I lussekatter della tradizione

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gc13desOggi è la festa di Santa Lucia. Sono passati i tempi in cui lo stress della sveglia all’alba con i bambini piccoli riusciva a rovinarmi questa festa così profondamente dolce. Oggi mio figlio undicenne si è recato a scuola prestissimo, ha indossato una camicia da notte bianca e si unito a tutti i suoi compagni e le sue compagne di classe per intonare le canzoni tradizionali della festa di Santa Lucia.

 

I festeggiamenti per Santa Lucia possono iniziare sin dalla mattina presto, quando ci si sveglia e si cucinano i lussekatter (ossia i “gatti di Lucia”, probabilmente imparentati con i “gatti del diavolo” dolcetti di origine tedesca), ma continua per tutta la giornata, a scuola o in ufficio, nelle chiese o nei luoghi pubblici di maggior interesse.  Le fanciulle si vestono da Santa Lucia o da damigelle, corredate di corona di luci in testa, mentre i maschi si vestono da sjärngosse (i cantori della stella, la cui origine è probabilmente legata ai re magi). Tutti indossano una camicia da notte lunga e bianca, e portano una candela accesa, mentre camminano cantando canzoni tradizionali che inneggiano al ritorno della luce, e l’odore di zafferano e cannella inebria le cucine. Il tutto insomma è una festa tra il religioso e il profano, legata fortemente al solstizio d’inverno. 

Quando vivi all’estero per tanti anni impari qualcosa di importante sulle tradizioni, soprattutto se ti trasferisci a vivere in Svezia, uno dei paesi più emblematici del connubio tra modernità estrema e una fortissima spinta verso la tradizione. Perché le tradizioni hanno quella capacità di accogliere che è davvero unica e al contrario di quel che si pensa sanno adattarsi perfettamente alle bizze dei singoli. Basta pensare al fatto che le ricette legate ad una tradizione sono tutte uguali ma allo stesso tempo sono tutte uniche, ognuna con il suo piccolo segreto tramandato da ogni nonna, e allo stesso tempo convivono con le interpretazioni più moderne (senza lattosio, senza burro, senza uova, senza glutine). Insomma le tradizioni raccolgono un po’ di tutto. E forse proprio per questo Santa Lucia è diventata piano piano una delle mie feste svedesi preferite, con il suo retrogusto italiano e un profumo di nord allo stesso tempo. Calda, accogliente e luminosa nel freddo e nel buio senza fine degli inverni svedesi.

Foto Liliana Fuchs utilizzata con licenza Flickr CC
Foto Liliana marechs utilizzata con licenza Flickr CC

Ecco quindi che voglio regalarvi questa ricetta dei lussekatter, che è diventata negli anni la nostra preferita.

Ingredienti:

200 gr burro a temperatura ambiente
2 bustine di zafferano
5 dl latte tiepido
1/2 dl di panna da montare
50 gr di lievito di birra
2 dl zucchero
1 pizzico di sale
16- 17 dl di farina

Per decorare
2 uova (o burro fuso nella versione meno dietetica)
Uva passa messa a bagno in un po’ di acqua tiepida

Mescolare burro e zafferano con le fruste elettriche. Aggiungere latte e panna (portati a circa 37 gradi). Sciogliere il panetto di lievito in un po’ di liquido tiepido e poi aggiungerlo all’impasto. Aggiungete lo zucchero e la farina all’impasto un poco per volta mescolando energicamente (se si usa l’impastatrice fatelo impastare circa 10-15 minuti). Lasciate lievitare per 45 – 60 minuti.

Una volta lievitato bisogna formare i lussekatter. Prendete delle palline di impasto, e lavoratelo velocemente a formare delle esse. Posatele sulla teglia del forno e decorate con uva passa agli estremi delle punte, insomma al centro delle rondelle delle S (ok, non si capisce niente, guardate la foto che è meglio 🙂 )

Spennellate con un po’ di uovo sbattuto, oppure con del burro fuso nella versione meno dietetica (ma chi ha voglia di stare a dieta il giorno di Santa Lucia?) Lasciate lievitare ancora mezzora prima di informare per 10-15 minuti a 200 gradi.

Buona Santa Lucia!

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