Un gioco in un soffio (per tirare un po’ il fiato)

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Ohibò, questo luglio sembra novembre! Come? È già stato detto?  Portate pazienza, la fantasia si è data. È quello che succede quanto tutto in te è meteoropatico, pure la creatività che resiste fino al solstizio d’estate, poi appende il Vinavil al chiodo e si nega. Da quel momento l’unico pennello che sono disposta a impugnare è quello dello smaltino arancione fluo, e la sola attività creativa che riesco a immaginare per mio figlio è lasciarlo giocare a quello che gli pare in mutande sul balcone, mentre io preparo le valigie per il mare.

Ma siccome questo luglio sembra novembre (come? È già stato detto?), ci sono toccati infiniti pomeriggi di pioggerellina extra che mi hanno costretto, infine, a inventarmi qualcosa, badate senza nemmeno un’ombra di fantasia! Eppure ha funzionato, ci siamo fatti pure due risate, per cui eccomi qui a raccontare questa piccola idea, in questo pomeriggio dal sapore autunnale… (ok, la smetto.)

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Quando ero piccola (sì, sono passata dal parlare del tempo al rievocare ricordi d’infanzia, giro intorno alle banalità come un criceto sulla ruota…), avevo un giocattolo che per qualche ragione viveva nella borsa della spiaggia. Non sono mai riuscita a riscattarlo dalla compagnia di secchiello e paletta per portarmelo in camera, ma forse proprio perché il nostro era un amore tanto contrastato, non vedevamo l’ora di stare insieme. Era un cono di plastica, in cui si soffiava per tenere in aria il più a lungo possibile una pallina.

Mi è tornato in mente l’altro giorno, mentre il piccoletto di casa si divertiva a fare le bolle nel latte con la cannuccia. A merenda finita l’ho requisita e l’ho aggiunta agli scarsi materiali occorrenti per fare il giochino:

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Il procedimento è semplice: si avvolge il foglietto a cono sulla sommità della cannuccia e si ferma il tutto con del nastro adesivo. Si prende una pallina leggera, come quella da ping-pong, o se ne crea una con un pezzetto di carta, non funziona altrettanto bene, ma non è il caso di fare i pignoli.

Tutto qui.

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Per giocare si mette la pallina nel cono, in cima alla cannuccia e…

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Modulando il soffio si può far galleggiare nel vuoto la pallina per qualche secondo, prima di lasciarla ricadere nel cono.

Mi sembra giusto confessare che un bimbo di quattro anni appena compiuti, come il mio, non farà nulla di tutto questo, ma si limiterà a spolmonarsi nella cannuccia per lanciare  palline colorate quanto più lontano possibile nel corridoio, fermandosi solo quando gli verrà il singhiozzo per le troppe risate. E sì, questo a casa mia si chiama successone!

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Dopo anni di scavi in giro per l'Italia come aspirante archeologa, ho deciso di prendere in mano una passione e trasformarla in lavoro, e ho iniziato la mia carriera come photo editor per una casa editrice. Con l'arrivo di mio figlio ho cancellato il concetto di tempo libero dal vocabolario e, quando ero ormai prossima a gesti estremi, mio marito ha rispolverato la Canon e mi ha messo davanti a una tastiera con un solo comando "fai qualcosa, una cosa qualunque!" L'ho preso alla lettera e ho aperto www.quandofuoripiove.com

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