Giardinaggio per donne pigre

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pailletA me è sempre piaciuto avere un giardino, anche se le piante in casa, tranne qualche coraggioso cactus, in genere mi muoiono come mosche e infatti non ne ho molte. Adesso che il tempo finalmente si è messo al bello, potrei persino godermelo. Perché per me il giardino è un posto in cui mettere un tavolo e delle sedie, fare le feste in estate, piantare fave, piselli e fragole. Se c’ è più spazio, degli alberi da frutto. Qualche rosa. Un gelsomino se riesco a tirarlo su fino al primo piano intorno alla finestra della camera da letto. Una piscinetta, quando i bambini erano piccoli (ne abbiamo buttata appena via una di quelle verdi a forma di tartaruga con il coperchio. Un paio di anni fa l’ ho promessa a una vicina con figlio piccolo, ma proprio quel pomeriggio della promessa Orso si è dato ad attività creative che comprendevano l’ abuso, sulla piscina, di cemento, calce, trementina, vernice spray e altri avanzi della ristrutturazione, che non sono mai stati seriamente identificati o rimossi dalla stessa).

A questo giro abbiamo deciso di buttarla via. Cosa su cui Orso ha fatto una tale malattia che persino mia suocera si è messa a pensare come trasformarla in un mini-stagno da giardino per metterci le piantine acquatiche che sono sopravvissute ai pesci rossi e che continuiamo a tenere nell’ acquario, perché per due piante che mi sopravvivono in casa, mica le posso buttar via?

In realtà alla mia passione per il giardinaggio si sovrappongono due problemi: il tempo infame olandese e il fatto che a me il giardino piace mangiarci fuori, ma non spaccarmici la schiena a zappare. Siamo inoltre infestati da ortiche, equiseti e un altro paio di erbacce, quelle con le radici profondissime che non estirperai mai. Unitele alla ben nota pigrizia (sono o non sono la casalinga pigra?) e capirete che se voglio una festa di compleanno in giardino, tocca darsi una mossa. E allora mi sono inventata un paio di cose, in un certo senso che derivano da alcuni dei trucchi precedenti, tipo la scatola.

I cassoni

Con degli avanzi di tavoloni da pavimento in bellissimo legno tropicale indistruttibile, ma che si erano storti o diversamente rovinati durante il trasloco (si, abbiamo posato i tavoloni flottanti con lo strato di piastre isolanti contro i decibel sotto, proprio con l’ idea che eravamo in affitto e quando avremmo comprato casa li avremmo riciclati) ho realizzato dei cassoni. La parte più complessa è stata quella di ottimizzazione degli sfridi, ho contato e ricontato e calcolato le lunghezze disponibili in modo da fare cassoni più grandi possibile sprecando meno tavole possibili. Con una larghezza di 15 cm. a tavola ho fatto 2 cassoni da 45 cm. di altezza e uno più piccolo da 30 e li ho posati agli orli del giardino, dove solo due fili di ferro e un paio di rose dal lato loro ci dividono dai vicini. Tra un cassone e l’ altro, con delle tavole ricomprate, ho creato una panchina su cui poggio vasi o su cui ci sediamo alle feste.

Ho comprato poi, sempre in legno duro da esterni, dei paletti da 180 cm, e sulla parte posteriore del cassone li ho lasciati a tutta altezza, mentre i due davanti li ho tagliati ad altezza tavole, ci ho inchiodato i tavoloni già segati a lunghezza regolare. Sui paletti dietro abbiamo forato dei buchi con il trapano prima di usarli per fare i cassoni, e nei buchi abbiamo inserito dei tondini in rame da idraulico che ci erano avanzati. Così ho anche una rastrelliera contro cui far crescere la vite (ho una baby vite), un cotogno, un gelso, un peruccio e un caprifoglio che diventa molto cespuglioso ma non si arrampica. In questo modo ho anche un po’ di separazione dai vicini, che povere anime in giardino non ci vanno mai, e soprattutto non ho i passeggeri della fermata dell’ autobus che mi guardano in casa.

Quando risistemeremo la recinzione in comune con la vicina di là, vorrei fare lo stesso e aggiungere un paio di meli e un susino, di quelli già potati a forma di statua egizia, tutti stesi solo lungo un lato con i rami che formano una paretina. La rastrelliera la userei per continuare a far crescere i rami con questa forma, sono sicura che la vicina sarà felicissima della separazione, perché qui il vicino con un buon divisorio in mezzo, è il vicino migliore che puoi avere.

Il vantaggio dei cassoni è che per strappare le erbacce o togliere le lumache basta sedermi sulla panchina invece di stare inginocchiata o curva, che poi la schiena si lamenta. Inoltre do subito una maggiore altezza ai miei alberelli, visto che mi servono da divisori.

L’ unico problema è che ho finito il materiale da riciclo e mi sono fatta il conto che se volessi ricomprare del legno nuovo per rifare i cassoni, questo mi costerebbe € 50 al pezzo. Sto studiando dei metodi per trovare gratis del legno da riciclare, tengo d’ occhio i cassonetti e raccatto pallets, con grande gioia dei miei maschi, che tentano di impedirmelo. Ma sui pallets consulterò Scialba.

Le cassette

Comunque si è capito che per me il giardinaggio è una cosa che si mangia: o mangio in giardino, o preferibilmente ci pianto roba da mangiare. Ora, in un giardino di città come il mio, non grande, non fertile, soleggiato dove gli pare, già il semplice fatto di sollevare da terra la superficie coltivabile fa tanto per la pigrizia e il mal di schiena. Così mi sono riciclata per le erbe aromatiche le lattine in alluminio da 5 litri dell’ olio. Ci ho fatto un paio di buchi in fondo per il drenaggio, ho tolto il coperchietto sopra con l’ apriscatole, le ho appesantite sul fondo con dei pezzi di mattone e sassi, le ho riempite di terra e ci ho seminato coriandolo e menta, adesso riprovo il basilico. Molto carine e minimal.

Poi avevo un paio di cassettine in legno leggero e siccome mi mancava lo spazio agibile per interrare delle piantine di insalata, le ho interrate lì. Un paio di anni fa quelle stronze di lumache mi hanno divorato in men che non si dica tutti i cavoli, brassiche, broccoli che avevo piantato, e per la tigna quell’ appezzamento lì l’ ho pavimentato e amen. Quest’ anno ci ho messo un paio di vasi con dentro mirtilli, ribes, rosa e un pomodoro. Le cassette per ora sono posate in alto su un tavolino, così controllo meglio la situazione.

I rovi

L’ anno che al mio supermercato di riferimento vendevano le piante di mora e lampone a €1,99 le ho prese al volo, scordandomi che se le more selvatiche si colgono su quei rovi infestanti che ci vuole il napalm per liberare il terreno, un motivo ci sarà. Infatti crescono, cacciano getti a gogo, se un ramo finisce a terra mette radici  crea una serie di piante nuove. Prima che la situazione mi sfuggisse di mano, e giusto perché quell’ anno avevo messo i pomodori ed ero fornita di cannucce da usare come tutori, ho piantato in terra come viene viene una serie di canne grosse distanziate di un metro, gli ho messo altre canne trasversalmente e mentre la prima volta le ho legate con dello spago da giardinaggio, che ero tutta bucolica e cretina, poi mi sono fatta furba e ho comprato una serie di tie-wraps, le fascette autoserranti per tenere i cavi. Le infili, tiri e restano lì per sempre, io ho cercato di sbizzarrirmi anche con i colori, che in inverno fanno allegria. Sempre con i tie-wraps ho fissato tutti i getti di lamponi e more (non mettetele mai vicine, tra loro si odiano e non crescono) verso l’ alto, così anche i frutti si raccolgono da dritti.

Insomma, avevo persino un paragrafo su una mia nuovissima scoperta, l’ orto sulle balle di paglie, che non si deve vangare e entro un paio d’ anni ti diventano concime e puoi rimetterci delle balle nuove. Ma il paragrafo è scomparso, io sono pigra e poi ho comunque una mia deontologia professionale. L’ orto delle balle ve lo racconterò dopo averlo realizzato e aver controllato con mano cosa ci succede dopo un’ invernata. Per ora procuratevi dei tie-wraps come se non ci fosse un domani, perché una volta che li avrete in casa, non avete idea di cosa non ci si può fare.

– di Mammasterdam

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3 COMMENTI

  1. Ma quale crudele, la morte più bella, sbronze e felici che non si accorgono di niente. Se qui non piovesse cos`i tanto, che la birra si annacqua tutta, l’ avrei fatto, adesso ho messo i granulini, speriamo. Ma la paglia secondo me risolve.

  2. Se posso dare un suggerimento contro le lumache, che anche da noi si son magnate basilico e rucola, basta mettere per terra dei recipienti dal bordo basso(così da agevolarle nell’ingresso)pieni di birra. A quanto pare ne sono ghiotte, l’unico inconveniente è che ci annegano dentro. Lo so, è un po’ crudele, ma ecologico. E poi ad Amsterdam la birra non manca

    • Ecco, mi serviva proprio il rimedio anti-lumache. Avevo letto i gusci di uova, ma questo mi sembra più efficace (si, ok, è crudele… ma magari riesco a salvarle in tempo e dirottarle sui vasi del vicino 😀 )

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