Il principe e la Costituzione

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La Staccata: Il principe e la Costituzione di Stefano Bordiglioni è un libriccino di appena quaranta paginette che beneficia di un carattere molto grande e chiaro adatto ai più piccoli. La storia è semplicissima e si risolve in una quindicina di minuti di lettura, ma regala numerosi spunti di riflessione. Narra del regno di Uhr, dove il principe Rodolfo – detto il Prepotente – detta leggi su ogni quisquiglia: il colore delle tende, quello che va mangiato a colazione, la durata delle settimane… Un giorno infausto, però, tira troppo la corda e i sudditi vanno in rivolta; lo cacciano via dal regno e aboliscono tutte le leggi, sicuri che così facendo la qualità della loro vita migliorerà.

Saranno sufficienti pochi giorni di anarchia per realizzare che è impossibile vivere orfani di convenzioni accettabili e accettate dalla comunità: il rischio è che ogni cittadino si comporti seguendo il proprio istinto arrecando così danno agli altri. Il popolo decide così di creare una Costituzione, ma anche qui sorgono delle difficoltà: invece di concentrarsi sulle faccende di reale importanza, tutti continuano a dire la loro su questioni irrilevanti e di comodo, ricalcando l’esatto comportamento del principe. Dopo trenta giorni di lavori frenetici, finalmente il popolo di Uhr riesce a mettere in piedi una Costituzione che conta appena quattordici leggi, tutte incentrate sui principi fondamentali della democrazia e della pacifica convivenza.

E’ un libro molto semplice, concordo con il mio piccolo collega, però introduce i bambini a grandi riflessioni sul rispetto delle regole, un argomento ostico quando superi di poco il metro di altezza (ma anche quando non lo raggiungi affatto o se lo superi in scioltezza di parecchi centimetri).

L’utilità per noi genitori è che può essere utilizzato con una duplice funzione: la prima, la più scontata, è quella di gettare le basi per la comprensione del significato di parole come “legge”, “diritto” e “dovere”; la seconda è quella di dimostrare come le regole non siano esclusivamente roba da bambini. Questo è un argomento vincente che utilizzo spesso con Superboy anche se non sempre con i risultati sperati. Almeno per quanto riguarda mio figlio, ribadire che deve rispettare alcuni precetti non in quanto bambino, ma in quanto parte integrante di una comunità, gli dà la sensazione che siano meno rigidi, coercitivi e soprattutto meno odiosi.

Sapere che anche gli adulti devono osservare norme di vario genere lo conforta. Non dico che gli regali il dono dell’immediata ubbidienza, ma lo aiuta a ridimensionare nel suo cervellino la convinzione che soltanto i bambini siano costretti a uniformare il proprio comportamento alle norme indispensabili per vivere in una società. La parte più interessante della Costituzione della Repubblica di Uhr è che si basa su poche leggi semplici ma veramente importanti, seguendo lo stesso principio consigliato dai pedagogisti: poche regole chiare ma coerenti aiutano i bambini a sviluppare il super-ego, quella coscienza che permette di avere un atteggiamento critico verso se stessi e di capire se un comportamento o una presa di posizione sono ammissibili e attuabili oppure no.

Età di lettura: dai 6 anni.principe-costituzione

Superboy: comincio subito con il dire che il libro è molto breve e semplice. Questo può essere un vantaggio per chi non ama leggere, ma uno svantaggio per quelli come me che amano i libri lunghi. Parla di un principe che fa delle leggi strane, poi lo cacciano e dopo i cittadini si rendono conto che non si può vivere senza regole e allora se le fanno da soli. Le regole giuste a me piacciono, quelle non giuste no.

Quelle giuste sono: (ora non mi vengono in mente).

Quelle ingiuste sono: quando i grandi stanno parlando, e un bambino deve dire una cosa, rispondergli “Eeeeeeeeh, ma non si disturba quando parlano i grandi!”. Non mi piace perché a volte i bambini hanno qualcosa da dire, tipo: “Mamma! Il cane ha distrutto un cuscino! Cosa devo fare?”. Il cane continua a distruggere i cuscini e nessuno gli ordina niente (nota de La Staccata: amore di mamma, diciamo le cose come stanno: tu interrompi i discorsi degli altri per il gusto di interromperli, è il tuo mestiere, se no non saresti un bambino. Il cane, poi, neppure ce l’abbiamo). Parlando del libro, tutte le regole che dice Rodolfo sono ingiuste perché non hanno senso, non servono a regolare niente ma solo i suoi capricci da principe. Le regole vanno create e rispettate per far vivere meglio tutti, se invece regolano cose inutili (tipo: cambiare ogni mese il colore delle tende oppure mangiare sempre brioche al posto del pane se no ti mettono in carcere) causano solo un sacco di problemi scemi a gente che già ne ha di più seri.

La mia mamma mi ha spiegato che fino al 2 giugno del 1946 in Italia c’era un re. Poi hanno fatto un sondaggio che si chiama referendum e hanno vinto quelli che non volevano più il re, ma la repubblica italiana. Allora elessero un capo provvisorio dello stato e ci studiarono su parecchio per creare una Costituzione, visto che poi è cominciata il primo gennaio del 1948. La Costituzione italiana è una lunga serie di norme, o regole, che stabilisce come si devono comportare i cittadini cioè i diritti e i doveri.

Se in un qualsiasi paese del mondo non ci fossero delle leggi scritte, ci sarebbe il caos. Ecco perché le fanno. In Italia, secondo me, non sempre la Costituzione viene rispettata. Io quando vedo in TV che parlano i politici, penso che sono molto noiosi perché parlano sempre di quello o quell’altro che vuole comandare da solo tutta l’Italia e poi politiGano (cioè litigano in politica) sempre fra di loro. Per andare tutti d’accordo e far andare meglio l’Italia dovrebbero collaborare e non azzuffarsi.

Questo libro insegna che cos’è il rispetto degli altri, i diritti, i doveri e soprattutto la democrazia, cioè decidere tutti assieme quali sono le regole per andare tutti più d’accordo. Nella mia esperienza di bambino posso dire che non tutti rispettano le regole e allora io un po’ mi arrabbio; però non faccio altrettanto, io le regole cerco sempre di rispettarle così la gente pensa di me che sono una bella persona. A me piacciono le persone che mi rispettano e che rispettano le cose, come ad esempio la regola che c’è scritta nei bagni: “Lasciami come mi vorresti trovare”.

E’ molto adatto ai bambini anche parecchio più piccoli di me, diciamo di 5/6 anni.

– de La Staccata


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5 COMMENTI

  1. @Mammame: concordo, non è mai troppo presto. Il pregio di questo libro, poi, è la sua semplicità. E’ a mio modesto parere utile sia a bimbi ancora piccolini (attorno ai 5 anni), sia a quelli più grandicelli come mio figlio che ha 9 anni. Entrambi possono trarne beneficio, con riflessioni ovviamente commisurate alla loro età.

    @Francesca: considerando che il tuo voto è assicurato, ci penseremo su 😀

    @Viviana: grazie di cuore a te per il tuo commento. Effettivamente anch’io dico sempre a mio figlio che non si interrompe in generale, non solo quando stanno parlando i grandi, ma ovviamente lui la interpreta a modo suo 😉 E’ proprio per questo che gli ho fatto leggere questo libro, per dimostrargli che le regole della pacifica convivenza vanno osservate da tutti, non solo dai bambini. Se ti va, ripassa da queste parti per raccontarci le impressioni delle tue figlie. Le recensioni dei bambini (di tutti, nessuno escluso) sono spettacolari.

  2. Tuo figlio è troppo simpatico oltre che sveglio e vuoi che ti confidi una cosa: sono d’accordo con lui quando dice che i grandi dicono ai piccoli di non interrompere quando i grandi parlano…Quando mia figlia ci interrompe o il padre o anche le maestre attaccano dicendo :”non si interrompono i grandi” e io rispondo:”no, non si interrompe nessuno”…Così quando a volte mia figlia parla e mio marito mi dice qualcosa, gli rispondo: “scusami Emma sta parlando” e devi vedere come lei gongola! 🙂
    Detto tutto questo, sì il libro mi ha incuriosita e lo prenderò per le piccole, anche se le altre piccole sono troppo piccole. Mi piacciono moltissimo quelli che si mettono a spiegare robe complicate e noiose in maniera semplice e divertente ai bambini. Quindi grazie a te per il consiglio e a tuo figlio per la recensione 😉

  3. molto interessante. ultimamente mi sono state rivolte alcune domande per es. in occasione del 25 aprile e mi sono incartata prendendo la tangente su discorsi difficilissimi di cosa significhi democrazia e diritto… questa mi sembra una bella opportunità per parlare di queste cose in modo compensibile. e non è mai troppo presto.

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