15 modi e motivi per nutrirsi rispettando l’ambiente

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terra-ambiente C’è un legame profondo tra noi e la Terra e a volte, storditi dalle necessità e dal ritmo pressante della vita quotidiana, ne disconosciamo il valore, l’intensità, il senso. La storia e la civiltà ci hanno portato ad allontanarci progressivamente da ciò che è da considerarsi natura per rendere ogni scelta, ogni azione della nostra vita permeata di cultura; in questa cultura non possiamo che considerare anche le scelte alimentari che ci portano, in definitiva, a nutrirci e a nutrire i nostri figli in modo a volte un po’ distorto, sempre più lontano da ciò che è istintuale, ancestrale, radicato nella parte più prodonda del nostro essere uomini e donne, ciò che è parte della nostra intimità.

Con queste premesse entrare in un supermercato e comprare del cibo potrebbe sembrare un’azione persino anomala, tanto è manipolato, trasformato, impacchettato ciò che troviamo riposto in ogni singolo scaffale. La Terra che ci ospita merita di più: merita la nostra attenzione a produrre meno rifiuti possibile quando ci nutriamo, la nostra cura nell’eliminare o ridurre al massimo gli sprechi, la nostra ricerca nell’alleggerire il più possibile il nostro passaggio; questo significa limitare il consumo di acqua e di territorio, le emissioni di gas serra, lo sfruttamento, i paradossi (denutrizione e fame da una parte del mondo, e sovrappeso, obesità e malattie sempre più aggressive dall’altra).

Si tratta di percorsi che richiedono un po’ d’mpegno ma se le motivazioni sono solide, la strada che si può fare è tantissima.

Prima di passare a una serie di spunti concreti, lascio qualche dato che per me è estremamente significativo.

Sulle portate di oggi proviamo a servire prima di tutto l’abbinata salute-sostenibilità: vanno a braccetto, sono una coppia di fatto, sta a noi voler dare dignità a questo binomio, che va considerato inscindibile.

Cose che continuano a sconvolgermi:

– per produrre 1kg di carne bovina servono 15.000 litri d’acqua, mentre l’acqua richiesta per produrre vari tipi di cibo vegetale e foraggio varia dai 500 ai 2000 litri per chilo di raccolto prodotto;

– ogni italiano mangia in media 87 kg di carne all’anno;

– metà del consumo idrico degli Stati Uniti è destinato all’allevamento di animali da macello;

ogni anno la foresta amazzonica, il polmone del mondo, perde 24mila kmq del suo territorio: la causa principale della deforestazione è la produzione di mangimi (soia e cereali) per allevamenti intensivi di bovini; (1)

l’industria dell’allevamento causa il 18% dell’effetto serra totale, una percentuale simile a quella dell’industria, e maggiore di quella dell’intero settore dei trasporti pubblici e privati (13,5%). (2)

– ogni famiglia italiana butta nei rifiuti l’8% del cibo che acquista, senza consumarlo: 42 kg l’anno a testa (inglesi e americani sprecano 3 volte tanto).

Cose che puoi FARE già a partire da oggi:

  1. Apri la dispensa e il frigorifero, stana gli avanzi, e consumali già stasera.
  2. Scrivi il tuo menù della settimana (ce ne sono un sacco di belli e pronti in rete, compresi quelli delle mense: copia bene però, mettici del tuo, leggi il seguito).
  3. Con il menù alla mano fai una bella lista della spesa e dividi tutto quello che puoi acquistare direttamente dai produttori da quello che trovi solo al supermercato.
  4. Quando vai a fare la spesa usa le borse di stoffa o una capiente cassetta per la tua spesa
  5. Prediligi i prodotti sfusi ed evita tutto ciò che ha un packaging eccessivo (non riciclabile o con più tipi di materiali come polistirolo e nylon).
  6. Cerca di aderire ad un gruppo d’acquisto solidale (o fondane uno!): ci vuole tempo, si spende tanta fatica, ma poi le soddisfazioni sono grandi.

E ora veniamo a COSA mangiare

  1. Carne? Pesce? Se sei abituato a mangiarli tutti i giorni o quasi, prova a metterli in menù solo 1 volta a settimana e cerca alternative saporite, che ti soddisfino come piatti unici di cereali e legumi (tipo pasta e fagioli, orzo e piselli, pasta e ceci, cous cous e lenticchie), hummus di ceci o di altri legumi abbinati a pane o verdure, condimenti e creme fatti con frutta a guscio (noci, mandorle…) o con olio di alta qualità.
  2. Se scegli la carne bada che provenga da allevamenti non intensivi; se scegli il pesce aiutati con questo sito.
  3. Prima del pasto fatti una bella insalata (evitare come la peste quella coltivata col metodo idroponico) condita con olio extravergine di oliva e semini vari (girasole, papavero, sesamo, zucca etc… hanno ottime qualità): ti aiuterà a digerire meglio e a saziarti prima.
  4. Esagera con le verdure e con i legumi, prepara insalatone, caponate, hummus ma acquistali locali, biologiche e di stagione: inciderai un cambiamento forte ma leggero per il tuo territorio.
  5. Racconta le tue scelte ad un amico/a, spiegale ai tuoi figli, alla suocera, a tua mamma.
  6. Chiedi al tuo contadino di fiducia se coltiva un ortaggio che ancora non ha. Cavoletti di Bruxelles, zucchine tonde, fragole: fatti promotore, diventa tu stesso la “domanda del mercato”, quello vero.
  7. Coltiva tu stesso un orto (sul balcone, in terra, sinergico, condiviso con un amico…)
  8. Lasciati ispirare da chi ne sa davvero tanto e ha cercato nel tempo piatti alternativi, vegetali, sani e sostenibili. Dai un’occhiata qui, anche solo per qualche pasto alla settimana: vegfacile cambiamenu vegan3000 .

(io non sono vegana, ma in questi siti trovo spesso idee per piatti sani e sostenibili)

E adesso, sprepariamo:

  1. Togli dalla tavola tutto ciò che è usa e getta, utilizza solo stoviglie durevoli o elettrodomestici di qualità (= meno rifiuti).
  2. Lava i piatti a mano o in lavastoviglie con un detersivo ecologico, anche lui inquina, ma meno degli altri.

… e ora ci aiuti ad allungare la lista?

Elisa Artuso di Mestieredimamma.it

 

(1) Deforestazione Brasile

(2) Vedi documentario Meat The Truth

(3) Il Sole 24 Ore, 2012

(foto credits @ Kevin Dooley )

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1 COMMENTO

  1. – Utilizza le parti di scarto: si possono fare zuppe con i gambi di broccoli, ragù di verdure con le foglie meno belle dell’insalata, frullati o marmellate con le parti di frutta molto matura.
    – Quando scoli la pasta usa l’acqua per risciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie o lasciala raffreddare per innaffiare le piante.
    – Impara l’arte del riutilizzo: se è rimasta un po’ di pasta il giorno dopo facci una frittata, se ha qualche carote bollite facci un pesto per la pasta, se hai verdure miste e formaggi una bella e buona torta salata.

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