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Intervista ad una mamma sul metodo Estivill

Scritto il 8 Mar 2011 da Serena 83 commenti

EstivillMi ricordo ancora quando qualche anno fa chiacchieravo con una mia amica delle notti insonni con cui ci deliziavano i nostri figli. Discutevamo insieme dei vari metodi presenti sul mercato, e lei mi ha detto che intendeva applicare Estivill. Credo di aver tentato di dissuaderla, e credo che lei abbia timidamente tentato di convincermi ad attuarlo con il Vikingo. Naturalmente nessuna delle due ha ascoltato l’altra, come è giusto che sia con ogni “buon”consiglio: si ascolta, si valuta e si va per la propria strada perché ciascuno sa cosa è giusto per il proprio figlio. Quasi 5 anni più tardi, le ho chiesto di raccontarci la sua esperienza con i suoi due figli. Un metodo, una mamma (e un papà), due bambini, diversi.

Come mai avete deciso di usare il metodo Estivill con Pietro

Abbiamo scelto di usare il metodo Estivill con il nostro primo figlio, quando, dopo aver smesso di allattarlo di notte, i suoi disperati risvegli notturni sono diventati insostenibili.
Non si calmava mai, si svegliava 4-5 volte a notte senza trovare pace, né lui, né noi!

Ci racconti come è andata? Quanto tempo ci è voluto? Cosa ha funzionato e cosa no?
Abbiamo sentito parlare del metodo Estivill da mio fratello e mia cognata, lo stavano usando per il loro primo figlio, di 2 anni e mezzo che ancora non dormiva tutta la notte.
Prima di adottare Estivill abbiamo provato con altri metodi più soft ma non hanno dato risultati.
Al nono mese di Pietro, dopo circa due settimane di incubo per aver smesso di allattarlo la notte, abbiamo deciso unanimemente io e mio marito di applicare il metodo!
Abbiamo letto entrambi il libro, ne abbiamo parlato e dopo pochi giorni abbiamo iniziato.
Con grande sorpresa dopo il terzo giorno Pietro ha dormito tutta la notte. Lo mettevamo giù e dopo la cerimonia lo salutavamo.
Dal terzo giorno in poi non ha più pianto e ha iniziato a dormire tutta la notte fino al mattino.
Pietro ha ora 5 anni e va a letto da solo, è molto sbrigativo nei saluti: ninna nanna, bacetto e via si dorme… e a volte dice pure «mamma te ne vai per favore che ho sonno?»

All’epoca hai avuto dubbi sul metodo? Lo avete applicato con serenità o è stata una scelta difficile?
Quando abbiamo deciso eravamo determinati a farlo bene, sapevamo che qualsiasi modifica del metodo avrebbe potuto comprometterlo.
La scelta non è stata difficile, la difficoltà è stata nel sopportare i pianti dei primi tre giorni, ma anche in questo siamo stati sorpresi (e probabilmente molto fortunati) perché a differenza di altri racconti, Pietro piangeva molto meno a lungo col metodo Estivill che con altri metodi o in braccio a mamma o papà.
Non ha mai pianto più di 20 minuti. Quindi, si, è stata dura ma solo per 20 minuti a sera e per tre giorni.

L’esperienza con Andrea è stata diversa. Cosa è successo?
Quando vedi che il primo figlio dorme, decidi che puoi fare il secondo e ti auguri che tutto vada come per il primo! Così è stato, o almeno in parte.
Dopo due anni circa è nato Andrea. Tutta un’altra pasta. Tutto un altro carattere.
Anche lui è stato allattato la notte per un po’. Rimaneva attaccato a me molto meno di Pietro, ero molto ottimista, sembrava molto meno attaccato alla mamma…
Invece mi sbagliavo! Andrea era molto meno disposto a staccarsi da mamma. Lo scrivo ora che ha 2 anni e mezzo ed è ancora così!
Sicuri che anche Andrea potesse imparare a dormire da solo, anticipando forse un po’ troppo i tempi, all’età di 4 mesi ho fatto il primo tentativo Estivill.
Priva di iniziare con lui il metodo abbiamo provato di tutto. Ma niente lo tranquillizzava.
Il distacco era troppo per lui. Non lo sopportava. Era, ed è tuttora, capace di piangere tre ore di seguito, o alzarsi dal letto suo e venire nel nostro anche 20 volte di seguito! Eravamo devastati.
Non accettava nient’altro che stare con la sua mamma vicina.
Quindi a 4 mesi abbiamo provato, sicuri che i ritmi di Estivill potessero regolarizzarlo.
Niente da fare al primo tentativo. Abbiamo lasciato perdere.
Ci ho riprovato a 6 mesi e dopo 10 giorni di pianti ininterrotti ha cominciato a dormire tutta la notte! Finalmente – dicevamo – anche lui è andato!
Ma puntualmente dopo un mese ricominciava a svegliarsi la notte e a non andare volentieri a nanna. Si ricominciava con il rituale, un’altra settimana di pianti e via si ricominciava a dormire.
Così per circa 9 mesi. Il metodo funzionava per uno o due mesi e poi scattava non so cosa e Andrea tornava indietro e voleva dormire solo con me!
Poi le vacanze estive hanno peggiorato le cose visto che siamo costretti a dormire tutti e 4 in una stanza.
L’autunno successivo abbiamo riprovato ma nonostante dopo una settimana-dieci giorni ricominciasse a dormire da solo, esattamente dopo un mese perdeva il ritmo…

Cosa pensi abbia funzionato e cosa no questa volta?
Ancora non sappiamo bene cosa sia successo, cosa non è andato. Anche perché continuiamo a svegliarci una volta a notte, tutte le notti! E questo grazie a una cura omeopatica, senza la quale i risvegli sarebbero 5 o addirittura 6 a notte.
La differenza tra i due casi sta sicuramente nella nostra stanchezza accumulata. Più aumenta la stanchezza e meno si riesce a tenere il punto.
Per sopravvivere poi si cede a vari compromessi e bimbi come Andrea hanno capito bene questo gioco.
Infine Andrea, a differenza di Pietro che in base a quanto insegnatoci da Tracy Hogg è un tipo da manuale, è assolutamente imprevedibile, e l’imprevedibilità è dura da gestire.
Pietro ha bisogno di un contenimento e i ritmi di Estivill gli hanno dato questa “sicurezza”. È come se lui sentisse proprio il bisogno di essere “inquadrato”, sostenuto, accompagnato seguendo delle regole ben stabilite.

Vista la tua esperienza con i tuoi due figli cosa ti senti di dire su questo metodo?
Dopo il successo con Pietro andavo dicendo che fosse un metodo applicabile a tutti i bambini. Dopo l’esperienza con Andrea, a malincuore, dico che non è adatto a tutti.
Continuo a condividere e sostenere pienamente il senso di questo metodo: i bambini devono imparare ad addormentarsi da soli o con dei pupazzi che possono ritrovare nel risveglio notturno, questo mi pare un insegnamento di vita, aiuta a far crescere bambini autonomi, coccolati, in altri momenti, ma indipendenti!
Ma infine dico… se ti capitano bambini come Andrea… bè ci puoi fare poco… ma puoi farci poco anche con altri metodi.
Dopo l’insuccesso di Estivill abbiamo comprato tanti altri libri: fate la nanna con il sorriso, fate la nanna in braccio, fate la nanna nel lettone, fate la nanna in piedi… e dopo 2 anni e mezzo Andrea ha deciso che il metodo migliore è quello di addormentarsi solo con mamma, dorme nel suo letto dalle 20.30 fino all’una-alle due di notte per poi andare a finire le ninne nel lettone accanto a mamma. E dopo 2 anni e mezzo di sonno interrotto non ce la faccio più a prenderlo e riportarlo a letto, perché lui è capace di rialzarsi 10 volte ancora per rifiondarsi nel lettone…
In realtà proprio in questi giorni sto riprovando a non farlo venire per niente nel letto nostro.
Quando arriva mi alzo e lo riporto nel suo… insomma… è una settimana almeno che mi sveglio e mi alzo 4 volte a notte… e alla quinta… alle 5 del mattino quando la sveglia è puntata alle 6.40 cedo inesorabilmente!
Sono parole ahimè di una mamma scoraggiata e stanca… che si accontenta di dormire a pezzi e che sorride quando le dicono «non ti preoccupare a 3 anni cominciano a dormire!»… chissà se Andrea, l’imprevedibile, seguirà mai questo cliché come tutti i bambini… perché mai dovrebbe farlo???

Cosa diresti ad un genitore disperato per le notti insonni che ha deciso di adottare Estivill?
Direi assolutamente di provare! Ma di non farlo a modo proprio, se si decide di farlo va fatto alla lettera! Pensate che è per il bene del bambino e anche di mamma e papà!!!! Io adesso vedo Pietro che è un bimbo felice e contento la sera di andare a dormire! E questo è merito di questo metodo che gli ha dato sicurezza e fiducia.
Se invece vedete che i pianti sono così disperati e durano troppo a lungo.. bè allora lasciate stare. Provate con altro, con metodi più semplici, con gocce di lavanda sul cuscino… con qualsiasi cosa… magari a voi funziona!

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83 Commenti »

  • Nadia ha scritto:

    noi il metodo Evistill lo abbiamo applicato su 2fogli e ha funzionato alla grande. ora sono alle prese con il terzo figlio ma sono così stanca ke ho paura ke nnfunzioni…..

  • Serena (author) ha scritto:

    @FIAMMETTA in realtà recentemente Estivill ha ritrattato su questo metodo e non lo consiglia più, come faceva originariamente, sin dai primi mesi di vita. Quanto ha tuo figlio/figlia? Eventualmente prova a leggere i libri di Tracy Hogg, di cui puoi trovare anche molti riferimenti su questo sito.

  • FIAMMETTA ha scritto:

    salve a tutti , vorrei un consiglio, ho letto il libro, ma non ho capito a quanti mesi si puo’ incominciare ad applicare questo metodo,,,mi potete aiutare’?GRAZIE

  • simona briscese ha scritto:

    Ho letto con interesse il racconto di Serena,la capisco in quanto anche io sono alle prese con i frequenti risvegli notturni della mia bambina che ha quasi 8 mesi.
    Non conosco il metodo Estivil e mi baso su quanto ho letto per chiedermi: come è possibile che il bambino acquisti fiducia e sicurezza quando viene lasciato piangere nel letto???? Tutti i moderni orientamenti psicopedagogici dicono esattamente il contrario, per i bambini è importante la vicinanza dei genitori e in particolare della mamma, anche se questo comporta sacrifici.
    Io preferisco non fidarmi dei vari Estivil o Heggs o chi per loro, ma confrontarmi con pediatri e operatori specializzati seri e soprattutto seguire il mio buonsenso.

  • Gatta ha scritto:

    Per cortesia leggete le ultime dichiarazioni del sig.Estivil.
    Ha ammesso di aver sbagliato a consigliare questo metodo a bambini al di sotto dei tre anni!!!
    Non lo dico io eh!!
    Quindi altro che ” consigliare ” quest’orrore di metodo…leggete,leggete.Il buon Estivl ritratta!Dopo anni,il genio.

  • anna ha scritto:

    @desperate parents: Io con una situazione del genere penserei ad una “gestione” della gelosia, come già consigliato in vari post da serena e silvia, con la play therapy. Poverina, è ancora piccola, ha le sue esigenze, le sue richieste di attenzioni e per giunta viene sfrattata da un nanetto urlante che prende le attenzioni di tutti. Cercherei di dedicarmi a lei giocando con lei e solo con lei, per mezz’oretta al giorno, facendole capire che la mamma ( e il papà), c’è sempre e comunque (cerca gelosia e play therapy). Immagino che voi lo facciate già, ma i bimbi poveri, reagiscono così…è gelosa e lo dimostra in questo modo. Immagino che voi siate stanchi. Io mi ricordo il mio grande, anche lui con 2 anni di differenza, veniva nel lettone e io a volte lo lasciavo altre volte lo riportavo a letto, se penso a come lo trattavo da “grande” mentre era ancora un ccucciolino…è vero che ancora adesso non si addormenta da solo, anche lui ha ancora bisogno di qualcuno che stia lì vicino… lo so è una tortura stare lì ogni sera mezzora 40 minuti ad aspettare che dormano (sono in stanza insieme), però pazienza, non posso pretendere che sia proprio tutto perfetto, è un amplificato, ha imparato a gestire la sua rabbia, esprime le emozioni, ha imparato a condividere con la sorella, è diventato ragionevole (ha 4 anni), anche se vuole ancora qualcuno per dormire pazienza, lo sa che poi io mi alzo e io lo rassicuro sul fatto che se si sveglia mi può chiamare e io ci sono, e così succede, ma in realtà, non si sveglia mai. Quindi io, di mio, non farei nessuna cosa diversa(in particolare estivil che personalmente non amo, se non si era capito ((= )se non giocare con vostra figlia… e “accettare” il suo momento di crisi, anche perchè ne verranno tanti altri e la stanchezza non sarà mai poca, in bocca al lupo, vedrete che troverete il modo giusto per riassestare la famiglia, che bene o male è stat sconvolta nel suo equlibrio. Un abbraccio

  • Serena (author) ha scritto:

    @DesperateParents mi sembra tutto estremamente normale, e se ci pensate un po’ su, lo sembrerà anche a voi. L’arrivo del fratellino l’ha messa in crisi: i miei genitori sono sempre insieme a lui e non hanno tempo per me. Si chiama gelosia, e si cura con tanta tanta comprensione e conferme che lei è ancora la vostra bimba, che la amate e non siete pronti ad abbandonarla solo perché è arrivato un nuovo esserino dentro casa. Per rispondere alla tua domanda quindi direi che no, non è il caso di provare con Estivill che altro non farebbe che confermarle la sua paura. Dovete trovare voi una soluzione che possa tranquillizzarla, magari accogliendola per un periodo nella vostra stanza (immagino che il piccolo sia lì con voi, giusto?) o accontentandola facendole compagnia durante l’addormentamento e assicurandole che non la lascerete finché non si è addormentata. E’ una fase, passerà, se saprete accompagnarla in questo percorso. Non ci sono soluzioni rapidi e indolori, l’arrivo del fratellino ha cambiato gli equilibri in famiglia e lei ha solo 2 anni, un po’ troppo pochi per riuscire a prenderla con filosofia. Ti lascio qui un link che spero possa tornarti utile per quanto riguarda la gelosia tra fratelli e sorelle: http://genitoricrescono.com/gelosia-fratelli-sorelle-piccoli/ Leggilo e leggi i post collegati. Sono certa che ti sarà di aiuto, ma in caso di domande specifiche postale direttamente in quegli spazi. Un abbraccio!

  • DesperateParents ha scritto:

    Scrivo anche a titolo di mio marito, che stamattina sconsolato e assonnatissimo mi ha detto “dobbiamo trovare una soluzione”…
    il problema è la nostra bimba di due anni, che con il sonno ha sempre avuto problemi, ma ora la situazione si è complicata…riassumendo:
    dopo un anno e mezzo di lotte, tentativi, notti insonni e tanto impegno da parte nostra, la piccola ha iniziato a dormire quasi tutta la notte nel suo lettino, ma non ad addormentarsi da sola, ci voleva sempre qualcuno vicino… poi quest’estate il miracolo: in vacanza il lettino è nella stanza con noi… temiamo regressioni e invece MAGICAMENTE lei impara ad addorentarsi da sola… due favolette, bacio della buonanotte e poi lei rimane a parlottare tranquillamente finchè si addormenta…
    Immaginate la nostra felicità…
    tornati dalle ferie la magia continua anche a casa, finchè… ad agosto è nato il fratellino.
    In realtà le cose non sono precipitate subito, anzi…nel frattempo abbiamo messo nella stanzetta un letto da grandi, in previsione di passarci la piccola tra qualche mese, quando il fratellino andrà nel lettino con le sbarre. Con ns grande sorpresa, è stata lei a dirci che voleva dormire in quel letto e non più nel suo…quindi abbiamo colto la palla al balzo e lei ha iniziato a dormire nel letto grande, addormentandosi da sola…
    Immaginate la nostra FELICITA’…
    Quando il fratellino compie un mese però, inspiegabilmente la magia finisce… non solo il suo letto, ma anche la sua stanza e il momento stesso della nanna diventano per lei qualcosa di terribile… è spaventata, si attacca alle nostre gambe, piange e urla disperata, con singhiozzi che la fanno quasi vomitare…
    Le prime due notti cerchiamo di respingere i suoi assalti al lettone con fermezza…poi con dolcezza…poi perdiamo la pazienza, anche perchè già sfiniti dall’insonnia per i risvegli (normalissimi) del fratellino piccolo… e vola anche qualche sberla… e ci stiamo DAVVERO MALE…
    Ormai è una decina di giorni che siamo “regrediti” all’addormentamento sulla poltrona vicino a lei (mettendoci anche due ore) e se si sveglia di notte idem… si torna sulla poltrona…
    tutto questo con un bimbo di neanche 40 giorni da gestire notte e giorno… la parola STANCHI è riduttiva in questi giorni…

    La domanda è: con una situazione del genere, è il caso di provare col metodo Estivill?

    scusate il lungo sfogo!

  • camila ha scritto:

    Ciao io ho comprato un letto a forma di macchina su questo sito http://www.fedelettini.com. mio bimbo ne va matto!camila

  • Silvia ha scritto:

    @alice1550, dove trovarlo non lo so, ma una volta ho visto una puntata di Paint your Life (programma di Real Time) in cui trasformavano un letto ikea dei più economici in un letto-camion dei pompieri. Era un lavoro semplice, alla portata di tutti e anche economico. Perchè non cerchi on line idee simili?

  • alice1550 ha scritto:

    Ciao ragazze , una domanda un po fuori tema. Non sapete qualcuno dove posso trovare il letto a forma di macchina?magari avere un letto speciale aiuta di andare a nanna senza urli..grazie Alice

  • Cinzia ha scritto:

    @Serena: ah ah ah ho avuto pure io problemi,ma ho avuto la fortuna di trovare subito il metodo giusto,che funzionava con loro…trasformato secondo il mio sentire e il mio buon senso e tarato su di loro…e tanta fortuna, certo, perchè è stato il primo metodo che ho provato e ha dato subito i suoi frutti ;-)
    Guarda che il mio primogenito si svegliava un sacco di volte per notte ma i primi anni si paravano i colpi con la mia tetta e poi quando ho smesso, con un biberon pieno di latte e biscotti che lui beveva durante la notte, ad ogni risveglio, ma devi capire che a gennaio, incinta (avrei dovuto partorire ad aprile), con un bambino di 3 anni che si svegliava spesso e che è arrivato a bersi due biberon pieni fino all’orlo di latte e biscotti, per notte…ho capito che qualcosa non andava e ho capito che non avrei retto con due marmocchi che si svegliavano 3/4 o più volte la notte. quindi sono corsa ai ripari….ho preso gli appunti che mi ero fatta da quel corso che ho citato con la psicologa, organizzato dal nido. la psicologa si basava sul libro fate la nanna e l’ho messo in pratica: decisa e ferma. Ho avuto la fortuna che in 3 giorni ha funzionato….certo la prima notte ha tirato giù mezzo paese dalle urla che faceva (e noi abitiamo in appartamento) ma con DOLCEZZA E FERMEZZA ha funzionato…la secondogenita…bè ha funzionato subito, nel senso che lei bella bella si addormentava nel suo lettino, ma durante la notte si svegliava e silenziosamente veniva in mezzo. Qui le cose erano due: o insistevo con il metodo o no: aveva senso insistere? no, perchè il concetto di letto suo e letto nostro lei l’aveva preso, si addormentava da sola, certo veniva in mezzo, ma non creava scompiglio a nessuno, perchè non svegliava alcun membro familiare e una volta in mezzo se ne stava lì tranquilla senza scalciare o svegliarsi altre volte…poi, anche perchè comunque noi le spiegavamo che doveva dormire nel suo letto, un pò alla volta non è più venuta (e mi manca ;-)

  • Serena (author) ha scritto:

    @Cinzia Estivill è l’autore del libro “Fate la nanna”. Certo che non ti puoi lamentare, tu non hai avuto molti problemi con il sonno dei tuoi figli, eh!? ;)

  • Ellygallina ha scritto:

    Sono la mamma di un bimbo che farà 3 anni a Luglio. Lui dorme con noi, è un bimbo che ha sempre avuto molto bisogno di contatto, da subito. Io l’ho allattato al seno per quasi un anno, i risvegli erano frequenti fino ai 12 mesi, poi si è stabilizzato a 2-3 risvegli per notte, di più se malato. Da un pò di mesi a questa parte si sveglia una sola volta, o anche fa tutta una tirata. Ma come da sempre lui non ne vuole sapere di stare nel lettino. Ho pensato, considerato il carattere suo che non ama restrizioni fisiche, di togliere la sbarretta del letto (tanto è un lettino molto basso) e lui nel lettino ci va…ma solo per giocare. Per la nanna ci vuole la mamma e a volte anche papà. Devo dire che a parte il periodo delle coliche non ho MAI sofferto il sonno se non per i momenti di febbre in cui da mamma premurosa mi sveglio per capire se ha la febbre alta, se gli devo mettere una suppostina etc. Questo è il mio personalissimo manuale d’uso che contiene una sola istruzione…DORMIRE…come si può per la serenità di tutti. Ho sempre sentito parlare di Estivill e le persone a me vicine che l’hanno applicato mi riportano pareri discordanti. Ovvio, come avete detto tutte i bimbi sono diversi. I genitori sono diversi. E io mi godo il mio bambolotto finchè posso, la sera ci addormentiamo tutti e tre assieme facendoci le coccole. Cosa c’è di più bello? Per me questo è il paradiso.

  • ilary ha scritto:

    ciao a tutte più o meno insonni. mio figlio ha quasi 2 anni e ancora si addormenta con il seno, si sveglia varie volte per notte. a volte è semplice.. mi giro,un pò di tetta e si riaddormenta. altre è un incubo.. mi giro,un pò di tetta e un pò e un pò e un pò…………..e non si riaddormenta….fino a chè crolla prima o poi.. Però mi sembra meno difficile che alzarmi diverse volte,magari anche d’inverno al freddo…brr, sentirlo piangere, dondolarlo per la casa in piedi.. forse sono molto pigra freddolosa e dormigliona. forse non sento che è ancora giunto il momento, ma anche lo ammetto spero che vengail momento anche per me che senza avviso dorma tutta la notte! che miraggio! e mi piacerebbe aver rispettato le sue esigenze e tempi.. chissà!?

  • Cinzia ha scritto:

    cos’è il metodo Estivil?
    io ho fatto quello del libro fate la nanna, è la stessa cosa? ma non ho preso il libro, ce ne ha parlato una psicologa durante un incontro al nido e quindi l’ho applicato come me l’ha spiegato lei…senza seguire un manuale quindi,andando un pò ad occhio. Per nostro figlio primogenito ha funzionato in 3 giorni: prima notte ha pianto ore, seconda notte forse mezz’ora, terza notte 10 minuti,da quel momento, fino ad oggi che ha 11 anni ha sempre dormito tutta la notte, tutto un sonno…splendido.Non so come sia l’Estivil, il metodo che mi hanno insegnato è quello di metterlo nel suo lettino e di rincuorarlo a voce, sempre con dolcezza e senza perdere mai la pazienza, ma mai tenerlo in braccio o accendere la luce.
    Applicato con la seconda figlia ha funzionato a metà: nel senso che si addormentava da sola e poi in un periodo imprecisato della notte veniva in mezzo nel lettone: a differenza del fratello lei era silenziosissima e noi ce ne accorgevamo solo al mattino al suono della sveglia…poichè a noi non disturbava, lei cmq aveva imparato ad addormentarsi da sola, durante la notte non urlava, ma semplicemente scendeva piano dal letto (non culla o lettino ma letto singolo con un materasso a terra) e si infilava in mezzo senza svegliare nessuno…beh l’abbiamo lasciata fare…quelle poche volte che mi svegliavo, la prendevo in braccio e la portavo sul lettino. al mattino le spiegavamo che cmq quello era il suo letto e non il nostro…poi questi assalti notturno si sono placati e un pò alla volta non è più venuta da noi…(un pò mi manca devo dire…)

  • Gioia ha scritto:

    Quando è nata la mia bimba ho scoperto che il sonno tutta la notte era un lusso… come ho fatto a non apprezzarlo per tanti anni? siamo arrivati alla nottata completa verso i 2 anni: ricordo che io e il mio compagno ci siamo svegliati la mattina guardandoci increduli come due miracolati. ecco, il “miracolo” arriva sempre, ma ha tempi fisiologici che io non ho mai voluto forzare. L’allattamento notturno e il co-sleeping hanno sempre reso meno pesanti i risvegli notturni. oggi che la mia bimba ha 3 anni, l’allatto per addormentarla (funziona sempre), e poi la mettiamo nel suo lettino, che è in camera nostra. sono felice di aver rispettato i suoi tempi e di non averla mai fatta piangere per farla dormire come e quando volevo io. per me il suo benessere e la sua fiducia erano e sono più importanti del riposo e delle regole. però questa è la mia scelta, la mia esperienza, e la mia priorità. credo che si possano fare tutte le scelte del mondo, purché si sia consapevoli delle motivazioni che stanno dietro quelle scelte, e delle conseguenze che quelle scelte portano con sè, nel breve e nel lungo periodo.

  • Cristina ha scritto:

    *non soddisfa solo il bisogno di cibo.

  • Cristina ha scritto:

    Sei mesi, ed essendi allattato a richiesta, è possibile che arrivi a così tante volte perchè come ben si sa, l’allattamento non è solo bisogno di cibo. Anzi!

    Mai detto che sia una passeggiata, anzi. Da qualche altra parte ho detto come sia vero il contrario, non è facile – e non tutti sopportano multiple sveglie notturne, verissimo. Il mio punto è, con la tetta e il co-sleeping è possibile rendere più sopportabili i risvegli notturni se uno lo attacca e ritorna a dormire. Dato che questo tipo di soluzione (che non va bene per tutti, siamo d’accordo, one size fits all non esiste) non è granche ‘pubblicizzata’ a livello globale, magari farne menzione può far accendere la proverbiale lampadina a qualcuno che non sa come fare ma che non vuole seguire metodi tipo Estivill. A me è successo così.

  • Serena (author) ha scritto:

    @Cristina scusa ma quanto ha tuo figlio? Secondo te si sveglia 10 volte per notte perché ha fame? Il discorso che la tetta risolve molti problemi ha senso finché va bene a te, e finché magari non lavori, e finché nonostante le 10 sveglie notturne te evidentemente riesci a riposare lo stesso. Ma per altre persone svegliarsi 10 volte per notte non è esattamente una passeggiata.

  • Cristina ha scritto:

    @chiara eccomi, io allatto di notte e devo dire che infatti mi sfugge un po’ il senso di molte cose dette qui. Il mio bimbo si sveglia anche una decina di volte per notte (quante di sicuro non lo so, perchè mi sveglio giusto per attaccarlo e poi torniamo a dormire), ma la tetta risolve molti problemi.

    Sono un po’ perplessa.

  • Cristina ha scritto:

    …4 mesi? Seriamente? Non sta scherzando? Già mi sembrava troppo a 9, ma 4…

    Se non sbaglio anche Ferber, promotore del controlled crying, dice di partire dai sei mesi in avanti. A 4 mesi si svegliano perchè hanno *bisogno* di mangiare, non per rompere le scatole ai genitori – così come a 9, aggiungerei, ma io sono per il co-sleeping e allattamento prolungato, what do I know.

    Io continuo a seguire Sears.

  • ilcestodeitesori ha scritto:

    @michela: magari fosse così! io ho una cinquenne che si sveglia 2 vv a notte e una duenne che se ne sveglia 8… in tutto fanno 10 (a parte quando sono entrambe nel lettone ovviamente)!!!!!! ma sono contenta per te, vuol dire che i bambini diversi esistono! io me ne sono beccate insonni due su due…

  • michela ha scritto:

    Volevo dare un po’ di conforto a tutti i genitori insonni…tenete duro, è facile da dire, ma davvero passa passa e passa in fretta!!
    Attila non ha mai dormito…prima le coliche, poi saranno i denti, poi saranno gli incubi, poi ci sara’ caldo, no ci sara’ freddo…poi gli insegno ad addormentarsi da solo con il metodo up/down di T. Hogg ma niente si sveglia piangendo 5/6 volte a notte, poi passo al Nopron ma niente si sveglia 2 volte per notte, di cui la seconda sta sveglio tra calci e pugni per almeno mezz’ora…poi tento di farlo dormire con noi nel lettone, ma niente si rotola di continuo e tenta di scalare la testata del letto…ci mancava solo il metodo Estevill!!! (mai applicato perché stavo male solo a leggerlo…)

    Morale? a 18 mesi esatti ha iniziato da solo tutta la notte!!! per caso senza un motivo senza nessun metodo senza nessuna ragione ha iniziato a dormire 10/12 ore di filaaaaaa!!! è stato un miracolo, le prime notti pensavo fosse morto e continuavo ad alzarmi mille volte nell’angoscia…così, da un giorno all’altro è successo!!!
    certo, ci sono notti che si sveglia un paio di volte, però non sono tutte le notti, magari ne fa una brutta e tre belle, poi dorme bene per una settimana intera poi magari si sveglia una notte una volta e si riaddormenta quasi subito…insomma nella normalita’…
    ecco ogni volta che vi trovate a piangere davanti al caffélatte la mattina, perchè avete sonno e odiate il mondo (quante mattine!) e vorreste scappare via, ricordatevi che il tunnel prima o poi finisce, che sono bambini, che è normale che la notte si sveglino e cerchino la mamma o vogliano essere rassicurati, che l’indipendenza non si costruisce addestrando un bambino a dormire in solitudine con l’unico conforto di un pupazzo, ma si costruisce dimostrando a vostro figlio che può guardare al mondo con fiducia perché ogni volta che si voltera’ e si guardera’ indietro voi sarete pronti a sostenerlo… proprio come avete fatte in quelle lunghe notti insonni in cui lui cercava il vostro abbraccio!

  • il cesto dei tesori ha scritto:

    D’accordo, come sempre il tema nanna porta a dibattiti, confronti e solidarietà, perché alla fine come constato sempre, siamo tutte nella stessa barca. Solo che ciascuno di noi sceglie un’imbarcazione diversa a seconda delle proprie esigenze.
    Con Mia che ora ha cinque anni ho applicato Estivill, mi sembrava sensato e in linea con le mie esigenze: ci sei tu, d’accordo, sono la tua mamma e ti amo, ma ci sono anch’io e ho bisogno di sopravvivere in qualche modo. E’ andata benissimo per i primi 18 mesi. poi una notte si è svegliata e non ha più dormito. a niente sono servite canzoncine, rituali sciamanici, entrare e uscire dalla cameretta per 30 volte di seguito. alla fine ho ceduto e l’ho abituata ad addormentarsi con me vicino al suo lettino. ovviamente si svegliava di notte, e io, per non portarla nel lettone, mi alzavo anche dieci volte a notte, finché esausta non mi addormentavo sul pavimento. ho fatto così per un anno e mezzo, sfiorando l’esaurimento. poi sono rimasta incinta di Bianca e ho pensato: è l’ora di metterla nel letto dei grandi adesso, così quando Bianca sarà nata non vivrà il doppio trauma dell’arrivo della sorella e del cambio di letto (aveva ormai tre anni). bene, da quel momento, senza più le sponde, Mia ha iniziato a scendere da sola e a venire nel lettone nel cuore della notte, senza che noi nemmeno ce ne accorgessimo, me la ritrovavo lì la mattina accucciata come un cagnolino ai nostri piedi. un anno e mezzo di notti sul pavimento per cosa? per niente. a quel punto quando Bianca ha mostrato gli stessi identici sintomi, ho saltato direttamente da A a C senza passare per B. tutti nel lettone appassionatamente! evviva il cospleeping! mi servirebbe solo un letto più grande, anche se in confronto al pavimento…
    Ah, le mie figlie sono socievoli, indipendenti e felici…
    Grazie per avermi ascoltato e buona notte
    Benedetta

  • Morgaine le Fée ha scritto:

    Il sonno é il piú grosso punto dolente del Mezzovikingo nostro: da quando é nato (ora ha quasi 3 anni) si é sempre svegliato quelle 2-3 o piú volte per notte, e questo é anche il motivo per cui non ho mai smesso l’allattamento, semplicemente perché la tetta é stato il pratico sonnifero magico che lo faceva riaddormentare.
    Abbiamo provato col facendomi dormire altrove, nei risvegli notturni accettava anche l’arrivo del papá, ma poi verso l’alba si risvegliava sempre in preda alla disperazione assoluta, e non c’é stato mai modo di calmarlo finché non arrivavo.
    Adesso vuole che mi addormenti con lui, lui vuole stare nel suo letto, ma vuole che io dorma con lui. Se mi capita di andarmene nel mio prima che si sia completamente addormentato, mi chiama “Mamma veni chi!”, e, onestamente non ho cuore di lasciarlo da solo con la sua paura del buio (si addormenta sempre e solo con TUTTE le lampade accese).
    Sono caratterialmente troppo debole per applicare il metodo Estivill, per cui non so se avrebbe funzionato, ma la mia intuizione materna (chiamiamola cosí) mi dice che con mio figlio avrebbe lasciato solo strascichi d’angoscia.
    Per cui adesso spero solo che il discorso sonno si regolarizzi col tempo, e finalmente lui cominci a dormire otto ore di fila man mano che cresce.

  • Serena (author) ha scritto:

    @tissy una sola parola: solidarietà! (tanta) ;)

  • tissy ha scritto:

    salve a tutte!
    non so da dove iniziare francamente…..la mia storia è lunga quasi 4 anni….cioè l’età di mia figlia gloria….
    alla prima visita pediatrica dopo una settimana di vita…il dottore che sostituiva la mia pediatra mi disse “signora questa bimba la farà impazzire”…all’epoca mi chiesi che volesse dire….oggi mi chiedo ancora se quel dottore avesse doti paranormali……
    punto di partenza comune a voi….mia figlia non dorme…..è una bimba amplificata…..ed in piu’ ha trovato la culla x i suoi problemi con il padre…
    cerco di spiegarmi in maniera sintetica…..
    gloria da subito preferiva la veglia al sonno….i nenoati dovrebbero mangiare e dormire(e cn dolore ho visto che è vero cn la nascita di mio nipote…1 mese…dorme e mangia…stop!)…lei no…..sempre arzilla…vispa..attenta…ok…allattata al seno fino ad 1 anno….poppate ogni due ore….tra culline e lettone….stremata vado x il lettone…..
    ma le nottate sn sempre state un incubo…..giravamo io e lei x casa fino all’alba….mentre mio marito….dormiva nella cameretta xchè almeno lui che lavorava doveva riposare…..
    ogni volta che provavo a lasciarla piangere un po….il papà andava in tilt….e nn sto qui a raccontarvi come…..
    insomma il mio calvario era gestire figlia insonne e marito isterico….
    la crisi coniugale è arrivata prestissimo….erano lotte continue…e mia figlia mi prosciugava sempre di piu’…..
    oltre al non dormire….era una tortura gestire tutto….vestirla..cambiare il pannolino….lavarla…svezzarla…insomma ogni passaggio è stato un incubo….
    cn la pediatra abbiamo provato tutto….dall’omeopatia al nopron….nulla..resistente a tutto….
    alla fine all’età di 1 anno e mezzo mi sn indirizzata ad un neuropsichiatra infantile….esito….la bambina è ipereattiva(regisce in maniera amplificato alle sollecitazioni), molto sensibile….e avanti di almeno 1 anno rspetto alla sua età(mia figlia ha iniziato a dire le prime parole a 5 mesi)…..veniamo indirizzati da una psicologa infantile x un percorso…..
    io fortemente motivata inizio….mio marito rifiuta…..
    la psicologa nn vuole vedere la bambina….ma i genitori..ovviamente inizio io le sedute…e si evince subito che il punto cruciale siamo noi genitori che nn le diamo un riferimento stabile….la madre agisce in un modo ed il padre in un altro…..applico qualche consiglio….ma tranne qualche piccolo miglioramento il resto è fermo….
    abbandono le sedute xchè tanto il problema è il padre…e lui si rifiuta il percorso…..
    mio marito…..a 6 anni ha perso il padre x un tumore…il trauma gli si è risvegliato cn la nascita della figlia…quando piccino si svegliava piangendo e chiedendo del padre…il fratello maggiore di 18 anni…lo picchiava e gli imponeva di stare zitto e dormire…..
    qualcuna ci è arrivata?????
    e si……lui quando la notte sente la bimba piangere….si immedesima..e diventa un altro…..impazzisce…..ed io mi trasformo nel fratello cattivo…..xcui tutta la rabbia covata esplode su di me….e x evitare disastri…..devo assecondare la bambina…..
    siamo andati avanti cosi’ fino a mesi fa……io nel frattempo ho pensato mille volte di scappare..di lasciarlo…di far volare mia figlia dalla finestra….di volare io……chi non dorme x piu’ di 4 ore a notte e vive un angoscia del genere….sa di che parlo….
    per fortuna sn una donna forte….solare…e positiva…..cado ma mi rialzo sempre….
    gloria è complessa….ha sviluppato nel tempo una serie di paure che la portano ad essere insicura….il buio…i fantasmi..i rumori..i mostri….nn cammina x casa da una camera all’altra se nn accompagnata…e mille altre cose…allo stesso tempo è una bambina inteligentissima…..molto profonda…..fa discorsi molto piu’ grandi x la sua età…..
    attualmente la situazione è questa…..
    la sera nel lettone cn mamma e papà(la bambina piangeva x averlo cn noi….lui una notte mentre litigavamo mi dice “io da piccolo piangevo xchè volevo mio padre e nn potevo averlo…..xchè lei chè puo’ nn devo starle vicino?”…detto tutto…..)favole….pipi’…acqua..e mille scuse x ritardare la nanna…..poi si addormenta(tardi…tra una balla e l’altra arriviamo sempre a mezzanotte…) ed il suo sonno profondo dura 1 ora…..è sempre stato cosi’….dopo di chè il calvario….si sveglia…viene addosso(nn vi ho detto che x 1 anno..intorno ai 2-3 anni mi dormiva in braccio sul letto….unico modo x fare 3-4 ore di sonno…..) oppure la pipi’..oppure l’acqua…oppure gli incubi…oppure si dimena….cosi’ tutta la notte fino alle 8 ora in cui la sveglio x l’asilo…..
    ragazze ho scritto tanto….ed è poco rispetto a tutto quello che vorrei raccontare…..
    oggi cn mio marito c’è piu’ serenità….grazie alla mia tencia…ma sappiamo entrambi che lui ha un limite….che purtroppo nn vuole superare e che sta rovinando nostra figlia…..
    credetemi le ho provate tutte…….so che il sonno è la punta dell’iceberg dei problemi di mia figlia…a volte mi sento fallita….ho lasciato il lavoro x occuparmi di lei…..cerco di essere una mamma moderna…giusta…coccole e rispetto….è una bambina meravigliosa…educata…solare quando vuole….allegra….ma pur sempre introversa…cn una mamma estroversa…che ha capito tardi che deve accettarla cosi’….ma penso al suo bene…alle sue insicurezze e al voler infondergli piu’ coraggio….
    leggo mi documento…..e sapete che c’è?che qualunque suggerimento io l’ho già applicato….sembro una mamma modello….ma la risposta su mia figlia nn c’è…..
    uff mi fermo…grazie a chi avrà avuto la pazienza di leggere il mio sfogo….
    baci mamme

  • Lucia ha scritto:

    Grazie Serena! Terro’ anche questo in considerazione e poi ti faccio sapere come va!

  • Serena (author) ha scritto:

    Lucia entrambi i miei figli hanno avuto un’intolleranza al latte vaccino. Se mangiavano formaggio, yogurt e simili si svegliano moltissime volte, spesso con un urlo, e poi si riaddormentavano subito. Tolto il latte e derivati i risvegli sono passati da 10-20 per notte a 2-3. Verso i 3 anni al Vikingo è passata e ora mangia tutto anche se il latte ancora non lo beve con piacere. Con Pollicino che ha 2 anni siamo ancora Milk free.

  • Lucia ha scritto:

    Serena sono andata indietro con la memoria e I guai sono cominciati esattamente nella prima settimana di svezzamento. Io pensavo in cuor mio di poter avere piu’ autonomia dato Che la piccola mangiava di buon gusto e invece sono cominciati I continui risvegli. Che tu sappia c’e’ una associazione tra allergie o intolleranze alimentari e I continui risvegli notturni? Se si, vado al BVC e espongo il problema?
    Grazie mille e buona notte…

  • Serena (author) ha scritto:

    Lucia intorno agli 8 mesi c’è una presa di coscienza che gli fa capire di essere “altro” da te. Questo si manifesta proprio con paura dell’abbandono. Mi ricordo chiaramente Pollicino che fino a quel punto potevo lasciarlo nelle mani di chiunque e lui rimaneva buono e tranquillo, mentre allo scadere degli 8 mesi è scattato qualcosa nella sua testa per cui non potevo abbandonarlo un momento. Se fossi in te non mi farei venire i sensi di colpa, perché non aiutano ne lei ne te. Cerca semplicemente di tranquillizzarla, piano piano capirà che ritornerai sempre.
    Per i risvegli frequenti potrebbe esserci un problema di allergie o intolleranze? Mi viene il dubbio visto che ha 8 mesi, e dici che va avanti da 2 mesi, quindi coincide con lo svezzamento immagino. Se dipende invece dalla sua incapacità di addormentarsi da sola, allora temo che dovrai trovare il modo di insegnarle ad addormentarsi nel suo lettino e affrontare qualche lacrima (e preciso che non sto suggerendo Estivill! )

  • Lucia ha scritto:

    Scusa, forse quando non si dorme si perde un po’ di lucidita’…
    Ho letto i post e sono pieni di spunti interessanti, ma credo che i problemi nel mio caso siano 2: uno, non mi regge il cuore a vederla piangere in modo disperato quando la metto giu’ in culla da sveglia (ho provato decine di volte ma lei non si rassegna); due mi sembra che piu’ passano i mesi piu’ lei si attacca a me invece di autonomizzarsi e ho l’impressione che il disagio che esprime nel sonno faccia parte di una piu’ generica paura di essere abbandonata.
    E’ possibile? O sono mie paranoie e sensi di colpa perche’ ho cominciato a essere meno presente a casa?
    Con mio figlio di quasi 3 anni ho avuto tanti altri problemi, ma non il sonno. Ma ho capito bene che ogni figlio e’ diverso dall’altro anche se a me sembra di essere la stessa…

  • serena (author) ha scritto:

    Lucia puoi provare a leggere qualcuno dei post di tracy hogg e vedere se trovi qualche spunto. La tua domanda è talmente generica che non saprei da dove iniziare se non facendoti un sacco di domande ;)

  • Lucia ha scritto:

    Forse la mia richiesta di aiuto si e’ persa tra i mille spunti di discussione tra mamma cattiva e Serena, sicuramente molto interessanti! Tuttavia, spero che Silvia o Serena abbiano un po’ di tempo per rispondermi…stanotte altra notte senza dormire…mi sembra che vada sempre peggio. La piccola si e’ svegliata alle 2 e riaddormentata alle 5!

  • chiara ha scritto:

    scusate, ma mi sembra di essere un pò fuori dal coro. ma qui nessuna di voi allatta di notte?

  • Alessandra ha scritto:

    Che bel dibattito!
    Sono contenta di aver suscitato tutto ciò… sto per partire per Zurigo per lavoro ma spero presto di leggere tutti i vostri contributi!
    La mamma intervistata!

  • Serena (author) ha scritto:

    Grazie MammaCattiva per il chiarimento, ora credo di aver capito meglio. Il punto è proprio quello che dici tu all’inizio: sono molti pediatri, e aggiungerei anche molti metodi che si basano su questi principi: la routine regolare, l’orario più o meno fisso della nanna, la divisione di responsabilità tra quello che decide il genitore e quello che è compito del bambino. Essendo questi punti comuni praticamente ad ogni metodo (forse eccetto il cosleeping) non riesco a vedere questi aspetti come legati al metodo Estivill. Quello che caratterizza Estivill e con lo differenzia dagli altri metodi o semplicemente consigli dei pediatri è proprio l’aspetto del pianto controllato. Il resto è corollario. Per questo poi chi critica Estivill si concentra solo sulla parte del pianto. Molti dei fautori pro-Estivill invece sottolineano come questo è solo un aspetto limitato, segno che loro hanno letto il libro con occhi diversi.
    E questo avvalora anche l’altro discorso che hai giustamente evidenziato anche te, ossia che chi applica il metodo Estivill con successo molto probabilmente non ha avuto bisogno di sentire i pianti strazianti e quindi confrontarsi con questo aspetto del metodo in maniera troppo dura. Sul discorso dell’età sono ancora d’accordo con te, io preferisco gettare i presupposti per un comportamento “corretto” sin dall’inizio, invece di ritrovarmi a combatterci dopo mesi o anni di comportamento “scorretto”.

    Per tornare all’esempio dell’abbigliamento, a mio figlio a 2 anni gli davo 2 magliette tra cui scegliere, scelte da me (ossia ragionevoli) e lui doveva scegliere tra quelle due. Qui sta il discorso di guida mia, e di concedergli spazio di decidere (sempre che lui voglia farlo). E’ chiaro che se vuole la stessa maglietta dell’uomo ragno o le scarpe lampeggianti non glielo concedo, in realtà io nemmeno gliele compro. Sul discorso dei limiti quindi sono d’accordo con te. Io sposo in pieno la visione di Jesper Juul che ho spiegato in questo post: http://genitoricrescono.com/di-accettazione-e-limiti/ che sono certa ti piacerà. Fammi sapere.

    L’OT sull’alimentazione per ora lo passiamo, dai, altrimenti non ne usciamo più :)

  • Mammame ha scritto:

    Vorrei portare un piccolo contributo nella definizione della differenza tra mettere a letto ed addormentarsi che poi è il punto cruciale del consiglio che Serena ha dato a Simplymamma e che Mamma Cattiva assimilava nella sostanza al metodo Estevill. Con la mia seconda più reattiva e più discontinua in tema di sonno rendermi conto di questa differenza è stato anche per me fondamentale. La routine (andare a letto alla stessa ora e con le stesse modalità –cose che dice anche Estevill) e il traino del bambino grande sono state un buon aiuto e penso che il genitore abbia la possibilità di dare un messaggio chiaro e fermo, un confine preciso nel momento in cui si dice: ok, adesso si va a nanna a dispetto di capricci e contrattazione sull’ultima filastrocca ecc. A questo però sono convinta vada associata una forma di sostegno e di guida se il bambino ne ha bisogno commisurata anche all’età del bambino e alle capacità cognitive che ha in un dato momento. Banalmente, se parlo alla mia bambina ora, so che se gli dico che è tardi e che domani bisogna andare all’asilo, lei capisce il messaggio, per dire. Ed è per questo che anche a me la Hoggs è sempre sembrata incommensurabilmente più equilibrata rispetto a Estevill perché comunque bisogna lavorare nel senso di una gradualità. Dunque se piangi ti tengo, ma poi ti metto giù, poi sto un po’ lì, poi esco ma se piangi ritorno, rimango nella stanza e il giorno dopo faccio un piccolo passo avanti nel senso di insegnarti a stare nel tuo lettino ma se ti serve resto comunque vicino a te. E’ stato un lavoro lunghissimo ma alla fine stabilire un contatto molto solido con la bambina proprio mentre le insegnavo a staccarsi da me, mi ha aiutato. Quando ho compreso questo passaggio, la bambina ha cominciato a tranquillizzarsi e piano piano ha cominciato a stare per periodi sempre più lunghi nel suo lettino da sola, senza piangere e tranquillamente prima di addormentarsi. Ora ci mette circa 45 minuti : io la tengo un po’ con me, la saluto, la metto giù, lei parla con i suoi pupazzi, si rigira, sa che dopo un po’ torno a salutarla ma non piange e non mi chiama anche se sa che potrebbe farlo in qualsiasi momento. Prima mi isterizzavo anch’io per questo tempo in cui mi sentivo “obbligata” a essere lì presente e più pretendevo che si addormentasse all’istante più ovviamente lei prolungava l’addormentamento. Invece ora se ci mette mezz’ora, un’ora, 20 minuti non è un problema per nessuno e soprattutto per lei.

  • Lucia ha scritto:

    Mi consolo a vedere Che ci sono tanti bimbi in giro Che non dormono tutta la notte sense svegliarsi…!
    Qui in Svezia sono circondata da mamme Che mi raccontano di mettere I bimbi a nanna alle 19 e loro si addormentano da soli, senza piangere, dormendo senza interruzioni sino alle 6 del mattino….
    Aiuto! A casa mia il sonno e’ un miraggio! Ho bisogno dei vostri consigli: mia figlia di 8 mesi, tetta dipendente e gran mangiona, da un paio di mesi ha un sonno molto leggero e frammentato di notte, mentre di giorno e’ un po’ meglio.
    Si e’ sempre addormentata in braccio da quando e’ nata in massimo 10 minuti e poi una volta messa nella culla verso le 20 dormiva sino alle 24. Di notte si attaccava alla tetta quando voleva (da noi c’e il cosleeping) ma senza svegliarsi mai e dormiva sino alle 7 del mattino.
    Da due mesi e’ da impazzire… Una volta messa in culla alle 21, si sveglia un innumerevole numero di volte…piangendo a squarciagola…poi appena presa in braccio si riaddormenta in un minuto per poi risvegliarsi dopo poco. Io pensavo fosse fame e credo Che per un mese sia stata davvero fame, perche’ ciucciava a piu’ non posso.
    Ora quando si sveglia non vuole mangiare ma solo essere tenuta in braccio. E quando non sono vicina a lei, si sveglia molto piu’ frequentemente.
    Di giorno mangia 4 pappe solide e prende almeno 4 volte la tetta; non vuole il biberon ne’ il ciuccio. Pesa 10 kg e 400 grammi.
    Graze per I vostri consigli!
    sappiate Che ho una repulsione profonda per estevil e il suo libro…

  • Mamma Cattiva ha scritto:

    Allora, provo a spiegarmi…non è semplice.
    Quello che hai suggerito a Simply e che condivido in pieno è la parte chiave del metodo Estevill (ma un corno, non è Estevill che ha coniato questo approccio, fior fiori di pediatri risponderebbero di agire in questo modo); è a mio avviso la parte che dovrebbe risuonarci dentro per aiutarci ad accompagnare i bambini al sonno tranquillo e autonomo ma noto spesso che invece la parte spesso demonizzata è solo quella in cui lui dice della storia del pianto. Ora io voglio vedere chi, tra genitori che abbiano un “cuore” e un minimo di sensibilità, sia poi in grado di lasciare un bambino urlare per delle ore. Di fatto chi riesce con questo metodo non si trova mai a quel livello di reazione mentre chi non riesce è perché in effetti si fa sopraffare dalle reazioni del piccolo (e aggiungo a giusta ragione…mai riuscirei a lasciar urlare un bambino in una stanza da solo per delle ore). Sono i casi in cui il metodo non è applicabile e questo secondo me è il senso di questa intervista.
    L’età poi è un elemento chiave. E’ una delle cose che ho scritto nel mio primo commento. Più avanti si va con l’età e più diventa difficile togliere l’abitudine di quello che fino a quel momento è stato consolidato, quindi sono d’accodo con te. Ma anche questo è ben evidenziato da Estevill.
    Sono questi punti di contatto con Estevill che mi hanno forse confuso.

    Poi. Ok ci sono sul ruolo di guida ma non credi che in certi casi, quando si avvia un’escalation fuori controllo (appunto) i bambini abbiano anche bisogno di “controllo”, di limiti? Perché dobbiamo aver paura come genitori di esercitare il controllo? Io non mi sono persa un post in cui racconti la tua esperienza, a volte ero anche tra le centinaia di commenti, e ho capito bene quanto è stato faticoso per te ma alla fine dall’alto, forse con il limite del senno di poi, quello che vedo (sempre parzialmente, eh?) è che sei arrivata a risolvere con il tempo alcuni temi, proprio con il controllo. Forse diamo nomi diversi alle stesse cose, non so.

    Rispondo sulla storia di certe scelte a 3 anni. 3 anni. A volte vorrei dire bene ad alta voce questa cosa: 3 anni. Quale cosa insegno, guido, controllo permettendo a un bimbo di tre anni di vestirsi come vuole lui?
    Per me questa scelta ha un senso pratico non pedagocico. Alla mattina si esce e si va a scuola dell’infanzia, sono piccoli, perché devo permettergli di chiedermi ogni mattina la stessa maglietta dell’uomo ragno o le scarpe lampeggianti? In momenti “speciali” permetto loro di avere la loro maglietta preferita ma non deve essere una fissazione o un ricatto “se non me la fai mettere non esco…” No, a tre, quattro, cinque proprio no. Non è che anticipiamo sempre più l’adolescenza?

    Tema alimentazione è OT ma chiudo dicendo che per quello che posso portare dalla mia esperienza i disturbi alimentari non sono legati all’educazione a mangiare in modo bilanciato e variato ma a fattori ambientali di non serenità che certi bambini vivono. Se devo lavorarci sopra, lavoro sul mio stato d’animo e non sulle scelte da ristorante. This is OT…

    E come al solito mi sono allargata…ma qui i Genitori Crescono mica oziano.. Notte…

  • Serena (author) ha scritto:

    @MammaCattiva scusami ma non ho capito proprio quale parte di quello che ho scritto ti ha confusa. Estivill dice di lasciare la stanza anche se il bambino sta piangendo, e questo io non l’ho assolutamente detto, perché questa è la parte del metodo Estivill a cui sono completamente contraria. Ho fatto la battuta sul fatto che non avrei mai applicato il metodo e infatti non l’ho fatto, ma non perché si sono sempre addormentati bene da soli, anzi. I problemi che abbiamo avuto e come ho fatto per risolverli hanno riempito moltissimi post di questo blog e raccolto centinaia di commenti.
    Vengo però al tuo discorso.
    Premesso che io sono totalmente d’accordo con te sul fatto che quello che i bambini possono decidere da soli deve essere commisurato alla loro età, e un genitore si deve comunque assumere un ruolo di guida (e ho detto guida, e non controllo) per far si che le scelte dei figli siano moderate sulla base di opzioni possibili e in base al suo interesse. Io ad esempio al Vikingo intorno ai due anni concedevo di scegliere la maglietta tra due possibili, mentre Pollicino (2 anni tra poco) non mostra ancora nessun interesse per questa faccenda quindi continuo a decidere io. Perché dici che non esiste che a 3 anni possa decidere cosa indossare? Te lo chiedo sinceramente perché per me quella dell’abbigliamento con il Vikingo è una battaglia che ho deciso di non combattere perché la ritengo troppo faticosa e ne ho altre più importanti da fare.
    Mi sono permessa di suggerire a simplymamma di non forzare la mano con la figlia perché l’età dei due anni e mezzo è un’età difficile. A quell’età vogliono avere loro il controllo e alcuni bambini dal carattere particolarmente determinato, possono veramente intraprendere lotte di potere solo per il gusto di darti contro. Per questo ho pensato di suggerire di lasciare alla bimba un margine di decisione, quello di scegliere quando addormentarsi, che in realtà è solo apparente visto che l’imposizione di andare a letto comunque non le consente di continuare a giocare come vorrebbe. Del resto è veramente fisicamnete impossibile costringere un bambino di 2 o 3 anni ad addormentarsi se non vuole farlo (chiaramente è diverso con un neonato o un bambino più piccolo). A questa età cedere un pochino sulle pretese li porta spesso sulla nostra strada. E’ chiaro che crescendo i bimbi ci sono sempre più compromessi da fare, e mi sembra giusto che siano gli stessi figli a reclamare i loro spazi di movimento per potersi affermare come individui pensanti con la loro testa.

    Sul discorso del cibo la faccenda è ancora più complessa viste le implicazioni sulla capacità di sentire il senso di fame e di saperlo riconoscere e i rischi di disturbo dell’alimentazione che possono innescarsi e di questo sei probabilmente pienamente consapevole.
    Se vuoi però ne parliamo meglio su uno dei post specifici sull’alimentazione.

    Comunque dubito fortemente che i tuoi figli da grandi ti porteranno all’ospizio e butteranno la chiave ;)

  • Mamma Cattiva ha scritto:

    Serena, scusami però io trovo una contraddizione in quello che dici. Ho letto con estremo piacere quello che hai suggerito a Simplymamma e ho pensato “ma non è poi infondo questo che Estevill dice di fare?” E credimi io considero quello di Estevill un libercolo…
    Poi però dici di non averlo mai applicato e te ne guarderesti dal farlo ora che entrambi si addormentano da soli. E ti credo. Perché mandare i bambini ad imparare a nuotare quando lo sanno già fare?

    Vorrei riuscire a trasmettere un pensiero ma mi riesce sempre molto difficile perché quando ci provo finisco sempre per passare per quella che la fa facile e che da’ poco spazio alle scelte dei figli.
    Io non ci credo così tanto a questa cosa che i bimbi molto piccoli (sottolineo molto piccoli) siano già in grado di dire quello che vogliono e che bisogna lasciarli decidere quello che fare, mangiare, dormire quando e come. Credo che questa cosa possano iniziare a farla intorno a un’età convenzionale di 3 anni? (la butto lì, eh?). Io proprio non ci riesco a dare ragione a chi mi dice che suo figlio/figlia a sei mesi, un anno, due anni decida a che ora si va a letto, cosa indossare la mattina, cosa mangiare a oranzo e a cena, etc etc Ho due bambini molto diversi ma da noi le regole devono essere uguali per tutti o, scusami, è la totale anarchia, è il totale sopravvento. Li osservo, li ascolto, cerco di capire il loro carattere e i loro gusti ma distinguo anche abbastanza lucidamente quando si tratta di capricci o di incapacità di decidere da soli per cui si intestardiscono su una determinata cosa. Se dessi retta alla mania sui colori dei cibi di Picca a questa ora mangerebbe solo pasta in bianco e mozzarella. Faccio un enorme fatica a farla mangiare ma non cedo, non esiste che sia lei ad impormi cosa mangiare e cosa non. Non esiste che la mattina a tre anni decida cosa indossare. E sarebbe la stessa cosa se alle 9:00 mi dicessero “io a letto non ci vado”.
    Non so, ma un po’ di determinazione, voce salda e convinzione che stiamo facendo bene, potrebbe aiutare? Provo solo a insinuare un dubbio in questa conversazione e non a non essere comprensiva perché non è che io sia immune dalle complicazioni.

    Io poi faccio fatica a espormi così, soprattutto laddove vedo molta conciliazione, perché ho un po’ paura che con tutte queste mie convinzioni poi i miei figli da grandi mi porteranno allo spizio e butteranno via la chiave e invece tutte quelle che hanno lasciato decidere ai bambini saranno cercate e coccolate ;) )

  • Serena (author) ha scritto:

    Lanterna mi hai fatto morire con l’idea di applicare Estivill alle gatte! :D
    Il secondo che era un estevillizato da solo mi fa pensare proprio al fatto che forse i bambini con i quali il metodo funziona senza troppi drammi hanno proprio bisogno di trovare la tranquillità da soli, come il tuo secondo.
    Io non ho mai applicato il metodo Estivill e me ne guardo bene soprattutto che ormai si addormentano entrambi da soli e nel loro lettino quindi non ne ho davvero bisogno, però non ho nessun dubbio sul fatto che con Pollicino avrebbe potuto funzionare benissimo, perché lui è uno che nella vita si trova sempre una sistemazione da solo. Se ci giochi è contento, sennò si diverte da solo, da piccolo se lo imboccavi bene, sennò in qualche modo il cibo lo prendeva. Se ha sonno e lo metti a letto dorme, se non lo fai non importa, in qualche modo resiste senza dare in escandenscenze. E’ tutto nella sua capacità di autocalmarsi, una capacità tuttora totalmente assente nel Vikingo.

  • Lanterna ha scritto:

    Premesso che Estivill non lo applicherei neanche alle mie gatte (che pure se lo meriterebbero).
    Premesso che senza mio marito non mi addormento bene, e che dormire da sola è stato sempre l’unico aspetto negativo del vivere da sola.
    Premesso che a casa mia l’imperativo è dormire dormire dormire.
    Penso che già l’idea di un metodo da applicare rigidamente sia un po’ ridicola: non siamo tutti esseri umani, diversi l’uno dall’altro? Soprattutto, non siamo tutti esseri umani in continua evoluzione, per cui magari riesco a farti fare una certa cosa tra l’anno e i 18 mesi, ma poi son daccapo?
    Con la mia prima figlia, non c’era verso di lasciarla sola un secondo quando era sveglia, figurarsi nel momento dell’addormentamento. Lunghi addormentamenti, quindi, e notti raramente interrotte, fino a quando non ha più preso il ciuccio (4 anni). Da circa un anno, ci siamo “rassegnati” a dormire nella stessa stanza.
    Il secondo era un estivilizzato naturale: dovevi metterlo nel lettino e andartene, se no si ringalluzziva e addio sonno. Lui faceva due beh e crollava.
    Entrambi i miei figli da neonati si incazzavano se li mettevo nel lettone. Poi sono cambiati, e adesso dormiamo nella stessa stanza tutti e 4, a volte tutti e 4 nello stesso letto (da una piazza e mezza, oltretutto).
    Prevedo di sfruttare l’estate per sponsorizzare la divisione tra la loro cameretta e la nostra, ma in maniera molto soft. Dopotutto, finché dormono in una qualche maniera, non commettono nessun reato.
    E sono certa che tra 5-6 anni schiferanno persino le mie carezze, altro che dormire insieme.

  • Serena (author) ha scritto:

    @simplymamma si, si fammi sapere. L’importante comunque è che iniziate a viverla in modo più sereno :)

  • simplymamma ha scritto:

    cara serena è incredibile come certe frasi siamo illuminanti mi riferisco a “tu non puoi obbligarla ad addormentarsi. Andare a letto e dormire sono due cose distinte. Tu decidi quando si va a letto, lei decide quando dormire.” perchè in realtà io ho sempre preteso che lei dormisse quando la porto a letto e psigologicamente (ma anche fisicamente) è logorante vedere che da quel momento fino al sonno passa un sacco di tempo e soprattutto inizio a cercare di far qualcosa per aiutarla: dondolarla, parlarle , sedia a dondolo forzando il suo sonno (mi ripeto non è che lei non è ha perchè è palese ma proprio non lo accetta)è così da quando è nata l’abbiamo sempre aiutata ad addormentarsi. ma adesso basta e l’ho deciso da ieri dopo averti scritto il commento. infatti sono andata in cucina e le ho detto andiamo a nanna, dai il bacio a papà io prendo il mio libro e leggo mentre tu cerchi di dormire lei si è messa e letto con gli occhi che avrebbero voluto chiudersi e io con la mia lucina da libro ho iniziato a leggere al buio “io leggo e tu cerca di dormire” ho cercato di non guardarla di lasciarle fare i suoi movimenti…ad un certo punto non l’ho più sentita (era passata all’incirca una mezz’oretta) mi sono girata e che stava facendo??? ti faccio ridere….le ombre cinesi sul muro…sono scoppiata a ridere…insomma questa bambina trova sempre l’energia di scoprire il mondo. ho chiamato il papà, li abbiamo fatto vedere la scoperta della cucciola, io sono uscita dalla stanza, lui si è seduto accanto al al letto e dicendole adesso dormi…finalmente si è addormentata da sola nel letto.
    e da oggi questa sarà la nostra scelta:
    il pomeriggio non dorme più (così che la sera sarà molto più stanca anche se più nervosa. anche perchè il riposino pomeridaiano l’ho sempre imposto io, lei non lo cerca ovviamente e anche lì se ne va un’altra ora)
    la sera stabilirò l’orario che si andrà a letto, mi porterò il mio libro (dopo aver letto qualcosa a lei o ninna nanna etc) spegnerò la luce..lei si farà le sue ombre cinesi e attenderò che decida quando dormire.
    scusa se mi sono dilungata….ma credimi per me l’esperienza della maternità coincide col problema nanna-
    ti faccio sapere come prosegue.
    grazie davvero!

  • francesca ha scritto:

    proprio stanotte, dopo essermi lamentata ieri perchè il mio Bibo non dormiva, abbiamo fatto “ben” 6 ore di sonno filate….ovviamente tutti in un letto…gatta compresa! mi è sembrato di capire (dopo varie prove con varie pappe diverse) che i problemi di sonno del piccolo siano legati a disturbi del pancino ma non perchè ha fame, anzi! perchè non riesce a digerire, almeno credo! vuol dire che continuerò a dargli semolino leggero leggero fino a 18 anni :-) fatto sta che ha bisogno del latte di mammà prima di dormire…se questo vuole questo gli do…alla faccia di tutti i metodi e speriamo che vada avanti bene

  • roberta ha scritto:

    Divago un pò (lo so che non è un sito per gemelli) e forse per qualcuno sarò anche un pò fuori luogo ma il mio intento è solo quello di suggerire una visione “multipla”?!
    A proposito di co-sleeping, beh, noi 5 non lo abbiamo mai utilizzato come abitudine (anche da malati non stanno volentieri e a lungo nel nostro letto…per scelta LORO!) ma i bambini sì, dalla nascita fino ad un paio di mesi fa (hanno 6 anni).
    E’ opinione comune che i gemelli debbano condividere lo spazio perchè così era nella pancia della mamma, perchè da loro sicurezza e serenità, perche si consolano ecc. ecc. MA…come ho detto qua

    http://www.marypoppins-giocale.blogspot.com/2011/02/separare-i-gemelli.html

    da qundo abbiamo separato i letti dormono più tranquille e si svegliano più sorridenti…e il co-sleeping?!?

    Fare il genitore è come fare l’equilibrista…devi solo sperare di non cadere e non c’è libro, studio scientifico, teoria, metodo o altro che te lo possa insegnare.

  • Serena (author) ha scritto:

    @simplymamma sappi che ti sono mooolto mooolto vicina! Io credo che 2 anni e mezzo sia troppo tardi per applicare un qualsiasi metodo, e visto soprattutto che siete nel pieno dei terrible two, mi affiderei più ad un sano buon senso. A questa età quello che puoi fare è di imporre l’orario di andare a letto, visto che chiaramente tu non puoi obbligarla ad addormentarsi. Andare a letto e dormire sono due cose distinte. Tu decidi quando si va a letto, lei decide quando dormire.
    Se non avete un rituale della nanna trovatene insieme uno. Per me il primo step è di metterla a letto tutte le sere sempre alla stessa ora, anche a costo di stare chiusa con lei in stanza per 2 ore. Quando avrà accettato questo passo, sarà più semplice fare il successivo, ossia farla addormentare appena andata a letto.
    Dovete trovare una strategia insieme perché si rilassi. Se fossi in te la coinvolgerei direttamente nella faccenda, provando a farle un discorso diretto del tipo “capisco che è molto difficile per te accettare di smettere di giocare e andare a dormire. Lo capisco perché quando ci si diverte non si vorrebbe mai smettere. Io però sono preoccupata per te, perché vedo che se non dormi abbastanza poi il giorno dopo sei troppo stanca e magari fai capricci e non riesci a giocare bene. Dobbiamo trovare insieme un modo per farti rilassare, così che tu possa riposare” Insomma, hai capito il senso di quello che voglio dire, vero? Rendila partecipe al procedimento, per evitare il senso di lotta di potere su questo punto.
    Naturalmente il mio è solo un consiglio sulla base della mia esperienza. Valuta tu se pensi che possa funzionare oppure no.
    Fammi sapere che ne pensi.

  • simplymamma ha scritto:

    cara serena sono qui a leggere mentre so che devo dar dormire mia cucciola che è uguale al tuo vikingo…e sono contenta perchè alle volte mi sembra che come la mia non ci sia nessuno. il mio problema non è tanto i risvegli notturni che sono durati 18 mesi e durante le malattie ma l’addormentamento. è sveglia da stamattina alle 8 ha solo 2 anni e mezzo ha gli occhi piccolissimi dalla stanchezza ma continua a saltare giocare correre sempre più…e non c’è mai lo sbadiglio, il rilassamento…ho provato tutto (tranne estivill) ma non lo accetta. adesso peggio di prima sono urla e grida e la porto in camera piangendo (prima invece era più gestibile) e noi non ce la facciamo più perchè per farla dormire può passare anche un’ora e mezza nonostante la sua stanchezza. si chiama rifiuto del sonno…ma credimi non ne posso più e va a finire che le urlo di dormire, o le do uno schiaffetto sul sul culetto (e così non va)…se tu hai un consiglio ti prego di indicarmelo perchè io sinceramente non ne posso più e sono tentata di non portarla a letto aspettando che crolli da sola che ne so sul divano per terra dove vuole. questo non è mai accaduto…mai addormentata perchè gli occhi si chiudono da sola (adesso continua a saltare) insomma credo di non avere speranze. scusa se mi sono dilungata ma ho proprio bisogno di aiuto.

    ed è proprio vero che per fare il secondo hai bisogno che dorma perchè così non ci penso nemmeno….

  • Mamma Cattiva ha scritto:

    Qui il nick mi frega perché sembra quasi scontato che a casa nostra si applichi il metodo Estevil.
    E’ vero in parte nel senso che ho letto il suo libercolo e l’ho fatto insieme ad altri per sentire varie voci ma quello che ho personalmente concluso è che Estevil abbia avuto l’intuizione di portare a sistema (e ci ha fatto un mucchio di soldi) un metodo e una tecnica che qualsiasi persona di buon senso, pediatri compresi, ti potrebbero suggerire e cioè che i bambini hanno bisogno di confini, di essere guidati verso l’autonomia, che hanno bisogno di rituali e che devono trovare degli appoggi anche al di fuori dei propri genitori.
    Questa la teoria.
    Nella pratica (e qui mi complimento per l’intervista perché ha il pregio di dimostrare proprio questo) i bambini sono molto diversi tra di loro e quello che funziona con uno può fallire miseramente con un altro.
    I miei bambini sono diversi, molto diversi ma con entrambi ho provato fin dall’inizio (mi prendevano in giro perché ho iniziato a farlo ai tre mesi) il mio personale metodo di ritualizzazione: si andava a letto alla stessa ora, nel proprio letto, con una serie di passaggi pieni di significato, anche una ninna nanna che però non aveva lo scopo di addormentare, abbiamo trovato insieme l’oggetto transazionale (Leo l’ha scelto subito, mentre Picca solo qualche mese fa, a 3 anni). Risultato: con Leo ha funzionato da subito, non ho neanche dovuto subire pianti o quella storia che vomitano pur di richiamarti. Per lui è sempre stato un piacere andare a letto, tant’è che quando capitano poche volte di insofferenza capisco che c’è qualcosa che non va. Quello che ripeto spesso è che non è stato Estevil ma solo un gran culo!
    Con Picca le cose sono andate diversamente nel senso che di carattere è più testarda e poco ragionevole. Ma non ci siamo mai arresi. Il nostro sonno ha sempre avuto la priorità e insistendo anche lei ha iniziato ad avere un buon rapporto con il sonno.
    Personalmente credo che più si va avanti nel tempo e più è difficile abituare i bambini a trovare il sonno da soli. Chi si trova a farlo oltre i due anni patisce talmente tanto che si crea un circolo vizioso.
    E bisogna sempre accertarsi che non ci siano cause diverse che disturbano il sonno. Questo lo dice anche Estevil. Questo te lo direbbe qualsiasi buon pediatra.

  • Serena (author) ha scritto:

    Eccomi finalmente in grado di commentare questo post. Prima di tutto ringrazio tutte quante, perchè nonostante sia evidente la reciproca disapprovazione, e mi verrebbe quasi da dire odio dei sostenitori di un metodo contro quelli di un altro, il tono dei commenti resta decisamente controllato :)
    E’ incredibile come il tema pro e contro Estivill riesca a scaldare sempre gli animi. Quando ho chiesto ad Alessandra, la mamma del post, di raccontare la sua esperienza l’ho fatto pensando proprio a provare a scardinare queste certezze. Alessandra stessa racconta di come lei dopo aver messo in atto il metodo con il primo figlio era convinta che fosse adatto a tutti, e lei stessa si è dovuta ricredere al secondo figlio.
    Io ho espresso le mie durissime critiche al metodo Estivill in un post apposito, dai commenti raccolti in due anni su questo sito mi sembra però sempre abbastanza evidente come quelli che hanno applicato il metodo con successo, non hanno faticato più di 2 o 3 giorni, e hanno visto miglioramenti sin dall’inizio. E così so bboni tutti ;)
    A parte gli scherzi, nonostante il metodo sia condannato da molte associazioni di pediatri, è evidente che dipende da quanto tempo si lascia piangere il bambino. E qui mi ricollego al commento di Roberta (la mamma di due gemelli). In effetti mi capita spesso di pensare alle mamme di gemelli da quando ho un secondo figlio e mi rendo conto del fatto che alla fine, volente o nolente, lo lascio piangere più a lungo prima di poter intervenire a soddisfare i suoi bisogni (e non parlo solo del sonno). Non perché me lo dica chissà quale professorone del momento, ma perché mi è fisicamente impossibile consolare due bambini contemporaneamente. E allora si prendono anche un po’ le distanze e si finisce per dire che un po’ di pianto non ha mai fatto male a nessuno. Ovviamente non sto parlando di “ore” come dice Chiara (vorrei però far notare che nemmeno il perfido Estivill dice di lasciar piangere il bambino da solo per ore), ma di un minuto o due perché non sono nelle condizioni di saltare sull’attenti ad ogni minimo lamento come potevo fare quando avevo un solo figlio da accudire.

    Un’altra considerazione generale che scaturisce dai commenti di chi sostiene il co-sleeping. Mi sembra che spesso partiate dal’assunto che il bambino che ha difficoltà ad addormentarsi nel lettino, non avrebbe la stessa difficoltà se i genitori acconsentissero a farlo addormentare nel lettone. Ecco, questa non è la mia esperienza. Il Vikingo non si è mai riuscito ad addormentare nel lettone perché per lui il problema dell’addormentamento era l’ipercinesi da stanchezza, o da sovrastimolazione eccessiva. Mica che lo portavo in discoteca eh, è che lui andava su di giri in modo incontrollato anche solo guardando il lampadario! Addormentare il Vikingo nel lettone era una guerra corpo a corpo, e con lui ha funzionato solo tanta pazienza e la mitica Tracy Hogg si cui ho parlato ripetutamente. Questo per sottolineare come anche il co-sleeping non è detto che sia la soluzione per il bambino, oltre al fatto che potrebbe creare problemi di sonno ai genitori.
    Su una cosa sono d’accordo con molti commenti, l’importante è dormire, quindi poi alla fine mi sembra che ogni famiglia cerca di minimizzare i danni come meglio riesce.

  • deborah ha scritto:

    Se i bambini non sono tutti uguali, neppure le mamme lo sono. Io non riuscivo a dormire neppure con un bambino “solo” nel letto, figuriamoci due o tre. Quanto ai risvegli notturni, se mi sveglio è difficile che mi riaddormenti..purtroppo! Se dormo poco e male per una settimana arrivo a limiti di isteria e crisi di pianto
    Volevo far notare che si parla solo del bambino, ma che invece quello familiare è un rapporto tra due o più persone e che le esigenze di ciascuno vanno contemperate. Si procede per compromessi.
    Non ho adottato in toto il metodo estevill, perchè il contatto fisico nella consolazione dei bambini per me è fondamentale. Ma rimane comunque uno strumento, da delle giuste indicazioni.
    Inutile negare che dormire almeno 8 ore di fila rende in linea di massima più contenti. Il co- sleeping va anche bene, ma come un’eccezione, una coccola per un brutto sogno o un’influenza… invidio quelle persone che riescono davvero a dormire bene col figlio in mezzo al lettone tutte le notti…però, secondo me, non ce la raccontano proprio tutta!

  • chiara ha scritto:

    se prendi un letto molto grande non è un’illusione, ma una realtà.
    e alla mattina anche io vado al lavoro… e devo prestare attenzione a quello che faccio, visto che dirigo un’azienda con 12 dipendenti

  • roberta ha scritto:

    @LORENZA…esatto “equilibrio” e “serenità”…in 5 in un letto è un’illusione…

  • Lorenza ha scritto:

    Grazie per questo post! La mia Piccola è come il secondogenito di questo racconto, non ha mai dormito e tuttora a quasi 2 anni e mezzo si sveglia molto spesso. Leggendo questa esperienza sento che se non sono riuscita finora a farla dormire forse non è tutta colpa mia, ma c’è anche una componente di sfiga :-)
    Io sono stata sempre contraria al metodo Estivil perché mi sembrava brutale. Una volta però, ho provato ad applicarlo ma dopo 40 minuti di pianti ho desistito.
    Da un lato penso di aver fatto la scelta giusta, però devo dire che la situazione mi pesa perché ad oggi lei dorme nel lettino vicino a noi, se va bene resta lì tutta la notte con 2-3 risvegli, se va male almeno 5-6 risvegli con incursioni nel lettone. Posso assicurare che non è una situazione né idilliaca né riposante, anche perché la mattina la sveglia suona presto e al lavoro devo prestare attenzione a quello che faccio.
    Quello che sento è una mancanza di equilibrio. Vorrei, come detto da altri, che il lettino significasse uno spazio sereno e autonomo per il sonno, vorrei evitare l’angoscia che vedo in mia figlia quando si sveglia di notte, perché non ne capisco le cause.
    E perché no, vorrei dormire una notte di fila perché in certi momenti sono davvero sfibrata, è un pensiero così egoista?

  • silvia ha scritto:

    Non capisco perchè questo metodo (o forse sono io che lo noto) provoca un odio profondo da parte delle persone che non lo appoggiano! Forse mi manca qualche info in più (sull’autore per esempio) ma veramente tutte le discussioni che ho sentito o letto sull’argomento scatenano guerre di pareri opposti. Bho, io l’ho usato e ha funzionato ma non mi sento di difenderlo a spada tratta. E’ anche un discorso culturale, credo!

  • chiara ha scritto:

    ma a voi piacerebbe se vostro marito vi lasciasse piangere per ore , da sole in un’altra stanza, proprio quando avete bisogno di un abbraccio?
    non sentite la violenza di questo metodo? mai letto le evidenze scientifiche dei danni causati dal metodo dell’estinzione?
    http://www.bambinonaturale.it/2010/03/sogni-e-bisogni-cosa-e-normale-aspettarsi-da-un-bambino-che-dorme/
    io dormo con i miei figli ( 5-3-1 anno) da quando sono nati , tutti insieme nel lettone e per il babbo, che viaggia molto per lavoro, è una gioia sentire il profumo e il calore della loro pelle. non dò aggiunte notturne nè latte vaccino per farli “tirare tutta la notte ” perchè i risvegli sono fisiologici e non mi faccio sostituire da un ciuccio di plastica!

  • roberta ha scritto:

    Quella di seguito NON vuole essere una critica nei confronti di nessuno (le detesto a prescindere dal tema e da chi le fa!!!!), ma uno spunto per vedere la questione da un’altra prospettiva…
    Premetto che quando sono nate le gemelle ero fisicamente e moralmente SOLA, mai un giorno, tornata a casa dall’ospedale, c’è stato qualcuno a casa o vicino ad aiutarmi e il papà, anche se meraviglioso, fuori casa tutto il giorno per ovvi motivi; in più ho allattato al seno sempre fino a 14 mesi…
    E’ ovvio, a questo punto, che NON AVEVO TEMPO…per niente!!! Nè di giorno nè di notte: quello che raccontate tutte è lo stesso che capitava a me con la sola differenza che era moltiplicato per due IN CONTEMPORANEA !!!!
    E’ scontato dire che qualcuno che piange per l’attesa c’era sempre in dipendentemente da tempi, modi e tecniche…
    Ai 22 mesi delle cucciole ho partorito di nuovo…
    A distanza di tempo (adesso hanno 4 e 6 anni) quando ormai tutto è serenamente sistemato e ci si alza solo in caso di brutti sogni, pipì o mal di pancia, mi chiedo se qella mancanza di tempo che mi devastava fisicamente non sia stata un bene per la “visione d’insieme” dei problemi…tutti…nello specifico il problema non era solo farle addormentare (sole o no) ma che RIPOSASSERO SERENE, che capissero che il lettino non era una punizione e che se nella notte si svegliavano de sole…NON ERANO SOLE…
    Concludo (scusate la lungaggine) chiedendomi se chi può affrontare un solo “problema” (un bambino) alla volta, avendo più tempo ed unergia da convogliare in una sola direzione non perda un pò di vista il quadro generale rimanendo invischiato in una serie di contraddizioni,insuccessi e giudizi esterni che affondano l’autostima e le capacità materne di gestire e risolvere…

  • mammamicia ha scritto:

    riporto anche io la mia testimonianza: ho letto Estevill e Tracy Hogg e molto altro. Alla fine nelle mie disperate notti non so cosa esattamente ho applicato, forse un mix di entrambi, anche a seconda del mio grado di stanchezza.
    Alla fine non posso dire che mia figlia non dorme (ha 2 anni e mezzo) ma dipende: ci sono settimane che si fa 10 ore filate, altre settimane che si sveglia 3 o 4 o 5 volte. E’ sempre stata molto sensibile ed eccitabile e abitudinaria quindi sono arrivata alla conclusione che dipende molto dalle sue giornate, dal suo grado di stanchezza, dai denti che crescevano (ora finalmente ne manca solo uno) e ovviamente dal suo stato di salute in generale.
    Su una cosa sono stata costante: non l’ho mai fatta dormire con me nel lettone perchè per me significava passare veramente la notte in bianco, piuttosto mi ero trasferita io da lei con un materasso per terra.
    L’ho allattata fino a 14 mesi e negli ultimi due era solo una cosa serale/notturna e se avrò un altro figlio credo che cercherò di troncare molto prima perchè alla fine era diventato solo ed esclusivamente un ciuccio niente più. E quando ho smesso di allattare in un attimo dai 8/10 risvegli siamo passate a 4/5… ma non è sempre così…che dire, credo che ogni mamma, soprattutto se disperata, deve provare un po’ tutto nei limiti del suo essere mamma e della reazione/risposta che ottiene da suo figlio…. l’importante è DORMIRE…

  • Marzia ha scritto:

    Che bello leggere nei fatti il concetto di “i bambini non sono tutti uguali”. Dopo anni di ogni genere di manualistica e di vita quotidiana con un bambino che sfugge ad ogni categorizzazione … è un sollievo. Non ho mai avuto attrazione per metodi che prevedessero di ignorare il pianto forse perchè mio figlio piangeva davvero poco per quanto stava male a causa del reflusso. E ora ne sono ancora più felice. Infatti solo recentemente ho scoperto che molti bambini con problemi di comportamento sono stati neonati con problemi di salute, per carità non gravi, come il reflusso poichè il dolore fisico che non viene placato neppure da chi ti sta accanto e ti nutre come la mamma (anzi il dolore aumenta proprio dopo essere stato allattato) può causare un grosso senso di solitudine e di abbandono nel bambino che alza barriere di autodifesa. Ovviamente non accade a tutti, ci dev’essere un temperamento già particolarmente sensibile di base, ma non mi stupisco che mio figlio non abbia mai dormito più di 2 ore di seguito per quasi due anni. Solo al compimento dei 6 anni Alex è riuscito a trovare un ritmo di sonno più adeguato e ora si sveglia solitamente non più di una volta per notte. Sono convinta che nessun metodo avrebbe potuto accelerare questo processo proprio perchè non si trattava di cattive abitudini, lui non dormiva comunque con me o senza di me, nel suo letto o nel lettone; era solo un bambino ipersensibile e incavolato. Adesso, almeno la notte, non combatte più. Quindi speranza per tutti!

  • LGO ha scritto:

    Con la prima figlia, mi lamentavo perché a un anno ancora non camminava. Tranquilla, mi diceva mio marito, prima o poi lo farà. Conosci qualcuno che non ha imparato?
    Con la seconda mi lamentavo perché non mangiava. E la pediatra mi guardava e mi mostrava le tabelle. Cresce, lo vede? Di che si preoccupa?
    Con il terzo, ero davvero distrutta (nessuno di loro ha mai dormito tutta la notte, ma averne tre che si svegliano è davvero pesante). Mi lamentavo con una collega, le spiegavo che il piccolo non doveva assolutamente venire nel lettone, non si fa! E lei mi rispondeva che i figli diventano grandi, e quando hanno i brufoli non vogliono più neanche toccarli, i genitori. Perché privarsi delle coccole quando sono ancora piccoli?
    Da quando ho deciso di non farmi più problemi per il loro sonno, non è che i risvegli siano scomparsi. Ma siamo tutti più sereni, almeno su questo, e i bambini ci mettono di meno per riaddormentarsi. Insomma, è tutto un po’ più gestibile.
    (Ma non c’è uno straccio di numero su Estivill? Io comunque non c’ho mai neanche provato. Resto dell’idea che un bambino di pochi mesi non piange per capriccio: ancora non sa cosa sono, i capricci. E se piange perché vuole avere qualcuno vicino, lo posso anche capire. Anche a me piace avere qualcuno nel letto ;-) )

  • Letizia ha scritto:

    Gloria, leggerti mi conforta sempre! Gracias!
    Anche io faccio fatica a “lasciarmi convincere dai metodi”, salvo poi sentirmi un po’ in colpa perchè appunto non riesco ad applicarli.
    Il mio Pagnotta ancora oggi a 2anni e 3mesi dorme nel lettino di fianco a noi e si addormenta solo se vicino a me nel lettone. Quando a volte mi scoraggio perchè non ho più alcuna vita sociale e i pochi amici che avevo, bè…sono ormai andati, penso che arriverà troppo presto il giorno in cui rimpiangerò i momenti in cui mio figlio mi voleva tutta per sè e si sentiva libero di lasciarsi andare all’incognita del sonno solo se accompagnato dal mio profumo e dal tatto della mia pelle.
    In bocca al lupo a tutte

  • ANNALISA ha scritto:

    Ho due bambini (4 e 2 anni) e come da manuale, dato che il primo è stato sempre superbravo, il secondo s’è rivelato una bomba ad orologeria. Il primo dorme anche 12 ore per notte e non lo svegli manco coi petardi, si addormenta dopo una routine rigida e costruita con lui, e non si scompone mai (tranne che per malattie, fortunatamente rarissime). Il secondo è stato fino ai 18 mesi in camera con noi (c’era anche l’altro anche lui nel suo lettino, ai piedi del letto) di fianco a me. Siamo stati fino ad agosto scorso vicini e compagni di stanza. Poi finalmente abbiamo separato le stanze, due o tre giorni di adattamento (per il primo) e da allora è DELIRIO. Ogni notte 4,5,6,7, risvegli. Avrà freddo, avrà caldo, avrà mal di pancia, avrà i denti, avrà…
    Ho provato Estivil e non ha sortito alcun effetto… ore e ore a piangere.
    Il fatto è che lui si addormenta nel suo lettino, con me vicina, ma senza grossi problemi… in 5 minuti dorme. La tragedia inizia verso le due di notte (a volte prima, a volte dopo).
    Abbiamo dormito tutta la notte (da due anni a questa parte) solo 3 volte.
    Per sopravvivere abbiamo deciso di continuare a farlo dormire nel suo letto, finchè non piange, provare a riaddormentarlo, ma poi portarlo con noi nel lettone. Sennò la mattina non è possibile alzarsi. Sono daccordo anche io che dobbiamo SOPRAVVIVERE. E mi rincuoro dicendomi che appena sarà in grado di ragionare di più lo convincerò con le parole…
    Spero che sia il prima possibile!

  • Chiara ha scritto:

    Io ho letto Estivill quando ero incinta, ero sicura che l’avrei adottato ma poi è nato il CialtrOne… per noi era impossibile applicare un metodo che prevedesse di lasciar piangere il bambino per troppo tempo (e lui ci riusciva benissimo!): mio marito è debole di cuore su questi aspetti ma anch’io, che di solito sono spietata, non ci sono riuscita. Il mio ha semplicemente cominciato a dormire a 13 mesi, quando gli ho tolto le 77 tette notturne improvvisamente per problemi di salute. Da allora non ha saltato una notte. La sorellina CialTwo, con la stessa dipendenza da tetta notturna, ha cominciato a 14 mesi, dopo che grazie al vostro post su Tracy Hogg – up & down, ho smesso gradualmente di consolarla con la poppata, e poi ovviamente grazie anche ai 250 ml di latte crescita prima di andare a letto! Io continuo a rimanere convinta che non esiste un metodo valido per tutti, ma solo tanto tantissimo culo.

  • CloseTheDoor ha scritto:

    @ Francesca:

    anche io ho continuato con la poppata della buonanotte ma proprio verso i 7 mesi sono andata in crisi perché non riusciva a saziarsi (e io stavo male, ho avuto anche un collasso). Ho tentato l’up&down ma senza successo e mi è venuto il dubbio che si svegliasse proprio per fame. Credo fosse perché a 7 mesi mia figlia non aveva ancora interiorizzato che le pappe fossero cibo, penso credesse ad una specie di gioco noioso che prolungavamo un po’ troppo, e non mangiava mai molto.

    Quindi quando si svegliava di notte, le proponevo il seno ma dopo un paio di succhiate le proponevo anche il biberon di latte “di proseguimento”, secondo la tabella che ti danno loro. Se lo scolava tutto, e poi dormiva bene. Un po’ per volta ho iniziato a proporle direttamente il biberon per la poppata notturna. Verso i 12 mesi ho dovuto rinunciare alla poppata serale al seno perché ho dovuto prendere un antibiotico, quindi adesso il rito della buonanotte comprende direttamente il biberon. Adesso ha 15 mesi e non sono rare le nottate “intere” (dalle 20 alle 6, piu’ o meno).

    Ripeto, ho parlato con il pediatra, e stabilito che due biberon al giorno di latte vaccino (mattino e sera) possono andare bene, e non ci sono problemi di peso.

  • Gloria ha scritto:

    Io sarò proprio una voce fuori dal coro, ma non sono riuscita a finire di leggere nemmeno la Tracy Hogg! Che si crei una sorta di routine, e che ogni bambino abbia una indole a sé, è verissimo, ma forse sono proprio io semplicemente un po’ troppo allergica ai “metodi” in generale!

  • laura ha scritto:

    Io col mio bimbo (che ora ha 14 mesi) avevo provato tracy hogg, consigliato da voi…un disastro! la mia schiena a pezzi e lui arrabbiatissimo perchè quando pensava di stare con me io lo ripiazzavo da solo nel letto…pura cattiveria! Ho letto Estivil e ora si addormenta placido, col suo inseparabile bambolotto e il ciuccio, se si sveglia di notte (e lo sento) si cerca il suo ciuccio, se lo rimette e continua a dormire. Io inizierò a fare i turni di notte al lavoro, se avesse bisogno davvero di me anche di notte non potrei più lavorare? Così invece lui è sereno, io sono serena e ho tutto il giorno poi per coccolarlo, di certo non credo che pensarà che non gli voglio bene solo perchè ha imparato a dormire da solo…sarò forse più fortunata di altre ad avere un bimbo che dorme, ma il merito è un po’ suo e un po’ mio! Poi è vero ogni bimbo è diverso dall’altro e non è detto che al secondo (se ci sarà) sarò altrettanto fortunata, ma tentare non nuoce, e comunque lui ha pianto sempre di più con l’up-down che con estivil.

  • Silvia ha scritto:

    Grazie Close the Door per aver citato Richard Ferber e per aver ricordato, anche in questa conversazione, che il “metodo” Estivill in realtà è una sorta di copia-incolla di diversi saggi sul sonno dei bambini, il tutto semplificato e montato insieme come fosse la panacea di tutti i mali. E questo è il vero punto debole di tutta la teoria: volerlo passare come indiscutibile, non modificabile in nessun dettaglio e infallibile. A quel punto il genitore accorto dovrebbe capire che qualcosa non quadra!
    Certo che, dovendo scegliere un “metodo”, che però va sempre interpretato, come dice Giulia come uno spunto per creare una routine personale, ci siamo sempre orientate verso Tracy Hogg piuttosto che… verso “il vegliardo nazista”.

  • anne ha scritto:

    Vi pregherei soltanto – anche, ma non solo da tedesca – di non usare il temine “nazista”. Stiamo confondando abbastanza le cose facendo così…

  • alessandra ha scritto:

    …ma non avevi scritto anche un post su un metodo che sembrava umano e fattibile? Una roba tipo up&down?

    Per portare la mia testimonianza comunque io ho fatto dormire Puzzola nel suo lettino attaccato al mio fino ad un’età assurda, per motivi personali: 7 anni!

    E nonostante abbia cominciato ad insegnarle a dormire da sola tardi devo dire che ora che ne ha quasi 9 siamo ad un buon punto: si sveglia per venire nel mio lettone (sono separata e ancora non ho un compagno) solo se fa un incubo o sta male e anzi inizia finalmente a reclamare di dormire nel suo letto. Veramente di rado ormai.

    IO da piccola sono stata lasciata piangere e da bambina mi ricordo l’angoscia di addormentarmi da sola e da adulta la prima cosa che “salta” se c’è qualcosa che non va è il sonno continuativo per le canoniche 8 ore…

  • anna ha scritto:

    anche io sono d’accordo con giulia, ognuna ha il suo metodo perchè siamo diversi noi come genitori e sono diversi i bambini. Ognuno lo trova ascoltando se stesso e il bambino e avendo come priorità quella di …dormire (= E poi è vero che è bello poter pensare ai proprio figli come persone adulte, realizzate, sicure di sè, autonome etc etc, però si dice tanto di non voler essere genitori perfetti, allora mi chiedo se non pretendiamo anche dei figli che diventeranno adulti perfetti. Quindi se mio figlio si addormenta con me vicino ( e poi dorme tutta la notte), pazienza se non acquisirà quella sicurezza nella vita che gli farà spaccare il mondo (io sono una persona abbastanza insicura, ma non infelice, ho una famiglia meravigliosa, e un lavoro che mi piace), sono più contenta a pensare che si senta coccolato in quel momento in cui mi dice: mamma mi fai una coccolina, mentre in tutti gli altri momenti della giornata è lanciato alla scoperta del mondo.

  • francesca ha scritto:

    @CloseTheDoor: ci sarebbe da tirarglielo in testa il biberon di camomilla a mio marito (a volte)!!!:-)
    cmq anch’io lo allatto prima di dormire, diciamo un’ora dopo la cena ma la notte si sveglia comunque…ohimè

  • CloseTheDoor ha scritto:

    @ Francesca: lo fai allattare da tuo marito con la camomilla! :D

    Io ho usato il biberon di Mellin 2 come buonanotte serale, è diventato proprio il rito sostitutivo della poppata della buonanotte. Le riempie il pancino, la calma e dorme molto meglio. Con il peso non ci sono stati problemi e non ho trovato obiezioni da parte del pediatra. Con i 13 mesi sono passata al latte vaccino, ma il rito è rimasto, e si vede che mia figlia se lo gusta proprio.

  • francesca ha scritto:

    buongiorno a tutte! ho letto il libro di estivill e non l’ho trovato così orrendo, per me comunque qualsiasi metodo è pressochè inapplicabile a causa del mio compagno che se lascio piangere Bibo per più di 30 secondi mi guarda schifato e accorre con un termos di camomilla. Bibo ha quasi 7 mesi, lo allatto ancora di notte e se va tutto bene si sveglia 1 o 2 volte a notte; vorrei toglierli la Tetta notturna ma non so come fare…consigli a riguardo???

  • Giulia ha scritto:

    Buongiorno ragazze, prima o poi si torna sempre a parlare del vecchiardo nazista, eh? Guardate, neo-mamme, ascoltate un consiglio dal cuore: al di là dei metodi che vi vengono insegnati, l’obiettivo primario deve essere DORMIRE. In qualunque modo. Lo troverete da sole insieme ai vostri bambini, perché come insegna anche questo articolo ogni bambino è diverso. Ascoltateli. E costruite insieme a loro il VOSTRO metodo. E non dimenticate di fare gli scongiuri. In bocca al lupo.

  • CloseTheDoor ha scritto:

    dico cose già dette: magari leggendo gli stessi contenuti ma spiegati da richard ferber invece che da eduardo estivìll, avresti la sensazione di avere davanti un medico che parla per il bene dei bambini. invece estivill ti propone un’immagine di bambini diavoletti e manipolatori – che esistono per carità, ma certamente non a 4-6 mesi – che ti fa sentire una povera idiota se dai loro retta, e soprattutto ti prefigura un futuro in cui tuo figlio si drogherà, e come sempre sarà tutta colpa tua. insomma il metodo di lasciarli piangere a oltranza puo’ andare benissimo per alcuni, ma estivill dice chiaramente che va bene per tutti, e se non funziona con il tuo, o tuo figlio ha bisogno di qualche cura, oppure tu sei un pirla. decisamente quello che si ha bisogno di sentire da neogenitori.

  • Gloria ha scritto:

    :D Infatti come ti dicevo nemmeno io sono una fan sfegatata del co-sleeping, ma dello star loro vicini nel momento dell’addormentamento e dei risvegli notturni, considerando questi come una cosa naturale. Che poi uno sia snervato lo capisco, fino ai 15-18 mesi di Siria lei si svegliava anche 6 o 7 volte per notte, e nello stesso tempo Sveva si è sempre continuata a svegliare almeno 1 o 2 volte. Adesso siamo assestati sulle 3-4 volte (tra tutte e due le figlie) e magari tra un paio di anni torneremo a dormire tutte le notti anche noi!

  • roberta ha scritto:

    Anche io ho utilizzato questo “metodo” con le mie gemelle ed è stato un successone: a nove mesi, in sole due sere, con 15-20 minuti di pianto…
    Le mamme che non condividono ti dicono, però, che non ti giudicano ma quando ti guardano si vede lontano un miglio tutto il “disprezzo” che provano nei confronti del tuo essere mamma…
    Non trovo che Estivill abbia scritto cose così orrende…non consiglia di legare i bambini al letto e bastonarli perodicamente anzi, in fondo anche i bambini che vanno al nido o alla materna possono piangere per ore ma chi rinuncia al lavoro per tenerseli a casa?
    Io ho usato questo metodo, ho smesso di lavorare e mi dedico completamente alla loro felicità giorno e NOTTE da sei anni…

  • Serena (author) ha scritto:

    @Moma al di la della discussione sul metodo in se (e ho già espresso la mia opinione nel post contro il libro fate la nanna), come mostra l’intervista, il metodo NON funziona con tutti i bambini. Io sto iniziando a formarmi un’opinione in merito. Ossia che forse i bambini che hanno sviluppato delle abitudini “sbagliate” che interferiscono con la capacità di addormentarsi e di dormire intervalli di tempo sufficientemente lunghi per riposare, riescono a trovare nel metodo Estivill una buona struttura per imparare a dormire. Quelli invece che dormono male perché hanno bisogno della mamma, restano recidivi al metodo. Insomma come sempre non esiste un metodo universale perché siamo tutti individui diversi. Forse quando pensiamo ad un bambino con problemi di sonno dovremmo chiederci quali sia veramente il problema, prima di corrrere ad offrire una soluzione qualsiasi.

    @Gloria anche io mi ricordo di averlo letto con disgusto e immediatamente accantonato. Per me il coo-sleeping purtroppo proprio non funziona, soprattutto con il Vikingo che lancia calci come un bufalo impazzito ;)
    Io penso che una cosa sia un bambino che si sveglia 2 o 3 volte per notte, pesante ma forse sopportabile, un’altra è un bambino che ogni ora si sveglia e piange. Ecco in questo caso capisco che un genitore possa scegliere qualsiasi metodo, purché funzioni! Detto ciò io continuo a vedere Estivill come l’ultima spiaggia. A casa mia quando i miei figli non vogliono addormentarsi li minaccio (scherzosamente) dicendo loro “guardate che mi trasformo in Estivill!” Che poveretti loro nemmeno sanno chi è, quindi si immagineranno un qualche mostruoso essere veramente terrificante ;)

  • Gloria ha scritto:

    Io ho letto Estivill perché ne avevo letto su “Besame Mucho” di Gonzalez e su “Facciamo la nanna” della Honegger Fresco. L’ho letto, e non l’ho finito. L’ho letto perché non credevo ai miei occhi e non pensavo che quelle cose Estivill le avesse potute scrivere davvero.

    Quando Sveva era piccolina mi sentivo ripetere che doveva imparare a dormire da sola, che non dovevo cullarla, abbracciarla, baciarla. E qualche volta, prima di leggere questi testi, ci ho anche provato a metterla giù da sola. Resistevo 2 minuti, e poi mi sdraiavo a fianco a lei e si addormentava in un attimo.

    Io non sono una fan scatenata del cosleeping, anche se quasi tutte le notti, a un certo punto della notte, ci ritroviamo in 3 o 4 nel lettone. Solo, credo che non ci sarà più un momento della nostra vita (come diceva la Montessori) in cui nostro figlio ci chiederà “Mamma, mi stai vicino prima di dormire?”. In fin dei conti, se devo dormire sola, io che sono abituata a dormire con mio marito (e spesso con le figlie) non mi addormento facilmente, o tendo a risvegliarmi.

    Il risveglio notturno e la necessità di trovare e sentire qualcuno vicino in fondo sono cose naturali, perché dovremmo negarlo? Detto questo, concordo sul fatto che risvegliarsi 4, 5, 6 volte per notte per quattro anni di fila non è una cosa piacevole, soprattutto se il giorno dopo si lavora, ma credo che faccia parte dell’infanzia, e dell’essere genitori. E, soprattutto, penso che la natura faccia il suo corso anche in questo, e nell’arco della vita di genitore 4 o 5 anni di sonno interrotto (pensate a quanto è a lungo termine il progetto di genitore) non sono poi una difficoltà insuperabile.

  • Moma ha scritto:

    Ho usato anche io il metodo e ne sono una grandissima sostenitrice. Anche con mio figlio ha funzionato in soli 4 giorni, ma a differenza della mamma che avete intervistato, il mio promo figlio si svegliava anche 20 volte per notte. Poi, anche lui a 9 mesi e con soli 4 giorni di metodo ha iniziato a dormire da solo, tutta la notte…e anche oggi che ha quasi 6 anni è ancora cosi.
    Sul nostro blog ho parlato anche io della mia esperienza e di questo metodo e devo dire che è stato un tema molto dibattuto.
    Se volete leggere anche esperienze di altre mamme, pro e contro, potete leggerli qui: http://mercatinodeipiccoli.com/2009/05/04/fate-la-nanna-un-metodo-vincente/