Mio figlio non vuole la cintura

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Avete presente quando salite in macchina, fa caldo, c’è un traffico da paura, e vostro figlio ha deciso di provare tutte le variazioni di acuti a sua disposizione? Un capriccio tira l’altro e ad ogni minaccia la spirale di nervosismo aumenta in modo esponenziale portandovi ad oscillare tra il “ora lo uccido” e “ora lo slego”?
Ecco quello è il momento in cui dovete assolutamente e inesorabilmente fermare la macchina. E il motivo è molto semplice.

E’ un motivo di sicurezza.

Non siete in grado di guidare la macchina in quello stato emotivo.

Non perché ci sia qualcosa di sbagliato in voi. Ma perché non c’è nessuno in grado di guidare in sicurezza quando è nello stato emotivo di Jack lo squartatore.

Quindi prima cosa fermate la macchina.

Il modo di procedere, a questo punto, dipende chiaramente dall’età di vostro figlio.
Se si tratta di un neonato è chiaro che dovete provvedere ai suoi bisogni primari, quali allattarlo, cambiargli il pannolino, e cercare di tranquillizzarlo. La maggior parte dei neonati ama la macchina, anzi ci si fa dei sonni meravigliosi e si sveglia solo per mangiare. Poi ci sono gli altri. Quelli che odiano la macchina, e urlano alla sola vista del seggiolino. Con quelli si sperimenta l’impossibile, anche il cercare di abituarli al seggiolino nel salotto di casa. Si viaggia solo cantando tutto lo zecchino a memoria, si portano una varietà infinita di sonagli e si spera che avvenga il miracolo. Con un po’ di fortuna piano piano si abituano. Quasi tutti.

Se si tratta di un bambino un po’ più grande allora la cosa è diversa.
Non cercate di comprarlo, offrendogli un gelato se la smette di fare i capricci. E’ un meccanismo di quelli che tendono ad aumentare la posta in gioco di giorno in giorno, e non risolvono mai il problema se non temporanemente.
Provate invece a spiegargli che:

  1. capite che è stanco e nervoso perché è tardi/fa caldo/ ha fame/ qualsiasi motivo pensate possa essere alla base della sua stanchezza.
  2. non accettate che lui inizi ad urlare in quel modo, perché vi fa innervosire e non riuscite a guidare.
  3. se continuerà ad urlare in quel modo sarete costretti a fermare nuovamente la macchina finché non si sarà calmato

La maggior parte dei bambini sarà abbastanza spaventata all’idea che la macchina non potrà muoversi per colpa loro, e smetteranno. Soprattutto funzionerà la prima volta che adottate questa tecnica, che magari aiuta a rompere una spirale negativa.
Ovviamente non è il caso di dargli troppa importanza, perché il rischio è quello che capisca di avere in mano le chiavi della macchina, e inizi ad usarle a piacere. Quindi attenzione.
Se si sta instaurando un meccanismo del genere, forse è il caso di adottare una misura ancora più forte. Se ad esempio stavate guidando per andare a trovare la nonna, allora dichiarate che non è possibile andare avanti in quel modo, e quindi girate la macchina e tornate a casa. Telefonate alla nonna per cancellare l’appuntamento. Per quanto spiacevole, è una di quelle mosse che occorre fare una volta sola nella vita. Quando vostro figlio vedrà che siete terribilmente seri sull’argomento, non oserà correre il rischio che possa avvvenire una seconda volta.

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13 COMMENTI

  1. In macchina non si va senza cintura. A casa nostra è sempre stato così scontato che credo sia l’unica regola mai messa in discussione.
    Vedo con stupore che invece in altre famiglie non è per niente così. .. ma la posta in gioco è troppo alta. Sui nonni capitolo a parte, quanti viaggi nella mia infanzia sdraiata sul sedile di dietro a provare a dormire, difficile far passare il concetto “non si fa. Mai. E basta”

  2. Ahi ahi ahi, Lorenza come ti capisco!!! Per fortuna il papa’ di TopaGigia in macchina e’ come me, ma quante volte mi sono trovata a dover fare compromessi su cose sulle quali non ero assolutamente d’accordo!!! Certo, sulla sicurezza avresti una buona arma: le minacce. Dici a tuo marito e tua suocera che se succede qualcosa tu fai loro altrettanto e poi li denunci. In fondo la legge e’ dalla tua parte…. In bocca al lupo, so bene che fare delle battaglie educative senza il giusto appoggio in casa e’ un delirio

  3. Questo è propio il post che cercavo….
    Grazie…lo farò leggere a IlMaritoIdeale e insieme cercheremo di iniziare Second al seggiolino. E pensare che l’ovetto lo adorava.
    First non ha mai creato di questi “problemi”…al max soffriva il mal d’auto…uff

  4. Io ancora mi ricordo un viaggio verso la Val d’Aosta: partiamo alle 4 del mattino per sfruttate molte delle ore di sonno del Sorcetto… ma lui resta sveglio da Civitavecchia a Cervinia………… Sono arrivata sfinita e lui è crollato addormentato alle 19 proprio mentre stavamo per goderci la prima cena in albergo…
    Tranquilla Stranamamma, quelli narcolettici noi non li conosciamo!

  5. Ma alora esistono i bambini che urlano in macchina!!!!! Pensavo di essere la sola fortunata, circondata da genitori cui è toccata in sorte pupo narcolettico non appenna acceso il motore dell’auto.
    Il mio ha pianto quasi due anni a meno che non si partisse alle 5:30 del mattino e fosse caricato in pigiama (e lo abbiamo fatto più volte).
    Se era buio gli facevano paura le luci dei fari o le gallerie, di giorno, da buon amplificato, si scocciava e dimenava come un posseduto. In più c’è l’aggravante che soffre il mal d’auto, giusto per non farsi mancare nullla….
    L’ho sempre legato e su questo non si discute ma che fatica!!!! Ha iniziato a smettere di frignare da quando ha iniziato ad interessarsi a quello che vede fuori dal finiestrino, verso i 2 anni. In ogni caso per viaggi lunghi o percorsi tortuosi che favoriscono il mal d’auto continuiamo a preferire le levatacce…giusto per star tranquilli….

  6. Mio figlio è un super amplificato, iperattivo, contestatore, arrabbiato a priori … eppure si è puppato fino a 5-6 ore di auto consecutive senza chiedere di essere slegato. Per questo mi permetto di dire che tutti i bambini possono riuscirci. Poichè sia io sia suo padre siamo fanatici della sicurezza in auto, per lui è sempre stato chiaro che auto significa cinture (per tutti, ovviamente!).
    Allo stesso tempo sono diventata bravissima a preparare il kit anti-noia: cibo sfiziosetto degno di un pic-nic (lui non ama mangiare ma quando non c’è di meglio da fare …), libri con attività varie (tipo “cento attività da fare in auto/in treno”) che devono essere tenuti rigorosamente nascosti fino alla partenza, giochi elettronici (non mi fanno impazzire ma lui li usa davvero poco), autoradio con le canzoni preferite.
    La premessa è che lui sia perfettamente informato delle tempistiche del viaggio: ora precisa di partenza, quante ore si prevede di viaggiare, se ci saranno delle soste, città che verranno attraversate, aggiornamento ad ogni ora di viaggio trascorsa… Lo so è un fanatico dei numeri ma alle volte sfruttare le manie dei bambini può portare a qualche risultato. A volte …

    • Marzia… questo che descrivi è il Sorcetto!!! Prova anche a dargli in mano un navigatore, lui ci passa le ore a seguire la strada sullo schermino confrontandola con la vista reale dal finestrino… infatti ha sviluppato un senso dell’orientamento di parecchio superiore a quello della mamma.

  7. Penso che ci vorrebbe qualche “bottarella” in più. Tempo fa, non so più a che programma, ho visto una pubblicità che dovevano diffondere in spagna, sulla sicurezza stradale, 3 ragazze in macchina, quella alla guida si mette a scrivere un sms, sbanda, scontro, e si vede tutto, la testa contro i vetri, quella davanti che finisce addosso al cruscotto, l’osso del collo che si spezza… Dura, durissima, ma mi ha ricordato quando un padre mi raccontava che il figlio non la smetteva di camminare in equilibrio su un muretto troppo alto, e la madre con leggerezza lo lasciava fare “sennò urla”. Un giorno si è deciso, ha preso un uovo, e gli ha detto “vuoi vedere che fine fai se cadi? ecco”. La faccia arrabbiata e seria del padre e l’uovo spiaccicato in terra hanno fatto effetto. E mi ha detto che se servirà lo riuserà, uovo sulla macchinina e scontro frontale in casa.
    Quando i figli si ostinano va bene, devono farsi sentire, ma quando sono gli adulti a sorvolare sulla sicurezza di chi dovrebbero proteggere… Allora forse qualche pubblicità shock non fa male!

  8. Eh, la mia regge bene solo i viaggi brevi.
    Sulle tratte lunghe dopo un po’ smania, si agita, urla e si divincola. Dai 18 mesi imparato a togliere le braccia dalla cintura, sia sul passeggino che sul seggiolino.
    Quest’estate quando andremo al mare cercherò di insistere, il problema sono mia suocera e mio marito che sono per il “ma slegala, che vuoi che succeda?”.
    Sulle questioni di disciplina sono sempre in minoranza, del genere “padana di ferro” vs “volemose bbene”. E hai voglia combattere, se non c’è una linea coerente si ha già perso in partenza…suggerimenti?
    Ciao ciao
    Lorenza

  9. IO sono fortunata, ora…
    Sara ha pianto per 6 mesi in macchina, di mattina presto ancora me la cavavo, dal pomeriggio in poi era un inferno: urlava disperata, punto. Mi fermavo, la consolavo, allattavo, poi ripartivo e ripartiva anche lei. Tante volte ho pianto anche io. Non c’era niente che funzionava. Poi a 6 mesi ho comprato il seggiolino rivolto nel senso guida, confesso che ancora non aveva raggiunto il peso, ma ero al limite. E’ passato, qualche piagnucolio ancora, poi basta. E mai, dico mai, mi ha chiesto di non legarla, mai ha fatto storie, ora non le piace tanto il seggiolino dei grandi perché non è comodo uguale, ma mai si è sognata di chiedermi di slegarla. Quando arriviamo mi chiede se può sganciarsi. Nel tran tran dei primi mesi con Alessia una volta mi sono dimenticata di allacciarle la cintura e lei appena se n’è accorta me l’ha urlato. Se parto senza legarla me lo dice. Ho persino dovuto convincerla a uscire dal garage senza cintura (la sua portiera è attaccata al muro, sale dall’altro lato, si siede, esco, lego) perché non voleva.

    Alessia uguale a lei, mesi di urla. Se la caricavo sfamata, un po’ stanca (abbastanza da addormentarsi) ma non troppo, allora dormiva, sennò urla su urla. Ora anche lei girata (con lei ho aspettato 9 mesi) e anche lei per ora non un problema con le cinture. Spero continui!

    Io da parte mia ho sempre spiegato a Sara il perché la legavo, e sempre è stato scontato che non legarla non è nemmeno in discussione…

  10. Cantavo.
    Quando cominciavano a lamentarsi, io cominciavo a cantare.
    Ancora mi ricordo delle vacanze da incubo, al ritmo de “la vecchia fattoria” 🙂

  11. Mi è capiato anche di dovermi fermare perchè il bimbo, già sui 3 anni, per piangere per capriccio è arrivato a vomitare tutto il vomitabile. Il seggiolino dopo mesi e non so più quanti lavaggi ancora puzza…

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