I gemelli da un anno all’altro

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Osservare i gemelli crescere allena ad osservare le differenze e i cambiamenti non finiscono mai di stupirci. Il ruolo del genitore è quello di accettare le loro differenze, tanto quanto le loro similitudini.

Forse dovrei intitolare questo post “una mamma di gemelli da un anno all’altro”.
Forse semplicemente “da un anno all’altro”.
Mi trovo a rileggere i post che ho scritto da quando è iniziata questa rubrica su genitoricrescono, e mi sorprendo per i cambiamenti che io stessa mi rendo conto di aver fatto insieme ai miei figli.
Giust’appunto un genitore che cresce, una madre che cresce, mi sento così in questa primavera di contrasti, di sole estivo e vento freddo, di cielo azzurro e piogge torrenziali.
Le piogge che in un anno di fatiche mi sembra di aver spazzato lontano, percorsi tortuosi che la mia mente ha fatto e che ora, come per incanto, hanno trovato una naturale via d’uscita.
Essere genitore di gemelli non è semplice, e non lo è perché in alcuni momenti senti di non avere scuse.
gemelliSei vittima di confronti senza fine che la tua testa si trova a fare, senza poter dare la colpa alla differenza di età, che non esiste.
“E’ come avere fratelli vicini di età”, qualcuno dice.
Per certi versi è vero, per altri no. L’escamotage di raccontarti che uno ci è arrivato prima perché è più grande, anche solo di un anno, non ce l’hai.
9.45 e 9.47 della medesima mattina, sono solo due minuti, poche storie, devi trovarne un’altra.
In quei momenti solitamente sei con le spalle al muro. Quando cerchi una ragione, una qualsiasi, per spiegarti un fenomeno, un’azione, un comportamento, solitamente non la trovi.
Ripieghi naturalmente su te stessa, prigioniera dei sensi di colpa, quando vedi uno dei due in difficoltà e pensi di esserne in qualche modo l’artefice.
Perché lui fa così fatica, ha così bisogno di conferme e rassicurazioni, mentre il suo gemello prosegue la sua strada senza intoppi e continui smarrimenti?
Semplicemente a volte la risposta non c’è, e bisogna accettarlo come parte della vita.
Di sicuro ho capito che la colpa non è mia, dopo un anno mi porto in tasca questo risultato.
Un anno in cui ho visto i miei gemelli cambiare, affrontare la scuola in un modo inaspettato, più responsabile di come avrei mai creduto.
Ad agosto, seduta sulla riva, guardando le onde davanti a me, ero ancora vittima di sogni angosciosi su tutto, compresa la prima elementare dei due.
Mio marito cercava di smorzare, senza successo provava a tranquillizzarmi invocando un destino benevolo e generoso. Io mi prefiguravo scenari drammatici e oscuri, soprattutto per il gemello più sensibile e in difficoltà.
Lui sicuramente lo vedeva nei miei occhi, mi leggeva un’inquietudine silenziosa e lenta, capace di corrodermi l’anima e il sorriso.
L’ha risolta lui la questione, mi ha tolto lui dagli impicci in cui io stessa ero andata ad infilarmi.
Spesso sono i figli a salvarci, a darci modo di leggere la vita in chiave diversa, i muri si colorano di arancione e spariscono le ombre nere.
Da settembre inaspettatamente le cose hanno preso un’altra piega, ho raccolto i frutti di un anno di riflessioni intense e profonde, in cui mi sono fatta a pezzi ogni settimana, trovandomi poi a dover mettere insieme i cocci, taglienti come lame affilate.
Ho capito che I miei figli chiedevano fiducia, mi urlavano con i gesti e con le parole di scrollarmi di dosso presunte mie responsabilità.
Ciò che leggevo come debolezza poteva essere letto come tratto caratteriale di un figlio come essere unico e speciale, distinto dal suo gemello.
Semplicemente diverso.

A scuola li ho seguiti osservando timidamente le loro differenze, entrambi hanno intrapreso la loro strada con entusiasmo, ognuno con le proprie caratteristiche.
Caratteristiche, appunto.
Mi ha aiutato con vigore e convinzione proprio lui, quel figlio che mi sembrava spaurito, quello che tuttora di notte alza il lenzuolo e va infilarsi nel letto del suo gemello.
Mi ha aiutato con un sorriso contagioso e con la voglia di dimostrare che poteva farcela da solo. E così è stato.
Ce l’ha fatta da solo.
Ha alzato questa testa folta di capelli scuri e ha camminato, cadendo e rialzandosi senza drammi, con fierezza e determinazione.
Mi ha insegnato a guardarlo con altri occhi, con uno sguardo aperto, di fiducia in lui ma soprattutto in me stessa.
E stringendogli la mano, mi sono voltata, archiviando in una pagina della mia vita un anno difficile.
Ma passato.

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2 COMMENTI

  1. Non sono tua figlia, non sono gemella ma non saprei dirti QUANTO questo post mi parli, prima come figlia che come mamma. Ricordati di questo post e ritorna a leggerlo, se mai avrai qualche dubbio! Tu non sarai mai l’irresponsabile disattenta sciagurata che forse temi di essere, e anche se li vedrai cadere, forse non correre proprio subito a salvarli – li salverà davvero. Riporre fiducia nei figli e nel futuro è un regalo grandissimo che fai a te stessa e a loro. “Buon anno nuovo”

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