Motivescionalgc. La gara

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E’ proprio questo il punto in cui ci siamo fermati ad osservarle. Donne di tutte le età grondanti di sudore. Alcune camminavano, la maggiorparte correvano. In gruppo o da sole. Abbiamo chiesto di cosa si trattasse “è una corsa di sole donne. Dieci chilometri intorno a Djurgården”
Era una giornata di sole di settembre.

Il 2000 era destinato a rappresentare un forte cambiamento. E se il millennium bug non è stato altro che una grande delusione, o forse un pericolo scampato, per noi il nuovo millennio ha segnato il momento di distacco dalla nostra terra patria, e l’inizio di una nuova vita, in cui abbiamo scelto di prendere in mano il timone della nostra nave, e combattere contro i flutti impietosi del nostro mare in tempesta.

Bella una corsa di sole donne! Non sarà originale, ma per me è diventata subito un simbolo dell’emancipazione femminile. Della libertà della donna. Della Svezia.
I simboli assumono significati del tutto personali, contaminati dal proprio vissuto, dalle emozioni, da un attimo in cui qualcosa clicca nella tua testa, e tutto ti sembra improvvisamente chiaro.
Ci sono voluti undici anni per arrivare a correre questa corsa.
Undici anni per adattarmi ad una società, lottare contro gli stereotipi (miei e degli altri), per trovare il mio modo giusto di esserci, un po’ italiana e un po’ svedese. Undici anni di fatiche, di momenti di sconforto, ma anche di entusiasmi, di meraviglia, di stupore per un mondo tanto diverso.

E nonostante gli scarsi allenamenti di cui vi ho parlato, sono stata contenta di riuscire ad arrivare fino in fondo. Di non essermi fermata nemmeno una volta lungo il percorso.
Ho pensato spesso di non farcela, e invece poi una spinta in più, un piccolo sforzo, un bicchiere d’acqua offerto da mani tese lungo il percorso, ho raccolto le forze e sono andata avanti lo stesso.
Avevo appena passato il segnale dei sette chilometri quando ho riconosciuto quel punto in cui undici anni fa ci siamo fermati ad osservarle sfilare lungo il canale del parco cittadino più bello di Stoccolma. Eravano studenti, avevamo un bagaglio pieno di sogni, tanta voglia di cambiamento, coraggio per metterci in gioco, per provare a farcela con le nostre forze.
E forse per questo ho corso quei dieci chilometri con una grande emozione dentro.
L’emozione di esserci. Di sentirmi finalmente parte di quel mondo. Di avere paura di non arrivare in fondo, e allo stesso tempo di sentire la spinta del gruppo, gli incitamenti urlati da passanti lungo il percorso. Sfilare tra gli occhi di turisti curiosi. Forse ispirare altre donne a fare altrettanto.
Una corsa per sentire di appartenere, ma anche per segnare con decisione un momento di riscatto personale, di riaffermazione dei miei spazi.

Ma anche una corsa per essere accolta dal caldo abbraccio di due figli orgogliosi della loro mamma.
Esiste al mondo un riconoscimento più prezioso?

PS. I miei dieci chilometri li ho corsi in undici anni, 1 ora, 11 minuti e 53 secondi!

PPS. A questo punto la domanda nasce spontanea. Chi viene a Stoccolma a correre con me la tjejmilen del prossimo anno?

(A questo link trovate uno slideshow ufficiale dell’evento)

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13 COMMENTI

  1. Che bello!!!!! Me l’ero perso sto post (ero ancora lì ad attenderlo…)…
    Bravissima e grandissima!!!
    Un po’ italiana e un po’ svedese…
    A me, col cavolo che me ce freghi a correre 11 Km…
    Ma poi, chissà…
    TVB

  2. Complimenti! La soddisfazione per un arrivo scelto e “sudato” è impagabile.
    Non correrò mai in nessuna gara ma spero di riuscire a fare un pò meglio col mio “motivescional” … inutile dire che per ora sono mooooolto lontana dagli obiettivi previsti. Sigh..

  3. bellissimo!!! volere è potere, c’è poco da fare! chissenefrega del tempo, l’importante è arrivare. non posso promettere di correre il prossimo anno a stoccolma, ma cercherò di esserci :-9
    intanto, chi viene con me a roma a marzo per la maratona??? il motivescional continua, vero?

  4. Ho cominciato a correre a inizio settembre. Chi lo sa che il prox anno non ci vediamo? Sei stata bravissima!!!
    Anche io a luglio ho partecipato a una gara di nuoto. Circondata da ventenni nel pieno del loro vigore..sono riuscita a non arrivare ultima!ed è stata un grande soddisfazione!
    Perciò capisco il tuo entusiasmo. Ancora congratulazioni!

  5. … e mi hai fatta commuovere, non vale! 😉 Sei stata bravissima, ti ho immaginata al traguardo accolta dai tuoi uomini 🙂

    Adesso please cadauna la playing-list – se l’hai usata 😀

  6. Beh ti confesso che anche se non ho mai corso in vita mia (almeno in senso stretto di maratona come questa….percHé per il resto la mia vita non è altro)…mi hai fatto venire una grande voglia!!! chissà…. (di sicuro la voglia di cambiamento è tanta!)
    Intanto B R A V A!

  7. e congratulazioni allora, per l’ora e undici minuti e cinquantatre secondi, ma soprattutto per gli undici anni, che sono un po’ la storia di tanti, la storia mia di sicuro, alzo il calice a te

    • @Corri Mamma Corri SIIIIII
      @supermambanana skål 😉
      @mammamila a me la voglia di cambiamento non passa mai!
      @CloseTheDoor stendiamo un velo pietoso sulla playlist, preparata e trasferita solo parzialmente sul telefono. Risultato: ho sentito dieci volte i Litfiba: il mio corpo che cambia! Però il ritmo era quella giusto 😉
      @deborah la gara di nuoto piacerebbe moltissimo anche a me. Soprattutto pensando al fatto che ho avuto la fobia dell’acqua fino a 22 anni! Piano piano però, non possiamo mica fare tutto insieme no? 😉

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