Giochiamo insieme per tutta la vita

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Giocare insieme ai figli non è un regalo che facciamo loro, non è una concessione, non è un’attività saltuaria, una bizzarria, un cedimento. E’ un bisogno. Nostro, non solo loro.

foto di Chiceaux Lynch in licenza Creative Common su Flickr
foto di Chiceaux Lynch in licenza Creative Common su Flickr
Ho accolto l’invito a una conferenza della Dott.ssa Maria Rita Parsi organizzata dalla Fondazione Movimento Bambino Onlus, con il sostegno di Kinder Sorpresa, il notissimo ovetto che compie 40 anni.
Il tema era “Giochiamo insieme per tutta la vita“, snodatosi in tre appuntamenti, a Milano, Roma e Napoli, sull’importanza del gioco nella relazione tra genitori e figli. E lì ho colto diversi spunti interessanti su un tema che tante volte abbiamo affrontato.

Percepire l’importanza del gioco insieme ai nostri figli è piuttosto chiaro se guardiamo alla questione dalla parte del bambino: chi di noi non ha sperimento quanto desiderio hanno i figli di giocare con i genitori, quanto lo chiedano e quanto sia utile e necessario per la loro crescita? Spesso lo prendiamo un po’ come lo scotto da pagare: vorremmo annullarci nei nostri pensieri, mentre dobbiamo giocare con loro perché sappiamo che è giusto, serve, aiuta, migliora, li fa crescere, rinsalda il legame, fa bene.

Un bambino che gioca con i suoi genitori, che li ottiene tutti per sé per un periodo di tempo, che li sente dedicati a un suo bisogno fortissimo, come è quello di giocare, è un bambino sano. Ne riceve giovamento nell’autostima, nell’apprendimento, nello sviluppo delle competenze, nella sicurezza.

Giocare con mamma e papà è quanto di più simile alla felicità ci sia per un bambino.

Ma dal nostro punto di vista di adulti? E’ solo un sacrificio che facciamo per loro? O risponde a un nostro bisogno intimo?
Proviamo a pensare quanto fa bene a noi giocare con i nostri figli. Un adulto che gioca con i suoi figli è una persona sana. Un adulto sano è quanto di meglio possa capitare a un figlio come genitore.

Giocare con i bambini, poi, ci regala benefici di ogni genere, tutti quelli che noi, adulti ingenui, crediamo di regalare a loro: movimento (ne facciamo sempre troppo poco, no?), elasticità (non solo mentale, ma anche fisica!), coordinazione (loro debbono apprenderla, ma noi non dobbiamo perderla troppo presto!), prontezza di riflessi (anche nelle risposte giuste!), capacità di astrazione, esercizio di fantasia, miglioramento delle capacità dialettiche (rispondete al 70esimo perché e poi vediamo!), sintesi (odiano quando ci perdiamo in chiacchiere), e tanti altri ancora.
Sapete che vi dico? Provate a rivendervi queste attitudini sul lavoro (ma chiamatele skill, che fa più scena) e farete un figurone!

E non ci sono solo benefici pratici che derivano dal gioco con i bambini, ma proprio un benessere nel ritrovare contatto con il nostro bambino interiore: lasciamoci coinvolgere e scopriremo un potente antistress.
A mio parere, gli adulti che giocano con i bambini sanno anche giocare di più tra loro e sono più disposti a divertirsi insieme tra adulti: insomma, il gioco è portatore di accoglienza e insegna a costruire insieme.

Il gioco insieme, però, deve essere vero, attivo, partecipato. Non ci sono scuse, se ci mettiamo a disposizione attraverso il gioco, dobbiamo metterci in gioco e starci davvero, con la testa oltre che con il corpo. Insomma, bisogna “giocare pulito”, bisogna essere leali e stare alle regole: se si gioca, si gioca sul serio! Non barate, eh!

Le inziative di Kinder Sorpresa per festeggiare i suoi 40 anni di gioco insieme, le potete trovare sulla pagina Giocare Magazine. Una di queste è il divertentissimo Acchiappagioco, che abbiamo sperimentato qualche giorno fa con la nostra inviata.
Tutte queste attività sono orientate a diffondere l’importanza del gioco condiviso tra genitori e figli, perché quella sorpresina che da 40 anni cerchiamo tutti dentro l’ovetto, è un piccolo tesoro soprattutto quando ci #giochiamoinsieme.

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