Mamme senza tacchi

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I libri sulla mammitudine un po’ sgangherata di questa epoca stanno proliferando. Che siano libri scritti da mamme-blogger o no, in quest’ultimo anno hanno conosciuto un’impennata di uscite editoriali e, in alcuni casi, anche di grande successo.
Ma ce n’è uno che considero un po’ un capostipite, un libro umoristico e liberatorio che racconta la maternità come è e non come si vorrebbe che fosse: “Le mamme non mettono mai i tacchi” di Luana Troncanetti (Boopen editore).
Se vi sembra che questo tipo di libri si assomiglino un po’ tutti (ma, in realtà, non è proprio vero!), questo è al di sopra di ogni sospetto: è stato scritto nel 2007 (poi c’è stata una nuova edizione nel 2009), quindi, per i tempi del web, è… roba vecchia! Ebbene no: consideratelo un classico!

L’autrice, che è una scrittrice prima di essere una blogger, è essenzialmente un’umorista: ha scritto in antologie squisitamente comiche ed ha vinto, prima e finora unica donna, il Premio Troisi nel 2009.
Il libro, quindi, fa ridere: e questo è un gran punto a suo favore, perchè fa davvero ridere! Ma non fa soltanto ridere. Perchè una donna intelligente ed ironica si rende conto che, è pur vero che se la maternità non la prendi con un po’ di buonumore, può sembrare un’impresa impossibile, ma, in certi casi, c’è anche ben poco da ridere.

Questo è anche un libro sui bambini amplificati, perchè Superboy, il funambolico figlio della “staccata” (donna senza tacchi), è evidentemente un esempio di amplificato di prim’ordine! E’ per questo, probabilmente, che “Le mamme non mettono mai i tacchi” mi sta molto a cuore: ha, in fondo, uno scopo comune con gli articoli pubblicati su questo sito sui bambini amplificati e cioè tendere una mano ai genitori per far sapere loro che non sono soli e non stanno proprio sbagliando tutto!

Direi proprio che è ora di pensare ai regali di Natale, spero di avervi dato una buona idea!

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5 COMMENTI

  1. Nelle nostre tragicomiche esperienze di mamme c’è un fattore che ci unisce, un lui angelicamente terribile che mette alla prova capace di stressare anche le più pazienti e motivate. Se non la si prende un po’ a ridere si soccombe. Grazie Lu’
    francesca

  2. Quanto ha ragione Luana! Io, a dire la verità, non sono mai stata in grado di camminare sui tacchi, però un misero tacco 5, max 6, per qualche occasione me lo concedevo….dopo il Tato solo raso terra….
    Altra cosa, mi sono convertita alle borse a tracolla, perché con i microbauletti che ci fai al parco giochi????

    StranamMamma

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