Intervista a Maurizia Cacciatori

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maurizia cacciatoriDifficilissimo fare un elenco esaustivo del curriculum di Maurizia Cacciatori: pallavolista di altissimo livello, star televisiva e commentatrice sportiva. Mamma. Donna.

Basta cercare un po’ sul web e le notizie appariranno copiose.

Maurizia è una vecchia amica e compagna di squadra, inteso in senso amichevole e ovviamente non anagrafico: ricordo ancora quando pagavamo sudore e lacrime dietro allenatori follemente incomprensibili.

Quando le ho chiesto  di rispondere a qualche domanda si è prestata con entusiasmo, ed insieme abbiamo confezionato questa mini intervista, per scoprire il lato bello dello sport dal punto di vista dell’atleta e anche da quello del genitore.

Buona lettura!

Maurizia dimmi in che modo la pallavolo e lo sport in generale, hanno contribuito a modellare non solo il tuo corpo ma anche il tuo carattere?

La pallavolo e’ stata la scoperta più bella e grande della mia vita.

Ho cominciato all’età di undici anni giocando in spiaggia per arrivare subito sul parquet della squadra della mia città.

Ero una bambina molto timida e introversa, lo sport ha aperto la mia personalità facendomi diventare prestissimo una ragazzina molto più socievole e soprattutto altruista.

Ho capito subito che la mia passione per questo sport mi avrebbe aperto le porte al mondo che da sempre sognavo: un mondo ricco di valori importanti come l’amicizia, il senso della sfida, della vittoria ma anche della sconfitta.

Il condividere tutto con le mie compagne di viaggio, coi miei allenatori in spazi differenti come una palestra , una citta’ nuova, una scuola diversa e tantissimi stimoli incredibili che per una bambina di soli 15 anni era davvero un gran successo.

Quello a cui hai  rinunciato con più difficoltà e quello che hai ricevuto inaspettatamente.

Credo che il dono più bello che il volley mi abbia dato sia stato quello di saper apprezzare tutto quello che vivevo.

Tre traguardi memorabili della tua carriera sportiva che non dimenticherai facilmente.

Ho vinto tantissimo nella mia carriera ma cerco sempre di sottolineare che le vittorie più belle sono nate dalle esperienze di vita fatte: vivere in un Paese nuovo come la Spagna, conoscerne perfettamente la lingua, confrontarmi con le più forti giocatrici del mondo, resistere a ritiri interminabili con orari di allenamento folli, gestire la tensione, sopportare i momenti no come infortuni. Avere pazienza….

Sei mamma di due bimbi bellissimi. Tu e il tuo compagno (sportivo di riguardo anche lui) che atteggiamento avete  nei riguardi del loro approccio sportivo?

Oggi come madre di due bambini Carlos Maria e Ines Lourdes mi rendo conto che l’eredita’ della pallavolo continua ad essere presente anche nella loro gestione.

Non mi interessa che i miei figli facciano sport ad alto livello, quello che auguro a loro è di essere sempre liberi di scegliere ma soprattutto desiderosi  e curiosi di migliorare loro stessi.

Io ho avuto questa grande fortuna grazie allo sport.

– di Lucia Busca

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