I PiccoliniTV: Barilla e le blogger
Secondo me Barilla, con i Piccolini, ha creato un prodotto rivoluzionario. Una di quelle rivoluzioni piccole, piccole, che ti si insinuano nella vita quotidiana in poco tempo e te le ritrovi come consuetudine. La pasta che affranca le famiglie dalla necessità di cucinare un piatto per i bambini ed uno per i grandi: la pasta piccola che rendeva tutti grandi. I bambini possono mangiare con facilità ed in piena autonomia la stessa cosa che è nel piatto di mamma e papà.
Per non parlare poi, del fatto che è la pasta più veloce al mondo da cuocere! 5 minuti e tutti a tavola!
Fin qui il prodotto, che in pochi anni si è consolidato nelle abitudini di moltissimi.
Barilla propone ora una forma di comunicazione che parla proprio lo stesso linguaggio dei Piccolini: qualcosa che piace ascoltare e vedere a grandi e piccoli, insieme. E punta sulle blogger, quelle vere, e sul video blog. Nasce I Piccolini TV, una webTV in cui 6 blogger italiane (ma ce ne sono altre 12, in Francia e in Germania) postano i loro video. Ci parlano delle loro passioni, dei loro interessi, di quello in cui sono brave e di quello che le diverte.
C’è la creativa, l’esperta, la maestra di stile, la grande cuoca, la viaggiatrice, e poi ce n’è una che, secondo me, rappresenta l’esperimento più ardito di Piccolini TV: nei suoi video post non parla di quello che sa fare, non ci mostra idee, competenze o luoghi. Mostra solo e semplicemente la sua “sestessitudine“.
I video post di Caia Coconi (che trovate anche qui, con il suo blog personale)sono davvero diversi: espressiva per natura, spigliata senza nessuno sforzo, ci parla con una naturalezza deliziosa della sua vita di mamma, di donna, di blogger, coinvolgendoci nella sua quotidianità con una semplicità che ce la fa sentire un po’ nostra. Una donna che parla di sè e che possiamo guardare negli occhi sorridenti, che gioiscono istintivamente ogni volta che nomina il suo Momo. Una donna che parla della vita di tutte le mamme, raccontandoci la sua. Una narratrice del quotidiano, che rappresenta la rubrica più intima di Piccolini TV.
Prova a leggere anche:
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ragazze così non si fa…
ora pensano che vi ho pagato!!!
cmq iniziare una giornata così disperata (mi riferisco a quello che accade fuori dalla mia porta di casa) leggendo queste parole, mi fa davvero sorridere il cuore!
Grazie
Non so se le hai pagate, ma io condivido tutto!
Io di questo prodotto penso l’esatto contrario
Il mondo è bello perchè è vario.
Per me è il più classico degli esempi di BISOGNO INDOTTO dal marketing (uh – uh). Io ho un bambino di 4 anni (quasi) e una di 16 mesi e non vedo necessità di acquistare un altro prodotto rispetto alla normale routine.
Prima di tutto noi (io e mio marito) non mangerremmo mai una pasta così piccola, quindi dovrei cucinare 2 cose diverse (cosa che mi sono imposta di non fare dal compimento dell’anno di età di entrambi). Oppure scegliere di mangiare quella pastina, il che sarebbe triste uguale.
Poi non ritengo che sia così necessario che sia piccola, visto che con il lembo della forchetta posso trasformare 10 penne (normali) in 20 micro-penne in circa 6 secondi. Ce la posso fare. Senza contare che non so se pensiamo di aver bisogno anche di micro-bistecche, micro-frittate, micro-pane..o comunque con tutto il resto continuiamo a spezzettare, no?
Non ritengo affatto indispensabile che cuocia in 5 minuti (che poi forse son 6), anzi lo trovo controproducente! In casa mia tutta l’educazione alimentare passa per quei 5 minuti di attesa della pasta: prendendoli per fame mangiano qualsiasi cosa! Mi avessero dato 1 euro per tutte le mele che mio figlio ha mangiato aspettando la pasta sarei ricca. Ieri sera la piccola super affamata, mentre attendeva la pasta, si è mangiata un piattino di cavolo appena appena passato in padella
In ultimo (credo) l’unica volta che a casa di amici hanno offerto ai bambini questa pasta ho dovuto imboccare mio figlio 4enne, che mangia da solo da quando aveva 18 mesi, perchè non riusciva ad infilzare (troppo piccoli).
Se interessa posso proseguire con quello che penso delle paste addizionate di verdure varie
Non voglio fare polemica perchè sarebbe assurdo, semplicemente è da un po’ che vorrei dire la mia personale e inutile opinione e non sapevo dove farlo.
E’ toccato a voi
Grazie
@my: come te non sono affatto fan dei piccolini. Li abbiamo usati finche` ce li portavano i nonni, poi abbiamo iniziato a darli da mangiare anche a loro perche` non sapevmo piu` dove metterli…ed hanno smesso!
Ma e` tutta una questione di gusti personali…
No, Caia non ci ha pagate, ma non nascondiamo che questo è un post in categoria “sponsor”. Ovviamente abbiamo avuto completa libertà nel contenuto e quindi sicuramente ho scritto esattamente quello che penso dei video di Caia, che, tra l’altro, ad ogni video diventa più spigliata e sicura davanti alla telecamerina: secondo me tra un po’ le faranno fare una fiction!
My… da quando ho letto il tuo commento, pregustavo il momento in cui avrei potuto risponderti!!!
Ma così tiri fuori l’avvocato che è in me!!!!
)
Vado a controbattere, punto per punto, le tue argomentazioni (posso? posso?
D’accordo, non è un prodotto essenziale (ma quale lo è realmente?) ma in confronto alla pastina MarcaPerBambini addizionata di ogni vitamina sintentica mai ipotizzata in laboratorio, mi sembra un grande passo avanti: prima dei Piccolini i formati di pasta adatti ai bambini erano “medicalizzati”, una roba da farmacia!
Io mangio molto volentieri quella pasta così piccola, mi piace tanto e mi sembra sempre di avere un piattone di pasta, mio marito, invece, si irrita da morire (esattamente come voi): noi quindi i Piccolini ce li mangiamo quando siamo solo io e il Sorcetto.
Vero, posso trasformare 10 penne in 20 mezzepenne, ma posso anche comprarmi direttamente le mezzepenne, no? Che male c’è? La pasta grande frutta poco: sembra sempre di meno e se, come me, sei sempre lì a razionare la pasta, preferisci un formato che “fa figura”!
I minuti di cottura sono 5 per due dei formati, 6 per tutti gli altri. Per me c’è stat un’epoca in cui protare a tavola il pasto in tempi rapidi faceva la differenza tra mangiare e digiuno.
Il Sorcetto ha vissuto d’aria fino ai 4 anni. Un’attesa troppo lunga, in caso di appetito, provocava un nervosismo tale (mica è amplificato così per dire!) che gli annullava di nuov la fame. Quindi, un ritardo eccessivo nel mangiare equivaleva a saltare il pasto. Se poi gli avessi dato una mela nell’attesa, avrebbe mangiato solo quella mela.
Del resto non ho mai avuto problemi a fargli mangiare la verdura nè allora da inappetente, nè adesso che è normo-mangiante: un bel piatto di cavolo o broccolo passato in padella se lo mangia volentieri accanto alla bistecca.
Mai avuti problemi ad infilzarli: Il Sorcetto cerca anche di battere i record su quanti fusilli, penne, conchiglie possono entrare in una forchetta!
Le paste addizionate di verduere o altri ingredienti non sono un espediente per far mangiare le verdure ai bambini (anche perchè sarebbe ridicolo pensare che la quantità di spinacio presente nelle penne possa costituire una razione di verdura), ma sono una consolidatissima tradizione culinaria italiana. Che dire delle fettuccune paglia e fieno? O degli spaghetti neri con il nero di seppia(che non servono davvero a far mangiare più pesce)? O degli gnocchi tricolori? Quindi si tratta solo di un espediente estetico e di gusto.
Ho finito, vostro onore…
My… mi sono divertita un sacco!!!
Grazie a te. Rifacciamolo quando vuoi!
ahahha silvia! mi hai messo la curiosità assoluta di sapere cosa ti impediva di farlo prima!
“da quando ho letto il tuo commento, pregustavo il momento in cui avrei potuto risponderti!!!”
epppperò non te ne uscire con “motivi di famiglia” eh? qualcosa di più divertente!
vabbhè va da sè che non ho mai comprato alimenti per l’infanzia quindi non è a quello (peggio) che li paragonavo.
per il resto il mondo è bello perchè è vario, mi va bene anzi benissimo, che possano risolvere alcuni problemi con bambini particolari. Va da sè altrettanto che non viene presentata come una soluzione per problemi particolari ma come LA soluzione ai problemi delle mamme. Problemi che molte fino a 10 minuti prima, a ben guardare, magari non avevano.
sai che io godo da morire a far sti dibattiti, quindi “rifacciamolo quando vuoi” ….è una minaccia!!!
Sai perchè non potevo risponderti quando ho letto il commento? Perchè dovevo portare il Sorcetto (infortunato, con la gamba ingessata) a decorare i biscotti di Natale in biblioteca! Natalia Cattelani, l’autrice di questo libro qui: http://genitoricrescono.com/ricette-x-gioco/ fa le presentazioni del libro pasticciando con 20 bambini alla volta, sui tavoli delle biblioteche comunali di Roma!
Quindi, dai, son motivi di famiglia, ma divertenti!
Comunque, sui bisogni indotti, sono mooooolto d’accordo con te!
Allora, al prossimo argomento.
Che peccato, io non riesco a visualizzare i video, il mio pc deve avere qualcosa che non va…
)
Mia figlia ha un atteggiamento imprevedibile con la pasta: ancora oggi a 2 anni passati mangia prevalentemente la pastina “MarcaPerBambini” minuscola, con quella vado sul sicuro non la rifiuta mai. In alternativa la nostra, spaghetti inclusi, ho una foto di lei che mangia le linguine con le capesante rubandole al padre (che devo dire ci è rimasto un po’ male
I formati intermedi li snobba…ho preso i Piccolini una volta (in offerta, se c’è un difetto è che sono un po’ cari) e per un periodo li ha mangiati, poi basta, poi ancora…boh!
Alla fine forse piacciono più a me, io nei 10-12 minuti che cuoce la pasta mangio, quindi 5 minuti in meno sono utili per limitare i danni!
Lorenza, chi sta perennemente a dieta sa cosa significano anche 5 minuti prima del pranzo: potrebbero essere la rovina dell’intera giornata!!
A me i Piccolini arancioni (zucca e pomodoro se non ricordo male?) mi piacciono proprio visivamente: per esempio con un condimento che tende al verde, che si abbina bene… ma vabbè, magari non sono normale, eh!
Ma i video vi piacciono? Caia a parte, di cui ho detto, io adoro questo
http://it.piccolini.tv/video/gnocchi-di-patate-con-zucchine-e-pomodori/
silvia figata i pasticci con i bimbi in biblioteca!
@lorenza: già, stranamente sono cari, proprio come i prodotti per la “medicalizzazione del bambino”, come li chiamo io…ossia i prodotti per l’infanzia.
E ma se non vuoi tagliare una farfalla normale con il lembo della forchetta devi pagare!
ok basta.
Beh, no, sono meno cari rispetto ai “prodotti per la medicalizzazione del bambino”, dai!
Vabbè, ok, basta…
(Comunque ho segnalato questo dibattito all’agenzia che ci ha messo in contatto con lo sponsor, perchè facesse sapere al cliente che, se vuole fare un salto a leggerci, sarebbe una bella occasione per parlare del prodotto)
Ciao Silvia, ciao tutte,
Vi ho letto dietro le quinte ma non ho potuto rispondere subito. Siamo alle porte di Natale e bisogna chiudere molti lavori. Entro volentieri nella conversazione e provo a dire la mia, sia come persona che lavora nella comunicazione digitale di Barilla ma anche come mamma. Sapete bene che una persona è una e diversa dalla altre e nella sua unicità raccoglie tanti aspetti della sua vita.
Io compro la pasta in miniatura di Piccolini da prima che lavorassi in Barilla. Perché?
Uno così è destinato a mangiare come gli adulti da presto e fai poca fatica. Picca invece è esattamente l’opposto. Diffida di qualsiasi novità. Se la lasciassi decidere mangerebbe solo cose bianche o quelle che tipicamente ricadono nella categoria “fa male quando si eccede”.
Abbiamo due bambini molto diversi nell’approccio al cibo. Leo è un talento della degustazione. Fin da piccolo. Fa delle cose di quelle da vergognarsi, tipo mangiare il minestrone a pezzi, la pasta con le sarde compiuti i 15 mesi, il gorgonzola con la composta di pere e aceto balsamico.
Sono una che crede che i bambini vadano guidati nelle loro scelte ma la casa non è un ristorante e non troviamo educativo accogliere tutti i capricci tipici sul cibo. Gli aspetti su cui lavoriamo di più sono l’apertura che si traduce in “assaggiare” e l’autonomia che significa “mangiare da soli”. Dallo svezzamento poi si procede a tappe in base alla risposta diversa del tuo/tuoi bambino/i. Abbiamo provato ad avere un approccio analogo con i due ma viste le differenze è stato impossibile. Procediamo quindi navigando a vista e in questo mi sono venuti incontro i Piccolini.
Leo da piccolo all’ora del pasto aveva una fame spaziale e dovevo sbrigarmi a preparare. Quei 5-6 minuti erano/sono l’ideale senza cedere ai rompi-pasto.
Il piccolo formato poi mi permetteva di dargli la sua forchetta della misura delle sue mani, ma di acciaio, per mangiare da solo, senza dover io tagliare a metà i formati standard. Nel piatto c’era la stessa pasta che mangiamo noi ma in miniatura e la cosa lo divertiva molto. So che si sarebbe divertito con la pasta a forma di orsetti ma mangiare è anche una cosa seria e per me c’è sempre un giusto compromesso tra me e i bambini.
Con Picca invece è stata dura. Le ho provate tutte: lasciarla a digiuno, minacce, premi ma nulla. Se una cosa (praticamente tutto meno che il pane, la cioccolata e fortunatamente la frutta) non la vuole è capace di andare avanti ad oltranza, per principio, per capriccio, non per gusto. L’ho dunque presa nella preparazione. La pasta in miniatura era anche nelle sue pentoline e dopo nel suo piatto, sempre a sua misura.
Crescendo chiaramente la pasta cresce e senza eccessivi mal di testa. Un giusto compromesso.
La pasta alle verdure segue la stessa logica e in più mi aiuta a convincere la diffidente che il rosso e il verde non sono dei mostri. Leo si diverte e insieme ci mangia i vari condimenti: piselli, pomodorini, formaggio.
Ora poi c’è anche la pasta ripiena. Un salvavita quando non riesco ad organizzare altro o semplicemente per variare. Anche qui gli ingredienti sono sani e vari. Non ci sono né conservanti, né coloranti. OK, direte voi, stai facendo pubblicità al posto in cui lavori ma vi dirò che, proprio perché ci lavoro, ho visto come queste cose vengono fatte e per questo le do ai miei figli. .
Sul prezzo vorrei capire…quanto pagate un pacco di Piccolini?
@Lorenza, mi aiuti? Come mai non riesci a vedere i video? Puoi dirmi cosa capita esattamente?
Mi infilo un po’ di fretta perche’ devo pur dare la parvenza che io stia lavorando
ma non posso trattenermi dal commentare!
Io la vedo proprio come My.
Sono prodotti creati per indurre un non-bisogno, come la maggior parte dei prodotti “per bambini”, che come lei io non ho mai comprato e in cui non solo non credo… ma contro cui nel mio piccolo lotto!
Per altro sono avvocata e diffonditrice (??) sfegatata dei principi dell’autosvezzamento, tra cui campeggia nelle primissime posizioni “si mangia tutti la stessa cose”, ergo formati piccoli per i piccoli? No way!
Ma non vado oltre, perche’ My ha parlato benissimo e non serve ripetere i suoi concetti ben espressi.
Pero’ c’e’ una cosina che vorrei aggiungere, cioe’ che da quando la pubblicita’ ha colinizzato i blog, per i blog con pubblicita’ hanno perso di botto il loro fascino.
La pubblicita’ non mi piace, potrei trovare tanti motivi per cui non mi piace e scriverli qui uno ad uno, ma di base – come dicevo all’inizio – vuole creare in me una necessita’ giocando con la mia pscihe (paroloni…). Ecco, a me questo non va. E trovare che quello che io trovavo un mondo puro, vero, autentico (quello dei blog) da un po’ di tempo a questa parte sia stato acquistato dalla necessita’ di vendere, mi intristisce un po’.
Diciamo che avevo 100% fiducia dell’autenticita’ di cio’ che mi diceva un/una blogger. ora non piu’.
Dovro’ parlarne in un post, prima o poi.
Io consiglierei loro di smetterla di ostacolare la diffusione della verità sui loro stabilimenti ricoperti di pericolosissimo ethernit (amianto) e bonificarli!
state AVVELENANDO gli italiani!
@UnNickname – Non mi sembra che stiamo negando la possibilità di approcci diversi nella scelta dell’alimentazione di un bambino. Non abbiamo questo potere. La scelta rimane sempre nella decisione delle persone.
Permettimi di dire che il bello dei blog, dei siti che trattano diverse tematiche sta nella libertà di espressione, nei limiti del rispetto della buona educazione e degli spazi altrui. Personalmente credo in questo, al di là della mia professione.
Questo è un post chiaramente sponsorizzato che ha qualcosa in più rispetto alla pubblicità che dici di non amare: puoi dire la tua.
Mi piacerebbe che venisse apprezzata la trasparenza con cui entriamo in comunicazione con voi.
@Cristina – Posso solo invitarti a leggere la risposta ufficiale di Barilla che puoi trovare qui:
http://barillagroup.com/corporate/it/home/media/posizioni-aziendali/melfi.html
Carissime Silvia e Serena, purtroppo boccio anche io “I piccolini” che altro non sono che un bisogno indotto, pur dichiarandomi consumatrice della Barilla, ma anche di altre marche di pasta.
Vi segnalo questo link interessante:
http://www.ilfattoalimentare.it/la-pasta-con-verdure-barilla.html
Ma se “I piccolini” si limitassero a stare sugli scaffali dei supermercati, pazienza: chi li vuole li compra e chi vuole fare diversamente si regola di conseguenza. Ma che la pubblicità abbia colonizzato così pesantemente i blog, ecco anche a me toglie il piacere di leggere. Scusatemi, ma trovo che sia veramente troppa e anche controproducente. Queste tecniche di marketing così aggressive personalmente mi fanno solo diventare bastian contrario.
Vorrei aggiungere ancora una cosa: sono rimasta davvero spiazzata dall’accostamento in poche settimane, tra la giornata dedicata ai pannolini lavabili, con relativo blogstorming, e il post sponsorizzato Huggies. Ma probabilmente questa è una contraddizione che disturba solo me e poche altre, voi preferite un atteggiamento più generalista.
Avrei forse preferito una linea “editoriale” più definita, perchè questo vostro sito è molto interessante e propone contenuti diversi rispetto alla maggior parte degli altri siti “mammeschi”, che mettono assieme un po’ di tutto.
E comunque ha ragione Mamma Cattiva: l’industria non fa altro che darci quello che noi poi siamo disposti a comprare. Il bel film “Food Inc” termina dicendo che noi consumatori abbiamo il potere di votare tre volte al giorno: sono tutte le volte in cui consumiamo cibo.
Un ultimissimo commento: anche il famoso sito di Soulemama si è riempito di pubblicità, che tuttavia viene confinata solamente nei fine settimana. Nel suo caso, però, vengono pubblicizzate solo piccole imprese individuali, quasi sempre a gestione femminile. Ecco, quel tipo di pubblicità non mi distoglie -troppo- dal piacere della lettura.
Io mi colloco in una via di mezzo.
Ho quasi sempre in casa 1 pacco di Piccolini per quelle cene da preparare in frettissima dove mi fanno comodo i soli 5 o 6 minuti di cottura ma, generalmente, uso pasta di formato normale per tutti (tagliandola con la forchetta per i bimbi).
Non mi disturbano, invece, i post o i blog pubblicizzati se la cosa è chiaramente esplicitata.
Inoltre, trovo che l’idea di Luisa “IPiccoliniTV” sia una grande idea: sia perchè avvicina un marchio a tutte noi dando un volto attraverso le mamme blogger, sia perchè ha fatto fiorire una collaborazione con le blogger dando anche a loro visibilità e una bella opportunità.
@UnNickname @Melanele Non entro nel merito dei piccolini, che io peraltro nemmeno conosco perché in Svezia non sono arrivati. Ammetto che a me non fa nessuna fatica tagliare il rigatone per Pollicino, con cui abbiamo anche praticato l’autosvezzamento, e di cui ho parlato spesso. Però capisco che per qualcuno possano essere di aiuto, e allora ben venga.
Vorrei solo rispondervi riguardo la presenza di pubblicità nel sito.
Come sapete bene io e Silvia su questo sito lavoriamo moltissimo, e il livello dei contenuti come dite voi stesse lo dimostra. Anche a noi farebbe piacere mantenerlo libero da pubblicità. Purtroppo però non si campa di aria, la gestione di un sito di queste dimensioni costa e qui sto parlando solo di spese vive. Io e Silvia ci lavoriamo moltissime ore e con passione. Sinceramente mi sembra il minimo quello di cercare di guadagnare qualcosa (che finora copre a mala pena le spese che sosteniamo) accettando l’esposizione di banner pubblicitari e scrivendo articoli sponsorizzati. In più, non vedo confusione da nessuna parte visto che i banner e gli articoli sono chiaramente indicati come sponsorizzati. Noi non cerchiamo di imbrogliare nessuno, e mi sembra che siamo sempre molto sincere e aperte nelle nostre discussioni, cercando sempre il confronto anche con chi ha opinioni diverse dalle nostre (e anche questo post mi pare in linea).
Per quanto riguarda la linea editoriale a cui si riferisce Melanele, mi rendo conto che parlare di lavabili e di Huggies nello stesso mese possa sembrare dissonante, ma se leggi bene entrambi ti rendi conto che non lo è. Io ho provato i lavabili per 12 mesi, ho avuto problemi vari, ho scritto post in entrambi i sensi, e ora uso gli U&G. In questo sito si discute di questo, di quello che è la vita reale. E quindi anche del vorrei usare i lavabili, ci provo, non ci riesco, ho difficoltà, passo agli U&G. Non vedo contraddizioni in questo. Ne editoriali ne di vita vissuta. Il blogstorming speciale sui lavabili, come dichiarava il testo di lancio, era per parlare dell’uso dei lavabili, dei pro e dei contro, di sentire le idee di tutte le parti, per promuovere una riflessione e aiutare a diffondere conoscenze su questa possibilità. Di nuovo, non ci vedo contraddizioni di linea editoriale con lo scrivere un post sugli Huggies nella stessa settimana.
In ogni caso stiamo muovendo i primi passi in questo campo, e quindi ci fanno piacere i vostri commenti, soprattutto se propositivi, come il riferimento alla scelta di Soulemama. Ci rifletteremo. Grazie.
ciao a tutte
in qualche maniera mi sento parte in causa, quindi vorrei dire la mia.
io credo che la libertà di espressione e di lettura sia comunque preservata. nessuno impone la sosta su un blog piuttosto che un altro.
ma la questione secondo me fondamentale è che è banale dire che un blog con pubblicità perda autenticità perché piuttosto acquisisce più risorse per conservare una qualità di contenuti sempre alta e aggiornata.
come possiamo pensare che un blog come genitoricrescano possa essere fatto gratis? nel momento in cui c’è un programma editoriale che mi garantisce (a me lettore) di collegarmi ogni giorno e trovare un nuovo post, nuovi spunti, cose belle e interessanti da leggere, vuol dire che c’è un enorme lavoro dietro. non è il blogghetto tipo il mio personale su cui scrivo quando mi va le mie vicissitudini di mamma.
il problema secondo me è che serpeggia sempre l’idea che i lavori creativi e di “pensiero” debbano essere fatti gratis. e questo non è giusto, perché gli scrittori, i creativi, i designer, devono mangiare esattamente come i ragionieri. non è che campano d’aria. e il web è un territorio molto libero dove appunto uno può esprimersi ed essere fruito soltanto per merito. il lettore può cliccare, esserci o tornare. oppure stare alla larga. in base a queste “preferenze” il blog in questione può rappresentare uno spazio vendibile alla pubblicità. ciò significa che deve necessariamente conservare lo standard di qualità.
inoltre mi sembra che in questo blog in particolare ci sia sempre una spiccata trasparenza di idee e una forte individualità nei contenuti.
ve la siete spassata oggi in mia assenza eh?
solo una rispostina veloce a luisa (aka mamma cattiva):
guarda, come già detto per silvia, io comprendo che possano esserci casistiche particolari in cui anche un clown privato targato barilla che ti fa lo spettacolo in cucina ogni sera potrebbe tornare utile e fondamentale. Però. Cambia proprio il concetto. Io dopo due figli sono ormai certa che se uno dei miei figli avesse avuto difficoltà con il cibo non avrei cercato in un formato di pasta la soluzione, ma probabilmente in un approccio totalmente opposto: serenamente, c’è questo, se non lo mangi si vede che non hai fame (dove per “questo” non si leggano cose terribile ma cose cmq potenzialmente accattivanti però appartenenti al nostro normale menu di famiglia). Quindi continuo sul mio pensiero (avevi dubbi?
)
Infine quando si dice: rimane la libertà nessuno ti obbliga a comprarlo.
Sì, chiaro.
Però qui siamo a commentare la pubblicità del prodotto che porta a convincerti di averti risolto un grandissimo problema. E siccome non tutti siamo dotati di spirito critico in abbondanza ci si interroga sul ” ” ” male ” ” ” che può fare, creando una certa idea dell’alimentazione del bambino alla quale io non credo e contro la quale mi schiero fortemente.
Dall’altro lato siccome non è una ONLUS che ha inventato questa pasta…….vien da pensare che convenga che tutti si convincano dell’assoluta necessità di questo prodotto.
[...] http://genitoricrescono.com/i-piccolini-barilla-e-le-blogger/ [...]
Che bel dibattito si è sviluppato. Piatto ricco…
Sui Piccolini: nemmeno io ne sento la necessità, anzi. Sono abbastanza rigida sul fatto che tutti si mangi la stessa cosa, al massimo posso transigere se io e Luca mangiamo qualcosa che a loro proprio dichiaratamente non piace (tipo sushi, che costa pure). La motivazione ufficiale è l’educazione, quella ufficiosa è lo sbattimento.
Con tutto ciò, mi piacciono i contenuti della Piccolini TV, in particolare seguo Paola della Margherita e il Lappio.
La pubblicità secondo me è il tema più dibattuto e più inutile degli ultimi 2 anni. Non stiamo parlando della TV generalista di 10 anni fa, dove o ti sorbivi la pubblicità o spegnevi la TV. Stiamo parlando di media interattivi, con un’offerta molto varia, dove la presenza della pubblicità non condiziona il contenuto.
Per esempio, mi sarei un po’ adombrata se, dopo anni in cui Serena parla dei pannolini lavabili, fosse sparito ogni accenno in seguito alla sponsorizzazione Huggies.
Non è stato così, quindi non vedo il problema.
Molta carne al fuoco. Molti argomenti.
Prima di tutto, leggete la riflessione di Pontitibetani linkata qui su: lascia aperte molte domande, proprio perchè le risposte possono essere le più varie e le più personali. E’ un approccio che mi piace molto.
Nel merito.
): la pubblicità su questo come su altri siti.
Punto primo (piace ‘sto stile un po’ legale?
Mi permetto di contraddire l’amica Caia: nonostante la presenza di banner, il lavoro per gc continua ad essere, attualmente, del tutto gratuito. Quello che ricaviamo da questa poca pubblicità serve, come diceva Serena, a pagare qualche spese ed ora che abbiamo assoluto bisogno di un nuovo server, siamo lì lì per doverci aggiungere soldi di tasca nostra. Pagare le spese, per me (e per chiunque sia abituato a lavori autonomi, presumo) è comunque lavorare gratis.
Lo faccio perchè mi piace, e molto, ma se gc si paga da solo è un conto, se no deve finire qui o ridimensionarsi, perchè non mi sembra giusto pagare il mio “giocattolino sul web” (e cercate di capire in che senso lo dico), con i soldi del comune reddito familiare.
Se dovesse davvero essere retribuita l’enorme mole di lavoro che costa questo sito, la pubblicità dovrebbe entrarci in modo molto più intenso ed invadente. Stiamo mantenendo l’equilibrio possibile.
Per mantenere questo equilibrio, Serena sta lavorando da giorni sulla nuova template (che serve, perchè questa non è più funzionale): se potessimo, commissioneremmo l’attività ad un professionista e magari lei dormirebbe qualche ora in più.
Con questo non voglio dire che siamo missionarie, nè volontarie: non facciamo del bene a nessuno ed essenzialmente lo facciamo perchè fa piacere esclusivamente e prima di tutto a noi. Ma prima di parlare di “guadagno”, ce ne vuole!
Quello che dice Caia sui lavori “intellettuali” lo condivido in pieno. Ed anzi, rovescerei i termini del discorso: quando un lavoro intellettuale è retribuito può permettersi il lusso di essere libero e curato, altrimenti è molto più influenzabile. Se io dovessi matenermi con quello che scrivo sul web, sarei alla mercè di chiunque mi offrisse qualche euro. Dato che così non è, io mi permetto il lusso sfrenato di scegliere, dire la mia, coinvolgere il mio sponsor in una conversazione del genere e stare a guardare l’effetto che fa.
UnNickname, perchè avevi fiducia cieca in quello che ti diceva un blogger? Non trovi sia molto pericoloso? Comunque la sua è e sarà sempre una visione parziale e di parte (perchè ognuno ha il suo punto di vista): io la fiducia cieca la riservo alle persone che amo, in ogni altro caso ho il senso critico acceso. Se ogni notizia che circola su un blog è vera e lo è solo perchè quel blog non ha pubblicità, beh, si da un potere di persuasione immenso ai blog: attenzione, che se qualcuno se ne accorge, creando un blog senza sponsor espliciti si possono fare danni enormi!
Punto secondo: l’efficacia della pubblicità sui blog.
Ma trovare un banner su un sito che visitate, vi colpisce a tal punto la mente da piegare ogni resistenza? Correte forse ad acquistare pasta in miniatura, presi da sovrannaturale esigenza, perchè qui accanto c’è il logo azzurrino?
No, ditemelo, perchè se ho questo potere persuasore, lo uso meglio!
Il consumatore non è lo sciocco infante che si dipinge troppo spesso. L’utente del web, poi, è un consumatore piuttosto attento, abituato a scegliere e selezionare (lo fa con i contenuti di cui fruisce in ogni momento, mentre l’utente televisivo resta passivo).
Punto terzo: grande azienda o piccola impresa?
A parte il fatto che l’identificazione di male e bene nell’una e nell’altra mi sembra un po’ semplicistica, siamo sempre ben contente di offrire banner alle piccole imprese. Siamo qui: abbiamo un tariffario dei banner. Tutte le volte che qualche azienda ci ha detto di non avere budget pubblicitari, se il prodotto ci piaceva, abbiamo offerto gratutitamente la possibilità di organizzare un giveaway.
Punto quarto: ma non stavamo parlando di PiccoliniTV e non di pasta?
Il “prodotto” pubblicizzato qui nella colonna accanto, non è un tipo di pasta, ma un canale web tv in cui vengono programmati video realizzati da blogger che non parlano affatto de i Piccolini. Neanche le ricette di Natalia parlano di pasta in miniatura, figuriamoci gli altri video-post.
Io volevo parlare di Caia, perchè mi piace quando parla nei video: è carina, è briosa e ti intrattiene anche parlando del quotidiano.
Io stessa ho dato corda a My quando ha commentato sul prodotto “pasta” e l’abbiamo fatto entrambe in modo esplicitamente provocatorio e divertito: ci siamo divertite, in modo esplicito e chiaro, a sostenere i pro e i contro del prodotto. Altri commenti sono seguiti.
A quel punto ho avvisato lo sponsor (tramite l’agenzia): da noi si è creata spontaneamente una conversazione sul prodotto, perchè non tendete l’orecchio? E lo sponsor è intervenuto e mi ha autorizzato a dire che era in ascolto: questa è un’opportunità. Sarà sempre meglio questo che lo spot in tv, no?
Ovviamente, a questo punto, chiedo allo sponsor, tramite Luisa o chiunque altro di casa Barilla, di dare risposta a TUTTE le questioni poste: qualche notizia sull’ethernit?
Punto quarto: il prodotto.
A me i Piccolini piacciono proprio personalmente, non per mio figlio. Quando non mangiava (e vi assicuro che fino ai 4 anni si suppone sia campato d’aria), non è che proponendogli farfalline arancioni sarebbero cambiate le cose. Però se io sono strana e le farfalline arancioni a pranzo mi mettono di buonumore, potrò dirlo sul mio blog?
Allora: a me piacciono le penne iPiccolini con sugo di tonno, olive e capperi. Me le mangio volentieri con il cucchiaio, così tiro su tutto il condimento in gran quantità. Sarà perverso, ma vi assicuro che io me le mangio volentieri a pranzo anche da sola. Anzi, meglio da sola perchè mio marito quelle pennette in miniatura non le può vedere! E’ abbastanza evidente che non ve ne importi nulla, ma visto che mi va, lo dico lo stesso (in quanto libera blogger)!
Ritengo che in nessuna pubblicità dei Piccolini siano mai stati presentati come una panacea al male oscuro dell’inappetenza, non capisco dove si possa leggere questa interpretazione.
Che i Piccolini siano un prodotto di successo mi sembra abbastanza evidente: può essere che tutti quelli che hanno acquistato il primo pacco (me compresa) e poi l’hanno ripresa più e più volte, sono tutti una massa di farlocchi abbindolati dall’idea di risolvere problemi con un pacco di pasta? Non è possibile che l’abbiano semplicemente trovata di loro gusto ed abbiano pensato di esercitare il loro libero arbitrio di acquirente ricomprandosi la pasta piccola quando andava di mangiarla a loro o ai loro figli? A me è capitato più di una volta di comprare un prodotto, non trovarlo di mio gusto e poi non riprenderlo più.
Infine: su questo sito continuerà ad esserci pubblicità. In modo esplicito, evidente e chiaro. Non sarà troppa, ma sarà quella che serve a pagarci il nuovo server, ora, e tanto altro dovuto all’aumento dei lettori. All’inizio mai avrei pensato che il “giocattolino sul web” è un po’ come la macchina sportiva: costa mantenerla!
Ora è qui e mi sembra giusto tenerlo in vita, che ormai ci sono tanto affezionata. In questo ultimo anno ogni regalo che ho chiesto ai miei familiari è stato orientato a gc: uno smartphone perchè metà della gironata sono in giro e nei tempi morti posso dedicarmi a qualche lavoretto, un portatile nuovo perchè quello vecchio era malandato… Insomma, mi piacerebbe tornare a scegliermi una bella borsa per il prossimo compleanno!
E comunque mi piacerebbe continuare a lavorare a gc in modo libero, come adesso.
Purtroppo non ho il tempo materiale per rispondere accuratamente come vorrei e come sarebbe giusto, me ne dispiace molto e mi scuso con le altre interlocutrici. Tuttavia vorrei puntualizzare un paio di cose che credo siano state travisate nel mio precedente intervento.
Silvia, perdonami… ma non ho detto che di un blogger che non espone pubblicità ho fiducia cieca. Non lo intendo affatto e mi sembra un po’ un insulto alla mia intelligenza
Ovviamente il mio spirito critico lo metto in uso ogni volta che leggo, ascolto o vedo qualcosa
Quello che ho detto è semplicemente che nel momento in cui un canale di comunicazione viene invaso dalla pubblicità, ai miei occhi perde di autenticità, perché a torto o a ragione io sono consapevole che da ora tutto ciò che viene scritto °°°potrebbe°°° essere una qualche sorta di messaggio pubblicitario, di sponsorizzazione.
Ovviamente questa è una descrizione ingigantita del sentimento che io provo al primo impatto. Un’iperbole.
Nel piccolo blog sconosciuto o nel grande blog celebre di BloggerX, per anni sono stata certa o quasi di trovare persone vere, parole dettate da nient’altro che dalla voglia di comunicare ed entrare in contatto con altra gente. Il giorno in cui accedendo al blog trovo sparato in alto a destra il banner pubblicitario in movimento (e quindi fastidioso) di una ditta qualsiasi, a me cascano le braccia. Mi crolla anche l’ultimo mio baluardo di libertà dal tampinamento pubblicitario (eh, il mio è un piccolo mondo!
). Questo perché io le pubblicità le evito come la peste, e la cosa che più trovo fastidiosa e sbagliata in assoluto è quando le pubblicità vogliono entrare nella tua vita in maniera becera, di sottecchi, credendo di non farsi vedere…
I blog erano un baluardo di libertà, e stanno smettendo di esserlo.
E io dei blog in cui le pubblicità stanno apparento, mi sto disamorando.
Sarò la sola?
Detto questo, comprendo benissimo che sostenere un sito ricco e frequentato costa fatica, tempo e anche denaro. E non condanno in alcun modo chi fa la scelta di inserire banner pubblicitari.
Probabilmente farei la stessa cosa.
Io però esercito il mio diritto di espressione, quando posso, e ho colto l’occasione per esprimere il mio pensiero, ossia che a me tutto ciò allontana, non piace e dà una cattiva sensazione.
Aggiungo una cosa che mi ero dimenticata di inserire: il mio commento non è cucito addosso al caso di GC, ma molto generico. Più sul trend che noto in giro che del caso specifico.
Ciao!
anche io mi sento coinvolta e intervengo.
secondo me silvia ha centrato il punto nel suo ultimo commento: la pubblicità era per piccolini.tv, non per la pasta! (anche se l’ introduzione ha probabilmente dato lo spunto per aprire un dialogo in merito)
nei video che giro per barilla nessuno accenna nemmeno lontanamente al prodotto piccolini…perchè lo scopo di questa tv non è pubblicizzare quel prodotto (luisa, correggimi se sbaglio);
mi rifaccio al discorso di silvia: se io, mostrando come addobbo l’ albero o come si fanno le talee di ortensie vi invoglio ad acquistare le mini-penne, allora ditemelo…:-)
comunque, questo per dire che SECONDO ME – e DAVVERO non lo dico perchè sono coinvolta nel progetto (lo so, lo so, sono in una posizione ambigua…se volete credermi bene, se no, nisba)- questa tv è un bellissimo prodotto.
Chi si collega ha la possibilità di:
confrontarsi con una mamma che parla di tematiche quotidiane di vita vissuta con i bambini;
vedere delle ricette (adattissime ai bambini e non) messe in pratica da una persona super-competente;
prendere spunti per viaggi con bambini (e non);
trovare idee per il crafting, mostrate da una delle mamme più seguite sul web;
guardare dei video in cui parla una nutrizionista(e quindi una persona competente);
trovare qualche consiglio su giardinaggio, stile, ecc
insomma, c’è dietro un gran lavoro e, se si cercasse di vedere le cose in maniera diversa senza subito pensare alla grande azienda, si capirebbe anche quanto questa tv sia divertente e anche utile. perchè il lavoro che c’è dietro è un lavoro pulito.
quando luisa mi ha chiamata per questa cosa non sapevo nemmeno che lavorasse per barilla. semplicemente mi è sembrata una bella idea e sono andata oltre il marchio (ok, forse se il mezzo per creare questa web-tv fosse stata un’ azienda produttrice di mine anti-uomo sicuramente non avrei accettato, ma mi sembra proprio che si stia parlando di tutt’ altra cosa…lo preciso solo per specificare che non sono andata proprio alla cieca)
il grande nome dietro c’ è. e allora? per fortuna certi grandi nomi mettono in moto progetti di questo tipo!
il fatto che grazie al marchio piccolini si sia potuta creare questa web tv vi dà così fastidio? è una domanda, eh? senza polemica.
vorrei capire perchè il grande marchio è un problema così grande da impedire di focalizzarsi sul prodotto in questione – che non è la pasta, bensì la tv… (sul discorso dell’ ethernit non voglio nemmeno entrare. e poi – sinceramente – chi di voi non ha in casa un prodotto barilla o mulino bianco? ok, sicuramente qualcuno ci sarà e magari quel qualcuno non guarderà piccolini.tv per principio. ci sta. ma gli altri???)
a me piacerebbe davvero sapere cosa pensate di piccolini.tv
paola
(e ringrazio lanterna…tra l’ altro)
1) ribadisco, anche se sicuramente non è necessario, che a me interessava solo parlare del PRODOTTO. Non della pubblicità in sè, nè della pubblicità sui blog, nè del progetto della piccolini – tv.
2) son sincera: mi fa molto ridere (e mi fa sentire forte rumore di stridore sui vetri) la questione che non si pubblicizzi il prodotto ma il progetto web-tv. Vi chiedo scusa, capisco e credo alla vostra buona fede, ma a me fa ridere, che vi devo dire?
3) “può essere che tutti quelli che hanno acquistato il primo pacco (me compresa) e poi l’hanno ripresa più e più volte, sono tutti una massa di farlocchi abbindolati”
bah….ti dirò: sì!!!!
Ti è mai capitato di dirti “non capisco come tanta gente possa votarlo/la/li?”.
4) blog&pubblicità. Riferendomi anche al post di pontitibetani (sul quale spero di aver anche tempo di andare a rispondere) io non ho problemi se qualcuno vuole/ha bisogno di ricavare qualcosa dal suo blog. Io so precisamente cosa cerco dai blog: informazione/aiuto e persone/argomenti veri e appassionati. Fin che trovo queste cose mi va bene tutto. Quando non le trovo più cambio canale.
Ed è un dato di fatto che spesso sui blog in cui sono entrati i soldi non le ho più trovate. Punto.
5) non credo, però, che l’attuale carenza di argomenti interessanti sui blog sia solo da attribuire alla pubblicità. Anche il conoscersi di persona ha portato molte blogger a evitare certi argomenti (ai quali io invece anelo). Questo solo per dire che non credo che l’unico demone sia la pubblicità.
@my, Puoi credere nella buona fede di Paola che lavora nel progetto con passione ma anche nella mia quando chiarisco che ovviamente Piccolini.tv è un progetto di Barilla, all’interno del quale è possibile trovare informazioni sui prodotti Piccolini. Ovviamente lo scopo dell’intera azienda è quello di vendere prodotti, come dici tu, non siamo una onlus. Qualche volta sarebbe cosa buona distinguere, non fare al solito di tutta un’erba un fascio, capire e apprezzare, spero, il lavoro e le idee delle persone che lavorano dietro un progetto che deve anche vendere.
Con Piccolini.tv vogliamo dare voce a persone vere e autentiche che raccontano le loro passioni. Sono loro stesse a riprendersi, noi ci occupiamo del montaggio. Se non ti abbiamo convinto mi spiace.
scusa forse mi son persa ma di cosa dovete convincermi?
io non ho mai messo in discussione che fare una web-tv sia una bella idea, fatta evidentemente da gente competente, un’idea migliore di altre, più vera di altre etc….io non l’ho mai messo in dubbio perchè semplicemente non ho mai parlato della web-tv.
A me interessava parlare del prodotto e ne ho parlato.
Ovviamente mi sembra assurdo che si dica che la piccolini-tv non è fatta per pubblicizzare i piccolini… è un’azione di marketing della barilla che deve vendere il suo prodotto, sembra che siate voi ad aver paura di dirlo, a me sembra giusto e normale.
Prima di tutto mi scuso con Luisa: nel mio precedente intervento avevo chiesto che rispondesse alla domanda che mi sembrava inevasa sulla questione ethernit. Si è trattato di un mio errore, dovuto ad una lettura troppo affrettata del suo commento.
Luisa, scusami ancora.
My, vedi, io credo sia molto poco rispettoso pensare al prossimo sempre come un povero di spirito. Mi chiedi se mi è mai capitato di chiedermi “non capisco come tanta gente possa votarlo/la/li?”. Ecco, la mia risposta è no, non mi è mai capitato. Non riesco a trovare stupide le masse, mi spiace: ritengo che trovarsi sempre d’accordo con una minoranza sia un atteggiamento inutilmente snob, molto carino nella conversazione, ma snob. Mi sono sempre detta che se molti votano qualcuno, da qualsiasi parte stia, un motivo molto serio deve esserci ed ho sempre cercato di capire qual è.
Passando dal voto all’acquisto della pasta (e, francamente, mi crea una grossa difficoltà accostare un mio diritto costituzionale alla base della democrazia, con la spesa settimanale) se compro un pacco di pasta è perchè mi piace, non perchè qualcuno mi ha fatto il lavaggio del cervello: il mio cervello si smacchia molto difficilmente, forse perchè è pieno di ombre. Ma se voglio comprarmi un prodotto inutile, futile, superfluo, lo faccio e basta, perchè mi va. Se un giorno voglio pranzare con piccole farfalle arancioni, questo risponde ad una mia esigenza estetica: può capitarmi di volere che il mio pranzo sia abbinato alla maglia che indosso.
Infine: è evidente che iPiccoliniTV serva a pubblicizzare il prodotto iPiccolini, non è un dato che fa paura a nessuno perchè è troppo ovvio per essere enunciato. Semplicemente dicevo che il post parla della webTV, in cui non si parla di pasta ed anzi parla principalmente di Caia, che confeziona degli ottimi video praticamente con la sua sola splendida faccia.
Che poi abbiamo parlato del prodotto, con reciproca soddisfazione retorica, questo è evidente e ci stava tutto.
Ultimissima cosa (lo giuro!
): UnNickname, scusami se hai letto le mie parole come “insulto alla tua intelligenza” e davvero non volevano esserlo, anche perchè il tuo punto di vista è espresso con tale precisione e pacatezza, che nessun dubbio potrebbe venirmi sull’intelligenza di chi lo scrive, ma la tua frase era: ” Diciamo che avevo 100% fiducia dell’autenticita’ di cio’ che mi diceva un/una blogger. ora non piu’.” Che vor ddì, allora?
Ok, forse mi sono espressa male…e’ ovvio che piccolini.tv sia un’ azione di marketing. Ma non e’ un luogo dove trovi delle televendite. Anzi, trovi delle persone che magari segui anche sui loro blog che espongono argomenti e danno idee.
Capisco che tu non sia minimamente interessata alla web-tv…a questo punto ti chiedo perche’. E non per il fatto che tu sia obbligata ad esserne interessata, ovviamente.
Mi interessa capire se si tratta di una questione di principio. Perche’ sinceramente, come possono non interessarti certi canali, credo che quello di Caia, per esempio, parli di tematiche che secondo me possono esserti piu’ vicine (se ho capito come sei…cioe’, non mi sembri una interessata al crafting, per esempio. E se cosi’ non fosse, allora avresti un motivo in piu’ per guardare questa tv). Caia espone degli argomenti che puoi trovare anche sul suo blog; il video sull’ inserimento all’ asilo – per esempio – l’ hai visto? E’ come leggere un post, sinceramente. Solo che in questo caso trovi una persona che parla e non che scrive. Tra l’ altro hai toccato anche tu l’ argomento sul tuo blog, ampiamente. E allora perche’ non sei minimamente interessata alla stessa cosa raccontata in un video?
Lo chiedo solo perche’ vorrei capire, ripeto.
Per quanto riguarda il prodotto piccolini: sinceramente il fatto che cuocia in 5 minuti a me fa la differenza. Non sono d’ accordo sul dare qualcosa a mio figlio mentre sta aspettando che la pasta cuocia. E quei 5 minuti in meno mi hanno salvato tante volte. E poi Mio figlio mangia i piccolini come tutti gli altri tipi di pasta (i suoi preferiti sono i paccheri, figurati…).
guardate io mi tiro fuori.
questo dibattito ha preso una brutta piega
io volevo parlare dei piccolini e mi è stato detto
“non fare al solito di tutta un’erba un fascio, capire e apprezzare, spero, il lavoro e le idee delle persone che lavorano dietro un progetto” riferito alla web – tv che io non ho nominato e che non mi interessa minimamente.
perchè abbia preso questa piega è meglio che non me lo chieda
Anche a me interessa cosa fa la maggior parte della gente, per capire, ma poi mi ritrovo in minoranza lo stesso
Cosa penso del marketing sui blog di mamme l’ho già detto sul sito di Monica. Non ho nulla contro la pubblicità, solo che non mi interessa. Se mi ci imbatto non fuggo a gambe levate, ma non amo andarmela a cercare.
Trovarla in dosi sempre più massicce su siti che frequento/avo per diletto mi lascia un retrogusto “spiacevole” (vorrei sottolineare che ho il massimo rispetto per le persone): mi inibisce quando starei per intervenire con commenti che tirano in ballo la mia vita privata sapere che da qualche parte c’è lo sponsor in ascolto. Punto.
Poi c’è un altro punto che invece mi preme di più, ed è che il mommy-blogging viene invocato come luogo per promuovere cambiamenti culturali (una nuova idea di maternità/genitorialità e tutto il resto). Ecco, per un po’ ci ho creduto, e invece ora mi sembra che la commistione con gli sponsor – dovuta all’esigenza di guadagnare qualcosa da queste attività sul web, che io mi guardo bene dal contestare, davvero – abbia le sue conseguenze. Mi piacciono i video dei piccolini? Singolarmente anche sì -non tanto da rivederli due volte, però. Ma mi sarebbe piaciuto di più vedere donne stanche, meno curate, papà che preparano il pranzo, case perennemente in disordine come la mia. Mi chiedo qual è il messaggio che c’è dietro, e lo confronto con quello che vorrei che ci fosse.
Lo ripeto ancora una volta perchè sembra sempre che io non riesca a farmi capire. Mi rendo conto del lavoro che c’è dietro, ho il massimo rispetto e la massima ammirazione per le persone che lo fanno. Ma se lo dovessi fare io lo farei diversamente, tutto qui.
povera My! snob lei, tra l’altro!
comunque, i video dei piccolini, con case ordinate, eleganti, da benestanti; con madri curate e in forma, con tanti soldi per viaggiare, tempo per i lavoretti, per la cucina, beh, mi sembra reiterino il solito stereotipo, che nessuno dice di apprezzare, di supermamma. il mulinobianco2.0, in pratica.
i blog delle mamme in questione mi piacciono, questa tv no, ma va bene anche cosi’,no?
Dibattito acceso…prevedibile, direi!
Però curioso perché le blogger che partecipano al progetto non le avevo mai viste di persona, se non Paola vista velocemente in un teatro. Sono state scelte perché brave e serie, nel senso di puntuali, appassionate e competenti. Il video provino che ci hanno mandato era piuttosto amatoriale e neanche mostrava più di tanto la loro casa. Questo per dire che volevamo persone impegnate ma non certo finte.
Forse uno degli stereotipi più affermati è che chi si cura o ci tiene a se stesso o alla propria casa sia per forza benestante oppure senza complicazioni, oppure con i superpoteri. Sono certa che se ci fosse stata una mamma depressa, polemica o triste qualcuno avrebbe commentato “ma che squallore! Ma noi mica siamo così!”.
E sono certa che queste stesse blogger hanno anche loro giorni orribili e case devastate ma perché dovrebbero aver voglia di mostrarlo in video, per di più. Noi ci stiamo divertendo e lo facciamo condividendo esperienze, tutoria, ispirazioni.
Perché dovremmo per forza fare quello che altri fanno in altri contesti? Ci sono i blog personali per parlare del proprio intimo. Noi siamo un’azienda che crede ci siano persone speciali in grado di condividere ottimi contenuti e ci stiamo provando. Per i papà dateci il tempo. Avete dato un occhio alle blogger di Francia e Germania? Lì i papà già ci sono, dove hanno voluto esserci.
Ad ogni modo questa conversazione è molto interessante. Mi spiace se ci sono stati momenti di incomprensione ma questo conferma che non esistono progetti di comunicazione che possono piacere a tutti soprattutto in rete dove la nostra scelta ha grande forza.
Grazie Silvia e Serena per questa opportunità e scambio di idee.
@my: Io continuo a farmi delle domande, tipo: perche’ dovrebbe esserci un motivo particolare dietro il fatto che questo dibattito abbia preso una “brutta” piega. Cmq chiuso qui il discorso web-tv ma pronta a riaprirlo quando e se vorrai…
In generale: parlo per me e non per le altre mamme.
Davvero e’ strano come si vogliano notare solo certe cose…nel primo video che ho girato avevo una molletta gigante in testa… E li’ nessuno ha detto nulla, chissa’ perche’. Ho girato un secondo video in cui, per educazione (scusate, ma io son cresciuta cosi’), ho OSATO riordinare la casa prima di riprenderla e mi sono tolta la mollettona.
Ho un bel tacco 12, ma chi mi conosce sa che io metto il tacco 12 anche per andare a buttare la spazzatura.
Ho speso ben 15 euro per addobbare un albero di Natale (grande tra l’ altro) e quello che propongo e’ un tipo di addobbo economico – appunto – veloce e, secondo me, raffinato. Poi puo’ non piacere, ma non potete dirmi che e’ irraggiungibile.
Sul “benestante”…sinceramente non diro’ i fatti miei, almeno non qui – non mi sembra la sede adatta. Le mie cose son gia’ scritte sul mio blog.
@anna: scusa, ma allora una mamma sul cui blog trovi tanti spunti per il crafting? Anche lei trovera’ il tempo per pubblicare un tutorial o fotografare i proprio lavori o parlarcene. Forse piu’ del tempo impiegato per girare un video per mostrare come si fa un piccolo lavoretto.
@Paola: io non ho mai fatto un discorso web tv!!!!!!! sigh!!!! e stra sigh!!!!
mamma mia che fervore!!!

comunque partendo dal fatto che non si può piacere a tutti come persone o per quello che si fa — altrimenti sai che noia — volevo solo aggiungere che io se dovessi invitare qualcuno a casa come minimo toglierei i capelli dal lavandino del bagno e metterei un po’ in ordine. pensate e figuratevi se dovesse venire potenzialmente una marea di gente… non mi ci faccio trovare mica in mutande (rattoppate) e panni da stirare sul divano!
Tra l’altro trattandosi di canali tematici, nel mio caso vengono fuori ovviamente anche le fragilità di mamma e le difficoltà di famiglia e di coppia, cose che sviscero ampiamente nol mio blog personale, ma negli altri che parlano di viaggi o crafting, che c’azzecca a maggior ragione far vedere che la mattina ci svegliamo coi capelli dritti e le occhiaie da notti insonni? oppure che a casa abbiamo la casciara?
comunque tutto questo per dire che svaccata non mi ci vedrete mai
riguardo tutto il dibattito piccolini prodotto, se stiamo a sottilizzare sull’induzione del bisogno, dovremmo fare parecchi passi indietro perché la pasta — quella vera — si fa col mattarello. quindi mie care mamme corriamo a lezione da natalia e impariamo a usarlo
io credo che oggi il 90% dei prodotti sia superfluo. sono superflui i saponi (per capelli, per il corpo, per le mani, per i terruti) ne basterebbe uno, quello di marsiglia, puro. sono superflui i 3/4 dei contenuti dei nostri carrelli.
ma la vita si evolve. lavoriamo tutte, non abbiamo il tempo di smacchiare la roba con la cenere e fare biscotti e ciambelle per la colazione.
ecco. non lo dico per difendere piccolini, ma per difendere il concetto di pubblicità che, riferito a persone intelligenti, è informazione, non obnubilamento delle coscienze.
e in questo caso è rivolta a gente pensante che il più delle volte ha un blog ed esprime quotidianamente opinioni, spesso interessanti, che io leggo con piacere. e in questo caso si avvale di gente pensante che guarda caso ha un blog. e di cui è un peccato che si perda lo spessore semplicemente perché sotto un marchio. però per tornare al punto di partenza: si può sempre cambiare canale
Mi arrendo
Cosa volete portarmi a confessare? Che il bagno lo lavo anch’io (e tutti i giorni, non solo quando viene gente) ?
Ok, lo ammetto. Mi faccio anche la doccia regolarmente
Avevo capito che qualcuno chiedeva un commento sulla web tv, io ci ho provato…
Mamma mia che dibattito, non mi sono collegata per il WE e ho trovato un fervore che da tempo non vedevo!
Non ho molto da aggiungere sul tema specifico, però vorrei commentare alcuni concetti espressi da altri (il post è lungo, non ricordo bene da chi).
Sono d’accordo sul fatto che la pubblicità cerchi di ingenerare bisogni etc, d’altra parte vendere è il loro lavoro. Il “lavoro” del consumatore è scegliere consapevolmente, credo che nel complesso la gente sia ormai abituata agli spot e non penda dalle labbra dei geni del marketing.
Detto questo, mi sembra che demonizzare i pubblicitari e alzare barricate sia inutile e un po’ naif. Ormai viviamo in un mondo dove la comunicazione è fondamentale e non possiamo tornare indietro, personalmente io non lo vorrei neppure.
La cosa che però mi ha dato fastidio è la categorizzazione un po’ semplicistica che ho trovato in alcuni commenti: da un lato i “puri di cuore” che fanno le scelte giuste e consapevoli, usano i pannolini lavabili e combattono contro le multinazionali cattive.
Dall’altro i poveri ignoranti succubi della pubblicità, che portano il mondo alla rovina.
Passatemi la sintesi banale però, ecco, io sono un po’ allergica agli inscatolamenti facili, perché creano subito il contrasto buono/cattivo. Vorrei dire che non c’è un modo solo di essere attenti al mondo che ci circonda, non c’è un solo modo giusto.
Credo che questo sito dia un contibuto importantissimo ai genitori e credo anche che Silvia e Serena siano due persone intelligenti e mature, in grado di gestire gli sponsor.
Pensare che un sito come questo perda sincerità e imparzialità se qualche sponsor dà dei contributi è un’offesa all’intelligenza di chi lo gestisce con fatica ma anche di chi lo legge.
Scusate se sono andata fuori tema
Lorenza, ecco, sarà fuori tema ma è proprio come la penso io (non sulla nostra “maturità” e “intelligenza”
sulle quali non sono affatto pronta a mettere la mano sul fuoco!
), ma sulle facili classificazioni buoni/cattivi e sulle demonizzazioni in genere, che a me non piacciono… a prescindere, come diceva Totò.
Per il resto, sono contenta di averne parlato e, tutto sommato, non credo affatto che il discorso abbia preso una “brutta piega”. (Forse mi sono spiegata male nella foga, ma non ho mai dato della snob a My e non penso affatto che lo sia)
Credo sia naturale che per girare un video si sistemi almeno un po’ lo sfondo: per Caia, poi non era neanche difficile, dato che si vedono piccolissime porzioni di casa. Magari lì accanto aveva una pila di panni da stirare, appena fuori dall’obiettivo e forse portava delle pantofole di peluche rosa!
Sicuramente troverete ancora pubblicità su questo sito, ve lo posso assicurare: non invadente, pertinente, adeguata, ma non possiamo proprio permetterci di evitarla e, personalmente, non credo neanche tanto ai danni incommensurabili che possa arrecare alle menti di coloro che ci leggono, che hanno sempre dimostrato un senso critico ed una brillantezza di cui ogni giorno mi entusiasmo.
Interessantissimo dibattito,
volevo solo fare i miei complimenti perchè le vostre osservazioni mi hanno dato modo di riflettere molto su alcuni temi importanti.
Aggiungo solo una cosa, sono andata a vedere la web-tv e l’ho fatto volutamente cliccando il banner da qs pagina (prendetelo come un mio modo di apprezzare il vs lavoro), ho visto un paio di video, purtroppo il lavoro mi chiama…i video di Caia mi piacciono parecchio ma devo dire che anch’io non li rivedrei (ma perchè c’è qualche altro video su web che rivedreste tante volte?) però è fatto bene e si vede che c’è dietro una persona, che sia con i tacchi o con le pantofole non è che importa molto.
Gli altri video sono un po’ patinati e rido al pensiero di cosa vedreste se riprendessi la mia cucina mentre impasto il pane con i miei bimbi, alla domanda “dai, allora oggi facciamo il pane?” mio figlio risponderebbe subito “non ho voglia!” poi si convince si impasta da capo a piedi per poi mollare tutto e appiccicare l’impasto un po’ ovunque
Certo che sia un’operazione di marketing è ovvio, e concordo sul fatto che sia un prodotto superfluo (ma in effetti quale non lo è?).
Barbara
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