I nati ieri e quelle cose lì

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nati-ieriLa Staccata: – Ale, gioia, guarda un po’ che libro si è fatta mandare mamma per la recensione. –
– Mmmhhh… colorato! – (stai a prende tempo carognetta, mamma te conosce bbene ) –
– Questo mese su GC il tema è (bla, bla, bla). Ti piacerebbe parlare di questa cosa con mamma? –
– Beh, sì. Decidi tu. Se vuoi… –
– Non posso decidere io, dimmi se vuoi tu. –
– Mmmmhhh… colorato…. – (ancoraaa?)
Ha alzato gli occhioni dalla copertina, gli brillavano tanto, come a dire :- Apperò! Allora sono proprio diventato grande! – e dopo un po’ mi ha risposto sorridendo che sì, valeva la pena recensirlo, anche se a dirvela tutta sembrava in qualche modo ancora incerto sul da farsi. Incerto, ma visibilmente sorpreso e incuriosito. In caso contrario, non l’avrei mai incoraggiato ad affrontare un argomento su cui non si sentisse a proprio agio.

Ergo: un briciolo d’imbarazzo c’è stato, ma incredibilmente non da parte mia. Ho riposto con sollievo la confezione magnum di birra al doppio malto, aiutino occasionale che mi riservo per non soffocare nel panico, e abbiamo iniziato a leggere. Senza nessun imbarazzo. Sottolineo: n-e-s-s-u-n-o. A leggere e a ridere come due pazzi.

Il merito straordinario di questo libro è che spazza via immediatamente qualsiasi imbarazzo. Come? In primis, presentandoti i protagonisti della storia, ragazzini curiosissimi sull’argomento “sesso”, esattamente come la creatura seduta accanto a te in quel momento. In seconda battuta, utilizza il trucco del diversivo intelligente. Temporeggia, ma senza andare troppo per le lunghe, spostando la concentrazione del lettore su adorabili personaggi secondari ai nati ieri: una tartaruga vezzosa e un gattino brontolone.

Devia per un secondo l’attenzione da argomenti che manderebbero in tilt anche il più emancipato dei genitori; il principe su tutti è – scontato precisarlo – come avviene la penetrazione. L’annoso mistero del “come accidenti ci finisce ‘sto benedetto semino nella pancia della mamma?”, curiosità che genera le ipotesi più bislacche, confusionarie e pazzesche nelle testoline dei nati ieri. Quella cosa lì, esattamente. Proprio quella. Riesci a spiegarlo a tuo figlio/a senza infartare. Il che, comprenderete, è un vantaggio mica cavoli se non sei alla ricerca del sistema più rapido per passare a miglior vita.

Diversivi intelligenti e divertentissimi che lavano via ogni residuo d’impaccio o vergogna e ti fanno andare dritto al punto (perdonate l’involontaria allusione, ma questo mi è uscito) evitando, nel contempo, attacchi di tachicardia et simili nel genitore.

Il linguaggio del fumetto è vincente, senza ombra di dubbio il migliore per parlare ai bambini, evita l’orrido effetto didascalico che ho visto in tanti altri libri. Illustrazioni e testo in un tutt’uno, con risultati esilaranti e sorprendenti.

Ciò che ci ha fatto ridere di più, com’è naturale che sia, è stato il costante prendere in giro gli adulti. La ridicolizzazione del loro imbarazzo è un mezzo efficacissimo per sdrammatizzare l’argomento e lavar via quella crosta di sporco che è andata ad accumularsi nei secoli sull’attività più naturale praticata dall’essere umano. Non esiste mezzo più efficace per ripulire il pregiudizio della pulizia di una bella risata.

Una spassionata ola a quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo ineguagliabile testo, a mio parere imbattibile da qualsiasi altro lavoro si prefigga di spiegare ai bambini come funzionano “quelle cose lì”:

Prefazione: Roberto Denti
Introduzione e commenti: Marcello Bernardi
Ideazione, testi e sceneggiatura: Laura Magni
Fumetti e illustrazioni: Roberto Luciani

Un ringraziamento speciale va a Anna aka Piattinicinesi la quale ha risposto al mio accorato appello in redazione (e adesso? Come accidenti me la cavo con il tema del mese? E mica è un argomentino tanto easy, eh!) suggerendomi la lettura di questo straordinario libro.

Straordinario, dire che ne sono pazzescamente entusiasta è un molle eufemismo. Mi ha finalmente liberata dalla patetica bugia che ho usato a giustificazione del fatto che, complice l’attitudine dei bambini alle incursioni selvagge in bagno, nel water ci fosse ogni tanto del sangue. Sono riuscita a spiegargli con la massima naturalezza cosa sono le mestruazioni, sdoganandomi dal personaggio della distratta cronica che almeno una volta al mese perde l’opponibilità dei pollici e si taglia sistematicamente le dita mentre affetta l’arrosto.

Età di lettura: non semplicissimo da stabilire, diciamo che dipende dalle esperienze personali e dalla curiosità dei pargoli, complicato stabilire un target. Opterei per un dai 10 anni in su.

Nota per i genitori: alla fine del libro ci sono dei provvidenziali commenti ai vari capitoli a cura di Marcello Bernardi. Ho apprezzato in particolar modo un suggerimento relativo al capitolo 6, dove viene trattato con brevi cenni l’argomento “aborto”. Una mossa incauta, su questo terreno, può turbare profondamente il bambino… rispondere, rispondere sempre, rispondere a tutto, ma non anticipare, non esprimere giudizi di sapore moralistico…lasciare che sia il bambino a condurre il discorso. Con gli strumenti che ha. Per esempio, questo libro.  

i-nati-ieri-e-quelle-cose-lSuperboy:
Secondo me questo libro doveva intitolarsi: “Taci tu, che sei nato/a ieri!” perché è il motto del libro. Io non ho provato imbarazzo a leggerlo insieme a mamma perché sono stato bravo io 😀

Non è vero! E’ stata brava mamma perché mi ha spiegato tutto senza fare come gli adulti del fumetto che parlano come se fossero imbarazzati da quello che riguarda il corpo. Ad esempio, se la bambina chiede: – Come si fa a fare l’amore? – i grandi rispondono : – Ooooooooooh! Vai subito a letto! Magari avrà la febbre! Stai bene piccolina?-

Io non lo so perché fanno così i grandi, forse perché da piccoli i loro genitori non ci hanno parlato. Questo libro è di sicuro il più particolare e il più strano che abbiamo recensito fino ad adesso. Primo perché è fatto a fumetti, e questo già mi piace. Poi ti spiega tutto in modo da bambini e tu non ti impressioni. Sembra tutto “bambino” e naturale. Beh, il sesso è naturale, in tutti i sensi.

Questo libro mi ha svelato qualcosa che non sapevo. Prima di leggerlo, quest’estate avevo letto Focus Junior che parlava di questo argomento, quindi non mi ha sorpreso molto. Però, per esempio, non sapevo delle mestruazioni o del cambio di casina quando non si concepisce un bambino (quando leggerete il libro lo capite). Spiega tutto in modo chiaro e divertente: l’uomo è paragonato a un girasole; la donna a una chioccia, e tu ridi tantissimo e capisci un sacco di cose.

I personaggi più divertenti, secondo me, sono il gatto (che è quasi sempre complice della bambina) e la tartaruga. Anche la bambina di 5 anni è molto divertente perché non capisce niente e spara un sacco di cavolate (in senso ironico, ovviamente). Ma non perché è scema lei, sono scemi gli altri che non glielo hanno spiegato!

Prima di leggere Focus e questo libro io di sesso non sapevo un cispoletto fritto, poi però ho capito un sacco di cose: io sapevo che l’uomo produceva il seme, ma come c’entrava nella donna? E’ stato un bel mistero per tanto tempo! Io pensavo che si trasferisse con i baci e invece è tutt’altra cosa. Credevo di essere stupido invece mia madre mi ha detto che è una cosa normale, che la pensano tutti. Per questo uno legge libri di questo genere. Così, quando sarò più grande, saprò che se bacio una ragazza non si trasferisce di certo così il semino.

Io non so se dire se qualche mio amico dovesse chiedermi informazioni se proverà imbarazzo lui o se lo proverò io. Non ne sono ancora certo visto che ancora non me l’ha chiesto nessuno. Di solito fra amici e amiche non parliamo di sesso, o almeno non è il nostro argomento principale. Forse non ne parliamo ancora perché siamo bambini, però ovviamente sei curioso. E questo lo dice anche il libro all’inizio. Ti fa sentire normale, non uno che c’ha delle curiosità strane.

Età di lettura: secondo me già a sette anni si può leggere, ma con un adulto che ti spiega un sacco di cose (se non si vergogna. L’adulto, mica il/la bambino/a). Se dovessi dare un voto al libro gli darei 9,5. E’ bellissimo, ma non è proprio superultra.

– de La Staccata

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