L’intervista: la parola a papà Plinio

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Plinio è papà di due figli, il grande di 16 anni e una bimba di 8. In questa intervista fa un salto indietro nel tempo e ci racconta cosa è significato per lui diventare padre, e la sua esperienza diretta, e naturalmente di come continua a gestire il suo rapporto con i figli anche ora che sono più grandi.

A volte si ritiene che il papà possa metterci un po’ più di tempo a sentirsi tale, rispetto alla mamma. Quale è stata la tua esperienza? E’ stato un amore a prima vista?
Ricordo benissimo che intorno ai venticinque anni avevo netta la sensazione di volere un figlio. Lo sognavo la notte immaginavo il suo odore il suo calore abbracciandolo poi mi è passata ed addirittura avevo deciso di non averne. Quando insieme si è deciso ho avuto paura … ma poi ne sono stato coinvolto anima e corpo… certo non come la mamma nel partorendolo, ma assistendo e partecipando alla sua nascita ho immediatamente amato quella creaturina ed ho riconsiderato, rafforzandolo, il valore della donna che lo faceva nascere.

Quanto tempo trascorri con tuo figlio quotidianamente e cosa fate insieme?
Considerando che non lavoro e che è inverno con il più grande circa cinque ore … mentre con la più piccola molto di più sempre considerando il discorso amicizie. Per ambedue lo studio è uno dei momenti di avvicinamento ma adesso un pò di meno perché per fortuna riescono a farlo da soli … e più con la mamma, poi con il grande c’è la cucina perché a scuola ha scelto l’ indirizzo da cuoco e per la prima volta parliamo un po’ di più quando il PC passa per lui in secondo piano . Con la più piccola cerco di fargli fare un po’ di attività all’ aperto … io e mia moglie lo preferiamo sempre ma in questo periodo facciamo anche qualche gioco da tavolo perché nonostante i continui “razionamenti” la televisione è sempre in agguato …

Nel corso dei primi mesi di vita del tuo bambino, quali sono state le maggiori differenze tra l’esperienza che ti aspettavi e quella reale? Pensi che le tue aspettative di padre coincidessero con quelle della madre?
Decisamente tra l’ immaginazione e la realtà ce ne passa e ricorderemo, credo per sempre, il fatto che non dormivano. Il periodo più brutto della nostra vita. Abbiamo aspettato addirittura sette anni per avere un’ altro figlio dopo l’ esperienza del primo … nel primo anno del primo stavamo quasi alla separazione.

Quali sono stati i momenti più difficile e le situazioni più stressanti dalla nascita di tuo figlio?
Quello che ho detto prima … è difficile ragionare quando dormi poco ed hai un lavoro che ti costringe a presentarti alle sette del mattino. Poi c’è l’ organizzazione della coppia prima, poi con l’ avvento del secondo … della famiglia. C’è la prima separazione con gli asili nido quindi dare i figli in mani “estranee”. Ci sono le malattie e a proposito di queste voglio raccontarvi la mia esperienza. Con il primo figlio non capivamo perché alle elementari non riuscisse ad apprendere. Controlliamo la vista … forse non vede la lavagna , controlliamo l’ udito … guarda come scrive … chissà perché ha questa scrittura speculare … forse perché è mancino … finchè un giorno un nostro caro amico che è psichiatra ci consiglia di portarlo da un suo amico a S.Lorenzo dove c’è un centro di psichiatria infantile. Perché ? Dico io … forse è dislessico dice lui. Io avevo lontanamente sentito questa parola da qualche parte, in qualche articolo, ma proprio non sapevo di che si trattava … dislessia …. psichiatria infantile … è inutile dirvi come ci si sente nonostante che leggi che tutti i grandi geni lo erano e che sono le persone più portate all’ arte etc etc. Siamo comunque andati abbiamo fatto tutti i test possibili, quoziente intellettivo altissimo … : “ si, è dislessico … però perché siete venuti così tardi ? Sono passati circa dieci anni ormai e con il grande amore di tutta la famiglia in primis , i logopedisti, gli insegnanti e la fortuna secondo me di abitare in un piccolo centro con tutte le necessità a portata di mano possiamo dire che Leonardo sta andando benissimo a scuola e nella vita e penso ormai abbia trovato il suo sistema intellettivo. La seconda invece ha avuto nei suoi primi anni di vita tre episodi di laringo spasmo da pronto soccorso … ormai un’ antico terrificante brutto ricordo ma preoccupati di tali eventi l’ abbiamo fatta dormire con noi “nel lettone” per controllarla e da quel giorno non se n’ è andata più … forse ultimamente qualcosa sta cambiando (speriamo) e qui sarà un’ altra momento difficile per noi …

Nel nostro post “La paternità negata” (http://genitoricrescono.com/la-paternita-negata/) sosteniamo che spesso ai papà non viene lasciato spazio per occuparsi a pieno titolo dei figli. Quale è stata la tua esperienza in merito? Hai avuto la possibilità di occuparti da solo di tuo figlio sin dall’inizio?
Bhe no, io lavoravo e mia moglie no quindi gli spazi per poterlo fare erano limitati e spesso mi adagiavo con il fatto che lavorando tutto il giorno ero stanco …

Cosa è cambiato nelle tue “relazioni pubbliche” ora che sei un papà coinvolto nella cura di tuo figlio: con gli amici, con l’ambiente di lavoro? Due parole in libertà ad altri papà e neo-papà.
La vita decisamente cambia. Non è facile continuare a frequentare amici o conoscenti come quando non avevi figli perché dal momento che nascono saranno loro a dettare i tuoi tempi, le tue emozioni e quant’ altro. Ti resteranno accanto le persone più affezionate ma se non hanno figli non capiranno mai il tuo modo di comportarti. Il tempo libero per te sarà una conquista ed il futuro incerto sarà preoccupante perché ci sono loro. Il rapporto di coppia muta sia nella strategia comportamentale verso di loro sia nella continua ricerca di ritrovarsi insieme da soli anche solo per una passeggiata. Ma questo se vogliamo che abbiano la possibilità di trasmettere nel futuro tutte le cose belle che insegnamo loro e come succede a me di ricordare le cose più belle ed emozionanti passate con i miei genitori

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