Il libro del cuore: consigli di lettura per bambini

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Tutti siamo stati bambini e tutti, nessuno escluso, abbiamo avuto un libro del cuore che ha accompagnato la nostra infanzia.

foto di GlobalPartnership for Education in licenza Creative Commons su Flickr
foto di GlobalPartnership for Education in licenza Creative Commons su Flickr
Merilù ha 26 anni, è appassionata di letterature per bambini e ragazzi e i suoi studi in comunicazione ed editoria l’hanno portata a scrivere con competenza e passione di libri per l’infanzia.
Il suo blog Spulcialibri si occupa proprio di questo, e lo cura mentre attende di lavorare in una casa editrice e, naturalmente, di allevare ornitorinchi.
In questo post, teneramente personale, sono “nascosti” moltissimi suggerimenti di lettura per storie che potranno essere il “libro del cuore” di molti bambini. Quindi pensate al Natale alle porte e fatevi colpire dalla suggestione per scegliere un libro.

Un altro modo di consigliarvi i libri a cui affezionarsi e con cui crescere.

Che fosse un classico di seconda mano dalle pagine ingiallite, un elegante albo illustrato ancora profumato di nuovo o magari un pop-up con il nastrino sfilacciato, poco importa: è diventato il nostro lui, l’unico e il primo, quello di cui ci siamo innamorati perdutamente e che ci ha permesso di scoprire le curiose creature dalla copertina colorata che popolavano la nostra casa.

All’inizio c’era bisogno della mamma e del papà o della maestra per capire, esattamente, cosa volesse dirci quel libro. Erano soprattutto i disegni a parlare con noi, a spiegarci cosa stava accadendo, a raccontarci storie stupefacenti ambientate in mondi altrettanto incredibili.

Poi siamo cresciuti un pochino e abbiamo cominciato a leggere da soli. Lui ha trovato una lei, e a un compleanno ci hanno regalato un altro lui, mentre in biblioteca ci arrampicavamo tra gli scaffali per prendere in prestito un’altra lei.Più passavano gli anni, più i libri si moltiplicavano e la cameretta diventava troppo stretta per farli stare tutti, ordinatamente, impilati. Allora abbiamo capito che una vita sola non sarebbe stata sufficiente per divorare una simile immensità, che dovevamo sbrigarci. Se il giorno non bastava avremmo letto di sera, e così fu: il nostro lui dell’adolescenza divenne sgualcito a forza di riletture sotto alle coperte e ci tenne svegli, eccome se lo fece, lasciandoci lì, con la testa ciondolante e il cuore pieno di sogni, fino alle ore più proibite della notte.

Ora io sono cresciuta un altro po’ e spesso mi capita di incontrare vecchie amiche e conoscenti, sposate o con pargoli. Guardando i loro bambini mi chiedo se un giorno diventerò mamma anche io e mi domando se saprò trasmettere ai miei figli l’amore per la lettura.

Vorrei che fosse un processo del tutto naturale, come lo è stato per me. Quando tornavo a casa da scuola, a volte, la mamma mi lasciava un libro appoggiato sul cuscino. Era sempre una scoperta, un dono inaspettato, ed è stato così che ho conosciuto le storie meravigliose che mi hanno aiutata a diventare quello che sono, che hanno contribuito a definire il mio carattere, dato un senso alla mia esistenza e guidato le mie scelte.

Mi piacerebbe che anche i miei futuri figli potessero viaggiare lontano, con il solo ausilio di un guanciale e delle pagine di un libro. Vorrei che Astrid Lindgren fosse la loro madrina e che li conducesse ogni estate all’ L’isola dei gabbiani, tra i paesaggi struggenti e incantevoli della Svezia e la natura selvaggia di un’infanzia infinita. Amerei molto una baby sitter come  Pippi Calzelunghe che insegnasse loro la determinazione e la sregolatezza, il potere sfrenato della spontaneità e la dolce semplicità di ciò che è autentico. Non desidererei altro che portarli nella libreria del signor Coriandoli per poi ripescarli in soffitta a leggere La storia infinita e niente mi renderebbe più felice di chiacchierare amabilmente con il signor Barrie, ogni sera, mentre Peter Pan gioca ai pirati con loro. Prima di andare a letto Michael Ende potrebbe offrirci un buon bicchiere di Grog di Magog e tanto basterebbe a tutti noi per trascorrere una favolosa e scoppiettante Notte dei desideri.

In caso di incubi ci penserebbe il GGG a scacciarli via e credo che il  Piccolo Principe potrebbe portarci a spasso per il suo pianeta quando ci sentiamo tristi o soli. Se poi i bambini dovessero arrabbiarsi e litigare, be’, sono sicura che Maurice Sendak troverebbe un posticino dove sistemarli, da qualche parte Nel paese dei mostri selvaggi.

Anche a scuola non ci sarebbero troppi problemi, visto che Inkiostrik sarebbe costantemente acciambellato in un angolino del loro banco per controllare che non si mettano a copiare. Niente paura se un giorno dovessero rincasare con la fissa di un animaletto domestico: chiederò a Beatrix Potter di prestarmi  Peter coniglio o Nutkin Scoiattolo e nella peggiore delle ipotesi basterà un  Carezzalibro per far finta di avere un soffice amico da coccolare.

All’ora di cena niente di meglio di un gustoso piatto di  Prosciutto e uova verdi  e, dimenticavo!, magari anche una nutriente bistecca di squalo, anche se ci vorrebbero Sette giorni a Piro Piro per finirla tutta. Prima di andare a letto dovrò costringerli a lavarsi i denti e immagino che mi occorreranno molta pazienza e l’aiuto di Guidonemangia terra e gli Sporcaccioni per venire a capo di una simile impresa.

Infine, sarà il momento di dormire. E prima di dormire – è una sacrosanta verità – ci vuole proprio  una storia. Un libro per applaudire, come quello di Hervé Tullet, per esempio, o un libro magico per sognare, come  Harry Potter e la pietra filosofale , ma c’è l’imbarazzo della scelta, per ogni gusto e capriccio, per ogni pelo del Mostro peloso , finché genitori e bambini non si mettono d’accordo.

Molti sono convinti che l’infanzia sia una fase della vita che inizia e finisce ma si sbagliano di grosso: è una stagione inesauribile, un modo affascinante e travolgente di guardare il mondo, e i libri sono i migliori occhiali da indossare, i compagni perfetti per un viaggio al di là del tempo e dello spazio, l’unico, vero incantesimo funzionante per tornare bambini ogni volta che lo si desidera.
Regalate ai vostri figli un libro: teneteli tra le braccia mentre glielo leggete, stringete loro una mano mentre vi addentrate tra le pagine e non abbiate paura, perché una volta imparato a sognare non si dimentica mai più. Questo è leggere ed essere piccoli, ma anche un po’ grandi, e un giorno non troppo lontano i vostri bambini saranno adulti, anche loro.

Con un primo lui o una prima lei custoditi per sempre in fondo al cuore, e sarà solo grazie a voi.

– Merilù Lanziani di Spulcialibri recensioni di libri per bambini

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