Intervista ad Alda: viaggio e cerimonia con un bimbo energetico

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Alda e la sua famiglia sono appena rientrati dai loro primi 10 giorni itineranti, tra Austria ed Istria, con pupo amplificato al seguito. Ci racconta le impressioni di questo primo viaggio di Tato, con tanti buoni consigli per i viaggi, le cerimonie ed il mal d’auto.

Da un tuo commento ad un nostro post, sapevamo che c’erano delle difficoltà dell’ultim’ora: la famigerata “febbre del giorno prima della partenza” che quasi tutti i genitori sperimentano. Ve la siete cavata?
Alla fine siamo partiti in auto con un giorno di ritardo rispetto alla tabella di marcia a causa della febbre improvvisa e violenta del pupattolo; destinazione Graz (Austria) dove si sarebbe sposata una mia amica conosciuta in Erasmus e dove ci aspettava, dopo ben 4 anni – cioè dal mio matrimonio – un raduno con altri 5 ex Erasmus provenienti dai quattro lati d’Europa e oltre. Inoltre, in seguito al weekend del matrimonio avevamo previsto di passare 5 giorni in Istria.
Noi abitiamo a Torino ed il tragitto fino a Graz è di circa 800 Km, quindi originariamente avevamo deciso di spezzare il viaggio in 2 giornate con un pernottamento sul lago Worther in Carinzia, una tappa “avanzata” che ci avrebbe permesso di avere un pomeriggio di riposo per caricare le batterie in vista del matrimonio del giorno successivo.
A causa della sindrome influenzale, gli 800 Km sono stati percorsi in giornata.

Come è andato il tragitto in macchina piuttosto lungo con un bambino che ha tanto bisogno di muoversi?
Come suggerite giustamente in un recente post, siamo partiti all’alba, caricando un pupo addormentato in auto e questo ci ha permesso di percorrere più di 400 Km senza problemi. Personalmente non amo le partenze notturne perché vengo sopraffatta dal sonno verso le 3 del mattino e divento incapace, non solo di guidare, ma anche di leggere i cartelli stradali (per mio marito è lo stesso). Inoltre, il pupo amplificato negli ultimi due anni non ci concede dormite propriamente ristoratrici, quindi meglio evitare….
Non appena sveglio il mio Tato si è distratto un po’ guardando in giro i camion e le auto (riconosce quasi tutti i modelli dallo stemma) e poi ci siamo fermati in un area di servizio dotata di parco giochi per fare colazione.
Purtroppo Tato soffre il mal d’auto, quindi evito di fargli assumere troppi liquidi durante i viaggi, soprattutto bandisco il latte che potrebbe risultare indigesto prediligendo cibi asciutti e leggeri. Questo è un consiglio che mi sento di dare ai genitori con figli che soffrono il mal d’auto; io stessa ne ho sofferto molto ed in parte ne soffro ancora, di conseguenza ho imparato come comportarmi a mie spese. Sfortunatamente i bambini che tendono a rimettere in macchina sono più difficili da intrattenere, poiché è sconsigliato qualsiasi diversivo che aumenti il mal d’auto come leggere, colorare o giocare ai videogames; anche la temperatura nell’abitacolo dell’auto può incidere e il caldo accentua il disagio, ma ormai con il condizionatore questo problema viene risolto. Io trovo sollievo con le caramelle alla menta, però, a mio giudizio, Tato è ancora troppo piccolo per le caramelle. Dietro consiglio della pediatra abbiamo acquistato i braccialetti, ma non so dirvi se funzionano perché il pupo li sopporta a mala pena 5 minuti, poi se li toglie! Patire l’auto è una gran seccatura purtroppo.
Tornando al nostro viaggio, dopo aver fatto sfogare un po’ il bimbotto siamo ripartiti terrorizzati dai suoi intenti: “Nanno (se stesso) vuole correre”; quando dice così e lo si asseconda solitamente ci aspettano un paio d’ore in giro a rincorrerlo da tutte la parti finché non inizia a sbandare e cadere, quindi decidiamo di metterlo contro la sua volontà sul passeggino e l’avventura termina con il solito pignisteo. Più cerchi di convincerlo più si agita: ecco un tipico esempio di loop motorio.
Per fortuna nel nostro caso si è riaddormentato per svegliarsi quando eravamo ormai vicini alla tappa pranzo prevista sul lago dove avremmo dovuto passare la notte precedente. Qui ci siamo fermati 3 ore, abbiamo mangiato, giocato ai giardini con bimbi che parlavano una lingua diversa e mai sentita prima dal pupo, ci siamo inzuppati nella fontana e siamo ripartiti. Gli ultimi 150 Km sono andati di nuovo bene.

Finalmente l’arrivo: quali sono state le reazioni alle novità del giovane viaggiatore?
L’unico vero problema è stato l’arrivo, perché noi eravamo piuttosto stanchi, mentre Tato era arzillo come non mai, eccitatissimo dal luogo nuovo (per la prima volta in hotel) e dalla conoscenza degli amici dei genitori che parlavano una lingua diversa… perfino i suoi genitori, ora, parlavano una lingua diversa!
Per fortuna il mio bimbo amplificato, a differenza di quielli di Silvia e Serena, non ha grossi problemi ad affrontare le novità e si è rivelato molto flessibile nell’adattarsi a nuovi ritmi anche per quanto riguardo il cibo, per lui cosa molto importante. Infatti, da un lato mio figlio è un mangione, lo è sempre stato, mangia quasi tutto purché non sia troppo elaborato; dall’altro non è MAI stato regolare nei suoi ritmi, soprattutto da neonato.

Come avete affrontato la cerimonia del matrimonio ed il ricevimento successivo, con i suoi tempi lunghi e faticosi anche per i grandi?
Il matrimonio è andato bene. La cerimonia si svolgeva a metà pomeriggio, ma alle 13:30 era previsto l’aperitivo a casa della sposa. Tato aveva mangiato qualcosa prima dell’aperitivo e lì ha spizzicato; poi, essendo di natura estremamente socievole, ha subito fatto amicizia con un coetaneo austriaco amplificato quanto lui ed è entrato in buona relazione con un cane da caccia buonissimo… insomma il tempo è passato anche se noi genitori, e soprattutto mio marito che lo sorvegliava da vicino, abbiamo avuto poco tempo per fare conversazione!
Una cosa che mi manca quando siamo con gli amici, vicino o lontani, è trovare il tempo per fare discorsi un po’ complessi e continui: con Tato è un’impresa disperata!
Durante la cerimonia il pupo ha dormito in auto e mio marito è rimasto con lui, quando si è svegliato ha approfittato della festa. Al ristorante si è scatenato nelle danze (gli piace un sacco ballare), giocava con i bimbi austriaci vestiti in costume e provava ad imitare la loro lingua. Fuori dal ristorante c’erano gli animali ed era uno spasso dar loro da mangiare. Insomma, era talmente occupato che non ha quasi toccato cibo, cosa per lui assolutamente inusuale; verso le 23 cominciava letteralmente a “spalmarsi” ai piedi degli orchestrali: ecco il segnale, era ora di andare via. Così abbiamo fatto e nonostante noi fossimo abbastanza provati dal viaggio del giorno precedente, dalle sole 7 ore di sonno e dalla festa inframmezzata da corse vorticose dietro il pupo, dagli sforzi per calmare crisi e capricci, possiamo dire con soddisfazione di aver partecipato ad una bella festa.

I giorni di vacanza successivi come sono andati?
Il resto della vacanza è stato più facile da gestire perché non avevamo vincoli di orari o luoghi ed anche i tragitti verso l’Istria e poi verso casa erano un po’ più brevi del primo.

Dopo questa prima esperienza con il tuo bambino duenne, raccontaci impressioni, riflessioni e consigli che senti di dare agli altri genitori.
Il consiglio è per i genitori che devono partecipare a matrimoni o altre cerimonie con i bimbi, amplificati e non. Per la nostra esperienza, considerando che da quando è nato il pupo abbiamo presenziato a ben 5 sposalizi (il primo quando aveva solo 2 mesi e mezzo ed io facevo la testimone), è assolutamente fattibile, basta trovare il modo di farli riposare tra la cerimonia ed il ristorante. Ad esempio il mio dorme in auto: se il matrimonio è al mattino lo lasciamo riposare per tutto l’aperitivo in modo che, se si inizia a pranzare alle 15:30, lui sia appena sveglio e non sia necessario dargli da mangiare prima; se è al pomeriggio meglio che dorma durante la cerimonia. In entrambi i casi un genitore si sacrifica e “perde” uno dei momenti della giornata, ma vi assicuro che è meglio piuttosto che rischiare di avere un figlio insofferente a causa della stanchezza. Poi ovviamente ognuno si regola in base alle abitudini della propria creatura.
La riflessione riguarda il tema di viaggiare con i bambini piccoli. Per quanto mi riguarda la cosa più bella è condividere con i propri bambini nuove esperienze, luoghi e situazioni, cercando di vederle ed apprezzarle con gli occhi ingenui di chi ancora non sa nulla del mondo e non dà nulla per scontato come facciamo troppo spesso noi adulti. Per me, nel caso specifico, si aggiungeva una componente molto importante: far conoscere a mio figlio cari amici che vivono altrove; è stato emozionante.

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7 COMMENTI

  1. beh! meno male! tanti pargoli in arrivo…altrimenti che società sarebbe!!…vabbè qua si potrebbe iniziare un lungo discorso…ma devo andar a riprendermi la figlia!

    p.s. per l’incontro mancato peccato!!

  2. Domenica 26 andremo ad un matrimonio di una parente..per mia figlia è il secondo matrimonio, anche se al primo aveva 2 mesi ed era un vero angioletto. Ora pur essendo una bimba gestibilissima mi incuriosisce vedere come parteciperà a quest’evento a quasi 2 anni. Crescendo è diventata molto più svelta e curiosa del mondo di quanto mi aspettassi!! Lunedì prossimo vi saprò raccontare!

  3. Beh, vi confesso che domenica siamo invitati ad un matrimonio ed il nostro cinquenne, ormai ben consapevole, ha chiesto di essere esonerato dall’impegno familiare e di rimanere al lago con la nonna… Non so come dargli torto!

  4. grazie della preziosa testimonianza…. per ora non siamo ancora nell’età dei matrimoni ma ci ritroviamo perfettamente in questa descrizione….condividere con i propri bambini nuove esperienze, luoghi e situazioni …
    grazie a tutte,a presto, s.

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