Contro il libro “Fate la nanna” di Estivill
Mi sento sempre più spesso consigliare di leggere il libro “Fate la nanna” di Estivill, descrivendolo come un metodo miracoloso, che nel giro di 3 giorni è in grado di far dormire tuo figlio tutta la notte. Il libro l’ho letto nei primi mesi di vita del Vikingo, perchè mi è stato regalato. Si, l’ho letto, mi sono infuriata, e l’ho classificato come non solo inutile, ma potenzialmente pericoloso. Il metodo proposto in realtà non se l’è nemmeno inventato Estivill, si rifà a quello elaborato dal noto pediatra Richard Ferber direttore del Center for Pediatric Sleep Disorders a Boston e reso pubblico tramite il libro Solve Your Child’s Sleep Problems nel 1985. Il metodo del Dottor Ferber, o di Fate la nanna, può essere descritto brevemente così:
- Preparare il bambino all’addormentamento, introducendo una routine da ripetersi ogni sera (bagnetto caldo, pigiama, lettura di una storia….)
- Mettere il bambino nel lettino, e lasciare subito la stanza
- Se il bambino inizia a piangere, lasciarlo piangere per periodi di tempo controllati prima di rientrare, aumentando gradualmente il periodo di tempo (ad esempio prima 3 minuti, poi 5 minuti, poi 10, e così via)
- Quando si rientra, bisogna dare conforto al bambino senza prenderlo in braccio. Nel caso, non raro, in cui il bambino abbia vomitato, bisogna pulire tutto, dire al bimbo che va tutto bene, sempre senza prenderlo in braccio, e uscire dalla stanza
- A questo punto, secondo Estivill, il bambino capisce che tanto piangere non serve a niente, e si addormenta
Non so a voi, ma a me viene la pelle d’oca solo a pensarci. Il mio bambino piange, urla, si dispera e magari vomita, e io esco dalla stanza e rientro solo dopo 5 o 10 minuti? Ma avete idea di quanto sono lunghi 5 minuti? E quando entro, di fatto lo ignoro, e gli dico “caro mio, per quanto tu sia disperato, io me ne infischio e torno di là. Arrangiati da solo”. Si, vabbene, magari non dico proprio così, ma in fondo non è molto diverso. E tutti i discorsi sul mettersi in ascolto, cercare il dialogo, costruire un rapporto di fiducia reciproca?
Ci sono molti genitori che ci hanno provato e non sono riusciti a sostenere il livello di stress di lasciare il figlio piangere (e pensate allo stress del bambino!) e hanno ceduto, sentendosi aimè magari anche in colpa per non essere dei bravi genitori.
Ovviamente qui entra in gioco il temperamento del bambino, e non metto in dubbio che il metodo possa funzionare nei casi in cui il bambino non è molto tenace o ha un carattere tranquillo. E ci sono moltissimi genitori che giurano che questo metodo ha risolto i loro problemi, e che non è stato poi così difficile come sembra. Ci sono però studi scientifici che dimostrano che l’efficacia del metodo Ferber o Estevill, quando funziona, è solo temporanea e che i problemi si ripresentano dopo un paio di mesi. Per contro non c’è nessuno studio scientifico alla base del metodo Estivill, e il supposto esperto mondiale del sonno dei bambini, non ha publicazioni su riviste scientifiche internazionali in merito, ma solo articoli di divulgazione. Varie associazioni di pediatri, tra cui l’Associazione australiana per la salute mentale del bambino (AAIMH), lo criticano fortemente e lo considerano addirittura pericoloso in alcuni casi.
Il signor Estivill sostiene che il bambino, anche a 4 o 6 mesi di età, che non vuole addormentarsi da solo la sera, o che si sveglia nel mezzo della notte e richiede la nostra attenzione, lo fa perchè ci sta mettendo alla prova. A pagina 61 scrive: Qui mamma e papà dovranno dimostrare la loro vera forza. Non dovranno pensare a Paolino che, in segno di supplica, alza i braccini con un viso triste o che, se più grande, urla tutta la sua disperazione [..] Piangerà, urlerà, singhiozzerà fino a strangolarsi, vomiterà, si agiterà in preda a convulsioni, dirà “sete”, “fame”, “bua” “ti prego”, “non ti voglio più” e quant’altro pur di riuscire a piegarvi. Ma voi fate finta di nulla, siate stoici.
E’ già questo mi fa pensare. Ci possono essere moltissimi motivi per cui il bambino non dorme la notte, i cicli circadiani nel bambino diversi dai nostri nella prima infanzia, o il fatto di aver un sonno disturbato da incubi o paure assolutamente normali nella crescita del bambino un pò più grandicello. Mio figlio ad esempio aveva dolori di pancia dovuti a problemi di intolleranza al latte per i primi mesi, e attacchi di asma nascosti di cui non ci siamo accorti se non dopo molto tempo quando sono diventanti più acuti. Certamente tra i motivi, può esserci il fatto che al bambino non sia stato insegnato ad addormentarsi da solo, ma è veramente necessario ricorrere ad un metodo così drastico, sia per il bambino che per il genitore?
L’alternativa proposta più frequentemente è, a mio parere, altrettanto drastica, anche se si pone sul lato opposto della scala. Sto parlando del co-sleeping, ovvero dormire tutti nel lettone fino a che il bambino non si senta pronto ad andare nel suo letto. Io non ho assolutamente nulla contro il metodo del co-sleeping in se, che anzi è perfettamente in linea con il cercare di stabilire un rapporto stretto con il bambino, e se funziona per la famiglia non vedo nessuna controindicazione. Inoltre è un metodo molto naturale, usato con successo da sempre sia dall’essere umano che nel mondo animale, e che quindi ha superato la dura prova dell’evoluzione.
Purtroppo però non va bene per tutti. Io ad esempio se mi sveglio nel mezzo della notte ho grosse difficoltà a riaddormentarmi, e quando nel letto con me c’è un frugoletto che scalcia, si rotola e magari si mette di traverso, le mie preziose ore di riposo vengono meno, e questo non mi aiuta di certo ad essere una mamma migliore durante il giorno. Ma ci possono essere anche altre ragioni per le quali dormire tutti nel lettone non è la soluzione migliore, quali ad esempio la necessità e voglia legittima per i genitori di una loro intimità, e non ultimo il fatto che il sonno dello stesso bambino possa essere disturbato dalla presenza dei genitori.
Insomma che fare? C’è un modo di risolvere il problema dei risvegli notturni o dei lunghi periodi di addormentamento serali senza adottare un metodo per lo meno discutibile o cedere al lettone? E se veramente insegnassimo al bambino ad addormentarsi da solo? Ci sono talmente tante cose che insegnamo a fare ai nostri figli: mangiare da solo, camminare da solo, vestirsi da solo, ma in un certo senso c’è un tabù riguardo al fatto di insegnargli a dormire da solo. Quasi come se lo abbandonassimo nel buio della sua stanza o nel gelo del suo lettino. Quando il bimbo inizia a sollevarsi in piedi lo incoraggiamo, gli teniamo le mani e lo aiutamo a fare i primi passi. Di certo non gli diciamo: cavatela da solo. Lo sosteniamo con la nostra presenza finchè la chiede, magari alleggeriamo la presa leggermente, finchè si sente pronto a fare quei due o tre passi che che segnano l’indipendenza. Normalmente continuiamo a stare al suo fianco finchè vediamo che ha un passo sicuro e che possiamo allontanarci di più. Insomma siamo li accanto, a disposizione, finchè non impara. Che c’è di male a fare la stessa cosa per l’addormentamento? Adottare una via di mezzo tra l’abbandono di Estevill e il lettone, che si basa sempre sul rispetto del bambino in quanto persona, senza dimenticare il rispetto per noi stessi e considerando le esigenze di tutti, potrebbe essere la soluzione più faticosa, ma di certo è anche quella che ci fa sentire di aver fatto la cosa giusta.
Se però avete ancora qualche dubbio sul fatto che forse volete adottare il metodo Estivill, allora date un’occhiata a questo video (sconsigliato per i deboli di cuore):
Prova a leggere anche:
- Il mio bambino non mangia: qualche consiglio
- Il linguaggio segreto dei neonati
- Intervista ad una mamma sul metodo Estivill
- La maledetta giostrina per il lettino
- La nanna secondo Tracy Hogg


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Ciao! io sono una testimonianza “pro-estivill” o comunque di una famiglia che l’ha usato ed ha funzionato senza alcun trauma.
C’è da fare una premessa…Jacopo (che ora ha un anno e mezzo)è un bimbo molto attivo ma da sempre un gran dormiglione…fin da quando aveva 15 giorni di vita ha dormito tutta la notte nel suo letto e nella sua camera al buio..saltando le poppate notturne e permettendomi di riposare dopo il mio parto cesareo..quindi io avevo solo il “problema” di trovare il modo di addormentarlo, soprattutto perchè è sempre stato molto lungo e pesante… così mentre mio marito era il Libano in missione ho comprato fate la nanna…all’inizio ero un pò scettica ma poi, quando è tornato lui, ci siamo convinti a provare, in fondo non eravamo un caso disperato e il riposo notturno era cmq garantito…Così a 8 mesi di vita abbiamo iniziato..Beh è stato stupefacente. Il primo giorno Jacopo ha pianto solo nel momento in cui l’ho messo giù nel suo letto, ma io l’ho calmato e sono uscita..sono rientrata dopo 1 minuto e lui appena mi vedeva smetteva di piangere, l’ho calmato di nuovo e sono uscita, a quel punto l’ho sentito parlottare, sono rientrata dopo 3 minuti ed era li sereno che parlottava(non l’ho lasciato al buio, ma nel suo letto con una lucina accesa)..dopo 10 minuti dormiva! Incredibile…il secondo giorno ha pianto solo all’inizio, il terzo giorno non ha pianto proprio e dopo 10 minuti dormiva…
Ora che è passato + di un anno è tutto uguale se non per il rito della buona notte: lavaggio denti, ciuccio, copertina, sul divano con mamma e papà leggiamo un libro, buonanotte papà, buonanotte kira (il nostro labrador) buonanotte a tutti i vari suppellettili presenti in salotto, buonanotte a tutti e si va in cameretta, io gli dico SEMPRE la stessa filastrocca della buonanotte, gli do un bacio e un abbraccio e lo metto giu…lo saluto, e gli dico sempre le stessee cose:”mamma e papà sono dillà, tu riposa bene bene ci vediamodomani mattina” e lui mi sorride e dopo un pò di ripasso delle cose che ha imparato durante la giornata (lo sento parlottare e tipo ieri sera diceva: api api api perchè ha appena imparato il verbo aprire) e stop si dorme!
Il pomeriggio uguale ma con la serranda su e con la luce del giorno e idem in qualsiasi momento della giornata e ovunque ci troviamo o di notte. Ha imparato ad addormentarsi come facciamo noi e io sono felice di questo. Alle 21e30 ora è lui a chiedermi di andare a dormire e il suo sonno è rilassato e profondo!
Insomma, dopo tutte queste chiacchiere, è solo per dire che io mi sono trovata bene, e mi ha aiutata a trovare il metodo giusto con mio figlio…sicuramente jacopo è + predisposto di altri al sonno ma non mi sento di demonizzare un metodo rispetto ad un altro…di sicuro c’è che non avrei mai fatto niente che avesse potuto nuocere a mio figlio…
Eleonora D’Alessandri
Ciao Eleonora,
grazie per la tua testimonianza. Come ti ho scritto brevemente su FB, credo proprio che tuo figlio si sarebbe addormentato con qualsiasi metodo. Da come lo descrivi non hai veramente adottato il metodo di Estivill, nel senso che non ce ne è stato realmente bisogno. Fossero tutti così i bambini!
Ma se Jacopo si fosse messo ad urlare come un disperato (come il bimbo nel video), avresti aspettato 5 minuti di orologio prima di entrare nella sua stanza? Conoscendoti, non credo proprio
ciao
Serena
Mia sorella ha un figlio di 8 anni. Ha scoperto il metodo Estivil tardi. Ora va dallo psicologo madre-figlia per il problema che il piccolo ancora ha ad addormentarsi.
Mia cognata dorme con suo figlio di 5 anni ancora in mezzo al letto. Alla faccia della perduta intimita’.
Noi abbiamo provato il metodo del libro su Giulia di 9 mesi. Fin a quel giorno era un disastro. Piangeva per ore. Tanto tempo buttato a cullarla finche’ non dormiva. A volte ci addormentavamo noi prima di lei straziati. Giulia e’ una bambina difficile, iperattiva, una piccola peste.
Non abbiamo passato gli intervalli di 3 minuti, perche’ al quarto giorno gia’ lei aveva capito. Ha funzionato e funziona tutt’ora, a 21 mesi di distanza.
Sulla seconda figlia Lucia abbiamo iniziato al 4 mese. Na ‘bbomba.
Piu’ sono piccoli piu’ e’ facile e probabile ce funzioni.
Mettere un video contro questo metodo con un bambino di circa 2 anni e’ piuttosto strumentale.
Sul volo Houston-Londra notturno di 8 ore, Giulia alla sua ora e’ stata impigiamata, fatta tutta la routine, e s’e’ fatta tutto il volo di filato dormendo.
Ovviamente non funziona molto quando si viaggia o quando la bimba sta male. Troppi cambiamenti, il fuso, ecc. Comunque riusciamo a capire bene la differenza tra il pianto di lamento e quello di capriccio. E quando si ristabilisce il ritmo in 1-2 giorni siamo di muovo a regime.
Quindi, non penso abbia sofferto per l’applicazione del metodo rispetto a quello che tutti noi abbiamo sofferto per 9 mesi senza questo metodo. Anzi, ora dormire e’ una sua cosa e all’asilo dorme alle ore prestabilite nonostante ci sia la baraonda attorno.
A casa ha il lettino dal quale potrebbe fuggire liberamente e la porta aperta. Eppure all’ora di dormire Giulia prende il suo pupazzo, t’indica la strada per il lavaggio denti ecc. e va a dormire.
La piccolina a 5 mesi ora gia’ dorme dove le capita: seggiolino dell’auto, in braccio, a letto. Sa che e’ ora di dormire, ciuccio, carezzina e ciao ciao.
Il metodo poi non e’ solo la parte del pianto. E’ un’applicazione con molte piu’ variabili da verificare. Se poi non funziona dopo 3-4 giorni provate qualcos’altro. Un investimento bassissimo con un altissimo potenziale di rendimento. Dopo 9 mesi a cullare Giulia ancora sento la tendinite al braccio.
E’ vero che i bambini non sono tutti uguali. Ma anche certi genitori leggono i libri frettolosamente. Non mi fido degli scienziati attorno ai bambini. Diversi pediatri e scienziatoni dell’infanzia neanche hanno figli e sentenziano critiche ex catedra su tutto cio’ che non e’ stato pubblicato da loro. Per molti la puericultura e’ molto business e poco arrosto. Questo e’ cio’ che ho trovato fin’ora.
Estivil funziona. Ai bimbi degli amici con figli che hanno provato questo metodo e’ andata a tutti bene e ancora ci ringraziano.
Chi preferisce il co-sleeping, posso dare l’email di mia cognata che vi spiega cosa vuole dire 5 anni con un bimbo in mezzo.
Oppure, pensate quanto andare dallo piscologo col figlio sia frustrante e che sofferenza si prova. Senza magari aver neanche provato un metodo tutto sommato facile e veloce, dalle alte probabilita’ di riuscita.
Grazie Nicola per il tuo commento equilibrato e fondato sulle tue esperienze concrete, dirette e no.
Io salvo diverse cose del c.d. “metodo” Estevill, per esempio tutti i “riti di passaggio” verso il sonno, però, come tu stesso dici, non amo proprio i “metodi” e gli scienziati intorno ai bambini.
Con mio figlio non posso dire che abbia funzionato, anzi, direi che non mi sono neanche sognata di portarlo a termine, dato che conosco l’intensità delle sue reazioni in genere, ma ho comunque imparato a rendere “ordinato” il passaggio dal giorno alla notte, dal gioco al sonno.
Anche io non condivido il co-sleeping, come ho già detto nel mio post “in tre nel lettone”, perchè ho visto famiglie arrivare addirittura ai 12 anni del figlio, prima di spedirlo nel suo letto. Certo, sono casi rari, eccezioni, ma comunque non mi convince.
Sono certa, però,che ogni metodo è limitato, ma informarsi è comunque un arricchimento, un’occasione per trovare degli spunti di riflessione sulla nostra esperienza concreta.
Per esempio ho già illustrato come noi abbiamo tratto giovamento dal metodo Estevill applicato ai pasti: non perchè sia un toccasana, ma perchè ha aiutato me a liberarmi da qualch ansia e, di conseguenza, a rendere più sereno mio figlio rispetto al cibo.
Leggere è un bene, farlo in modo critico è un dovere. Confrontaci è lo scopo di questo blog
Nicola, forse non mi sono spiegata bene. Io il lettone non lo consiglierei come metodo, ma non mi sento nemmeno in grado di sconsigliarlo per quelle famiglie che sentono che dormire tutti insieme per 5, 8 o 10 anni non è un problema. Ovviamente il caso di tua cognata o tua sorella fa riflettere, e ci potrebbero essere anche altri problemi connessi all’insicurezza della figlia che non vuole adattarsi a dormire da sola. Oserei dire però che ci sono tanti genitori pronti a difendere a spada tratta il metodo lettone, quanti ce ne sono per il metodo Estivill, sulla base dell’evidenza sperimentale che per il loro caso il sistema ha funzionato. E’ proprio per questo che io preferisco rifarmi ai principi. Perchè al di la di tutto ritengo che adottare un metodo che è il linea con quello in cui credo sia la cosa più importante per portarlo fino in fondo, e stare bene con me stessa.
Il metodo Estivill è in moltissimi aspetti contrario a molte delle cose in cui credo. Benchè parta da pressuposti che condivido, quali ad esempio il fatto che bisogna educare i figli ad addormentarsi da soli,
l’introduzione di una routine serale per favorire il processo, e altri dettagli che discuterò più a fondo in un altra occasione, il metodo “educativo” che suggerisce lo ritengo del tutto sbagliato, e non perchè non credo che possa riuscire in alcuni casi, ma perchè non si basa sui principi per me irrinunciabili: l’ascolto e il rispetto del bambino come persona.
Una persona che parlando di bambini di 8 mesi o anche 2 anni utilizza appellativi quali “il brigante”, o scrive frasi quali:”Da autentico demonio Paolino ha perfettamente capito che gli avete confezionato un bel pacco.” (a pagina 60) non mostra certo rispetto per il bambino (e dagli torto a Paolino!). E questo per me è inaccettabile. L’intera procedura è descritta come una guerra, e non si risparmia frasi tipo “la potenza delle armi”, e così via. A me piace pensare al processo educativo, sia esso relativo all’addormentamento o a qualsiasi altro comportamento, come un processo di crescita che genitori e figli percorrono insieme, e non come una guerra all’ultimo sangue.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: sono sicura che può funzionare, e sicuramente funziona per molti bambini, ma l’arroganza con la quale il signor Estivill sostiene che deve funzionare per quasi tutti i bambini, e per il 4% di quelli per cui non funziona o il metodo è stato applicato male o sono da ricercare problemi di insonnia, mi fa pensare che lui di bambini non ne frequenta molti come vuol farci credere.
Te scrivi:
E’ vero che i bambini non sono tutti uguali. Ma anche certi genitori leggono i libri frettolosamente. Non mi fido degli scienziati attorno ai bambini. Diversi pediatri e scienziatoni dell’infanzia neanche hanno figli e sentenziano critiche ex catedra su tutto cio’ che non e’ stato pubblicato da loro. Per molti la puericultura e’ molto business e poco arrosto. Questo e’ cio’ che ho trovato fin’ora.
Allora parliamo dello scienziato Estivill. Una ricerca su pubmed dimostra che ha 2 publicazioni su riviste internazionali in inglese, e altre 20 su riviste in lingua spagnola o francese. I suoi lavori non riguardano lo specifico dei problemi del sonno nei bambini, tranne un articolo che parla di mamme depresse i cui figli soffronno di insonnia, per il resto tratta disturbi nel sonno degli adulti, farmaci, e altri argomenti distanti dal sonno dei bambini. Vende come suo, e ci si arricchisce, un metodo che è stato inventato 20 anni prima di lui dal dottor Ferber, e non si preoccupa nemmeno di citarlo come fonte. Cita in continuazione dati nel suo libro, come evidenza scientifica, che sono falsi o solo parzialmente veri, e sostiene che i bambini che non seguono le tabelle presentate sono fuori della norma. Molte associazioni di pediatri, che non fanno i soldi vendendo libretti a genitori disperati, si sono schierati contro le sue affermazioni, che sono chiaramente sbagliate. Inoltre afferma il tutto e il contrario di tutto. Ad esempio all’inizio del capitolo IV sostiene che i bambini di 6-7 mesi dovrebbero essere in grado di:
1. andare a letto senza pianti e con gioia
2. addormentarsi da soli
3. dormire tra le 11 e 12 ore di seguito
4. dormire nella propria culla e senza luce
[...] un bebè che non presenti tutti e quattro i requisiti precedenti può presentare un problema di insonnia
Ora, io genitore preoccupato, entro nel panico leggendo questa frase quando scopro che mio figlio non rispetta questo schema. E visto che le affermazioni fatte non sono corrette (come ammesso dallo stesso Estivill un capitolo più tardi) mi preoccupo anche inutilmente. Solo in media i bambini di 6-7 mesi dormono tutta la notte, non tutti, alcuni ci arrivano prima, altri dopo. E allora perchè mi ha detto così nel capitolo precedente, che già mi ero vista a pagare lo psicologo per il resto della mia vita?
Insomma potrei andare avanti per ore a colpi di citazioni (e non osare dire mai più che leggo i libri frettolosamente
), ma il mio punto è un altro. Io credo che ci siano soluzioni alternative al metodo di Fare la nanna, e non mi riferisco al lettone, che funzionerebbo altrettanto bene nei casi in cui il metodo Estivill funziona, e che probabilmente
funzionerebbero anche nei casi più difficili.
Nostro figlio a 1 mese e mezzo dovevamo fasciarlo per farlo addormentare, perchè era talmente eccitato dal riuscire a muovere piedi e mani, che non riusciva a calmarsi. A 2 mesi e mezzo, siccome non voleva che lo mettessimo a dormire per paura di perdersi chissà quali attività meravigliose, piangeva per 40 minuti a squarciagola (lo cronometravo mentre lo tenevo in braccio nella stanza buia cercando di calmarlo) prima di crollare addormentato per la fatica. Non l’ho mai allattato fino ad addormentalo, mai messo nel lettone, mai fatto nulla di tutto ciò che Estivill condanna. Anche lui ora si mette il suo pigiamino, ci dice la buonanotte e va a dormire. Ma abbiamo usato un metodo che ritengo più umano (Tracy Hogg è stata la mia guida, ma di questo parlerò in un altro post).
Un abbraccio
Serena
Noi abbiamo appena cominciato ad applicare il metodo del Dott. Estivill e non so ancora se funzionerà o meno, l’unica cosa che mi e vi chiedo (in quanto il libro non è molto chiaro) è su come gestire il risveglio al mattino. Come capire se è troppo presto o meno tirarlo fuori dal lettino? Come farlo? Sul libretto c’è scritto che deve mangiare alle 8 del mattino, quindi se comincia a piangere alle 7:15 forse è l’ora di sveglairlo?
Caro Federico,
purtroppo non dici l’età di tuo figlio, quindi è difficile darti una qualsiasi indicazione. In ogni caso, la tua domanda mi fa confermare ancora di più che il metodo Estivill non ha senso. Infatti non c’è una regola valida per tutti i bambini. Dipende dall’età e dal bambino. E se tuo figlio la mattina alle 10 dorme ancora che fai? Lo svegli prima solo perchè Estivill ti dice che deve dormire 12 ore? Io sinceramente continuo a pensare che la cosa migliore sia di guardare alle esigenze del tuo bambino e valutare la situazione di volta in volta. Tra l’altro scusa, ma te ti svegli sempre alla stessa ora? Se un giorno ti svegli mezzora prima e hai fame, che fai aspetti che arrivi l’ora della colazione?
Se tuo figlio è ancora molto piccolo, e sentite il bisogno di un metodo da seguire, ti consiglio Tracy Hogg – Il linguaggio segreto dei neonati. Ti segnalo inoltre che dal mese di marzo inizieremo un approfondimento sul tema addormentamento e sonno, quindi continua a visitare il nostro sito per avere qualche consiglio in più.
In bocca al lupo!
Mi si accendono tre campanelli d’allarme:
1_ come mai al nostro piccolo facciamo affrontare tutto in modo lento e progressivo, sotto indicazioni del pediatra e delle educatrici a cui ci affidiamo, e per il sonno invece varebbe una regola contraria? Voglio dire: lo svezzamento è lento è graduale, non togliamo la tetta o il biberon da un giorno all’altro. Addirittura l’inseriemto al nido è lento e graduale, (dura addirirttura un mese e mezzo, A SECONDA DEI TEMPI E DELLE REAZIONI DEL PICCOLO)non lasciamo nostro figlio da solo con degli estranei di botto. Perchè, per l’addormentamento, che a quanto ne so, è uno dei percorsi che i bimbi soffrono di più, poichè lo vivono come una separazione dalla mamma prima, e dal mondo reale poi, dovremmo adottare questo metodo che di fatto gli fa affrontare tutto ciò da solo?…anzi non da solo..con il suo orsacchiotto?
2_ la legge del più forte è sempre ingiusta, ma lo è maggiormente quando applicata tra due individui in cui il divario fisico e verbale è così evidente..è facile, ma profondamente sleale…E non rientra nei miei principi apllicarlo…e se un giorno venissimo invasi dai giganti e ci ritrovassimo bloccati in una condizione non voluta e urlassimo urlassimo urlassimo fino al vomito e nessuno ci venisse a salvare?..è evidente la provocazione, ma “non fate agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi” è uno dei pochi principi cristiani in cui credo…e cavolo qui gli “altri” sono i nostri figli!
3_ Con i bambini si parla di cattive abitudini (non si chiamano vizi..?): addormentarsi al seno, o cullati, o nel lettone, sono cattive abitudini. Anche gli adulti hanno cattive abitudini (si chiamano vizi…?): il fumo, tanto caffè, mangiarsi le unghie, e così via…Ora ci sono adulti che non riescono a tolgiersi la propria cattiva abitudine, e pretendiamo che un esserino ci riesca? DA SOLO!!!! certo, alla fine ci riesce, come è evidente che un adulto sappia smettere di fumare da un giorno all’altro…ma non mi dite che non è doloroso…e soprattutto a che prezzo? questo di certo non lo sappiamo.
Il resto è già stato detto.
Io credo che questo metodo sia per i genitori. Abbiate almeno la compiacenza di ammetterlo.
Il “fate la nanna” è riferito a loro.
siamo in linea con te federica.
Anche io sono una mamma che ha utilizzato con successo il metodo Estivill. Fino ai 6 mesi il nostro bambino ha dormito come un angelo, poi è scattato qualcosa ed è arrivato a svegliarsi anche 10 volte per notte. Distrutti e ansiosi di risolvere il problema, desiderando presto un altro figlio, abbiamo applicato il metodo. In due giorni – e poco pianto – tutto ok. C’è da dire che il bambino dormiva nel lettino accanto a noi, quindi eravamo certi che stesse bene, non vomitasse, non corresse alcun pericolo. Io penso che ogni coppia di genitori abbia le proprie priorità (sonno, intimità, sopravvivenza) e scelga che tipo di approccio usare con i figli. Ad es. scegliendo un metodo di educazione al sonno piuttosto che un altro. Quello che non capisco è il florilegio (non solo qui) di post anti Estivill, in particolare il tono, non tanto il contenuto, che ci può stare. Il metodo Estivill è una scelta, mica un obbligo. Parlateci di Tracy Hogg, così impariamo qualcosa, a me interessa. Quanto al video in allegato, scusatemi, ma sono veramente una mamma senza cuore: a me quel bimbo sembra proprio capriccioso. Altro che cancelletto, io avrei messo una porta blindata! Certo, se magari si fosse trattato di un neonato mi sarei intenerita di più…
Ciao M di MS. In effetti hai ragione a dire che il tema Estivill è uno dei più caldi, e non solo nella rete. E’ difficile sapere il perchè colpisca così profondamente gli animi e accalori i genitori di tutto il mondo (in realtà nel mondo anglosassone si parla per lo più di Feber, o di “control crying”). Sono perfettamente daccordo con te che ogni genitore ha il diritto di scegliere il metodo di educazione al sonno che vuole (vedi il mio post Il metodo migliore). Ci mancherebbe altro. Ma forse il punto è proprio questo. Il metodo Fate la nanna viene spesso presentato da chi lo ha applicato con successo (e anche dallo stesso autore) come un metodo infallibile, implicando che se uno non ci riesce è esclusivamente colpa sua, magari perchè ha il cuore troppo tenero. Io stessa sono stata sottoposta personalmente a questo tipo di critiche. Io non credo ci sia nulla di male ad avere il cuore tenero. Però non mi è mai capitato di trovare un genitore che mi racconti di come sia riuscito ad applicare il metodo quando il figlio piangeva e urlava per 1 ora di fila e/o di come ha pulito il vomito senza scomporsi più di tanto prima di uscire di nuovo dalla stanza. Le uniche testimonianze che riesco a trovare sono di persone per le quali il metodo ha funzionato entro un paio di giorni e con poco pianto (e i commenti lasciati in questo post sono un esempio di quello che dico). Quindi forse il cuore tenero ce l’abbiamo tutti
Che il bimbo del video sia capriccioso non c’è dubbio (ma chi lo ha viziato?). E’ sempre e comunque un problema di scelta del metodo educativo, siano capricci per non andare a dormire, o al supermercato come ho discusso qui e qui.
Ho in preparazione un post sul metodo di Tracy Hogg che potrebbe soddisfare la tua curiosità, e che pubblicherò a giorni. Spero di sentirti di nuovo in quell’occasione.
Io adoro il cosleeping!
Da piccola dormivo con mia madre (ragazza madre) ed è uno dei ricordi più dolci ed avvolgenti della mia infanzia.
Gaia è nata al freddo di una sala operatoria in una nevischiosa notte di novembre, quando me l’hanno portata in camera era ancora fredda nonostante la culletta termica e da subito abbiamo iniziato a dormire insieme, lei sulla mia pancia.
I primi 3 mesi li ha dormiti così, è stata una bellissima esperienza, poi piano piano è passata a dormire in mezzo nel lettone.
Quando 14 mesi dopo è nata sua sorella ero preoccupata sul fatto che potesse avere le stesse esigenze in fatto di nanna.
Giada è stata completamente diversa, amava e ama dormire da sola, al massimo con un pupazzo, e con lei basta spegnere la luce e dirle “ora si dorme” e subito si sente il suo respiro profondo da nanna, ed è stato sempre così, i suoi primi 5 mesi di vita li ha passati dormendo nella sua culla e mangiando, se provavo a tenerla vicino per la nanna dopo poco si rotolava per stare da sola.
Giada vuole dormire appiccicata a me solo quando sta male.
Ora entrambe dormono nei loro letti, hanno iniziato lo scorso natale, Gaia ha passato 3 anni nel lettone e il passaggio al suo letto non è stato affatto traumatico, probabilmente siamo riusciti a trovare il momento giusto.
A me il cosleeping è piaciuto e ora ci addormentiamo insieme nel lettone con le favole, poi a volete sono ancora sonnacchiose e vengono trasferite nei loro letti senza traumi.
Ciao a tutte/i,
con nostro figlio Esteban, non abbiamo seguito metodi se non l’istinto fino all’anno e mezzo di eta’ (scusate ma non ho gli accenti). Il primo anno circa se l’e’ fatto a letto con noi. L’unica cosa e’ che si e’ quasi sempre addormentato con me invece che con mia moglie perche’, con lei, tendeva a “distrarsi” poppando. Una volta addormentato, quando lei si allontanava, spesso se ne accorgeva e si risvegliava. Fin qui tutto bene, ci metteva una mezz’oretta ad addormentarsi (a volte meno) e poi si risvegliava magari un paio di volte durante la notte, poppava e via di nuovo a dormire, in genere nel suo lettino. Insomma, eravamo contenti, anche per il sonnellino pomeridiano. A un anno e mezzo si e’ beccato il suo primo viaggio transoceanico (2 aerei e 21 ore + fuso orario sballato di 6 ore in omaggio) per visitare e conoscere la sua famiglia italiana. Devo dire che il viaggio e’ andato bene, ha dormito sui due aerei quasi tutto il tempo. Una volta arrivati, vuoi per l’ambiente nuovo, la gente nuova (cosa ne sa lui che quelli sono i suoi nonni, zii e cugini?) e il fuso orario, ha iniziato a non dormire piu’ di due ore filate la notte, ha voluto dormire nel lettone e il pomeriggio un vero disastro. Quando siamo rientrati dalle vacanze (il viaggio questa volta e’ stato un disastro, poverino!) tutto e’ rimasto sballato, lui non dormiva piu’, era nervoso di giorno e cosi’ anche noi. Anche fisicamente e’ un massacro essere presi a calci tutta la notte. Voleva dormire nel lettone ma, allo stesso tempo gli occupavamo spazio e lui se lo ricreava e noi dormivamo facendo “grounding”: il corpo sul bordo del letto e il piede sul pavimento! Disperati abbiamo chiesto in giro e una coppia di amici ci ha suggerito e spedito il fatidico “Fate la nanna”. Penso che un po’ tutti hanno ragione. Mi spiego meglio, il metodo e’ abbastanza drastico e fa effetto, soprattutto con un bimbo dal carattere dominante come Eseban. Credo pero’, che con qualsiasi metodo o consiglio (di un libro, di un amico o dei nonni… che sembra sappiano sempre tutto) bisogna estrapolare cio’ che si puo’ adattare ai nostri figli e a noi. Basta essere elastici. La cosa piu’ difficile e’ lottare contro i sensi di colpa, sempre, non solo con il metodo Estivill o come lo si voglia chiamare. Anche con il co-sleeping, gli altri tendono a farti sentire in colpa perche’ non sai dargli indipendenza ecc ecc. Adesso il bambino dorme notti tranquille e, quando capita che si sveglia prima del solito, lo prendiamo e ce lo mettiamo a letto un’ oretta prima di alzarci tutti. Il mese scorso siamo tornati in Italia, Esteban si e’ adattato prestissimo al fuso orario e, adesso che siamo tornati a Porto Rico, si e’ riadattato nuovamente al fuso di qui. Per il pisolino del pomeriggio non abbiamo adottato nessun metodo se non prendere e andare a letto con lui finche’ si addormenta (in genere 15-30 minuti). Il libro non e’ un manuale di torture e, se il dottore spagnolo si e’ appropriato del metodo di qualcun’altro… pazienza. Se pero’ anche solo una delle cose che dice trovate che sia giusta… tenetevela stretta e il resto cercatelo in altri libri, dagli amici o dai nonni ma, soprattutto, sperimentate con il vostro istinto (so che sto dicendo tutto e il contrario di tutto ma, per noi, ha funzionato e continua a funzionare cosi’). Oltretutto mi sono accorto che ho sempre dovuto riadattare la posizione in cui lo prendevo in braccio o la ninna nanna che gli cantavo col passare del tempo. Adesso sto cercando il modo di fargli imparare a rilassarsi solo durante il pomeriggio e non necessariamente con me, al buio e a letto. Qualcuno ha un suggerimento?
Stefano, la realtà sta proprio nel tutto e nel contrario di tutto come tu dici. Secondo me ci hai offerto un’opinione estremamente equilibrata e vera: fate ciò che sentite giusto per voi e per i vostri bambini. Se poi è scritto in un libro, nei consigli di un amico o nell’istinto, ben venga tutto.
Come poi ha dimostrato la tua esperienza, i bambini crescono e cambiano: quello che andava bene ieri, può non andare bene oggi, quello che ieri è parso drammatico, oggi si aggiusta in quattro e quattr’otto.
Il mio suggerimento per il pisolino pomeridiano è: continua a provare!
Noi per esempio, intorno ai due anni, abbiamo “composto” una ninna nanna, nel senso che il Sorcetto si è inventato le parole (piuttosto sconclusionate) di una breve filastrocca, praticamente poco più di uan frase, e un motivetto. Dato che era “creata” da lui, se la canticchiava nel lettino proprio per il pisolino pomeridiano, che, per lui è stato sempre un dramma: non voleva farlo, ma non riusciva a farne a meno. Non ha funzionato sempre, ma a volte canticchiando la sua frasetta si appisolava anche da solo. Altri giorni magari la cantavamo insieme (credo di averla ripetuta 1.000.000 di volte e ancora oggi mi provoca orrore a ripensarla!).
Ecco, una piccola cosa, questa come un’altra. Basta che funzioni!
Mi hai fatto venire in mente una cosa che mi ero dimenticato di scrivere. Serena dice:
“Una persona che parlando di bambini di 8 mesi o anche 2 anni utilizza appellativi quali “il brigante”, o scrive frasi quali:”Da autentico demonio Paolino ha perfettamente capito che gli avete confezionato un bel pacco.” (a pagina 60) non mostra certo rispetto per il bambino (e dagli torto a Paolino!).”
Forse possiamo concedere il beneficio del dubbio e pensare che certi aggettivi siano stati utilizzati semplicemente per avvicinarsi dialetticamente ai genitori. Forse un po’ tutti noi abbiamo usato aggettivi simili in diverse occasioni. Silvia, per esempio, sono sicuro che non pensi che suo figlio sia un “sorcetto”. Sono forme, anche un po’ sdrammatizzanti.
Nel caso nostro si aggiunge il fatto che parlandogli in due lingue diverse tutto il tempo (comunque capisce perfettamente l’italiano e lo spagnolo), ci sta mettendo di piu’ a parlare e, anche se non ha niente da invidiare a Marcel Marceau (si scrive cosi’?) in fatto di mimica, spesso non riesce a farsi capire del tutto e questo lo frustra decisamente.
Sempre riguardo al fatto di estrapolare cio’ che ci interessa dai testi, mia moglie ed io avevamo letto un libro di una professoressa italiana (purtroppo non ricordo ne il nome ne il titolo). Era molto interessante perche’ dava uno sguardo agli usi e costumi delle altre culture rispetto a come vengono accuditi i figli e alla questione del sonno. Fin qui tutto bene pero’, quando cominciava a suggerire “metodi o approcci” per i lettori, il tutto veniva sottilmente condito con un po’di senso di colpa. Questa parte, ovviamente non ci piacque.
Grazie Stefano della tua testimonianza. Sono daccordo con te, e con Silvia, nel dire che bisogna essere elastici, e cercare di capire sempre i propri figli. E’ proprio per questo che non amo il metodo Di Estevill, perchè non prevede questa elasticità, che secondo me è necessaria in quanto i bambini non sono degli automi, e ognuno ha il suo carattere. Per il sonnellino pomeridiano,e in generale per insegnare a tuo figlio ad addormentarsi da solo, ti consiglio la lettura di Tracy Hogg, di cui ho parlato qui , in particolare quello che riguarda i bambini più grandicelli. Puoi anche dare un’occhiata qui all’intervista di Emanuela, in cui ci ha parlato dei suoi metodi molto dolci con la sua bimba.
In bocca al lupo!
Anche il Vikingo è bilingue (italiano e svedese) ed a iniziato a parlare molto più tardi.
Sul bilinguismo, puoi leggere Bambini bilingue, che ho scritto qualche tempo fa
Coraggio. Prima o poi si sbloccano. E poi non li ferma più nessuno
Io avevo adattato il metodo estevill al mio sentire.
Così, ho risolto a metà.
Ho sempre preso in braccio la bambina che piangeva, per poi, consolata , rimetterla nel suo lettino.
Di notte, tendevo, ove era possibile, ad ignorarla. Spesso, dopo qualche frigno, si addormentava da sola. Il problema maggiore, invece , è nell’addormentarsi la sera.
Adesso,ha quattro anni e, a meno che non sia sftatta dalla stanchezza (tipo 15 ore in piedi), ha bisogno di me per addormentarsi.
Mi sdraio nel suo lettino, le leggo una fiaba e rimango lì, accocolata vicino a lei, finchè non si addormenta. Delle volte mi addormento prima io, anche alle 8.30 di sera, Eh,ragazze!
Poi, lascio il lettino e fino alla mattina dopo si fa tutta una tirata.
So che è sbagliato, però così mi garantisco per lei 12 ore filate di sonno e per me un po’ di pace serale. La verità e che la mia nina è una tiratrdi di natura e a letto non ci andrebbe mai.La verità è che mamma e figlia in questione, in quei 20 minuti che precedono il sonno si coccolano a vicenda e non mi piace l’idea di dovervi rinunciare. Avete consigli non troppo traumatici
Che faccio, riprovo con estevill?
Elisa… ma perchè il tuo metodo dovrebbe essere sbagliato? Per voi funziona? Ne trete reciproco piacere e si adatta alle vostre esigenze familiari? Garantisce le giuste ore di sonno alla bambina e ai suoi genitori? Mi sembra che la risposta sia affermativa… E allora, dov’è l’errore?
Tranquilla che non arriverà davvero all’adoolescenza con la necessità di mamma vicina per addormentarsi.
Il mio consiglio è di continuare con questo metodo efficace. L’autonomia verrà senz’altro tra un po’, senza traumi, naturalmente.
Giovanni è nato alla fine della 35 settimana, era pelle e ossa, e ci hanno raccomandato, una volta a casa, di dargli da mangiare tutte le volte che lo richiedeva e di tenerlo addosso, con la tecnica del marsupio. Intorno ai 2 mesi ha cominciato a dormire pochissimo e solo sulla nostra pancia. Il problema è che il nostro piccolo prematuro è cresciuto in fretta, solo con l’allattamento materno, e a sei mesi pesava 9,700. Ovviamente pesava tenerlo sulla pancia…ma era l’unico modo per farlo dormire! Intorno ai 9 mesi, distrutti dalle crisi di pavor notturno con pianti inconsolabili, tutte le notti dall’una alle quattro, abbiamo provato il metodo Estivil.
Prima sera.
Giovanni stava dentro il suo lettino con il suo bambolotto Angioletto. Indossava una tutina azzurra molto fasciante considerati i suoi 13 chili.
Abbiamo iniziato.
Ha cominciato a piangere. A urlare. Ci ha lanciato il suo bambolotto. Ha cominciato a scuotere una sponda del lettino…poi a sbattere contro le sponde…sembrava un leone in gabbia…poi ci sembava un gladiatore…ci ha lanciato le lenzuola, la copertina..
Erano passati 47 minuti e io e mio marito, ATTERRITI, lo abbiamo preso in braccio e portato a dormire con noi.
Seconda sera.
Stessa scena della prima serata. Durata 53 minuti.
Da allora Giovanni ha dormito con noi fino ai due anni. Non è mai stato indolore, nel senso che è un bimbo con una buona crescita e spesso abbiamo preso botte tremende, però in un certo senso si dormiva! Adesso (tre anni) dorme nel suo lettino nella sua camera, ogni sera si contratta sul numero di favole da raccontargli prima di dormire, però in un certo senso si dorme…!
Ringraziamo il pediatra spagnolo perchè quello che vi ho raccontato rimane uno dei ricordi più divertenti (adesso) della nostra vita di genitori.
Aggiungo solo che qualche tempo fa al nostro invito al sonnellino pomeridiano Giovanni ha risposto “Perchè devo dormire quando ci sono tante altre cose da fare?”
Giovanna, sono molto contenta di sapere che ormai è rimasta solo un ricordo divertente dlele vostra vita…che coraggio però: 53 minuti!!!
Ma non è che il vostro piccolo è un bambino che noi definiamo amplificato?.
Serena, 53 minuti sono tanti ma pochi rispetto a 7 mesi durante i quali non hai mai chiuso occhio!
Ho fatto il test e Giovanni risulta essere un bimbo vivace, oltre che adorato dalle sue maestre e dalla mamme dei suoi compagni (cuore di mamma!), specie mamme di bimbi amplificati. Sai che durante le vacanze veniva “richiesto” da una mamma in dificoltà perchè riusciva a calmare il suo Samuele? Giovanni prendeva il visetto di Samuele (stessa età, stessa statura) tra le sue mani e gli diceva con voce ferma “Samuele adesso ti calmi altrimenti non riusciamo a giocare. Fai un bel respiro e poi ricominciamo” e Samuele si calmava! Di certo io sono stata una bimba e sono una donna amplificata, per questo motivo ho trovato moltissimi spunti interessanti in questo sito. Verrò spesso a trovarvi.
Daniela, tuo figlio è un mito! Se Giovanni si trovasse a passare qui a Stoccolma qualche volta, consideratevi invitati a cena: ho un amplificato sotto mano che troppo spesso non so come calmare
Dov’è che si prenota Giovanni???
E’ straordinario un bambino che ha tanta consapevolezza di come gestirsi al punto da riuscire ad agire su un altro bambino applicando lo stesso metodo. Giovanni è un allenatore emotivo in erba!
Federico per 6 mesi ha sempre fatto fatica ad addormentarsi grazie proprio a Fate la nanna, io ero isterica perchè non solo non riuscivo a farlo dormire da solo ma nemmeno a fargli rispettare gli orari della cena con l’allattamento a richiesta è molto difficile!!!! Ero proprio isterica! Poi ho letto ho consultato un sito http://www.fatelananna.it e un libro meraviglioso “Besame Mucho” di Carlos Gonzales … miracoloso!!! Ho capito quanto stavo danneggiando me stessa e mio figlio!!! La natura fa le cose per bene e se noi non la rispettiamo possiamo fare danni irreparabili anche senza accorgercene! E a subire i danni peggiori sono i nostri bambini!
Io sono una mamma felice di un bimbo felice! Dormo con lui perchè sento che il mio calore lo rende un bimbo fortissimo molto più indipendente e sicuro dei suoi compagni di asilo che sono obbligati a crescere come degli orfani perchè i genitori provano ribrezzo a dormire con loro (è questo il messaggio che percepiscono ma non sono in grado di dircelo). Il mio rapporto con mio marito non è mai stato così intenso dal punto di vista sessuale… abbandonato il banale letto matrimoniale,che diciamocelo dopo un pò è la tomba della fantasia, ci divertiamo in mille location!
Poi il piccolo la mattina alle 6 ciuccia la sua colazione senza neanche “disturbare” il weekend noi dormiamo fino a tardi con il sorriso! Siamo una famiglia felice e soddisfatta!
con la premessa che non esistono metodi universali, che ogni bambino ha una storia a sè così come un genitore, la mia esperienza con il metodo di Estivill è stata positiva.
mi sono trovata in linea con quasi tutto quello che ho letto nel libro.
ho applicato le regole con serenità e con la convinzione fosse un passo essenziale per fare di mia figlia una bambina autonoma anche nella gestione del sonno.
forse avrebbe imparato a dormire da sola anche senza questo metodo, ma forse no. questo non posso saperlo, ma se dovessi valutarlo in base al “prima” allora ha funzionato.
Amelia, senza dubbio ognuno deve trovare la sua strada per costruire la sua storia familiare. E’ bello sentire che per voi il così detto co-sleeping è l’ideale, ma sostenere che i bambini che dormono nel loro letto sono “obbligati a crescere come degli orfani” mi sembra un’affermazione un po’ forte.
Per me, dormire con mio figlio nel letto (quelle rarissime volte che capita ed è capitato), è una tortura: mi sveglio in continuazione e non trovo pace, anche perchè dormire con i piedi nelle costole e le manine in faccia non è il mio ideale… Non per questo sento di avergli trasmesso “ribrezzo” nei suoi confronti o di farlo sentire abbandonato. Sarà perchè lui non ha mai chiesto di venire a letto con noi. Per ciascuno c’è una via e sono certa che i compagni di asilo di tuo figlio, insieme ai loro genitori, avranno anche loro trovato il loro “metodo ideale”, o magari lo stanno ancora cercando.
Trovo molto equlibrato quanto dici, Simona: pur non amando Estivill sono certa che ci sia chi ne ha tratto giovamento e mi sembra molto interessante quello che sostieni. Magari tua figlia avrebbe ugualmente dormito da sola nel suo letto, ma chi può dirlo? La vostra strada è stata questa e funziona.
Anch’io sono assolutamente a favore. L’ho usato con tre figli su tre e ha funzionato benissimo senza traumi.
Una mia cara amica l’ha adottato anche lei (a dire il vero anche prima di me) 5 figli su figli: ha funzionato benissimo!
I bambini hanno imparato ad andare a dormire da soli. LA notte si svegliano di rado. E la nostra famiglia vive serena e contenta.
E’ normale che all’inizio un bambino pianga….ma piangera’ anche quando lo porterete per la prima volta all’asilo, e si disperera’ per lo stesso motivo: perche’ lo state lasciando!
Ma presto imparera’ che non e’ un abbandono! In fondo in entrambi i casi insegnamo ai nostri bambini una cosa che e’ buona per loro : 1) addormentarsi da soli per un sano riposo 2) restare a giocare con altri bambini condividendo giornate felici
Vedendo il video del bambino ho pianto. E’evidente che il bambino non ha mai dormito neanche una volta senza la mamma. E se poi questa facesse un secondo figlio? Oppure una sera avesse un impegno, che sò, la festa di matrimonio della sua migliore amica o anche un banale intervento chirurgico che la costringa ad essere ricoverata un paio di giorni? Che farebbe il suo bambino? Farebbe la stessa scenata. Pianti disperati perchè non è abituato in altro modo. E’ per questo motivo che da stasera ho deciso di applicare il metodo di Estevill con il mio cucciolo, che è un pò più piccolo di quello del video (ha 14 mesi). Credo sia arrivato il momento di dirgli: “i bambini piccoli fanno la nanna col il seno della mamma, quelli grandi fanno la nanna nel lettino con l’orsetto del cuore che gli sta sempre vicino”. Fatemi un grosso in bocca al lupo.
Sarà dura, ma lo faccio per il suo bene. Ne sono convinta.
Non amo Estivill, anzi, al passaggio “piangerà, urlerà, vomiterà, ma voi non cederete” (non ricordo le parole giuste ma il senso non lo sbaglio) credo di averlo odiato.
Non c’è un metodo, non c’è un figlio, non c’è una regola. Sara ha dormito nel lettone fino a 6 mesi, poi nel lettino addormentata in braccio fino all’anno. E anche io vivevo di “e se/e quando”: e quando sarà troppo pesante? E se io una sera non potessi? E quando avrà un fratellino? Ecco, questa cosa di noi mamme di pensare a quando avranno il fratellino senza che nemmeno siamo ancora incinte è tutto un dire sull’ansia genitoriale (non come critica, io sono l’ansia fatta persona!).
E se e quando i bambini cambiano! E cambiano i genitori. NOn li mandiamo all’asilo prima perché sennò quando iniziano piangono, non gli togliamo il seno subito perché sennò quando sarà grande non sapremmo come fare, giusto? Quante paure ho avuto, solo perché l’ho addormentata in braccio fino ai 13 mesi suonati… Beh, ora ha quasi 5 anni e si addormenta da sola, nel suo letto, nella sua stanza, da un bel po’ di tempo. La piccola, lei è la prova che non è il metodo ma il bambino a fare la differenza. Con lei ho detto addio a metodi e ricerche, tanto crescono, tanto passa, tanto inutile a far piangere loro e soffrire noi ora se poi è tutto più facile quando capiscono, con lei lettone e coccole. Un corno. Del lettone non ne vuole sapere, mai stata una volta. Addormentata in braccio fino a 10 mesi poi si è abituata al lettino in un giorno (si, era una comodità mia, in braccio come la mettevo coricata chiudeva gli occhi, nel lettino ci metteva 10 minuti, insomma, ho optato per il veloce). Addormentarsi da sola? Non ci penso nemmeno, perché faticare ora, che comunque dorme facilmente con noi vicino, quando avrà l’età le spiegherò che mamma esce e lo farò, chiamerà qualche volta e imparerà. Perché perdere tempo ora con orologi e cronometri e lasciar piangere lei che non capisce?
Insomma, ben venga tutto, anche se io preferisco le vie di mezzo (non addormentarsi col seno ma nemmeno da soli, mamma vicino che ti accarezza la testa è una bella cosa, no?)
In effetti, Daniela, mi ha fatto ripensare al modo di addormentarsi del sorcetto da piccolo: accoccolato in braccio a me sul divano.
Era il metodo più veloce e, lo ammetto, piaceva ad entrambi (io mi coccolavo un po’ quella piccola trottola impazzita finalmente fermo per 5 minuti!)
Poi ha iniziato ad andare nel suo letto senza troppi problemi. Insomma, è semplicemente successo che ha cambiato abitudine spontaneamente.
In mia assenza, però, si accoccolava indistintamente con il papà o con la nonna. Quindi alla fine non era una situazione troppo vincolante.
Magari i vari “metodi” avrebbero consigliato di staccarlo prima da quell’abitudine, ma dati i suoi continui risvegli, proprio non me la sentivo di soffrire anche in fase di addormentamento. Ed alla fine è andata bene così.
Volevo darvi un resoconto della mia esperienza con Estevill. Nel mio caso è stata OTTIMA! Edoardo, a 14 mesi, si addormentava solo con la tetta di mamma, con continui risvegli. Non si addormentava con nessun altro perchè era abituato così. Un mese fa ho deciso: proviamo Estevill, ho letto e sentito pareri molto positivi. Ho applicato alla lettera il metodo che descrive nel libro “fate la nanna”. La prima sera è stata l’unica in cui Edo ha pianto. Ha urlato per 20 minuti, io rientravo nella sua stanza per tranquillizzarlo ogni 3 minuti, come dice il libro. Era dura sentirlo urlare, ma con mio marito eravamo fermi sul tentativo e il nostro piccolo ha percepito la nostra sicurezza. Si è addormentato. Da quella sera Edoardo dorme 12 ore di fila. Anche il pomeriggio si addormenta sereno e sorridente, da solo nella sua stanzetta, con la porta aperta e una lucina fuori. Mangia il doppio di quanto mangiasse prima, è più riposato e dorme più profondamente (prima bastava un minimo sussurro per farlo svegliare). Nel mio caso Estevill ha cambiato la vita mia e quella del mio cucciolo, in meglio.
Un metodo che fa comodo ai genitori mi pare ma non certo bene ai bambini che non si possono esprimere su questo!io personalmente mi addormento molto meglio se ho qualcuno a fianco sulla cui spalla magari poggiare la testa ed essere coccolata, dopo un po’ cerco il mio spazio per stare anche + comoda…perchè non dovrebbe essere così anche per un bambino che a maggior ragione ha bisogno del ns contatto?oltretutto i bimbi si abituano alle ns abitudini,ai ns stati d’animo.con il tempo si regolarizzano se noi siamo tranquilli e pazienti.perchè di giorno sì coccole e la notte no?io sono dell’idea che tutto deve essere equilibrato e quel metodo non mi sembra proprio. Ci vuole ponderazione in tutte le cose e non deve essere preso alla lettera perchè mi sembra veramente deleterio per la psiche del bimbo anche se al genitore può far comodo pensare addirittura il contrario. Poi sono piccoli per così poco tempo…si tratta solo di portare pazienza, chi più chi meno ma poi tutto passa e tutto si aggiusta da solo e vi parla una che di notti insonni e non solo ne ha passate un sacco. ma è un sacrificio che x i figli ritengo si possa fare, in questo bisogna essere forti, non nel lasciargli a loro stessi piangere e disperarsi,che crudeltà.Coccolateli finchè potete che crescono alla velocità della luce e la vita è un attimo e più amore gli si dà, anche fisico, meglio è….perchè alla fine di tutto solo quello resterà!!!se non riesco a prendere sonno, perchè devo essere abbandonato?se di notte un bimbo soprattutto piccolo piange qualcosa avrà e l’unico modo per dirvelo è questo.Non avevo mai sentito parlare del metodo estivil ma rimango interdetta che nel 2010 girino ancora cose del genere…dite che il bambino deve avvertire la sicurezza dei genitori…l’indisponibilità vorrete dire!ma quando si fa un bimbo bisogna mettere in conto anche questo, non che sia come voi volete e che assecondi i vs comodi!quanto meno bisogna abituarli con dolcezza e pazienza perchè come riuscite ad applicare quel metodo metodicamente se ne possono applicare altri meno invasivi e più adatti alle esigenze dei bimbi, magari valutati in base al suo carattere…non è noi!…certo che se lasciato solo a piangere e disperarsi dopo un po’ si calma, non può fare altro, ma chi vi dice che per lui non sia un trauma che in qualche modo lo segnerà in futuro a livello conscio o meno?ognuno per carità è libero di fare ciò che vuole con i proprio figli ma poi non lamentiamoci se magari da + grandi non ci vorranno vicini o non vorranno confidarsi con noi ecc. vi sembrerà assurdo ma anche se sembra che non capiscano certe cose lasciano il segno dentro di loro, tutto il ns rapporto con loro si scrive fin dal primo giorno…e da quello che facciamo tutto ne consegue…nel bene e nel male…pensiamo a noi: se in un momento di disperazione ci fosse qualcuno pronto a consolarci non staremmo meglio?certo ci si calma per forza dopo un po’ ma mica tanto bene…. un po’ alla volta, come per tutte le cose sapendo che la mamma di notte c’era e arrivava se aveva bisogno ha iniziato a dormire sempre di + fino a fare tutta la notte….ma gradatamente, senza traumi. i miei pianti disperati e strazianti da bambina me li ricordo…le cose molto brutte, che ci toccano tanto e ci fanno disperare, purtroppo rimangono impresse dentro di noi in un modo o nell’altro….chi ha applicato il metodo, magari proprio come nel video è veramente sicuro di aver fatto il bene del bambino……….a parte il proprio!!?!…sicuri che non esistesse nessun altra via…i minuti di pianto sono lunghi da passare….che poi sto qua del metodo chi cavolo è poi??possibile che siamo ancora così pecore invece di affidarci al ns istinto che in realtà se lo ascoltassimo senza andare troppo nel panico ci direbbe sempre qual’è la cosa giusta da fare senza ricorrere a queste misure estreme!!!
Premetto che il mio commento non è volto a dare giudizi inappellabili e che non ha valenza assoluta, ma si tratta di una semplice testimonianza. Questo perchè sono strenuamente convinta che ogni bimbo sia un pezzo unico, e non un prodotto di serie. Il suo “funzionamento” non si può, a mio avviso, racchiudere in un manuale di istruzioni. E’ per questo che personalmente detesto tutti i manuali che pretendono di spiegarti come comportarsi per far dormire un bambino.
Un genitore può insegnare al bambino ad essere educato, ad esempio. A chiedere sempre le cose per cortesia e a ringraziare, a salutare le persone; può mitigare la sua aggressitivà qualora avesse il vizio di alzare le mani, si può tentare di correggere atteggiamenti sbagliati ma non può “insegnargli a dormire”. Questo è il mio personale parere.
Mio figlio non si è addormentato da solo per 4 anni e mezzo, e non ha chiuso occhio, o quasi, per i primi 3 anni e mezzo della sua vita.
Quindi, il mio specifico problema è stato anche combattere contro un’insonnia indomabile.
Il problema dell’insonnia è secondario, lo so, ma lo scrivo per fornirvi un quadro completo del problema.
Tornando alla questione “addormentamento”…
Confesso che, stremata da un bimbo precocissimo dal punto di vista motorio ( ha camminato a 9 mesi ), vivacissimo e instancabile che non chiudeva occhio prima di mezzanotte e quindi si risvegliava ogni mezz’ora per poi alzarsi di nuovo dal lettino alle 6:30 del mattino vispo come un impasticcato, ho tentato il famigerato metodo.
Ho resistito 17 minuti, i più lunghi della mia vita. Poi, quando l’ho visto in preda alle convulsioni, ho ceduto.
Sensi di colpa e dubbi sulle mie capacità di madre? Forse, qualcuno. Ma ho poi ragionato su un semplice fatto: perchè un bimbo che di giorno si mostra indipendente, che non mi cerca mai, che per sintetizzare non è affatto “mammone”, di notte cerca la mia compagnia per addormentarsi?
La risposta precisa non l’ho mai trovata, ma ho deciso di assecondarlo. Perchè? Non perche io sia una madre debole ma perchè, anche se non ne ho mai capito la causa, evidentemente la sera aveva bisogno di me.
Il metodo Estivill, per quanto lontanissimo dal mio modo di concepire alcune questioni, effettivamente funziona ma non con tutti i bambini.
L’hanno sperimentato alcune mie amiche con successo, dicono loro. Perchè loro sono state brave, sì.
Preciso per dovere di cronaca che i loro frugoletti avevano caratteri estremamente docili e che si rassegnavano presto alla procedura, erano in generale bambini ubbidienti, non capricciosi, tranquilli e soprattutto non erano in grado di alzarsi in piedi a 5 mesi e prendere a morsi la sponda del lettino così come faceva invece mio figlio.
Una mia amica, che ha sempre potuto beneficiare di due figlie soprammobile ( sì, tutte e due, beata lei!) non ha mai trascorso una notte insonne.
La prima figlia in particolare ha sempre fatto 8 ore di sonno filato fin dalla nascita, addirittura senza richiedere di essere allattata di notte e lei doveva tirarsi il latte per non esplodere. Questo, converrete con me, non è che rientri proprio nella normalità.
Beh, la madre di queste due bamboline si vantava con me perchè sotto sotto era convinta che io non fossi “capace” di far dormire mio figlio.
Le ho soltanto velatamente fatto capire che anch’io sarei stata capace di far addormentare due bambole, perchè sono una signora, io.
Ma quando la seconda figlia ha iniziato a darle problemi per qualche mese e lei, OVVIAMENTE, non è riuscita ad applicare il metodo Estivill così come aveva fatto con la sorellina, vi giuro che ho goduto in modo inimmaginabile : -D
PS: Per la cronaca, da circa 2 anni mio figlio ( ora ne ha 6 ) si addormenta tranquillamente da solo e ronfa tutta la notte. Ora mi domando: è cambiato lui oppure sono riuscita a trovare una bacchetta magica? Io in sei anni e sono rimasta sempre la stessa, la risposta è che ora lui ha sonno quindi ne deduco che sia cambiato lui. Semplice e lineare, alla faccia di tutti i manuali che mi hanno sempre detto che stavo sbagliando qualcosa.
Staccata… ormai lo sai che i nostri figli sono gemelli, no?! Quindi non posso far altro che concordare su ogni virgola.
Meno male, so che tu mi puoi capire. Di solito, quando racconto dei problemi di sonno di Ale, mi guardano tutti come se stessi delirando!
Capita a volte che mamme di bimbi “perfetti” si permettano di giudicare mamme di bimbi “impossibili”.. ma prima o poi anche a loro qualcosa andrà male… (con la prima figlia appartenevo al secondo gruppo di mamme, con il secondo figlio sono passata nel secondo gruppo…) Ridi pure @la staccata..
Mi sono letta tutti i vostri commenti oggi, utilissimi perchè sto cercando di capire se, come e quando insegnare a Pagnotta ad addormentarsi nel suo lettino. Ora ha 20 mesi. Ha sempre poppato tantissimo quindi fino ai 14 mesi si addormentava poppando. Poi ho sentito che era giunta l’ora e gliela ho tolta, senza nessun trauma suo…però ha cominciato a toccarmi il seno. Ecco, ancora ora lo fa! Ci mettiamo nel lettone tutti e tre, favole su favole che lui mima, e ora cerca di leggere pure lui col suo ditino che scorre sulle righe. Al momento dello spegnimento della luce si ribella sempre un po’ con una serie di “NOOOO, NOOOOO, NOOOO” ma poi via, mano sul seno e si rilassa. Ci vuole tutta una mezzora se non di più. Poi addormentato lo metto nel suo lettino, ancora di fianco al nostro. Se si sveglia però vuole me, e la sua manina corre là.
Ho provato a proporgli oggetti transizionali vari…ma non ne vuole proprio sapere. Peccato!! Speravo potessero aiutare.
Il suo lettino gli piace, sa che lui dorme là e a volte ci vuole andare ma “fa finta” di fare la nanna per poi allungarmi le braccia per venire da me.
Io avevo letto sia “Fate la Nanna” tanto consigliato dagli amici a trovato da noi invece largamente inopportuno, quindi mai messo in pratica, e anche “Fate la nanna senza lacrime” di Elizabeth Pantley che mi aveva un po’ “consolata”. Poi però ho seguito il mio istinto e soprattutto ascoltato Pagnotta…
Un Grazie a tutti/e
Sono giunto per caso su questo sito proprio cercando il titolo del libro che tanti commenti suscita, per consigliarlo ad un amico.
Noi il “metodo” lo abbiamo applicato e felicemente su nostro figlio, dall’età di 6 mesi, stanchi di stare alzati a nottate per cullarlo per un’ora o due … dormire un paio d’ore e ri’iniziare da capo. Finito il periodo delle poppate notturne (intorno ai 5 mesi) il bimbo cresceva, stava bene, ma dormire era un problema.
Ci avevano regalato il libro, che non avevamo letto, annoverandolo tra i tanti libri naif e folkloristici sull’immenso mondo dei bambini.
Ma poi, presi dalla disperazione, lo abbiamo letto, ci siamo guardati, con le pesche sotto gli occhi e ci siamo detti, proviamo! Ed ha funzionato. Oggi nostro figlio ha 22 mesi, sta bene, e dorme dalle 21:15 alle 7:30 e oltre tutte le notti, oltre al pisolo pomeridiano. Si addormenta da solo nel suo letto in camera sua al buio, anche fuori casa in lettini non suoi. Si sveglia cantando, riesce a stare anche fino a 20 minuti nel suo letto da solo sveglio la mattina senza frignare. Ovviamente ci sono le eccezioni, tipicamente quando sta male, ma in 18 mesi avremo perso 4 o 5 notti. Normale. Nel lettone ce lo portiamo, quando si sveglia alle 7:30 il sabato e la domenica per giocare un po’ tutti insieme (il co-playing? no perche’ il co-sleeping fa proprio ridere …)
E’ senz’altro un libro per i genitori (un bambino di 6 mesi o di 5 anni non e’ in grado di leggerlo e capirlo), in quanto aiuta i genitori a controllare l’ansia necessaria a “sopportare” il pianto del bambino nei 2 o 3 giorni iniziali in cui il metodo necessita di una ferrea applicazione. Secondo me e’ responsabilizzante nei confronti dei genitori: non possiamo aspettarci che un bimbo impari da solo a fare tante cose: e’ un nostro compito insegnargli ed avviarlo per la via giusta. E’ troppo semplice portarlo nel lettone fino all’eta’ della puberta per non sentirli piangere. E poi? come faranno? come faranno quando da grandi avranno “problemi di sonno”, perche’ nessuno da piccoli si e’ voluto prendere la briga di insegnar loro a dormire? quante ne conoscete di persone adulte che hanno od hanno avuto un sacco di problemi, anche ridicoli ed imbarazzanti quando si comincia a stare in societa’, con il dormire? gente costretta a fare co-sleeping per tutta la vita … ve lo immaginate?
Avete visto come stanno male appena inizia lo svezzamento a fare la pupu’? e’ dura, non sanno ancora controllare il torchio intestinale … piangono un po’… pazienza, stanno imparando, o li vogliamo purgare e clisterizzare due o tre volte al giorno per non farli soffrire? non faremmo un danno peggiore abituando il loro intestino ad essere sempre aiutato?
Il pianto e’ il loro unico mezzo di comunicare con noi. Si abituano che quando piangono, vedono mamma o papa’ affacciarsi col loro faccione sulla culla, …
anche mio figlio, ancora adesso quando gli dico, ora si va a nanna urla e strepita, vorrebbe ancora coccole, giocare, ..cambiare stato (dalla veglia al sonno) e’ sempre noioso, … ma basta metterlo nel lettino, dargli il bacio della buonanotte, due coccoline, una storia, si saluta, si spegne la luce…
e fino a mattina non si sente piu’ … e dorme beato. I bimbi hanno bisogno di dormire. Ed i genitori anche.
Poi per carita’, il genitore e’ un mestiere difficile ed ognuno se lo smazza come puo’, pero’ vorrei invitare a non guardare le cose solo dal lato distorto dell’infante (un giorno cresceranno vivaddio!) ed a trattarli davvero come persone e non come cucciolotti (lo sono per carita’, ma mica per sempre … avete visto giorni fa un servizio in tv di quelle bambole per adulti che sembrano in tutto e per tutto un bebe’? pauroso vero? ecco non trattiamo i nostri figli come bambolotti)
@Giovanni grazie moltissimo per questo tuo intervento. E´molto importante quello che hai detto sul guardare il bambino come una persona e non come un bambolotto. E questa è proprio la mia critica più profonda nei confronti di questo metodo, che a detta dell’autore, è un metodo buono per tutti enon mi sembra tenere conto in nessun modo delle differenze tra i vari bambini (e il loro genitori). Non esiste solo Estivill o il co-sleeping, esistono altri metodi per aiutare i bambini ad imparare a dormire da soli. Il fatto che questo metodo funzioni bene per alcuni bambini e genitori è fuor di dubbio. Il fatto che possa o debba funzionare per tutti, è un’altra cosa. Noi in questo blog abbiamo parlato anche di altre soluzioni e altri metodi, proprio per permettere a ciascuno di trovare quello che è più giusto. Proprio peché ogni bambino è diverso, e se dobbiamo guardare a loro come persone, è mio opinione che bisogna farlo sin dall’inizio. Se non lo hai già fatto ti consiglio di leggere il post http://genitoricrescono.com/il-linguaggio-segreto-dei-neonati, e magari regalare questo libro al tuo amico
credo che il bimbo del video sia solo, in questo caso, un bimbo che fa i capricci, on mi stimola nessuna emozione negativa, mi fa sorridere!
Conosco due coppie, una con due figli entrambi cresciuti col metodo Estivill, che non hanno avuto nessun problema a adottare la metodologia ALLA LETTERA e i bambini, anche adesso che son grandicelli, sono adorabili, autonomi, per niente capricciosi e riescono a gestire le proprie ansie molto meglio di bimbi stracoccolati come molti in giro per l’Italia
questo metodo, nei paesi del Nord, è usato anche senza che ci scrivessero un libro, e non fa nessun scandalo che un bimbo impari a gestire le proprie emozioni anche in tenera età (intendiamoci, in questo libro i genitori ACCOMPAGNANO il bimbo nel processo, non lo abbandonano, e imparano loro stessi a tranquillizzarsi, vedono una speranza).
alle mamme piace coccolare i bimbi, sentirsi indispensabili per il loro benessere, e a nessuno piace sentirli piangere
questo ci spinge, a ogni minimo rumore, a correre in loro soccorso INUTILMENTE
questo è solo il mio pensiero, forse un pò troppo aperto
Elisa
@Elisa, grazie per il tuo commento. A noi le persone che esprimono le loro opinioni apertamente ci fanno molto piacere
)
Questo sito infatti accoglie tutti, proprio perché si pone come obbiettivo principale quello dello scambio di esperienze e opinioni per crescere insieme. Come abbiamo detto più volte nessuno nega che il metodo possa funzionare con alcuni bambini e per alcuni genitori. Mi sembra però un po’ riduttivo da parte tua concludere che alle mamme piace coccolare, come se questa fosse la causa dell’insuccesso dell’applicazione del metodo, I bambini non diventano “adorabili, autonomi e per niente capricciosi” a seconda se si applica o meno il metodo Estivill. Io non ho applicato il metodo Estivill e i miei figli sono adorabili lo stesso (almeno a mio parere
Così come ci sono bambini maleducati ai quali è stato applicato questo metodo. L’indipendenza, e la capacità di gestire le proprie emozioni non si raggiungono lasciando un bambino a piangere da solo per periodi di tempo crescenti. Proprio della gestione delle emozioni abbiamo parlando molto in questo sito, a proposito dell’intelligenza emotiva, e ti invito ad andare a leggere quei post.
Ci sono invece bambini che nascono perfettamente in grado di gestirsi le loro emozioni, e che quando lasciati a piangere nel lettino, dopo pochi minuti trovano il modo di calmarsi da soli. Altri non ci riescono nemmeno dopo ore. E non per colpa dei loro genitori, e nemmeno perché fanno “i capricci”, ma semplicemente perché non sono capaci a farlo da soli.
Io conosco almeno una coppia che ha applicato il metodo Estivill con successo al primo figlio, e disastrosamente al secondo figlio. I bambini non sono tutti uguali. I genitori non sono tutti uguali.
Ciao a tutti.
Vorrei portare la nostra esperienza sul suddetto metodo.
Premetto che non sapevo di Estivill nè tantomeno di Ferber prima di leggere questo post.
Avevamo un libricino sulla nanna che dava gli stessi consigli quindi probabilmente si rifaceva a tale metodo.
Abbiamo applicato tali consigli sin da quando nostra figlia aveva 2 mesi e mezzo. Voglio specificare che sappiamo benissimo cosa vuol dire sentir piangere un bimbo ed è straziante per tutti ma questo non vuol dire necessariamente fregarsene o fare il suo male anzi. Ci siamo fatti violenza per un po’ ma devo dire che il metodo è ottimo e mi sentirei di consigliarlo a chiunque. Ovviamente bisogna essere fermi e in sintonia col proprio partner altrimenti diventa dura.
A 2 mesi e mezzo nostra figlia stava scomoda nella carrozzina quindi decidemmo di farla dormire nel proprio lettino, sito in un’altra stanza. Armati di Angel Care (che consiglio) e di pazienza iniziammo ad intraprendere tale metodologia. Dopo alcuni giorni di strazio, perchè a nessuno fa piacere sentire piangere il proprio bimbo ma se sai che farà il suo bene e quello della famiglia ti fai forza, iniziammo ad ottenere degli ottimi risultati.
Devo dire che mia moglie in questo senso era più debole ma mi ha dato sostegno in tal senso ed adesso è felice di aver resistito. Adesso nostra figlia, che ha 2 anni e mezzo, dorme da sola nel lettino da quando aveva 2 mesi e mezzo, serena per tutta la notte. Ha il suo rito della nanna e quando è ora la mettiamo nel lettino (21,30 circa), bacino della buona notte e non la sentiamo più fino al mattino (circa le 9,00). Vi assicuro che è stata dura, non è stato automatico, ma ne è valsa la pena ed oggi quando sentiamo persone con bimbi che dormono nel lettone o che non si addormentano se non con la mamma a fianco o altro ci sentiamo fortunati ad aver trovato per caso questo metodo ed ad avere avuto la forza e la costanza (perchè di questo si tratta) di applicarlo.
Con questo non voglio dire che funzioni per ogni caso, ma se non proviamo o cediamo dopo pochi minuti, non possiamo saperlo. Non credo neanche che sia dannoso o causi traumi al bambino. Certe volte le nostre debolezze sono molto dannose e recuperare la situazione quando il bimbo è grande porta a delle sofferenze per tutti che ci saremmo potuti evitare. Più si rinvia il distacco e peggio è, il bambino si abitua ad una situazione e poi è difficile cambiare rotta e, spesso, è interpretata dallo stesso come una punizione (perchè prima potevo ed ora non più?).
Quindi il mio consiglio personale è: utilizzate il metodo Ferber/Estivill o chiamatelo come vi pare, senza essere integralisti, il prima possibile e credo che otterrete ottimi risultati.
@ Salvo.
Caro Salvo, hai appena firmato la tua condanna. Adesso ti sbranano (NB: non le autrici).
@Elisa, ho usato il metodo Estivil(che ha funzionato perfettamente), ma ahimè mia figlia è molto molto capricciosa!
@Salvo, sono pienamente d’accordo con te!
No, dai Stefano… Salvo è stato troppo misurato, sincero ed equilibrato per meritare l’assalto!!!
Del resto siamo ben contente di sentire esperienze positive sul sonno dei bambini (almeno le autrici, eh!), che è parte tanto importante degli equilibri familiari dei primi anni di vita.
Fiuuuu mi è andata bene
Per adesso 
a parte gli scherzi sono aperto a qualunque critica
[...] lui usavo il metodo “fate la nanna“ e penso che, anche se non c’è nessuno che l’abbia dimostrato ,mi sentirò in [...]
Noi per caso, dal dentista, non ero ancora incinta, abbiamo letto su una pubblicazione femminile che consigliavano il libro fate la nanna, abbiam ofurtivamente stappato il giornale e abbiamo pensato quando ne avremo bisogno lo acquisteremo… sono rimasta incinta e Mio marito ha pensato aquel trafiletto strappato. Lo abbiamo acquistato, l’abbiamo letto entranmbi già quando ero in dolce attesa, l’abbiamo sottolineato, memeorizzato, l’abbiamo fatto leggere ai nonni e … da quando è nato il nostro piccolo Marco l’abbiamo applicato! E’ stata dura alcune volte, ma insieme abbiamo resistito e Marco ha imparato tante cose e ha rispettato i tempi. non solo per la nanna ma anche per la pappa.
La cosa importante da dire secondo me è che il libro non insegna solo a ” far dormire il bambino ma, leggendolo a fondo, ti insegna anche a “insegnargli ” a mangiare a tmepo e ora e tante altre cose, ti insegna a rispettare i tempi che sono fondamentali per la vita di un bambino.
Seguendo ed applicando il metodo ci siamo accorti che quando “sballa” i tempi vuol dire che c’è qualcosa ceh non va, può essere malaticcio o altro…
beh! da quando l’abbiamo letto noi, applicato e ne abbiamo avuto buoni frutti lo regaliamo a tutte le coppie che stanno per diventare genitori!
altra cosa inmportante! non deve esserci solo un genitore convinto ma entrambi! magari anche i nonni… sarebbe l’ideale.
ciao!
Ringrazio gli ultimi interventi in cui vengono riportate le varie storie. Ho già scritto in passato per raccontare la mia esperienza con il metodo, che è stato applicato da quando Edo aveva 14 mesi e in poco tempo lo ha portato ad addormentarsi sereno da solo e a non svegliarsi quasi più la notte. Ora ha 19 mesi e con l’inizio dell’asilo la notte ha ricominciato a svegliarsi e io ho trasgredito alle regole di Estevill correndo da lui tutte le volte che mi chiamava e prendendolo subito in braccio. Questo ha ricreato il circolo “vizioso” e lo ha portato a svegliarsi 4 volte a notte e chiamarmi urlando, salvo riaddormentarsi subito in braccio. Io corro da lui anche perchè ha imparato a scavalcare le sponde del lettino e temo che si butti e si spacchi la testa.
Estevill parla di “regressioni” in momenti particolari della vita del bambino (come l’inserimento all’asilo nido o l’arrivo di un fratellino) e che si rientra nella routine riapplicando il metodo da capo, dando sempre le opportune rassicurazioni al bimbo. Chiedo ai veterani: è successo anche a voi? Come lo avete superato?
Credo che dovrò cambiare il lettino, ma temo che questo cambiamento possa creare uno squilibrio.
@Claudia, prima di tutto io ho tolto il mio piccolo dal lettino, proprio perché riusciva a scavalcare le sponde. Abbiamo preparato insieme il nuovo letto e devo dire che in poco tempo si è abituato bene. Pensa che sta sempre coperto, mentre nel lettino era sempre fuori dalle coperte ed ero stata costretta ad usare il sacco nanna. Per quanto riguarda le regressioni, ci sono e ci saranno. Con calma, ne siamo usciti dedicandogli più attenzioni alla sera, e di notte, non correndo subito in suo aiuto. Se il pianto non si calmava dopo pochi minuti, io mi sedevo sul suo letto e gli stavo vicino tutto il tempo necessario per calmarlo. Mi è anche successo che mi chiamasse solo per avermi vicino, ma gli spiegavo che “anche la mamma deve dormire; sto qui vicino per un po’ e poi torno nel mio letto”. Anche se era piccolo, capiva e poi mi lasciava tornare a dormire.
[...] infatti una serie infinita di metodi a disposizione del genitore, dal diabolico Fate la nanna di Estivill, al metodo più dolce di Tracy Hogg, al co-sleeping ossia tutti nel lettone. [...]
Ho adottato il metodo Estevill all’età di sei mesi perchè mia figlia si era abituata a dormire nel lettone coccolata da me e se nn c’ero io nn voleva dormire cn nessuno! Non volevo che mia figlia dipendesse da me per dormire allora ho provato questo metodo che i primi giorni è stato un totale fallimento! Ariel piangeva senza sosta! cosi ho fatto passare una settimana e ho riprovato ma cn piu dolcezza, la abbracciavo le sussurravo qualcosa all’orecchio e la mettevo nel lettino le facevo qualche carezza, le davo il ciuccio il suo orsetto e uscivo dalla stanza; Non ha mai pianto per piu di due minuti appena mi vedeva si tranquillizzava e nn piangeva piu! Ora ha 10 mesi e si addormenta sempre da sola nel suo lettino e difficilmente fa storie! La sera fa il suo bagnetto, beve il suo latte caldo un favola la metto nel suo lettino cn ciuccio e orsetto e si addormenta senza problemi! Io mi sn trovata benissimo cn questo metodo anche se all’inizio ero un po scettica! Forse bisogna aggiungere al metodo un po di dolcezza e di amore che nel metodo mancano.. Ma nn sn d’accordo che i figli si abituino a dormire nel lettone cn i genitori e la loro intimità dove va a finire??? Ho avuto la dimostrazione di mio fratello che all’età di sei anni dorme ancora nel lettone, e per me nn è giusto ne x il bambino ne x i genitori! Devono capire gia da piccoli che ognuno ha il suo letto e i suoi spazi nn si puo vivere in simbiosi! C’è TUTTO IL TEMPO DURANTE LA GIORNATA X COCCOLE CAREZZE ABBRACCI X STARE VICINI E AMARSI MA LA NOTTE OGNUNO HA IL SUO POSTICINO, POI CERTO SE CAPITA CHE LA MIA BIMBA NN STA BENE E LA NOTTE SI SVEGLIA CHE VUOLE STARE VICINO ALLA SUA MAMMA IO ME LA TENGO NEL LETTONE, OGNI TANTO SI PUO FARE UNO STRAPPO ALLA REGOLA
Sono una mamma alla prima esperienza…il mio bimbo ha 8 mesi e fino a qualche settimane fa dormiva come un angioletto, mentre ora si sveglia quasi a tutte le ore…Penso propio che adotterò il metodo di “Fata la nanna”anche perchè tra pochi giorni ricomincerò il lavoro e non ho nessuna intenzione di fare delle notti in bianco…Non penso di essere una mamma che se ne frega del benessere del suo piccolino ,visto che ancora adesso lo allatto, anzi credo di pensare al benessere di tutta la famiglia,visto che anche il papà stà risentendo di tutti questi risvegli notturni…Mi riprometto di scrivere tra qualche settimana per raccontare meglio la mia esperienza…Volevo sottolineare che il bimbo del video mi sembra piuttosto un bimbo un po’ capriccioso e non mi ha fatto per niente tenerezza.
Ciao
Katia, buongiorno! come avrai già letto io ho applicato fin da subito il metodo Estevill e di confermo …. che avrai successo! in bocca al lupo!
e buona feste!
Katia, ti auguriamo un rapido successo e siamo qui ad aspettare il resoconto della vostra esperienza. Del resto, un metodo o un comportamento che migliorino la qualità della vita di tutta la famiglia, sono comunque un successo. Purtroppo la “garanzia del risultato” sulle mille variabili del comportamento umano è proprio difficile offrirla.
Noi abbiamo espresso un parere su questo metodo e sulla sua presunta infallibilità, ma tutte le volte che funziona, è comunque un buon metodo, come ogni altro, perchè risolve un problema. Ed un problema non da poco!
Ciao a tutti e BUON NATALE!!!!Devo propio dire che stà andando tutto a gonfie vele…Sono due notti che Riccardo dorme per 12 ore consecutive.La prima sera è stato un delirio farlo addormentare mentre ieri sono bastati i primi 3 minuti per aiutarlo a fare la nanna…E’ molto utile anche per il pisolino del pomeriggio che non riuscivo più a fargli fare…In poche parole il metodo di Estivill è propio una bomba!!!Katia
Che pena che mi fa il piccolino del video!E’ piccolo è normale che voglia la mamma e non voglia stare solo.
Neanche a me questo metodo piace, i bambini li vedo troppo indifesi per poterli trattare così.
@STEFANIA!
non farti condizionare dal video!
Io l’ho usato e non ho mai visto mio figlio pingere così disperatamente!!!
colgo l’occasione per farti gli auguri di buone feste!
Manu
Manuela, non esiste un metodo, e non vuol dire che se funziona con uno funziona con l’altro! Ci sono bimbi (non ci credevo ma li ho visti…) che si addormentano da soli e basta, li metti lì e loro gorgheggiano poi dormono. Pensavo fosse roba da pubblicità.
Poi c’è Sara, la mia, che urlava appena la posavo, disperata. Ovvio che a volte la posavo lo stesso, era inevitabile, ma farla piangere a priori non esisteva.
E poi ci sono bimbi come Alessia, che se li posi ridono, chiacchierano cantano, ma non si sognano di rilassarsi se non ci sei.
E poi ci sono bimbi autonomi, ma che vogliono la mamma.
Ecco, Estivill è uno solo, senza oltretutto nessun vero campione a suo favore. E non può pretendere di fare di tutti i bambini robot uguali. Lui e gli altri, con Sara ha funzionato il metodo Tracy Hogg, con Alessia no. Ogni bambino ha una sua storia!
Tuo figlio non ha pianto così disperatamente, ed è stato ottimo, vuol dire che era il modo giusto per voi e lui.
Altri bambini piangono disperatamente. Ecco, io non sono né pro né contro a metodi e manuali. Possono sempre dare uno spunto, se uno sa prenderli, se uno sa che non sono bibbie, che se non funzionano non è perché sono i genitori o i figli sbagliati ma perché non è adatto a loro, e se funzionano invece ne approfittano, allora ben vengano.
Ma quando uno qualunque (e rispetto a mamma e papà Estivill come qualunque altro luminare, a parte che lui non è un luminare, lui è uno qualunque e basta) mi dice che può piangere, urlare, addirittura vomitare, fa niente non mollare… No, ecco, quello non è un manuale. Io non ce l’ho col metodo, ma con lo scrittore che pretende di avere la pillola per tutti si. Perché i “metodi” universali hanno due effetti collaterali: non funzionano (con qualcuno si, ma visto che sono universali se non funzionano con tutti è un fallimento) e fanno sentire inadeguate le mamme. E le mamme hanno bisogno di tutto meno che di quello. E tantomeno i figli.
anche io ho usato il libbro e anche se con delle piccole modifiche ha funzianato. lei si svegliava fino a 17 volte per notte, e il rientro al lavoro con il sonno cosi’ spezzettato era davvero un incubo. il mio compagno non si è mai svegliato e quando si è svegliato ha solo dato di matto spostando il lettino in un altra stanza strattonandolo,facendo urlare la bambina a scuarcia gola, detta cosi’ sembra un pazzo…vi assicuro che la descrizione non è esagerata ma dopo però c’erano i sensi di colpa….
per fortuna le abitudini le ho date io anche in considerazione alle assenze lavorative del suddetto pazzerello!
abitudini e riti quotidiani, di questo infondo si tratta. il sentirli paiangere ci spezza il cuore ma fortunatamente loro di questo non hanno memoria. il libbro l’ho consigliato a tutte le amiche con problemi di bambini insonni e se hanno avuto il corraggio di applicarlo è andata bene anche a loro.
Io trovo questo metodo una vera mostruosità e molto crudele.
Non capisco come possa essere pubblicato un libro del genere
Anche noi abbiamo applicato il Metodo. Nostra figlia sin da piccolissima ha dormito tutta la notte, adesso a due anni e mezzo va a letto contenta, dorme profondamente anche 13 ore per notte, e di pomeriggio al nido porta a letto tutti gli altri bimbi e gli canta la ninna nanna, poi s’addormenta anche lei. Abbiamo viaggiato tanto, fusi orari di -9 ore le hanno fatto un baffo, ha dormito in lettini, lettoni, materassini da campeggio senza fare una piega. Devo dire che per noi ha funzionato al 100%, senza grossi traumi e con uno sforzo minimo.
Ah, il metodo non è quello di Estivill, bensì il PPGD (Passa al Pupo il Gene Dormiglione).
Noi bariamo. Dopo cena : gioco con luci basse, cambio pigiamino, da qualche mese lavaggio denti, biberon caldo, copertina, nanna. La Stellina ormai si pregusta il momento del biberon e saluta tutti con la mano =)
Claudia un metodo meraviglioso. Dovreste brevettarlo! Ah ah ah!
CIAO voglio raccontarvi la mia esperienza. La mia stellina ha ora 10 mesi. I primi mesi ha dormito subito 6 ore dopo di che, poichè ha iniziato a mettere presto i dentini ( 4 mesi) ha smesso di dormire…un vero incubo! si sveglia una media di 10 v a notte, dorme un ora poi si sveglia irrequieta e isterica ( e premetto che è una bambina buona e tranquilla durante tutto il giorno)ma di notte si trasforma. qualche giorno fa devastata dal sonno sono addiritura caduta inciampando nel nulla mentre per l’ennesima volta mi dirigevo verso la cucina per preparare il biberon con la tisanina.. FIGURATEVI UNA VERA E PROPRIA MUMMIA! Da domenica 23 gennaio ho preso la decisione, insieme al mio compagno, di comprare un libro.. dormi bambino dormi.. sempre di estevill ma prima di scegliere se usare o meno il metodo ho letto tutti i vostri commenti e anche di piu..sono rimasta un giorno documentandomi e alla fine abbiamo deciso di provare. Nel libro c’e scritto che i genitori devono essere convinti durante l’applicazione del metodo, ma in realtà non è per niente semplice. Il primo giorno ho portanto la mia cucciola nel suo lettino le ho messo il pupazzetto accanto e accarezzandole la fronte le ho ho detto di fare la nanna con la sua amica giraffa poi sono uscita dalla stanza! Ha iniziato a piangere e urlare e io…ho iniziato a piangere in cucina disperata…dopo 1 minuto sono tornata da lei e con la massima calma e dolcezza le ho ripetuto la frase e le ho nuovamente accarezzato la fronte e poi uscita nuovamente… e via con il pianto. Dopo 3 minuti sono rientrata e la stessa routine… poi dopo 5 minuti ha smesso di piangere, io mi sono affacciata per controllarla ed era ancora sveglia ma tranquilla.. infine si è addormentata e durante la notte si è svegliata un pò di meno.. i giorni successivi sono stati un pò diversi, è stato tutto molto più semplice. Oggi a distanza di4 giorni stellina si addormenta da sola nel lettino abbracciata alla sua giraffa e di notte nn si sveglia e se si sveglia si riaddormenta immediatamente abbracciando la sua amica giraffa

Il percorso è ancora lungo secondo me…ma siamo sulla ottima strada grazie al metodo estevill.. che in realtà non sto applicando alla lettera! Ritengo che ognuna di noi debba personalizzare il metodo a seconda del bimbo e metterci la dolcezza che il bambino necessita.. In effetti dare delle “regole”o comunque dei punti fermi aiuta a regolarizzare anche il suo sonno non credete??
grazie e mettete altri commenti che sono curiosa..
baci mamme
carissime.
vi riporto la mia esperienza, cioè quella di un papà.
il nostro secondo figlio ha oggi 6 mesi, nel corso dei quali abbiamo cercato di assecondare i suoi ritmi, senza forzarlo a dormire se non voleva o a mangiare se non lo chiedeva.
in questo lasso di tempo il piccolo ha dormito sempre con pause di sonno lunghe al massimo 2 ore.
nessun tentativo ha funzionato. nemmeno il lettone, nel quale si addormentava subito per poi svegliarsi dopo due ore, appunto.
tre giorni fa ho detto basta.
ho pensato: tra lavoro, figlio grande (tre anni) sempre malato (asilo) e figlio piccolo che non dorme finisce che muoio.
non ci sono alternative.
così mi sono letto il metodo “fate la nanna”. l’ho trovato abbastanza violento. non nei metodi, ma negli assunti di fondo. come ogni metodo parte da assunti di base generalistici, come se tutti i bambini fossero uguali o come se fossero delle macchine alle quali far fare semplicemente un tagliando per risolvere tutti i problemi.
però il metodo esprime anche un paio di concetti di base a mio parere interessanti. ad esempio: non ci sono motivi validi per cui un bambino non debba dormire nel suo letto; se un bambino si addormenta in braccio, o nella carrozzina, o nel lettone e poi lo si sposta mettendolo nel suo lettino, è ovvio che se nella notte lui apre gli occhi potrebbe non riconoscere il luogo nel quale è come luogo nel quale si è addormentato e questo potrebbe inquietarlo; un bambino ha bisogno di dormire, anche se questo cambia da bambino a bambino, non esiste un bambino sano che dorme solo qualche ora per notte.
detto questo ho applicato il mio metodo.
metto il bimobo nel suo lettino alle 20,30, dopo che la mamma gli ha dato il latte e dopo averlo tenuto in braccio qualche minuto per coccolarlo un po’. lui non è contento, lo ammetto, ma gli offro il ciuccio (che prendo solo a volte) e lo calmo parlandogli dolcemente e se la chiede, gli do pure la mano (cosa che il metodo non permette). appena vedo che inizia a chiudere gli occhi allungo ancora di più le vocali e abbasso il tono della voce, poi esco dalla stanza. lo lascio piangere per qualche minuto, poi rientro, mi siedo accanto a lui, gli offro nuovamente il ciuccio, gli parlo dolcemente e quando si calma esco di nuovo. tendo ad allungare le pause nelle quali sto fuori dalla stanza, ma senza seguire una tempistica predefinita. se il bimbo è particolarmente agitato non mi importa se il metodo dice che devo star fuori 7 minuti. ci sto meno. ad un certo punto si addormenta. e lo fa senza di me accanto.
per il momento questi sono i risultati: il bimbo si addormenta dalle 20 alle 21 e dorme fino alla 1 o alle 2 di notte. si sveglia perché ha fame. in genere entro le 3 si riaddormenta per dormire fino alle 6 circa.
quindi il metodo sta funzionando, senza creare squilibri particolari al bimbo.
un’ulima osservazione sul filmato. ma siamo matti? in questo modo la cameretta del bambino diventa una galera. hanno messo addirittura le sbarre!!!
però vi chiedo di riflettere anche su un’altra questione: non credete sia sbagliato anche il comportamento di due genitori che abituano il figlio a dormire con loro tanto che il bimbo non ne può fare a meno? il bambino del filmato ha almeno tre anni!!!
mio figlio grande a 2 anni e mezzo dormiva già nel suo lettino, ma si svegliava ancora 3 o 4 volte per notte, chiedendo della mamma. una notte sono andato io. apriti cielo! gran pianto. però gli ho detto: “amore mio, la mamma non può più venire a trovarti se ti svegli di notte. tu sai che la mamma è di là, ma ha bisogno di dormire, come te. d’ora in avanti, se ti svegli e vuoi qualcuno qui, vengo io. verrò ancora per qualche notte, poi non verrò più, perché devi capire che per diventare grandi devi imparare a dormire tutta la notte, e se ti svegli, devi imparare a riaddormentarti da solo. se stai male invece le cose cambiano, ma solo se stai male”.
tempo 3 notti e il bimbo numero uno si addormenta alle 21 e si sveglia alle 7.
speriamo che il bimbo numero due segua le orme di suo fratello.
massimiliano, io ho usato un metodo simile a quello che stai usando tu(tranquillizzavo la bimba lasciandola nel suo lettino, uscivo dalla stanza e rimanevo fuori per periodi sempre più lunghi, ma senza cronometro, non l’ho mai fatta piangere più di 5 minuti, forse anche meno)e il risultato è stato che, in meno di una settimana, ha iniziato ad addormentarsi senza alcun problema e a dormire dalle 22 alle 9, a partire dai 5 mesi! ogni tanto quanto risveglio lo faceva, ma molto superficiale e brevissimo, bastava darle il ciuccio per farla riaddormentare. E a 9 mesi ha iniziato a dormire nella sua stanza.
In bocca al lupo!
Massimiliano,
mi piace molto come hai scritto, i tuoi toni. Grazie!
Mi viene da piangere lo stesso…il mio pagnotta ha 2 anni e 2 mesi. Anche noi abbiamo sempre assecondato i suoi ritmi in tutto e per tutto, convinti che fosse la cosa giusta, ha sempre poppato all’inverosimile e si è sempre addormentato così fino ai 15 mesi,con me…e ha sempre voluto solo me. Anche ora si addormenta con noi nel lettone dopo aver letto le favole,se va via il papà gli spiace ma sta calmo, se vado via io inizia la crisi (ma lui non piange, URLA, si sgozza, isterico). Poi lo metto nel lettino di fianco al nostro e quando è tranquillo dorme tutta notte.Se si sveglia devo esserci io a qualsiasi ora.
Il fatto che voi abbiate iniziato a togliergli questa abitudine così tardi, mi consola…perchè mi sento proprio alla frutta.
Grazie ancora
Ed ecco che arrivo anche io.
Con la più grande avevo fatto come la maggior parte di voi: ho trovato un metodo mio. Non mi piace Estivill, più che altro perché sembra dover dettare legge divina (è così e chi non fa così sbaglia). Però anche io sono sempre stata d’accordo sul fatto che se si addormentano da soli è molto meglio!
Con la prima è stata dura all’inizio, coliche terribili, di sera urlava ore e ore (anche 6 ore
), a volte si calmava un po’ attaccandola al seno (la pediatra mi ha detto che la sensazione del latte tiepido dà un po’ di sollievo, e che per i neonati il dolore è uguale a fame, insomma, per loro è l’unica associazione) ma se serviva, e non serviva sempre, durava poco. Finiva la tortura verso mezzanotte, e crollava senza forze, in braccio, per dormire poi anche 6 o 8 ore filate. Questo fin dalle prime settimane, la attaccavo io al seno la notte se mi faceva male! Ovviamente l’abitudine di stare in braccio dopo è rimasta. E l’ho tolta pian piano, prima mettendola nel lettino e standole vicino, alzandola se piangeva, poi giù, un po’ alla tracy hogg ma non avendo letto il libro era la mia versione casalinga. Poi abituata è passata al lettino dei grandi, e così mi sedevo lì vicino e basta. Quando i tempi sono diventati lunghi (ci metteva anche un’ora) ho iniziato ad uscire. Prima rientravo ogni volta che chiamava, bacio, buonanotte, fuori. Poi pian piano le spiegavo che doveva dormire e se io stavo lì non ci riusciva. Fai e rifai, a due anni e mezzo si addormentava in camera sua da sola.
Ora c’è la sorella, ma con lei è un’altra storia. La prima difficoltà è che a due anni con la grande comunicavo, parlava, contava anche in inglese, capiva e si spiegava, quindi potevo spiegarle cosa succedeva. E poi era da sola. Ora invece sono in due, e dormono nella stessa stanza. La piccola si addormenta nel suo lettino, dopo che l’ho calmata in braccio, ma se io sono lì e se è abbastanza stanca. SE non è troppo stanca, si addormenta anche ma ci vuole tanto tempo! La parte positiva è che non piange, si gira, rigira, gioca con i piedini, le mani, parlotta, finché poi a un certo punto crolla, senza pianti, ma ci può volere anche più di mezz’ora!
Adesso vorrei abituarla ad addormentarsi da sola ma… ma appunto, la sorella è in camera con lei. Ho provato ad uscire, non ha pianto, ma ha iniziato a giocare di più, ad alzarsi, gorgheggiare, ridacchiare, urlare per chiamarmi. Insomma, dopo quasi un’ora sono entrata e sono stata lì, altri 15 minuti e si è addormentata. Certo, potevo aspettare di più, ma la grande non dorme se la sente e si fa tardissimo e al mattino è una tragedia! ho pensato di mettere a dormire prima la grande, ma non vuole, la vede come un’ingiustizia (figuratevi voi, la sorellina che sta con mamma e papà mentre lei è a letto da sola…) e non si sogna di dormire. Mettere prima la piccola tarda troppo la grande. Ho anche pensato di spostare di nuovo il lettino in camera nostra, ma mi spiace, la grande è felicissima di averla in cameretta. E così alla fine ho anche pensato di aspettare le vacanze per non avere problemi di orari, ma si va a finire ad agosto e non ne ho più voglia…
Uff, ecco, visto che spesso da fuori si vede quella soluzione che è lampante ma da dentro sfugge, se ne trovate una voi fatemelo sapere!
Ciao a Tutti!
sono un pò stufa di sentire criticare così spietatamente il metodo Estevill… per me è un metodo come tanti altri che va letto, interpretato ed adattato alle nostre esigenze, ai nostri figli ai nostri caratteri ed ai nostri pensieri!
E’ un metodo, semplicemente. C’è chi lo trova super e c’è che lo trova distruttivo! Ma ricordiamoci è solo un metodo non una legge.E di sicuro il “sig. Estevill non ha mai voluto dare delle regole o imporre qulacosa ai genitori come se fosse un comandante delle SS tedesche” ha proposto solo un suo metodo!l’ha pubblicato, ed ha fatto successo.beato lui.
Io lo letto ho cercato di applicarlo, trovo però che alla base del suo metodo e alla base di altri metodi o quello semplicissimo della mamma e del papap ci sia sempre la semplice “logica”, una logica che unita all’amore che si ha verso i propri figli ne risulta un super metodo!
Non vediamo “nero” dove non c’è….
Il filmato, si è raccapricciante… ma siamo sicuri che sia un’applicazione del metodo?
beh! nella nostra “gestione sonno del bambino” abbiamo aspolatato tanti … dal panettiere ai nonni, dal metodo estevill al metodo pediatra… ma abbiamo rielaborato tutte le informazioni date e ne abbiamo estrapolato le migliori. Seguire una sola scuola di pensiero vuol dire essere un pò ” pecore”… no! bisogna di ogni consiglio o suggerimento farlo proprio.
Buona giornata a tutti!
cara letizia, grazie a te.
non scoraggiarti. io sono convinto di una cosa: i bambini capiscono tutto. tra l’altro dopo i due anni tutto ma proprio tutto. con il bimbo numero uno abbiamo sempre parlato tantissimo e abbiamo capito che, spiegandosi bene, facendo capire che noi che gli vogliamo bene sappiamo meglio di lui quello che è giusto per il suo bene, riusciamo a raggiungere risultati straordinari.
in questo modo lui si fida di noi.
certe volte il processo è lunghissimo, ma basta porsi nel modo migliore e si arriva sicuramente là dove si vuole arrivare…
cara daniela, il bimbo numero due dorme nella stessa stanza con il bimbo numero uno.
il piccolo si addormenta alle otto e mezza, nel suo letto, dopo il latte e con me. nel frattempo, il grande sta con la mamma a leggere favole. appena ne ha voglia va nel suo lettino e si addormenta subito. i bambini così piccoli (il mio numero due ha sei mesi) se dormono dormono, quindi non si svegliano se il fratellino grande si agita nel suo letto. e per il grande è un gioco sia andare a letto in punta di piedi per non svegliare il piccolo, sia dormire in camera con lui facendogli compagnia.
insomma, buona notte a tutti!
Massimiliano, la mia cinquenne non farebbe nessun problema ad andare a dormire dopo la piccola! Però come siamo messi ora, è dura. Tutte e due vanno a dormire insieme alle 20,30/21. Io sto dentro seduta vicino ai lettini finché la piccola non dorme, poi esco.
Se però voglio insegnare alla piccola ad addormentarsi da sola i tempi si allungheranno, come da prova precedente, ovvio che sarà per un periodo ma intanto deve passare. La prima volta ci ho messo più di un’ora ad addormentarla e alla fine sono rimasta nella stanza…
Quindi le soluzioni, come la vedo io, sono: metto a dormire la grande, poi quando dorme inizio il tran tran con la piccola (la grande se dorme non sente niente, nemmeno le urla da gatto arrabbiato). Però ovviamente la grande all’idea di andare a dormire prima della sorella di nemmeno due anni frigge di gelosia.
Quindi potrei mettere a dormire prima la piccola. Ma anche anticipando la messa a letto (che non trovo una buona idea perché non sarebbe abbastanza stanca) i tempi si allungano, e può voler dire mettere a dormire la grande anche un’ora dopo al solito. E al mattino già così sono dolori, proteste e giuramenti di odio eterno…
Posso anche lasciare la grande nel letto mentre la piccola sta nel lettino, ma come ho detto la piccola, anche se non piange, gorgheggia, parlotta, ridacchia, urletta, e col piffero che la grande si addormenta, quindi il risultato è quello del punto due.
E qui l’ultima soluzione, aspettare l’estate, niente asilo, niente sveglia del mattino e coricare la grande quando la piccola si è addormentata, così non ho problemi se si tarda. Ma vuol dire aspettare altri 6 mesi, e sono tanti!!!!!
ciao a tutti, io sono sinceramente un pò confusa da tutti questi metodi. il mio bimbo ha quasi sei mesi, di giorno dorme regolarmente un paio d’ore al mattino e altrettante al pomeriggio (più o meno dalle 3 alle 5, minuto più minuto meno) la sera invece fatico a metterlo a nanna, diciamo che lo porto nel suo lettino alle nove e mezza circa perchè prima non mostra segni di stanchezza o sonno, è un bimbo molto attivo ed è sempre in movimento. fino a qualche giorno fa dormiva solo dopo aver bevuto poco alla volta la camomilla dal biberon, lo so, è sbagliato e infatti ho deciso di cambiare metodo.
ora lo porto nel suo lettino e lui comincia prima a giocare un pò e poi a piangere, allora lo prendo in braccio e ricominciamo di nuovo; quando lo vedo abbastanza stanco gli dò il seno e allora lui si addormenta per svegliarsi di nuovo verso le 2 circa, a questo punto non lo allatto (perchè non credo abbia fame visto che ha mangiato la pappa alle 20 e ancora il latte alle 22) e gli do il ciuccio o se proprio si lamenta lo metto nel lettone, quando va bene si addormenta e si sveglia verso le 6 (allora lo allatto) per poi svegliarsi alle 8. ah, dimenticavo, la mia sveglia per il lavoro suona alle 6 e 15. qualcuno mi può dire dove e se sbaglio…
detta così sembro una persona molto insicura, ma il problema è che io sono precisa di carattere e in più sono una militare, quindi per me ordine e disciplina sono LA REGOLA, e quindi affrontare tutti i cambiameti del piccolo non è semplice.
help!
daniela, noi ci eravamo organizzati così: il grande a dormire nel lettone con la mamma, io sul divano fin quando il piccolo non avesse imparato ad addormentarsi da solo nel suo lettino alle 20,30 circa (dico io sul divaneo perché la mamma mi ha detto “io che sento piangere mio figlio e non lo prendo in braccio? non succederà mai!” e così mi sono occupato io di tutta sta storia…).
comportandomi come ho descritto sopra, il grande ha dormito nel lettone una notte sola. la prima. ora il piccolo si addormenta regolarmente alle 20,30. a questo punto verso le nove (come sempre) il grande va a dormire nel suo letto.
noi avevamo paura che il grande poi non volesse più tornare a letto nel suo lettino, una volta stabilizzata la situazione. e in effetti, anche solo dopo una notte, è andata così. ma come ho detto, gli abbiamo spiegato per filo e per segno quello che stava accadendo, cercando di farlo sentire parte attiva del processo. adesso lui ci prova sempre ad ottenere di addormentarsi nel letto grande con noi, ma alla fine cede sempre e senza troppe storie si addormenta da solo nel suo lettino accanto al fratellino.
cara francesca, non mi sento di dare consigli, solo riportare la mia esperienza. in genere noi abbiamo deciso di non dare al piccolo falsi bisogni e abitudini che poi per forza deve perdere. ad esempio, l’abitudine di addormentarsi attaccato al tuo seno è un’abitudine che sarebbe meglio non dargli, perché potrebbe arrivare a chiederlo sempre prima di dormire e comunque prima o poi dovrà smettere comunque.
in genere la disciplina fa bene, credo, ma la nostra posizione è cercare di non imporla, ma fare in modo che i bimbi la chiedano, come se fosse un gioco.
comunque una sveglia alle 2 e una alle 6 di mattina è un gran bel risultato per un bimbo di sei mesi.
il nostro ha i ritmi del tuo, salvo che si addormenta alle 20,30 e non alle 22.
prova a lavorare su quelle 2 ore…
Francesca non credo che tu stia sbagliando niente, forse è solo questione di rivedere le aspettative, in fondo un bimbo di 6 mesi che si sveglia solo una volta per notte e si riaddormenta senza mangiare è già una bella fortuna. Io a mia figlia a quell’età le davo la tetta e basta, possibilmente senza nemmeno aprire gli occhi. Non ho idea di quanto spesso si svegliasse, ma sicuramente almeno una.
Guardate, io sono d’accordo con tutto finché si tratta di risolvere un problema pratico. Se soffro d’insonnia è ovvio che non posso dormire nello stesso letto con un bambino che non sta mai fermo. Se ho più figli è ovvio che alla lunga non posso tollerare che si sveglino ognuno due volte per notte e ognuno a orari diversi. Per risolvere questi problemi secondo me è accettabile (quasi) qualsiasi metodo, ovvero qualsiasi metodo che noi genitori riteniamo appropriato ai nostri figli.
Quando però leggo che non è GIUSTO che un bambino non si addormenti da solo, che non è GIUSTO che non dorma nel suo letto, che addirittura ne va della sua autostima e della sua indipendenza… beh… mi girano
Mi girano perché si mette l’ideologia al primo posto, e il bambino al secondo. Mi girano perché questo implica che chi non fa così SBAGLI, e magari faccia dei danni psicologici permanenti al proprio bambino. Così una povera mamma, come Elisa sopra, si sente in dovere quasi di scusarsi, perché a lei e a sua figlia quelle coccole della sera piacciono.
Allora, se i metodi che vanno di moda non combaciano col nostro sentire, io direi, invece di sforzarci di seguire la moda, di riflettere un attimo su come e quanto è cambiata questa moda solo negli ultimi 30 anni. Per fare un esempio stupido, il mio inserimento all’asilo è durato un quarto d’ora, appena mi sono distratta mia madre se n’è andata, allora si faceva così ed era considerata una cosa GIUSTA. Oggi l’inserimento all’asilo dura due settimane d’ufficio, e se dici che magari una settimana basta, le educatrici – giustamente – ti guardano male.
Mia figlia non sta ferma un attimo e l’unico momento in tutta la giornata in cui vuole le coccole e io posso dargliele, è quando si addormenta. Quindi si addormenta in braccio a me con grande gioia di entrambe. Faccio sempre di tutto per esserci la sera perché è il momento più bello della giornata. Prima o poi capiterà che non ci sarò, beh pazienza, penso proprio che mia figlia sopravviverà. Prima o poi arriverà un fratellino o una sorellina e il lettone diventerà stretto, beh avremo tempo per prepararci. Del resto non conosco 14enni che vogliono addormentarsi in braccio alla mamma, quindi confido che prima o poi, nei prossimi 10-11 anni, il “problema” (che per noi problema non è) si risolva da solo.
Massimiliano, sai che quella del lettone non è una brutta idea? Ci penso sul serio!
Claudia… un giorno una sostituta della pediatra, al bilancio dell’allora treenne, mi ha chiesto “dorme da sola nella sua stanza, vero?”. Al si ha sospirato con un tragico “ah, bene, mi raccomando siate rigidi perché è provato che i bambini che non dormono da soli nella loro stanza fin da piccolissimi possono poi soffrire di disturbi del sonno anche non da poco.”
Non sono riuscita a non ridere! Mio marito era il terzo di 3 fratelli, vecchia famiglia senza tanti mezzi, le due sorelle hanno sempre dormito insieme in un letto matrimoniale e lui nel lettino in camera dei suoi finché non sono riusciti a recuperare una stanza in più. Eppure il suo unico problema sul sonno attualmente è la sveglia
E idem mia figlia, in braccio fino a un anno, eppure ora russa come un orso tutta la notte (salvo malattie) e al mattino sai quante volte mi urla arrabbiata “mamma, lasciami stare io sono fatta per dormire?”. Al diavolo le mode! IO voglio che si addormentino per conto loro, ma perché la sera sono stanchissima, quindi nervosa, quindi perdo presto la pazienza e ho solo voglia di guadagnarmi il divano. Ecco, l’ho detto
Ecco Massimiliano, perfetto:
“ad esempio, l’abitudine di addormentarsi attaccato al tuo seno è un’abitudine che sarebbe meglio non dargli, perché potrebbe arrivare a chiederlo sempre prima di dormire e comunque prima o poi dovrà smettere comunque.”
Nonostante io ammiri il buon senso con cui hai gestito tutta la tua situazione, vorrei solo farti riflettere sul fatto che il bebè che si addormenta al seno è, sicuramente non per tutte le mamme, ma per un bel po’ di mamme, una gioia inimmaginabile. Una GIOIA. A cui molte mamme rinunciano sin dall’inizio, oppure lo fanno sentendosi in colpa, perché viene detto loro di non dare ai figli abitudini “sbagliate”. A me questo sembra ingiusto, onestamente.
Daniela hai assolutamente ragione!
claudia: che addormentare i propri figli al seno sia una grande gioia lo capisco perfettamente. e non c’è niente di male. nel mio primo post sono stato chiaro: noi non ce la facevamo più a svegliarci tutte le notti ogni due ore.
tutto parte da lì.
non ci sono regole, ma c’è solo il buon senso. e il grande cuore di un papà e di una mamma.
noi aravamo così stanchi che poi durante il giorno avevamo i nervi a fior di pelle. e i primi subire questa situazione erano i bimbi.
ne abbiamo parlato e abbiamo cercato, ognuno riconoscendo i propri limiti, di affrontare il problema sonno nel modo per noi migliore.
vuoi dormire con i tuoi figli nel letto grande fino ai 10 anni?
se per te non è un problema benissimo.
ho un’amica che aveva costruito una specie di astronave allargando a destra e a sinistra il matrimoniale, agganciando due lettini per i bambini.
perfetto. io non ho nulla in contrario.
non lo farei.
ma non ho nulla in contrario se qualcuno vuole farlo.
e sono d’accordo con te nel dire che non ci sono cose giuste o non giuste. io ho detto che non ci sono motivi reali per non insegnare ai propri figli, anche piccolissimi, a dormire nel loro lettino, nella loro stanza.
se poi deve essere una tragedia dormire nel proprio letto, amen, tutti nel lettone.
certo non mi comporterei come quel criminale che chiude il figlio in stanza dietro a delle sbarre.
i miei figli non hanno avuto particolari problemi nel passare dal lettone al loro letto.
siamo fortunati.
Cari tutti,
in particolare un grazie a Massimiliano per i suoi commenti equilibrati e per la sua esperienza. Purtroppo anch’io sono nella posizione di Letizia, cui va la mia solidarietà.
Mia figlia ha 2 anni e 3 mesi e dorme nel lettino di fianco al nostro letto.
All’inizio, quando era piccola, ho provato a non farla addormentare in braccio ma non c’era verso, urla isteriche (tipo il video) e risvegli continui.
A un certo punto a 18 mesi non l’ho fatta, più dovendo alzarmi per andare a lavorare e ho optato per il lettone, dove invece dormiva benissimo.
Ad un certo punto sono riuscita a farla addormentare nel lettino con la mano (che puntualmente mi stritola) e, quando si svegliava, a farla riaddormentare sempre nel lettino.
Stavo per cantare vittoria e pensavo di passare alla cameretta ma, dopo natale invece siamo tornati ancora indietro. Ora si addormenta solo in braccio, solo con me (con il papà ha sempre fatto tutto tranne il sonno) e si sveglia spessissimo con incursioni nel lettone. Questa settimana puntuale alle 4 di mattina, sveglia per 2 ore e più (io mi alzo prima delle 7).
Sono esausta e non so che fare, per molti (marito compreso) il lettone non è poi quel gran male, io vorrei invece che acquistasse autononia e soprattutto vorrei dormire. Però non ho la forza di portarla nella cameretta, sono già stanca così figurarsi a stravolgere le cose. Quanto meno la pediatra è comprensiva, avrà visto le mie occhiaie e non ha osato infierire.
Che mi consigliate?
Grazie a tutti
Serena e Silvia, a quando un libro di raccolta di comments?
Daniela, se leggi piú su, trovi un paio di commenti di come abbiamo fatto con nostro figlio Esteban. Adesso Esteban ha 3 anni e 9 mesi. Va generalmente a letto in orario 8:00/9:00. Vuole, anzi lo vogliamo lui ed io, la mano per addormentarsi. Da 7 mesi però, ha una sorellina. Non abbiamo una “formula” fissa ma il problema é evitare quella gelosia tipo “io a letto e lei in sala?!?!?!” cerchiamo di dormire la piccola prima e quindi lui. L’unica costante imprescindibile a nostro avviso é, per quanto possibile, la presenza dei due genitori: il babbo DEVE fare la sua parte. Se Elena non si é ancora addormentata ed é già ora di dormire per Esteban, magari gli offro il nostro lettone, con me di fianco, finché si addormenta… un piccolo premio? Con Elena non so se faremo come con Esteban, vedremo. Nel frattempo, facciamo cosí: se la addormenta mia moglie, é con il seno. Se la addormento io, é cullandola. All’inizio é stata dura perché si agitava e voleva attaccarsi alla mamma. Ho tenuto duro, facendo finta di non sentire gli strilli e continuando a cullarla finche cedesse. Ora, appena la porto in camera, spengo la luce e la stringo a me, lei stessa, da sola, appoggia la testolina sulla spalla e si lascia cullare. Generalmente non si tarda piú di 10 minuti. A volte peró anche 20… pazienza. Poi, verso le 3, si sveglia e la portiamo nel lettone per la poppata. Siccome noi due siamo in fase REM, non abbiamo poi le forze di riportarla nel suo lettino e rimane con noi fino la mattina.
É giusto? non so ma nelle notti buone (la maggior parte delle notti), nel giro di una mezzora li abbiamo messi a letto e ci godiamo la sera tutta per noi. L’importante, ripeto, é il “gioco di squadra” e non perdersi d’animo perché tutto si “normalizza” prima o poi.
Ciao.
grazie massimiliano per la tua esperenza e grazie claudia per avermi rincuorato un pò, forse hai ragione, sono io ad avere un “target” troppo alto. non ho altre esperienze di bimbi piccoli, nemmeno in famiglia e quindi, tranne quello che ho potuto leggere qua e là, non conosco le abitudini dei bambini in generale, anche se ogni bimbo è unico e quindi è sicuramente sbagliato generalizzare.
sono daccordo con te quando dici che non c’è nulla di SBAGLIATO nel dare determinate “abitudini” ai bimbi e sono altrettanto daccordo con massimiliano sul fatto che non ci sono regole ma solo il buon senso di mamma e papà…del resto anch’io ho dormito nel lettone dei miei genitori fino a quasi sei anni e non ho avuto traumi di alcun genere.
forse devo più che altro lavorare su me stessa e non essere troppo rigida.
p.s. cmq claudia, è veramente una gioia immensa vedere il proprio piccolo che dorme attaccato al seno
@massimiliano, nella vostra situazione penso che abbiate fatto benissimo. Probabilmente avremmo fatto anche noi la stessa cosa.
Io dico solo: Ottimo cercare metodi per risolvere i problemi, ma non fissiamoci ad applicare metodi dove problemi non ce ne sono “solo perché tutti dicono che non è beehehello” (citazione libera dai Poeti Estinti)
In questo caso particolare, capita (!) che non sia un problema per i genitori che il bambino si addormenti o anche dorma tutta la notte con loro, allora inutile stare a chiedersi è giusto o no e cercare di cambiare le cose. Andate, e dormite tutti!
@lorenza, scusa anche per te vale lo stesso discorso, la bambina nel lettone ti disturba il sonno? Se sì, allora insisti col lettino, se invece dormite tutti di più e meglio con la figlia nel lettone, allora dai ma che t’importa? L’autonomia nel dormire l’acquisterà più in là, sicuramente è già autonoma in tante cose. Vai tranquilla e fatti le tue ore di sonno, ché sono la cosa più importante!
@francesca guarda il lato positivo, tu almeno puoi ritagliarti un paradiso di “disciplina e ordine” sul lavoro, ti sfoghi lì
Ah, a me invece il lettone era proibito, non ho dei bei ricordi di questa cosa ma traumi particolari non ne ho avuti nemmeno io. Temo che, statisticamente, i nostri figli cresceranno belli sani e mediamente equilibrati indipendentemente da dove dormono a 6 mesi (o a 3 anni).
@Claudia, grazie della risposta e dei consigli!
Anch’io pensavo che prima o poi le cose si sarebbero sistemate, ma ultimamente invece sono peggiorate senza causa apparente e il mio sonno si interrompe spesso, sono sfinita, la mattina mi trascino.
Soprattutto il problema è che appena lei si gira o sospira io mi sveglio. Questo mi ha fatto diventare un po’ insofferente e non riesco ad accantonare energie e pazienza per quando magari sta male e ovviamente è più agitata.
Forse sono egoista, ma non ce la faccio più, per mio marito tenerla nel lettone è una bella cosa, per me ormai è diventata una costrizione, vorrei un po’ di spazio.
Però non so come cambiare le cose e il tempo passa…tanto più che io ricordo quando ero piccola che dormivo nel mio letto senza problemi né traumi e vorrei che anche mia figlia fosse serena.
Ciao!
ma si, hai ragione claudia! vuol dire che farò il pieno di “disciplina e ordine” a lavoro e poi a casa…anarchia!!!;-)
@Lorenza, allora è chiaro che la bambina non può dormire con voi. Oppure puoi far mettere in mezzo il papà
Ma anche la bimba si sveglia spesso la notte? Non è che dorme troppo durante il giorno? Mia figlia ha qualche mese in più della tua ma già da un po’ comincia a saltare il sonnellino pomeridiano (o se lo fa, poi va a letto dopo mezzanotte :/ )
Ti abbraccio
@Lorenza,scusate se mi intrometto nei commenti.
Io ho un bimbo di 10 mesi che stò ancora allattando alla mattina ed alla sera.A 8 mesi ho cominciato ad adottare il metodo Estivill perchè il monellino cominciava a risvegliarsi ogni 2 ore per attaccarsi al seno e non c’era modo di tranquillizarlo se non offriglielo.Subito dalla prima notte il piccolo ha dormito 12 ore filate e da quella notte non ci sono stati più risvegli notturni.Anche io e mio marito avevamo pensato alla soluzione “LETTONE” ma io come te non riuscivo a dormire perchè avevo sempre paura di schiacciarlo o che lui cadesse dal letto.Adesso alla sera, a volte si addormenta ancora attaccato al seno,ed io lo metto nel suo lettino ancora addormentato,ma comunque continua serenamente a fare la nanna tutta notte.
Spero di esseri stata da aiuto in quello che ho scritto…
Ciao..
@Claudia sì, ha sempre avuto il sonno leggero, nonostante la sera la mettiamo a letto con la stessa routine. Per qualche ora sembra anadre tutto bene poi si sveglia a metà notte varie volte. La pediatra dice che crescendo il sonno diventerà più pesante, speriamo. Il sonnellino pomeridiano lo fa ancora, se lo salta arriva nervosa e sfibrata alla sera. Boh, ho l’impressione di sbagliare ma non capisco dove, ci sono giorni che va tutto meglio e poi si torna indietro, so che con i bambini è così…
@Katia, quando era più piccola ho provato una volta con l’Estivill, non ce l’ho fatta le urla erano proprio disperate. Ora ormai è troppo grande, scenderebbe dal lettino e non mi va di arrivare a metodi drastici.
Pensavo di prendere il coraggio a 2 mani e portare il lettino nella cameretta, dormendo i primi tempi con lei. Mi sembra l’unica soluzione, devo convincermi…
Grazie a tutti per il sostegno, credetemi mi è davvero di conforto!
Io avevo deciso di portare il lettino in cameretta durante le vacanze di Natale scorse…poi non ce l’ho fatta. Il punto è che non ho energia e positività sufficienti per reggere alla sua lotta oppositiva. Ieri sera per esempio è voluto andare nel suo lettino da solo, coprirsi e ha fatto finta di addormentarsi e fare la nanna con la manina della mamma,per un po’…poi al momento di dormire davvero è voluto venir su da noi, gli abbiamo spiegato alcune ragioni dolcemente…Tsè!! ha iniziato ad opporsi in malo modo. Lui è molto alto e forte…non lo posso stendere a forza. Peraltro da una settimana a questa parte ha iniziato nuovamente a fare crisi isteriche…quindi non mi è sembrato il caso di generarne un’altra prima di dormire. Però il fatto che ogni tanto lui voglia andar nel suo lettino mi dice che lui lo sa che,in teoria, dovrebbe fare così’…è già qualcosa.
@Lorenza fammi sapere se prendi coraggio!
Lorenza,
“sì, ha sempre avuto il sonno leggero”
ehi, chissà da chi ha preso!
Voglio dire, se anche tu ti svegli quando lei sospira, mi sa che siete almeno in due col sonno leggero. Forse può aiutarti – ormai la bimba è grande, ci puoi discutere – puoi raccontarle come anche tu la notte ti svegli spesso, quali cose ti disturbano, quali trucchi usi per riaddormentarti, come facevi da piccola ecc (e se da piccola non avevi il sonno leggero, dài una bugia a fin di bene te la puoi concedere
). Ovviamente questo non ti risolve il problema dall’oggi al domani, ma magari trasforma un gioco di potere in un dibattito. Alla fine non è che tua figlia debba imparare che tu hai bisogno di dormire, deve imparare che LEI ha bisogno di dormire e che non c’è niente di male nel dormire.
L’altra cosa che mi viene in mente è che forse il papà dovrebbe subentrare nella procedura di addormentamento e di riaddormentamento. Nel senso che se la sbriga tutta lui
Quando la routine non funziona più, meglio un cambiamento netto secondo me.
Il sonnellino pomeridiano – scusa mi sono spiegata male, non dicevo di saltarlo, ma magari puoi provare ad accorciarlo un po’ e vedere che succede.
La forza sia con te
@ letizia
le crisi isteriche sono il modo che i bimbi usano per ottenere le cose. Per un periodo, Esteban sbatteva la testa contro il pavimento gridando. Ovviamente noi eravamo distrutti al vedere nostro figlio autolesionandosi. Così abbiamo fatto una ricerca su internet e sembrava che la soluzione fosse di ignorarlo. Sempre però, stando attenti che non si facesse male davvero. Da subito (da quando abbiamo iniziato ad ignorarlo) ha iniziato a simulare le testate: la testa arrivava a velocità supersonica ma, a 1 centimetro dal pavimento, partiva il rallenty e la appoggiava finché, un bel momento, ha capito che non serviva e l’ha piantata li.
Forse puoi decidere di dedicare 2, 3 forse 4 notti alle crisi, facendogli vedere che non ti impressiona, chissá, alla 5 si arrende e accetta di andare nel suo letto.
Insomma, loro CERCANO di dettare le loro regole, noi DOBBIAMO imporre le nostre per il bene di tutti. Magari le nostre non sono le scelte migliori ma dubito delle scelte di un bambino riguardo la routine.
Ho letto tanto, forse troppo.
Sì, si dice che vadano ignorati capricci e crisi. Ho provato certo.
ma come faccio se mi si butta addosso? se mi scosto e mi corre appresso? ho notato che con lui peggiora, la tensione aumenta, le urla pure. Non ho mai provato di notte. Ci limitiamo al giorno per ora. E quando ha queste crisi cerco di “contenerlo”. Lo abbraccio, gli faccio sentire che ci sono, che resto lì nonostante tutto. Ma non lo accontento nel capriccio, per questo scattano i capricci che a volte sfociano in crisi. Ma qui vado fuori tema…non c’entra + nulla la nanna.
Grazie Stefano per la tua attenzione.
Letizia ma 2 anni e 2 mesi… è piccolo, è un bimbetto, ci mancherebbe che lo lasci da solo in piena crisi isterica… anch’io faccio come te con mia figlia, parole calme e rassicuranti, “abbraccio di forza”, ma figuriamoci se la ignoro mentre sta così disperata, non se ne parla!
Immagino di non essere la persona più rassicurante per parlare di queste cose. Mio figlio ha un temperamento molto particolare e in questi 6 anni abbiamo fronteggiato moltissime tipologie di crisi. Ho smesso da tempo di pensare che lui lo faccia per manipolarmi, se avesse quella freddezza e quella capacità di calcolo non potrebbe essere un bambino. Un bambino in difficoltà che ancora non riesce a sviluppare una buona tolleranza alla frustrazione. A 10 gg. di vita diventava blu trattenendo il respiro, a 9 mesi sbatteva la testa contro il muro, etc. Abbiamo ignorato ma è semplicemente passato da una manifestazione all’altra. Il suo sonno è stato agitato per tanti motivi fisici ed emotivi. Un paio di mesi fa improvvisamente ha iniziato a dormire nel suo letto, senza proteste e svegliandosi al max 1 volta a notte. Era finalemente pronto, tutto ciò che ho provato in precedenza non era servito a nulla se non a farmi arrivare in ufficio distrutta.
Le crisi nervose, le esplosioni come le chiamiamo noi, ci sono ancora. I contenimenti sono la mia specialità. Perchè gli accade? La spiegazione più plausibile è che non riesca a contenersi. Che abbia bisogno di sfogare il suo disagio portando noi genitori al massimo della rabbia con lui per poi potersi calmare, insieme a noi. E’ una lotta terribile, una sofferenza grande ma quello di cui sono certa è che non sono capricci manipolatori. La sua rabbia è più forte delle regole, il suo disagio nei confronti del mondo è ancora troppo forte. Ci lavoriamo molto ma il viaggio sembra ancora lungo.
Non tutti i bambini per fortuna sono come il mio, però a volte anche per i più tranquilli vale la pena pensare che forse non sono le regole a mancargli ma che proprio non sono ancora pronti a vivere ciò che gli chiediamo, fosse anche solo dormire da soli.
Scusate, forse mi sono spiegato male. Non vorrei fare la parte del mostro che abbandona il figlio alle sue crisi e tantomeno lo sto consigliando. Mi riferisco al fatto di cercare di non dare così importanza al “gesto” (cioè sdrammatizzare) e di guidarlo verso altre forme. Per il suo bene soprattutto, visto che le testate sul pavimento non sono certo salutari. Poi, ci sono bambini come il figlio di Marzia la quale fa sicuramente benissimo a fare come fa (il mio é sicuramente più “semplice” e non mi permetto di dare consigli). Come giustamente dice Marzia, le esplosioni di rabbia sono una forma comunicativa. Noi abbiamo cercato altre forme già sue. Mi riferisco al fatto che Esteban, a quel tempo comunicava i suoi desideri anche in maniera non rabbiosa (ma senza parlare perché ha cominciato tardi a farlo e tuttora, a quasi 4 anni, non parla benissimo). Quando sono iniziate le crisi, dopo un periodo di sconforto e sensazione di non controllo, abbiamo cercato di canalizzarlo verso le SUE forme d’espressione non rabbiose. Ovviamente, non é stato tutto rose e fiori come sembra, ci é voluto del tempo ma, sinceramente, molto meno di quello che ci aspettavamo.
Infine, ci sono volte che, come il figlio di Marzia (scusa), che non ne vuole sapere di chiudere la “crisi” cosí, lo lascio continuare fino ad un momento in cui io “esplodo”, si fa un bel pianto, lo consolo e lo distraggo con qualcosa d’altro. Finisce li.
Il passaggio dallo stato di crisi a quello di calma é un filo sottile, a volte invisibile e difficile da decifrare. I nostri figli devono imparare a stare al mondo e noi, per aiutarli, dobbiamo ri-imparare a vedere il mondo come loro… che ardua impresa!
@Letizia, direi che siamo proprio nella stessa situazione, quello che scrivi sembra esca dalla mia tastiera…ma tu di dove sei? Se sei di Roma se vuoi ci possiamo vedere e raccontarci le reciproche insonnie
Grazie a tutti ancora per i consigli e la comprensione!
@Lorenza, eehe MAGARI fossi a Roma…abito in provincia di Parma, a Salsomaggiore Terme. Un abbraccio, virtuale!!
Ciao! Sono una pedagogista, vi spiego io perchè il metodo orrido di Estivil funziona:
Quando ripetutamente si lascia piangere un bambino in camera da solo, si attiva in lui un meccanismo di difesa chiamato “dissociazione”.
Lui non impara ad addormentarsi da solo, ma impara che nessuno lo ascolta e il suio stato diventa abbandonico. Nessuno contiene il suo stato interno e questo potrebbe diverntare un trauma.
I BAMBINI POSSONO IMPARARE A DORMIRE DA SOLI, basta dargli buone abitudini appena nati e non vuol dire non coccolarli!!!!!
hannno bisogno del nostro contatto, sono stati nove mesi dentro di noi!!!!!Possiamo metterli nella culletta quando si stanno addormentando e fargli delle carezze mentre sono nella culla…..
In più bisognerebbe sapere che il ciclo del sonno di un bambino è più breve del nostro e i risvegli notturni avvengono quando finisce un ciclo e ne inizia un altro…..osservarlo per capire!!!!!
non sono soldatini!!!!!
Importante però orari regolari e creare una routine prima di andare a letto!
Chi l’ha detto che è sbagliato fare una carezza al bambino per farlo addormentare?????
Per addormentarsi da solo un bambino non deve vedere l’andare a letto in modo ansiogeno…il metodo estevil crea questo!
Quindi a tutti quelli che hanno scritto che loro figlio a imparato a dormire così, mi dispiace ma non è così….ha imparato altro e il dormire e solo una conseguenza!
cara miriam hai riportato un parere molto interessante.
come ho scritto sopra, non sono stato capace di adottare il metodo perché avevo intuito che era troppo rigido.
avevamo dato a giacomo abitudini sbagliate, però in buona fede, cercando di assecondare il suo ritmo di vita.
dopo sei mesi praticamente insonni io ho detto basta.
gli ho semplicemente insegnato a dormire nel suo letto.
gli faccio compagnia finché non si addormenta.
se piange torno da lui, magari non immediatamente, ma torno sempre.
se ha solo perso il ciuccio, glielo rimetto e lui prende sonno subito.
se si sveglia nella notte fuori dagli orari nei quali ha fame (verso la una e verso le sei della mattina), sto con lui ma non lo prendo in braccio, anche perché non ce la faccio proprio.
mi fa comunque piacere che si sia abituato ad addormentarsi nel suo letto.
adesso dorme dalle 9 circa alla una circa. mangia e si riaddormenta. si sveglia sempre all 4. sempre. ma non per mangiare. lo riaddormento. e alle 6 (spesso 5,30) è giorno fatto…
siamo tutti un po’ più riposati.
Miriam, hai detto nel modo giusto quel che penso da quando ho letto Estivill.
Comunque… senza estivill, la piccola in un giorno ha imparato ad addormentarsi nel lettino, per ora io sto in camera, ma senza contatto, coccole, bacio, ciao a giochi e mondo, e la metto nel lettino. Sto in camera perché è ancora molto agitata, perché non ho voglia di fare dentro e fuori, e perché prevedo a brevissimo di passarla nel lettino da grande e non voglio fare mille cambiamenti insieme. Ma sto su una sedia, dove non mi vede, leggendo un libro, e mi limito a qualche “schhh” quando inizia ad agitarsi troppo o quando si alza.
Appena la passo nel lettino, tempo qualche giorno che accetti la novità, e passerò subito al ciao mamma esce. Sono sicura che funzionerà.
Ciao Daniela! Fai la cosa giusta……come fa a vivere il sonno come una cosa bella e piacevole altrimenti???se la vive con ansia non ci riuscirà mai……..
Ciao Massimiliano….ti volevo dire se ti può aiutare….che i risvegli notturni avvengono quando si passa dal sonno profondo(rem) a quello più leggero…non ho capito quanto tempo ha il tuo bimbo….però verso l’anno dovrebbe essere quasi di due ore….se non erro…ma puo verificarlo da te guardandolo….quando ride mentre dorme es….Se capisce “cosa” lo sveglia…puoi in parte prevenirlo…..Anche il mio è un orologio….ma sto in parte risolvendo……Quando va a letto dopo due ore si sveglia…(fine primo ciclo!!!!)poi all’inizio dopo quattro…..ma ora va meglio….
In più la notte è un pò lo specchio del giorno…troppa stimolazione di giorno….rende il bimbo un pò agitato di notte…..
Un altra cosa che aiuta è rendere il momento prima della nanna sempre uguale….tipo un gioco rilassante….quindi o librino o canzoncina o massaggio…..poi piagiama e a nanna….neinte giochi frenetici perchè “lko faccio stancare così dorme…”non funziona….ma è proprio il contrario……
Il sonno è un argomento delicato…e estevill lo tratta in un modo troppo superficiale…………….
grazie miriam.
giacomo ha sette mesi.
da circa tre settimane mi occupo delle sue notti.
lo faccio io perché la mamma proprio non le riesce di sentirlo piangere e lo prende in braccio subito.
la routine prima di andare a letto prevede una specie di bagnetto rilassante con la mamma, la poppata al seno verso le 20,30/21 (alle sette lui mangia la pappa, quindi non poppa veramente, è più che altro una coccola) e infine i covi con la mamma nel lettone o sul divano. poi è lei che lo mette a letto.
ma nella notte quando si sveglia vado io.
comunque hai ragione, fa fatica a fare tre ore di fila senza svegliarsi.
la cosa buona è che gli rimetto il ciuccio e si riaddormenta immediatamente.
dorme nel suo letto in camera sua e di suo fratello senza problemi.
in questi giorni stiamo svezzandolo e ogni volta che aggiungiamo qualcosa, come ieri sera, lui non dorme… e io sono in coma.
ma poi passa.
grazie e a presto.
Capisco che è difficile svegliarsi molto volte di notte, parlo anche per esperienza personale……io ho due bambini, il più grande ha un sonno pronfondissimo, il secondo invece è leggero….Se posso permettermi….quando va nel lettone o sul divano con la mamma, potete provaee a metterlo nel suo lettino prima che si addormenti….perchè lui si addormenta vicino alla mamma, e questo da a lui delle bellissime sensazioni, ma quando si sveglia la mamma non c’è vicino a lui…e per alcuni bambini questo è un pò destabilizzante….per capirci, pensa se tu andassi a letto la sera e la mattina ti svegliassi sul divano…cmq morbido e soffice…ma come sei arrivato li????
Si può provare a passare le coccole…in camera…
E comunque penso che tutto debba essere fatto con la serenità di tutti….quella del bambino ma anche la nostra…….
Concordo con Miriam, penso ci siano bambini sensibilissimi alle condizioni di addormentamento/risveglio. Non tutti magari, ma TopaGigia per esempio è sempre stata così. Dobbiamo stare attenti che l’ultima persona che vede la sera sia quella che vede la mattina, e quando si svegliava di notte (aaaahhh, permettetemi un bel sospiro per il fatto che posso parlare al passato!!!) stessa cosa. La messa a ninna era un impegno fino alla mattina dopo per la stessa persona.
Salve,
sono la mamma di una bimba di 5 mesi. Intorno ai 3 mesi e mezzo, la mia piccolina, che fino a quel momento si era autoregolata benissimo per pasti e sonno, era diventata ingestibile: non dormiva di notte, mangiava continuamente, era sempre nervosa e neppure tenerla in braccio e coccolarla serviva a nulla. Inutile dire, come successo a tutte voi, che io non ne potevo più: ero diventata intrattabile con tutti, persino con la mia Topolotta e non ragionavo più. Un giorno, ritornata da una commissione, trovai mia madre abbandonata sul divano (con mia figlia a pancia sotto sulle sue ginocchia) in uno stato pietoso…le mancava solo una flebo attaccata al braccio! Mi disse che mia figlia aveva pianto per 2 ore filate ( e vi assicuro che urla come un’aquila: dicono tutti che farà la cantante lirica!), che non era normale una cosa del genere. Disperata, mi consigliano “Fate la nanna” di Estevill, definendolo miracoloso. Proviamo, mi sono detta, male non farà. Ad essere onesti non l’ho applicato proprio alla lettera: l’unica variante è stata che quando entravo in camera mi avvicinavo al mio amore e le sussurravo all’orecchio parole rassicuranti, le davo un bacio e me ne andavo. Però i tempi li ho rispettati. Ha funzionato, miracolo! Dopo una settimana, solo 5 minuti di lagna e poi si addormentava da sola. Inoltre sia io che lei eravamo rinate: io più serena e lei molto più concentrata e sorridente…si faceva 12 ore con una sola interruzione di notte e dormiva per altre 4/5 ore di giorno. Poi una settimana fa, girando su internet, trovo questo sito e la valanga di opinioni contro il metodo Estevill (preciso che ce ne sono altrettanti in rete, se non di più, che sono concordi! Forse, così come me, non tutti lo applicano alla lettera ma lo adattano al proprio carattere… cum grano salis). Vado in crisi: ma allora sono una madre disumana, perchè lascio mia figlia lagnarsi prima di dormire; sono crudele perchè non ascolto le sue esigenze e non instauro un rapporto di dialogo (ma si può a 4 mesi?!) e di fiducia con mia figlia; sono un vero mostro perchè rischio di provocarle problemi psicologici e neurologici in quanto il pianto fa male al bambino! Ho girato freneticamente per i siti, mi sono informata sui libri e soprattutto ho continuato a leggere i post di Serena e di tutte voi sull’argomento ‘sonno del bambino’: non dormo da una settimana perchè leggo fino a tardi le diverse opinioni, poi mi addormento e faccio incubi su come mettere a letto mia figlia, poi la poppata notturna e poi tutto il giorno al lavoro. Risultato: sono di nuovo a pezzi, ho perduta la fiducia in me stessa e nella mia capacità di discernimento, e adesso metto a letto mia figlia con sensi di colpa, la ritiro su come dice Tracy Hogg, ma se la prima volta ha dato risultati, già la seconda volta la situazione è peggiorata drasticamente: mia figlia piange di più e fa più fatica ad addormentarsi; devo aspettare il pasto successivo per farla dormire di nuovo, perchè la tetta ha sempre un effetto miracoloso e lei ormai è stravolta dalla stanchezza. Mi chiedo: ‘Ma queste mamme non fanno mai piangere i loro figli? Appena fanno un vagito, accorrono subito al loro capezzale?’ Perchè questo deve succedere, dato che Serena dice che non è in grado di aspettare neppure che suo figlio pianga per un minuto! Sì, perchè la tabella dei tempi di Estevill dice che il primo giorno si aspetta 1 min prima di entrare la prima volta, 3 min per la seconda e 5 le volte successive. Sapete quante cose si fanno in 1 minuto? Pochissime: tempo che sei uscito dalla stanza, metti due piatti nella lavastoviglie, ed è già ora di rientrare. E se hai un’altro figlio che piange per altri motivi come fai a non farli piangere entrambi, dato che non puoi farli aspettare? E con i gemelli? Io non ho un marito che mi può aiutare perchè lavora fuori durante la settimana, quindi sono sola! E all’asilo nido cosa fanno quando è ora di dormire? Stanno dietro ad ogni bimbo come suggerisce Tracy? Non credo proprio! Quindi significa che se mando un figlio al nido sono una cattiva madre, dato che sarà condannato a piangere? Penso che ritornerò al mio metodo ‘disumano’, perchè almeno si lagnava solo 5 minuti e non per 1 ora. Ora arrivo al punto: PER FAVORE, QUANDO SCRIVETE UN’OPINIONE, FATE CHE SIA TALE! Magari io sono l’unica sciocca che si mette così in discussione, ma credo anche che, sebbene internet ti permetta di scrivere ciò che vuoi, ci debba essere il buon senso di esprimere le proprie opinioni in maniera più oggettiva, senza giudicare gli altri. Dire che ‘il metodo è crudele’ e chiedersi ‘come faccia un genitore ad applicarlo e affermare che funzioni’, è come dire che quel genitore è da denuncia! Questo non mi sembra giusto perchè credo che ogni genitore mai e poi mai farebbe del male al proprio figlio, neppure inconsapevolmente dato che abbiamo il nostro istinto materno/paterno che ci tutela da questa possibilità! A voi piace Tracy Hogg, ad altri Estevill: benissimo, lasciate che sia così e non giudicate! I nostri genitori e nonni lasciavano piangere i loro bambini molto più di quanto non facciamo noi, eppure non hanno turbe psicologiche, non hanno problemi con il sonno e vogliono bene ai propri genitori. Cum grano salis
carissima mamma arrabbiata, complimenti per il tuo post.
ti capisco perfettamente. come ho già scritto sopra, mi occupo delle notti di giacomo, il nostro bimbo numero 2, perché la mamma non riesce a sentirlo piangere e, fosse per lei, il piccolo sarebbe in braccio.
io ho applicato il metodo solo come strategia di fondo, prendendo alcuni concetti di base, come quello che sostiene che non si capisce il motivo per cui i bambini piccoli non debbano dormire nel loro letto ma in situazioni tutte strane, o nel lettone.
però non ho rispettato i tempi alla lettera, sono rientrato sempre prima di quello che indica il metodo, seguendo piuttosto i ritmi del bimbo. se giacomo era assatanato rientravo sempre dopo un minuto, se più tranquillo allungavo un po’.
il bimbo ha reagito benissimo, passando da pause di un’ora a quattro e a volte 5 ore prima di risvegliarsi.
però ho scoperto che non è una cosa definitiva. infatti, adesso, dopo circa 2 mesi, e dopo una brutta influenza che lo ha tutto scombinato, ha ripreso a svegliarsi spesso. piange molto prima di addormentarsi. vuole sempre stare in braccio, dove si addormenta istantaneamente. e si sveglia subito appena lo ripongo nel lettino.
che dire?
io continuo per la mia strada, ma cerco sempre di essere sereno e comprensivo. una mamma amica nostra ha lasciato urlare il suo secondo figlio per tre notti di fila senza mai entrare nella stanza, per “insegnargli” a dormire, dicendomi che, come noi, anche suo figlio non aveva nessun bisogno di mangiare a mezzanotte…. !!! solo che noi abbiamo 40 anni e lui 4 mesi, le ho detto…
il mio parere è però anche questo: un genitore che non dorme da sei sette mesi, e quando dico non dorme voglio dire che per tutto questo tempo non dorme per più di tre ore per notte, e magari nemmeno di fila, è un genitore disperato.
ve lo posso assicurare.
i bimbi così piccoli di notte quando non dormono, non piangono, urlano.
è un macello!
allora, ad un certo punto, si cede e si prova con altre strade.
probabilmente chi si professa totalmente contro il metodo fate la nanna ha i figli che dormono almeno 4 ore filate per notte.
a queste persone chiedo di provare, per una settimana, di non dormire. andando a lavorare tutto il giorno e magari, tornando a casa, mettersi a giocare con il figlio più grande (tre anni) fino a cena.
provate.
poi mi dite come vi sentite.
io, come credo la mamma arrabbiata, non ho mai abbandonato mio figlio solo a piangere tutta la notte nella sua stanza, ma non ce la faccio più a tenerlo in braccio per farlo dormire. e a non dormire mai.
quindi bisognerà che lui si abitui, con tutte le delicatezze del caso, a mettersi tranquillo.
e non mi voglio sentire in colpa per questo.
e sono sicuro di dare a giacomo, insieme alla mamma, tutto l’affetto del quale ha bisogno. infatti, è un bambino di otto mesi molto vivace, sempre sorridente, che mangia tutto con piacere ed è anche un bimbo precoce, perché stimolato dal fratello di tre anni.
con fatica, un po’ col metodo un po’ no, sto riuscendo a fargli allungare le pause di sonno.
ma non è giusto giudicare chi per sopravvivere ha adottato un metodo piuttosto che un altro, quando magari il proprio figlio si fa otto ore da sempre…
Brava Mammaarrabbiata. Nei vari post miei, ho sostenuto quello che tu scrivi. Spesso (per fortuna non sempre), i commenti contro qualsiasi “metodo” che non sia “fallo dormire con te e guai se piange” sono conditi di sensi di colpa. Non ti preoccupare, non c’e’ colpa. E, comunque sia, se sei sola, molto probabilmente tua figlia va o andrà al nido o all’asilo e, probabilmente, al momento di lasciarla, piangerà l’ Aida. Ciononostante, quando torna a casa e trova la mamma che le vuole bene, si dimenticherà del pianto della mattina. Anzi, il pianto generalmente se lo dimenticano dopo 5 minuti, appena iniziano a giocare con gli altri bambini. E tu? cosa devi fare? non vai a lavorare? Questa la società in cui viviamo. La vita é fata di cose che ci piacciono e di cose che ci piacciono un po’ meno. Io penso che se mio figlio non dorme di notte, di giorno gli piace un po’ meno svegliarsi ed andare a scuola. Se mio figlio non dorme di notte e di conseguenza io non dormo di notte e di giorno lavoro, magari la sera sono un po’ più irritabile (come la maggior parte delle persone) e meno funzionale al gioco.
Per concludere, dimenticati i sensi di colpa che sono come la nostra ombra che non ci lascia mai se non di notte quando c’e’ buio e dormiamo e non la vediamo. I sensi di colpa sono inevitabili. Il sole (tua figlia) é la cosa piú bella, é la fonte della nostra energia. Con il sole, inevitabilmente, arriva l’ombra (il senso di colpa). L’ombra ci può servire a giudicare e a mediare le nostre azioni. Se però ci nascondiamo tutto il tempo all’ombra…
Cono nostro figlio abbiamo “applicato il metodo”, anche con un po’ di senso di colpa ma con il fine di permettergli/ci di riposare di notte. Ha funzionato. Oggi, a 4 anni appena compiuti, continua dormire tutta la notte e non sembra aver traumi di alcun genere. É molto sociale, sa stare con gli altri, adulti e/o bambini. Se si sveglia di notte, al buio (non usiamo lampadine di notte), non ha paura e trova la strada da solo per andare magari in bagno, ecc. Piange e ha momenti di crisi? OVVIAMENTE! …come tutti i bambini e come tutti gli adulti. Poi, passano.
Mamma arrabbiata, te l’avevo detto che di notte è meglio dormire invece che tormentarsi con i sensi di colpa e che se ascolti tutti non vai più a casa … come vedi le opinioni in questo ambito sono tra le più disparate, io penso che occorre avere un minimo di flessibilità ed equilibrio indipendentemente dal metodo che si decide di adottare.
PS: flessibilità: qualche volta magari possiamo farla dormire nel lettone con noi
Ciao a tutti….non credo che sia giusto chiamarti mamma arrabbiata…ma mamma che si preoccupa e tiene alla sua cucciola!!!!Vedi….io ho la mia opinione da mamma (un bimbo di 10mesi e uno di 4 anni) e da pedagogista…in primis dormi serena!!!
E’ chiaro che ami la tua cucciola………………
Cerco di piegarvi perchè da operatrice il metodo di Estivill non è particolarmente indicato: RICORDANDO CHE TU NON LO HAI APPLICATO!!!!MA HAI TROVATO IL TUO METODO CHE E’ QUELLO CHE RICERCA LA SERENITA’ DELLA COPPIA MADRE-BAMBINO.
Un bambino sotto i 6 mesi sta ancora cercando il suo equilibrio…
E’ importante non lasciarlo piangere esageratamente perchè è NORMALE che lui ricerchi la nostra presenza, ma non bisogna correre al primo vagito…..I BAMBINI PIANGONO, E’ IL LORO MODO DI COMUNICARE E DOBBIAMO IMPARE AD ACCETTARLO!!!QUESTO NE VA DELLA LORO CRESCITA.
MA DOBBIAMO ANCHE IMPARARE A INTERPRETARLO.
SOTTO I 6 MESI UN BAMBINO NON PRENDE VIZI, NON SI CORPORTA LOGICAMENTE MA E’ TUTTO ISTINTO….QUINDI E’ NORMALE CHE LUI CI RICERCHI!!!
NON SONO VERE DICERIE TIPO:
- PIANGERE FA BENE HAI POLMONI
- PIANGE PERCHE’ LO FA APPOSTA
- FURBO…….
LUI CI CERCA PERCHEì PER LUI SIAMO UNA STESSA COSA!!!E SPESSO CI RICERCA DI NOTTE!
PERCHE’ LUI IMPARI A DORMIRE DA SOLO, DEVE “COSTRUIRE” LA CERTEZZA CHE NOI CI SIAMO COMUNQUE…..
SEMBRA STRANO MA PIU’ NOI GLI STIAMO VICINO E PIU’ LUI SI STACCHERA’ VELOCEMENTE……
QUESTO NON VUOL DIRE CHE DEVE PER FORZA DORMIRE NEL LETTO CON NOI, DIPENDE DA NOI, OGNIUNO PRENDE LE DECISIONI CHE SONO PIU’ UTILI……
IO NON LI HO MAI PRESI A LETTO CON ME…MA NELLE SITUAZIONI PIU’ DIFFICILI MI ALZOVO ANCHE 10 VOLTE A NOTTE E CERCAVO DI ESSERE DOLCE. CAREZZE E POI ME NE ANDAVO…..CI SONO VOLUTI 2 MESI MA ORA DORME TUTTA NOTTE.
POSSO DIRE CON CERTEZZA CHE HA IMPARATO AD ADDORMENTARSI DA SOLO E NON ACCASCIARSI DOPO AVER PIANTO.
NON C’E’ NIENTE DI MALE AD ACCAREZZARLO NEL SUO LETTINO O CANTARGLI UNA CANZONE PER AIUTARLO A DORMIRE…..CI VUOLE UN Pò DI PAZIENZA MA CE LA SI FA!!!!!!!
PRENDITI 10 GIORNI DI TEMPO, E’ QUESTO IL TEMPO CHE UNO SI DEVE DARE PER APPORTARE UN CAMBIAMENTO. STABILISCI QUALCOSA DA FARE PRIMA DI ANDARE A LETTO: ES. TENERLA IN BRACCIO MENTRE GLI CANTI UNA CANZONE E SARA’ SEMPRE QUELLA.
POI LA METTI NEL LETTINO E L’ACCAREZZI CANTANDO.
QUANDO VEDI CHE QUESTO FUNZIONA, QUALCHE GIORNO DI CONSOLIDAMENTO E POI PASSI SOLO AL CANTO, COSI’ LEI SENTE LA TUA PRESENZA…..
STESSA COSA DI PRIMA….PIANO PIANO LEI INIZIERA’ A DORMIRE DA SOLA, MA SERENA…COME FACCIAMO NOI….
E’ UNO SBATTIMENTO….MA BISOGNA ENTRARE NELL’ORDINE DELLE IDEE CHE E’ NORMALE CHE UN BAMBINO ABBIA DEI RISVEGLI NOTTURNI, MA CHE QUESTO COMPORTAMENTO SI POSSA MODIFICARE CON SERENITà!!!!
AL MASSIMO SI PUò REGISTRARE LA PROPRIA VOCE MENTRE SI CANTA….
P.S.NON LEGGERE TROPPI SITI….MA SEGUI CIò CHE TI SENTI E CHE TI FA SENTIRE SERENA!!!!!!!!!
P.S. VEDRAI CHE CE LA FARAI ALLA GRANDE!!!!!!!!!
@cara mammaarrabbiata, hai espresso molto bene i dubbi che io avevo qualche tempo fa, ma che ho superato perché guardo i miei figli e li vedo sereni ed equilibrati. Io ho applicato il metodo proprio come hai fatto tu; non ho mai sopportato chi ha giudicato male questo metodo senza prima sentire come noi genitori l’avessimo applicato e modellato sui nostri bimbi. I genitori che sono pro Estivill si sono comportati come noi; ho diversi amici che lo confermano. E’ fondamentale dormire!!!! Mi ha intenerito tantissimo leggere il commento di tuo marito! Un abbraccio e …. buone notti serene!!!
Però un attimo… io non ce l’ho col metodo (che non è di Estivill, oltretutto, lui ci ha fatto un libro ma questo metodo è più vecchio di lui) ma con Estivill!
Il metodo, con aggiustamenti miei, l’ho seguito anche io (quando era più grande, però). Il suggerimento di base può essere giusto.
Ma un tizio che pretende di essere un grande medico, che scrive un libro senza campioni (non ha sperimentato questo metodo, quindi non può essere un suo metodo, ecco), senza aver lavorato con quello su dei bambini, senza aver visto insomma effetti, pro e contro, senza dati, senza niente, e che viene a dettare legge (perché chi legge il suo libro sa una cosa sola: se suo figlio non si addormenta da solo, ha sbagliato) e che ci mette una buona dose di sadismo…
Ecco, insomma, io penso che qualunque madre di buonsenso che usi questo metodo, se vede il figlio che sbatte la testa, che vomita (si, era elencato), che si fa prendere da una crisi isterica troppo grande, interviene, no? Lui dice di no. Lui impone di no, “lo lascerete stare, che urli, che vomiti, qualunque cosa succeda”. Il suo libro è una dichiarazione di guerra, il figlio è contro il genitore e il genitore DEVE vincere.
Ecco, io su questo non ce la faccio, non ci vedo più e gli vado contro, non lo digerisco. Se poi a qualcuno piace ben venga, ma non riuscirò a capirlo.
Sul metodo no. Perché dico sempre che non c’è un metodo sbagliato. Se figlio e famiglia sono giusti per quel metodo. Non funziona con una bambina che ha coliche ogni sera e piange per ore dal male (e quindi non andava bene per noi fino a 6 mesi), non serve con i bambini che si addormentano da soli come se fosse la cosa più naturale del mondo. Serve per i bambini che hanno solo bisogno di provare e possono riuscirci. E allora è giustissimo provarci, dormire tutta la notte con qualche pianto la sera è meglio che non piangere la sera e poi piangere tutta la notte. 5 minuti di lagne non sono una tortura. Due ore di pianti disperati si (e forse qualcosa non va, e qui Estivill va di nuovo a farsi benedire). Con noi ha funzionato, bene, dopo l’anno. Senza orologio, rientravo se chiamava per un bacio veloce, se chiamava più volte aspettavo sempre di più a entrare, se piangeva tanto mi fermavo un attimo. Ma se avessi seguito il libro alla lettera quel bacio era un fallimento, fermarmi un attimo era un fallimento, rispondere al richiamo era un fallimento. Beh, no, caro Estivill, io non ho fallito proprio niente!
Ciao a tutti,
vi volevo ringraziare veramente di cuore, perchè si sa, anche se un genitore deve essere sempre sicuro di sè e ha l’istinto che lo guida, in realtà è pieno di dubbi, soprattutto con il primo figlio…forse è per questo che si comprano tanti libri e si visitano i siti, per avere conferma su ciò che si sta facendo e sull’infallibilità del nostro istinto! Pensavo avrei ricevuto un sacco di critiche (e non è ancora detto che non arrivino!) per il mio post forse un po’ duro, e invece…
A Massimiliano: grazie, penso che quasi tutti gli uomini hanno il particolare dono di essere più equilibrati delle donne (o almeno di me), senza nulla togliere a tutte le donne del mondo (non voglio offendere nessuna). E’ una cosa che ammiro in voi e mi piacerebbe assomigliarvi di più. Nel tuo post questo buon senso si sente tanto
A Stefano: di te mi ha colpito molto la poeticità del parallelo sole/mia figlia e ombra/senso di colpa. Quanto è vero! Ma come ti è venuto in mente…Grazie
A Miriam: grazie mille anche a te. L’opinione di tutti è preziosa e da valutare, ma quando è anche supportata da esperienza pedagogica non nascondo che tranquillizza ancora di più!
Ad Almi: ovviamente a mio marito ho risposto che il lettone la nostra bambina lo vedrà a 5 anni, quando spero che ormai avrà capito la differenza fra il suo letto e quello di mamma e papà!!!
A Daniela: forse è un mio errore, ma quando ho letto il libro non l’ho fatto in modo fiscale, come non lo farei neppure con libri dai metodi più blandi. Tracy ad esempio dice di prendere in braccio i bambini quando gridano tanto, ma se io lo faccio con la mia Topolotta, lei piange ugualmente quindi la lascio giù e continuo ad accarezzarla e baciarla. A volte continua, perchè è come andata in loop, allora mi stufo, perdo la pazienza e le tiro una filippica infinita (le parlo proprio come ad un adulto, ma senza urlare o arrabbiata, solo un po’ esasperata) sul perchè non bisogna piangere, sul fatto che la mamma è lì e quindi non si capisce perchè deve piangere, ecc. e lei smette, mi guarda e si calma. Non credo che Tracy approverebbe, ma ha me serve a non sclerare e a lei sembra aiuti a capire che ‘ha superato il limite’. Può essere?! Bah, chi ci capisce con questi figli è bravo! Il buon Dio doveva dargli la parola appena nati! Comunque certo Daniela, concordo con te: neppure io sono riuscita a non toccarla e non mi sento fallita. Però qualcosa di buono l’avrà fatta questo ‘povero’ Estevill, dato che ha dato a tanti di noi gli spunti giusti per ‘spuntarla’ con i nostri figli!
Ancora un abbraccio a tutti e GRAZIE!!!
Mamma non più arrabbiata
Mammaarrabbiata, purtroppo non sono riuscita prima a rispondere al tuo commento, ma sono felicissima che la nostra “rete” di amici abbia provveduto in maniera egregia.
) Ma come, va tutto bene, legge il nostro sito e va in crisi??? E’ terribile!
Devo dire che mi hai fatto sentire in colpa! (ma allora è proprio vero che per le mamme il senso di colpa è sempre lì in agguato?!
A questo punto non mi sento di aggiungere molto a tutto quello che già è stato scritto. Però proviamo a fare un “riassunto”: non esistono metodi, nessun metodo è migliore di un altro, l’importante è l’equilibrio familiare e dato che è tanto difficile da conquistare, una volta trovato, difendiamolo. Alla base di tutto deve esserci l’intuito del genitore e, ancor di più, la conoscenza del proprio figlio: e quella si conquista giorno dopo giorno. In fondo, ci nasce un estraneo! Cosa ne sappiamo di come sarà, del suo temperamento: impareremo a conoscerlo giorno dopo giorno e il modo di “incastrare” caratteri ed esigenze verrà. Poi cambierà con il passare degli anni, si squilibrerà centinaia di volte, poi troveremo incastri nuovi.
Dal mio punto di vista Estivill non è davvero un criminale: è un tizio che ha messo insieme qualche brano di metodo psicopedagogico (poca roba è farina del suo sacco) per tirarne fuori un libricino di successo. Del resto la Hogg non ha fatto niente di dissimile: dopo anni di assistenza alle neomamme, ha buttato giù qualche appunto e anche lei ha fatto successo. Ad Estivill riconosco però un fastidioso difetto: sostiene che, se applicato alla lettera, il Metodo funziona SEMPRE! Esageratoooooo!!! Ma chi ti crede!!! Solo che il povero neogenitore privato del sonno è sempre lì sul punto di fustigarsi pensando di aver sbagliato tutto: quindi questa impostazione fa male a chi legge.
Per il resto il libretto è pieno di spunti di riflessione interessanti.
Quindi, come in tutto, prendiamo qualsiasi metodo ci venga proposto, qualsiasi panacea per tutti i mali, cum grano salis. Ecco, me lo tatuerei su un braccio questo motto!
E poi, l’importante è dormire, che il giorno dopo si è tutti più felici e rilassati.
P.S.: eddai, fai passare qualche notte alla piccola nel lettone, che al papà farebbe tanto piacere…. Solo qualche volta, su, magari il sabato….
@mammarrabbiata: ho letto con attenzione il tuo post e anch’io ho attraversato la fase di dubbi/incertezze/sensi di colpa (se leggi i miei post di circa un mese fa te ne rendi conto), poi ho seguito il “consiglio” del mio compagno che, come tuo marito e come tante altre mamme anche su questo sito, mi diceva di essere più flessibile e soprattutto più calma e di non farmi troppe domande. ora, il mio Bibo ha 7 mesi e mezzo, si addormenta verso le 21 dopo aver bevuto il suo latte dal biberon (fa la papppa alle 20), dorme per la maggior parte della notte nel suo lettino in camera nostra, a volte si sveglia e lo devo rigirare su un fianco o a pancia in giù, se non si addormenta gli dò un pò di latte e lo metto nel lettone (solitamente verso le 4) e incrocio le dita sperando che prenda sonno subito. chi applica il metodo estivill puro (ho letto il suo libro e l’ho trovato interessante ma inapplicabile nel mio caso e non giudico assolutamente chi decide di utilizzarlo) mi direbbe che sto sbagliando tutto, che gli sto dando un sacco di cattive abitudini, ma ho deciso che non m’importa, per ora abbiamo trovato il nostro equilibrio e va bene così.
buona fortuna!
in conclusione: secondo me dovresti seguire il consiglio di tuo marito
Ciao a tutti!!!!
In tutti i vostri post è emersa una cosa che per me è molto importante e che nel mio lavoro cerco di seguire:
L’unico esperto è il genitore, è l’operatore del settore dovrebbe solo supportarlo per dargli forza e qualche strumento in più per capire meglio il bambino e elaborare qualche strategia!!!
Qualsiasi libro che utilizza la parole “DEVI” o è “SBAGLIATO” per me è out!!!!! Si può consigliare e aiutare ma l’esperto è il genitore!!!!!
Qualsiasi metodo che crea sensi di colpa…….a prescindere da chi lo elabori non lo prendo in considerazione!!
Brava Miriam, questa è anche la mia filosofia. L’esperta mondiale di mia figlia sono io, insieme al papà.
Consiglio a tutti “Primi anni, primi passi” di Remo Largo – e ancora di più l’altro libro sempre di Largo, “Kinderjahre”, che purtroppo non è (ancora) stato tradotto in italiano, ma se masticate il tedesco – e qui mi sembra ci siano tanti expat – vale veramente la pena.
Standing ovation per Miriam. Estivill lo butterei giù dalla Rupe Tarpea, ma come sottolineava Daniela, non tanto per il contenuto del libro in sè – che può avere un senso se applicato cum grano salis – ma per l’evidente malafede con cui ha scritto.
@mammaarrabiata:
sono daccordo con te!!Io ho mandato mio figlio al nido e non ha turbe.. e neanche tutti gli altri bambini che erano lì e che faticavanno a staccarsi dai genitori e che piangevano per dormire al pomeriggio.
buon tutto!!!
Manuela
Però scusate, l’esempio del nido non regge… Non è il pianto che è contestato, i bambini piangono da che mondo e mondo, ho sempre ignorato i capricci anche se lunghi mezz’ora, e lo rifarei, non muoiono di sicuro.
La contestazione è sul lasciare da soli un bambino che chiama la mamma e non la vede arrivare. Perché deve stare da solo. Punto. Impara da solo e basta, sei solo ed è così che deve essere.
Al nido, o asilo non è così. Vede andare via la mamma e piange perché la vuole, ma non è da solo, c’è una maestra (si spera affettuosa) con lui, che lo consola. Ho visto mia figlia piangere molto tempo sia al nido che all’asilo. Ma dall’altra c’erano maestre che la tenevano in braccio, che la consolavano, che la distraevano. Non era sola!
Ripeto, non dico che è sbagliato a priori. Dipende dal bimbo, dall’età. conosco una bimba che fin da piccolissima si addormenta da sola, che a un anno fa ciao ciao alla mamma, sorride, e si addormenta. Mia figlia ha urlato per le coliche per mesi e mesi, fin da ore prima dell’ora della nanna, e dirle “ciao ciao” mentre era paonazza per il pianto e il male era da galera. Con lei ha funzionato dopo, quando stava bene, dopo l’anno. Qualche lamento, qualche pianto breve (non correvo subito). Ma le crisi di pianto disperato, quelle no. Alle crisi disperate mi sono fermata, e ho aspettato. E poi è arrivato il momento, e in quel momento era il metodo giusto.
Con la seconda è più giusto il metodo di Tracy Hogg, anche quello riadattato. Con altri basta sedersi un secondo vicini e leggere un libro. Mia nipote invece si è addormentata al fianco della mamma per anni, ma mai un risveglio. Per lei quel metodo andava bene.
Hai ragione daniela…io lavoro anche al nido…e il pianto è constetualizzato.
Un bambino piange (alcuni per brevissimo tempo….li dipende da vari fattori) perchè la mamma va via….quindi c’è un ansia da separazione che emerge brutalmente…….
L’educatrice coccola il bambino lo contiene, non solo fisicamente ma fa anche da contenitore psichico….gli verbalizza a parole che comprende la sua sofferenza e che è li per lui…per questo gli inserimenti si fanno a piccolo gruppo……
Se invece nello stesso caso l’educatrice seguendo l’idea che Estivill ha del bambino “capriccioso”, lo lasciasso solo in un angolo e gli dicesse che è ora di piantarla, non solo aumenterebbe la sua ansia….ma non vedrebbe nemmeno in lei un qualcuno su cui appoggiarsi…..si sentirebbe abbandonato….
Questo sarebbe un vero problema è potrebbe dare vita ad un impriting…e non piacevole….
Oh che bello Miriam una lavoratrice di nido che fa allenamento emotivo!! Per caso sei a Roma? ;P
Scusate, forse esco un pò dal seminato ma a me questa discussione Hogg contro Estivill mi fa pensare tanto all’infinita guerra allattamento a richiesta contro orari fissi. A parte i riaggiustamenti personali, entrambi dicono che è importante insegnare al bambino ad addormentarsi da solo (per tutta una serie di buoni motivi, che io personalmente ritengo buoni sia per noi che per loro), ma differiscono sul come arrivarci. Non ho provato Estivill, ho provato EASY riaggiustandolo a mio modo (o meglio al modo di TopaGigia) quindi non posso dire di conoscere bene entrambi i metodi. Sono però fermamente convinta che per alcuni bambini sia meglio Estivill, per altri altro. Mi spiego. Mettiamo di avere un bambino facilmente disturbabile, con l’addormentamento nervoso, che pretende pochi o nulli stimoli per dormire bene. Mettiamo anche che abbia acquisito questo carattere da chun certo punto in poi (succede, eccome!) e che prima si addormentava cullato o al seno o comunque in compagnia. A un certo punto addormentarlo è diventata una guerra e dopo un pò i genitori decidono di provare qualche metodo e… magia!! appena lasciato in pace, in due o tre giorni Estivill funziona a perfezione. In questo caso al bambino è solo stato dato ciò di cui aveva bisogno, cioè solitudine e tranquillità, e i genitori non l’hanno fatto prima solo perchè non l’avevano capito.
Per bambini diversi, però, non è altrettanto “liscia”. Alla fine probabilmente imparano a dormire da soli lo stesso, ma non con serenità come invece sicuramente tutti noi vorremmo.
Insomma se fossi un genitore in crisi e non sapessi come fare credo che proverei per prima cosa Estivill perchè nel giro di due giorni si vede se funziona o no e se non va proverei altro. Oppure, meglio ancora, cercherei di capire PRIMA che tipo è mio figlio per fare prove più mirate.
Ricordiamoci che le mamme contadine lasciavano piangere parecchio i figli per necessità, e i bambini dovevano imparare a fare tante cose da soli. E facevano l’allattamento a richiesta. Negli anni ’70 era tutto un allattamento a orari fissi, guai a chi sgarrava anche solo di 5 minuti. Ora ognuno fa come gli pare, e ci sono bambini che si trovano bene e bambini che si trovano male con tutti i metodi. Il motivo è +ovviamente, come ripetiamo ogni due o tre commenti in questo sito, che ogni bambino è diverso e che quello che va bene per il tuo è pessimo per la mia e vice versa.
Sono di Bologna…..il punto è che Estivill…il suo metodo che in realtà deriva da Ferber non è proprio da provare così come è scritto da lui….
Quando un bambino piange molto di notte e fa fatica a rilassarsi per addormentarsi bisogna chiedersi perchè e quali erano le sue abitudini fino a quel momento….non è il “piantino” che disturba il bambino, e per piantino intendo quel pianto che non frustra il bisogno del bambino…..ma 10 min di pianto per un bambino di 6 mesi da solo sono troppi…e questo è provato….
Dopo i pianti infiniti, un bambino non ha imparato a dormire da solo, ma ha introiettato la frustrazione del bisogno ….e di seguito dorme da solo……ma è così che ci vogliomo arrivare???
Inoltre i bambini hanno l’ansia da separazione e se vedono un tutt’uno con noi….questo non ce lo possiamo dimenticare.
Estivill così come ha scritto il libro, e non le rivisitazioni dei gen itori(sensate) dovrebbe cam,biare mestiere, perchè non sa niente di sviluppo infantile e di come si sviluppa il sonno, altrimenti non avrebbe scritto quello che ha scritto…….
P.S Quando non ci sentiamo soli, c’è chi cerca di stare in mezzo alla gente….ma questo non fa altro che farci sentire più soli…..
Oppure cominciamo a pensare che meglio stare soli che in mal compagnia, ma questo ci fa sentire ancora soli……quindi il problema non è ciò che ci sta intorno ma è ciò di cui abbiamo bisogno al nostro interno, ciò che sentiamo…….
Non posssiamo con certezza sapere cosa prova il nostro bambino, ma di sicuro non ci vuole fare un dispetto….accoglierlo è la cosa più utile…..ANCHE SE CI VUOLE TANTA PAZIENZA E ANCHE FATICA MA I RISULTATI ARRIVANO!!!!!
E TUTTI CE LA POSSIAMO FARE!!!!!!!
Miriam forse non mi sono spiegata bene ma sono d’accordo con te al 100%. Dico che un lato positivo del metodo di Estivill (se applicato con sale in zucca) è che si vede nel giro di due giorni se è adatto o no a un bambino. Io personalmente non lo porterei avanti se al secondo o massimo terzo giorno non vedessi una risposta chiaramente positiva del bambino, e anche in quel caso nel momento in cui capissi che ciò di cui ha bisogno è la tranquillità o la solitudine, cercherei di portarcelo con più dolcezza.
Insomma io ho INSEGNATO a mia figlia ad addormentarsi nel lettino (per un pò anche da sola o quasi, adesso è un pò di tempo che è regredita e chiama spesso) in modo spero sereno, non l’ho OBBLIGATA ad addormentarsi da sola.
Si, mi sa che prima mi sono spiegata proprio male. Scusate.
Ma poi siamo sicuri che i bimbi che hanno subito Estivill non piangano all’asilo? Il momento della separazione all’asilo è una di quelle cose che vanno e che vengono. Il mio primogenito non ha pianto mai fino ai 2 anni, poi ha iniziato a piangere ogni santa mattina. Il piccolo è andato liscio per mesi, poi improvvisamente intorno ai 20 mesi ha iniziato a piangere, Ha fatto qualche settimana così e poi ha smesso di nuovo. Insomma, non date ad Estivill, più di quello che si merita: ovvero il merito di avervi dato una guida da seguire, che poi avete giustamente non applicato alla lettera, e che forse proprio grazie a questo fatto ha funzionato.
A tutti pro-Estivill: vi segnalo un post pubblicato di recente, di una mamma che da pro-Estivill con il primo figlio, ha scoperto che il metodo non era applicabile con il secondo figlio: http://genitoricrescono.com/intervista-ad-una-mamma-sul-metodo-estivill/
Per riflettere sull’assolutismo dei metodi!
Barbara avevo capito cosa intendevi…..il mio messaggio non era riferito a te di preciso, si legge nelle tue parole che sei molto attenta alle esigenze di tua figlia….era un discorso generale……..
Quando sento dire ad alcune persone che conosco che il metodo Estivill ha funzionato alla perfezione….dentro di me penso che non sanno quello che dicono…….
ci sono anche delle ricerche che hanno stabilito che l’80%dei bambini che secondo estivill hanno cambiato modo di dormire….non esiste!!!e che chi la provata alla lettera si è ritrovato con parecchie regressioni!!!
Il sonno del bambino soprattutto nel primo tre anni di vita non è lineare, tutto ciò che succede durante la giornata si riperquote nel sonno….
mio figlio natan ha sempre dormito tutta notte, ad 1 anno e mezzo ha iniziato il nido….durante la giornata era sereno ma di notte, per due mesi si sveliava con forti pianti almeno 10 volte…..
Da manuale!!!!!!classica ansia da separazione+grosso cambiamento nella quotidianità.
Ero distrutta ma non l’ho lasciato solo….mi stava dicendo qualcosa e io non potevo ascoltarlo……ero distrutta ma poi è tornato tutto come prima!!!!
Da educatrice:se un bambino al nido non piangesse mai mi preoccuperei!!!!!Il bambino anestetizzato dalle emozioni è da osservare…….
Questa cosa tra Estivill e il nido non ha collegamento!!!!
Sono daccordo con te sul metodo!!!Ogni bambino è a se!!!!
Estivill e il suo metodo sono molto pericolosi! Chi crede che il metodo funzioni e non abbia controindicazioni deve sapere che le esperienze di attaccamento e perdita fino a tre anni sono praticamente irreversibili. Se credete che il bambino che piange impari qualcosa vi sbagliate; o meglio, qualcosa impara: a rassegnarsi a genitori non in grado di proteggerlo. Il sonno può essere depressione. In ogni caso non temete, gli effetti collaterali li vedrete sui vostri figli a cominciare dall’ adolescenza quando forse sarà depresso, o si darà alle droghe, all’autodistruzione, agli psicofarmaci o non sarà in grado di avere rapporti sentimentali minimamente soddisfacenti, oppure cercherà esperienze promiscue. O ancora attacchi di panico, crisi d’ansia, stati maniaco depressivi. In generale con tutta la sintomatologia possibile che conduce da psichiatri e psicologi. Vi voglio dare un consiglio, mentre applicate questo metodo militare, anaffettivo e coercitivo, mettete da parte un po’ di soldi ogni sera così almeno si ritroverà i soldi per farsi curare dal male ricevuto dai propri genitori. Se tante volte mi dovessi sbagliare avrete comunque messo dei soldi da parte… Ma non vi preoccupate che non mi sbaglio.
In natura non esiste mammifero in cui il piccolo dorme da una parte e i genitori da un’altra. E i mammiferi in natura non sono nevrotici. Quello che sta solo è solitamente il maschio adulto, madre e prole stanno insieme 24 ore al giorno. Certo nella giungla ci sono i predatori ma anche il piccolo dell’uomo ha paura innata di essere predato dato che l’uomo è tutto tranne che un predatore. L’angoscia del bambino durante il pianto è angoscia di morte. Se aveste vicino una persona adulta angosciata che urla disperata e vomita che fate? Pulite il vomito con mimica anaffettiva e non ve ne interessate? Nel caso del bambino secondo Estivill si fa così. Certo poi smette, lo credo bene che smette! Provate a pensare di essere sbattuti in carcere ma siete innocenti, la prima notte come reagite? Poi le seguenti? Dopo un mese pensate che le reazioni siano le stesse? No che non lo sono, la disperazione è stata sostituita dalla rassegnazione e dall’istituzionalizzazione. Ma non è gratis!!! Si paga a caro prezzo, con la differenza che l’adulto è adulto e ha determinati strumenti a propria disposizione, ma il bambino no, quindi si adatta e si aspetterà dal suo prossimo sempre il peggio possibile. Sarà un essere magari perfettamente adattato ma la sua vera identità sarà andata persa, avrà un residuato di depressione e rabbia repressa che rivolgerà o verso di sé o verso gli altri.
Se si avverte bisogno di intimità, pace e rilassatezza meglio non averli i figli! Non è obbligatorio.
Ma cosa ti hanno fatto i tuoi genitori da piccolo? Questo bimbetto che e’ venuto su tanto sicuro di se mi sembra roba da film psicologico di De Palma.
Era da tempo che non arrivava un commento del genere. Meglio cosi’, ci si stava un po’ troppo coccolando gli uni con gli altri.
Vabbe’ dai, sdrammatiziamo:
All’epoca dei trogloditi, una caverna risuona delle urla di un bambino che non vuole addormentarsi. La madre, coperta da pelli d’animale, si rivolge al marito e fa: “Datti un po’ da fare tu, questa sera: raccontagli una preistoria per calmarlo!”
secondo me l’argomento è stato sviscerato ben bene.
applicare il metodo alla letterà è eccessivo.
non dormire per un anno è eccessivo.
abbandonare i bambini lasciandoli piangere per ore è eccessivo.
è comunque sbagliato non cercare il proprio equilibrio e quello dei propri figli.
l’uomo dorme di notte e vive di giorno.
il bambino è un bambino e non un uomo.
se non dorme mai è sbagliato.
se dorme sempre naturalmente hai fortuna.
se dorme a pause di tre quattro ore, fino ad un anno, abbi pazienza, è tuo figlio.
dopo l’anno si può cercare di ragionare con lui.
e comunque.
sparare sentenze dopo aver letto so quanti libri di psicologia infantile è poco utile.
Bravo Max
@Stefano
Guarda a me non hanno fatto nulla da piccolo, non avevo problemi ad addormentarmi. Mi dispiace che vai sul personale, capisco che forse sono stato molto diretto ma questo argomento è molto delicato e la nostra è una società totalmente adultocentrica. Se tu ritieni determinati metodi appropriati fai pure, il mio commento riguarda espressamente il fatto che viene scambiata quella che per me, ma non solo per me, è “rassegnazione”, con il concetto edulcorato del “si abitua”. Ribadisco, non è gratis questo adattamento! Sicuramente l’adultocentrismo fa si che la società non sia orientata alla crescita sana dei bambini. Infatti il diritto del lavoro prevede poca roba per le madri dei bambini piccoli. In ogni caso l’ansia da separazione dei bambini è presente fino ai 3 anni. L’angoscia che prova non è manipolatoria, o non soltanto, la componente manipolatoria c’è ma ha il solo scopo di assicurarsi la protezione che da solo non può darsi… Io piuttosto Stefano mi chiederei cosa hanno fatto ad Estivill per pensare un metodo del genere.
@Alessandro
Sono andato sul personale perché mi sembrava la linea scelta da te. Una cosa e’ criticare il Dr Estivill, una cosa e’ attaccare le persone che, sentendosi in crisi, cercano una soluzione. Io credo che, se vogliamo parlare del libro, possiamo criticarlo fino all’ultima virgola. Se vogliamo criticare Estivill per aver “rubato” gli scritti di altri, va benissimo. Pero’, mi sembra che la cosa più importante e’ che questo libro, nel bene o nel male, circola da un po’ di tempo e la gente lo compra. Il “metodo proposto” può essere dannoso? va bene, critichiamolo, anche fortemente. Pero’, una cosa e’ smontare le tesi e conseguenti soluzioni proposte, una cosa e’ attaccare i genitori che non sanno più come fare, si sentono impotenti (non ne senso di controllo sui figli ma di aiuto ai figli) e cercano aiuto. Oltretutto, se hai letto tutti i commenti dall’inizio, ti sarai accorto che praticamente tutti hanno riadattato, addolcito direi, il “metodo” proposto.
Purtroppo (credo che in questo siamo d’accordo) la società moderna e contemporanea ci costringe a forme lontane dalla natura umana (mi chiedo pero’ se anche questo non e’ parte della natura umana visto che l’organizzazione sociale dell’uomo non l’ha progettata un animale qualsiasi. Non credo di dover dilungarmi nello spiegare perché penso che così com’e’ fa veramente schifo). Se io ascolto i racconti dei miei genitori, nonni, mi accorgo che i bambini di allora erano segregati al loro mondo infantile. La separazione era nettissima. Oggi, penso che stiamo tornando(? o andandoci per la prima volta?) verso una integrazione adulti-bambini, anche se lenta e con errori, ma non si nasce genitori. E come ci si arriva? Cercando informazioni, consigli da riadattare alla nostra realtà. Una volta, c’erano le nonne che facevano da guida alle neo-mamme, nel bene o nel male. Oggigiorno ci sono altre fonti. Forse siamo più fortunati in questo. Oltretutto, da quanto tempo viviamo in una società adultocentrica? gli antichi Greci i bambini gracili li buttavano giù dalla rupe. E così fanno molti mammiferi; allontanano i figli non forti. Adesso, non fraintendere, non sto giustificando i Greci. Gli animali si, e’ la loro natura, e’ l’istinto.
Il pianto, sono d’accordo con te, ha la sua funzione manipolatoria mirata non al capriccio fine a se stesso, ma all’istinto di sopravvivenza. La natura umana (e non solo) porta il bambino a scoprire gli ambienti mettendosi in ogni angolo accessibile, gli oggetti mettendoseli in bocca e così via. Non posso pero’ permettere a mia figlia di nove mesi di gattonare sulla scala perché altrimenti piange e si frustra o lasciarla mettersi una monetina in bocca altrimenti da grande sarà una teen-ager frustata, infelice e tossica. Ma per piacere! ma che tesi e’! Epoi, qual’e’ il confine? in che momento il bambino e’ talmente sovra-protetto che poi, al momento di staccarsi si sente incapace, spaventato e frustrato e finisce per farsi una pera? Ma dai! ma per favore!
Ho iniziato a partecipare in questo blog perché si chiama Genitoricrescono e mi ha fatto pensare che le persone qui dentro cercano e danno aiuto per non frustrarsi e dover andare da costosi psicologi!!! Per questo mi infastidisco quando leggo certi post come il tuo. Ma che razza di aiuto e’? Ammesso e non concesso che tu abbia ragione, una mamma come Mammaarrabbiata che già si sente in colpa perché non sa se sta facendo le cose bene, come si deve sentire adesso? In che cosa la aiuti?
Non solo differisco in quasi tutto quello che hai scritto ma, soprattutto, nella forma, che scende come una scure sul personale e giudica senza spazio al dubbio. Per questo sono sceso nel personale, nel post precedente.
Infine, spero sinceramente di non averti offeso perché non ce l’ho con te che neanche ti conosco, ma con ciò che scrivi.
@mammaarrabbiata
@marito di mammaarrabbiata
da marito e papa’, sono d’accordo con tuo marito. Prova a tenerla nel letto la bimba, e’ una sensazione bellissima. Probabilmente dormirai (e dormirà) di più e non passerai le notti a cercare consigli altrui, incluso questo! In effetti, 5 mesi penso siano pochini. Poi, senza stress, il tempo per metterla nel suo letto arriva comunque ed e’ doppiamente bello perché si riscopre un spazio nostro (della coppia), definitivamente eccitante.
A presto, Stefano
io, oltre a “fate la nanna”, ho letto questo libro: “i problemi dei bambini” di froncoise dolto.
specialista di psicoanalisi infantile, francese, allieva di lacan. un po’ froidiana, come impostazione, ma utilissima.
tipo: se non sono a rischio serio di farsi male, perché reprimere un loro divertimento?
se il bambino a tavola mangia tutto, perché impedirgli di partire dal dolce?
cioè: preferite far crescere bambini autonomi, che hanno seguito la loro strada, più lenta forse, magari più strampalata, ma LORO, oppure dei soldatini che cercano disperatamente di essere uguali ai loro genitori?
mio figlio numero uno voleva arrampicarsi sulle scale che quasi non gattonava. me lo ricordo perfettamente. non gli ho detto di non farlo. ho smesso di leggere il libro che stavo leggendo e son salito con lui…
non parla nello specifico di disturbi del sonno. accenna qualcosa, ma ai suoi tempi, prima metà del novecento, evidentemente non era un problema. forse perché solitamente le mamme stavano a casa e potevano star un po’ sveglie di notte.
il problema del sonno per me è nato quando noi genitori abbiamo bisogno di dormire più dei nostri figli piccoli, perché la mattina c’è da lavorare.
bisogna conciliare mondi diversi.
avere pazienza e rispettarsi.
dico rispettarsi, non rispettare solo il bambino.
anche lui deve rispettare noi.
arrivare a un punto di equilibrio con dolcezza e rispetto reciproco.
Esatto… infatti, abbiamo fatto esattamente così anche noi rispetto, ad esempio, alle scale. Io, come quasi tutti i padri, più permissivo di mia moglie. E sono d’accordo sul lasciare lo spazio di una crescita “accompagnatamente autonoma” e/o “autonomamente accompagnata”. Ma ciò a cui mi riferisco e’ che a volte, non stiamo leggendo un libro che possiamo abbandonare ma stiamo facendo qualcosa che purtroppo non possiamo posticipare come per esempio preparare la pappa che, se non gliela si da a tempo gli viene una fame da paura e poi… oppure siamo dietro all’altro figlio… oppure e’ già un’ora (e non esagero) che va/andiamo su e giù…
SE leggere tanti libri bastasse ad essere dei “bravi genitori”, e poi volgio capire bravi cosa significa…..allora tutte le persone che lavorano nel campo dell’infanzia come me(compresi psichiatri e psicologi” dovrebbero essere galattici!!!!
Il problema è che non è così….e avrei tante storie da raccontarvi….dei figli di psicologi poi non ne parliamo………………………….
Ciò che manca molto, dal mio punto di vista è un vero appoggio ai neogenitori….un appoggio che sia in grado di aiutare il genitori nel capire quali sono i veri “bisogni” di un bambino e ha come evitare che la frustrazione sia eccessiva nel caso in un mancato soddisfacimento……..che sicuramente accadrà…..perchè umanamente non potremmo MAI soddisfare tutti i bisogni…….
E soprattutto a dare forza hai genitori senza farli sentire delle merde con giudizi e paroloni.
Lo dico da mamma/pedagogista e altro che non sopporta estivill e il suo metodo, ma piuttosto che far sentire un genitore una merda preferisce attraverso un altro punto di vista dargli la forza per fargli cambiare rotta….perchè è assolutamente possibile ma solo se lo si appoggia non se lo si fa sentire in colpa!!!!!!
@Miriam
esattamente, TUTTO quello che dici (tranne, in parte, “il metodo”), e’ quello che ho voluto dire nel post dove menziono De Palma. Per fortuna qualcuno e’ capace di essere piu’ chiaro e lo sa dire meglio. Grazie.
Ciao…dopo genitori sbroccano, eccomi qui..ho letto no so quanti commenti, e sono ink…ta nera conil Signor Estivill e pure la Signora Hogg ( per quest’ultima ho provato a cercare un suo sito per insultarla di eprsona, ma ho scoperto che è passata amiglior vita). Con i bimbi calmi, o comunque agitati nelle attività ma che dormono facile che funzionino diversi metodi. Io non so se è perchè mio figlio pè un gran mangione eha due mesi, o perchè è un bimbo amplificato ( dopo che me lo ha detto un pediatra di fiducia e ho letto qua, propenderei per questa definizione)….ma con Lò non funziona un’amata…m..ia!!!!
E come la vedete con l’articolo proposto da UPPA (un pediatra per amico)?
ve lo riporto per sentire cosa ne pensate:
Quale bambino o prima o poi non ha passato una o più notti nel lettone con i suoi genitori? Quanti si rifiutano a lungo di dormire nel loro lettino e quanti invece, se pure si ci sono addormentati, a metà notte migrano nel lettone?
Si può dire che quasi tutti i bambini piccoli lasciati liberi di scegliere sceglierebbero di dormire con i genitori: “co-sleeping” è il termine col quale viene definito nella comunità scientifica il dormire insieme.
È un’abitudine che ci accomuna ai primati non umani, le scimmie, che sono geneticamente molto vicini a noi e che la praticano abitualmente: il piccolo della scimmia dorme sempre con sua madre.
Dormire insieme è inoltre una consuetudine molto diffusa presso tutti popoli del mondo, nella società occidentale è caduta in disuso solo da qualche decennio: si può dire dunque che per il piccolo dell’uomo è assolutamente una “novità” l’essere messo a dormire da solo. Una novità utile, o no?
Un istinto nato nella notte dei tempi
Il piccolo dell’uomo nasce immaturo, dovranno trascorrere molti anni prima che divenga adulto, in tutto il suo sviluppo e soprattutto quando è più piccolo, è estremamente vulnerabile ai pericoli ambientali. Nei millenni della storia dell’umanità solo i piccoli che efficacemente si tennero vicini alla madre sopravvissero ai pericoli dell’ambiente: ai predatori, al freddo, alla fame, all’essere dispersi dal gruppo. Si è formata così una capacità di promuovere la propria sopravvivenza attraverso strategie di comportamento che ciascun neonato riceve in “dotazione” dalla Natura, è cioè geneticamente determinata; fra queste c’è il “Sistema comportamentale dell’attaccamento.
Il bambino fino ai 6-7 mesi si segnala fondamentalmente piangendo e si quieta col contatto fisico, al suono della voce, alla visione di un volto umano, succhiando qualcosa, oppure dondolandosi: tutti questi sono segnali che un essere umano è stato raggiunto e gli sta vicino. Il bambino più grande è capace di riconoscere e richiamare alla mente l’immagine di molte cose che ha visto e che ora ricorda, soprattutto l’immagine della madre; diviene capace dunque di “accorgersi” della sua assenza e di cercarla “consapevolmente” per raggiungerla più attivamente. Verso gli 8-9 mesi per quasi tutti i bambini questa fase è stata raggiunta ed è facilmente riconoscibile per la comparsa dell’”ansia da separazione”.
Il bimbo sorveglia la mamma
Quando il bambino si accorge che la madre è assente o distante prova una sensazione di ansia che può farlo piangere; mentre prima andava in braccio a chiunque, ora inizia a piangere all’estraneo e non tollera facilmente di essere separato da sua madre. È in questo periodo che anche i bambini che dormivano molte ore consecutivamente iniziano a svegliarsi e a richiamare la madre col pianto cercando di ricongiungersi a lei.
Di giorno il bambino, anche durante il gioco, non supera una certa distanza da sua madre e ne controlla di tanto in tanto la vicinanza con lo sguardo, cerca di avvicinarsi se si è troppo allontanato, la madre fa altrettanto con un comportamento complementare e reciproco; questo comportamento si manifesta intensamente fino alla fine del 3° anno, ma rimane attivo per tutta l’età dello sviluppo e poi per tutta la vita, in forme sempre più blande.
Ovviamente, poiché questo comportamento nasce e si struttura per la difesa del piccolo dai pericoli dell’ambiente, l’attaccamento viene soprattutto espresso in presenza di situazioni che il bambino, istintivamente o consapevolmente, giudica pericolose: se la madre è distante o assente, se è malato, se c’è un estraneo o si trova in un ambiente sconosciuto, se c’è un forte rumore, se c’è buio …
È facile capire che di notte, al buio, solo nella sua culla, il bambino piccolo, quando si sveglia, sente l’ansia della separazione e cerca di ricongiungersi a sua madre.
Ma poi tutto cambia
Ma come mai il sistema comportamentale dell’attaccamento si disattiva e i bambini, chi prima chi dopo, diventano capaci di tollerare la separazione e di quietarsi anche senza un contatto fisico e infine dormono da soli senza ansie?
La madre risponde alle richieste di vicinanza del bambino a sua volta attivando una sua capacità innata, a cui corrisponde una sensazione di gioia di accudire il suo bambino; ogni madre risponde alle richieste del figlio in relazione anche al suo carattere e al ricordo che lei ha delle cure e dell’accudimento che le furono prestati quando era bambina. Ogni madre pertanto ha il suo “stile” di risposta alle richieste del figlio.
La maggior parte delle madri attente ai bisogni del bambino, risponde in maniera costante, coerente e sensibile alle richieste di vicinanza e di rassicurazione.
Così nel tempo il bambino si “rassicura” e finisce per “sapere” che la mamma, anche se non c’è, è pronta ad accorrere al bisogno. Finisce inoltre per “sapere” di essere capace ed efficace nel richiamarla, e che, quando ce ne sarà il bisogno, potrà farlo facilmente.
Paradossalmente più al bambino piccolo verrà data la possibilità di stare vicino alla madre quando lo richiede, più sarà capace in seguito di stare da solo. Più verrà accolto il suo desiderio di dipendenza quando è piccolo, più facilmente diventerà, in seguito, autonomo.
Trascurare sistematicamente le richieste di vicinanza del bambino o rispondervi in maniera incostante rallenta o ostacola questo processo di formazione della “sicurezza interiore”.
Pertanto si può concludere che ogni madre sa che il bimbo piccolo può chiedere di stare vicino di notte soprattutto quando è più piccolo, quando ha paura, quando è malato, quando è ansioso per qualunque motivo e che fornire un “co-sleeping a richiesta” come si fa con l’allattamento è probabilmente la strategia più giusta.
carissima lettrice di UPPA.
non so chi tu sia ma ti voglio già un gran bene.
Mi aggiungo a Massimiliano: grazie!
Sempre fatto così, UPPA.
Noi non abbiamo letto alcun libro, sto scoprendo i vari metodi ora leggendo i vostri post. Nel nostro caso abbiamo agito d’istinto, e per ora funziona molto bene. Il piccolo Jack è uscito dall’ospedale all’età di 10 giorni e naturalmente ho subito messo la culla attaccata al lettone di fianco a me. Quasi subito sono cominciate le coliche, urla pazzesche anche fino alle 3 di notte. Dopo qualche giorno ho deciso che fosse inutile rimanere svegli in due, considerando che mio marito comunque si deve alzare tutte le mattine alle 6 domenica compresa, mentre io tutto sommato potevo recuperare durante il giorno. Così quando partiva la colica portavo il piccolo nella sua cameretta e rimanevo a dormire nella sua stanza quando si calmava. Se la colica non invece restavamo tutti e tre in camera nostra, ma di fatto ad ogni suo movimento noi eravamo svegli, e ad ogni nostro movimento lui si svegliava. Così ho deciso di traslocare nella cameretta, lasciando mio marito libero di dormire tranquillo. Jack nella sua culla, io nel letto singolo al suo fianco. Dopo neanche due settimane le coliche sono rimaste fortunatamente solo un ricordo, e una volta addormentato il piccolo si svegliava solo una volta durante la notte per la poppata. Ancora una settimana e io ho cominciato a sentire forte la mancanza di mio marito, abituati da sempre a dormire abbracciati tutta la notte. Così quando Jack dormiva profondamente ho cominciato a lasciarlo nella sua stanza e a tornare nel letto coniugale, sempre provvista di angel care pronta a precipitarmi a controllare ad noi sospiro di nostro figlio. Poi il piccolo ha cominciato a capire che non ero con lui tutta notte e, dopo essersi addormentato beato in braccio dopo lultimo pasto della sera, appena lo mettevo in culla cominciava a piangere disperato. Lo prendevo in braccio, si riaddormentava ma di nuovo appena appoggiato nella culla ripartivano i pianti. Allora ho deciso di creare un rito sempre uguale in preparazione alla nanna, lo tenevo in braccio il tempo di farlo digerire e poi da semiaddormentato lo mettevo nel lettino, senza aspettare che fosse del tutto addormentato perché si accorgesse del passaggio nella culla. Poi rimbocco delle coperte e immancabili partivano i pianti. Peró da quel punto in poi non lo prendevo più in braccio, lui piangeva e io lo tranquillizzavo, coccole, lo tenevo per mano, ninna nanna e qualsiasi altra cosa per tranquillizzarlo, ma senza più tirarlo su dalla culla. Appena si addormentava andavo via; naturalmente i primi tempi sono dovuta tornare molte volte da lui perché si svegliava e non trovandomi ricominciava a piangere. Correvo subito da lui, paroline dolci e tranquillizzanti, tenergli la mano, ninna nanna e poi di nuovo via. Giorno dopo giorno il tempo per rilasserei e addormentarsi è diventato sempre più breve, e anche il rito del passaggio da in braccio alla culla. Di fatto nel giro di 15 giorni ha imparato ad addrmentarsi tranquillo in braccio e passare nella culla senza risvegliarsi, e dall’età di 45 giorni dorme da solo nella sua stanza da mezzanotte alle sette di mattina. Ora ha tre mesi, siamo tutti e tre tranquilli e riposati e il tutto è avvenuto gradualmente, senza trauma per nessuno nè grossi pianti disperati. Se capita, tipo dopo il primo vaccino o se magari non sta bene, dormo nella sua stanza tutta la notte. Ma noi siamo felici perché vediamo lui tranquillo e noi abbiamo la nostra intimità senza aver imposto bruschi cambiamenti a Jack. Questa è la nostra espresenza, giusta o sbagliata, frutto solo del nostro istinto. Poi se ci saranno cambiamenti in futuro vedremo di nuovo di riadattarci e affrontare le nuove situazioni al momento secondo come ci sentiremo di fare. Ogni genitore ha in sè le capacità per crescere al meglio i nostri figli, nessuno può insegnarcelo meglio del nostro istinto, sono sangue del nostro sangue, mentre i vari esperti per quanto possano dare validi consigli di fatto sono estranei che non potranno mai conoscere i nostri figli quanto noi!
@debora:il mio per adesso “dove lo metti..NON sta”…non so più cosa fare, ho provato anche il tuo metodo, ma gli unici risultati ottenuti sono che il mio compagno è sempre più stanco, alzandosi la mattina alle 5 e facendo il pendolare, io senza un aiuto, sono finita dal neurologo per ritmi circadiani sballati e ovviamente mancanza di sonno. Inutile dire che attualmente sono talmente stanca che me ne invento una ogni sera,altro che ritmi. Qualche suggerimento???
@freedom72 – anche noi per i primi sei mesi ne abbiamo inventata una tutte le sere.
poi un giorno, camminando per casa, mi sono preso uno strappo da stanchezza ad un polpaccio. sei mesi dormendo massimo tre ore per notte (e non di fila… ) iniziavano a farsi sentire.
ho detto basta.
così ho deciso che il bimbo doveva dormire nel suo letto. basta tentativi, esperimenti o altro.
i genitori hanno anche questo compito, credo. decidere per i figli.
come ho già scritto sopra più volte, lo coccolavo in braccio e lo mettevo nel suo letto, in camera sua.
le prime notti è stata dura. non rimaneva mai solo, ma piangeva molto ugualmente.
poi si è calmato.
adesso generalmente dorme dalle 9 alle 12. prende un po’ di latte. poi fa dalle 12,30 alle 4, quando viene nel letto grande e se la dorme fino alle 7.
generalmente.
ieri notte si è svegliato ogni ora…
a meno che uno non decida di farlo piangere da solo nel letto, o a meno che non si abbia fortuna, l’unico metodo è avere pazienza. il tempo aggiusta tutto.
però se senti di aver superato il limite, prendi una decisione e fidati delle tue scelte.
@massimiliano: posso sapere quanti mesi/anni ha il tuo bimbo? perchè gli orari di sonno/veglia/pianti/trasferimenti nel lettone, ono uguali a quelli del mio Bibo che ha 8 mesi, con la differenza che il latte notturno glielo do alle 4 e non alle 12.30.
grazie
francesca, ha 8 mesi…
sono tra l’altro convinto che non abbia per niente fame a mezzanotte.
ma se la gode così tanto prendersi quella coccola che non ce la sentiamo di fargliela mancare.
io ho provato a toglierli il latte, ma non ce l’abbiamo fatta anche perchè al posto del latte beveva la camomilla, a questo punto, bere per bere, meglio il latte! quasi quasi provo anch’io a dargli il latte la prima volta che si sveglia, senza aspettare le 4…mha, proviamo. cmq sono daccordo con te, ci vuole Pazienza (con la P maiuscola) e anche un pò di fortuna
francesca tieni conto che un’amica che lavora con i bambini da 20 anni mi ha detto che quando sono così piccoli “ripartono” dalla pausa notturna circa alle 4.
qualche bimbo questa cosa la sente particolarmente e quindi si sveglia.
non so se è una cosa scientifica questa, in ogni caso se così fosse sarebbe molto più semplice insegnar loro a non chiamare a mezza notte piuttosto che alle 4.
ma fa niente.
tieniam duro che tutto si risolverà.
quindi sarebbe meglio “nutrirlo” non prima delle 4, a quanto ho capito; la mia paura è che se mangia alle 12 poi si risveglia (come è già successo) e chiede latte anche alle 4 o giù di lì e sinceramente mi sembra un pò esagerato…ma passerà, passerà, e tra qualche anno ci ritroveremo a ridere di questi “problemini” (almeno lo spero)
@francesca io vista l’età cercherei di aumentare il numero di calorie durante il giorno, ed eliminerei il latte la notte. Puoi provare ad aggiungere una merenda durante il giorno oppure aggiungere un po’ di olio alle pappe, dipende da cosa mangia. Se vuole bere qualcosa durante la notte puoi dargli l’acqua. Io credo che continuare a dargli latte la notte, potrebbe creare una abitudine che è più difficile da eliminare. Il fatto che si svegli sempre alla stessa ora, fa giù ora pensare più ad una abitudine che a fame. Se questo è vero ci sono altre tecniche che puoi provare per vedere se funzionano. Una che viene discussa spesso nei vari post di Tracy Hogg è quella di svegliarlo un po’ prima rispetto alla sua sveglia solita per 2 o 3 giorni per vedere se questo gli rompe l’abitudine. Io non ho mai avuto il coraggio di provare, anche perché non ho avuto questo problema specifico, ma qualche altra lettrice ne ha parlato bene. Non so se può funzionare nel vostro caso, riflettici su.
@serena, proprio ieri abbiamo verificato che Bibo ha perso un pò di peso, probabilmente perchè gli avevo alleggerito la cena togliendoli le verdure passate e il formaggino, perchè la notte si contorceva per il mal di pancia, e quindi gli davo solo semolino e brodo con un cucch.no d’olio (un pò pochino). visto il “dimagrimento” (Bibo pesa 9,300 kg e ha 8 mesi) ieri sera gli ho dato la pastina con il brodo e un pochino pochino di passato di verdure, risultato: stanotte ha dormito dalle 21,30 fino alle 4,30! con un breve intervallo intorno alle 12 (credo) in cui l’ho messo nel lettone, e poi alle 4,30 gli ho dato il latte e ha tirato fino alle 7. anch’io penso che il latte notturno sia più che altro un’abitudine e avevo già deciso di toglierlo ma volevo prima trovare una cena più ricca in modo da saziarlo ma al tempo stesso evitare mal di pancia notturni; poi tenterò di convincere il mio compagno a sostenermi nel toglierli il biberon di notte (per la cronaca, è lui che si alza e gli prepara il latte)…e quella sarà la cosa più difficile
per quanto riguarda la sveglia anticipata rispetto al suo orari standard, bè, non so se riuscirò a farlo, ho paura che si svegli e non si riaddormnti facilmente, il nostro Bibo è un pò “particolare”, GUAI a stravolgerli le abitudini! cmq grazie del consiglio
Questo metodo criminale genera il carattere psicotico, condannando il bambino per tutta la sua esistenza ad un fatale isolamento dal corpo e dagli intimi piaceri della sessualità.
non so se qualcuno ne ha già parlato, ma consiglio vivamente a chiunque abbia dubbi sui “metodi” da utilizzare (o non utilizzare) coi propri figli (non solo per farli dormire), la lettura del libro “besame mucho” di carlos gonzalez. lì ho trovato alcune risposte che mi sono servite a tranquillizzarmi e ad affrontare con più fiducia le difficoltà dell’essere mamma
Qualcuna su ha detto che il bambino avrebbe avuto la stessa reazone. se la mamma fosse mancata per qualsiasi altro motivo..è lo stesso principio per cui la mamma non toglie il seno al bimbo perchè non sa come fare.. poi deve prendere un antibiotico super potente e glielo deve togliere per forza… ma in quel caso si sente giustificata a farlo…si ha quasi la necessità di avere un approvazione in merito… no… il fatto di insegnare a un bambino a fare da solo la nanna non dev’essere una conseguenza ma una scelta perchè anche secondo me è hiusto cosi. Io ho due bimbi.. ed entrambi dormono da soli nella loro culla… niente è semplice..
1. portare i bambino nella culla.. e qui siamo d’accordo con Estivill…
Ma se poi piange?
Farlo vomitare??? Nooooo!
Fargl due carezze e lasciarlo solo??? Noooooo!!!
Mamme care.. ai bimbi si da tanto amore.. il bambino ha bisogno di voi… un metodo piu dolce…ma sempre efficace… dargli un abbraccio tirarlo su dalla culla e conoslarlo e poi rimetterlo giu è magari un metodo piu lungo ma sicuramente piu adatto.. una volta acquisito il meccanismo il bimbo si sentirà piu sicuro… non potete prima renderlo dipendente da voi e poi stancarvi da un momento all’altro e mollarlo li da solo.. ma voi come vi sentireste?? Invece dirgli amore ora sei grande… e spiegargli un po di cose… anche se i bambin non capisco in tutto le nostre frasi hanno bisogno del nostro tono di voce rassicurante… tutto qui… amore.. tanto amore non abbandono.. amore e pazienza perchè solo cosi cotteniamo le cose giuste per i nostri figli. Un abbraccio Barbara
ho appena guardato il video…mio figlio ha 6 mesi e credetemi la notte è un incubo..credo cmq che questo metodo nn lo adotterò MAI sarò sbagliata io ma se mio figlio fa cosi io potrei morire nn resisterei..troppo crudele!!!
e cmq secondo me i bambini cosi si traumatizzano…un metodo schifoso a parere mio….i nostri figli hanno bisogno di sicurezza tranquillità e tanto amore…e poi secondo alcuni fare figli e cm fare una passeggiata, ma nn è cosi fare figli vuol dire rinunciare a tanto e fare molti sacrifici x loro…e quindi anche dormire poco!!!nn è facile lo so io lavoro e per me nn è facile sn stanca e distrutta, ma amo mio figlio e nn adotterò mai questo metodo…deve sapere che per lui ci sono sempre…..EMANUELE TI AMO
Ciao a tutti. Sono appena approdata su questo sito nel tentativo di trovare un aiutino per il mio piccolo. Ha avuto il febbrone, e ovviamente me lo sono tenuta nel letto, anche perchè si svegliava ogni 10 minuti perchè pieno di afte in bocca non riusciva a tenere il ciuccio. Per i due giorni successivi alla malattia ha pianto disperato per dormire ancora con noi… E ovviamente dopo un tentativo di un oretta (durante la quale facevo avanti e indietro dalla sua stanza, senza guardare quanti minuti passavano, ma valutando l’intensità del pianto o dei mugolii)me lo sono ripresa nel lettone. Da parecchi mesi si addormentava e dormiva da solo tutta la notte nel suo lettino, e qui arrivo a punto. Secondo la mia esperienza, come molti di voi hanno già detto, l’estville da buoni spunti, ma non può essere un “metodo” assoluto. Io l’ho usato a modo mio… Quando aveva sonno gli mettevo il pigiamino, e me lo coccolavo per qualche minuto sulla sedia a dondolo nella sua cameretta,cantando sempre la stessa ninna nanna. Poi lo mettevo nel lettino con ciuccio e peluche, gli dicevo sempre la stessa frase, accendevo la lucina e uscivo. Quando piangeva aspettavo un qualche istante, e se non si riaddormentava entravo, lo accarezzavo, e stavo li fino a che non si calmava. E così la prima notte, la seconda, e poi pian piano ha ridotto il numero di risvegli, ed è stato un angelo. in questi giorni non ha più voluto saperne, ma è già un’oretta che dorme da solo senza scenate, e quindi credo che pian piano si riabituerà. Secondo me ascoltare il bimbo è la cosa migliore, è vero anche che a volte ci si esaurisce in tentativi, ma perchè fargliela vivere come un passo così duro?
Vorre dirvi ciò che penso… sono convinta che Estivill sia esagerato.. ma non è sbagliato comunque insegnare a un bambino ad autocalmarsi.. perchè il bambino in questo modo sarà un bambino più sicuro e meno dipendente.. trovo tristissimo sentirmi dire da una mamma”Devo ancora addormentare PATATO..” Il pensiero che un bambino a volte anche di un anno e più dipenda totalmente dalla mamma anche per quanto riguarda l’addormentamento mi rattrista.. io poggio i miei cuccioli ne loro lettino quando hanno sonno.. mi sorridono e fanno la nanna.. Io parto dal presupposto che tutti i bambini devono dormire.. e ovunque si legga si dice che i bambini neessitano di almeno 15 ore di sonno al giorno.. se un bambino non dorme bisogna fermars e riflettere sul motivo per cui non lo faccia.. e i motivi sono tanti.. non solo la fame.. non solo… vuole stare con mamma!! A volte capita di vedere mamme che cullano all’infinito bambini che piangono e che poi si addormentano dopo mezz’ora sfiniti che magari se fossero rimasti da soli nella loro culla per 5 minuti si sarebbero addormentati subito.. ma perchè se piangono in braccio va bene se sono nella culla no? Non puoi mamma due carezze nella culla.. raccontargli una favola abbracciarlo e rmetterlo giu.. ci sono anche bambini che sentono uno stress il fatto d stare in braccio.. ma molte mamme non ci pensano!! Tutti i bambini sani devono dormire.. e se non lo fannopontevi il problema.. può avre un dolore fisico.. può avere paura di qualcosa…magari sta attraversando un periodoparticolare.. Il mio principino sta facendo l’inserimento all’asilo.. è un paio di notti che s sveglia la notte e cerca me.. il papà.. noi ci alziamo e stiamo li con lui.. gli raccontiamo una favolina.. ma non sono spaventata.. è normale che sia cosi… La colpa del mancato sonno viene sempre data ai figli.. forse è più semplice.. io penso sia giusto soffermarsi a pensare che non è cosi.. assumersi una piccola responsablità e cercare di migliorare la situazione.. Ciao mamme!
Barbara, lo sbaglio di fondo è pensare che i bambini siano fatti in serie. TUTTI hanno bisogno di 15 ore di sonno. TUTTI possono addormentarsi da soli. TUTTI piangono in braccio. Beh, non sono pediatra né esperta ma so che non è affatto vero.
Mia figlia, 2 anni, dorme non più di 11 ore al giorno, a volte 10. Sta benissimo, e per lei è fuori dal mondo dormire di più. E da piccola non era diverso, dall’anno dormiva le stesse ore (solo più suddivise), al massimo una in più. Lei sta bene, benissimo.
La più grande si è addormentata in braccio fino a un anno. E tutto si può dire ma non che la cosa la stressasse o non le piacesse! La piccola invece non ha mai amato stare in braccio, ma i fatti erano chiari: se la mettevo nel lettino si girava, cantava, giocava, e tenerla in braccio un attimo anche se non voleva era l’unico modo per farla calmare abbastanza da permetterle di addormentarsi dopo. Ora si addormenta nel suo letto, ma con noi in camera, anche se non ci vede, deve sapere che siamo lì. Se la lasciamo da sola non piange, ma non dorme, altroché 5 minuti nel lettino, può starci due ore.
Qui non si parla di colpe. Qui si parla di persone. Ogni bambino ha una sua personalità, c’è quello che si addormenta subito da solo, quello che non ce la fa. E l’idea dell’indipendenza dalla mamma a un anno… ecco, mi sto chiedendo perché. che necessità abbiamo che a un anno possa fare a meno della madre? Che male gli fa avere un contatto fisico e volerlo? Boh. Io tutto sono meno la mamma chiocchia, nido piccolissime, tanto col papà, a volte ho proprio il bisogno fisico di stare senza di loro! E voglio che crescano sicure di loro. Ma che non abbiano bisogno della mamma a un anno è tanto eccessivo quanto che abbiano ancora bisogno della mamma che lava i vestiti a 30anni! Un passo per volta, il mondo è loro, se ne vanno da soli, non serve spingerli via, basta lasciarli andare. Se rispettiamo i loro tempi diventano indipendenti! Se li leghiamo quando partono no, ma se li spingiamo via prima che lo chiedano, prevale la paura e tornano indietro!
@Daniela.. io credo che tutti i bambini debbano dormire come debbano mangiare. Ti dico una cosa.. la mia piccolina se sta in giro dorme la max un’ora la giorno. E sta bene ..ma dallo sguardo mi rendo conto che qualcosa non va.. se sta a casa e la metto a dormire nella sua culla al buoi a dormire:1. si addormenta nel giro di tre minuti senza un pianto senza nientedorme a oltranza.. devo svegliarla io.. se io esco tutti i giorni.. la mia bambina si abituerà a dormire un’ora al giorno se rimango a casa a dormire le giuste ore..chiaro cosa voglio dire? Io credo che dire che i bambini debbano dormire sia come dire che i bambini devono mangiare!! Li metto pari pari.. poi ci sono i bambini che non manggiano e crescono lo stesso e i bambini che non dormono e crescono lo stesso!!!!Punti di vista diversi!! Il fatto di renderli “indipendenti”.. dargli regole.. è u modo per renderli più sicuri di se.. niente di più!! Non ho mai cullato i miei figli per principio per dormire.. li cullo da svegli.. quando so che non hanno sonno.. per giocare.. per fargli le coccole!! A volte lavorano non si ha questo tempo e il contatto viene dato prima della nanna.. è normale.. ma è normale che poi ci si abitui cosi!! Ma non è una colpa !!!!!!!!!!!Ognuno cresce i figli come vuole !!!
@Barbara siamo tutti d’accordo, ma il problema è dire che tutti i bambini hanno bisogno di dormire lo stesso tempo, o mangiare le stesse quantità di cibo. Credo che questo è quello che stava cercando di dire Daniela.
Certo.. ma secondo me è diverso!! Punti di vista differenti
@Barbara non ho ben capito cosa secondo te è diverso. Sei d’accordo sul fatto che ci sono bambini che mangiano 50 grammi di pasta e altri che ne mangiano 70 grammi? E magari quello che ne mangia 70 è più magro di quello che ne mangia 50? E così ci sono bambini che hanno bisogno di dormire 15 ore al giorno, e altri che a parità di età hanno bisogno di 13 ore? Io ho due figli e nonostante ho usato gli stessi metodi e li metto a letto alla stessa ora, o offro ad entrambi lo stesso cibo, ti garantisco che hanno esigenze diverse. Non mi puoi dire “ognuno cresce i figli come vuole” e implicare che però te sei l’unica a sapere cosa è giusto per ogni bambino, no? Che così sono capaci tutti ad essere democratici
Nooooooooo Serena non volevo dire quello!!! Per carità!!! Anche io ho figli con esigenze diverse!!!!Ovunque si legge che i bambini hanno necessità di dormire un certo tanto di ore al giorno!! Come un bambino ha bisogno di un certo tanto di calorie al giorno.. poi non sono le due ore che cambiano!!!Ma io non capisco appunto perchè siamo democratici perchè non si possa dire quello che si pensa..io credo in questo e mi comporto di conseguenza e faccio in modo che per esempio la mia bambina dorma e se per esempio mi accorgo che se la mattina sono stata fuori e non è riuscita a dormire il pomeriggio rinuncio ad uscire per farla riposare bene… se mi accorgo che nel passeggino si sveglia dopo un’ora e se invece la metto nella sua culletta riesce a dormire due ore… la metto a dormire nella sua culletta..perchè io do priorità al sonno rispetto ad altre cose!! ognuno cresce suo figlio come vuole per me è inteso non come una critica ma come una semplice affermazione!!!Se a me tu dicessi tu crescilo come vuoi io mica la vedo come se tu stai dicendo che io non sono competente.. tu hai una tua linea e io la mia.. che può essere condivisa o no!! Non so se mi sono spiegata..io ho bambini completamente diversi.. la bimba non mangia se c’è rumore, non dorme fuori di casa… il maschietto lo puoi mettere a testa in giu e dorme cmq.. non penso di avere detto niente di che..!
Mi capita spesso di essere fraintesa!! Io leggo il vostro blog e su quello che non conosco mi interesso tanto e cerco di percepire i consigli migliori!! Come per levare il pannolino!! Non dirò mai “io ho tolto il pannolino a mio figlio così e così devono fare tutti” perchè sarebbe assurdo!!! Però la questione del sonno è una questione in cui credo fermamente e che ho “studiato” con i miei figli.. due bambini completamente diversi e che mi hanno insegnato tanto… probabilmente la mia sicurezza e convinzione sull’argomento irrita.. me ne rendo conto.. probabilmente anche io non ho modo di esprimermi per rendermi un pò piu simpatica.. !!!
Barbara, credo che il problema nasca quando dici che la colpa viene sempre data ai figli, e che è facile e non è così. Quindi è dei genitori. questo è lo sbaglio, ed è grosso! Io credo che ci siano genitori che sbagliano (ma spesso lo ammettono… “la tengo nel lettone perché se non c’è il papà mi sento sola”, è un esempio. Allora non è una necessità del figlio, ma penso nemmeno un trauma), ma il 90% delle volte non ci sono colpe, assolutamente! che colpa vuoi dare a un bambino di pochi mesi o anni? Ma ancora di più, che colpa si può dare a un genitore che non ha nessuna risposta, e le cerca, le cerca, ci prova e riprova?
Anche io dicevo trionfante “la mia si addormenta da sola!”. E ora sconfitta “no, lei no, lei dorme solo se c’è qualcuno in camera”. Ma scusate, ma che trionfo e sconfitta? Ok, se non ci provi non ottieni, tanto di cappello a chi ci lavora, con la grande ci ho messo un anno a insegnarle a dormire da sola (alla faccia di Estivill, non ha mai pianto, ok, un anno è lungo, ma perché deve piangere lei e non faticare io?), con la piccola ancora non ci sono riuscita, non ho trovato la strada, anche se ha due anni. Si addormenta nel suo letto, senza che la cullo, senza contatto, e mi va già benissimo. A 16 anni non mi vorrà vicina, ne sono sicura
E secondo me ora ci facciamo tante, troppe paranoie. SEmbra che se non si aggiustano da soli subito cresceranno traumatizzati. Quindi via, presto a dormire da soli, presto a mangiare bene, presto a spannolinarsi, presto in tutto! Che la vita è una corsa e se arrivi secondo hai perso, che se non ti aggiusti e ti serve mammà sei una schiappa. Ma che ansia!!!!
Mio marito ha dormito in camera dei genitori fin a quasi 10 anni. Nessun vizio, non c’era altro spazio. Le mie cognate hanno diviso lo stesso letto matrimoniale finché la più grande non s’è sposata. Quando la pediatra mi ha chiesto se la grande dormiva da sola, e le ho detto si, ha sospirato “ah, meno male, sa, i bambini che non dormono da soli da adulti hanno grossi problemi di sonno”. Le ho riso in faccia. Ok, non è educato, ma non si può! Che diritto hanno di sparare certe cavolate (terrorizzando i genitori) senza nessuna conseguenza? Sara ha dormito nel lettone fino ai 6 mesi, l’ho cullata in braccio fino a un anno e fino a oltre l’anno è stata in camera con noi. L’ho addormentata stando vicino a lei fino ai due anni.
E…. tatadadaaaaaaa! Dorme, da sola, tutta la notte, ha 6 anni e il suo disturbo più grande è quando la sveglio al mattino! Alla faccia di Estivill, della pediatra e delle leggi moderne! Che quando saremo nonni ai nostri figli diranno che i bambini devono stare nel lettone fino a due anni sennò si traumatizzano, ed eccoli di nuovo tutti lì, orde di genitori che si prendono calci e pugni ma non osano trasgredire!
Come dico a Sara, in casa nostra le regole le facciamo noi. Ho chiuso fuori tutti gli altri. E proprio per questo posso dire “io ho fatto così”, può anche essere un aiuto a chi sta trovando un modo, ma quando entro in casa altrui rispetto le loro regole, e se sono felici e tranquilli cullando duenni per mezz’ora, ben venga per loro, dare colpe irrita e non è giusto, perché non vivo lì!
[...] da quando avete iniziato lo svezzamento vostro figlio si sveglia 20 volte per notte, se non c’è Estivill che tenga, se Tracy Hogg gli fa un baffo, e se siete sul punto del suicidio famigliare, provate a [...]
brava daniela!
e poi i bimbi cambiano abitudini in fretta.
il nostro piccolo ad un certo punto si svegliava solo a mezzanotte e alle quattro.
adesso ogni tre ore si sveglia.
cosa dovremmo fare, lasciarlo urlare tutta la notte?
contorcersi nel letto tutto rosso e sudato?
a nove mesi?
è ovvio che in questo modo prima o poi smette di piangere, non si può piangere tutta la notte tutte le notti…
bisogna
avere
pazienza!
nemmeno con gli adulti si ottengono le cose in un attimo, figuratevi con i bambini piccoli. un’amica mi ha detto che lei lascia piangere suo figlio tutta la notte perché non ha mica voglia di alzarsi e andare a consolarlo.
beh, io ne ho voglia.
nostro figlio più grande ha quasi quattro anni.
mai lasciato piangere un minuto di notte.
fino a due anni e mezzo si svegliava tre o quattro volte per notte.
una notte gli ho parlato. era l’una e mezza. abbiamo ragionato insieme sul perché si svegliava e sul perché chiamava la mamma anziché girarsi dall’altra parte e riprendere a dormire.
tempo due notti e non si è più svegliato. fa dalle 9 alle 7. russa che sembra un ubriacone.
ci vuole pazienza, mi ripeto.
avere dei figli è una missione.
anche per chi non lo ammette.
anche per quei genitori che credono che la vita non cambi con la nascita di un figlio.
non si può non avere voglia di consolare il proprio figlio perché di notte piange, turbato.
genitori scettici, chiudete gli occhi e pensate un momento a tutte le volte che, di notte, avete avuto la voglia o il bisogno di avere quella persona lì accanto e invece non c’era. se avete questo tipo di ricordo significa che avete vissuto questa esperienza in un’età nella quale un minimo di spiegazione potevate darvela in merito al fatto che invece eravate soli.
un bambino così piccolo ha lo stesso bisogno, ma non può capire il motivo per il quale, pur chiamando (piangendo), resta solo.
inevitabilmente, impara a dissociarsi. a non chiedere più aiuto quando ha bisogno. a non esprimersi.
non sa darsi una spiegazione per tutta quella sofferenza, quindi la rimuove.
e per consolarsi, inizia a dormire.
in ogni caso, vostro figlio in quel momento lì sta soffrendo.
pensate di educarlo correttamente facendolo soffrire?
Cara Daniela,
mi hai risollevato un po’ l’autostima!!! Muchas Gracias!
Purtroppo vivo un po’ male la questione, essendo mio figlio dipendente da me per l’addormentamento notturno. Testone fino allo stremo, urlante e piangente come metodo di comunicazione del disaccordo. Ma dolcissimo e sensibilissimo e tanto bisognoso del notro contatto e presenza. Non siamo mai riuciti a farlo addormentare da solo. Ora ha quasi 2 anni e mezzo. Forse leggere così tanto i commenti presenti qui mi ha fatto sentire molto in discussione e in colpa. Ha peggiorato un po’ le cose, su questo aspetto.
Sono d’accordo con te sul fatto però che ci facciamo troppe paranoie!
Vi chiedo una cosa, visto che ci siete già passate/i? Se un bimbo non si addormenta che con la mamma (pisolino pomeridiano con la nonna) e non va al nido…alla scuola materna dovrebbe essere poi in difficoltà o esseno comunque un’esperienza nuova si adatta?
Grazie
Massimiliano che ti adoro l’ho già scritto.
) Che condivido in tutto le tue parole, anche credo.
La differenza è che non mi sento così’ sicura come te. E ti invidio benevolmente! Anche io a mio figlio spiego sempre tutto…ma quando provo a spiegargli per la nanna, comincia a ribellarsi urlando e piangendo come un matto, perchè quello che sente non gli piace affatto!
Pazienza!
Daniela sono d’accordo con te al 100%. Massimiliano… pure!
Letizia, la primissima cosa che devi chiederti è: ma A ME dà fastidio fare addormentare mio figlio la sera? Mi crea problemi? Se sì, bene puoi provare diversi metodi e vedere come va, se no… benissimo, goditela! Un bambino di due anni e mezzo che vuole addormentarsi con la mamma è un bambino normale. Non avrà traumi, non sarà meno indipendente di altri bambini, sarà un bambino che va a letto contento. In base a cosa dovrebbe avere problemi alla materna? Lì ci saranno altre regole e imparerà a dormire da solo. Non è normale che una mamma coccoli un figlio più di quando lo coccola la maestra d’asilo? Ci manca solo che adesso cominciamo a trattare i nostri bambini come se avessimo 20 figli e zero tempo, solo per rendere più facile (???) il passaggio alla materna. Il bambino che sa che a casa trova tutte le coccole di cui ha bisogno, è sicuramente più sicuro di sé, anche all’asilo (dopo il primo periodo di assestamento, s’intende).
Se può farti sentire meglio ti racconto la mia esperienza. Mia figlia ha tre anni. Va al nido da quando aveva 5 mesi e so che lì a un certo punto ha imparato a fare il sonnellino pomeridiano da sola. La sera però ci sono sempre stata io. A una certa ora ci corichiamo tutti insieme nel lettone e dormiamo come ghiri. Fino a qualche mese fa desiderava addormentarsi sempre con me e se non c’ero (raramente, ma è capitato) un po’ piangeva. Adesso vedo che le cose stanno cambiando, dice lei stessa quando ha sonno e vuole andare a dormire, se io non ci sono amen. Va da sola (o col papà, o con la babysitter) nel lettone e dorme. Io cerco comunque di esserci perché A ME portare mia figlia a letto PIACE. Di solito si addormenta in 5 minuti, a volte però ci vuole di più e ultimamente mi è capitato di lasciarla a letto ad addormentarsi da sola perché avevo altro da fare prima di poter andare a dormire anch’io. Una cosa che 6 mesi fa sarebbe stata impensabile, adesso è normale. È diventata normale perché ADESSO mia figlia è pronta ad addormentarsi da sola, non perché l’abbiamo addestrata!
Il paragone di Barbara con il mangiare è calzante, anche se non è quello che voleva dire lei
Io in effetti non ho insegnato a mia figlia a mangiare da sola. LEI quando ha avuto la voglia e l’interesse per farlo, mi ha strappato il cucchiaio di mano e si è rifiutata di farsi imboccare. L’addormentamento per me è assolutamente la stessa cosa: a un certo punto i bimbi vogliono andare a dormire da soli, e allora ci vanno. Che questo momento DEBBA arrivare entro i 12 mesi di vita, onestamente mi sembra una di quelle pretese esagerate che noi adulti spesso abbiamo nei confronti dei bambini.
letizia grazie!
ma non credere, anche noi siamo pieni di dubbi.
e spesso abbiamo paura.
il nostro piccolino è un bimbo che dorme veramente poco. anche di giorno. si mette giù dopo pranzo al massimo venti minuti. è fatto così!
ma siccome ride sempre, è molto mobile (col fratello che se lo tira dietro da tutte le parti… ), e mangia di tutto, compreso carote e finocchi, ci diciamo… che è solo fatto così.
neanche il nostro bimbo più grande ha gradito il discorso fatto con me quella notte.
ma nel giro di qualche notte l’ha capito. e poi l’ha accettato.
di certo a partire dai due anni si può ragionare bene con i bimbi.
e bisogna stare attenti, ma questo vale per sempre, a non viziarli troppo.
questione scuola MATERNA.
nostro figlio più grande si addormentava solo con la mamma e non è andato al nido.
arrivato il momento della materna non è stato facile.
da settembre a tutto ottobre un bel delirio, anzi.
ma vedi, lì aveva già tre anni.
dopo l’inserimento che ha fatto con sua madre, lo porto sempre io.
il papà è l’autorità, ma anche la sicurezza.
è come per le regole. sembrano una costrizione, ma rinforzano l’animo e forniscono una barriera sulla quale appoggiarsi per non sbandare.
secondo me il bambino sa che se io gli dico di fare una cosa, lui può fidarsi. magari non l’accetta, sempre si arrabbia, ma non ne ha paura.
quando lo portava la mamma era una disperazione.
quando lo portavo io piangeva cinque minuti e poi andava a divertirsi.
a novembre ha iniziato a rimanere il pomeriggio.
anche noi avevamo paura per la nanna, ma lui ci ha sorpreso.
si toglie le scarpe da solo. si mette giù sul lettino. e se la dorme.
secondo me è veramente importante non traumatizzare i bambini nei primi anni di vita.
è per questo che non accetto discorsi legati a forzature notturne.
se un bimbo ha paura bisogna aver cura delle sue turbe.
non crearne delle altre.
penso che se ci si approccia in questo modo ai bimbi piccoli, loro poi si rinforzano perché sanno che possono sempre godere dell’aiuto dei genitori.
si fidano.
e sono più propensi poi a staccarsi da mamma e papà.
comunque potrei scommetterci una cifra che non esiste al mondo un bambino che, non avendo fatto il nido, va alla materna senza piangere.
bisogna accompagnarlo con dolcezza e fermezza.
la maestra del nostro asilo ci ha sempre detto, con un perfetto accento bolognese, scinori, state scereni! se sciete scereni voi lo sono anche i vostri figli…
come sempre anche io la penso come massimiliano e anche come daniela, non c’è giusto e sbagliato e non credo nemmeno ci sia “metodo” per far dormire i bambini. il mio Bibo ha 9 mesi, si addormenta in braccio dopo il biberon, lo metto nella culla e a metà notte viene nel lettone, lui non piange (a meno che non stia male)sta sveglio e basta, si gira e rigira e dopo un pò si riaddormenta. lo metto nel lettone perchè se no mi tocca stare appesa alla culla e sinceramente visto che la mattina devo svegliarmi molto presto preferisco stare sdraiata e cercare di dormire un pò, anche se con Bibo nel mezzo.
sono stanca di farmi paranoie e non credo nemmeno che Bibo cresca traumatizzato perchè dorme in mezzo a mamma e papà per qualche ora a notte.
l’ho già detto in un commento precedente, a me è servito molto leggere un libro di un pediatra spagnolo (che ovviamente non è estivill), se avete tempo e voglia leggetelo, serve davvero…
Io sono pro co-sleeping – il nostro bimbo dorme con noi di notte e nella sua fascia di giorno – di fatto non sta da solo nemmeno un momento. E da quello che leggo, il mio è un bimbo amplificato (o high need, io l’ho sempre definito così nelle community anglofone). Tanta energia e pochissima inclinazione al riposo.
Facile? No, ma non mi risulta che essere genitori lo sia. Da noi non ci sono pianti, nessuno deve ‘tener duro per il suo bene’ (per il bene dei genitori, chiamiamo le cose con il loro nome), solo pace e tranquillità per intera famiglia. Anche perchè un bimbo non è di norma una statuetta… possibile che non ci sia nessun adulto a cui capiti di svegliarsi di notte?
E poi il co-sleeping va meravigliosamente a braccetto con l’allattamento: tutte le volte che si sveglia lo attacco e ci riaddormentiamo. Non so nemmeno quante siano le sue poppate notturne, so solo che io mi alzo sempre riposata.
@Francesca Carlos Gonzalez? Ho letto il suo libro sull’allattamento, mi è piaciuto tantissimo. Sto cercando ‘Besame Mucho’, ma non ce l’hanno nella biblioteca in cui vado di solito.
Scusate, ma io penso quello che ho scritto.. e potrei rimanere giorni motivre i miei pensieri con idee e situazioni.. ma non voglio nè cercare di convincere nessuno se cercare di infierire sull’autostima di nessuno!Non farò mai piangere i miei figli, per fargli dormire.. ma farò empre di tutto per creare le situazioni che glielo permettano, perchè per me è un bisogno prioritario. Il consiglio che posso dare è solo (come molti già faranno) ascoltare, in modo tale da essere sempre pronti ai cambiamenti che averranno. Buona giornata a tutti!!
@Cristina: si, ho letto besame mucho, bellissimo! me l’ha prestato un’amica ma io lo farei distribuire a tutte le future mamme. e pensare che prima che nascesse Bibo avevo letto estivill e quasi quasi gli davo ragione…povera ingenua!
pecceto non aver letto quello sull’allattamento, forse sarei riuscita ad allattare di più!
@Barbar: ma tu fai bene a scrivere e fare quello che pensi, ci mancherebbe! non sta a noi giudicare, non te la prendere dai!
E chi se la prende!!!!!!!
) già devo più pensare a come togliere il prosciuuo cotto dai capelli di mio figlio!!!!
)(Ho il pc in cucina) sto preparando la frutta!!!!
)
@Barbar: buon pranzo allora
Claudia e Massimiliano grazie.
Io sono contenta di accompagnare il mio Pagnotta a nanna, andiamo sul lettone tuti e tre, leggiamo scherziamo ci coccoliamo e poi si gira verso di me, gioca con le mie orecchie e piano piano si lascia andare a malincuore!
Dal mese scorso ho provato ad assentarmi dalle 20 alle 21 (proprio l’orario dell’addormentamento – frequentando un corso di meditazione) una sera a settimana , stasera sarà l’ultima anche per vedere come sarebbe andata. Le priem volte nessun problema capiva che sarebbe restato con papà a gicare ed era tranquillo. Una sera addirittura era crollato con il papà dopo un piccolo pianto. Poi, quando ha capito che il meccanismo si ripeteva ogni settimana, ha iniziato a piangere disperato non appena mi preparavo ad uscire, la prima volta non ce l’ho fatta e sono restata a casa, quella successiva sono uscita nonostante il suo pianto (dopo avergli spiegato per bene e averlo tranquillizzato sul fatto che la mamma sarebbe tornata presto come le volte precedenti).
Anch’io sono convinta che più affetto e conforto si dia loro, più tranquilli e forti possano diventare, non il contrario!
Siamo molto attenti a seguire i suoi moti e le sue evoluzioni,a non traumatizzarlo appunto, Pagnotta peraltro è un bimbo molto molto timoroso di tutto: i rumori forti e sconosciuti, quelli inaspettati, le persone coi capelli Rasta, quelli che ridono troppo forte, i posti che non conosce,le giostre,i bimbi un po’ estroversi, la folla…insomma ha bisogno dei suoi tempi e dei suoi modi e ancora tanto di me e della sicurezza che gli infondo.
Per l’ingresso alla materna (abbiamo scelto una scuola steineriana) io non vedo l’ora, sono serena anche se sono consapevole che per lui non sarà semplice e che me lo farà sapere in maniera molto evidente come suo solito!!!
Chissà che non ci sorprenda!
Grazie per le vostre testimonianze e appoggio.
Un abbraccio
Non so come fate ad avere tanta serenità… L’altra sera, quando vi ho detto che dormiva già da un pò, poi si è svegliato subito. Ora vuole a tutti i costi dormire con noi, ma io non ce la faccio. Cioè, ci DEVO essere SEMPRE. Se mi alzo mentre dorme nel lettone si sveglia e urla come un disperato, mi lancia il peluche, e piange finchè non torno accanto a lui… Ok, ha appena passato una brutta malattia, ha ancora la gengivite e non riesce a dormire bene. PASSERA’, mi dico. Ma nel frattempo non sto con mio marito da 2 settimane, e dormo un’ora per notte perchè oltre a non riuscire a dormire con lui che mi tira calci tutta la notte soffro di epilessia, e mi vengono tante crisi notturne, e non ce la faccio più. Non mi arrabbio con lui, ci mancherebbe. Non voglio neanche farlo piangere… Ma cavolo, perchè da piccolo gli PIACEVA la sua stanzetta, e ora mi grida dietro come un’aquila? L’ho viziato un pò quand’era malato, sempre cercando di tenere un”ritmo” di sonno che potesse permettergli di riposare… Ma ora come me la cavo? Ora anche per andare in bagno DEVE venire per forza con me. Sono tanti capricci, anche dovuti al fatto che sicuramente non è in forma… Ma come si gestisce una situazione così? Io sono così stanca…
Benedetta, non so che età ha tuo figlio, ma da quello che dici mi sembra piccolo. Non parliamo di viziare, per favore. Un bimbo malato ha più bisogno del contatto fisico coi genitori, e hai fatto bene a concederglielo. Ora però ne va della tua salute :/ Potresti provare a cambiare completamente la routine e far subentrare tuo marito nella fase addormentamento. È fattibile? Non sarà piacevole all’inizio eh…
Il piccolo ha 20 mesi… E diciamo che adesso ha ancora un pò le gengive infiammate, quindi credo che finchè non è guarito del tutto sarà un bel caos… Il problema con mio marito è che fa i turni, quindi ogni settimana lo stravolgerei del tutto…Non so davvero come muovermi… Sono devastata, e mi sento terribilmente in colpa perchè temo che il piccolo senta molto il mio disagio, soprattutto perchè di giorno non ho le energie necessarie per stare con lui con amore, quindi spesso mi innervosisco e chiedo aiuto a nonni e amici per farmi compagnia, e non impazzire…
@benedetta: il fatto che tu chieda aiuto a nonni o amici non penso che debba farti sentire in colpa! secondo me non c’è nulla di male, meglio chiedere aiuto che sopportare tutto e poi arrivare al punto di rottura. coraggio e tanta forza
Carissima serena,
ho letto con moltissimo disappunto il tuo articolo contro il metodo “Fate la nanna”.
Evidentemente tu non sai cosa vuol dire non riuscire a dormire di notte per mesi.
Sono madre di due gemelli e so cosa vuol dire non riuscire a riposare né di giorno né di notte, perchè ahime i piccolini sono sempre riusciti a darsi abilmente il turno, una stava sveglia di giorno, l’altro di notte.
Ho passato quasi un anno ad essere in piedi dalle 4 e mezza del mattino perchè il piccolo a quell’ora decideva che iniziava la giornata.
Amo profondamente i miei figli, ma io e mio marito non potevamo reggere a lungo quel ritmo, perchè non saremmo potuti essere dei genitori sereni, e nemmeno equilibrati. La qualità che stavamo dando ai nostri figli era sempre più scarsa, e loro avevano bisogno di genitori riposati.
Quindi ti prego di piantarla di sconsigliare quel metodo, perchè per molti è l’unica alternativa per poter continuare ad essere dei buoni genitori, e non si tratta assolutamente di debolezza, credimi!
Il compito dei genitori quello di educare i figli, non quello di prevenire il loro piangere!!! Tra parentesi forse non hai compreso bene il metodo del libro, il tuo riassunto è completamente fuorviante!
E’ veramente meschino far leva sul pietismo verso i bambini rendendo ancora più dura la vita a chi, non per colpa propria, si trova in difficoltà da anni per il non dormire.
E’ semplicemente un modo per educare i bambini a dormire, perchè purtroppo non tutti sanno farlo dalla nascita, così come gli si insegna a mangiare e a fare pipì nel vasino.
I miei bimbi hanno imparato in pochi giorni il metodo e senza scene orribili, è stato solo questione di costanza e convinzione. Ora dormo serenamente e la sera quando li porto nei lettini legiamo insieme una storia e ci salutiamo con un bel bacio e un sorriso, e al mattino il risveglio è una festa!
Ciao a tutti,
non ho letto l’articolo di Serena, ho letto quello di Michela…
Sono una mamma, ho due bambini uno di 4 e uno di uno. Il primo ha sempre avuto un sonno sereno e tranquillo, non si svegliava mai. Il secondo invece, per varie problematiche ha sempre avuto molti risvegli….ora però grazie ad alcune strategie che conoscevo dorme tutta notte, dalle 20:30 all3 8:30.
Ci ho messo tre mesi per arrivare a questo punto, ma attenta nel cercare di capire cosa lo spingeva a sveglirsi alla ho risolto.
Il medoto Estivil, non l’ho nemmeno preso in considerazione perchè parte dal presupposto che i bambini si svagliano “quasi apposta”.
In realtà chi come me ha degli strumenti in più perchè oltre ad essere mamma sono anche pedagogista e lavoro con i bambini da 0 a 3 anni, sa che il sonno ha mille sfaccettature e che è un argomento delicato.
Tendo a non essere d accordo quando le persone fanno sentire in colpa gli altri genitori….capisco benissimo cosa significa non dormire, posso solo immaginare quando a non dormire sono in due! E ad un certo punto una persona qualcosa deve fare!!! Per forza è così altrimenti si rischia di fare peggio!!
Ciò che vorrei è che in ogni paese ci fosse più sostegno ai neo genitori, qualcuno che gli dicesse, come io faccio con quelli con cui entro in relazione, che ci sono altre soluzioni, più efficaci e che danno frutti migliori e a lungo termine. I genitori devono essere sostenuti ed aiutati!!!
Capisco che uno non può sapere tutto: il punto non è non far piangere i bambini, è normale che piangano….Ma esistono metodi più efficaci, il bambino potrà anche piangere ma è la risposta al suo pianto che da il vero cambiamento.
In più ogni fase ha diverse caratteristiche, i 4 mesi non sono uguali ai 6, per non parlare dei 10 mesi….e poi ancora cambia quando il bambino va al nido…..
Io sto cercando di attivare questo tipo di servizio, ovviamente domiciliare, per sostenere i genitori e per capire che a volte i “metodi” non vanno bene per tutti i bambini e spesso la soluzioni ce la dice il bambino,ma le tante ore di sonno perso non ci permettono di vederla!!!
PER QUESTO DOVREMMO ESSERE PIU’ SOSTENUTI E SEGUITI DA OPERATORI COMPETENTI CHE ABBIANO COME OBIETTIVO IL BENESSERE DEL BAMBINO E DELLA SUA FAMIGLIA!!!!!
BUONA GIORNATA
Michela, ma nessuno ce l’ha col metodo se non ci sono scene orribili… Anche io l’ho usato (ma quando la grande aveva più di due anni, e non ha fatto scene orribili), qualunque metodo può accettare un po’ di piagnucolio e qualche lacrimuccia. Il problema non è il metodo. Il problema sono le scene orribili, ecco.
Se i tuoi figli avessero pianto disperati, sbattendo la testa, vomitando (si, questa cosa del bambino che vomita mi è rimasta in testa) e facendosi male per la disperazione, saresti intervenuta, giusto? Se è così, eccoci, tutti d’accordo.
il metodo (che non è di Estivill) non ha niente di male. Il “male” sta nell’adottarlo non come un modo per far ingranare la notte, ma come una guerra: il concetto chiaro è “il bambino vi manipola, è cattivo, ne approfitta e voi DOVETE essere più furbi e fargli capire che comandate voi e basta, che lui non conta se non obbedisce”. A questo io (e parlo per me) sono contraria. Quella tra genitori e figli non deve essere una guerra, e non devono esserci vinti, non ha senso! E non ha senso far capire ai genitori che se non restano indifferenti davanti a urla, bambini violacei per la disperazione, sbattimenti di testa e vomito, sono sbagliati. Perché è questo che Estivill dice!
Guarda, io come te ho iniziato a dormire una notte filata un mese fa dopo anni. Ma ne ho avute una per volta. So che è più facile, ma so anche che le si prova tutte per sopravvivere. Ero contraria al lettone poi è diventato una manna… E anche io ho insegnato alla grande ad addormentarsi da sola, e lo farò con la “piccola” (due anni) che per ora si addormenta nel suo letto, ma con me in camera. Ma non voglio le scene orribili, e se Estivill mi dice che sono sbagliata perché non vinco io, allora sono contraria! (ovviamente sto parlando con ironia
)
@Michela per carità il mio post è contro Estivill e non contro i genitori che lo hanno applicato. Come abbiamo sviluppato poi piano piano nel corso delle varie discussioni a questo post, ognuno fa quello che può. Io me la prendo con Estivill che dice che bisogna lasciare il bambino piangere anche se ci sono scene assurde che includono vomito, urla disperate eccetera. Evidentemente questo non è stato il tuo caso e sono felice per te. Ti assicuro però che di notti insonni ne ho una bella esperienza anche io lunga anni, quindi non scrivo queste cose perché i miei bambino dormono sereni nel letto, ma perché Estivill come sottolinea Miria parla del sonno dei bambini in modo totalmente scorretto, e pone il rapporto genitori figli su un piano a mio parere sbagliato in cui i figli sono i furbetti che fanno i dispetti ai genitori e i genitori gli insegnano con le forza quello che è giusto. Per me le parole chiave del rapporto tra genitori e figli sono guida, rispetto e ascolto. Ti invito anche a leggere questa intervista: http://genitoricrescono.com/intervista-ad-una-mamma-sul-metodo-estivill/ e la discussione che ne segue.
Fammi sapere che ne pensi. Un abbraccio
Vi ringrazio delle risposte,
ho letto il link di Serena e in effetti ho constatato che anche su di me il metodo Estivill ha avuto l’effetto di infiammare un po’ gli animi per niente…
Io penso che ci si arrabbi tanto perchè di fatto tra di loro i bambini hanno una variabilità nel dormire disarmante! E a sentire che il proprio nipote a sei mesi dorme 12 ore di seguito, mentre magari tu sei condannato a non dormire da tre anni, è difficile restare indifferenti… con la conseguenza che ci sembra sempre che chi disapprova Estivill è perchè non sia mai veramente arrivato all’ultima spiaggia!
L’unica cosa che mi sento di dire è che io il tono del libro, a volte un po’ spiccio e quasi spietato, l’ho trovato solo un espediente per dare più coraggio e convinzione ai genitori (e in genere chi legge questo libro è già alla disperazione e ha bisogno di sentirsi supportato).
In questo modo per me è stato più semplice trovare la giusta convinzione nel fatto che non stavo facendo il loro male.
Ad ogni modo la bimba ha imparato definitivamente a dormire, il bimbo ad ogni malattia resettava tutto.
Ancora oggi che ha due anni e mezzo se si sveglia (grazie al cielo raramente) nel cuore della notte mi tiene in ballo due ore..
Quindi è proprio vero che ogni bimbo è fatto a modo suo!
Ciao Michela, posso chiederti cosa accade quando la bambina si sveglia? e come passa la giornata?
Bè, vi posso dire dalla mia che il piccolo, con cui ho cercato di utilizzare il metodo per questa nuova fase di “sonno con la mamma a tutti i costi” ha iniziato a sbattere la testa sul lettino come un forsennato. Una, due, tre volte, e ora passo le notti a svegliarmi ogni 30 minuti per mettermi accanto a lui, per terra, e stare li finchè non dorme. E se mi alzo mi dice “vai giù”. I bambini sanno manipolare benissimo, e chi pensa che i pianti siano solo frutto di disagio, secondo me si sbaglia di grosso. Il malessere è una cosa, il capriccio ostinato è un’altra. E con questo mio figlio mi prende in giro, perchè poi quando stufa marcia, assonnata e nervosa mi metto a urlare, si mette giù e mi dice “giù, nanna”. E dopo 30 secondi dorme. Non so ora che metodo userò, semplicemente perchè non dormo più di un’ora per notte, e fisicamente ne risento troppo per avere la lucidità di muovermi al meglio. Mio marito lavora 12 ore al giorno, e ne risente ad averlo nel lettone, e io pure. Passerò probabilmente il resto delle mie nottate per terra, perchè io i capricci non li reggo e non li so gestire. Sbaglierò, ma non tutti piangono solo per disagio. E nonostante l’amore che nutro per lui, sto cominciando a capire quanto possa essere “odioso”, passatemi il termine. Si può vivere così? Perchè poi come diceva qualcuna di voi, dopo una notte insonne si è nervosi, e chi è a casa tutto il giorno con il bambino poi diventa una belva, e non li sa gestire nemmeno di giorno.
Ciao Benedetta, quanti mesi ha il tuo bambino??
I capricci come noi li chiamiamo non sono altro che una imposizione della loro personalità assolutamente normale, tutti i bambini li fanno e questo te lo dico per “tranquillizzarti”……
Alcuni bambini difronte a questo metodo hanno delle reazioni “brutali”….ho sentito di peggio che sbattere la testa è per questo che non lo consiglio mai alle mamma…..
Quello che è sicuramente certo è che i bambini seguono il loro istinto e le nostre reazioni ai loro comportamenti….
probabilmente lui sente che “tu i capricci non li reggi o non li sai gestire”….e ha delle reazioni che non sono logiche ma istintuali….
Tu hai la sensazione che lui ti prenda in giro, ma sono certa che non è una sua intenzione….quando urli smette perchè probabilmente in quel momento ha paura, prova a metterti nei suoi panni….
Io mi metto nei tuoi e so che ad un certo punto si strippa…lo capisco….
Ti posso dare qualche indicazione che però devi mantenere almeno per 20 giorni….Tutti i comportamenti che vengono cambiati in due/tre giorni con altrettanta facilità potrebbero tornare, un pò come quando si perde peso in poco tempo…..
Non so quanti anni ha il tuo bambino, non so se va al nido o se ha paura del buio o se ha dell’ansia da separazione, ma ho capito che parla…giusto???quindi sicuramente più di un anno….
- Prima di andare a letto si deve fare sempre la stessa cosa: ci mettiamo il pigiama, leggiamo un librino/cantiamo una canzoncina/ci facciamo le coccole…..
-Esplicitare sempre “Leggiamo il nlibro e poi si va a nanna”
-Da oggi la nanna si fa nel tuo lettino
- Volendo possiamo dargli o un pupazzo o una nostra maglia con il nostro odore….questo per quei bambini che ricercano molto la presenza della mamma….
-Ogni volta che si sveglia con grande tranquillita (quindi grande sforzo di volontà) chiedere al bimbo cosa è successo, ripetergli che è ora di dormire e si dorme nel lettino……
-Se all’inizio richiede la presenza in camera decidi tu dove stare….la mamma sta sulla sedia e punto.
-Se si sta in camera, pensare anche ad un sottofondo musicale….
-Se il bambino vuole essere toccato i passaggi sono: 1.ti tocco + musica 2.sto in camera senza toccarti + musica 3.solo musica
Il segreto è cercare di stare tranquilli e parlare a voce bassa…..
All’inizio il bimbo forse piangerà, ma pensate a quello che avete fatto fino ad ora e cambiatelo perchè forse non ha funzionato….bisogna andare a tentativi ogni bimbo è diverso…..
Si può anche svegliare 40 volte ma bisogna rimanere tranquilli…grandi respiri……..Lo so che è difficile per esperienza ma è la cosa più utile per raggiungere l’obiettivo!!!Quello di insegnargli a dormire!!!!
datevi 10 giorni e poi vedete come va……
Si può fare e sono sicura che anche tu Benedetta ce la farai!Armati di pazienza e forza e tranquillità…pensa che la tua meta stai per raggiungerla e prendi forza dal tuo obiettivo…..So che sei stanca ma sono certa che ce la fai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ciao Miriam,
penso che tu ti riferisca al bimbo, che mi tiene in ballo due ore…
Si sveglia e vorrebbe che lo prendessi in braccio.
Appena lo prendo in braccio si tranquillizza e di solito tende a riaddormentarsi in braccio. Non riesco a rimetterlo nel suo letto, a meno che non dorma profondamente, ma non è chemi piaccia tanto il fatto di metterlo nel lettino da addormentato, mi sembra di imbrogliarlo…
anche se a volte, dopo cinque-sei tentativi di rimetterlo nel letto, finisco per cedere e addormentarlo in braccio sulla poltrona cullandolo (e qui vuol dire che sono passate circa due ore!).
L’ultima volta che è successo però mi è andata meglio, l’ho rimesso nel letto, lui ha accennato a piangere e io gli ho raccontato 3 o 4 favole, alla fine è ripartito da solo anche se ho abbandonato la stanza. Non so se è un caso…
Di giorno non sembra più di tanto “subire” queste nottate, forse perchè tuttosommato lui in braccio va avanti a dormicchiare, e poi finisce x fare una nanna pomeridiana più lunga!
BENEDETTA fatti coraggio che passerà! io spesso mi dico, cosa sono 2-3-4 anni di sofferenze x dormire rispetto a quanto è lunga la nostra vita?!
Adesso ti sembra impossibile perchè non sai quanto durerà, ma alla fine vedrai che diventerà un aneddoto da raccontare ad altre mamme disperate!
Grazie Miriam… Il bimbo ha 20 mesi, e un bel caratteraccio come la mamma. Comunque il rito della nanna l’ho sempre usato, e funziona. Il fatto è che ora mi vuole li… In queste notti si è svegliato solo un paio di volte, e alle 6 pretende il lettone. Quindi diciamo che posso “reggere”. Anche perchè ho visto che non vuole necessariamente me, ieri sera ci ha pensato il papà, e ha dormito ugualmente. Ti chiedo una cosa visto che mi sembri esperta.. Da quando ha avuto la gengivite non tiene più il ciuccio in bocca, ma lo vuole in mano. E quando prova a tenerlo in bocca poi gli viene l’urto dopo 3 secondi. Pensi che possa essere anche questo il motivo della sua “insicurezza”? ci ho pensato oggi… Dorme con il ciuccio in mano, però penso che comunque sia diverso che averlo in bocca. Per i capricci in questi giorni li sto “gestendo”, gli ho insegnato che cos’è un “patto”, ne abbiamo parlato, e almeno adesso piange e basta, perchè gli ho spiegato che se mi dice le cose solo con la voce le capisco, se invece mi picchia e mi lancia le cose non riesco a capire. Sembra funzionare..Mi sento così inadatta che sto mettendo seriamente in discussione il desiderio di mio marito di farne altri…
Ciao Benedetta,
capisco che ti puoi sentire inadatta, mai stai gestendo la questione e da quello che ho capito una soluzione l’hai trovata….
credo che la gengivite possa centrare, la tua intuizione credo sia azzeccata….potrebbe essere che lui ultizasse il ciuccio anche per calamrsi e come coccola…non riesce più a ciucciarlo ma non può lasciarlo…..Forse è anche per questo che ti cerca di più di notte….alla fine il ciuccio sostituisce un pò noi mamme….prolunga la suzione al seno…..prova a pensare a qualcosa che possa sostituire il ciuccio….che lui possa tenere con se di notte….
La soluzione del parlare al posto di urlare la trovo ottima!!!
Se lui alle 6 della mattina vuole venire nel tuo letto, anche questo potrebbe diventare un patto. La notte in camera tua….e la mattina in camera con la mamma…..
Ciao Michela,
il motivo per cui sarebbe meglio non addormentare i bimbi in braccio è proprio quello che hai detto tu…loro si addormentano nelle nostre braccia al caldo e al sicuro e poi di improvviso si svegliano nel loro letto e al buio…forse anche un pò disorientati…e quindi ci richiamano….dopo di che intuiscono che prima o poi li rimetteremo giù e lottano contro al sonno….
1. Ovvio che nelle nostre braccia stanno meglio….
2. pensiamo come staremmo noi se ci addormentassimo nel nostro letto e ci svegliassimo sul divano????? Cosa è successo????
3. ansia da separazione che nei primi anni c’è!!!!
Il metodo più utile sarebbe:
Routine come già fai e a nanna, quando il bimbo si sveglia non prenderlo in braccio ma dolcemente rimetterlo giù. Se si tira su rimetterlo giù…sicuramente all’inizio piangerà….
Verbalizzargli che lo capiamo che gli vogliamo bene ma che è notte e bisogna fare la nanna.
All’inizio possiamo aggiungergli una coccola e piano piano vedrai che basterà rimetterlo giù.
Bisogna armarsi di pazienza: è importante una cosa, il bambino piange e questo non dobbiamo ignorarlo, ma è il suo modo per dirci che non vuole stare li. Accogliamo questo suo stato d’animo facendogli sentire la nostra vicinanza ma lasciandolo nel suo lettino.
Quando si sentirà al sicuro comincerà a non cercarci più……….
Bisogna darsi almeno 20 giorni ma i risultati ci sono!!!!!
Se invece lo si mette giù e si va via lasciandolo piangere da solo, lui si sentirà ignorato….prima o poi smetterà ma solo perchè d’istinto capirà che viene ignorato!!!Così non impara a dormire impara a non essere accolto………
Tu fai benissimo a stare vicino a lui, prova con questa nuova modalità, i primi giorni sono pesanti ma i risultati sono ottimi e tu nonn lo lasci solo perchè cmq per lui è una frustrazione…………
Ciao a tutti,
innanzitutto vedo che c’è qualcuno che sta “quasi” nella mia stessa situazione e che non riesce ad uscirne vivo (p.e. Massimiliano). Io ho una bimba che ad oggi ha quasi 14 mesi; ha sempre dormito nel suo lettino fin dal primo giorno e quando la portiamo sul lettone con noi, non ci vuole stare! Vuole tornare al suo lettino. Bene direte voi: male diciamo noi! Sapete perchè? Perchè quella iena (ma guai a chi me la tocca!) si sveglia almeno 10 volte a notte e sono 14 mesi che andiamo avanti in questo modo. 14 mesi che ne io ne la madre riusciamo a dormire più di 4 ore a notte e chiaramente non di fila. La nostra Virginia si sveglia e urla: allora uno di noi due a turno si alza, va in cameretta e una volta gli rimetti il ciuccio, un’altra gli dai da bere, un’altra la cambi e poi ricominci a dargli il ciuccio e così via per tutta la notte (almeno una volta l’ora ma la media sta a 45 min anche 35!). Quello che ci fa rabbia (tra virgolette) è che si addormenta da sola nel lettino verso le 20-20.30, dorme un paio d’ore di fila e poi comincia il calvario ma è un colavario solo per noi perchè lei si sveglia noi arriviamo dopo 20 sec e dopo altri 20 sec lei si riaddormenta. E’ un continuo tutta la notte. Lei ogni volta che si sveglia lo rimarrà per non più di un minuto (forse meno, dipende da quando arriviamo noi).
Chiaramente la madre si alzerebbe sempre se fosse per lei, mentre io la lascerei piangere un pò di tempo per vedere se magari la finisce dopo 5 min (non l’abbiamo mai provato visto che la madre scatta come una molla appena piange).
Lavoriamo entrambi e a volte non mi spiego come facciamo ancora a sopportere questa situazione assurda.
Oltretutto da un paio di settimane si alza alle 5.30 per cui….tutti svegli!!
Per questo abbiamo deciso di provare ad usare il metodo di Estivill; domani inizieremo e vi farò sapere.
Va bene fare i bravi genitori, ma a tutti/e colori che dicono che è un metodo che non fa bene al bambino, dico soltanto che se non dovesse funzionare, la mia bambina potrebbe non avere più due genitori “normali” visto che non dormiamo da quasi 14 mesi!
C’è qualcuno che può dire di non dormire da più tempo di noi?
Impossibile.
Per favore fateci il tifo e spero di riuscire a dormire almeno 5 ore di fila già dalla prossima settimana
un abbraccio
Luca
Letto subito e sarò veloce veloce… Anche il mio cucciolo si addormenta da solo alle otto e mezza etc etc… ha cominciato a svegliarsi la notte e Io gli ho dato l’abitudine di andare da lui e dargli il ciuccio.. lui si rasserena e si riaddormenta… il fatto che si svegli.. può essere fisiologico.. se ignorato(non come intende Estivil, ma come intendo io… nel senso che invece che assecondarlo con un gesto meccanico, tipo ciuccio etc due occole e boh)dovrebbe interrompersi.. se così non è forse è il caso non di ignorare il suo pianto… l’unico modo in cui tua figlia si esprime.. ma cercare di capire le cause… il mio cucciolo che ha diciotto mesi… ha sviluppato una dermatite atopica… et voilà.. scoperto il problema dei risvegli.. allergia agli acari.. che non permette al bambino di fare sonni “normali”.. il fatto che lei si riaddormenti nel giro di pochi secondi non significa che dorma meglio di voi… ci sono bambini che hanno intolleranze ad alimenti per esempio.. in pratica… cerca di capire i problema.. ignorare per me non serve a nulla.. piange perchè c’è qualcosa che non va e magari non sa nemmeno lei cos’ha e tu cosa fai? La ignori?? Nooo.. ma ti pacerebbe?? Anche tu smetteresti di piangere.. ma con quali conseguenze?Ok un capriccio… anche se anche li io sto li a parlargli a sfinimento finche non ci rinuncia.. però il resto no..anche io la penso come tua moglie.. a me no costava asslutamente nulla alzarmi eppure lavoro.. anche mio marito mi ha sempre aiutato.. eppure lavora.. eppure ho anche una bambina di cinque mesi.. non sto facendo la splendida.. voglio solo dirti che un bimbo no piange per farti un dispetto…. In bocca al lupo Barbara
Ciao Luca. Provo a parlarti della mia esperienza… Ne ho passate tante con la nanna, perchè il piccolo dopo mesi di nanna tranquilla nel lettino, e dopo una brutta malattia, ha iniziato a d avere la necessità della mamma. A parte gli scleri vari che non ti sto a spiegare perchè vista la situazione li vivi pure tu, ho provato qualche settimana fa a stare con lui nella cameretta. Non in via definitiva chiaramente, ma magari la vostra piccola ha bisogno della vostra presenza come ce l’aveva il mio Tommaso. Così ho fatto 3 o 4 notti, non ricordo, a stare con lui. Lo faceva addormetare nel lettino, poi quando si svegliava la prima volta, una volta riaddormentato, mi sistemavo alla bell’e meglio per terra o sulla sedia, in modo che lui sentisse che ero li. Quando si svegliava e mi trovava li, era molto più sereno, e si rigirava di la, tanto che l’ultima notte non si è più svegliato. Allora sono ritornata nel mio letto. Capita ancorhe si sveglia una o due volte, ma forse il fatto di vedermi li lo ha aiutato a capire in via definitiva che la mamma c’è. Non so, con lui ha funzionato…Ovviamente è stata una faticaccia, ma anche Estiville lo è, e quindi provare per provare non cambia nulla. O altrimenti provate a mettervi il lettino in camera, e quando sarà più sicura e serena la riportate nella sua cameretta… Spero di esserti stata utile in qualche modo…
Un saluto
ciao a tutti.Ho scritto tante volte….però questa volta devo essere un pò più rigida. Da mamma e da pedagogista: NON USATE IL METODO ESTEVIL, forse non essendo nel campo non conoscete tutte le ricerche che hanno valutato gli effetti dannosi di questo metodo.
I bambini piangono, essere bravi genitori non significa non farli piangere perchè piangere è il loro modo di comunicare. Ma il sonno è una cosa delicata e anche non dormire lo è lo so perchè lo ho provato anch’io sulla mia pelle. Questo metodo non gli insegna a dormire, gli insegna solo ad isolarsi a dissociarsi ad arrangiarsi…….gli insegna che voi non siete li per lui. LUI NON SI SVEGLIA 20 VOLTE PER DISPETTO….ANDIAMO PIU’ SOTTO!!!!
Prima di prendere in considerazione questo metodo siete mai andati a parlare della questione con il Pedagogista del comune????
Chiedete hai servizi della persona!!!
In più questo metodo non è duraturo…..dopo un pò spesso ricominciano!!
Chiunque voglia applicare questo metodo perchè è alla frutta si chieda se prima ha chiesto altri pareri di persone competenti, si chieda se potrebbero esserci altre vie.
Se non avete un pedagogista io sono di bologna/budrio e la mia e-mail è miricesari@hotmail.it
@Miriam… sono stufa di leggere i tuoi commenti, soprattutto questo ultimo… non è che stai cercando di farti i pazienti tramite questo sito???
Miriam capisco che le tue competenze e la passione per il tuo lavoro ti spingano a darci dei consigli e a metterci in guardia da atteggiamenti sbagliati.
Però consentimi di darti a mia volta un consiglio:
Esiste la pedagogia, esistono gli studi approfonditi di professionisti del settore. Utilissimi e forse indispensabili.
Esistono però anche altri due ingredienti, i più fondamentali di tutti: IL BUON SENSO DEL GENITORE E L’ISTINTO.
L’istinto e la conoscenza profonda dei nostri bambini, che solo noi in tutta la nostra ignoranza di apprendisti genitori abbiamo, ci salva!
Seguendo istinto e buon senso possiamo anche applicare il metodo Estivill, e farlo serenamente! Basta sensi di colpa!
Ai professionisti la teoria, poi la pratica, si sa, è un’altra cosa.. Lo sanno bene i pedagogisti-genitori, per i quali questo ruolo non è sicuramente facilitato dalla professione…
Un lavoro già ce l’ho….non credo di aver chiesto soldi…tanto che lo faccio da anni GRATIS per coloro che me lo chiedono!!!!!!
Se sei stufa saltali, evidentemente è perchè qualcosa di smuovono….
Io non ho parlato di sensi di colpa, io parlo da MAMMA, DA AMICA DI MAMME E ANCHE DA OPERATRICE.
Sono sicura che l’istinto di una madre sa che far piangere suo figlio fino allo sfinimento e finchè non si addormenta non è la cosa più utile per lui.
Se poi parliamo di non correre subito appena chiama…sono d accordissimo anch’io…ma qui si parla di aiutarlo a sviluppare una capacità innata di autoconsolazione che già ha, ma non tralasciamo altro.
Avendo anch’io sofferto il sonno, so come ci si sente, mi dispiace sapere che in questi mesi solo per aver consigliato e cercato di aiutare qualcuno è stanco di leggere…..anch’io sono stanca di tante cose..ma lasciamo stare!
Io mi faaccio consigliare da altre mamme e da altri operatori, e quando mi danno dei consigli sul benessere dei miei figli ci ragiono e sono critica con me stessa…perchè lo faccio per loro…..
Se non si vogliono suggerimenti perchè si cerca aiuto?????
E’ proprio vero, in un mondo come il nostro quando qualcuno cerca di aiutare senza essere pagato ma solo perchè ha piacere nel farlo viene sempre trattato a pesci in faccia
Miriam io ti sono grata per i consigli che mi hai dato! Nel fare il mestiere più difficile del mondo sono assetata e bisognosa di consigli, soprattutto da persone “del campo” come te.
L’unica mia considerazione è questa:
Proprio perchè l’istinto materno non è quello della spietatezza, io non credo che ci sia bisogno di spaventare i genitori dicendo che i metodi severi causano dei danni (danni non specificati). Casomai abbiamo bisogno di essere un po’ spronati a prendere in pugno il nostro ruolo!
Questo non significa che ci devi dire quello che ci aspettiamo che ci venga detto ovviamente… però in qualità di esperta le tue opinioni hanno un maggiore effetto! Io ad esempio ho smesso di prendere in braccio il mio bimbo di notte e non mi è più capitato di stare in ballo per due ore, quindi GRAZIE!!!
E ti aggiungo che ho anche un po’ di invidia perchè hai la fortuna di fare con passione un lavoro socialmente utile che ti consente di aiutare gli altri. Io sono un arida ingegneressa che macina formule al computer…
Miriam, non mi sembra che Michela ti abbia “preso a pesci in faccia”, anzi, i suoi interventi sono stati cortesissimi, così come i tuoi contributi sono stati molto utili. Del resto quello che sostieni è totalmente nello spirito del post da cui ha preso vita questa lunghissima e fruttuosa conversazione fatta di tantissimi commenti e di tantissime voci.
L’obiezione educata, qui, è sempre la benvenuta.
Ciao a tutti, scusa michela ma il mio post non si riferiva a te, che hai solo espresso la tua opinione che accetto e condivido, ma ad un post precedente in cui mi è stato detto che cerco dei cliente e che la gente si è stufata di leggere i miei post (Almi..credo…)…………………..
Con Michela sono assolutamente d accordo, e nei miei post non ho mai parlato di colpe…..nell’ultimo ho volutamente esagerato, perchè dal mio punto di vista questo metodo non è l’ultima spiaggia e si può sempre trovare una soluzione anche se in alcuni momenti sembra veramente impossibile.
Il punto è che se una mamma segue alla lettera <Estivil deve essere cosciente che può creare dei problemi e che quindi potrebbe seguiri altri metodi, come ad esempio "Facciamo la nanna" Honneger che è un allieva della Montessori.
Se poi uno legge un libro ci ragiona e applica solo qualcosa non si parla più di Metodo estivil, ma solo di un metodo personale e quindi niente da dire, almeno che non si lasci piangere il bambino due ore in camera da solo mentre noi di notte ci tappiamo le orecchie per non sentirlo, convinte che questo sia l'unico metodo per farlo dormire!!!!!
Su questo io sono contraria….e ho visto effetti negativi…………….
Devo essere sincera, credo che sia giusto, come credo che sia giusto aiutare i genitori, come io mi faccio sostenere da altri a trovare la strada giusta che sembpre esiste e che tutti sono in grado di percorrere
@miriam Se posso intromettermi… volevo aggiungere che secondo me Estivil è una bomba a orologeria che messa in mano a certe persone può scoppiare.. come dici tu.. E’ un manuale, ma come ogni manuale, è da interpretare.. non tutti lo interpretao e questo è pericoloso..quindi di principio ci si mette contro.. per esempio..il suo” se vomita rimettete tutto in ordine e andate via”.. non significa nella mia interpretazione “fatelo vomitare e con indifferenza rimettetelo nel letto nudo e crudo come lo dice..” ma in cuor suo ti dice.. una volta che sei arrivat a quel punto non è che lo prendi e te lo rimetti nel letto.. la prossima volta vomiterà per convincerti a farlo di nuovo e la userà come “arma” e qui non ha tutti i torti.. se un bambini piange perchè vuole qualcosa e tu gliela dai la seconda volta ripiange perchè sa che cosi la ottiene..niente di più scontato.. cmq IO NON LO FAREI MAI.. sono più per il dialogo anche con un bambino di un mese.. he va rispettato come uno di due anni di 10 etc etc…Ci sono metodi migliori.. in parole povere.. Estivill e Besame Mucho secondo me sono due manuali “anche se il secondo non si puo definire tale” , che se vengono letti da persone che hanno poca elasticità mentale.. posso essere dannosi, erchè sono estremi.. non conoscono una via di mezzo…
Buona giornata:)
Inoltre volevo dire che ho visto psicologi, educatrici… etc… che nonostante le loro nozioni hanno avuto grosse difficolt a riconoscere i problemi del sonno dei propri bambini.. che ad altre persone invece risultavano chiarissimi.. il coinvolgimento a volte sfasa tutto
Ciao, sono d accordo con te…
quando si tratta dei propri figli tutto è diverso….e questo vale anche per gli operatori…io stessa pur lavorando da tanto con genitori e bambini quando si è trattato dei miei non sempre sono riuscita a risolvere le situazione con estrema serenità…ma anche questo è normale…
In realtà è anche normale sentirsi in colpa ogni tanto….la cosa migliore credo che sia accettare che non possiamo arrivare dovunque…accettare che non potremmo mai soddisfare tutti i loro bisogni…accettare che a volte si possono provare anche sentimenti contrastanti nei loro confronti…accettare che a volte proprio non li capiamo…..
Cercare di fare tutto con coscienza….Un bambino che ad un nostro “no” piange…è normale…non gli dico di “SI” per farlo smettere ….. per un neonato però tutto è differente….sono completamente dipendenti da noi, loro si sentono noi….
sto degenerando…..buona notte….
Miriam.. c’è una differenza immensa tra sentirsi in colpa e riconoscere a colpa.. sentirsi in copa non porta a nulla.. riconoscerla porta a migliorarsi… tutti sbagliano.. ma quanto fatto con amore non è una colpa..è aver provato a fare con il cuore qualcosa..essersi fatti tascinare da qualcosa che non sappiamo a volte nemmeno noi cos’è.. e non esserci riusciti.. un abbraccio !
Giustissimo………..è normale sentirsi in colpa…spesso ci si sente così e nemmeno si sa perchè….il fatto di accettare e riconoscere ciò che si prova ci aiuta a superarlo…..non si può sapere tutti….tutti fanno degli errori e tutti hanno grandi risorse per superarli e comunque continuiamo ad amare sempre i nostri bambini
ieri, dopo 11 mesi e 11 giorni, cioè dal giorno in cui è nato, giacomo ha dormito tutta la notte.
dalle 21 alle 6.
era un mesetto che dava qualche segnale positivo. ad esempio quando si svegliava nella notte bastava rimergli il ciuccio perché si riaddormentasse subito.
Ma fino ad un mese fa eravamo fortunati se riuscivamo a dormire 3 ore di fila. molto fortunati.
come ho scritto nei diversi post qui sopra, noi non abbiamo mai usato nessun metodo.
solo pazienza, buon senso e rispetto.
è stato un anno difficile, incredibilmente lungo e ogni tanto drammatico.
in tutta franchezza, il più bello della mia vita.
@Massimiliano: EVVIVAAAA!!! la vostra pazienza è stata premiata! Buona giornata!
@massimiliano: bellissimo! direi che questo commento è da genitorimbroccano! noi da 10 mesi e 28 giorni continuiamo a non sapere più come sia dormire tutta la notte di fila…ma abbiamo fiducia nell’avvenire! per ora va bene così! ma sono contenta per voi!
Ci sono diversi modi di vedere le cose, due li riassumo cosi:
1. Nasce un bambino sa quello che vuole e lo assecondiamo finche non deciderà lui quando sitemare i suoi ritmi.. questo comporta pianti… eccessivi attaccamenti alla mamma… ritmi confusi, mancanza di sonno ..nervosismi… pianti che nascono apparentemente senza motivo.. etc.etc. non lo aiuta nessuno ma si assecondano le sue insicurezze perchè è quello che lui vuole… gli diamo autonomia decisionale (lui sa quello che vuole) ma nessuna indicazione.
2. nasce il bambino e si trova spaesato e ha bisogno d’aiuto.. aiuto per regolarizzarsi…. per imparare a mangiare a dormire..perchè ha bisogno di sicurezze.. perchè prima riuscirà in questo e prima raggiungerà la serenità e sarà capito.. e chi l’aiuta? I genitori.. chi altro potrebbe!!! Dandogli autonomia e sicurezze.
mi sembrano i due punti all’estremità del problema.
non mi riconosco in nessuno dei due.
nemmeno mio figlio si riconosce in essi perché non ha manifestato nessuno degli atteggiamenti che hai descritto.
Sono due di tanti tanti modi!!!Questi riassumono quelli che si sentono di più discutere… un Besame Mucho VS Hogg..
Io invece mi riconosco nel secondo!!Infatti nemmeno io ti riconosco nei due casi, perchè secondo me, benchè tu non abbia utilizzato nessuno dei due metodi sono sicura che la vostra vita sia abbastanza regolare e abitudinaria, e che tu ti sia sempre comportato sempre coerentemente con il tuo modo di pensare oltre che con quello del tuo bambino!
abbiamo letto estivill e preso quei 2 o 3 concetti che abbiamo ritenuto interessanti. ad esempio non mi metterò mai e poi mai a girare in macchina tutta notte per far dormire mio figlio.
invece non abbiamo letto besame mucho perché non lo abbiamo trovato da nessuna parte. ma credo che il titolo dica molto…
in ogni caso, penso fermamente che un bambino neonato e fino almeno al primo anno di vita abbia certamente bisogno di una cosa: dell’affetto dei genitori.
noi ci siamo sempre comportati dimostrando ai nostri figli che in noi trovano degli alleati e non dei giudici. persone disposte a considerare il loro punto di vista.
se hai bisogno di un abbraccio ti abbraccio. se fai i capricci, ti abbraccio lo stesso perché in fondo stai cercando affetto, ma non ti concedo quello che chiedi col capriccio.
stanno crescendo bene. per il grande (4 anni) ormai la notte è diventata una cosa che dura dalle 9 alle 10 ore.
per il piccolino, 1 anno tra poco, una cosa che dura 4 ore più 4 ore più 2 ore, circa. ogni tanto fa una tirata di 9. ma è raro. ogni volta che si sveglia basta andare in camera e ridargli il ciuccio perché si addormenti immediatamente.
probabilmente se lo lasciassimo piangere per un paio di notti lui poi non si sveglierebbe più, lo sappiamo.
ma siamo daccapo.
non c’è nessun bisogno di fare sta cosa.
lui sta gradatamente ma continuamente allungando le notti.
ed è bellissimo vedere che piano piano sta capendo da solo che dormire è bello!
Concordo: è davvero bellissimo vivere le SUE conquiste, perchè così sono davvero le sue, non le nostre!!
Concordo pienamente con te… le cose vanno insegnate con amore.. non ignorando un bambino.. anche io sono del pare che se vuoi un abbraccio ti abbraccio tutte le volte che vuoi perchè fa più piacre a me che a loro probabilmente
anche io insegno ai miei figli le cose con amore.. rimango anche ore con lui quando magari è nervoso perchè èè stanco nella culla a chiaccherare ad abbracciarlo.. e sempre con il sorriso… amano la culla.. come la vedono sorridono si rigirano e dormono..
il grande 18 mesi.. va nella culla prende la copertina e mi dice nanna quando ha sonno
anche il mio si svegliava gli davo il ciuccio e dormiva.. ora ha smesso non si sveglia più.. ora sta imparando a fare la pipì nel vasino e la trattiene tutta la notte e non si svglia nemmeno per farla
quindi anche se non sembra sono perfettamente in linea con quello che dici.. l’idea che ho io è però che dobbiamo aiutarli.. questo significa che se non hanno una line per l’alimentazione e per il sonno..dobbiamo aiutarli noi e con amore possiamo farcela.. e con amore sono riuscita a metterli a nanna alle 8 e tirare cosi per 12 ore… bisogna essere costanti e sempre presenti perchè solo con la nostra presenza e il nostro amore loro acquisiscono sicurezza in se stessi.. perchè anche se non siamo davanti ai loro occhi sono sereni.. perchè mamma e papa sanno che ci sono sempre!!!
@massimiliano: peccato che non abbiate letto besame mucho, è un bellissimo libro e penso che avreste apprezzato il “non metodo” descritto.
a me ha aiutato tantissimo, ora viviamo tutti, a partire da me che ero stufa di provare e riprovare metodi, molto, moooolto più tranquilli
Io invece sconsiglio vivamente Besame Mucho.. o anzi no.. leggere un libro non fa mai male.. ma va preso con le pinze come va preso Estivill sono due estremi pericolosi per i bambini e per le mamme!!!!! Leggeteli ma con moderazione secondo me… !!!
il piccolino gattona e sta tirandosi in piedi sempre più spesso.
ieri eravamo dai nonni e lui ha deciso che voleva andare al secondo piano, facendosi due rampe di scale.
la scena è stata questa: il grande faceva i gradini davanti a lui, dicendo continuamente “vedi? io sono già capace!”, io ero due gradini dietro solo per assicurarmi che non cadesse.
lui ci ha messo 15 minuti, tra pause, sospiri e sorrisi.
alla fine era veramente felice. lo eravamo tutti.
@francesca: leggerei volentieri il libro se lo trovassi in libreria. qualcuno può aiutarmi? noi siamo a bologna.
Bravo il piccolino che fa le sue esperienze che per lui saranno delle grandi conquiste
perchè ricordatevi… per loro, ciò che a noi a volte può sembrare banale, può essere qualcosa di estremamente difficile ed entusiasmante… unire due costruzioni per esempio..
mai deriderli, ma bisogna stargli accanto e fargli capire che ci siamo li con loro ma che possono riuscirci da soli e non fare le cose noi per loro ma aiutarli a farle da solo.. proprio come fai tu!!
Un bambino inizia ad essere autonomo quando sperimenta e si sente sicuro.
Secondo voi che obiettivo ha un bambino piccolo nel svegliarsi tante volte di notte? Cosa accade quando si sveglia?
- LA MAMMA E IL PAPA’ VANNO DA LUI E SODDISFA IL PRIMO E PIU’ IMPORTANTE BISOGNO RELAZIONALE, ANCHE PIU’ IMPORTANTE DEL CIBO.
Cosa ne sa lui che mentre dorme la mamma è li???? Ovviamente non è un ragionamento logico….cosa ottiene???capiamolo e diamolo in anticipo solo così non lo chiederà più…………….
Lo chiederà anche quando siamo sicuri di darglielo già……ma è qualcosa che deve scattare dentro di lui/lei…..
L’autonomia da molti genitori è vista come menefreghismo, come ti metto in disparte perchè cosi io la notte dormo… beh non è cosi. Dare autonomia a un bambino è fdare il suo bene, dargli sicurezze.. non renderlo dipendende da noi in tutto.. come fare la nanne è una grossa conquista per lui… perchè mai un bambino non deve riposare correttamente e deve essere dipendente dal mio seno per addormentarsi quando sarebbe cosi sereno e felice a dormire rilassato per i fatti suoi nella sua cullina??? Per dare autonomia al bambino bisogna innanzitutto dargli amore e come dice Miriam, fargli capire che mamma e papà ci sono sempre e comunque. L’autonomia non è egoismo, ve lo dice una persona che ha sempre insegnato ai bambini a dormire da soli nella loro culletta (non sicuramente con il metodo Estivill) e che cmq si è sempre svegliata la notte, nonostante loro vadano a nanna alle otto e si risveglino beatamente dopo 12 ore.
Per il primo di 18 mesi,ogni mezz’ora per correggergli la posizione della testa, visto che aveva una lieve plagiocefalia e lui dormiva sempre a pancia in su con la testa girata sempre dallo stesso lato. Per la seconda che ha sei mesi perchè da quando ha tre mesi si mette a dormire a pancia in giù e quindi la controllo spesso… per il primo sta anche cominciando a fare la pipì non nel panno quindi ogni tot sono in camera sua per vedere che non se la sia fatta addosso… quindi da chi ci crede veramente sappiate che non è egoismo..ma rifletteteci su…
suggerirei di considerare il pianto allo stremo come criminale.
probabilmente una possibile soluzione è dividere i genitori:
il letto matrimoniale non consente al neonato di selezionare il genitore più rassicurante per il sonno.
@massimiliano: a me il libro l’hanno prestato (anzi, dovrei restituirlo!) cmq converrebbe vedere in qualche libreria specializzata o al massimo acquistarlo su internet se ne hai la possibilità
complimenti al piccolo scalatore!
@barbara: concordo con te che fa sempre bene leggere un libro e poi valutarlo a seconda della propria esperienza, ma non capisco perchè tu sconsigli besame mucho (l’hai letto?)!
comunque, abbiamo un punto di vista differente, tu abitui i tuoi piccoli a dormire da soli in culletta, io c’ho provato, ma ho visto che il mio Bibo dorme un pò in culletta ma poi preferisce venire nel lettone di mamma e papà a metà notte! contento lui, contenta io e contento il papà! chissà, tra poco cambierà abitudine e forse preferirà dormire da solo, ma non penso che questo possa creare problemi nè a lui nè a noi
@francesca.. Ciao! Infatti mi sono corretta.. è giusto leggerlo…a parer mio… è un libro estremo come è estremo fate la nanna.. e trovo abbia un modo subdolo (scusate ma è quello che penso), cosi come lo ha Estivill di cercare di entrare nella mente delle persone per inculcare le proprie idee… per poi non parlare dei suoi riferimenti politici… dove se tu dai delle regole ai tuoi figli sei fascista.. o della storia dei tricicli che mi dici?
ma infatti, secondo me, barbara i libri sono degli strumenti, ognuno prende quello che sreve alle proprie esigenze; io ho letto entrambi, estivill e gonzales, e, idee politiche a parte, ho trovato più adatto a me il secondo. cert, su alcuni punti può sembrare estremo, ma il punto di partenza (ovvero considerare il bambino, sin dal primo giorno, un individuo da rispettare e soprattutto amare incondizionatamente)io lo condivido appieno!
per quanto riguarda il dormire, il fatto che l’essere umano sia l’unica specie a “sforzarsi” di far dormire i propri piccoli separati dai genitori è innegabile! se considerare ciò cosa buona o meno, dipende anche dal proprio punto di vista…ma a questo punto il discorso diventerebbe troppo lungo e quasi “filosofico”
@FRANCESCA Sul fatto che dobbiamo considerare il bambino, sin dal primo giorno, un individuo da rispettare e soprattutto amare incondizionatamente qui mi sa che siamo tutti d’accordo. Ed è anche quello espresso dalla Hogg nel suo libro per esempio, anche se le sue teorie (da me più condivise) sono differenti da quelle di Conzales. E’ vero.. il bambino è una persona, un individuo a se, e merita rispetto e amore.
Il rispetto è dato soprattutto dall’ascolto delle esigenze del bambino.. le esigenze del bambino inizialmente sono amore, cibo e sonno.. posso sapere perché il sonno viene sottovalutato in questo modo? Una domanda che mi viene da fare sempre alle mamme è.. ma se tuo figlio i primi giorni di vita dormisse e basta e non volesse mangiare.. e facesse tre pasti al giorno per esempio.. tu cosa faresti? Lo lasceresti fare? No vero? Ha bisogno di mangiare.. bene e se non dorme? Non ha bisogno di dormire?? No quello no..se non dorme lo prendo in braccio perché non ne ha bisogno e ha bisogno solo di me mamma..Se non mangia non penso che lo tieni in braccio per dargli calore… ok è bello… ma ha bisogno di mangiare.. idem per il sonno.. I bambini hanno bisogno appena nati di dormire dalle 15 alle 18 ore… possono farlo bene e senza interuzioni in braccio alla mamma? O non è meglio poggiarlo nella sua culletta.. dove non c’è nessuno che lo disturba.. e puo dormire un po’ come vuole senza dover stare rannicchiato.. con la giusta penombra… no? Poi veramente risulto anche essere banale ma gli esempi migliori ora mi sfuggono..!
sono daccordo con te barbara, che il sonno è un bisogno primario, su questo non ci piove! ma penso anche che i bimbi sono diversi l’uno dall’altro, e che non ci sia un giusto e sbagliato su come farli dormire, nel senso che, ad esempio, il mio bimbo dorme bene e di filato (con le dovute eccezioni) nel letto con noi e non nella sua culletta dove invece continua a svegliarsi!
quello che io non condivido è l’incaponirsi di alcuni genitori a far dormire PER FORZA il bimbo in culla e nella sua stanza, tutto qui. fermo restando, è ovvio, che ognuno è libero di fare come gli pare!
io parlo per me e dico che il libro di gonzales mi ha rassicurata parecchio, non facendomi sentire inadeguata e incapace di far dormire il bimbo nel modo giusto (ammesso che ci sia)
scusa barbara, ma non credo che il punto sia dormire o no, almeno in questa discussione.
il punto è obbligo il bimbo a dormire come io credo che un bambino debba dormire o ascolto la sua esigenza di contatto fisico e lo prendo a letto nel lettone?
ovvio che i bimbi devono dormire. non starei alla legge “da manuale” per la quale DEVONO dormire 15-18 ore. ti assicuro che il mio piccolo non ha mai dormito 18 ore al giorno (considerando il dì e la notte), ma è sereno, ride sempre, è molto mobile e socievole ugualmente.
dunque non si tratta di chiedersi se deve o non deve dormire, ma di quale deve essere il nostro approccio nei confronti del suo sonno.
meglio se dorme nel suo lettino. se non lo fa possiamo insegnaglielo. e qui ci si divide: chi segue una via più “rigida” chi quella più “morbida”.
noi la morbida.
come sempre: grande masimiliano! hai spiegato perfettamente quello che volevo dire io!
@Massimiliano La mai non è una legge da manuale, ma sono constatazioni di medici pediatri che dicono che un bambino nei primi mesi di vita i bambini hanno bisogno di dormire dalla 15 alle 18 ore… è impensabile che tutti i bambini dormano 18 ore standard perchè non per tutti può essere cosi.. ma è impensabile che un bambino dorma 5 ore al giorno e i genitori dicano che ha bisogno di quelle ore di sonno… nessun bambino sano ha bisogno di 5 ore di sonno al giorno… che un bambino dorma tra un pasto e l’altro è la sera è indispensabile..
Anche io ritengo di far parte dell’approcio morbido.. perchè ho sempre insegnato ai miei figli con amore, senza mai farli paingere cosa fosse giusto per loro.. e loro amano dormire… amano il loro letto.. il garnde di 18 mesi… anche se non vuole dormire a volte mi chiede di andare nel suo lettino se è un po stanco solo per riposarsi un pò.. a volte si sdraia e riposa senza dormire nel divano per esempio..è naturale che il mio giusto è differente dal tuo giusto.. è anche una questione caratteriale.. ognuno ha le sue idee date dalle proprie esperienze etc etc… per me è scomodo dormire nel lettone per un bambino perchè non ha i suoi spazi vitali.. e il bambino deve essere consapevole che la mamma e il papà sono sempre presenti anche se non ci dorme per dorza accanto.. mi risulta che il tuo cucciolo dormendo da solo e chiedendoti il ciuccio richieda la tua attenzine.. vuole sapere che papa c’è…
Il metodo Estivill è un metodo che porta ad ignorare le richieste dei bambini.. i bambini non si ignorano, ma si aiutano!!!
P.s. Non so se l’ho già scritto, ma anche io mi alzavo a dare il ciuccio a mio figlio la notte… se si svegliava.. non è è mai stato un peso per me eppure ero anche in cinta.. !!!! In più mio figlio aveva una lieve plagiocefalia quindi io ogni mezz’ora quand’era più piccolo mi alzavo per spostargli la testolina.. e mettergliela nella giusta posizione.. quindi penso che benchè mio figlio dormisse da solo nella sua culla, ha avuto più presente me di altri bambini che dormono nel letto con i genitori che come si addormentano gli girano le spalle!!!!!!!!!!!
barbara, sei fortunata ad avere bimbi che amano dormire, che magari sono più dormiglioni di altri! e magari per loro va benissimo dormire da soli in culletta. il mio dorme solo per il bisogno di dormire, non ha mai dormito 18 ore ed è un bimbo normalissimo, un pò vivace e “movimentato” ma normalissimo! nemmeno io sono una dormigliona, dormo il giusto, quello che va bene per me, magari il mio Bibo ha preso dalla mamma
non ti agitare, nessuno dice che non sei stata presente di notte per il tuo bimbo, ci mancherebbe altro! sono solo diversi punti di vista!
E chi si agita… no era solo per farvi capire.. che forse nelle mie condizioni sarebbe stato meglio farlo dormire nel lettone con me.. e non alzarmi ogni mezz’ora con il pancione per spostargli la tetsolina, poi per dargli il ciuccio… etc.. io ho un letto nella sua stanza e quando ha bisogno di me rimango li con lui.. è capitato spesso per esempio quando ha fatto l’inserimento all’asilo, perchè ne ha sofferto visto che per 15 mesi è stato a casa con me.. è proprio perchè credo vivamente nell’autonomia e che i bambini abbiano bisogno dei loro spazi e della loro indipendenza che ho fatto di tutto per insegnarglielo, anche se mi costava il doppio come fatica..sempre con amore ripeto.. io sono contro il metodo Estivill!!!
@Francesca, scusa se te lo dco, ma la fortuna sta nell’avere un bambino sano, non nel fatto che sia “dormiglione”.. i bambini si accompagnano al sonno secondo me.. si insegna a dormire, come si insegna a mmangiare e tutto il resto.. punti di vista diversi..lo so!
Noi il metodo l’abbiamo provato con la nostra bimba, iniziando subito, appena nata. Le prime notti di ritorno dall’ospedale erano state piuttosto movimentate. Io non stavo bene, la bimba piangeva e io non sopportavo il suo pianto. Alcune volte, stremata, dopo essermi assicurata che avesse soddisfatto tutti i suoi bisogni, la mettevo nella culletta accanto al letto, spegnevo la luce e cercavo di riposare nonostante il suo pianto, se potevo, le mettevo una mano sulla pancia per tranquillizzarla. L’unica volta che l’ho messa con noi nel lettone, ha pianto ancora di più, indispettita, probabilmente, dal caldo eccessivo. Una notte, come per miracolo, mi sono addormentata che lei piangeva e… al risveglio erano passate più di sei ore! Da quella notte ho cercato di addormentarla dolcemente, ma quando proprio non ce la facevo, spegnevo la luce e via. Lei si è gradualmente abituata a mettersi a dormire quando la luce si spegneva. Se piangeva a lungo, la tranquillizzavo con la voce. Al terzo mese l’abbiamo messa nella sua cameretta. Io infatti soffrivo di allergia ai pollini e l’avrei svegliata starnutendo tutta la notte. Solita routine, pupazzetto, lettino e ha dormito tranquillamente nella cameretta, da sola, e quasi al buio. Fin dal primo giorno, ho sempre cercato di evitare che si addormentasse al seno o in braccio, la facevo sempre addormentare nella culla. Dal primo mese di vita in poi, si è fatta sempre 9-11 ore di sonno a notte. Dal 4° mese anche due pisolini al giorno, sempre nel lettino. Si addormenta da sola, “parlando” con il suo pupazzetto. Nei rari casi in cui ha pianto disperata, l’ho lasciata piangere, entrando ogni tot minuti a tranquillizzarla. Quando notavo un pianto “strano” che faceva intuire qualche malessere serio, l’ho presa in braccio, tranquillizzata e rimessa giù. Mi sono chiesta più volte se questo “metodo” sia giusto o no. Quello che so per certo è, riuscendo da subito a riposare la notte, ho potuto rimettermi in forze dopo il parto piuttosto faticoso e riesco tutt’ora ad essere una mamma migliore di giorno, più attenta ai suoi bisogni e serena, riuscendo così a trasmettere serenità anche a lei. Credo che una mamma attenta sappia distinguere il pianto del capriccio dal pianto che denuncia un vero malessere e sia così in grado di comportarsi di conseguenza. L’istinto materno esiste e ci permette di capire, ad esempio, che piange perché ha la febbre e, infatti, il termometro ci dà ragione. Certo è che ognuno deve sentirsi libero di adottare il metodo che più ritiene opportuno e in linea con il proprio modo d’essere e di pensare. Solo così sarà possibile trasmetterà al bimbo la sicurezza e la tranquillità necessarie. A 8 mesi, la nostra bimba si addormenta da sola, non piange quasi mai, se non per un reale disagio. Forse è stata pura fortuna, non lo so, ma io mi sento di aver fatto la scelta giusta.
Ciao, ho letto tuuuutti i vostri commenti ed ho trovato un simpatico dibettito.
la mia storia è un po’ diversa e per quanto io abbia voluto provare il metodo estevill, non ho ottenuto risultati!
Quando la nostra bimba ha compiuta una settimana è passata nel suo lettino nella nuova cameretta…ha dormito! è andata cosi per due anni ,solo un po’ di difficoltà ad addormentarsi, ma sepre da sola e senza pianti.
poi compiuti i due anni tutto si è ribaltato!! ( ora ne ha 2 e otto mesi)
per 6 mesi non abbiamo dormito che 2 ore a notte. pianti , risvegli frequentissimi. <le abbiao pensate tutte: dolori, febbre, otite, traumi, problemi all'asilo; niente di tutto ciò (anzi se si ammala è una angelo che dorme 10 ore).
abbiamo insistito , la riportavamo a letto (dorme in un letto normale e scende), ripulivamo i vomiti, ecc. spesso la mattina la trovavamo in corridoio che dormiva! dopo 6 mesi non ce l'abbiamo fatta più ed abbiamo ceduto allo stare in cameretta per addormentarla, ad alzarci se ci chiama ed in pochi giorni è tornata la pace… ad oggi abbiamo qualche sporadico risveglio ,ma è ogni tanto ed ora abbiamo capito che è legato al fare la pipi : ogni notte puntuale alle tre siamo seduti sul vasino poi dritti fino alle otto a nanna! a noi è andata cosi, ogni tanto siamo più stanchi , altre contenti di vederla crescere…In bocca lupo a tutti!
questo libro è da RITIRARE!! ma come si fa a lasciare un bambino di 6 mesi piangere fino a vomitare??? ma siamo impazziti??!!!! quando si decide di mettere al mondo un figlio si deve essere CONSAPEVOLI che questo richiederà SACRIFICI, tanti sacrifici, fra questi il saltare le notti. Io con la mia primogenita ho avuto problemi da quando lei aveva 3 mesi fino ai 18 mesi, dormiva 4 ore a notte e di giorno solo se la portavo fuori nel passeggino, bè nonostante questo mai mi sarei sognata di farla piangere fino alla disperazione! quando mia mamma poteva veniva ad aiutarmi x farmi riposare x il resto me la sono sbrigata come meglio potevo, dopo i 18 mesi ha preso a dormire da sola nel suo lettino tranquillamente tutta la notte. Ora mia figlia ha 14 anni e abbiamo un rapporto stupendo, ogni tanto viene con me nel lettone prima di addormentarsi e la cosa fa piacere ad entrambe.
Il far dormire i piccini ogni tanto nel lettone non è un vizio ma una necessità prima di tutto del neonato che x NOVE MESI è stato attaccato alla sua mamma e di punto in bianco si trova catapultato in un mondo nuovo e totalmente sconosciuto, sentendo freddo, caldo, fame, sete, coliche, cose che fino a poco tempo prima non provava visto che era sereno nel pancione della sua mamma.
Sono in attesa del secondo bimbo, e il libro di Estivill lo prenderei x poi bruciarlo nel camino almeno in quel caso sarebbe utile.
Concordo con Alessandra
questo libro è da RITIRARE!!
ma come si fa a lasciare un bambino di 6 mesi piangere fino a vomitare???
ma siete impazziti??!!!!
@Alessandra, concordo pienamente con il fatto che il libro e questo metodo sia improponibile e scorretto nei confronti del bambino. Penso che stia all’intelligenza del genitore capire ciò che è giusto e ciò che non è.. e come ha detto una ragazza su l’altro giorno.. i libri sono tutti da leggere.. e si prende da ognuno di loro quel che ci può interessare.. Per quanto riguarda il sonno.. il fatto che un bambino dorma solo quattro ore al giorno.. visto che sei in attesa del secondo figlio.. non è proprio normale.. vuol dire che non si sono trovate le condizioni per cui potesse dormire.. e se dormiva solo passeggiata è perchè è stata abituata cosi e quindi non non riusciva a rilassarsi in altre occasioni.. i bambini devono dormire ome devono mangiare…anzi i neonati dovrebbero solo dormire e mangiare.. ma ciò avviene solo se viene messo nelle giuste condizioni per farlo.. a tal proposito ti consiglierei sempre qui in grenitori crescioscono di leggere i post su Tracy Hogg.. ti potrebbero aiutare.
Ciao Barbara
Salve a tutti.
Premetto che sono padre di due figlie ed un terzo in arrivo, vengo da una famiglia molto all’antica e sono stato un militare per parecchio tempo.
Credo che il metodo Estivill non sia tanto cruento come lo si vuol far credere, io personalmente senza conoscere il libro ho applicato metodi simili e non penso di aver traumatizzato nessuno.
Il problema principale è che oggi giorno molti genitori tendono ad essere troppo protettivi con i propri figli, si tende a coccolarli troppo e a dar loro la possibilità di far loro comportamenti che non sono consoni allo stato di bimbo.
A quanto mi pare di aver capito tale metodo tende a dare al bimbo un ordine che è quello di dormire, niente di più semplice e come lo fa con l’ imposizione non violenta, dicendo mamma e papà sono qua, ma te dormi nel tuo letto.
Cosa c’è di sbagliato???? Il bimbo piange???? Normale i bimbi usano il pianto come arma, per far leva sui sensi di colpa dei genitori, è il loro gioco tocca a noi controllarlo, usare la fermezza con i propri figli serve anche a stabilire i ruoli e a regolare le dinamiche famigliari.
Oggi molti genitori tendono ad essere troppo permissivi con i capricci e le volontà dei propri figli, si tende a trattarli come persone adulte e poi si vedono i risultati, capricci, maleducazione, egoismo.
Mi spiace per chi è contrario, ma bisogna capire che anche se il bimbo si dispera a volte va comunque educato, assolutamente senza violenza (odio chi pratica violenza su i bimbi fosse anche solo un ceffone), ma con fermezza, ristabilendo i ruoli di genitore e di figlio, perché solo così potremo guidarli in quel difficile cammino che è la vita.