Motivescionalgc: l’importanza di avere un piano

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Allora come sta andando il vostro motivescionalgc?
Il mio diciamo che ha alti e bassi, ma procede abbastanza, e iniziano i primi risultati.
Ieri ad esempio ho affrontato una salita in bicicletta che lèvate! 🙂
Io direi che il problema principale per portare avanti la motivazione abbastanza a lungo per iniziare a vedere i risultati, sono gli imprevisti.
Gli imprevisti sono quelli che in qualche modo riescono a guadagnarsi la priorità grazie alla loro eccezionalità. Ovvero, siccome sono appunto imprevisti, giustificano a pieno titolo il rimandare dell’impegno preso. Questo, care mamme motivescional (e mi rivolgo solo alle mamme perché c’è una gran penuria di papà in questo ambito), è il nemico nostro numero uno.
Esempio pratico, ho deciso di andare a correre almeno 3 volte a settimana, poi lunedì mi arriva un email la mattina che convoca una riunione all’ora di pranzo, quando io avevo pensato di andare a correre. Poco male penso, vado a correre la sera. Poi chiama il marito che dice che quella sera torna tardi dal lavoro e di non aspettarlo per cena. E allora preparo la cena, metto a letto i pupi e spero di poter andare a correre alla pausa pranzo del giorno dopo. Solo che a quel punto piove. E così già siamo a martedì e non sono ancora andata a correre. Inutile aggiungere come si arriva al venerdì senza essere riuscite a farlo, oppure riuscendo solo a portare avanti una mezza cosa interrotta.
Questo per quanto riguarda la corsa, ma sono certa che qualsiasi sia il vostro impegno preso per il motivescionalgc, starete affrontando più o meno le stesse difficoltà. A meno che non abbiate un piano.

Il Piano è l’anima del motivescional. Il Piano infatti è lo schema esatto che vi permette di portare avanti il vostro impegno, senza eccezioni, dandovi la rigidità necessaria per seguirlo, e allo stesso tempo la flessibilità necessaria per affrontare gli imprevisti.
Nella dieta ad esempio di tratta di avere un menu scritto invece di improvvisare, con un jolly a settimana da usare per l’imprevisto (cena di lavoro, compleanno della nonna, cena romantica a due (?) ok, avete capito il senso).
Nell’allenamento (per la corsa o altro) si tratta di uno schema di allenamento preciso: dire tre volte a settimana non basta, bisogna sapere con esattezza in quali giorni, a che ora, e quanto tempo. E avere un jolly da giocarsi in caso di imprevisto.
Ancora meno funziona dire “lo faccio un po’ ogni giorno”. Qualsiasi programma che contenga questo genere di vaghezza non funzionerà, a meno di avere una grandissima motivazione, ma allora non staremmo nemmeno qui a parlare di motivescional, giusto?

Nel mio caso quindi ho fatto il mio piano preciso. Corrro il lunedì, mercoledì e venerdì a pranzo, con jolly in una mattina del weekend se salto un allenamento durante la settimana. Il mercoledì, a causa della mia distribuzione settimanale del lavoro, è un giorno debole che potrebbe slittare al giovedì (chiamo jolly anche questo?)

Grazie a Francesca ho anche uno schema di allenamento che mi permetterà di arrivare al giorno della gara in ottima forma, sempre che io riesca a mantenere lo schema fino in fondo. Previa autorizzazione di Francesca, vi pubblico il suo schema, anche se vi dico subito che io dovrò adattarlo un pochino, perché già so che in vacanza non riuscirò a seguirlo, però il fatto di avere uno schema preciso mi da un’idea dei tempi.
Eccolo qua:

1 ) 6 allenamenti da 3 km
2 ) 1 allenamento da 5 km e a seguire 2 giorni di riposo
3 ) 6 allenamenti da 4 km
4 ) 1 allenamenti da 6 km e a seguire 2 gg di riposo
5 ) 6 allenamenti da 5 km
6 ) 1 allenamenti da 7 km e 2 gg di riposo
7 ) 6 allenamenti da 6 km
8 ) 1 allenamento da 8 km e 2 gg di riposo
9 ) 6 allenamenti da 7 km
10 ) 1 allenamento da 9 km (a questo punto dovresti essere già pronta per fare i 10
km, ma se vuoi puoi continuare l’allenamento)
11 ) 6 allenamenti da 8 km
12 ) 1 allenamenti da 10 km (da far coincidere con la gara)

Una variazione all’allenamento, che uso quando so di avere poco tempo a disposizione per una corsa completa (ora sono ai 4 chilometri), è quella di fare degli allenamenti specifici in salita. Al momento prediligo salite un po’ lunghe ma non troppo ripide, e lo scopo è quello di mantenere un ritmo costante per tutta la salita. Poi riprendo fiato scendendo camminando e rifaccio la stessa salita almeno 2 volte ( ma spero di aumentare). Più in la farò veri e propri scatti in salita, su salite più ripide, ma più brevi (ottimista?). Almeno questo è il programma e spero di farcela.

E ora vi lascio con queste riflessioni che Francesca mi ha inviato e nelle quali mi ci ritrovo moltissimo:

“la corsa può essere una bellissima esperienza, ma per provare le sensazioni positive è necessario superare una certa soglia di fatica. Dobbiamo chiederci: la motivazione è superiore alla fatica percepita? bisognerà lavorare, ma bisognerà farlo senza frenesia di raggiungere i risultati, con la consapevolezza che per noi questo è uno sport che ci diverte farlo”

Buon motivescional a tutte! E fatemi sapere come va.

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16 COMMENTI

  1. Ciao a tutti! Ho ripreso a correre con una certa assiduità lo scorso novembre (2010). Chiarisco subito che ho 2 bambini (3 e 7 anni) e una compagna che come me lavora a tempo pieno.
    Gli imprevisti sono chiaramente una costante, ovvero ci sono più o meno tutti i giorni, ma la motivazione nel mio caso è più forte!

    La soluzione per me è sveglia alle 0500 e corsa di un ora, un ora e trenta + un “lungo” il sabato o la domenica (la stessa cosa o simile la fanno in molti altri tra cui Orlando Pizzolato!)

    Mi sono iscritto ad una associazione sportiva locale che mi stimola a correre alcune gare nelle vicinanze del luogo dove abito.

    Da novembre ho “rinnovato” il mio fisico (-14kg) e ritrovato una forma alla quale non ero più abituato da molti anni (anche prima di avere bambini).

    Quest’anno ho corso 3 mezze maratone e tre gare sui 10 kilometri (con notevoli progressi anche sui ritmi.

    Molti dicono che correre alla lunga diventa una “sana” droga, e credo sia vero.

    La prossima settimana inizio la preparazione (16 settimane) per la mia seconda Venice Marathon (la prima ed unica l’ho corsa e finita nel 2002).

    Ah, ho letto anche un libro che parla di corsa di uno scrittore giapponese “L’arte di correre” di Haruki Murakami”, me l’ha regalato la mia compagna e forse è questo che mi ha acceso la miccia: con il senno di poi credo che la mia compagna non me lo regalerebbe più…

    Tutto questo è motivescionalgc?

  2. Buongiorno Serena,
    capisco che ti senta giù. A un certo punto mi è stato utile il supporto di mio marito, perchè non ce la facevo più. Raggiunto il primo obiettivo (correre 1 ora), stavo per smettere: doloretti e soprattutto mancanza di motivazione. Io purtroppo mi sono resa conto che abbandono quando … sto per arrivare! Anche ieri, per dire, la mia prestazione è stata pessima. Eh, ricomincio domani.
    Il mio approccio: due settimane di stop non sono la fine del mondo, due e mezza cominciano a richiedere un pò impegno per ricominciare. Perciò, se non posso correre in vacanza, cerco di seminare qua e là attività che impegnino un pò(passeggiate a passo sostenuto, yoga e stretching quando gli altri dormono etc..).
    Malessere a parte, ti “invidio” le due settimane di vacanza.
    Buone vacanze, allora!

    • Grazie per il supporto! Ieri mi ero proprio buttata giù. Stamattina invece quando alle 5.30 il piccolo si è trasferito nel lettone, e come al mio solito non sono riuscita ad riaddormentarmi, mi sono alzata, ho lavorato un’oretta e poi sono uscita a correre!!! 🙂
      Ora metto le scarpe in valigia, e speriamo di cavarcela nelle prossime due settimane!

  3. ci vanno le scarpette da corsa in valigia? lo so che in viaggio è un pò difficile, ma magari la mattina presto riesci a fare una corsetta anche se breve.
    se così non fosse, fa niente, riprenderai al tuo rientro, sarà un pò impegnativo ma si può fare…non ti abbattere 🙂

  4. Ragazze qui la situazione è disastrosa. Sono stata fulminata da un batterio che mi ha tenuta piegata in due per due giorni a vomitare, e che mi ha distrutto fisicamente (oltre che ho saltato una settimana di allenamenti). Sono in partenza (mercoledì) per due settimane itineranti in Danimarca, che erano già il mio punto debole dell’allenamento estivo a questo punto non so proprio come farò. Mi sto buttando giù.
    Vi prego aiutatemi!

  5. Stamattina sveglia alle 5,15! O così o saltavo per 4 giorni… Vabbé, tornare a casa alle 6,00, guardare il mondo che ancora dorme e pensare “pigroni voi, io ho già dato” paga. L’occhio ora è un po’ languido ma ci si abitua.

    Comunque sono stabile a 40 min di corsa da un po’. Penso che non avrei problemi a passare a 45, e arrivare a un’ora nel giro di una settimana o due, ma il tempo è poco e per ora mi accontento, ecco. Andare vado piano piano, non ho gps, l’ultima volta ho misurato il percorso con la macchina (e si, sono ancora ai metodi antichi 🙂 ) e sono a 6 km circa. Però non mi interessa, il mio obiettivo era la resistenza, la prima volta che ho iniziato 2 anni fa mi sono fermata dopo due minuti col fiatone!!! Insomma, per me va già benissimo così, visto che il tempo è poco penso di stabilizzarmi sui 45 minuti 3 volte a settimana, se riesco 4, se sono solo 2 non piango, ma non di meno! Poi quando le bimbe saranno più autonome si vedrà, per ora… per ora l’obiettivo primo è di non mollare, di superare le ferie, l’autunno, l’inverno, tornare a primavera, e correre ancora. Speriamo…

    • Francesca sono molto perplessa. Prima di tutto perché non corro veloce. Ho il forte sospetto che il mio GPS sia impazzito o settato male. Ho controllato anche su un servizio online per controllare le distanze sulla carta e risulterebbero 4.5 km non 7. Uhmm, continuo ad indagare.

  6. visto serena! dicevo che 3 km erano troppo pochi per il tempo che impiegavi a percorrerli! non è che la distanza sulla tavola era indicata in miglia? ( 1 miglio = 1.609 mt)
    io devo passare ai 10 km, ma la strada è ancora lunga per arrivare ai 42…ce la posso fare!

  7. Allora ragazze, ce l’ho fatta! Mi sono scritta su endomondo con il nickname motivescionalgc, quindi se frequentate aggiungetemi come amica! Ho aggiunto il widget qui a destra che riporta il mio allenamento. Quello che ho scoperto oggi è che il percorso che sulla tavola all’inizio del bosco dichiara essere di 3 km, il GPS l’ha rilevato di 6km! Ora non so chi ha ragione, e mi chiedo se il comune svedese si diverte a giocare brutti scherzi. O forse ho letto male il percorso sulla tavola, insomma non so più nulla. Se il GPS ha ragione però, il mio allenamento sta andando benone, visto che corro quasi 7 km! Non so se crederci 😉

  8. Gli imprevisti servono per adattare il piano :).
    Anch’io trovo che il piano, o il programma di allenamento, sia utile, come l’impegno “3 volte alla settimana comunque”. Così come abituarsi alla pioggia (e magari scopri che ti piace), nevischio, freddo… Ma soprattutto alla fatica, che poi è vero diventa piacere. Sono una persona molto controllata: perciò alla fine ho trovato un mix che per ora funziona fra alcune – poche – regole ferree(cadenza settimanale, tempo e km, indipendenza dalle condizioni atmosferiche etc) e un pò di lasciare andare. Se faccio fatica: è normale, mi sto allenando! Se quel giorno (non sempre) il tempo è alto o il percorso è di un centinaio di metri più breve: ebbene non è il risultato, non è quello che voglio, ma cerco di accettarlo per quello che. E ripartire.
    In bocca al lupo! (Daniela, hai un’ammiratrice in più )

  9. Imprevisti… qui non ci sono solo quelli, qui ogni giorno è una lotta! Insomma, io lavoro con orari fissi, le piccole hanno orari semifissi (se non li cambiamo noi, ecco) e mio marito fa i turni. Ogni settimana turni diversi, quindi è diverso il tempo che ho io senza bimbe, e incastrare tutto…

    Insomma, ormai corro anche con la pioggia (che non è brutto!) perché se mi faccio fermare anche dal tempo… e purtroppo con caldo o freddo, perché la buona volontà di alzarmi presto al mattino per correre c’è, ma se lui fa il mattino esce alle 4 ed è andata. Stessa cosa la sera, bellissimo, ma se fa la notte non c’è,se fa il pomeriggio arriva che è buio (devo dotarmi di catarifrangenti, ma poi mi fido?).

    Insomma, ogni giorno “domani andrei… ah, già, no, tu fai il mattino, quindi prima no, a pranzo non ci sei, pomeriggio lavoro io… martedì, ah, già, no, Sara ha danza, tu hai l’altra, non ce la facciamo… domenica… ah, già, no, fai la notte, se mi alzo loro si svegliano e di domenica non è carino, dopo porello tu dormi, poi andiamo da tizio e caio, poi tu parti di nuovo… e sti cavoli!”.

    Però per ora tengo botta. 3 volte vado, purtroppo spesso due di fila e poi una a distanza (domenica, lunedì e venerdì sono i miei giorni più liberi), e che ci sia il sole o la pioggia, nell’ora che si può. Ma basta continuare!

  10. Carissime, io con una tabella rigida non ce la farei mai.Mi prenderebbe l’ansia e la conseguente demotivazione a risultato non conseguito..Ho iniziato a settembre e non mi sono posta obiettivi irraggiungibili, considerato che venivo da un lungo periodo di inattività.
    Mi sono detta:nuotare 2vv alla settimana sarà sufficiente, soprattutto seguendo la voglia di buttarmi in acqua che mi assale almeno 2 vv alla settimana, appunto. Complice una piscina con molti orari free vicino al lavoro, e una bambina che si è ammalata molto poco quest’anno (grazie Nina!)ce l’ho quasi fatta.
    Il 10 luglio prossimo ho una garetta di 1500 mt in mare.
    Tra un po’, se il tempo migliora, mi allenerò direttamente sul percorso di gara.
    Nel frattempo mi sento aeorobicamente un tantinello più giovane e pure il giro vita ne ha tratto giovamento.
    Serriamo le fila.
    Pronte?
    Viaaaaa!!!

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