Il crumble delle occasioni perdute

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gc2desPranzo quasi pronto, fra venti minuti si mangia, bambini e adulti si aggirano per la cucina chi più chi meno affaccendato. Guardi la scena e ti viene in mente che ci starebbe stato bene un dolce oggi, non per un particolare motivo, giusto per fare un po’ di allegria.

Peccato, ti dici. E fin qui va bene.

Ma dopo aver pensato “peccato” ci sono varie opzioni.

(L’opzione zero è quella che prevede un solerte membro della famiglia che scenda alla pasticceria dell’angolo per un cabaret di mignon, ma questa diciamo che la includiamo giusto per completezza e la scartiamo a priori per rispetto a quelli sfavorevolmente geolocati).

L’opzione uno è l’opzione mindfulness, la vita è ora, non ha domani non ha ieri, oggi è una bella giornata e ci godiamo questo pranzo tutti insieme, peaceandlove.

L’opzione due è quella del coltello (o stuzzicadenti se siamo meno bravi ad auto infliggerci sofferenze inutili) nella piaga, laddove ci passano davanti come in punto di morte le immagini di ipotetici festosi pranzi familiari che popolavano i nostri sogni (ma davvero?) prima del bagno di realtà, coltello superbamente affilato dalla frequentazione social fatta di fotografie, specie nei weekend, di cose belliZZime e ridanciane. Come se non sapessimo perfettamente, che lo abbiamo fatto anche noi milioni di volte, che lo scatto felice domenicale pro-facebook non è che un apostrofo rosa fra le parole MA PORC’.

E poi c’è l’opzione tre, quella perfetta per antonomasia, che prevede che ci si dia una mossa, si chiamino a rapporto tutti e ci si dica che venti minuti sono esattamente quanto basta per metter su una Crumble, e trasformare quindi l’occasione perduta in un Epic Win.

Dunque, versione basica for dummies.

Frutta – un paio di mele magari anche vecchiotte, se possibile di quelle da cucinare (cotogne, magari), ma non è fondamentale. O prugne. O frutti di bosco, ideali i mirtilli. O, uno dei nostri preferiti, due o tre coste di rabarbaro. Ma qui andiamo verso opzioni poco probabili, restiamo sulle mele va.

Apple crumble by freefoodphotos.com
Apple crumble by freefoodphotos.com

Un composto fatto di 2 parti di farina, 1 parte di zucchero (preferibilmente scuro, Muscovado ideale, ma anche no) e 1 parte di burro, appena preso dal frigo. Tipo: 200gr farina, 100gr zucchero e 100gr di burro coprono una pirofila da 20cm di diametro.

Mescolate zucchero e farina in una ciotola, e spezzettatevi dentro il burro. A questo punto dovete procurarvi una serie di mani, quelle dei pupi sono ideali, perché serve pizzicare e sbriciolare i pezzetti di burro, incorporandovi a mano a mano zucchero e farina. Non lavorare nel senso di preparare una massa ma proprio pizzicare e spezzettare. Alla fine il burro non deve più essere identificabile e si ottiene una coppa che sembra piena di mollica di pane (crumble, appunto).

Mentre i piccoli sono impegnati sul fronte crumble, procuratevi una pirofila e tagliate a pezzettoni le mele (potete non sbucciarle se preferite e/o se non avete tempo), direttamente dentro. Potete fermarvi qui per la versione basica, ma se volete potete ulteriormente condire la frutta con quello che vi piace, per esempio con le mele ci posso aggiungere un po’ di cannella o uvetta. Ma anche nature va benissimo, eh? Ma ci mancherebbe. Tanto dalla foto Facebook non si nota, e i palati apprezzano uguale.

Una volta che le mele sono pronte e la crumble pure, spargete la crumble sulle mele, in modo che le copra bene, senza schiacciare, e mettete in forno caldo a 180 gradi.

Il tutto non dovrebbe avervi occupato più di 15 minuti, quindi finite di apparecchiare, e cominciate a pranzare. Quando siete arrivati al momento del dessert, ritirate la crumble dal forno (ci deve stare un 40 minuti circa) e servitela bollente in coppettine, con una pallina o due di un buon gelato: la crumble bollente fa contrasto col freddo del gelato che si comincia a sciogliere non appena a contatto, e insomma…  provate e poi mi raccontate. Prima però postate la foto.

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