Giocare all’aperto

10

Se c’è una cosa in cui possiamo senza dubbio considerarci i primi in Europa, è il clima. Con poche eccezioni, in Italia le temperature sono sempre accettabili: mai proibitive neanche in pieno inverno.
Eppure, dove sono i bambini che giocano all’aperto?
Giocare per strada è ormai un’anacronistica illusione, siamo d’accordo: ovviamente più per motivi di sicurezza che per motivi climatici. Ma perchè ci sono tanti bambini intabarrati in improbabili giacconi, sciarpe e cappelli anche con temperature miti, che, usciti da scuola, trascorrono molte ore dentro casa?
Giocare all’aperto non è un’esperienza da relegare alla primavera o all’estate. Dovrebbe essere una piccola parte della quotidianità in ogni stagione.
Il gioco all’aperto regala esperienze che i nostri bambini fanno sempre più difficoltà a sperimentare. Come noi, vivono con i riscaldamenti d’inverno e con l’aria condizionata, sempre più diffusa nelle abitazioni, d’estate. Non riescono a notare l’allungarsi e l’accorciarsi delle giornate, i cambiamenti del clima, lo spostamento delle nuvole con un po’ di vento che trasforma una giornata piovosa in una di sole…
Io non vedo più un bambino che fa quel gesto così naturale che è alitarsi sulle mani per riscaldarle un momento mentre gioca all’aperto.
Tutti i nostri bambini hanno bisogno di trascorrere una parte della loro giornata senza soffitto e senza pareti: per misurare le loro capacità, per scoprirne di nuove e per sentire liberamente caldo e freddo. Non solo quelli che abitano in campagna, in montagna o al mare devono poter sperimentare ogni giorno come cambia il mondo intorno a loro: anche e soprattutto i bambini di città avrebbero bisogno di notare tutte quelle piccole cose che rendono una giornata diversa dall’altra.
Siamo anche molto avvantaggiati rispetto al passato: ancora negli anni 70 ed 80 noi avevamo cappottini di lana, scomodi e freddi. I primi piumini ci hanno liberato un po’!
Oggi i nostri figli hanno la possibilità di avere attrezzature impensabili: con poca spesa si possono dotare di giacconi talmente impermeabili che permettono loro di starsene anche sotto una pioggia battente senza inzupparsi; le scarpe poi, sono calde, comode e tengono i piedi all’asciutto anche dopo un salto in una pozzanghera. Utilizziamo tessuti che possono essere lavati in lavatrice ed in un attimo tornano sempe come nuovi…
Ma perchè, allora, abbiamo smesso di farli giocare nei giardini, nei parchi, nei cortili dei condomini, anche quando fa freddo o pioviggina un po’?
Giocare all’aperto è utile per sviluppare il senso dell’orientamento, per dare la concreta sensazione dello spazio e del trascorrere del tempo, per combattere il sovrappeso dei bambini, per socializzare, per confrontarsi, per scaricare le energie in eccesso, per dormire meglio la notte ed evitare qualche risveglio di troppo, per coordinare i movimenti, per scegliere le proprie predisposizioni e scoprire i propri talenti, per mettere al lavoro il sitema immunitario, per trasmettere senso civico, per comprendere la necessità di una mentalità ecologica. Giocare all’aperto è un modo di aprirsi al mondo, piuttosto che chiudersi in casa: è un atteggiamento mentale, prima ancora che un’attività.
Sarà che il Sorcetto, da vero amplificato iperenergetico, ha sempre avuto bisogno di sfoghi fisici per i quali una casa era sempre troppo stretta, ma noi abbiamo imparato ad uscire a giocare molto, molto presto e quasi con qualsiasi tempo. Abbiamo preso tanto freddo e tanto caldo torrido, ci siamo bagnati nelle fontanelle, ci siamo congelati le mani, ci siamo raffreddati e ci siamo presi, per questo, i rimproveri delle nonne! Abbiamo pedalato, abbiamo pattinato, abbiamo giocato a pallone, siamo andati in altalena e sugli scivoli, siamo diventati grandi esperti di monopattino, abbiamo corso (si, più lui che la sua mamma!), abbiamo ammucchiato sassi, abbiamo raccolto legnetti, abbiamo diviso e conteso le macchinette con altri bambini, abbiamo inventato un sacco di giochi usando quel che c’era a disposizione, siamo stati in acqua per ore, ci siamo sporcati parecchio, abbiamo consumato scarpe e strappato pantaloni… E continueremo a farlo!

Prova a leggere anche:

10 COMMENTI

  1. Silvietta, anche io ho superato la mia pigrizia solo con il miraggio di vedere il piccolo Sorcetto giocare un po’ da solo ai tempi in cui questo era impensabile in casa. Più era piccolo, più aveva bisogno di spazi ampi…
    Poi le cose cambiano ed oggi pomeriggio ne ho perso le tracce per un bel po’: stava costruendo un transformer con il lego…
    Certo è che dopo questi due giorni che ci aspettano, di pranzi e cene a casa con i parenti, il 26 dovremmo smaltire un bel po’ di energie inespresse: speriamo che non piova, che un giro in bici gli servirà!

  2. Oh, mi stavo perdendo questo post…
    Prima di tutto, è bellissimo. Mi piace molto questa corsa liberatoria del Sorcetto.

    Poi posso portare la nostra testimonianza di montanari. Com’è come non è anche noi ci siamo abituati a portare sempre fuori laPulce all’aria aperta (adesso ha 10 mesi).
    La cosa che mi ha stupito notare è come lei, all’aria aperta sappia giocare perfettamente da sola con un filo d’erba per un tempo che è sempre stupefacente (a cinque mesi e mezzo, ha giocato da sola un’ora!!!), quindi. … nonostante la mia pigrizia, mi porto il netbook dietro e viva i parchi!!

  3. La mia Polpetta è ancora troppo piccola per correre al parco (5 mesi!), ma la trascino fuori per prendere un po’ di aria e luce anche con temperature vicino allo zero.

    In parte per prendere “luce” contro il rachitismo (ultima ansia, in ordine di tempo!), in parte perché avendo un cane bisognoso di correre, e vivendo in appartamento, uscire è d’obbligo.

    E credo che la scusa del cane potrà essere ottima anche più avanti (sono una pigrona), oltre che essere un futuro compagno di corse: anche qui i giardinetti d’inverno sono vuoti…

  4. Elisa, è comunque una buona abitudine costruttiva: magari imparano così ad approfondire il rapporto a due o tre con gli amichetti, rispetto a quello più ampio del gruppo che sperimentano all’asilo o a scuola.
    E’ capitato anche a me, soprattutto quando il Sorcetto era piccolo ed aveva molto più bisogno di uscire di adesso, di trovarmi nei parchi deserti al freddo o al caldo… Devo dire che si è sempre “arrangiato”: stava meglio solo al parco che solo a casa!
    Ora che ha sei anni e, diciamo, ha sviluppato interessi più “intellettuali” (tra molte virgolette!!!), sente anche lui meno l’esigenza di essere costantemente in uno spazio ampio e le giornate pasano tranquille anche se va da casa a scuola rimanendo al chiuso. Certo, almeno la corsetta all’uscita di scuola e quella sualla via di casa sono assolutamente d’obbligo… Diciamo che ha passato la fase, in cui ora è il Vikingo di Serena, nella quale 5 ore di freddo e neve non bastano, meglio trattenersi un altro po’!
    Non faccio raccontare a serena quali sono le abitudin i degli asili in Svezia, se no sembrerebbe la solita italiana all’estero che si stupisce delle abitudini del Paese nativo, ma io ho visto scolaresche di bambini piccoli, ben attrezzati e ben coperti, giocare tranquillamente nel parco, nella guazza di neve e fango, in orario scolastico, senza che le maestre facessero una piega…
    Qui è facile che le mamme appena riprendono i figli da scuola, li comincino a sgrullare di ogni ombra sulle ginoscchia dei pantaloni per ripulirli… Non siamo forse un po’ ossessionati anche dallo sporco???

  5. Il problema è che io magari ce la porto al parco, ma poi lei lì non trova mai nessuno con cui giocare. Qui si va a casa dell’uno e poi dell’altro e a me non piace tanto quest’abitudine.Boh!

  6. Gloria, ma una pausetta nel periodo del gelo credo che la apprezzeranno anche i nostri bambini!!! Non mi far passare per un’oltranzista! Sapessi quanto me ne sto bene IO dentro casa al calduccio sul divano…
    Confermo che si deve fare sempre di nascosto dalle nonne, soprattutto se il piccolo ipersensibile odia indossare cappello e guanti e non vuole nulla che gli sfiori il collo…

  7. Cara Silvia, appoggio i giardinetti.
    Qui a Torino è l’umidità che ci frega, quella ti entra nelle ossa e ormai siamo davvero vicinissimi al solstizio, percui uciti da scuola è praticamente già buio. Tuttavia ho la fortuna di avere un piccolo parco proprio affianco alla scuola, così almeno una mezz’ora al gelo riusciamo a concedercela.
    Ovviamente di nascosto dalle nonne perchè se no mi becco della madre snaturata! Se poi la giornata non è troppo fredda o piovosa vado a prenderlo a piedi così ci facciamo due passi per tornare a casa.

  8. Ok, ragazze… allora come non detto, facciamo che li mettiamo davanti alla tv e chi s’è visto, s’è visto, va bene???
    Ieri Andrea dopo la “lunga” a scuola (dalle 8,30 alle 16,30), è uscito correndo, si è tolto il giubbotto (tramontana… sguardo delle altre mamme allucinato e severo nei miei confronti!!!) ed ha cominciato a correre, correre, correre… Io avevo tanto, tanto freddo… e lui correva, correva, correva… con una t-shirt ed una felpa addosso…
    Io ci provo ad assecondare la MIA pigrizia ed a portarlo a casa… ma dato che non ci riesco, poi mi convinco che giocare all’aperto faccia bene!! 😉

  9. ottima riflessione cara Silvia.
    per quel che mi riguarda mi rendo conto che se preferisco rimanere in una casa piuttosto che all’aperto è sopratutto per pigrizia.
    in più essendo madre di una bimba abbastanza “tranquilla” ma con una vita molto complicata, vedo che spesso è lei stessa a prediligere i giochi in casa. forse perchè con la vita movimentata che facciamo, sempre in giro e sempre di corsa, potersi godere la propria cameretta diventa un momento di relax.

    • quanto mi piacerebbe starmene a casa ora, appena tornata dallo shopping natalizio. E invece devo infilarmi la calzamaglia, andare a prendere il Vikingo all’asilo, e fare attenzione a non dimenticare lo slittino, perché a lui 5 ore all’aperto a giocare sulla neve all’asilo non gli bastano. E qui alle 3 del pomeriggio è notte fonda! Mi aspetta almeno un’oretta di slittino al chiarore della luce dei lampioni con temperature sotto lo zero. Però giocare all’aperto dicono faccia TAAAANTO BENE 😉

LASCIA UN COMMENTO