Manutenzione straordinaria della casa: i tessuti

1

rotoli-stoffaAbbiamo recentemente parlato dei trucchi della casalinga pigra per la manutenzione ordinaria e straordinaria, ovvero dipingere pareti della casa adesso che è primavera. Oggi aggiungiamo un capitolo di manutenzione straordinaria, ovvero come rinfrescare o ridecorare utilizzando dei tessuti che ci piacciono, il tutto all’ insegna del massimo WOW col minimo sforzo. Perché pulire bisogna pulire, imbiancare a volte bisogna imbiancare, ma la gratuità di un’ azione senza la minima necessità pratica, se non il suo piacere estetico, fa parte a mio avviso del tema del mese, con le piccole bellezze dei nostri figli che spataccano le piccolissime bellezze dei nostri arredi e in qualche modo bisogna compensare.

Colori, candeggina e tinture

Nulla dà una rinfrescata veloce a un ambiente quanto un cambiamento di tessuti. Io poi li adoro da sempre, come ho già detto in varie occasioni. Per questo cerco sempre, dove possibile, di mettere le tende con i passanti e cerco di comprarne sempre qualcuna che mi piace ai saldi o di scambiarmele con le amiche. Con la scusa di lavarle se ne mettono di nuove e la casa cambia aspetto. (Lo stesso vale anche per lenzuola e coperte, ogni tanto la mia amica si stufa del colore e ce le scambiamo. Oppure tingo le mie in lavatrice con il colore apposito e il sale).

pieghe-divanoL’ultima impresa in cui ci stiamo imbarcando è la tintura del divano ancora da comprare: siccome non hanno una stoffa che ci piaccia e stia bene con il resto, maschio alfa ha accettato di comprare la fodera semplice in cotone bianco e tingerla noi, a patto di fare le prove. E così ho comprato alcuni cuscini con la fodera di quella stoffa e per la prima volta in vita mia ne ho tinto uno in rosso e uno in turchese, ma proprio pesando la stoffa e segnandomi il peso di preparato colorante utilizzato, in modo da replicare scientificamente la sfumatura prescelta quando avremo tutto il divano e la fodera completa. Cosa totalmente contraria allo spirito della casalinga pigra che quando le prende la botta di creatività va a sentimento, ma con il coinquilino preciso tocca sacrificarsi. I colori sono venuti bellissimi e quello che maschio alfa non sa è che tingeremo la fodera con uno, ma poi terrò d’ occhio le svendite per ricomprarmi una seconda fodera che tingerò nell’ altro. Quale per prima non lo so, andrò a sentimento.

Un’ altra tecnica è quella di diluire la candeggina in poca acqua e decorarci delle stoffe giocando sul fatto che le parti bagnate di candeggina diventano bianche. Si può metterla in uno spruzzino, coprire la stoffa da decorare con delle mascherine da stencil o con oggetti sagomati pesanti (che non si rovinino con la candeggina) in modo che coprano le parti che vogliamo lasciare del colore originario.

Potete anche più semplicemente disegnare righe a mano libera che poi diventeranno bianche. Fate attenzione a non pasticciare, si fa in un attimo a macchiare di candeggina se stessi o le parti che volevamo mantenere del colo

Senza cucire con spille, nastri e collare originario.

pinzatura-cuscinoA parte le tinture, adoro comprare ai mercatini dei grandi tagli di stoffa da arredo o da tovagliato quando li trovo a poco. Li uso come tovaglie senza neanche fargli l’orlo (o se devo proprio farlo stiro il nastro adesivo apposito) o come gran foulard per rinnovare divani e poltrone. Con alcune spille da balia nascoste in angoli strategici stanno su meglio e non si spostano a ogni seduta (tranne se ci lasciate mio figlio Orso a piede libero, il cui sport preferito è camminare sullo schienale del divano aggrappandosi al quadro più grosso, pesante e tentennante che abbiamo in casa e ogni volta mi viene un colpo e lo vedo decapitato dal vetro. Ma anche in quel caso, contro gli schizzi di cervelletto sul divano, basterebbe cambiare fodera e via).

Queste stoffe, stoffine e stoffette si prestano anche a un’altra tecnica di decorazione. Gli appassionati della decorazione e decoupage trendy ormai conoscono benissimo il Mod Podge (ce l’ho persino io), la colla magica per attaccare e sigillare carte e stoffe su qualsiasi superficie. Ma sappiate che basta aggiungere il 50% di acqua al vinavil per ottenere lo stesso effetto.

Per decorare superfici piatte, come i frontini dei cassetti (togliendo prima eventuali maniglie o altri accessori), scatole, copertine di libri eccetera, basta pulirli bene, usarli come forma per ritagliare un pezzo di stoffa liscia o carta della forma necessaria più l’orlo. Con un pennello piatto coprire la superfice in questione col Mod Pogde o la colla diluita, stenderci la stoffa prescelta sopra, passarci bene le mani dal centro verso gli orli per far aderire bene il tutto e far uscire le bolle d’aria, e una volta che non dovete più muoverla o spostarla o fare correzioni, sempre con il pennello o la spugnetta ripassate uno strato protettivo sopra. Asciugandosi spariscono eventuali strie bianche dovute al pennello.

Se al posto della stoffa usate una carta sottile decorata, stropicciarla leggermente tra le mani aiuta a far assorbire meglio la colla, e le strie della stropicciatura, una volta ben stesa e fissata, spariscono.

Parati volanti

Una cosa del genere si può fare applicando la stoffa direttamente alla parete, per esempio per creare una testiera al letto, o una tappezzeria volante, ma in questo caso non usate la colla ma l’ amido.

Ci vuole sempre un tessuto liscio e non eccessivamente pesante, che va bagnato pezzo pezzo in una bacinella di appretto sciolto nell’acqua (va bene anche l’amido normale da cucina) e mano a mano che viene applicata sul muro (anche qui potete prima tenerla su intera in modo provvisorio con il nastro adesivo da imbianchino, avendo l’accortezza di lasciarvi l’orlo asciutto, che poi bagnerete al momento con una spugnetta). A questo punto viene fissata passandoci sopra il ferro da stiro caldo. Ripassate una seconda volta gli orli e resta su anche dei mesi. Quando la vorrete togliere basta staccare delicatamente da un angolino poco visibile e piano piano toglierla tutta pezzo per pezzo. Il muro non viene danneggiato e si fa più in fretta così che a dipingere, se si vuole cambiare un dettaglio.

Tappezzeria volante

Se invece volete fare un lavoretto più preciso per rifoderare un divano, poltrona o sedia dalle linee non troppo elaborate, basta una pinzatrice di quelle da bricolage per il legno. Per spostare un divano letto pesantissimo al piano di sopra una volta ho dovuto smontarlo e staccare le viti che fissavano la rete al resto. Ho così visto che da dentro la tappezzeria era fissata con i punti di metallo. E se lo fanno in fabbrica, posso farlo anch’io.

Detto fatto, ho preso una stoffa bellissima al mercato, calcolandomi alla perfezione la quantità necessaria per coprire con il minimo numero di tagli tutto il cassone del divano. Purtroppo mi ero dimenticata la quantità per rivestire i cuscini e al mercato si sa com’è, la settimana successivo quel rotolo è finito. Ne ho dovuto prendere un’altra, del quantitativo giusto (per calcolare, smontate il divano in tutti i pezzi che potete svitare, fatevi un disegnino con tutte le misure, anche degli spessori, e poi mettete insieme il tutto, cercando di abbondare per gli orli e di ottimizzare le varie lunghezze che si possono combinare in base alla larghezza della stoffa (per tendaggi e mobili, in genere 240 cm. Ma ce ne sono anche di più larghi).

A questo punto in due si prende il pezzo più grande, cominciate a drappeggiarci intorno la stoffa facendo qualche punto provvisorio per tenerla insieme agli angoli. Il trucco è di tendere bene senza storcere il disegno della stoffa. Ma bisogna sempre tirare bene la stoffa per evitare pieghe successive. Una volta fissato si cominciano a pinzare tutti gli orli, segnandovi o bucando direttamente i punti dove andranno le viti e i fermi per rimettere insieme il divano.  Negli angoli si fanno delle belle pieghe precise come quelle della carta da regalo.

Per rivestire i cuscini ci sono due opzioni. O sapete cucire e allora con la stessa stoffa vi cucite le fodere. Oppure come me non sapete cucire, e allora vi prendete dei pezzi di mdf o multistrato di dimensioni un po’ più piccole di quelle del divano, e usando quelle come base ci inchiodate con la pinzatrice la stoffa nello stesso modo con cui avete fatto il resto.  E se non avete voglia di fare neanche quello, riprendete la scatola delle spille da balia e fissate la stoffa ai cuscini dal lato di sotto e pace.  In tutti e tre i casi potete sempre spinzare il tutto se qualche volta volete lavare le federe dei cuscini.

Tutto questo lo potete fare anche con le sedie. Se in questo caso, per esempio negli schienali, non avete un lato nascosto sotto cui imboscare orli e punti, dovete semplicemente ripiegare l’orlo e pinzare lungo il bordo, dopo di che vi prendete una spighetta o una passamaneria coordinata e ce la incollate sopra. Lo ha fatto il tappezziere costosissimo a cui mia madre aveva affidato le sedie da pranzo della nonna, non lo potete fare voi?

Come vedete, chi non sa cucire, non sa tappezzare, non sa dipingere, ma ha voglia di provarci, può farlo con un minimo di preparazione per sfogare la propria fantasia. Che la creatività è una bella cosa, ma la Casalinga Pigra non può smentirsi totalmente e il tempo che così mi avanza posso starci sdraiata, sul divano, con un libro, invece di sudarci imbucata sotto alla ricerca della vite perduta.

– di Mammasterdam

(foto credits @ Ismael De la Riva )

Prova a leggere anche:

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO