I mondi possibili che ci regala il cinema

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foto ©Disney dal film Tomorrowland
foto ©Disney dal film Tomorrowland
Correva l’anno 1998, Helen perde un orecchino in ascensore e incontra James. Pochi istanti dopo, la sua vita inizia a snodarsi su binari diversi: le porte scorrevoli di una metropolitana rimescolano le carte del suo destino rendendo possibili due realtà parallele. Parlo di Sliding Doors, naturalmente, all’epoca quella storia riuscì a folgorarmi.

Sono sempre stata affascinata dalle diverse possibilità di vita di una persona, da quello che sarebbe potuto accadere se… o quello che potrebbe accadere altrove e non è detto che non stia accadendo. Universi paralleli, futuri possibili, destini legati a un frammento di tempo che si compie oppure no, viaggi nello spazio e nelle varie epoche storiche.

Ritorno al futuro, per esempio. Quando ero ragazzina mi innamorai della DeLorean DMC-12 e  naturalmente di Michael J. Fox, all’epoca già venticinquenne, anche se dimostrava appena l’età di un adolescente alle sue prime cottarelle.

In tempi meno arcaici mi sono appassionata a X-Files e ultimamente vado pazza per Fringe, una serie televisiva dove fenomeni paranormali come il controllo della mente, la proiezione astrale, l’invisibilità, il teletrasporto, la mutazione genetica e la resurrezione sono cosucce all’ordine del giorno.

La storia segue le vicende della divisione Fringe dell’FBI di Boston, una squadra che indaga sulla cosiddetta scienza di confine, adoro in particolar modo il personaggio di Walter Bishop. E’ uno scienziato con un QI pari a 196, un padre che non riesce a guarire suo figlio affetto da una malattia incurabile e misteriosa. Trova finalmente una cura, ma nel frattempo il bambino – che ha circa 7/8 anni – muore. Disperato per la  sua perdita, riesce a varcare un universo alternativo e rapisce l’altro Peter, l’esatto duplicato di suo figlio che vive in una realtà parallela sconvolgendo per sempre l’equilibrio fra i due mondi.

Come avrete ormai intuito, non disdegno affatto le pellicole in cui mistero, avventura e universi paralleli si rincorrono regalandoci altre possibili realtà. E’ per questo che sono entusiasta del fatto che, a breve, io e mio figlio potremo gustarci l’anteprima di Tomorrowland che uscirà nelle sale il prossimo 21 maggio.

Diretto dal regista vincitore di due premi Oscar Brad Bird e interpretato (particolare che davvero non guasta) da George Clooney, il film racconta la storia di Frank, un uomo pessimista e disilluso che incontra Casey, un’adolescente piena dell’entusiasmo dei suoi anni, intelligente e positiva. Insieme si imbarcheranno in una pericolosa missione nel tentativo di svelare i segreti di un mondo misterioso ed enigmatico, un’operazione che modificherà per sempre il mondo e le loro stesse esistenze.

Uno dei temi principali del film è “il mondo di domani”, a volte mi trovo a pensare come sarebbe un ideale futuro oppure una realtà parallela alla nostra.

So perfettamente qual è l’universo alternativo ideale di mio figlio, attraversa una fase di pigrizia adolescenziale piuttosto corposa: il suo sogno sarebbe un futuro ipertecnologico, dove “muovi un dito e ti si apre tutto” oppure un mondo in cui verificare gli effetti di un’ipotetica conquista della Terra da parte degli alieni. Io, molto più banalmente, continuo a desiderare una realtà in cui sia possibile viaggiare nel tempo. La cotta per Michael J. Fox, evidentemente, non mi è ancora passata.

L’anteprima stampa di Tomorrowland è prevista per il 18 maggio alle 18:30 presso il cinema The Space in Piazza delle Repubblica a Roma, io ho praticamente in mano il pop corn e sono già seduta in sala con gli occhi incollati allo schermo.
Forse ho trovato un modo per viaggiare nel futuro… Finché non l’avrò regolarmente brevettato, però, vi lascerò nel dubbio.

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