso rispondere di si’. Lui fa un leggero sorriso, sospira e guarda l’orizzonte, soddisfatto dei semi che ha piantato e curato…

  7. Supermam, ma proprio questo titolo dovevi mettere? 😀 mi hai fatto sbellicare dal ridere, e adesso devo assolutamente riportare questa citazione di Lord Chesterfield che conoscerai sicuramente

    “The pleasure is momentary, the position ridiculous, and the expense damnable.” (la fatica è tanta, il piacere è breve, la posizione ridicola)

  8. Mio padre mi ha fatto la stessa domanda 7 anni fa, con un bambino che non mi faceva dormire da 6 mesi e un marito temporaneamente inconsistente. E no, non ero felice. Poi i cicli bassi sono passati, abbiamo superato l’uragano portato da nostro figlio e ora non ci fa più tanta paura, l’affrontiamo per mano e non più di schiena. Certo che sono domande difficili, però magari provo a rispondere al sondaggio, chissà che non ci si collochi bene dopo tutto (a parte il numero delle volte … bassino … :-))

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