Intervista a Silvia, blogmamma felicemente imperfetta alle prese con due pipistrelli!

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Silvia è mamma di Matteo e Niccolò di quasi 5 e quasi 3 anni e nella rete è “Una mamma felicemente imperfetta“. Nel suo seguitissimo blog, ha recentemente affrontato il tema del sonno dei bambini in un post di grande interesse, a cui ha collaborato il pediatra Dott. Alessandro Volta. Ne consiglio la lettura perché vi si esprime grande equilibrio e, come raramente accade, si tenta di spiegare il sonno dalla parte dei bambini.

Le principali difficoltà che incontrano i genitori con il sonno dei loro bambini riguardano l’addormentamento ed i risvegli notturni. Come si addormentano i tuoi bambini?
Matteo si è addormentato in braccio fino a quando aveva 16 mesi circa.
Niccolò si è sempre addormentato da solo. Lo mettiamo nel lettino, si gira e si rigira fino a quando non si addormenta e, anche se non prende immediatamente sonno, resta comunque a rilassarsi da solo.

Che esperienza di risvegli notturni avete ed avete avuto, con i vostri figli, nelle loro diverse età?
Matteo si è svegliato 1-2 volte a notte fino all’età di 14-15 mesi, chiedeva il ciuccio e si riaddormentava. Poi dai 15 mesi in avanti ha iniziato a dormire bene tutta la notte, fasi di paure a parte.

Niccolò invece tuttora (2 anni e 8 mesi) si sveglia. Non sempre (diciamo 2-3 volte su 7) ma le notti in cui si sveglia lo fa 2-3 volte. Anche a lui basta il ciuccio.

Quando era neonato si svegliava continuamente. Dormiva 20 minuti e si svegliava, per tutta la notte. Una notte ho contato più di 30 risvegli, ma ha sofferto di reflusso severo per cui non riusciva mai a riposare, né di giorno, né di notte.

Entrambi si sono sempre svegliati urlando come ossessi!

Le differenze nel sonno dei tuoi bambini rendono difficile conciliare le loro diverse esigenze?
Per fortuna Matteo ha il sonno pesante e non sente le urla del fratello. Quello che capita spesso è che nei giorni in cui non vanno a scuola e in cui potrebbero dormire si svegliano entrambi comunque all’alba perché le urla mattutine del piccolo svegliano anche il grande, essendo il sonno del mattino più leggero.

Tra te ed tuo marito, chi si fa carico dei risvegli notturni dei bambini?
I bambini hanno entrambi dormito nel loro letto ma in camera nostra fino all’anno. Quando li allattavo li prendevo io e poi li passavo a lui perché avendo entrambi avuto problemi di stomaco, andavano portati a passeggiare per almeno un’oretta.

Da quando ho smesso di allattare (e ho ripreso il lavoro), dei risvegli notturni si occupa mio marito.
Io ho grossi problemi di insonnia e quando capita che mi alzo poi ho finito di dormire, anche se sono le 2 del mattino. Lui ormai è pratico e va nella loro cameretta quasi in trance.
Sono fortunata, lo so, se un “patto di stabilità” si può chiamare “fortuna!

Cosa pensi della dibattuta questione del co-sleeping e di altre “tecniche” e “metodi” proposti dalla letteratura più diffusa in merito?
Penso che ogni bambino abbia esigenze sue e, soprattutto, che ogni famiglia dovrebbe tovare un equilibro nella gestione notturna, indipendente da qualsiasi metodo. La privazione di sonno è una delle torture di Guantanamo, ha un impatto sulla vita quotidiana eccessivamente forte e va gestita e dosata al meglio.
Non esistono metodi universali, ma escamotoge per la sopravvivenza!

Dalla tua esperienza, qualche consiglio per gli altri genitori.
Non ascoltate le “amiche” che “dorme tutta la notte da quando l’abbiamo portato a casa dall’ospedale”. Può accadere (io sono stata una neonata così), ma è rarissimo.
Spartitevi, se possibile, la gestione notturna della prole.
Cercate sempre di ascoltare le esigenze dei bambini e tenetele distinte dai “vizi”. I neonati non hanno vizi ma solo bisogni.
Non sentitevi mai cattivi genitori solo perché non riuscite a fare in modo che il bambino dorma tutta notte, non addossatevi le colpe di tutto.
Prima o poi dormiranno. Parola di mamma di pipistrelli! 😉

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2 COMMENTI

  1. Sapete care mamme cosa vi dico … non riesco a mettere giù due righe per raccontare la mia esperienza di otto mesi di insonnia, a cui aggiungo onestamente anche gli ultimi tre di gravidanza. Sono troppo stanca, troppo demoralizzata, incapace di capire se la mia è una depressione che non passa o se è una necessità di riposo che mi chiede ormai pietà. Si lo so, non durerà per sempre, ma stanotte per me sarà ancora infnita come infinità è la mia voglia di dormire quando, sveglia, sento scivolare via l’entusiasmo e l’ottimismo di un tempo.

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