Manuale della brava mamma. Uno: saper mentire

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Foto Lee Lilly utilizzata con licenza Flickr Creative Commons https://www.flickr.com/photos/the00rig/3583078748/
Foto Lee Lilly utilizzata con licenza Flickr Creative Commons https://www.flickr.com/photos/the00rig/3583078748/
Oggi all’asilo del Vikingo c’è stata la festa di fine anno. Il programma prevedeva una bella festa in giardino, con splendide decorazioni di palloncini colorati e fiori di campo. Visti gli ultimi due giorni di pioggia ininterrotta e una temperatura di 10 gradi, nessuno ci sperava più, ma quando un raggio di sole è riuscito ad inserirsi in un pertugio tra le nuvole, da bravi svedesi hanno gridato “PRIMAVERA!” e giardino fu. I genitori seduti fuori in attesa dei bimbi. I bimbi iniziano ad uscire dalla porta in fila indiana. Dai più grandi ai più piccoli si vanno a posizionare come da copione su due file ordinate. Tutti. Quasi tutti. Il Vikingo uscendo inizia a fare bleableablea con la lingua e esce dalla fila con aria scanzonata dimenticandosi le prove fatte. Viene ripescato e rimesso nei ranghi. Silenzio. Iniziano a cantare. Inni alla primavera e canzoncine mimate. Tutti i più grandi cantano. I più piccoli muovono distrattamente la bocca o agitano le manine. Il Vikingo niente. GG mi dice che in fondo anche i più piccoli non stanno cantando. Non so come mai ma l’idea che i bimbi di un anno e mezzo non stiano cantando non mi consola di molto. Lui mantiene lo sguardo fisso verso me e GG, e le labbra rigorosamente immobili, paralizzate dalla timidezza. Finisce il tutto sulle note stonate di “Mamma mia” degli Abba, tormentone dell’anno. I bambini tirano in aria i palloncini e corrono ciascuno dai propri genitori. Il Vikingo ci raggiunge con un sorriso a 20 denti.
– “Tesoro!” esclamo abbracciandolo.
– “Abbiamo cantato la canzone, mamma!”
(abbiamo? HANNO cantato la canzone!) “Si, ho sentito, siete stati bravissimi!”

Regola numero uno: una mamma deve saper mentire.

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4 COMMENTI

  1. AH AH AH!!! mi avete fatto venire in mente la mia prima gara di sci (sinceramente non sono mai stato, neanche da grande, un amante delle competizioni). A meta’ percorso mi sono inchiodato sull’ unico pezzetto di terra scoperto, ho perso tanto di quel tempo che sono arrivato ultimo. Mia madre all’arrivo era tutta entusiasta… “Bravissimo”, diceva, “sei arrivato primo”… pudore: ZERO. Beh, tuttoggi, dopo quasi trent’anni, mi ricordo ancora del suo sorriso e del suo abbraccio all’arrivo; lo sapevo perfettamente che non ero arrivato primo!
    Evviva le sane bugie!

  2. eh ti capisco, anche se io con il mio (finora)unico maschietto, giovanni (percHé te lo posso dire le femmine – almeno le mie – è più difficile che stiano mute a una recita…o mute in ogni caso…!)non ho resistito e gli ho chiesto come mai non avesse cantato…e lui candido mi ha risposto “non mi andava”!!!! “Beh ma almeno ti sei divertito?” sì” bene, l’importante è quello!!! anche noi!

  3. beh, non è mentire, è incoraggiare…e anche insegnare che le cose è bello farle così, senza dover essere i bravi che corrispondono al modello perfetto. ne so qualcosa, recite a scena muta, gare di sci finite a palla di neve, partite di basket giocate facendo da canestro per gli altri…ma a poco a poco qualche soddisfazione si prende,loro le prendono, divertendosi, senza stupidi stress da prestazione (vedo mamme angosciate perché i loro figli canano solo nel coro e non fanno da solisti, bleah)

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