In viaggio con Adele: imparare a capirsi tra genitori e figli

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Se voleste rappresentare l’incomunicabilità tra genitori e figli adolescenti, che personaggi scegliereste per amplificare il messaggio? Alessandro Capitani ha scelto di raccontare una ragazza con una sindrome dello spettro autistico, ben oltre l’adolescenza e un uomo maturo egocentrico, egoista ed egoriferito, costretti ad avere un rapporto e a trovare un modo per comunicare.
Per questo nel film “In viaggio con Adele” ho letto una metafora del rapporto tra qualsiasi figlio adolescente e qualsiasi genitore, raccontato con personaggi estremi, ma terribilmente simili a tutti noi.

da “In viaggio con Adele” – Vision Distribution

Alessandro Haber interpreta Aldo, un attore teatrale, concentrato fino alla nevrosi su se stesso e sulla sua carriera, solida, ma un po’ in stallo, con la prospettiva di un salto nel cinema d’autore che sembra essere il suo unico obiettivo. Un ipocondriaco, un immaturo, un egoista.
Sara Serraiocco è Adele, una ragazza di venticinque anni, ma con una mente persa nella prima adolescenza, chiusa in un suo mondo, nel quale è vissuta protetta dalla madre, che è appena morta.
Ad entrambi viene rivelato, solo con la morte della madre di Adele ed ex compagna di Aldo, che sono padre e figlia.
In un viaggio attraverso una Puglia bellissima e aspra, in cui Aldo tenta di liberarsi di Adele affidandola a parenti improbabili, nascerà un rapporto tra due solitudini e un modo per capirsi, al di là delle distanze apparentemente incolmabili.

da “In viaggio con Adele” – Vision Distribution

Adele, adulta solo nel corpo, ma adolescente nella mente, fa quello che tutti i nostri figli adolescenti cercano di fare: definire e comprendere il mondo che li circonda e che cambia loro intorno. Lei lo fa attaccando post-it su ogni cosa e persona, per dargli un nome, una definizione.
Aldo è terrorizzato perché tutto questo sconvolge i sui piani in un momento che sembrerebbe di svolta nella sua vita. Un adulto come tanti: concentrato su di sé, con una vita professionale che sembra importantissima, ma prigioniero di un ruolo, che per Aldo è un Cyrano de Bergerac interpretato da anni e anni nei teatri.
Tutti e due hanno una storia d’amore immaginaria: Adele perché l’ha costruita nella sua mente, Aldo perché ha scelto una storia comoda e senza impegno. E per questo sono tutti e due soli, legati dall’affetto di una donna che è appena morta.
Due metafore: Adele attacca post-it sul mondo per capirlo, perché è nuovo. Aldo è costretto ad abbandonare forse per sempre il suo Cyrano. Loro, figli che costruiscono se stessi, noi, genitori che veniamo richiamati improvvisamente a nuovi compiti, costretti a uscire dagli schemi che avevamo costruito.
Intorno c’è un mondo che sembra non capire né l’una, né l’altro e intanto i loro mondi si stanno disgregando per ricomporsi in una nuova storia che li vedrà procedere insieme, lasciandoci immaginare che il viaggio di Adele ed Aldo sarà molto più lungo di quello sulle strade di Puglia.

In viaggio con Adele” è un film leggero, divertente, interpretato magistralmente, con il gusto sia per il particolare, che per lo scenario in cui si svolge la vicenda. Ci troverete un comico cameo di Tony Servillo come antagonista, pur senza che appaia mai, e grandi attori anche nei ruoli secondari. Del resto Alessandro Capitani aveva già raccontato la generazione dei nostri figli in un corto che ha vinto il David di Donatello nel 2016, “Bellissima”, che parla di diversità con humor e delicatezza, come in questo film.

In viaggio con Adele” di Alessandro Capitani, con Alessandro Haber, Sara Serraiocco e Isabella Ferrari per Vision Distribution, sarà nei cinema dal 18 ottobre 2018.

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