Greta e il suo sciopero per il clima

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Greta Thunberg è una ragazzina svedese di 15 anni. E’ diventata famosa in tutto il mondo quando questa estate ha deciso di fare uno sciopero per il clima durante le elezioni svedesi. Lei e le sue trecce hanno trascorso quasi 3 settimane sedute di fronte alla sede del parlamento al centro della città di Stoccolma, attirando le attenzioni di adulti e bambini e naturalmente anche la stampa. La sua ostinazione ha messo in imbarazzo politici e istituzioni, e adulti di tutto il mondo hanno inziato a sentirsi in colpa. Il supporto che ha ricevuto Greta è enorme, sui social media, agli eventi a cui partecipa, in giro per il mondo, da adulti e bambini.

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School strike week 11. #climatestrike #klimatstrejk #FridaysForFuture

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Finite le elezioni Greta è tornata a scuola, ma ha continuato il suo sciopero ogni venerdì, lanciando l’hashtag #FridaysForFuture. Ogni venerdì dalle 8 alle 15 siede fuori dal parlamento a Stoccolma, con il suo cartello che dice: sciopero per il clima. La sua scelta ha ispirato migliaia di ragazzini in giro per il mondo che hanno iniziato ad organizzare manifestazioni analoghe, saltando giorni di scuola per mostrare il loro supporto a Greta, e per dire agli adulti che è ora di assumersi delle responsabilità, data la posta in gioco.

Greta è adolescente, e come se non bastassero gli ormoni, ha anche la sindrome di Asperger, come dichiara lei stessa: il mondo lei lo vede bianco o nero. Per lei non ci sono vie di mezzo. Se gli scienziati di tutto il mondo dichiarano che abbiamo solo 3 anni di tempo per riuscire ad invertire il trend dei cambiamenti climatici, cosa stiamo aspettando? Perché nessun politico ne parla? Perché non viene trattato come emergenza da tutti i giornali in continuazione?

In questi giorni si sta svolgendo la Katowice Climate Change Conference in Polonia, e Greta è stata invitata a fare un discorso ai rappresentati delle Nazioni Unite. Le sue parole sono così potenti che non è possibile non commuoversi ascoltandole. Le ho volute tradurre perché è importante che tutti le ascoltino almeno una volta.
E ora lascio la parola a Greta:

Per 25 anni, un numero di persone senza precedenti  ha dovuto affrontare conferenze sul clima delle Nazioni Unite e ha chiesto ai leader mondiali di fermare le emissioni di gas serra. Ma è ovvio che non ha funzionato, perché le emissioni continuano ad aumentare.

Quindi non ho intenzione di chiedere loro nulla.

Invece, chiederò ai media di iniziare a trattere la crisi come una crisi.

Invece, chiederò alle persone di tutto il mondo di rendersi conto che i nostri leader politici ci hanno tradito.

Perché ora stiamo affrontando una minaccia esistenziale e non c’è più tempo per continuare su questa strada assurda su cui viaggiamo.

Paesi ricchi come la Svezia devono ridurre le loro emissioni di almeno il 15 percento ogni anno per raggiungere l’obiettivo di 2 gradi. Si potrebbe pensare che i media e tutti i politici non parlino di nient’altro. Ma nessuno si proccupa neppure di menzionarlo.

Né qualcuno parla del fatto che abbiamo iniziato la sesta estinzione di massa e che fino a 200 specie muoiono ogni giorno.

E forse la cosa più importante di tutte, nessuno parla dell’aspetto dell’equità che è esplicitamente menzionato nell’Accordo di Parigi e che è un prerequisito assoluto per far si che (il progetto) possa funzionare a livello globale. Ciò significa che paesi ricchi come la Svezia, con il tasso di emissione di oggi, devono raggiungere zero emissioni entro 6-12 anni, in modo che le persone nel resto del mondo avranno l’opportunità di elevare il tenore di vita costruendo alcune delle infrastrutture che noi abbiamo già costruito. Come ospedali, elettricità e acqua potabile pulita.

Come possiamo aspettarci che paesi come l’India, la Colombia e la Nigeria si preoccupino della crisi climatica quando noi, che già abbiamo tutto, non ci preoccupiamo nemmeno dei nostri impegni effettivi nell’accordo di Parigi?

Così, quando la scuola è iniziata ad agosto di quest’anno, mi sono seduta per terra fuori dal parlamento svedese e ho manifestato per il clima.

C’è chi dice che dovrei andare a scuola, invece. C’è chi dice che dovrei diventare una scienziata per poter “risolvere la crisi climatica”. Ma la crisi climatica è già risolta. Abbiamo già tutti i fatti e le soluzioni.

E perché dovrei studiare per un futuro che presto potrebbe non esistere più?

Perché dovrei imparare molti fatti quando un fatto così importante sembra non significare nulla per la nostra società?

Oggi consumiamo oltre 100 milioni di barili di petrolio ogni giorno. Non esiste una politica che possa cambiarlo. Non ci sono regole per ottenere che l’olio rimanga nel terreno. Quindi non possiamo più salvare il mondo seguendo le regole.

Perché sono le regole che devono essere cambiate.

Quindi non siamo venuti qui per chiedere ai leader mondiali di preoccuparsi del nostro futuro. Ci hanno sempre ignorato e ci ignoreranno ancora.

Siamo venuti qui per dire che sta arrivando un cambiamento, che lo vogliano o no. Le persone si alzeranno e accetteranno le sfide che dobbiamo affrontare. E poiché i nostri leader politici agiscono da bambini, dobbiamo assumerci le responsabilità che avrebbero dovuto assumersi molto tempo fa.
Greta Thunberg.

https://www.instagram.com/p/Bq2aWi1F7r-/

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