Intervista a Flavia: il progetto MoM Coach, gli obiettivi delle mamme.

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Flavia è la creatrice di Veremamme e di The Talking Village. Esperta di marketing e mamma di due Pezzetti, ci parla del MoM Coach, un progetto che vuole essere proprio al servizio della conciliazione dei ruoli e della conquista della consapevolezza di sè. Per gestire con determinazione quel cambiamento che ci trasforma da donne a mamme, senza perderci in immagini stereotipate.

Cosa si intende per coaching?
E’ un discorso un po’ lungo ma cercherò di sintetizzare: il coaching è un percorso che accompagna una persona verso un obiettivo. Per cui la prima cosa (sembra banale, ma non lo è affatto) è darsi, con l’aiuto del coach, un obiettivo chiaro. E’ proprio questo il significato di “mamme che sanno cosa vogliono”, che ho scelto come sottotitolo di VereMamme. Mi piace l’idea di poter aiutare le donne (in quanto mamme, ma non solo) a formulare i propri obiettivi e soprattutto a crederci: anche i desideri e i sogni possono essere quantificati e trattati come veri e propri “goals”. Obiettivi di qualunque tipo: personali, relazionali, professionali. Le tecniche del coaching nascono per applicarsi in ambito lavorativo, per esempio per aiutare un manager che non ha abbastanza stimoli e motivazioni, oppure che prende un nuovo incarico, oppure un libero professionista che sta avviando una sua attività. Ma sono tecniche che danno benefici in qualsiasi ambito. Un Coach offre un sostegno ideale soprattutto perché ti rispetta: rispetta le tue esigenze, i tuoi valori, non impone mai nulla come “dato” ma ti aiuta a trovare la tua dimensione delle cose che, per definizione, è sempre diversa da quella degli altri. Non ti consegna un pacchetto o una soluzione ma ti aiuta a scoprire le tue risorse e quindi le tue soluzioni.

Cos’è, in particolare, il progetto Mom Coach?
Dopo qualche mese di conversazioni su VereMamme, su argomenti come la consapevolezza di sè, i valori personali, l’intelligenza emotiva, i falsi modelli di maternità ideale con cui ci confrontiamo, e molte altre cose interessanti, ho trovato in Caterina e Ioia il contributo ideale per trasformare l’idea principale di VereMamme in un progetto concreto: così è nato MoM Coach, di cui trovate qui tutti i dettagli.
Il coaching più efficace richiede infatti la presenza e il confronto diretto con il/la coach. Online lanciamo spunti di riflessione, per esempio rispondendo alle domande delle lettrici, ma i risultati efficaci si ottengono impegnandosi in 6-8 sessioni individuali o di gruppo. Il progetto è in partenza a Milano, ma arriverà in tutte le città in cu le mamme ci richiederanno.

Per quello che hai potuto osservare, anche attraverso l’esperienza di Veremamme, è frequente che le donne, diventate mamme, sentano l’esigenza di riformulare la propria vita, di riprogrammarla secondo diverse scale di valori?
Sì, questa e’ proprio un’esigenza fondamentale. Il rischio è aspettarsi di continuare tutto come prima, oppure – all’estremo opposto – dimenticare tutto e mettere in stand by la propria vita pensando che, forse, tra qualche anno….

E' un lavoro difficile, una rinegoziazione con se stesse, con i propri familiari, con il proprio partner
E’ un lavoro difficile, una rinegoziazione con se stesse, con i propri familiari, con il proprio partner. Se non si ha un centro forte costituito da una buona autostima, si rischia di adeguarsi solo alle aspettative altrui perdendo di vista i propri obiettivi.

Il coaching per mamme può essere un modo per riconciliarsi con quello strappo che c’è tra maternità “sognata” e maternità “reale”? Può servire a riorientare la propria vita nella nuova dimensione di mamma?
Nei tanti blog delle mamme che seguo ci sono già delle riflessioni bellissime su questo punto, bisognerebbe farne un’antologia. Il punto fondamentale è che ognuno deve trovare il proprio modo di essere mamma, bisogna evitare di confrontarsi con le altre, di sentirsi inadeguate e così via (problemi che conosciamo bene!). Il coaching aiuta a prendere una nuova consapevolezza di sè e a fare dei piani per diventare la persona che -veramente – si desidera essere. Perchè i desideri restano appunto tali, se non si traducono poi in piani.

Hai sviluppato il progetto del MoM Coaching per rispondere ad esigenze che hai sentito personalmente nel momento in cui sei diventata mamma? – Quanto della mammità reale di Flavia c’è nei tuoi progetti orientati ad una comunicazione tra mamme?
Credo di averlo sviluppato per liberare la maternità da alcuni ridicoli preconcetti, primo tra tutti la dicotomia tra mamme in carriera (di solito viste in accezione negativa) e mamme dedite alla casa e alla famiglia (di solito viste come dolci e amorevoli per antonomasia), per dimostrare che non esiste il bianco e il nero, che tutte le gradazioni e le scelte sono legittime lungo quel continuum che si situa tra gli eccessi, e che solo gli eccessi sono da evitare. Ci sono cose che ho capito da sola affrontando momenti difficili e sensi di colpa (o meglio: il senso di colpa per la mia mancanza dei tipici sensi di colpa, non so se mi spiego… 🙂 ed ho pensato che parlarne usando degli strumenti concettuali nuovi come il coaching, come la “managerialità” dell’essere mamma, potesse essere utile a qualcuno. Quindi, sì, c’è molto della mia “mammità”, ma rielaborata in modo da poter portare una riflessione utile e soprattutto un sorriso a chi si addentra senza mappe sicure nei meandri della genitorialità.

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2 COMMENTI

  1. Gloria, come ti capisco! Ci ho messo un po’ a focalizzare questa storia del coaching, ma ora è tutto chiaro!
    Comunque l’allenatore di rugby direi che è la metafora migliore: la maternità è uno sport per donne dure, uno sport di squadra ed uno soprt dove funziona solo la lealtà, soprattutto con se stesse!
    Seguiremo gli sviluppi del mom coach.

  2. Seguo il progetto di VereMamme sin da quando è nato, ed ho visto nascere anche lo sviluppo di Mom Coach. Sono sinceramente incuriosita al pensiero di applicare il coaching alla maternità, anche perché non conosco bene il “metodo” in sé. Mi fa sorridere un po’ pensare al termine coach parlando di maternità perché nel mio immaginario il coach è l’allenatore di rugby, o in alternativa di qualche sport per uomini duri… Leggo in realtà dal sito che in realtà è un vero e proprio metodo. Son curiosa di seguire il progetto e gli sviluppi che avrà…

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