Leonardo e l’enigma di un sorriso

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leonardo-gcLa Staccata: Sì, sono io  è un’idea della Lapis edizioni. Consiste in una collana di racconti storici sui grandi protagonisti dell’arte, della scienza, della letteratura quando “grandi” ancora non erano. Il risultato è godibilissimo perché  umanizza i grandi geni del nostro passato e li rende più a portata di comune mortale.

Leonardo e l’enigma di un sorriso narra dell’infanzia e adolescenza di un genio che, nonostante un’educazione e istruzione piuttosto approssimativa ricevuta in campagna nella casa dei nonni, ci ha regalato le maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell’arte e della conoscenza.  Figlio illegittimo del notaio ser Piero da Vinci, a 12 anni lascerà le rassicuranti braccia del suo microcosmo infantile per entrare nell’ intrigante Firenze dove, tra grandi artisti e un misterioso furto, scoprirà finalmente la sua strada.

A metà fra il romanzo e la biografia, è un libro estremamente affascinante opera di Janna Carioli, un’autrice che scrive libri per ragazzi, spettacoli teatrali, canzoni e dirige un free press d’informazione per bambini. I suoi libri sono stati inseriti nel White Ravens, la selezione annuale delle migliori 250 opere al mondo.

Consigliato a partire dai 10 anni.

leonardo e l'enigma di un sorrisoSuperboy: questa è la storia di Leonardo da Vinci, non proprio tutta ma un po’ sì. Racconta in particolar modo dai 12 ai 14 anni di questo ragazzo al quale piaceva tantissimo disegnare. Lui chiamava Caterina (la sua madre naturale) con il suo nome e non “mamma” perché il padre e lei si sono divisi quando lui era piccolo. Il padre si era risposato con una persona che in seguito al parto è morta (che era molto frequente perché nel 1400 molte donne morivano di parto perché non c’era l’igiene giusta) e poi si è sposato di nuovo.

Lui era un figlio illegittimo (cioè non era figlio di due persone sposate) e allora il padre lo è andato a cercare dopo tanto tempo e nel frattempo lui viveva a Vinci (per questo si chiama Leonardo da Vinci, credo).

Il padre lo voleva portare a Firenze, anche se Leonardo era affezionato a Vinci, perché si era accorto che aveva un talento nascosto e incredibile. A me non sembra giusto che ‘sto papà ciccia fuori come un fungo all’improvviso, solo perché si accorge che poteva guadagnarci soldi.

Secondo me un papà e una mamma dovrebbero amarlo, un figlio, e curarlo di più e non solo quando gli va o gli conviene. Praticamente ha passato più tempo con i nonni e con Caterina che con il padre. Non credo che i miei genitori divorzieranno, ma se succedesse vorrei stare con tutti e due.

Mamma mi ha detto che Leonardo da Vinci è stato uno degli uomini più geniali dell’umanità (io non lo sapevo) però leggendo questo libro a me ha dato l’impressione che non era poi così genio: pensava a disegnare ma non curava le invenzioni (prima di andare a Firenze, s’intende). Questo libro è interessante perché potrebbe essere una storia di oggi di un ragazzo di campagna che sembrerebbe normale e invece il “ragazzo normale” è un Grande.

Quindi significa che in ognuno di noi potrebbero nascondersi un talento o un genio. Mia nonna mi ha detto che Einstein, quando era piccolo era un somarello in matematica, invece ha inventato E = mc2 che è la teoria della relatività. E ti pare poco per uno che da piccolo era una schiappa in matematica?!

I geni secondo me sono simpatici, a parte quelli che vogliono avere sempre ragione e non sono per niente geni. Questo libro rende Leonardo più umano, più normale e quindi più interessante di quello che ti raccontano i libri ufficiali.

Una figura importantissima è sua madre, cioè Caterina. Suo padre per Leonardo è importante, il contrario non credo perché aveva chiesto a Leonardo di dipingere una ruota e lui aveva fatto un lavoro bellissimo, sembrava un dragone che usciva da un buco nel legno e sembrava vivo. Al padre all’inizio era piaciuto però il giorno dopo ha detto a Leonardo che l’aveva venduto per 100 ducati. Questo dimostra che al padre, in realtà, non è che gli importava molto di lui.

Secondo me questo libro andrebbe letto per avvicinare i genitori ai figli e, per i bambini, riflettere se si vuole diventare pittori o pittrici (prima non si poteva diventare pittrici, nel 1467, le donne dovevano stare in cucina e non lo trovo giusto). Quindi è interessante perché racconta di un’epoca in cui avvenirono molti cambiamenti un po’ per tutti. E’ un libro storico come quelli che abbiamo a scuola però è più divertente.

Lo consiglio a partire dagli 8 anni in su.

– de La Staccata

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2 COMMENTI

  1. I miei bambini sono ancora troppo piccoli per leggerlo- 4 e 2 anni e mezzo – ma l’idea mi sembra ottima e la recensione di Superboy è magnifica!
    Non è che esistono libri del genere pensati per i più piccoli? 🙂

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