Il giveaway dei 2000: il calendimetro

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A casa di mia nonna c’era un muro fatto per noi nipoti. Era il muro di uno sgabuzzino buio in cui con regolarità e costanza venivano segnate le nostre altezze. Mi ricordo ancora quel segno in alto, con scritto “chi arriverà qui per primo?” e la mia voglia di crescere per raggiungerlo. Non so chi di noi lo abbia raggiunto per primo, quel muro però racchiude nella mia memoria molto più di quei semplici segni scarabocchiati. Racchiude i pomeriggi di gioco passati da nonna, l’odore di vecchie foto che scoprivamo nei cassetti, le capanne di “stracci” costruite per nasconderci. Un giorno quel muro sparirà, una passata di pennello di vernice bianca cancellerà per sempre tutti i nostri ricordi, e quei centimetri segnati con un pennarello nero.

Quanto mi piacerebbe poterlo portare via quel muro, staccarlo, arrotolarlo, averlo sempre con me in una cassetto, o nella mia libreria.

Ho incontrato una mamma, Barbara, che quel muro lo ha creato. Ha pensato ad un prodotto fatto apposta per annotare non solo i centimetri, ma anche tutto quello che succede nella vita dei nostri bambini, che vorremmo ricordare per sempre, e conservarlo gelosamente, facendo ai nostri bimbi un regalo meraviglioso: quello della loro memoria.
Il Calendimetro è un po’ calendario e un po’ metro, uniti in un prodotto pratico e divertente che permette di annotare insieme ai nostri figli quello che succede giorno dopo giorno. Una volta finito, si stacca e si chiude come un libro, quindi diventa facile da conservare.

La nostra pagina su facebook ha raggiunto i 2000 fans e abbiamo deciso di festeggiare con voi con questo regalo speciale, il Calendimetro, che Barbara ha gentilmente messo a disposizione dei nostri lettori.
Barbara lo descrive come uno strumento maieutico per tutta la famiglia, uno spazio bianco da inventare e riempire insieme. Per me rappresenta proprio quel muro riempito di scritte in tanti anni da noi cugini a casa di mia nonna.
Se volete saperne di più potete guardare il sito di Barbara, www.calendimetro.it in cui ci sono anche delle fotografie, e un video esplicativo. Per rimanere sempre in contatto e conoscere le novità che Barbara prepara per i bambini vi segnalo la sua pagina facebook: http://www.facebook.com/calendimetro.

E ora veniamo a noi: per vincere il Calendimetro dovete:

  • lasciare un commento qui sotto raccontandoci un avvenimento della vostra infanzia, che i vostri genitori vi hanno sempre raccontato e che è diventato un po’ un simbolo prezioso della vostra memoria. Può essere un evento divertente o semplicemente un momento carico di emozioni, o un oggetto che vi riporta indietro nel tempo
  • se vi fa piacere condividete questa pagina su facebook, twitter, o altri social media, e magari anche sul vostro blog se ne avete uno

L’estrazione del vincitore avverrà venerdì 24 giugno e il vincitore verrà segnalato con un commento a questo post e anche sulla nostra pagina facebook.
E ora avanti con i commenti! E buon Calendimetro!

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30 COMMENTI

  1. mmmh..cos’è una nuova tortura per mettere alla prova le persone particolarmente curiose come me? (=
    (mi fa venire in mente, non so perchè, la scena di roger rabbit dove il cattivo che non ricordo come si chiama per scovare roger rabbit batte il bastone canticchiando “ammazza la vecchia…” sapendo che il congilio come tutti i fumetti non resiste a comletare la frase….)

  2. l’estrazione è stata fatta, ma ho lasciato il file su un altro computer! (che professionalità! 😀 )
    aspettate stasera, per favore!

  3. Continuo a meravigliarmi leggendo i vostri bellissimi ricordi!
    Ringrazio nuovamente Serena che ha avuto questa idea meravigliosa…..
    Il mio sogno sarebbe che un giorno una bambina leggendo il Suo Calendìmetro ritrovasse oltre ai suoi ricordi impressi nella memoria mille altri così preziosi dimenticati…
    Grazie anche a tutte voi!

  4. beh, aproposito “metro” per segnalare la crescita … il mio metro era – ovvero è – un metro e mezzo di stoffa con ricami fatti dalla nonna materna. In fondo la data di nascita ed un orologio che segna l’ora della nascita. Il metro inizia con 50 cm ed è ricamato a punto croce… accanto al numero dde cm c’è lo spazio per ricamare una data. Mia nonna ha poi ricamato altri oggetti lungo il metro e la mamma ha ricamato le date delle misure!
    questo è il mio ricordo – forse non è esattamente ciò che avete chiesto, ma…. un bel oggetto che ricorda la nonna materna e la mia crescita!

  5. Ricordo con grande tenerezza la mia nonna materna e tutti i ricordi della mia infanzia sono legati a lei: la mansarda dove viveva, gli gnocchi di patate che mi permetteva di mangiare crudi, le merende a base di pane burro e Nutella (non inorridite, è buonissimo!).
    Oggi è l’anniversario della suo scomparsa, sono passati 27 anni, ma io ricordo ancora il suo profumo.
    Condivido su FB

  6. Intorno ai miei due anni è stato il periodo più brutto e più bello della mia vita, perchè i miei avevano trovato lavoro a Roma e io ho vissuto con nonna e zia Filomena nel paese di famiglia. Quanto mi siano mancati i miei l’ ho scoperto oltre 40 anni dopo, ma da quando ho figli ho sempre sospettato che certe mie reazioni siano molto legate a quell’ “abbandono”.

    Però come ho fatto la principessa a Ofena, giornate semplici e segnate da tanti rituali. Dormivo con zia Filomena nel lettone della stanza più calda, accanto al salone con il camino e quando alle 7 lei se ne andava a messa io mi rotolavo nel calduccio della sua parte di letto.

    Mi facevano il bagno in una tinozza gigantesca, quasi una piscina, sempre davanti al camino, facevo colazione con il rosso d’ uovo freschissimo sbattuto con lo zucchero e poi con nonna andavamo a fare visite, a donna Clara che aveva una stufetta a gas dall’ odore completamente diverso da quella di casa nostra che era a cherosene, alla commare Giuseppina che aveva un laboratorio da sarta e io giocavo per ore a recuperare gli spilli con la calamita per vederli correre. E lì mi hanno fatto un costume da carnevale da zingarella e una chiccosissima giacca con cappuccio in pelle bianca con i bottoni automatici. O da Maria Teresa, alla Macchietta, che era il nome della minuscola piazzetta vicino casa. O andavamo dalle monache.

    Il pomeriggio andavo a messa con nonna che quando si accorgeva che mi scocciavo tirava fuori una carota pulita dalla borsa e io me ne stavo seduta su un inginocchiatoio a rosicchiarla in mezzo a tutti gli orapronobis prosodici delle vecchie che dicevano il rosario.

    A casa con zia Filomena sceglievamo le lenticchie su un vassoio, per togliere i sassolini. Facevamo la colla con la farina per incollare e poi ritagliare le pagine dei bambini di Famiglia Cristiana. zia Filomena sferruzzava in continuazione senza guardare e così mi leggeva o raccontava tante storie, o ascoltava la radio. E a casa di pomeriggio c’ era sempre qualcuno, e poi si diceva il rosario, in latino l’ ho imparato anche se non lo dico più. O facevamo le sagne con la macchinetta a manovella per la pasta di nonna.

    E ogni due settimane, caravan-petrol per tutti i tornanti dell’ Appennino centrale, i miei tornavano da Roma ed era festa. Ma cosa facessi con loro in quelle occasioni, proprio non riesco a ricordarmelo. poi si è capito che quella era una vita troppo dura e senza speranza di migliorarla, e i miei hanno deciso di riprovarci in Abruzzo, al mare e poi è nato quell’ intruso di mio fratello a cui volevo e voglio un bene dell’ anima, ma Ofena è e resta casa mia nel profondo.

    (mah, almeno stavolta speravo di essere concisa)

  7. tanti immensi ricordi che mi legano ai miei nonni, loro mi hanno cresciuta e sostenuta ovviamente sempre insieme ai miei genitori!
    il ricordo più bello è quello della nonna quando mi portava al market…al vedere tutte quelle prelibatezze la mia nonnina mi diceva: prenditi tutto quello che vuoi!!
    e la mia felicità arrivava alle stelle!!
    sembra un nulla ma x me era molto e questo ricordo mi f appunto ricordare quanto mi manca e stessi bene con lei

    partecipo

    Carmen Melfi
    jasminem2004@hotmail.com

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