La merenda giusta

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La merenda, un’abitudine ottima, non solo per i bambini, ma anche per gli adulti. Impariamo a scegliere gli alimenti più corretti.

foto di Susana Fernandez utilizzata con licenza Creative Commons
foto di Susana Fernandez utilizzata con licenza Creative Commons

La dottoressa Cecilia Verga Falzacappa, biologa nutrizionista, dottoressa in endocrinologia e medicina molecolare e specialista in patologia clinica, ci offre un vademecum sulla merenda, valido per i bambini, ma anche per noi adulti.

Intervallare lo spazio tra i pasti principali è utile a mantenere il metabolismo alto, permette una buona gestione della risposta insulinica, sfavorisce l’abitudine alle “abbuffate” ai pasti principali.

Ma quale è la merenda giusta?
Esistono delle regole di base, che si avvicinano molto a quelle che abbiamo già elencato parlando di alimentazione sana, e delle regole specifiche per esigenze particolari.

Al momento giusto

lo spuntino deve intervallarsi tra i pasti principali, utile a spezzare la fame e garantire i giusti livelli di energia. Non avviciniamolo troppo né al pasto precedente, né a quello successivo. Il tempo ideale di distanza è di 2 ore e mezzo/3.

La cosa giusta

Lo spuntino deve essere digeribile, deve dare una buona quota di energia ma non alzare troppo lo zucchero del sangue o ci si ritroverà con gli occhi a mezz’asta nel giro di mezz’ora.
Quindi perfetta la frutta fresca, magari accompagnata da cioccolata fondente o frutta secca a guscio. Ottimo anche lo yogurt, una fetta di pane e cioccolata o pane e marmellata senza zuccheri aggiunti. Anche il panino con una fetta di prosciutto ogni tanto può andare bene.

E le merendine? Le merendine non sono il cibo migliore. Hanno un elevato contenuto di zuccheri, che, oltre ad esporre i bambini al rischio di obesità e diabete, li renderanno dipendenti da quel tipo di alimento. Non forniscono molti nutrienti, e spesso sono ricche in grassi idrogenati. Cerchiamo di usarle una volta ogni tanto.

La merenda per lo sport

Mai mangiare nelle 2 ore precedenti l’attività sportiva, e soprattutto non mangiare proteine, che necessitano di una digestione più complessa e lunga.
Ciò non vuol dire rimpinzarsi di cose dolci, anzi. Fornire zucchero prima di un allenamento può portare ad un abbassamento delle energie nel giro di mezz’ora, a causa dell’ipoglicemia conseguente la risposta insulinica.
Cosa possiamo dare quindi a un bambino che, ad esempio, deve fare una lezione di nuoto? Frutta secca, cioccolata fondente, anche subito prima o durante l’allenamento.
E dopo? Dopo lo sport, ricordandoci che spesso l’attività sportiva dei bambini non è così intensa e prevede dei periodi di riposo e sosta, è bene reintegrare rapidamente, nella prima mezz’ora, con zuccheri semplici.

– di Cecilia Verga Falzacappa –
drceciliavergafalzacappa @ gmail.com
facebook: dottoressa verga falzacappa

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