La guerra dei Roses

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Che i figli debbano sempre essere preservati e difesi dai conflitti di una separazione tra i genitori è una grande verità ed è una cosa sulla quale tutti possiamo dirci d’accordo. Del resto è noto ed è quasi un luogo comune che, nelle separazioni, quelli che soffrono di più sono i figli.
I genitori non dovrebbero far ricadere le tensioni sui bambini, non dovrebbero utilizzarli come merce di scambio per fare pressioni sull’altro, non dovrebbero far gravare sulle loro spalle responsabilità che non sono adatte a dei bambini, non dovrebbero contenderli, non dovrebbero influenzarli, non dovrebbero stravolgere le loro vite. Non dovrebbero, eppure accade.
Le condizioni di separazione, però, vengono spesso discusse e trattate nel momento culminante della crisi familiare e di coppia. In quel momento nel quale il coniuge o il compagno rappresenta il peggior nemico, il responsabile del proprio fallimento come persona e come genitore.
In quel momento, avere la lucidità di affidare il proprio bambino alla persona che ci ha fatto del male, che ha tradito le nostre aspettative, che ha avuto comportamenti sconsiderati, se non addirittura violenti, non è certo facile.
Per questo voglio dire che molte delle guerre che nascono intorno all’affidamento, al mantenimento ed alla gestione comune dei figli, sono sempre ingiuste e non hanno mai vincitori, ma sono umane.
Molte volte sono portate avanti in buona fede: una buona fede spesso cieca e sorda, ma piena delle migliori intenzioni se vista da un solo punto di vista.
Sono guerre, però. E quindi portano morte e distruzione. La portano nella vita delle persone che si separano ed in quella dei bambini che sono convinti di tutelare. Ecco spiegato il titolo di questo post: rivedete quel film e pensateci un po’ su.
Affidare un bambino per due o tre giorni ad un padre che è quello stesso uomo che ormai si considera indegno, colpevole e sconsiderato, non è affatto facile. Sapere che il proprio figlio condivide la maggior parte della giornata con la sola madre, che è quella stessa donna possessiva, opprimente o pretenziosa che si è appena lasciata, non è un bel vivere.
Eppure, compiere il passo successivo, è necessario per non disgregare e disorientare i figli.
In dodici anni di esperienza professionale, non ho mai visto finire “bene” per qualcuno una separazione giudiziale e combattuta. Sono sempre più profondamente convinta che solo la conciliazione paga.
Un esempio. Di recente ho conosciuto una donna separata che pronuncia ripetutamente questa frase davanti a sua figlia dodicenne: “tanto tuo padre che si crede! adesso lo rovino!”. Non mi permetto di esprimere riprovazione nei confronti di questa persona: io capisco il suo rancore, la sua preocupazione, il suo smarrimento, capisco la sua umanità di donna delusa e di madre che vorrebbe essere tutto per i suoi figli. Ma il risultato che ottiene qual’è? Quello di ingenerare nella figlia una grave preoccupazione con la quale, vista la sua età, non ha strumenti per fare i conti.
In realtà quella donna non “rovinerà” affatto l’ex compagno: cercherà di ottenere quello che pensa le sia dovuto economicamente, gli impedirà di vedere i bambini insieme alla sua nuova compagna e magari farà anche intervenire i giudici. Ma quell’uomo, adulto, non sarà realmente “rovinato”: avrà nuove risorse e magari reagirà alla guerra con altra guerra.
Chi invece non può reagire? Chi non ha le capacità per capire cosa relamente significa quella frase? Chi non dormirà la notte pensando al papà lontano ed “in pericolo”? Chi amerà intensamente tutti e due i genitori, con le loro debolezze d i loro torti, e non saprà come gestire questo amore che fa sentire in colpa verso l’uno o verso l’altro?
Per trovare un accordo ed una conciliazione bisogna indubbiamente buttar giù bocconi amari, cedere, concedere e bisogna farlo nei confronti di quella persona che ora è la peggiore che ci venga in mente. Che non è facile, io lo so ed a volte non sembra neanche giusto, lo capisco. Ma la guerra dei Roses finisce con la morte.

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21 COMMENTI

  1. Rispondendo ai due commenti di Antonio e Nicola, posso dire che il tribunale per me ha stabilito (in via provvisoria e spero migliorabile):
    – weekend alterni da sabato ore 16 a lunedì mattina
    – un pomeriggio a settimana (16,30-20,30)
    – un ulteriore pomeriggio quando non spetta il weekend
    – vacanze natalizie divise a gruppi di circa 4gg da variare ad anni alterni (es. 22-24, 25-31, 1-3, 4-6)
    – pasqua o pasquetta ad anni alterni
    – 15 gg durante le vacanze estive

    Personalmente, riguardo la questione della continuità dei rapporti dei figli con il padre, credo che questa debba sposarsi con l’esigenza per i figli di avere un punto di riferimento stabile nella casa dove di fatto vivono. L’quilibrio non è facile né uguale per tutti, certo 2 ore per 3 pomeriggi a settimana possono essere una soluzione, ma mi sembrano un po’ “scomodi” da gestire. La proposta in se ci può stare, se però si ritiene che non sia ottimale si può provare a bilanciare in altro modo.
    Probabilmente in questa “continuità” devono anche rientrare i pernottamenti, almeno nei weekend, così come il riaccompagnare i bambini a scuola.

    Per il mantenimento, dipende da quanti sono i bambini, ma, date le cifre 1000€ mi sembrano tanti: il padre dovrebbe poi vivere con 700€ in cui andrebbero comprese le spese extra. Ad occhio, 300€ a bambino mi sembrerebbe già parecchio.

    Le “stuzzicate” lasciatele stare, cercate di farle scivolare addosso, anche se non è facile. Il punto è cercare di trovare una serenità “positiva” per i bambini, senza però mollare la presa, perchè poi è un attimo che qualsiasi cedimento venga trasformato in una perdita, di diritti e di opportunità.

  2. buona sera, qualcuno di voi sarebbe cosi gentile da inviarmi o descrivermi un “calendariìo di visita” (che brutta parola) decisi da giudici in udienze di separazione? Solo per capire se la legge sull’affido condiviso è una legge che viene applicata, sopratutto per il bene dei minori. Grazie

  3. Salve, volevo chiedere un consiglio: può una madre , in fase di separazione (per futili motivi) proporre al suo ex marito di vedere i figli per tre volte a settimana dalle ore 17.15 alle ore 19.30,cosi da non permettergli di farli vivere nella nuona residenza del padre, che dista circa 15 km di distanza dalla casa coniugale?
    Da premettere che, la signora, un pò di tempo fà parlando con me metteva in primo piano che il marito doveva continuare ad avere contatti continui e significativi con i propri figli(bellissimi i miei nipotini) per evitare quanto meno, sofferenze ai due angioletti pErmettendogli di poter vivevere la loro vita in maniera equa con il proprio PADRE e la propria MADREe rimanere in ottimi rapporti con entrambi ex genitori.
    Inoltre, altre sue proposte: ad anni alterni un giorno a natale o un giorno a capodanno,maaa, mi chiedo ma non sarebbe meglio per i bimbi di poter stare, nelle festività natalizie scolastiche,ad anni alterni una settimane, contenenete un anno natale e un anno capodanno, con il padre e una settimana con la madre? Ultimo punto, lei lavora (circa 1500 euro) mese, casa di propietà. Lui lavora (circa 1700 euro)casa di proprietà, la signora ha richiesto 1000 euro di mantenimento più le spese ordinarie da dividere al 50%.
    Secondo voi un giudice può permettere una cosa del genere?Un padre che ha il diritto e il piacere di stare con i propri figli, se li deve vedere deve stare solo a napoli, perchè la signora non vuole che i bimbi si stressino nel fare 15 km di strada, strada che hanno sempre fatta con gioia e tranquillità perchè alla residenza futura del loro padre, questi bimbi stanno BENISSIMO – GIOCANO- MANGIANO – STANNO CON CUGINETTI GRANDI E PICCOLINI- ZII – ZIE – NONNI. Cosa c’è di male in questo? vi prego consigliatemi.
    Dimenticavi in tutto questo la signora stuzzica sempre il marito invitandolo a lasciare la casaconiugale.
    Grazie

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