Gelosie e regressioni

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La gelosia del Vikingo per il fratellino di ormai 10 mesi continua ad evolversi in ogni direzione possibile. Forse qualcuno di voi si ricorderà il post in cui descrivo come siamo passati dalla fase 1, alla fase 2, fino alla fase 6, e di come abbiamo “brillantemente” superato un anno di gelosie da fratello maggiore. Eccoci dunque entrati a pieno titolo nella prossima:

Fase 7. Proviamo a tornare indietro.
Esempio pratico:

– Vikingo è pronta la cena. Tra 5 minuti si mangia. Inizia a lavarti le mani.
– ‘nghé ‘nghé
(rumore di stoviglie, Pollicino ha scoperto che sbattere un cucchiaio di legno sul pavimento fa molto rumore e continua ad esercitarsi, lo stereo suona una musica le cui note sono confuse nel resto)

– VIKINGOOOO HAI SENTIIITOOO? LAVARE LE MANI! E’ PRONTO!
(urlo nella speranza di sovrastare il rumore di fondo)
– ‘nghé ‘nghé
– Vikingo? Ma che dici?
– ‘nghé ‘nghé, mamma, io sono un bebè come Pollicino
– bene. Però le mani te le devi lavare lo stesso, forza.
– ‘nghè ‘nghè, mi devi aiutare te mamma. I bebè non lo fanno da soli!
(Ti prego Vikingo, giochiamo con i Lego 8 ore di seguito, insceniamo tutte le battaglie che vuoi tra Darth Vader e il resto del mondo, facciamo che io sono il dinosauro estinto e tu mi ritrovi, facciamo che io sono il dinosauro e tu mi fai estinguere. Ti prego Vikingo, tutto quello che vuoi però IL BEBE’ NO. NON FACCIAMO IL GIOCO CHE TU ERI UN BEBE’!!!)

Perché quando il Vikingo diventa un bebè come Pollicino, non si muove (poco) come Pollicino. Non fa (poco) rumore come Pollicino. Lui ha una vera regressione. E’ come viaggiare con una macchina del tempo e improvvisamente mi ritrovo con un bebè ipercinetico di 20 chili, che pretende di essere imboccato, preso in braccio, cambiato di pannolino, e cullato. Mi riporta alla mente i 10 mesi del Vikingo e mi sale un’angoscia che solo una madre di un bambino amplificato può capire.
Io non ce la faccio. No.
Non ci sto. Il bebè no.

– Vikingo? La sai una cosa?
– ‘nghè ‘nghè
– Visto che sei un bebè, mamma ha deciso di comportarsi come si fa con i bebè. Quindi da oggi niente film. Niente storia della buonanotte. E niente slittino.
– …..

Cattiva?

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9 COMMENTI

  1. ieri sono stata ad un incontro di una psicologa che parlava della gestione primo e secondo filglio. Tra le varie cose dette ha spiegato che la regressione avviene per due motivi
    1. spesso quando nasce il secondo, il primo si sente dire “tu sei grande” e quindi “devi”… alchè il grande dice: beh se il mio essere grande vuol dire dover fare le cose che non voglio allora divento piccolo. Quindi è meglio associare il tu sei grande con qualcosa di conveniente per il bambino (tu sei grande e puoi stare alzato un pò di più, puoi mangiare questa cosa, puoi andare col papà a fare questa cosa etc etc)
    2. il meccanismo della regressione deve essere visto come un bambino che fa un salto per salire un gradino, prima si accuccia (regressione) e poi salta. Siccome con la nascita del secondo c’è un cambio di ruolo del primo, per maturare il nuovo ruolo ha bisogno di accucciarsi tanto per fare un grande salto. Mi sembrava proprio bella come immagine.
    Ecco volevo condividere con voi queste cose.

    Tra le altre cose ha parlato, non chiamandola così, della play therapy e io ero tutta fiera di me perchè già la conoscevo, tramite voi, e la utilizzo (o meglio cerco di trovare quei 20 min di gioco col primo ogni giorno, che appunto sembra essere la cosa + importante per mantenere la dualità e il senso di sicurezza del bambino)
    POi ha parlato dei litigi per i giochi e che potrebbe essere utile definire quali giochi sono di chi, così quando litigano, si chiede: di chi è il gioco? e va al suo propetario, tenendo conto che si può prestare e condividere e questo aiuta la negozazione e la condivisione. Io personalmente uso la tecnica del “turno” e di aspettare il proprio turno, perchè i giochi sono tutti mischiati e molti sono oggetti non ben identificati di casa, però per il grande c’è la scatola dei giochi solo suoi, che gli dà senso si possesso e di conseguenza di sicurezza perchè sono intoccabilie aiuta a sviluppare identità, la piccola è ancora piccola e sta su un gioco 3 secondi ma lo farò anche con lei.
    Ecco, scusate mi sono dilungata ma appunto volevo condividere queste cose.Ha spiegato anche una tecnica di tolgi ciuccio ma la descrivo sul post apposito (=.
    I
    n tema di gelosia volevo anche suggerirvi un libro: GIALLO di gelosia, è una collna dell gribaudo sul colore delle emozioni e quello sulla gelosia è appunto il giallo ed è una storia molto semplice che fa vedere al bambino come sia naturale provare gelosia, che non si risolve, ma che la mamma vuuole bene a tutti. DAi 3 anni.
    ho messo un link a titolo di esempio ma se non si poteva metterlo toglietelo pure.
    http://www.libriperbambinieragazzi.it/libri-per-bambini-e-ragazzi-da-0-a-3-anni/giallo-di-gelosia-i-colori-delle-emozioni.html

  2. Vado a leggere il post precedente va’, perché mi sa che siamo appena andati in una delle altre fasi. In questa condizione qui, anch’io rispondevo così, perché assecondarli?

  3. ecco, sembrano le scene che viviamo anche noi, niente di grave, per carità, devo dire che se la gelosia di stellina grande continuerà su questo livello, a parte dover prendere un ciuccio in più (così anche lei ha il suo!), non ci costa granchè fatica ed è tutto sommato più che passabile…non so quante fasi ci aspettino anocora, o se la cosa se ne andrà pacificamente, per ora è ampiamente compensata dall’affetto che la grande prova per la piccola, e vederle insieme mi fa passare in secondo piano…il ciuccio della settenne!!!

  4. Grazie ragazze. Ovviamente lui non si fa incastrare così facilmente e riesce sempre a trovare una via di uscita. Però devo dire che la fase 7 mi fa quasi sorridere in confronto alle fasi dalla 1 alla 6, perché spesso basta cercare di ignorarlo. In più a Pollicino il fatto che il fratellone si metta a gattonare dicendo ‘nghè gli piace moltissimo, e si mette a ridere felice. E così finisce pure che si mettono a giocare insieme. Si ho detto GIOCARE: uno di 4 anni e l’altro di 10 mesi! Incredibile.

    @walevanda spero non ti sia sfuggito il post precedente: la play therapy applicata al Vikingo. Però sono curiosa di sapere che approccio stai usando ora. Non sia mai ci capitasse di dover affrontare la fase numero 8…

  5. Mi sembra intelligente… Io di gelosia ne so qualcosa, qui ormai da due anni è una scena continua, amplificata ora che i gemelli sono grandi e chiaramente occupano spazio, in tutti i sensi. Mattia (4 anni, contro 2 degli altri), fa di tutto, di tutto, pur di attirare l’attenzione, senza regressioni, ma in modo dispettoso, a volte violento. Fino a un mese fa ero distrutta, psicologicamente a terra, ma un colloquio con le maestre chiarificatore mi ha illuminato, e cambiare il mio approccio è stato illuminante per tutti. La situazione è sempre difficile, ma si affronta….

  6. Aggiungerei geniale.
    Dico, cosi gli fai capire che le conquiste che ha fatto nel tempo lo hanno portato ad uno stato di privilgio rispetto al fratellino, di cui, inevitabilmente, invidia la dipendenza totale da te.
    E’ cosi che io ho superato, secoli or sono, la gelosia per il mio fratellino minore: della mia maggiore età i miei ne hanno fatto una gran virtù.
    Non mi sembra neanche crudele come cosa, la trovo educativa proprio. Certo non esageriamo… altrimenti ti chiede le chiavi della macchina 🙂

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