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	<title>Comments on: La guerra dei Roses</title>
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	<description>per imparare insieme il mestiere di genitori</description>
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		<title>By: Andrea</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/guerra-roses/comment-page-1/#comment-8143</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 10:42:35 +0000</pubDate>
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		<description>Rispondendo ai due commenti di Antonio e Nicola, posso dire che il tribunale per me ha stabilito (in via provvisoria e spero migliorabile): 
- weekend alterni da sabato ore 16 a lunedì mattina
- un pomeriggio a settimana (16,30-20,30)
- un ulteriore pomeriggio quando non spetta il weekend
- vacanze natalizie divise a gruppi di circa 4gg da variare ad anni alterni (es. 22-24, 25-31, 1-3, 4-6)
- pasqua o pasquetta ad anni alterni
- 15 gg durante le vacanze estive

Personalmente, riguardo la questione della continuità dei rapporti dei figli con il padre, credo che questa debba sposarsi con l&#039;esigenza per i figli di avere un punto di riferimento stabile nella casa dove di fatto vivono. L&#039;quilibrio non è facile né uguale per tutti, certo 2 ore per 3 pomeriggi a settimana possono essere una soluzione, ma mi sembrano un po&#039; &quot;scomodi&quot; da gestire. La proposta in se ci può stare, se però si ritiene che non sia ottimale si può provare a bilanciare in altro modo.
Probabilmente in questa &quot;continuità&quot; devono anche rientrare i pernottamenti, almeno nei weekend, così come il riaccompagnare i bambini a scuola.

Per il mantenimento, dipende da quanti sono i bambini, ma, date le cifre 1000€ mi sembrano tanti: il padre dovrebbe poi vivere con 700€ in cui andrebbero comprese le spese extra. Ad occhio, 300€ a bambino mi sembrerebbe già parecchio.

Le &quot;stuzzicate&quot; lasciatele stare, cercate di farle scivolare addosso, anche se non è facile. Il punto è cercare di trovare una serenità &quot;positiva&quot; per i bambini, senza però mollare la presa, perchè poi è un attimo che qualsiasi cedimento venga trasformato in una perdita, di diritti e di opportunità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondendo ai due commenti di Antonio e Nicola, posso dire che il tribunale per me ha stabilito (in via provvisoria e spero migliorabile):<br />
- weekend alterni da sabato ore 16 a lunedì mattina<br />
- un pomeriggio a settimana (16,30-20,30)<br />
- un ulteriore pomeriggio quando non spetta il weekend<br />
- vacanze natalizie divise a gruppi di circa 4gg da variare ad anni alterni (es. 22-24, 25-31, 1-3, 4-6)<br />
- pasqua o pasquetta ad anni alterni<br />
- 15 gg durante le vacanze estive</p>
<p>Personalmente, riguardo la questione della continuità dei rapporti dei figli con il padre, credo che questa debba sposarsi con l&#8217;esigenza per i figli di avere un punto di riferimento stabile nella casa dove di fatto vivono. L&#8217;quilibrio non è facile né uguale per tutti, certo 2 ore per 3 pomeriggi a settimana possono essere una soluzione, ma mi sembrano un po&#8217; &#8220;scomodi&#8221; da gestire. La proposta in se ci può stare, se però si ritiene che non sia ottimale si può provare a bilanciare in altro modo.<br />
Probabilmente in questa &#8220;continuità&#8221; devono anche rientrare i pernottamenti, almeno nei weekend, così come il riaccompagnare i bambini a scuola.</p>
<p>Per il mantenimento, dipende da quanti sono i bambini, ma, date le cifre 1000€ mi sembrano tanti: il padre dovrebbe poi vivere con 700€ in cui andrebbero comprese le spese extra. Ad occhio, 300€ a bambino mi sembrerebbe già parecchio.</p>
<p>Le &#8220;stuzzicate&#8221; lasciatele stare, cercate di farle scivolare addosso, anche se non è facile. Il punto è cercare di trovare una serenità &#8220;positiva&#8221; per i bambini, senza però mollare la presa, perchè poi è un attimo che qualsiasi cedimento venga trasformato in una perdita, di diritti e di opportunità.</p>
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	<item>
		<title>By: nicola</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/guerra-roses/comment-page-1/#comment-8109</link>
		<dc:creator>nicola</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 19:46:21 +0000</pubDate>
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		<description>buona sera, qualcuno di voi sarebbe cosi gentile da inviarmi o descrivermi un &quot;calendariìo di visita&quot; (che brutta parola) decisi da giudici in udienze di separazione? Solo per capire se la legge sull&#039;affido condiviso è una legge che viene applicata, sopratutto per il bene dei minori. Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>buona sera, qualcuno di voi sarebbe cosi gentile da inviarmi o descrivermi un &#8220;calendariìo di visita&#8221; (che brutta parola) decisi da giudici in udienze di separazione? Solo per capire se la legge sull&#8217;affido condiviso è una legge che viene applicata, sopratutto per il bene dei minori. Grazie</p>
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	<item>
		<title>By: antonio</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/guerra-roses/comment-page-1/#comment-8108</link>
		<dc:creator>antonio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 19:34:04 +0000</pubDate>
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		<description>Salve, volevo chiedere un consiglio: può una madre , in fase di separazione (per futili motivi) proporre al suo ex marito di vedere i figli per tre volte a settimana dalle ore 17.15 alle ore 19.30,cosi da non permettergli di farli vivere nella nuona residenza del padre, che dista circa 15 km di distanza dalla casa coniugale?
Da premettere che, la signora, un pò di tempo fà parlando con me metteva in primo piano che il marito doveva continuare ad avere contatti continui e significativi con i propri figli(bellissimi i miei nipotini) per evitare quanto meno, sofferenze ai due angioletti  pErmettendogli di poter vivevere la loro vita in maniera equa con il proprio PADRE e la propria MADREe rimanere in ottimi rapporti con entrambi ex genitori.
Inoltre, altre sue proposte: ad anni alterni un giorno a natale o un giorno a capodanno,maaa, mi chiedo ma non sarebbe meglio per i bimbi di poter stare, nelle festività natalizie scolastiche,ad anni alterni una settimane, contenenete un anno natale e un anno capodanno, con il padre e una settimana con la madre? Ultimo punto, lei lavora (circa 1500 euro) mese, casa di propietà. Lui lavora (circa 1700 euro)casa di proprietà, la signora ha richiesto 1000 euro di mantenimento più le spese ordinarie da dividere al 50%.
Secondo voi un giudice può  permettere una cosa del genere?Un padre che ha il diritto e il piacere di stare con i propri figli, se li deve vedere deve stare solo a napoli, perchè la signora non vuole che i bimbi si stressino nel fare 15 km di strada, strada che hanno sempre fatta con gioia e tranquillità perchè alla residenza futura del loro padre, questi bimbi stanno BENISSIMO - GIOCANO- MANGIANO - STANNO CON CUGINETTI GRANDI E PICCOLINI- ZII - ZIE - NONNI. Cosa c&#039;è di male in questo? vi prego consigliatemi.
Dimenticavi in tutto questo la signora stuzzica sempre il marito invitandolo a lasciare la casaconiugale.
Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve, volevo chiedere un consiglio: può una madre , in fase di separazione (per futili motivi) proporre al suo ex marito di vedere i figli per tre volte a settimana dalle ore 17.15 alle ore 19.30,cosi da non permettergli di farli vivere nella nuona residenza del padre, che dista circa 15 km di distanza dalla casa coniugale?<br />
Da premettere che, la signora, un pò di tempo fà parlando con me metteva in primo piano che il marito doveva continuare ad avere contatti continui e significativi con i propri figli(bellissimi i miei nipotini) per evitare quanto meno, sofferenze ai due angioletti  pErmettendogli di poter vivevere la loro vita in maniera equa con il proprio PADRE e la propria MADREe rimanere in ottimi rapporti con entrambi ex genitori.<br />
Inoltre, altre sue proposte: ad anni alterni un giorno a natale o un giorno a capodanno,maaa, mi chiedo ma non sarebbe meglio per i bimbi di poter stare, nelle festività natalizie scolastiche,ad anni alterni una settimane, contenenete un anno natale e un anno capodanno, con il padre e una settimana con la madre? Ultimo punto, lei lavora (circa 1500 euro) mese, casa di propietà. Lui lavora (circa 1700 euro)casa di proprietà, la signora ha richiesto 1000 euro di mantenimento più le spese ordinarie da dividere al 50%.<br />
Secondo voi un giudice può  permettere una cosa del genere?Un padre che ha il diritto e il piacere di stare con i propri figli, se li deve vedere deve stare solo a napoli, perchè la signora non vuole che i bimbi si stressino nel fare 15 km di strada, strada che hanno sempre fatta con gioia e tranquillità perchè alla residenza futura del loro padre, questi bimbi stanno BENISSIMO &#8211; GIOCANO- MANGIANO &#8211; STANNO CON CUGINETTI GRANDI E PICCOLINI- ZII &#8211; ZIE &#8211; NONNI. Cosa c&#8217;è di male in questo? vi prego consigliatemi.<br />
Dimenticavi in tutto questo la signora stuzzica sempre il marito invitandolo a lasciare la casaconiugale.<br />
Grazie</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/guerra-roses/comment-page-1/#comment-4402</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 10:58:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=2902#comment-4402</guid>
		<description>Ennio, in effetti dobbiamo fare i conti con il fatto che la nostra società non si è adeguata ancora all&#039;idea che le famiglie si stiano &quot;allargando&quot; e così non ha ancora creato il ruolo &quot;compagno/a di mamma/papà&quot;. Ti domandi che tipo di relazione dovresti stabilire, rifacendoti a categorie esistenti e note. Diciamo a categorie tradizionali, ma forse ormai superate. Eppure quelle abbiamo.
Quando ti chiedi se devi avere il ruolo di uno zio, pensaci bene: in molte famiglie (non più allargate in senso patriarcale, ma in senso di diverse relazioni affettive in diversi periodi della vita) ormai i bambini vedono gli zii solo a Natale. In quei casi, chi è più uno zio? Che ruolo ha?
Ed invece non si trova una chiave per interpretare il ruolo di &quot;compagno di mamma&quot;: che è ben più presente di qualsiasi parente.
Creati il tuo ruolo con sincerità: sei una persona che vuole bene a loro e alla loro madre, quando sei in casa, sei in una casa che è anche tua (non intendo in senso di appartenenza materiale, ma nel senso che devi sentirti a casa). Quindi è giusto che tu possa chiedere di rispettare alcune tue regole, così come devi accettare quelle degli altri. Hai il diritto di identificare quel nucleo che formate con una famiglia, dove sicuramente tu non sei il padre dei bambini, ma sei una persona che li ama e che ha doveri e diritti. 
Se ti chiedono l&#039;autorizzazione a fare qualcosa, vuol dire che ti stanno riconoscendo un ruolo. Se li rimandi sempre alla madre, in qualche modo puoi deluderli: ti stanno chiedendo di essere presente, chiedendoti un&#039;autorizzazione; stanno in qualche modo ammettendo che ti hanno accolto e ti riconoscono un ruolo. Accettalo. 
Secondo me il filtro della tua compagna è necessario quando si tratta di rapporti con loro padre. Ma se loro chiedono un rapporto diretto con te, fatto anche di autorizzazioni e permessi, vuol dire che lo stanno chiedendo proprio a te: osa! Prova a prenderti la responsabilità di permettere e vietare. Non da padre, ma da compagno della loro madre, quindi da persona adulta di famiglia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ennio, in effetti dobbiamo fare i conti con il fatto che la nostra società non si è adeguata ancora all&#8217;idea che le famiglie si stiano &#8220;allargando&#8221; e così non ha ancora creato il ruolo &#8220;compagno/a di mamma/papà&#8221;. Ti domandi che tipo di relazione dovresti stabilire, rifacendoti a categorie esistenti e note. Diciamo a categorie tradizionali, ma forse ormai superate. Eppure quelle abbiamo.<br />
Quando ti chiedi se devi avere il ruolo di uno zio, pensaci bene: in molte famiglie (non più allargate in senso patriarcale, ma in senso di diverse relazioni affettive in diversi periodi della vita) ormai i bambini vedono gli zii solo a Natale. In quei casi, chi è più uno zio? Che ruolo ha?<br />
Ed invece non si trova una chiave per interpretare il ruolo di &#8220;compagno di mamma&#8221;: che è ben più presente di qualsiasi parente.<br />
Creati il tuo ruolo con sincerità: sei una persona che vuole bene a loro e alla loro madre, quando sei in casa, sei in una casa che è anche tua (non intendo in senso di appartenenza materiale, ma nel senso che devi sentirti a casa). Quindi è giusto che tu possa chiedere di rispettare alcune tue regole, così come devi accettare quelle degli altri. Hai il diritto di identificare quel nucleo che formate con una famiglia, dove sicuramente tu non sei il padre dei bambini, ma sei una persona che li ama e che ha doveri e diritti.<br />
Se ti chiedono l&#8217;autorizzazione a fare qualcosa, vuol dire che ti stanno riconoscendo un ruolo. Se li rimandi sempre alla madre, in qualche modo puoi deluderli: ti stanno chiedendo di essere presente, chiedendoti un&#8217;autorizzazione; stanno in qualche modo ammettendo che ti hanno accolto e ti riconoscono un ruolo. Accettalo.<br />
Secondo me il filtro della tua compagna è necessario quando si tratta di rapporti con loro padre. Ma se loro chiedono un rapporto diretto con te, fatto anche di autorizzazioni e permessi, vuol dire che lo stanno chiedendo proprio a te: osa! Prova a prenderti la responsabilità di permettere e vietare. Non da padre, ma da compagno della loro madre, quindi da persona adulta di famiglia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Ennio</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/guerra-roses/comment-page-1/#comment-4401</link>
		<dc:creator>Ennio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 10:42:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=2902#comment-4401</guid>
		<description>Grazie Silvia.
La tua risposta mi conforta parecchio: ho sempre il dubbio di essere completamente fuori strada.
Volevo farti i complimenti per questo blog.
Lo trovo una preziosissima fonte di informazioni molto utili e una miniera di impagabili spunti di riflessione.
Ho grande difficoltà, sia qui che da altre fonti, a trovare articoli che si occupino dei compagni di partner separati: molta attenzione è posta, come è logico che sia, sui genitori, sui figli, ma trovo ben poco materiale relativo al ruolo dei nuovi compagni di vita di chi si è separato.
Nello specifico, non ho ancora capito che tipo di relazione è più corretto intrecciare coi figli della mia compagna: devo avere il ruolo che avrebbe un padre? O quello di un fratello maggiore? O, ancora, quello di un amico più grande? Di uno zio? O che altro?
Fino ad ora abbiamo deciso di comune accordo le regole per i bambini (alcune nuove, altre leggermente modificate), ma, ufficialmente, agli occhi dei bambini, è sempre e solo la mamma che le decide e le &quot;impone&quot;.
Capita a volte che i bambini mi chiedano l&#039;autorizzazione a fare qualcosa ed io, non so se sbagliando o meno, rimando sempre alla loro mamma.
Non so nemmeno se i bambini percepiscano che in realtà dietro molte decisioni c&#039;è il mio contributo, a volte determinante.
Infine a volte, per fortuna di rado, ci troviamo di fronte a situazioni in cui una regola su cui io e la loro mamma concordiamo, cozza con una regola imposta dal padre.
Faccio un esempio per spiegarmi: quando il papà dei bambini ha scoperto che andavo a prenderli a scuola in moto, ha vietato loro di salirci. 
A noi è sembrato ovvio ignorare il divieto del padre (dettato secondo noi da gelosia o invidia) spiegando ai bambini che la loro mamma aveva parlato con il loro papà ed avevano insieme concordato che in moto si poteva andare.
A venirci incontro in questa piccola bugia, è stato poco dopo il comportamento del padre che ha acquistato lui stesso una moto ed ora non ritiene più valido il divieto.
Insomma, dato che i bambini, entrambi, sembrano avermi accettato con entusiasmo, non vorrei rischiare di rovinare questo risultato, che va ben aldilà di ogni nostra più rosea previsione.

Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Silvia.<br />
La tua risposta mi conforta parecchio: ho sempre il dubbio di essere completamente fuori strada.<br />
Volevo farti i complimenti per questo blog.<br />
Lo trovo una preziosissima fonte di informazioni molto utili e una miniera di impagabili spunti di riflessione.<br />
Ho grande difficoltà, sia qui che da altre fonti, a trovare articoli che si occupino dei compagni di partner separati: molta attenzione è posta, come è logico che sia, sui genitori, sui figli, ma trovo ben poco materiale relativo al ruolo dei nuovi compagni di vita di chi si è separato.<br />
Nello specifico, non ho ancora capito che tipo di relazione è più corretto intrecciare coi figli della mia compagna: devo avere il ruolo che avrebbe un padre? O quello di un fratello maggiore? O, ancora, quello di un amico più grande? Di uno zio? O che altro?<br />
Fino ad ora abbiamo deciso di comune accordo le regole per i bambini (alcune nuove, altre leggermente modificate), ma, ufficialmente, agli occhi dei bambini, è sempre e solo la mamma che le decide e le &#8220;impone&#8221;.<br />
Capita a volte che i bambini mi chiedano l&#8217;autorizzazione a fare qualcosa ed io, non so se sbagliando o meno, rimando sempre alla loro mamma.<br />
Non so nemmeno se i bambini percepiscano che in realtà dietro molte decisioni c&#8217;è il mio contributo, a volte determinante.<br />
Infine a volte, per fortuna di rado, ci troviamo di fronte a situazioni in cui una regola su cui io e la loro mamma concordiamo, cozza con una regola imposta dal padre.<br />
Faccio un esempio per spiegarmi: quando il papà dei bambini ha scoperto che andavo a prenderli a scuola in moto, ha vietato loro di salirci.<br />
A noi è sembrato ovvio ignorare il divieto del padre (dettato secondo noi da gelosia o invidia) spiegando ai bambini che la loro mamma aveva parlato con il loro papà ed avevano insieme concordato che in moto si poteva andare.<br />
A venirci incontro in questa piccola bugia, è stato poco dopo il comportamento del padre che ha acquistato lui stesso una moto ed ora non ritiene più valido il divieto.<br />
Insomma, dato che i bambini, entrambi, sembrano avermi accettato con entusiasmo, non vorrei rischiare di rovinare questo risultato, che va ben aldilà di ogni nostra più rosea previsione.</p>
<p>Grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/guerra-roses/comment-page-1/#comment-4374</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 18:08:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ennio, sono contenta che la tua compagna abbia deciso di far riequilibrare le forze in campo con l&#039;intervento del giudice. In questi casi, sopportare per il bene dei figli, non fa che alimentare la prepotenza di chi si comporta in questo modo. 
Dare una chiave di lettura ai bambini per il comportamento del padre è giusto e molto corretto da parte tua. Sembrano comunque aver fiducia in te se, ogni volta che tentano di minarla, loro riescono a ritrovarla intatta. Fai in modo di essere sostenuto dalla tua compagna nella spiegazione ai bambini dei comportamenti del padre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ennio, sono contenta che la tua compagna abbia deciso di far riequilibrare le forze in campo con l&#8217;intervento del giudice. In questi casi, sopportare per il bene dei figli, non fa che alimentare la prepotenza di chi si comporta in questo modo.<br />
Dare una chiave di lettura ai bambini per il comportamento del padre è giusto e molto corretto da parte tua. Sembrano comunque aver fiducia in te se, ogni volta che tentano di minarla, loro riescono a ritrovarla intatta. Fai in modo di essere sostenuto dalla tua compagna nella spiegazione ai bambini dei comportamenti del padre.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Ennio</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/guerra-roses/comment-page-1/#comment-4340</link>
		<dc:creator>Ennio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 11:20:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ho omesso un particolare che forse può essere importante e che non si evince dalla lettura del pur prolisso post precedente.

L&#039;ex-marito della mia compagna, pochi giorni dopo al separazione ha stretto un rapporto con un&#039;altra donna, anch&#039;ella separata e con due figli.
Abbiamo salutato la notizia con grande gioia, credendo che la novità avrebbe contribuito a rassenerare l&#039;animo dell&#039;ex. Invece non è servito a niente.
Mentre non fa nulla per nascondere la nuova fidanzata al mondo intero, coi figli continua a negare la vera natura del loro rapporto.
Ancora non siamo riusciti a capire il perchè di questa...manovra.

I bambini, dal canto loro, premono affinchè il loro padre trovi al più presto una fidanzata e sarebbero più che contenti se fosse proprio la fidanzata che il loro papà si ostina a spacciare, senza essere troppo creduto, come una semplice amica, continuando a ripetere di voler rimanere solo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho omesso un particolare che forse può essere importante e che non si evince dalla lettura del pur prolisso post precedente.</p>
<p>L&#8217;ex-marito della mia compagna, pochi giorni dopo al separazione ha stretto un rapporto con un&#8217;altra donna, anch&#8217;ella separata e con due figli.<br />
Abbiamo salutato la notizia con grande gioia, credendo che la novità avrebbe contribuito a rassenerare l&#8217;animo dell&#8217;ex. Invece non è servito a niente.<br />
Mentre non fa nulla per nascondere la nuova fidanzata al mondo intero, coi figli continua a negare la vera natura del loro rapporto.<br />
Ancora non siamo riusciti a capire il perchè di questa&#8230;manovra.</p>
<p>I bambini, dal canto loro, premono affinchè il loro padre trovi al più presto una fidanzata e sarebbero più che contenti se fosse proprio la fidanzata che il loro papà si ostina a spacciare, senza essere troppo creduto, come una semplice amica, continuando a ripetere di voler rimanere solo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Ennio</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/guerra-roses/comment-page-1/#comment-4339</link>
		<dc:creator>Ennio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 11:09:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=2902#comment-4339</guid>
		<description>Vi porto la mia esperienza di compagno di madre separata con due figli di 10 e 12 anni.

La separazione è avvenuta circa nove mesi fa in modo formalmente consensuale; in realtà la mia nuova compagna ha scelto di sottostare a tutte le imposizioni dell&#039;ex-marito, anche se palesemente ingiuste e vessatorie o irragionevoli, sperando che si trattasse di atteggiamenti di rivalsa comprensibili e passeggeri destinati a scemare.

L&#039;ottimo mio rapporto coi suoi figli, anzichè tranquillizzarlo, sembra che lo faccia imbestialire.
Ha iniziato una guerra psicologica, sotterranea, subdola, tesa a screditare la mia figura e a peggiorare la qualità della vita dei bambini quando stanno con me e la loro mamma.

Ha dapprima sbattuto fuori dalla casa di comproprietà l&#039;ex-moglie ed i figli (&quot;vattene via e portati via i due zainetti&quot;; &quot;ti ridurrò a mangiare riso bollito&quot;) costringendola, sotto continue pressioni, ad abitare  in una casa il cui affitto pesa enormemente nel suo bilancio familiare (735 Euro su 1280); ha poi fatto pervenire minacce nei miei confronti (&quot;se si avvicina ai miei figli lo faccio gambizzare&quot;) e contemporaneamente ha cercato, riuscendoci fortunatamente solo in minima parte, di fare il vuoto sociale intorno alla ex-moglie, raccontando una marea di fandonie e recitando di volta in volta, a seconda della platea, il ruolo di marito ferito, dell&#039;uomo tradito, del padre amorevole e dell&#039;angelo vendicatore.

Non un gesto, non una scelta sembrano originati dall&#039;amore di quest&#039;uomo nei confronti dei propri figli.
E volgendo ora lo sguardo al passato, sembra che l&#039;egoismo abbia sempre prevalso in lui.
Pur avendo un reddito disponibile doppio rispetto a quello della mia compagna, partecipa alle spese dei bambini in parte nettamente inferiore.

L&#039;affidamento dei bambini è congiunto ed entrambi i genitori vivono nella stessa città poco distanti l&#039;uno dall&#039;laltra.
Il calendario delle visite è stato stabilito in modo cervellotico esclusivamente per assecondare le esigenze di lui: ad esempio, quando è periodo di caccia, non li prende mai il sabato e viene a prenderli la domenica, solo al ritorno dalla battuta di caccia con gli amici, per restituirli il lunedi successivo; quando invece, deo gratias, la caccia è vietata li prende un weekend si ed uno no (ven,sab e dom); nelle settimane in cui non li tiene per il weekend, li tiene &quot;due giorni&quot;, solitamente mercoledi e giovedi o giovedi e venerdi: li ritira da scuola all&#039;uscita del mercoledì e li &quot;riconsegna&quot; (passatemi il brutto termine) la mattina del venerdì all&#039;ingresso della scuola che si trova sottocasa sua.  
Per le vacanze estive ha deciso di tenerli solo 9 giorni su 31 perchè &quot;...se permetti, una settimana di vacanze la voglio fare da solo...&quot; (testuale).

Ogni volta che i bambini ritornano dal periodo che passano col padre, devo quasi &quot;ricostruire&quot; il mio rapporto con loro: la bambina (10 anni), che di solito è molto affettuosa con me (mi chiama &quot;papastro&quot; in mancanza di altro termine) e che sembra adorarmi, da&#039; quasi l&#039;impressione di costringersi ad evitare effusioni; dopo poco però non resiste ed allora torna serena e si lascia andare.
Il bambino (12 anni), di natura indolente e prepotente, intraprende (forse più con la mamma che con me) una sorta di sfida, asfissiandoci con continue richieste di ogni genere e rispondendo no a qualsiasi richiesta gli venga fatta, sforzandosi di essere il più disobbediente possibile.
Questi atteggiamenti, con il passare dei giorni, tendono a svanire o ad attenuarsi, lasciando il posto ad un&#039;armonia che ci rende tutti felici.
Almeno fino a quando i bambini non tornano a stare col padre....

Sappiamo che il padre parla male di me con i suoi amici, incurante della presenza dei figli (o forse volendo sfruttare la loro presenza...).
Ripete che gli sono antipatico; e quando la bambina mi ha chiesto &quot;mio papà ti è antipatico?&quot; io h risposto &quot;non lo conosco, come faccio a saperlo?&quot;.

Un giorno tornano entrambi molto interessati alla suddisivisione delle spese tra me e la loro mamma (possiedo una mia casa ed aiuto la mia compagna a far quadrare i conti integrando ciò che l&#039;ex-marito si rifiuta di pagare). 
L&#039;altro giorno terrorizzati che io possa portargli via la mamma.
Un altro giorno mi chiedono se ho intenzione di picchairli e che se lo faccio &quot;mi denunciano&quot;.
Ed iniziano a provocarmi con atteggimenti disubbidienti e molesti che sembrano tesi a mettere alla prova la mia pazienza e la mia capacità di sopportazione.
Insomma, di volta in volta è evidente che il padre usa vari argomenti per sobillarli nei miei confronti e screditarne la mia immagine ai loro occhi nel tentativo di rendere meno idilliaco il nostro rapporto.
Si comporta come una persona infantilmente gelosa ed invidiosa.

E la cosa sembra stia peggiorando con l&#039;andar del tempo.
Per me è una continua fonte di frustrazioni.

Non pago e soddisfatto dei bastoni tra le ruote che l&#039;ex-marito tenta di metterci, ha iniziato a recitare la parte dell&#039;uomo svenato dalla moglie ma, contemporaneamente, effettuando acquisti e spese voluttuarie che mai prima d&#039;ora erano state alla sua portata: TV LCD, lettori di DVD, motociclette, viaggi, costosi vestiti su misura e/o di marca, ecc.
Ai figli (ma anche a chiunque gli fa notare l&#039;incoerenza di queste spese con il presunto status di uomo con pochi quattrini a disposizione) racconta delle infantili bugie a cui loro si sforzano faticosamente a credere.
E così l&#039;LCD l&#039;ha vinto alla lotteria, la motocicletta gliel&#039;hanno regalata gli amici e così  via....
Il tutto perchè possiedo una moto, la mia casa è colma di aggeggi tecnologici che sono la mia passione ed amo viaggiare, portandomi dietro anche loro.

Questo suo atteggiamento, a mio parere, potrebbe servire, da un lato, a fare il grandeur con la nuova compagna ed i suoi due figli, dall&#039;altro a umiliare la sua ex-moglie, dall&#039;altro ancora a far denigrare ai bambini il tenore di vita che si possono permettere quando stanno con noi.

La mia compagna, dopo aver per tanto tempo accettato passivamente questo tipo di angherie, ha deciso di rivolgersi al giudice affinchè una persona terza, superpartes, stabilisca oggettivamente quale sia l&#039;equa ripartizione delle spese dei bambini.
La speranza è che il suo ex, a cui il mondo intero ha già spiegato che l&#039;accordo raggiunto finora è pesantemente sbilanciato a suo favore,  capisca che i doveri di un padre verso i propri figli esistono a prescindere dal rapporto personale con la loro madre e che possa perciò partecipare alle spese senza sentirsi defraudato e senza che abbia la possibilità di usare la elva economica contro la mamma, non rendendosi conto che a patirne, alla fine, sono anche i bambini.

A me è venuto in mente di parlare coi bambini, insieme alla loro mamma, e spiegare che il loro papà è un po&#039; geloso, forse un po&#039; invidioso, e che dice certe cose per questo motivo.
Ma che è normale che alcune persone reagiscano in questo modo e che occorre solo del tempo perchè ritrovino la loro serenità.
In questo modo vorrei fornire loro una chiave di lettura di ciò che vedono (sembrano combattutti tra la voglia di credere al padre e la realtà che percepiscono) senza denigrare il loro papà, giustificandone l&#039;atteggiamento.
Il ragionamento è semplice: non potendo agire sul comportamento dell&#039;ex-marito della mia compagna, che si sta dimostrando ottuso e irragionevole oltre ogni previsione, mi sembra una buona idea tentare di preparare i bambini, corazzarli rendendoli più difficilmente usabili come arma di rivalsa contro la mamma, cercando di fornire loro una chiave di lettura degli avvenimenti e delle cose a cui assistono.
Ma la paura è di fare danno.

Qualche consiglio? Che errori evitare in una situazione come questa?

Grazie.
E scusate la prolissità. Questo sfogo mi ci voleva proprio. :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi porto la mia esperienza di compagno di madre separata con due figli di 10 e 12 anni.</p>
<p>La separazione è avvenuta circa nove mesi fa in modo formalmente consensuale; in realtà la mia nuova compagna ha scelto di sottostare a tutte le imposizioni dell&#8217;ex-marito, anche se palesemente ingiuste e vessatorie o irragionevoli, sperando che si trattasse di atteggiamenti di rivalsa comprensibili e passeggeri destinati a scemare.</p>
<p>L&#8217;ottimo mio rapporto coi suoi figli, anzichè tranquillizzarlo, sembra che lo faccia imbestialire.<br />
Ha iniziato una guerra psicologica, sotterranea, subdola, tesa a screditare la mia figura e a peggiorare la qualità della vita dei bambini quando stanno con me e la loro mamma.</p>
<p>Ha dapprima sbattuto fuori dalla casa di comproprietà l&#8217;ex-moglie ed i figli (&#8220;vattene via e portati via i due zainetti&#8221;; &#8220;ti ridurrò a mangiare riso bollito&#8221;) costringendola, sotto continue pressioni, ad abitare  in una casa il cui affitto pesa enormemente nel suo bilancio familiare (735 Euro su 1280); ha poi fatto pervenire minacce nei miei confronti (&#8220;se si avvicina ai miei figli lo faccio gambizzare&#8221;) e contemporaneamente ha cercato, riuscendoci fortunatamente solo in minima parte, di fare il vuoto sociale intorno alla ex-moglie, raccontando una marea di fandonie e recitando di volta in volta, a seconda della platea, il ruolo di marito ferito, dell&#8217;uomo tradito, del padre amorevole e dell&#8217;angelo vendicatore.</p>
<p>Non un gesto, non una scelta sembrano originati dall&#8217;amore di quest&#8217;uomo nei confronti dei propri figli.<br />
E volgendo ora lo sguardo al passato, sembra che l&#8217;egoismo abbia sempre prevalso in lui.<br />
Pur avendo un reddito disponibile doppio rispetto a quello della mia compagna, partecipa alle spese dei bambini in parte nettamente inferiore.</p>
<p>L&#8217;affidamento dei bambini è congiunto ed entrambi i genitori vivono nella stessa città poco distanti l&#8217;uno dall&#8217;laltra.<br />
Il calendario delle visite è stato stabilito in modo cervellotico esclusivamente per assecondare le esigenze di lui: ad esempio, quando è periodo di caccia, non li prende mai il sabato e viene a prenderli la domenica, solo al ritorno dalla battuta di caccia con gli amici, per restituirli il lunedi successivo; quando invece, deo gratias, la caccia è vietata li prende un weekend si ed uno no (ven,sab e dom); nelle settimane in cui non li tiene per il weekend, li tiene &#8220;due giorni&#8221;, solitamente mercoledi e giovedi o giovedi e venerdi: li ritira da scuola all&#8217;uscita del mercoledì e li &#8220;riconsegna&#8221; (passatemi il brutto termine) la mattina del venerdì all&#8217;ingresso della scuola che si trova sottocasa sua.<br />
Per le vacanze estive ha deciso di tenerli solo 9 giorni su 31 perchè &#8220;&#8230;se permetti, una settimana di vacanze la voglio fare da solo&#8230;&#8221; (testuale).</p>
<p>Ogni volta che i bambini ritornano dal periodo che passano col padre, devo quasi &#8220;ricostruire&#8221; il mio rapporto con loro: la bambina (10 anni), che di solito è molto affettuosa con me (mi chiama &#8220;papastro&#8221; in mancanza di altro termine) e che sembra adorarmi, da&#8217; quasi l&#8217;impressione di costringersi ad evitare effusioni; dopo poco però non resiste ed allora torna serena e si lascia andare.<br />
Il bambino (12 anni), di natura indolente e prepotente, intraprende (forse più con la mamma che con me) una sorta di sfida, asfissiandoci con continue richieste di ogni genere e rispondendo no a qualsiasi richiesta gli venga fatta, sforzandosi di essere il più disobbediente possibile.<br />
Questi atteggiamenti, con il passare dei giorni, tendono a svanire o ad attenuarsi, lasciando il posto ad un&#8217;armonia che ci rende tutti felici.<br />
Almeno fino a quando i bambini non tornano a stare col padre&#8230;.</p>
<p>Sappiamo che il padre parla male di me con i suoi amici, incurante della presenza dei figli (o forse volendo sfruttare la loro presenza&#8230;).<br />
Ripete che gli sono antipatico; e quando la bambina mi ha chiesto &#8220;mio papà ti è antipatico?&#8221; io h risposto &#8220;non lo conosco, come faccio a saperlo?&#8221;.</p>
<p>Un giorno tornano entrambi molto interessati alla suddisivisione delle spese tra me e la loro mamma (possiedo una mia casa ed aiuto la mia compagna a far quadrare i conti integrando ciò che l&#8217;ex-marito si rifiuta di pagare).<br />
L&#8217;altro giorno terrorizzati che io possa portargli via la mamma.<br />
Un altro giorno mi chiedono se ho intenzione di picchairli e che se lo faccio &#8220;mi denunciano&#8221;.<br />
Ed iniziano a provocarmi con atteggimenti disubbidienti e molesti che sembrano tesi a mettere alla prova la mia pazienza e la mia capacità di sopportazione.<br />
Insomma, di volta in volta è evidente che il padre usa vari argomenti per sobillarli nei miei confronti e screditarne la mia immagine ai loro occhi nel tentativo di rendere meno idilliaco il nostro rapporto.<br />
Si comporta come una persona infantilmente gelosa ed invidiosa.</p>
<p>E la cosa sembra stia peggiorando con l&#8217;andar del tempo.<br />
Per me è una continua fonte di frustrazioni.</p>
<p>Non pago e soddisfatto dei bastoni tra le ruote che l&#8217;ex-marito tenta di metterci, ha iniziato a recitare la parte dell&#8217;uomo svenato dalla moglie ma, contemporaneamente, effettuando acquisti e spese voluttuarie che mai prima d&#8217;ora erano state alla sua portata: TV LCD, lettori di DVD, motociclette, viaggi, costosi vestiti su misura e/o di marca, ecc.<br />
Ai figli (ma anche a chiunque gli fa notare l&#8217;incoerenza di queste spese con il presunto status di uomo con pochi quattrini a disposizione) racconta delle infantili bugie a cui loro si sforzano faticosamente a credere.<br />
E così l&#8217;LCD l&#8217;ha vinto alla lotteria, la motocicletta gliel&#8217;hanno regalata gli amici e così  via&#8230;.<br />
Il tutto perchè possiedo una moto, la mia casa è colma di aggeggi tecnologici che sono la mia passione ed amo viaggiare, portandomi dietro anche loro.</p>
<p>Questo suo atteggiamento, a mio parere, potrebbe servire, da un lato, a fare il grandeur con la nuova compagna ed i suoi due figli, dall&#8217;altro a umiliare la sua ex-moglie, dall&#8217;altro ancora a far denigrare ai bambini il tenore di vita che si possono permettere quando stanno con noi.</p>
<p>La mia compagna, dopo aver per tanto tempo accettato passivamente questo tipo di angherie, ha deciso di rivolgersi al giudice affinchè una persona terza, superpartes, stabilisca oggettivamente quale sia l&#8217;equa ripartizione delle spese dei bambini.<br />
La speranza è che il suo ex, a cui il mondo intero ha già spiegato che l&#8217;accordo raggiunto finora è pesantemente sbilanciato a suo favore,  capisca che i doveri di un padre verso i propri figli esistono a prescindere dal rapporto personale con la loro madre e che possa perciò partecipare alle spese senza sentirsi defraudato e senza che abbia la possibilità di usare la elva economica contro la mamma, non rendendosi conto che a patirne, alla fine, sono anche i bambini.</p>
<p>A me è venuto in mente di parlare coi bambini, insieme alla loro mamma, e spiegare che il loro papà è un po&#8217; geloso, forse un po&#8217; invidioso, e che dice certe cose per questo motivo.<br />
Ma che è normale che alcune persone reagiscano in questo modo e che occorre solo del tempo perchè ritrovino la loro serenità.<br />
In questo modo vorrei fornire loro una chiave di lettura di ciò che vedono (sembrano combattutti tra la voglia di credere al padre e la realtà che percepiscono) senza denigrare il loro papà, giustificandone l&#8217;atteggiamento.<br />
Il ragionamento è semplice: non potendo agire sul comportamento dell&#8217;ex-marito della mia compagna, che si sta dimostrando ottuso e irragionevole oltre ogni previsione, mi sembra una buona idea tentare di preparare i bambini, corazzarli rendendoli più difficilmente usabili come arma di rivalsa contro la mamma, cercando di fornire loro una chiave di lettura degli avvenimenti e delle cose a cui assistono.<br />
Ma la paura è di fare danno.</p>
<p>Qualche consiglio? Che errori evitare in una situazione come questa?</p>
<p>Grazie.<br />
E scusate la prolissità. Questo sfogo mi ci voleva proprio. <img src='http://genitoricrescono.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/guerra-roses/comment-page-1/#comment-2414</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 21:13:16 +0000</pubDate>
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		<description>Vincent, capisco che si tratta di una situazione altamente conflittuale.
Probabilmente quando riuscirete a distorgliere l&#039;attenzione dalla &quot;colpe&quot; dell&#039;uno o dell&#039;altra, troverete maggior equilibrio, ma, evidentemente, ora è presto.
Trascorri al meglio il tempo con tuo figlio e vedrai che non ti vedrà mai come un nemico: prova a concentrarti di più su te e lui.
Un bambino che scoppia a piangere dicendo che &quot;papà è brutto&quot; (dopo 2 ore d&#039;auto, non subito dopo averti visto) forse ti sta solo dicendo: non vedo l&#039;ora di arrivare a casa, perchè siamo in giro da così tanto tempo? o forse, soltanto: papà abbracciami perchè sono stanco e mi manca mamma che ho appena lasciato ed ho paura che mi mancherà nei prossimi giorni.
Il modo migliore per aiutare tuo figlio è smussare gli angoli con tua moglie, anche di fronte a gravi conflitti e porti in ascolto.

Sull&#039;abbandono del tetto coniugale avrei da dire, ma non conoscendo la situazione nel caso specifico, possiamo soprassedere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vincent, capisco che si tratta di una situazione altamente conflittuale.<br />
Probabilmente quando riuscirete a distorgliere l&#8217;attenzione dalla &#8220;colpe&#8221; dell&#8217;uno o dell&#8217;altra, troverete maggior equilibrio, ma, evidentemente, ora è presto.<br />
Trascorri al meglio il tempo con tuo figlio e vedrai che non ti vedrà mai come un nemico: prova a concentrarti di più su te e lui.<br />
Un bambino che scoppia a piangere dicendo che &#8220;papà è brutto&#8221; (dopo 2 ore d&#8217;auto, non subito dopo averti visto) forse ti sta solo dicendo: non vedo l&#8217;ora di arrivare a casa, perchè siamo in giro da così tanto tempo? o forse, soltanto: papà abbracciami perchè sono stanco e mi manca mamma che ho appena lasciato ed ho paura che mi mancherà nei prossimi giorni.<br />
Il modo migliore per aiutare tuo figlio è smussare gli angoli con tua moglie, anche di fronte a gravi conflitti e porti in ascolto.</p>
<p>Sull&#8217;abbandono del tetto coniugale avrei da dire, ma non conoscendo la situazione nel caso specifico, possiamo soprassedere.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Vincent</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/guerra-roses/comment-page-1/#comment-2412</link>
		<dc:creator>Vincent</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 15:54:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=2902#comment-2412</guid>
		<description>Grazie Silvia per la tua risposta.
Il problema del disagio dello spostamento per il bambino, che in quetso modo non ha un riferimento fisso è senza dubbio vero. Ma cosa fare quando i genitori abitano in città diverse (circa 3h di auto)??
Tra un mese circa ci sarà la sentenza che stabilirà anche il domicilio prevalente di mio figlio, cmq il problema dello spostamento rimane in questi casi quando si abita in città diverse. Ovviamente se in base alla tua esperienza hai dei suggerimenti io sono disponibilissimo perchè ciò che mi interessa più di ogni altra cosa nella mia vita è il benessere di mio figlio. 
Una cosa importante che non ho detto è che la causa di questa instabilità per la residenza del bambino è data dalla mia ex moglie in quanto, prima di avere deciso di separarci, noi abitavamo insieme nella mia città, dove lei aveva anche un lavoro in proprio. Dopo lei ha deciso di andarsene nella sua città di origine dai suoi genitori. Quindi se qualcuno ha una colpa in più dell&#039; altro credo sia lei perchè in quetso modo costringe il bimbo a questi spostamenti. Io tra l&#039; altro non ho deciso neanche di denunciarla per abbandono del tetto coniugale, anche perchè il mio avvocato mi ha detto che nn sarebbe servito a nulla.
Ovviamente la situazione (come tutte del resto) è più complessa e quindi ho cercato di fare un riassunto.
Io penso che sia lei che la sua famiglia fanno di tutto per screditarmi davanti a mio figlio e nn voglio ritrovarmi in una situazione in cui il bimbo mi vede come un nemico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Silvia per la tua risposta.<br />
Il problema del disagio dello spostamento per il bambino, che in quetso modo non ha un riferimento fisso è senza dubbio vero. Ma cosa fare quando i genitori abitano in città diverse (circa 3h di auto)??<br />
Tra un mese circa ci sarà la sentenza che stabilirà anche il domicilio prevalente di mio figlio, cmq il problema dello spostamento rimane in questi casi quando si abita in città diverse. Ovviamente se in base alla tua esperienza hai dei suggerimenti io sono disponibilissimo perchè ciò che mi interessa più di ogni altra cosa nella mia vita è il benessere di mio figlio.<br />
Una cosa importante che non ho detto è che la causa di questa instabilità per la residenza del bambino è data dalla mia ex moglie in quanto, prima di avere deciso di separarci, noi abitavamo insieme nella mia città, dove lei aveva anche un lavoro in proprio. Dopo lei ha deciso di andarsene nella sua città di origine dai suoi genitori. Quindi se qualcuno ha una colpa in più dell&#8217; altro credo sia lei perchè in quetso modo costringe il bimbo a questi spostamenti. Io tra l&#8217; altro non ho deciso neanche di denunciarla per abbandono del tetto coniugale, anche perchè il mio avvocato mi ha detto che nn sarebbe servito a nulla.<br />
Ovviamente la situazione (come tutte del resto) è più complessa e quindi ho cercato di fare un riassunto.<br />
Io penso che sia lei che la sua famiglia fanno di tutto per screditarmi davanti a mio figlio e nn voglio ritrovarmi in una situazione in cui il bimbo mi vede come un nemico.</p>
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