Una generazione nata già col bancomat

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Lo ripetiamo di continuo: questi bambini hanno troppi giocattoli. Lo ripetiamo soprattutto dopo Natale. Troppi, troppi giocattoli con cui non giocano.
Eh, ma non dipende mica dai bambini. Non li comprano mica da soli.
Certo, anche impedire che dei bambini amati da amici e familiari ricevano regali sovrabbondanti è difficile.

Proprio oggi mia madre mi ha chiesto cosa potesse regalare al Piccolo Jedi per il compleanno.
Le indico un gioco già suggeritomi dal nipote, un gioco che costa circa venti euro.
Sulla faccia di mai madre: delusione, sconforto, frustrazione.
– Mamma, se mi chiedi cosa vuole lui, lui vuole quello. Dovresti essere contenta che desideri una cosa che costa relativamente poco perché gli piace basta, non perché è un status symbol o perché sa che può osare chiedendo alla nonna di più.
– Si, d’accordo… però certo… Venti euro. Per il compleanno. Volevo regalargli qualcosa di meglio
– Mamma, per lui meglio è quello!
Ammettiamolo, poi mia madre si adegua, ma non c’è verso: la somma ulteriore preventivata, deve in qualche modo elargirla.
Magari la dà a me, dicendo di comprargli qualcosa che può servire. Quindi alla fine un non-regalo per il bambino.

In tutti gli anni della prima infanzia, fare regali eccessivi è decisamente fuori luogo: assicurato il corredo iniziale ai neogenitori (sempre con regali a richiesta, che le sorprese sono belle, ma certe volte è meglio poter contare su chi ti è vicino), che senso ha regalare costosissimi e ingombrantissimi giochi a un due-tre-quattrenne? Felice con pochi giochi di qualità, ben calibrati sui suoi gusti e sulla sua età e ben studiati per essere realmente giocabili.

Un’idea che mi sembra molto intelligente e costruttiva è quella di proporre, soprattutto alle persone più vicine, di contribuire a un piccolo progetto. Perché risparmiare è progettare.
Un conto in banca a nome del bambino, ma adeguatamente studiato e calibrato in modo che possa essere gestito anche dai genitori, almeno fino alla maggiore età, dove amici e parenti possano contribuire a un progetto a lunga scadenza.

Pensate che bello! E’ il primo compleanno del nipotino di casa e voi genitori comunicate a tutti che si può partecipare da subito al suo primo viaggio all’estero! Come? Facendo un regalo un pochino più piccolo a ogni Natale o Compleanno e mettendo il resto della somma preventivata sul conto corrente aperto a suo nome.
Quando il bambino sarà più grande, sarà bello anche farlo partecipare: ha ricevuto una mancetta? Può tenerla oppure metterla sul conto, per quel bel progetto futuro.

Noi per esempio abbiamo concordato con il Piccolo Jedi ormai cresciuto, che i regali in denaro sotto ai 15 euro si tengono per goduriose futili spese, quelli superiori (o la somma eccedente) si mettono via.
Poi, avendo un figlio piacevolmente portato per il risparmio, finisce che le varie mancette non vengono mai spese per intero e dopo circa un anno hanno ricostruito una sommetta da mettere sul conto.
Poi arrivano i compleanni da più grandicelli o le feste importanti e lì si mettono da parte dei soldi in più.

Insomma, l’idea di risparmiare piace molto ai bambini e spostare l’attenzione dal salvadanaio al conto in banca li fa sentire importanti e coinvolti.
Del resto loro, generazione di “nativi bancomattiani“, sono molto più propensi a staccarsi dall’idea del contante e del denaro “fisico”.
Io ricordo che da bambina mi piaceva vedere sotto forma di banconote e monete i miei risparmi, mentre osservo mio figlio e mi rendo conto che per lui non è un’esigenza. Ha visto da sempre pagare col bancomat o con la carta di credito e fin da piccolissimo ha chiesto chi ci mettesse i soldi lì dentro. Per lui la Banca esiste da sempre, come quell’entità che tiene i tuoi soldi e che tu usi con il pezzettino di plastica.
Anche perché da subito abbiamo dovuto spiegare loro che no, non era sufficiente andare al bancomat se erano finiti i soldi! Perché era necessario rimetterli in qualche modo in Banca.

banner_widibaSe dunque la banca è entrata nella loro realtà quotidiana così presto, perché non approfittare per fargliela vivere con naturalezza e in modo costruttivo?
Non solo un modo di risparmiare, ma anche un modo di farsi coinvolgere e vincere la diffidenza, accostandosi da cliente attento e desideroso di risposte. Per questo però serve la banca adatta: Widiba si presenta come #NoOrdinaryBank, un istituto di credito che unisce, alla solidità di un gruppo storico, una nuova mentalità di coinvolgimento e partecipazione dei clienti attraverso il web.
Mi illudo se penso che un adolescente che ha “gestito” il suo conto in banca, anche in homebanking, sarà un adulto più consapevole quando sceglierà il mutuo o progetterà una forma di risparmio?

Certo, poi quando si consegna la somma messa da parte per il primo viaggio all’estero, bisogna farlo con una bella festa a cui invitare tutti quelli che hanno partecipato. Che poi mica bisogna spendere tutto: il conto resta!

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1 COMMENTO

  1. Quanto mi sarebbe piaciuto averlo io da piccola un conto in banca. I miei genitori non avevano questa mentalit mentre ricordo tanti amichetti “ricchi di loro” perché i soldi di compleanni, comunioni ecc. glieli mettevano almeno su un libretto di risparmio. mi stai facendo venire in mente che è ora di farlo con i figli miei.

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