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Il giveaway dei 2000: il calendimetro

Scritto il 17 Jun 2011 da Serena 30 Comments

A casa di mia nonna c’era un muro fatto per noi nipoti. Era il muro di uno sgabuzzino buio in cui con regolarità e costanza venivano segnate le nostre altezze. Mi ricordo ancora quel segno in alto, con scritto “chi arriverà qui per primo?” e la mia voglia di crescere per raggiungerlo. Non so chi di noi lo abbia raggiunto per primo, quel muro però racchiude nella mia memoria molto più di quei semplici segni scarabocchiati. Racchiude i pomeriggi di gioco passati da nonna, l’odore di vecchie foto che scoprivamo nei cassetti, le capanne di “stracci” costruite per nasconderci. Un giorno quel muro sparirà, una passata di pennello di vernice bianca cancellerà per sempre tutti i nostri ricordi, e quei centimetri segnati con un pennarello nero.

Quanto mi piacerebbe poterlo portare via quel muro, staccarlo, arrotolarlo, averlo sempre con me in una cassetto, o nella mia libreria.

Ho incontrato una mamma, Barbara, che quel muro lo ha creato. Ha pensato ad un prodotto fatto apposta per annotare non solo i centimetri, ma anche tutto quello che succede nella vita dei nostri bambini, che vorremmo ricordare per sempre, e conservarlo gelosamente, facendo ai nostri bimbi un regalo meraviglioso: quello della loro memoria.
Il Calendimetro è un po’ calendario e un po’ metro, uniti in un prodotto pratico e divertente che permette di annotare insieme ai nostri figli quello che succede giorno dopo giorno. Una volta finito, si stacca e si chiude come un libro, quindi diventa facile da conservare.

La nostra pagina su facebook ha raggiunto i 2000 fans e abbiamo deciso di festeggiare con voi con questo regalo speciale, il Calendimetro, che Barbara ha gentilmente messo a disposizione dei nostri lettori.
Barbara lo descrive come uno strumento maieutico per tutta la famiglia, uno spazio bianco da inventare e riempire insieme. Per me rappresenta proprio quel muro riempito di scritte in tanti anni da noi cugini a casa di mia nonna.
Se volete saperne di più potete guardare il sito di Barbara, www.calendimetro.it in cui ci sono anche delle fotografie, e un video esplicativo. Per rimanere sempre in contatto e conoscere le novità che Barbara prepara per i bambini vi segnalo la sua pagina facebook: http://www.facebook.com/calendimetro.

E ora veniamo a noi: per vincere il Calendimetro dovete:

  • lasciare un commento qui sotto raccontandoci un avvenimento della vostra infanzia, che i vostri genitori vi hanno sempre raccontato e che è diventato un po’ un simbolo prezioso della vostra memoria. Può essere un evento divertente o semplicemente un momento carico di emozioni, o un oggetto che vi riporta indietro nel tempo
  • se vi fa piacere condividete questa pagina su facebook, twitter, o altri social media, e magari anche sul vostro blog se ne avete uno

L’estrazione del vincitore avverrà venerdì 24 giugno e il vincitore verrà segnalato con un commento a questo post e anche sulla nostra pagina facebook.
E ora avanti con i commenti! E buon Calendimetro!

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30 Comments »

  • anna ha scritto:

    meraviglioso, anche io da piccola avevo uno sgabuzzino con la porta in compensato o qualcosa del genere e con i miei 3 fratelli segnavamo le altezze, che bel ricordo, grazie.
    Io vi racconto un aneddoto che mi è venuto in mente l’altro giorno quando mio figlio di 3 anni voleva andare nella casa dei fantasmi al luna parca (come lo chiama lui, e dove ha iniziato l’era del brucomela!). Quando ero piccola, sui 7-8 anni, eravamo tutti 4 i fratelli (per intenderci 10-9-8-6 anni) in cucina con la mamma ad aspettare il papà per la cena, la casa tutta buia, serata d’inverno. Ad un certo punto mi scappa la pipì e devo andare al piano di sopra, mi avvicino alle scale, col buio tutto intorno con solo la luce che viene dalla cucina, guardo in alto verso le camere e vedo due fantasmi che entrano in camera dei miei, dove in quel periodo dormivo anche io, tenendomi la pipì sono corsa a dirlo alla mamma che però non ricordo cosa ha risposto. Da allora però ogni sera, a letto, quando la luce veniva spenta e gli occhi dovevano abituarsi al buio, vedevo le teste dei 2 fantasmi uscire dall’armadio in alto e guardare se stavo dormendo oppure no…+ che divertente è un racconto del terrore, ma se ci penso adesso mi viene da ridere, soprattutto quando vedo mio figlio che deve andare in corridodio con la luce spenta e torna sempre indietro perchè vuole un accompagnatore…come lo capisco (= grazie ancora baci

  • francesca ha scritto:

    questo è più che altro un pensiero per la mia nonna Titina (inevitabilmente l’ho pensata leggendo il post) che non c’è più, se ne è andata in cielo all’immprovviso e senza salutare (l’ha deciso lei purtroppo); è lei che mi ha cresciuto quando mia madre era a lavoro.
    di ricordi ce ne sono tanti, milioni, uno su tutti: il panino alla mortadella che ogni tanto mi faceva a merenda! mmmh, il profumo lo sento ancora adesso…non l’ho più trovata una mortadella che profumava così!

  • mammadicorsa ha scritto:

    Io ho avuto solo una nonna che è rimasta vedova quando io ero piccola. Noi eravamo 6 nipoti e ci piaceva quando ci ritrovavamo da nonna!! Il nostro ricordo più bello e divertente è quello della nonna che ci rincorre e sgrida perchè noi bambini davamo i morsi alle salsicce che lei con tanto amore appendeva al termosifone per farle essicare e conservarle durante l’inverno. Penso che quelle salsicce mia nonna non le abbia mai mangiate in inverno!!!!

  • Aurelia ha scritto:

    Oggi ho 36 anni e un frugoletto prossimo ai 4; premettere che ho perso il mio papà a 11 anni fa da rilievo al perchè questo ricordo mi è tanto tanto caro.
    Era estate ed io ero in vacanza, come tanti bambini all’epoca, con i miei fratelli e la mamma, mentre papà ci raggiungeva il venerdì sera dopo una settimana di lavoro in città.
    Un venerdì pomeriggio arrivò prima del solito, e volendoci fare una sorpresa ci raggiunse nei giardini dove stavamo giocando;All’epoca avevo l’età di mio figlio ora, lo vidi da lontano e naturalmente lo riconobbi subito, quindi presa dalla gioia e dall’entusiasmo enormi per la sorpresa, partì di corsa nella sua direzione per saltrgli in braccio, ma ahimè era tale l’emozione che non avevo occhi che per lui, lo guardavo dritto in viso e quindi non ho notato che per terra c’era un sasso, o forse un fosso o un semplice dislivello nel terreno che mi ha fatto inciampare e cadere precipitosamente sulle gionocchia!
    Ricordo,ancora oggi perfettamente la caduta,(a parte il dolore) quella sensazione di sorpresa, gioa pura, aspettativa di un abbraccio accolgiente del mio papà,interrotte all’improviso dall’impatto con il terreno,dalle conseguenti sbucciature e lacrimoni a profusione; ma allo stesso tempo non dimenticherò mai l’espressione di mio padre che virò dalla gioia di vedermi correi verso di lui, allo stupore\preoccupazione per la caduta, alle risate che poi si fece mentre abbracciandomi(finalmente!)mi consolava.
    Negli anni questo episodio ce lo siamo sempre raccontato a vicenda e con il resto della famiglia, dove al di là delle loro prese in giro affettuose e ridanciane per la mia sbadataggine io ho sempre conservato, insieme alle ancora visibili cicatrici, la dolcezza immensa per quel rocambolesco abbraccio!

  • Silvia ha scritto:

    Faccio pubblicamente i complimenti alla mia socia Serena, che ha pensato di concepire così il post di questo giveaway, chiedendovi questi racconti della memoria. Già i primi quattro sono straordinari. Sarà una bella lettura seguirvi.

  • Trasparelena ha scritto:

    Il mio ricordo d’infanzia, che mi raccontano sempre i miei, è legato alle vacanze. Quando avevo 15 mesi siamo andati al mare e per la prima volta ho avuto occasione di uscire col buio, ho visto le stelle e ho iniziato a dire “cosa sono? cosa sono?”
    ora vado a condividere :-)

  • Barbara Sorge ha scritto:

    Mi associo pure io, emozionante leggere tutto quello che avete scritto e bellissimo anche quello che ha scritto Serena…

  • Il giveaway dei 2000: il calendimetro | Psicorss ha scritto:

    [...] Il giveaway dei 2000: il calendimetro [...]

  • mammaanatroccola ha scritto:

    allora vediamo…..ricordi dell’infanzia…
    ne ho 2 con mio nonno che mi fanno stare sempre bene….
    quando andavo a trovarlo e avevo circa 3/4 anni lui mi portava in giro per la città con la circolare, ci mettevamo seduti e arrivavamo fino al capolinea presso la basilica della città, andavamo a salutare la Madonna ed aspettavamo l’altra circolare per tornare a casa…come mi sentivo importante seduta lì dentro!!!
    Inoltre le prime nozioni di matematica me le ha date lui insegnandomi a giocare a scopa ed a contare i bastoni, le coppe, i denari e le spade!!
    Invece l’episodio che mio padre racconta ad ogni Natale risale a quando frequentavo l’asilo….era giorno di lenticchie e a me non piacevano…quindi che ho fatto…mangiavo la pasta e mettevo le lenticchie una per una nella tasca del grembiulino….non vi dico come è arrivato a casa quel povero grembiule!!!!!

    ho condiviso sul mio blog qui http://mammaanatroccola.splinder.com/post/24733418/giveway-genitoricrescono

    e su facebook qui https://www.facebook.com/profile.php?id=1658439777

    è tutto giusto???devo fare altro….io lo voglio!!!! :-D

  • slela ha scritto:

    Il mio aneddoto risale a quando avevo 4 anni e tentai di abbandonare mio padre.
    Si era fatto crescere i baffi e a me non piacevano proprio.
    Così un giorno, al piccolo stadio della mia città (si lo so, erano altri tempi), mentre ero in braccio a mio padre mi misi a piangere a dirotto, lui mi mise giù e io andai da un uomo li vicino, un perfetto sconosciuto, lo presi per mano e lo strattonai per andarmene via con lui.
    Povero babbo!

    Condiviso qui:
    http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=192920774091957&id=100002404980398

    Grazie!

  • manuela ha scritto:

    bella idea, quanti ricordi concentrati! uno dei preferiti della mia famiglia è quello di me e mia cugina treenni sotto il tavolo alla cena di natale “sbronze” per i fondini dei bicchieri dei grandi…

  • Daniela ha scritto:

    Noi ce l’abbiamo in garage, sul muro, ogni estate (quando non ci sono scarpacce e scarponi) segnamo a biro quanto sono alte le due piccole… Che bello ora vedere quanto è cresciuta Sara, non sembra vero! :-)

    Ricordo? Ecco, vorrei averne, ma se guardo indietro è tabula rasa e le cose che ricordo non hanno niente di speciale, o non mi piacciono… vabbé

  • deborah ha scritto:

    Finalmente estate. Liberi di correre sulla spiaggia, rotolarsi sulla sabbia dorata, rituffarsi in mare subito dopo e sentire il sapore del sale sulla pelle, fino a sera , quando , sfatti e felici, di quella felicità infantile, semplice e piena, si prendeva un vaporetto affollato e si tornava a casa.
    A Venezia i bambini sono fortunati. Il mare a due passi rende l’estate una continua vacanza al mare. L’estate è lunga. E i bambini spesso sono folletti burloni..
    Così, in uno di quei lunghi pomeriggi di quegli anni 70 io e Massimo, 10 anni in due, ci divertivamo a scavar buche e a coprirle con fogli di giornali. Poi, quando qualcuno ci cascava dentro, con rischio di spezzarsi la tibia, ci davamo a correr via come dei pazzi ridendo. Finchè..
    Finchè il Sig. Mario si riebbe troppo presto dalla sorpresa e fu più veloce di noi. Ci raggiunse, paonazzo dalla corsa e dalla rabbia e ci prese letteralmente per le orecchie ingiungendoci di accompagnarlo dai nostri genitori. E così fu.
    Fu che dopo una memorabile lavata di capo (capelli biondi su due testoline chine e smarrite) il sig. Mario e famiglia divennero cari amici di mia madre e mio padre coi quali trascorsero molte belle sertate estive e con i quali, ancor oggi, i miei si vedono spesso, ricordando con tenerezza quegli anni in cui i loro figli erano ancora fanciulli.

  • Lorenza ha scritto:

    Ho tanti ricordi dell’infanzia, soprattutto delle vacanze…ad esempio la coda alle cabine telefoniche per telefonare ai parenti (con i gettoni, sembra preistoria! :-) )
    Oppure le vacanze da mia nonna, che mi portava da una vicina a prendere le uova fresche che mangiavamo a colazione perché “fanno bene”…lacrimuccia!

  • fabrizia ha scritto:

    Un ricordo banale, forse, ma è il primo a cui ho pensato e va indietro di circa venticinque fa. Faceva il meccanico nell’officina sotto casa e, ogni giorno all’ora di pranzo tornava a casa con le mani nerissime. Allora ricordo che mi mettevo accanto a lui in bagno e gli guardavo strusciare le mani sotto l’acqua con il sapone. L’acqua diventava nera e le mani tornavano belle bianche.. Mi piaceva tanto, era un appuntamento fisso.

  • fabrizia ha scritto:

    Ops..non ho scritto che parlo di mio padre.Scusate ;-)

  • carmen ha scritto:

    tanti immensi ricordi che mi legano ai miei nonni, loro mi hanno cresciuta e sostenuta ovviamente sempre insieme ai miei genitori!
    il ricordo più bello è quello della nonna quando mi portava al market…al vedere tutte quelle prelibatezze la mia nonnina mi diceva: prenditi tutto quello che vuoi!!
    e la mia felicità arrivava alle stelle!!
    sembra un nulla ma x me era molto e questo ricordo mi f appunto ricordare quanto mi manca e stessi bene con lei

    partecipo

    Carmen Melfi
    jasminem2004@hotmail.com

  • Mammamsterdam ha scritto:

    Intorno ai miei due anni è stato il periodo più brutto e più bello della mia vita, perchè i miei avevano trovato lavoro a Roma e io ho vissuto con nonna e zia Filomena nel paese di famiglia. Quanto mi siano mancati i miei l’ ho scoperto oltre 40 anni dopo, ma da quando ho figli ho sempre sospettato che certe mie reazioni siano molto legate a quell’ “abbandono”.

    Però come ho fatto la principessa a Ofena, giornate semplici e segnate da tanti rituali. Dormivo con zia Filomena nel lettone della stanza più calda, accanto al salone con il camino e quando alle 7 lei se ne andava a messa io mi rotolavo nel calduccio della sua parte di letto.

    Mi facevano il bagno in una tinozza gigantesca, quasi una piscina, sempre davanti al camino, facevo colazione con il rosso d’ uovo freschissimo sbattuto con lo zucchero e poi con nonna andavamo a fare visite, a donna Clara che aveva una stufetta a gas dall’ odore completamente diverso da quella di casa nostra che era a cherosene, alla commare Giuseppina che aveva un laboratorio da sarta e io giocavo per ore a recuperare gli spilli con la calamita per vederli correre. E lì mi hanno fatto un costume da carnevale da zingarella e una chiccosissima giacca con cappuccio in pelle bianca con i bottoni automatici. O da Maria Teresa, alla Macchietta, che era il nome della minuscola piazzetta vicino casa. O andavamo dalle monache.

    Il pomeriggio andavo a messa con nonna che quando si accorgeva che mi scocciavo tirava fuori una carota pulita dalla borsa e io me ne stavo seduta su un inginocchiatoio a rosicchiarla in mezzo a tutti gli orapronobis prosodici delle vecchie che dicevano il rosario.

    A casa con zia Filomena sceglievamo le lenticchie su un vassoio, per togliere i sassolini. Facevamo la colla con la farina per incollare e poi ritagliare le pagine dei bambini di Famiglia Cristiana. zia Filomena sferruzzava in continuazione senza guardare e così mi leggeva o raccontava tante storie, o ascoltava la radio. E a casa di pomeriggio c’ era sempre qualcuno, e poi si diceva il rosario, in latino l’ ho imparato anche se non lo dico più. O facevamo le sagne con la macchinetta a manovella per la pasta di nonna.

    E ogni due settimane, caravan-petrol per tutti i tornanti dell’ Appennino centrale, i miei tornavano da Roma ed era festa. Ma cosa facessi con loro in quelle occasioni, proprio non riesco a ricordarmelo. poi si è capito che quella era una vita troppo dura e senza speranza di migliorarla, e i miei hanno deciso di riprovarci in Abruzzo, al mare e poi è nato quell’ intruso di mio fratello a cui volevo e voglio un bene dell’ anima, ma Ofena è e resta casa mia nel profondo.

    (mah, almeno stavolta speravo di essere concisa)

  • Chiara ha scritto:

    Ricordo con grande tenerezza la mia nonna materna e tutti i ricordi della mia infanzia sono legati a lei: la mansarda dove viveva, gli gnocchi di patate che mi permetteva di mangiare crudi, le merende a base di pane burro e Nutella (non inorridite, è buonissimo!).
    Oggi è l’anniversario della suo scomparsa, sono passati 27 anni, ma io ricordo ancora il suo profumo.
    Condivido su FB

  • knittingmette ha scritto:

    beh, aproposito “metro” per segnalare la crescita … il mio metro era – ovvero è – un metro e mezzo di stoffa con ricami fatti dalla nonna materna. In fondo la data di nascita ed un orologio che segna l’ora della nascita. Il metro inizia con 50 cm ed è ricamato a punto croce… accanto al numero dde cm c’è lo spazio per ricamare una data. Mia nonna ha poi ricamato altri oggetti lungo il metro e la mamma ha ricamato le date delle misure!
    questo è il mio ricordo – forse non è esattamente ciò che avete chiesto, ma…. un bel oggetto che ricorda la nonna materna e la mia crescita!

  • Barbara Sorge ha scritto:

    Continuo a meravigliarmi leggendo i vostri bellissimi ricordi!
    Ringrazio nuovamente Serena che ha avuto questa idea meravigliosa…..
    Il mio sogno sarebbe che un giorno una bambina leggendo il Suo Calendìmetro ritrovasse oltre ai suoi ricordi impressi nella memoria mille altri così preziosi dimenticati…
    Grazie anche a tutte voi!

  • Serena (author) ha scritto:

    @Barbara ma grazie a te per avere offerto il calendimetro alle nostre lettrici!

  • mammaanatroccola ha scritto:

    ma l’estrazione???è stata fatta???
    daiii suuu ditemi che ho vinto io!!!1
    :-D

  • Silvia ha scritto:

    l’estrazione è stata fatta, ma ho lasciato il file su un altro computer! (che professionalità! :D )
    aspettate stasera, per favore!

  • anna ha scritto:

    mmmh..cos’è una nuova tortura per mettere alla prova le persone particolarmente curiose come me? (=
    (mi fa venire in mente, non so perchè, la scena di roger rabbit dove il cattivo che non ricordo come si chiama per scovare roger rabbit batte il bastone canticchiando “ammazza la vecchia…” sapendo che il congilio come tutti i fumetti non resiste a comletare la frase….)

  • Barbara Sorge ha scritto:

    Avreste dovuto vincere tutte…..

  • Barbara Sorge ha scritto:

    Vi aspetto tutte sulla pagina di fb o sul sito a OTTOBRE per conoscere il prossimo Calendìmetro!
    Grazie e buona notte!

  • francesca ha scritto:

    mi manca un passaggio, ma chi ha vinto?

  • Silvia ha scritto:

    Potrei dire che ho aspettato tanti giorni per aumentare la suspance… in realtà non ho avuto tempo per pubblicare! :D Mi perdonate?

    La vincitrice è….. Knittingmette

    L’ordine di arrivo delle non vincitrici (per regolarità) lo trovate sulla nostra pagina facebook https://www.facebook.com/genitoricrescono

  • knittingmette ha scritto:

    GRAZIE 1000! bellissimo inizio di giornata!!!!

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